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	<title>Polo Nord &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Poco, troppo poco ghiaccio al Polo Nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2018 08:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record&#160; negativo, quest&#8217;anno, che non raggiungeva dal 1979 Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del Mare di Bering&#160;lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (NSIDC), il ghiaccio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36355" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord.jpg" alt="" width="797" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record&nbsp; negativo, quest&#8217;anno, che non raggiungeva dal 1979</p>
<p>  <span id="more-36356"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_di_Bering" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mare di Bering</a>&nbsp;lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (<a href="https://nsidc.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NSIDC</a>), il ghiaccio di questo mare posizionato a sud dell&#8217;Alaska (e connesso con il Mar glaciale Artico da uno stretto) è al livello più basso che sia mai stato registrato dal 1979.</p>
<p style="text-align: justify;">Come <a href="https://twitter.com/AlaskaWx/status/997094015978885120" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha scritto su Twitter</a> il meteorologo Rick Thoman, il livello del ghiaccio del Mare di Bering è il 5% di quello che dovrebbe essere normalmente a metà maggio: «non rimane quasi più nulla, tranne il ghiaccio vicino alle spiagge nelle aree protette». <br /><a href="http://nsidc.org/arcticseaicenews/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NSIDC</a>&nbsp;ha spiegato che, già ad aprile, il ghiaccio del Mare glaciale Artico copriva un&#8217;area di 980.000 chilometri quadrati in meno della media a cui si è attestato dal 1981 al 2010 e che una situazione simile si era già verificata nel 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Mare di Bering, il livello del ghiaccio ha iniziato a scendere a febbraio, quando invece sarebbe dovuto salire, poi è aumentato leggermente a marzo, ma alla fine ha proceduto verso il tracollo totale ad aprile. Colpa degli oceani caldi, certo, che hanno portato le temperature della sua superficie a livelli record e poiché le acque calde sono difficili da congelare, questo ha innescato (e innesca) un meccanismo ancora più complesso da scardinare per la formazione del ghiaccio – che, infatti, latita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ha tutta una serie di conseguenze, con infiltrazioni di acqua che scongelano in anticipo anche altri ghiacciai e il sempre maggiore aumento sia delle temperature dell&#8217;oceano che di quelle della Terra – senza contare il via a fenomeni come l&#8217;erosione delle coste, le grandi tempeste e le onde.<br />Una situazione molto preoccupante se si pensa, oltretutto, che ci sono ancora altri 4 mesi di caldo davanti a noi.</p>
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		<title>Una brutta fine attende l&#8217;orso polare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-brutta-fine-attende-l-orso-polare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 08:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
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					<description><![CDATA[L’aumento delle temperature causerà la sesta estinzione di massa. La differenza con le cinque precedenti siamo noi L’immagine dell’orso polare alla deriva su un iceberg ormai sciolto è una delle immagini simbolo del surriscaldamento globale. E l’orso non è stato scelto a caso: entro il 2050 due terzi degli orsi polari potrebbero scomparire.&#160; In questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33557" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_1442489836_orso-polare.jpg" alt="" width="1200" height="713" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_1442489836_orso-polare.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_1442489836_orso-polare-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_1442489836_orso-polare-1024x608.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_1442489836_orso-polare-768x456.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L’aumento delle temperature causerà la sesta estinzione di massa. La differenza con le cinque precedenti siamo noi</p>
<p>  <span id="more-33558"></span>  </p>
<p>L’immagine dell’orso polare alla deriva su un iceberg ormai sciolto è una delle immagini simbolo del surriscaldamento globale. E l’orso non è stato scelto a caso: entro il 2050 due terzi degli orsi polari potrebbero scomparire.&nbsp;</p>
<p>In questi giorni il ghiaccio marino dell’Artico ha visto il livello minimo primaverile mai registrato in 38 anni di misurazioni satellitari. La sua estensione massima si è ridotta al ritmo del 3% ogni 10 anni. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26428" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anche sull&#8217;Everest tutto potrebbe cambiare.</a></p>
