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	<title>pm2.5 &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Pm10 peggio di pm2.5 per Asma</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/pm10-peggio-di-pm2-5-per-asma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 14:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
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					<description><![CDATA[  Una ricerca smentisce un&#8217;ipotesi da sempre accreditata: le particelle di Pm10 sono peggio di quelle di Pm2.5     Contro l&#8217;asma, la polvere che si produce per via naturale causa alle vie respiratorie più danni delle polveri sottili del traffico. A provarlo sono alcuni esperimenti di laboratorio condotti in Australia, che indicano che le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-20697" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_Inquinamento-12572-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Una ricerca smentisce un&#8217;ipotesi da sempre accreditata: le particelle di Pm10 sono peggio di quelle di Pm2.5</p>
<p>  <span id="more-20698"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Contro l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=16503"><strong>asma</strong></a>, la polvere che si produce per via naturale causa alle vie respiratorie più danni delle polveri sottili del traffico. A provarlo sono alcuni esperimenti di laboratorio condotti in Australia, che indicano che le particelle più sottili dei fumi degli scappamenti, le PM2,5 -di diametro sotto i 2,5 millesimi di millimetro- non causano il tipo di danno alle cellule che rivestono le vie respiratorie normalmente associato all&#8217;asma, diversamente dalle particelle PM10.</p>
<p> </p>
<p>Lo studio è importante: la ricerca, infatti, smentisce l&#8217;ipotesi accettata che le particelle PM2,5 siano molto più dannose delle PM10. &#8216;Non vogliamo certo dire che inalare grandi quantità di particelle del traffico sia innocuo&#8217;, ha sostenuto il patologo Rakesh Kumar della Scuola di Scienze Mediche dell&#8217;Università del Nuovo Galles del Sud, che ha guidato gli esperti, &#8216;Ma almeno nel sistema di coltura delle cellule, le particelle più grandi hanno causato danni maggiori alle cellule che rivestono le vie respiratorie&#8217;. &#8216;I regolamenti tendono a concentrarsi sulle PM2,5, cioè gli scappamenti diesel e altre particelle del traffico. Invece tendono a essere ignorate le particelle più grandi, che costituiscono almeno il 50% della massa portata dall&#8217;aria&#8217;.</p>
<p>I ricercatori hanno prelevato campioni di particelle portate dall&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15686"><strong>aria</strong></a> da una strada di Sydney, e da un camino di scarico di un tunnel di un&#8217;autostrada e hanno testato i loro effetti su culture di cellule derivate dalle vie respiratorie di esseri umani e di topi di laboratorio. E? stato osservato che diversamente dagli inquinanti dei fumi del traffico, gli elementi di polvere naturale, soprattutto le parti grezze contenenti tracce di ferro, stimolavano la comparsa di molecole pro-infiammatorie.</p>
<p> </p>
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		<title>Lo smog fa male al cuore. Ancora altre conferme</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/lo-smog-fa-male-al-cuore-ancora-altre-conferme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 12:48:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
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					<description><![CDATA[L’esposizione all’inquinamento dell’aria da Pm 2.5 e’ legata al rischio di attacchi cardiaci e di angina   L&#8217;esposizione a lungo termine allo smog  è fortemente legata al rischio di attacchi cardiaci e di angina. A dare conferma di quanto già diceva l’Organizzazione mondiale della Sanità è una ricerca condotta presso il Dipartimento di Epidemiologia dell&#8217;Ssr [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-15380" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_ambientetest_LA_smog_2-9854-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">L’esposizione all’inquinamento dell’aria da Pm 2.5 e’ legata al rischio di attacchi cardiaci e di angina</p>