<p>In pratica questo cambiamento climatico potrebbe causare una “Sesta estinzione di massa”, come denuncia il nuovo rapporto del Wwf (“Cambiamenti climatici e sesta estinzione di massa”). La differenza con le prime prime cinque è semplice quanto tragica: non sarà frutto di fenomeni geologici naturali ma causata dall’uomo.</p>
<p>Nella mappa delle specie a rischio stilata dal Wwf, oltre a quelle già citate, ci sono anche orche e leopardi delle nevi, stambecchi, anfibi, fringuelli alpini e persino l’abete bianco, il tipico albero di Natale delle regioni settentrionali, tutte specie che stanno soffrendo come non mai l’aumento della temperatura e gli altri effetti dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Gli effetti del global warming non si osservano sono ai poli. Il nostro mar Mediterraneo si sta “tropicalizzando”. Per questo arrivano specie che mai si erano viste. Nel Mediterraneo orientale, nelle acque libanesi e siriane, le specie non indigene hanno già superato il 50% in peso nella cattura della pesca e in Mediterraneo si contano ormai oltre mille specie aliene, di cui un centinaio sono ritenute pericolose per la biodiversità del bacino, l’economia o la salute.</p>
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		<title>L’Artico si scalda il doppio del resto del pianeta, l’allarme di Greenpeace</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/l-artico-si-scalda-il-doppio-del-resto-del-pianeta-l-allarme-di-greenpeace/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 09:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[L’impatto del cambio climatico dell’Artico sul Mediterraneo può essere molto pericoloso Un Artico bollente potrebbe avere gravi ripercussioni sul clima dell’intero pianeta Il Polo nord si sta scaldando a velocità doppia rispetto al resto del nostro pianeta. Questo potrebbe far aumentare fenomeni meteorologici estremi. Lo spiega Greenpeace nello studio “What happens in the Arctic doesn’t [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-31655" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Artico_si_riscalda_il_doppio.jpg" alt="" width="1200" height="777" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Artico_si_riscalda_il_doppio.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Artico_si_riscalda_il_doppio-300x194.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Artico_si_riscalda_il_doppio-1024x663.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Artico_si_riscalda_il_doppio-768x497.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L’impatto del cambio climatico dell’Artico sul Mediterraneo può essere molto pericoloso</p>
<p>  <span id="more-31656"></span>  </p>
<p>Un Artico bollente potrebbe avere gravi ripercussioni sul clima dell’intero pianeta</p>
<p>Il Polo nord si sta scaldando a velocità doppia rispetto al resto del nostro pianeta. Questo potrebbe far aumentare fenomeni meteorologici estremi.</p>
<p>Lo spiega Greenpeace nello studio “<a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Cio-che-accade-nellArtico-non-resta-confinato-nellArtico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">What happens in the Arctic doesn’t stay in the Arctic</a>” (&#8220;Ciò che accade nell’Artico non resta confinato nell’Artico”): se viene alterato l’equilibrio del Polo le ripercussioni sulle nostre vite possono essere gravi.</p>
<p>Gli studi spiegano che le estati caratterizzate da scarsa copertura di ghiacci artici si associano spesso a un aumento della temperatura superficiale del Mediterraneo. Il perché non è ancora chiaro, ma si sono notati disturbi nella formazione delle nuvole, effetti sulla Corrente del Golfo e cambiamenti nell’umidità dei suoli.</p>
<p>’A causa del riscaldamento globale &#8211; scrive Greenpeace -, negli ultimi 30 anni l’area artica coperta di ghiacci si è ridotta in modo sostanziale estate dopo estate, diminuendo la capacità della superficie ghiacciata di riflettere la luce solare (un fenomeno conosciuto come albedo) e aumentando il calore assorbito dal mare, che a sua volta contribuisce allo scioglimento dei ghiacci, in un circolo vizioso molto pericoloso. Come se non bastasse, il ritiro dei ghiacci agevola lo sfruttamento delle risorse naturali nel Mar Glaciale Artico: pesca, trasporto marittimo e trivellazioni fanno gola a molti e minacciano la sopravvivenza di questo fragile ecosistema.&#8217;</p>
<p>Quasi otto milioni di persone che hanno già firmato la petizione internazionale per mettere fine allo sfruttamento dell’Artico!<br /><a href="https://www.savethearctic.org/it/voices/?utm_source=planet&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=Ospar_lancio_07062016" target="_blank" rel="noopener noreferrer">È possibile firmare a questo indirizzo.</a></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=23502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Oceani bollenti: sono loro la conferma del global-warming.</a></p>