<p>  <span id="more-15381"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;esposizione a lungo termine allo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15177"><strong>smog</strong></a>  è fortemente legata al rischio di attacchi cardiaci e di angina. A dare conferma di quanto già diceva l’Organizzazione mondiale della Sanità è una ricerca condotta presso il Dipartimento di Epidemiologia dell&#8217;Ssr Lazio di Roma, che aggiunge che lo smog fa male al cuore anche se i livelli di polveri inquinanti sono al di sotto degli attuali limiti europei.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il livello di <strong>pm2,5</strong> nell’<strong>aria</strong>, attualmente, è di 25 micron/m3, di gran lunga superiore a quello adottato negli Stati Uniti (12 micron/m3): si dovrebbe, dato l’allarme, pensare al ribasso dei limiti Ue per l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14438"><strong>inquinamento atmosferico</strong></a>. Lo studio è una conseguenza di una ricerca pubblicata l&#8217;anno scorso, che sosteneva che le concentrazioni di Pm 2,5 nel corso di un periodo di cinque anni a Pechino hanno superato di oltre 10 volte il valore guida di qualità dell&#8217;aria dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (10 micron/m3).  Gli esperti hanno voluto, infatti, capire i rischi dell’esposizione al Pm2.5. La ricerca firmata dal gruppo di Giulia Cesaroni ha coinvolto oltre 100.000 persone senza una storia di malattia cardiaca, arruolate dal 1997 al 2007 e seguite per una media di 11,5 anni. Dopo aver tenuto conto di diversi altri fattori di rischio, tra cui altre malattie, fumo e caratteristiche socio-economiche delle persone sotto osservazione, i ricercatori hanno calcolato che un aumento di 5 micron/m3 di Pm 2,5 era associato a un +13% del rischio di eventi coronarici, mentre con un aumento di 10 micron/m3 di Pm 10 il pericolo saliva del 12%. Ancora più allarmante è il fatto che sono state rilevate associazioni al di sotto dell&#8217;attuale limite europeo annuale di 25 micron/m3 per il Pm 2,5 e al di sotto di 40 micron/m3 per il Pm 10.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Lo smog soffoca Shangai. Polveri sottili a livelli record</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/lo-smog-soffoca-shangai-polveri-sottili-a-livelli-record/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 16:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
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					<description><![CDATA[Shangai e’ soffocata dallo smog e dalle polveri sottili. E mentre domenica si correva la maratona i pm2.5 hanno raggiunto i 248 microgrammi per metrocubo   Lo smog soffoca Shangai: le polveri sottili coprono i cieli cinesi. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua fa sapere che ‘l’indice della qualità dell’aria di Shanghai (Aqi) è stato registrato a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-14778" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/12/images_igallery_resized_ambientetest_smog_shangai-9529-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Shangai e’ soffocata dallo smog e dalle polveri sottili. E mentre domenica si correva la maratona i pm2.5 hanno raggiunto i 248 microgrammi per metrocubo</p>
<p>  <span id="more-14779"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Lo <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=14767">smog</a> soffoca Shangai</strong>: le <strong>polveri sottili</strong> coprono i cieli cinesi. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua fa sapere che ‘l’indice della qualità dell’aria di Shanghai (Aqi) è stato registrato a 303 lunedì mattina, superando il livello di 300 che indica una soglia di qualità critica. L’Aqi controlla ora per ora la concentrazione nell’aria dei 6 principali inquinanti, tra i quali i PM 2,5 (particolati che misurano meno di de 2,5 micron di diametro), che sono considerati i responsabili del degrado e della qualità dell’aria in Cina in questi ultimi anni’.</p>
<p>L’<strong>Organizzazione mondiale della sanità</strong> è preoccupata per la situazione: si sa che l’<a href="ambiente/inquinamento"><strong>inquinamento</strong></a> è dovuto alla forte presenza di Pm2.5, anche se non sono stati resi noti i valori precisi.</p>
<p> </p>