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		<title>Scioglimento ghiacci: il Polo Nord come un grande lago</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/scioglimento-ghiacci-il-polo-nord-come-un-grande-lago/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 11:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento ghiacci]]></category>
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					<description><![CDATA[I ghiacci del Polo Nord si stanno sciogliendo rapidamente a causa delle temperature estive   Il Polo Nord è diventato come un grande lago: i ghiacci si sono sciolti a causa dell’aumento delle temperature. A dimostrarlo è una fotografia scattata da una stazione webcam, che documenta l&#8217;alto tasso di scioglimento della zona. Lo scioglimento completo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13078" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_polo_nord1_e1354891127587-8598-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">I ghiacci del Polo Nord si stanno sciogliendo rapidamente a causa delle temperature estive</p>
<p>  <span id="more-13079"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11041"><strong>Polo Nord</strong></a> è diventato come un grande lago: i ghiacci si sono sciolti a causa dell’aumento delle temperature. A dimostrarlo è una fotografia scattata da una stazione webcam, che documenta l&#8217;alto tasso di scioglimento della zona.</p>
<p class="MsoNormal">Lo scioglimento completo dei <strong>ghiacci del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12033">Polo Nord</a></strong> è dovuto all’arrivo dell’estate e all’aumento delle temperature, al di sopra della media: secondo le rilevazioni del National Snow &amp; Ice Data Center (NSIDC), ai primi di luglio le temperature sono state da 1 a 3 gradi Celsius superiori alla media su gran parte del Mar Glaciale Artico e fino a 5 gradi Celsius sopra la media nell&#8217;area più a sud chiamata Mare di Kara.</p>
<p>Date le alte temperature durante le prime due settimane di luglio l&#8217;estensione del<strong> ghiaccio</strong> è diminuita ad un ritmo di 132.000 chilometri quadrati al giorno, pari al 61% più veloce rispetto al tasso medio di declino nel periodo 1981-2010. L’arrivo del ciclone Artico Caronte distruggerà ulteriormente il ghiaccio presente portando con se&#8217; acqua oceanica calda e accelerando lo scioglimento estivo.<span style="font-size: 11.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri','sans-serif'; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;"></p>
<p> </span></p>
<p><span style="font-size: 11.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri','sans-serif'; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">(gc)</span></p>
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		<title>I poli della terra si sono spostati, causa cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-poli-della-terra-si-sono-spostati-causa-cambiamenti-climatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[poli geografici]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
		<category><![CDATA[polo sud]]></category>
		<category><![CDATA[spostamento poli geografici]]></category>
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					<description><![CDATA[I poli geografici della Terra si sono spostati di alcuni centimetri, a causa dello scioglimento dei ghiacci e dell’innalzamento delle acque   I poli geografici della Terra si sono spostati di diversi centimetri, a casa dei cambiamenti climatici. E l’effetto potrebbe accentuarsi nel futuro man mano che la calotta di ghiaccio si scioglie. A darne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12032" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/05/images_igallery_resized_ambientetest_equinozio-8001-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">I poli geografici della Terra si sono spostati di alcuni centimetri, a causa dello scioglimento dei ghiacci e dell’innalzamento delle acque</p>
<p>  <span id="more-12033"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">I <strong>poli geografici</strong> della Terra si sono spostati di diversi centimetri, a casa dei cambiamenti climatici. E l’effetto potrebbe accentuarsi nel futuro man mano che la calotta di ghiaccio si scioglie. A darne notizia è uno studio dell&#8217;Università&#8217; di Austin, in Texas, pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters.</p>
<p> Secondo gli esperti, il <strong>polo Nord</strong>, fino al 2005, si è mosso verso sudest verso le coste del Labrador, al ritmo di circa due milliarcosecondi l&#8217;anno, circa sei centimetri. La conferma dello spostamento arriva anche dalle misure tracciate dal satellite Grace della Nasa, il quale ha rilevato uno spostamento di traiettoria unito ad un aumento della velocità: il polo di muove verso est al ritmo di piu&#8217; di sette milliarcosecondi l&#8217;anno. Uno spostamento simile si è osservato anche per il polo Sud.  </p>