<p>L’ultimo week end appena passato è stato disastroso: l’indice della <strong>qualità dell’aria di Shanghai</strong> ha superato il valore di 230 domenica, mentre la città preparava la International Marathon 2013, la maratona che si corre ogni anno. In quella giornata i PM 2,5 hanno raggiunto i 248 microgrammi per m<sup>3</sup>, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Alcuni corridori, afferma l’agenzia Xinhua ‘si sono equipaggiati di mascherine’. </p>
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		<title>Troppo smog in Europa. Salute a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 11:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Piu’ del 90% dei cittadini europei che vivono in città respira un livello troppo alto di polveri inquinanti: salute a rischio.  Situazione critica soprattutto in Italia Troppo smog in Europa. Oltre il 90% degli europei che vive in città respira un livello troppo elevato di polveri inquinanti, dal Pm2,5 all’ozono. A lanciare l’allarme è l’ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-14122" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/10/images_igallery_resized_ambientetest_smog-9164-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Piu’ del 90% dei cittadini europei che vivono in città respira un livello troppo alto di polveri inquinanti: salute a rischio.  Situazione critica soprattutto in Italia</p>
<p>  <span id="more-14123"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Troppo</span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=12875" style="line-height: 1.3em;"><strong> smog</strong></a><span style="line-height: 1.3em;"> in Europa. Oltre il 90% degli europei che vive in città respira un livello troppo elevato di </span><strong style="line-height: 1.3em;">polveri inquinanti</strong><span style="line-height: 1.3em;">, dal Pm2,5 all’ozono. A lanciare l’allarme è l’ Agenzia europea dell&#8217;ambiente, in un rapporto che fa riferimento al periodo 2009-2011 e che tiene conto delle soglie limite dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, molto più severe di quelle europee.</span></p>
<p class="MsoNormal">Il rapporto denuncia una situazione realmente preoccupante: nonostante il calo degli <strong>inquinant</strong>i registrato nell&#8217;ultimo decennio, i livelli di <strong>particolato e ozono</strong> presenti nell’aria sono ancora molto alti. Una situazione particolarmente critica si registra in Italia, che nel 2011 è stata uno dei Paesi europei a superare più spesso il limite Ue della media annuale per le Pm10 e Pm 2.5, insieme a Polonia e Slovacchia. In Italia e in Pianura Padana lo<a href="https://www.ecoseven.net//?p=12844"><strong> smog</strong></a> e le polveri killer non risparmiano nemmeno le aree rurali. Maglia nera in Europa sul fronte dell&#8217;ozono è Padova, con 104 giorni di superamenti nel 2011, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese. Sono 23 le città italiane che si piazzano nei primi 30 posti di questa classifica Ue. Il Belpaese detiene il record assoluto sul fronte dell&#8217;ozono, segnando valori oltre tre volte più elevati rispetto alla soglia limite. Nord Italia e Sud della Francia risultano le aree più colpite nell’Ue da questo inquinante. <span style="line-height: 1.3em;">Per quanto riguarda l’</span><strong style="line-height: 1.3em;">inquinamento da Pm10</strong><span style="line-height: 1.3em;">, al dodicesimo posto della classifica Ue c&#8217;è Monza (121 giorni di sforamenti nel 2011), seguita da Brescia (113), poi Cremona (109), Vicenza (107), e Torino (105), Padova (93) e Venezia (85).</span></p>
<p class="MsoNormal">La gravità della situazione è ben spiegata dall’esempio concreto dell’agglomerato di <strong>Milano</strong>, nel quale vivono oltre 3.500.000 di persone e in cui nel 2012– secondo i dati AMAT &#8211; le centraline del PM10 hanno superato il limite di 50 µg/m³ per un numero di giorni pari a oltre 3 volte il numero consentito (117 giorni all’anno rispetto ai 35 consentiti). Lo stesso vale per le centraline che misurano il biossido di azoto – inquinante fra i più pericolosi per la salute – che hanno registrato il superamento del valore limite 99 volte, ovvero oltre 5 volte il numero ammesso dalla normativa vigente (18 giorni) con una media annua (55 mg/m3) che supera addirittura del 38% il limite normativo stabilito (40 mg/m3). Stesso discorso vale per quelle dell’ozono, con un valore superato oltre 60 volte, ovvero più del doppio rispetto a quello stabilito. </p>
<p class="MsoNormal">Il troppo smog mette in serio pericolo la salute dei cittadini europei. <em style="line-height: 1.3em;">‘&#8217;</em>Noi di <a href="http://www.genitoriantismog.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Genitori Antismog</strong></a> denunciamo la gravissima situazione italiana che emerge dal Rapporto dell’EEA’ afferma <strong>Anna Gerometta, Presidente di Genitori Antismog</strong> ‘Situazione che ricopre di vergogna un paese che, da oltre 15 anni, avrebbe potuto e dovuto intervenire per ridurre le emissioni inquinanti e che invece è ancora  incapace di proteggere la salute dei propri cittadini. L’Italia pur ritrovandosi alla soglia di una nuova procedura di infrazione per violazione delle norme sull’aria, preferisce investire le proprie risorse in infrastrutture per la mobilità privata che servono a pochi e in grandi eventi che poco o nulla lasciano alla popolazione. Inoltre, a titolo esemplificativo, il nostro Paese ostacola in sede Europea l’adozione di nuove norme sulle caldaie che comporterebbero un miglioramento dell’aria in Pianura Padana’.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Smog: calano le emissioni, ma non la concentrazioni di inquinanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 06:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni inquinanti]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[inquinanti]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
		<category><![CDATA[pm2.5]]></category>
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					<description><![CDATA[Calano le emissioni di inquinanti, ma non le loro concentrazioni nell’aria   Calano le emissioni di polveri sottili e inquinanti pesanti, ma non la loro concentrazione nell’aria.  In particolare, secondo il rapporto  il 2001 e il 2010 le emissioni dirette di PM10 e Pm2.5 sono diminuite del 14% all’interno dell’Unione Europea,  e sono diminuite anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13095" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_9287_ilva_050607_h19b-8605-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Calano le emissioni di inquinanti, ma non le loro concentrazioni nell’aria</p>
<p>  <span id="more-13096"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Calano le <strong>emissioni di polveri sottili</strong> e<a href="ambiente/inquinamento"> <strong>inquinanti</strong></a> pesanti, ma non la loro concentrazione nell’aria.  In particolare, secondo il rapporto  il 2001 e il 2010 le emissioni dirette di PM10 e Pm2.5 sono diminuite del 14% all’interno dell’Unione Europea,  e sono diminuite anche le emissioni degli inquinanti più pesanti: gli ossidi di zolfo sono diminuiti del 54%, gli ossidi d’azoto del 26% e le emissioni di ammoniaca del 10%. Nonostante questo la qualità dell’aria non è migliore: il calo delle emissioni non si traduce automaticamente in un calo di concentrazioni.</p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>aria</strong> che respiriamo, in pratica, è ancora <strong>troppo inquinata</strong>. Circa il 30% della popolazione europea vive esposta a concentrazioni di polveri che superano le soglie limite consentite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma come mai nonostante il calo delle emissioni non si ha un miglioramento dell’aria? I fattori sono tanti: dal trasporto intercontinentale del particolato al fatto che, soprattutto in Polonia, Slovacchia e Bulgaria, si ritorna al carbone e alla legna per il riscaldamento domestico.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Ma quali sono le fonti principali di ciascun <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12875"><strong>inquinante</strong></a>? Il Pm2.5 e il Pm10 derivano soprattutto dal traffico. E sempre soprattutto dal traffico derivano gli ossidi di azoto. Il metano e l’ammoniaca rilasciati in atmosfera derivano per l’80-90% dalle attività agricole, e in misura minore, dalla presenza di discariche a cielo aperto. Gli ossidi di zolfo sono invece la conseguenza delle attività di produzione e distribuzione dell’energia elettrica. </p>
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