<p>Lo spostamento dei <strong>poli geografici della Terra</strong> trova le sue ragioni nei cambiamenti climatici, ovvero nello scioglimento dei ghiacci e nell&#8217;innalzamento delle acque.<span style="font-size: 11.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri','sans-serif'; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;"><br /></span></p>
<p>(gc)</p>
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		<title>Primavera fredda e piovosa. Colpa del riscaldamento globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 08:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci Polo Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[primavera fredda]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa Primavera 2013, almeno per ora, e’ fredda e piovosa. Lo scioglimento dei ghiacciai, a causa del riscaldamento globale,&#160; porta aria gelida dal nord La Primavera è iniziata ufficialmente più di 20 giorni fa, ma ancora non abbiamo abbandonato i cappotti e i piumoni e ancora, in tante case d’Italia, i riscaldamenti sono ancora accesi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11441" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/04/images_igallery_resized_ambientetest_image-7707-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Questa Primavera 2013, almeno per ora, e’ fredda e piovosa. Lo scioglimento dei ghiacciai, a causa del riscaldamento globale,&nbsp; porta aria gelida dal nord</p>
<p>  <span id="more-11442"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">La <strong>Primavera</strong> è iniziata ufficialmente più di 20 giorni fa, ma ancora non abbiamo abbandonato i cappotti e i piumoni e ancora, in tante case d’Italia, i riscaldamenti sono ancora accesi. Nonostante siamo ad Aprile, infatti, non abbiamo potuto ancora godere di un sole caldo e di giornate senza nuvole. Tutta colpa del riscaldamento globale, sembra un paradosso, ma è proprio così: questa primavera è fredda a causa dell’aumento delle temperature nel nostro pianeta.</p>
<p class="MsoNormal">Ad affermare che questa <strong>fredda <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/inizia-oggi-la-primavera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Primavera</a></strong> altro non è che la prova del riscaldamento globale in atto è la dottoressa Jennifer Francis del Rutgers Institute of Coastal and Marine Science, secondo il quale le temperature fredde sono dovute allo scioglimento dei ghiacci del Polo Nord. Lo scioglimento veloce dei ghiacciai fa sì che il ghiaccio finisca nel Mar Glaciale Artico,che si raffredda e sposta la corrente gelida in tutte le acque dell’emisfero settentrionale. Anche nell’atmosfera la temperatura si abbassa a causa di questa corrente, e si finisce così per registrare temperature polari anche dopo la fine dell’inverno.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/marzo-piu-freddo-degli-ultimi-50-anni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marzo</a></strong> e l’inizio di <strong>Aprile</strong> non ricordano per niente la <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/cambiamenti-climatici-primavere-record-negli-usa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Primavera</a> del 2012,</strong> una delle più calde della storia. Il motivo, ha spiega la dottoressa Jennifer Francis, è da ricercarsi nella modifica dei modelli di vento a causa della fusione del ghiaccio marino che, immettendo enormi quantità di aria fredda nell’atmosfera, fa compiere degli sbalzi di temperatura estremi (circa il doppio rispetto al normale). Per questo non è da escludere che se un giorno andiamo a letto con il piumone, il giorno dopo potremmo svegliarci con 30 gradi.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Il Polo Nord sara’ completamente navigabile. Le conseguenze</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 15:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mare]]></category>
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		<category><![CDATA[navigabilità mari Polo Nord]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Al 2060 i mari del Polo Nord potranno essere navigati anche dalle navi normali, mentre i rompighiaccio potrebbero forse passare direttamente attraverso il polo. Importanti conseguenze economiche e politiche Il Polo Nord potrà essere navigabile. Dal 2060 i mari del nord potranno essere navigati anche dalle navi normali, mentre i rompighiaccio potrebbero forse passare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11040" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_ambientetest_viaggio_al_polo_nord-7455-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Al 2060 i mari del Polo Nord potranno essere navigati anche dalle navi normali, mentre i rompighiaccio potrebbero forse passare direttamente attraverso il polo. Importanti conseguenze economiche e politiche</p>
<p>  <span id="more-11041"></span>   </p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>Polo Nord</strong> potrà essere navigabile. Dal 2060 i mari del nord potranno essere navigati anche dalle navi normali, mentre i rompighiaccio potrebbero forse passare direttamente attraverso il polo. A dirlo sono i risultati di una serie di previsioni realizzate dai ricercatori dell&#8217;Università della California di Los Angeles e pubblicate sulla rivista dell&#8217;Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas).&nbsp;</p>
<p> Se i <strong>cambiamenti climatici</strong> e l’aumento delle temperature continueranno a provocare una diminuzione della <strong>calotta glaciale artica</strong>, entrò la metà del secolo anche le navi di trasporto più comuni saranno in grado, durante i mesi più caldi, di navigare i <strong><a href="http://viaggiare.ecoseven.net/news-viaggiare/estremo-nord-per-guardare-l-aurora-boreale-e-non-solo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mari del Nord</a></strong> liberamente e senza l&#8217;accompagnamento di rompighiaccio.</p>
<p class="MsoNormal">Le <strong>conseguenze della navigabilità dei mari del <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/caldo-record-ghiacciai-del-polo-nord-a-rischio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">polo Nord</a></strong> saranno tante e importanti. Ci saranno conseguenze economiche e politiche, nonché grandi rischi ambientali.Secondo le previsioni, l&#8217;assottigliamento dei ghiacci potrebbe essere tale da permettere alle navi rompighiaccio di &#8216;tagliare&#8217; completamente l&#8217;Artico e passare direttamente per la strada più corta: attraverso il polo. L&#8217;apertura dei celebri, e a lungo ricercati, passaggi a Nord-Est e Nord-Ovest potrebbe permettere il risparmio di migliaia di chilometri nel trasporto di merci tra i porti di Atlantico e Pacifico, stravolgere le rotte tradizionali e aprire contese sul controllo di queste nuove autostrade del mare. Secondo i ricercatori, queste previsioni comportano l&#8217;obbligo di aprire al più presto dibattiti per definire regolamentazioni stringenti anche per la salvaguarda dei delicati ecosistemi artici.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Le piante &#8216;clandestine&#8217; rischiano di contaminare l&#8217;Antartide</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 16:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[I 33 mila turisti che visitano annualmente l&#8217;Antartide rischiamo di danneggiarlo inconsapevolmente. Come? I turisti spesso sono portatori inconsapevoli di semi di piante nelle tasche e nelle borse L&#8217;ambiente incontaminato dell&#8217;Antartide rischia di essere modificato da piante &#8220;clandestine&#8221; importate da inconsapevoli turisti dai semi intrappolati in abiti e borse. Come riportato da uno studio pubblicato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-824" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_viaggiare_antartide-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I 33 mila turisti che visitano annualmente l&#8217;Antartide rischiamo di danneggiarlo inconsapevolmente. Come? I turisti spesso sono portatori inconsapevoli di semi di piante nelle tasche e nelle borse <span id="more-5347"></span> </p>
<p>L&#8217;ambiente incontaminato dell&#8217;Antartide rischia di essere modificato da piante &#8220;clandestine&#8221; importate da inconsapevoli turisti dai semi intrappolati in abiti e borse. Come riportato da uno studio pubblicato sulla rivista dell&#8217;Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), tra il 2007 e il 2008 sono state oltre 2.600 le piante estranee arrivate nel continente bianco; una quantità che secondo i modelli e&#8217; in grado di modificare l&#8217;ecosistema entro il 2100.</p>
<p>La ricerca condotta da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall&#8217;Universita&#8217; Stellenbosch, in Sud Africa, ha verificato che anche il Polo Sud e&#8217; a rischio invasione di specie &#8216;aliene&#8217; in grado di alterarne il particolare ecosistema.&nbsp;In media ogni visitatore trasporterebbe con se involontariamente una decina di semi, intrappolati in qualche modo nell&#8217;abbigliamento, in grado poi di attecchire favoriti dall&#8217;aumento delle temperature. L&#8217;indice e&#8217; puntato in particolare verso i turisti che si recano in Antartide, 33mila l&#8217;anno contro i 7mila ricercatori, che normalmente visitano prima aree fredde ai limiti del circolo polare dove vengono &#8216;contaminati&#8217; da piante adatte ai climi freddi.</p>
<p>Attualmente la situazione piu&#8217; critica e&#8217; registrata nella penisola antartica occidentale dove il ritrovamento di molte piante aliene conferma le preoccupazioni sollevate dai ricercatori che evidenziano come il fenomeno si stia rapidamente estendendo anche nelle regioni orientali e del mare di Ross.&nbsp;Secondo lo studio la diffusione di queste specie sara&#8217; favorita dai cambiamenti climatici in atto e forniscono una proiezione per il 2100 molto preoccupante dimostrando come anche le regioni estremamente remote possano registrare profondi mutamenti di ecosistema.</p>
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