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	<title>plastica &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>L’enzima che annienta la plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 11:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Enzima]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Una soluzione dal Texas grazie alla degradazione enzimatica Dall’Università di Austin in Texas arrivano buone notizie dal punto di vista del riciclaggio della plastica PET, uno tra gli inquinanti al momento più diffusi e dannosi per il nostro ambiente. Uno studio sugli enzimi portato avanti dal 2016 e perfezionato negli ultimi anni è giunto ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-147946" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/bottles-4276208_1280.jpg" alt="enzima che mangia la plastica" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/bottles-4276208_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/bottles-4276208_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/bottles-4276208_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Una soluzione dal Texas grazie alla degradazione enzimatica</h3>
<p><span id="more-147944"></span></p>
<p align="justify">Dall’Università di Austin in Texas arrivano buone notizie dal punto di vista del <b>riciclaggio della plastica PET</b>, uno tra gli inquinanti al momento più diffusi e dannosi per il nostro ambiente.</p>
<p align="justify">Uno <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-022-04599-z.epdf?sharing_token=5XlYwFDtlQdDLQdqeiQMRNRgN0jAjWel9jnR3ZoTv0PeM6vTlVbebxCLhUAccDhih8V4_cqS0rGjHMFDcwcLPtRqRG7a4SzI_TNf5e7AUCk8fU2iwMBNodl5-TA3mvje4F9E4aJ0cZHAtU1kxdiB0teEi1rJU6FYU_cA9NgTKieXVhV12dxyGsjcKK1rc8YgruAtUPEaRjieD9UYKDXJc0QGIytEZAwk12DJhccEtqWu8o-t_b8eD30FnxXc3ibg7-Vzht5t-pOGypJd1MGE08c0mU5cQmhO1kNN-1wV2nGEqpbhQhFsSjQW_Sm4UlTY&amp;tracking_referrer=www.repubblica.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> sugli enzimi portato avanti dal 2016 e perfezionato negli ultimi anni è giunto ad un punto di svolta, grazie al quale la <b>possibilità di riuscire a smaltire e riutilizzare correttamente i rifiuti plastici di tipo PET sembra concretizzarsi</b> sempre di più. Il problema del Polietilene Tereftalato (PET) risiede nella sua longevità. Infatti se da un lato la durabilità di questo materiale può essere considerata un punto di forza mentre viene utilizzato come un prodotto, il rovescio della medaglia è che una volta terminato il suo utilizzo si trasforma in un rifiuto che difficilmente può essere smaltito in modo naturale dall’ambiente, perché i legami delle molecole che compongono il PET sono strutturati per durare e non sciogliersi.</p>
<h4 align="justify">Ed è proprio qui che entra in gioco questa nuova risorsa, un enzima più precisamente.</h4>
<p align="justify">Si tratta di un processo chimico detto <b>degradazione enzimatica</b>, e permette di scomporre la plastica e rimodellarla completamente, ottenendo un prodotto di ottima qualità.</p>
<p align="justify">In questo modo si andrà a creare un’economia circolare del PET, in grado di prendere gli scarti e reimmetterli nel mercato sotto forma di un nuovo prodotto completamente rimodellato, evitando di accumulare quantità esagerate di rifiuti dovuti all’ormai obsoleto concetto di usa e getta.</p>
<h4 align="justify">Ma andiamo a vedere come funziona questo processo.</h4>
<p align="justify">Lo studio evidenzia come grazie ad un enzima in grado di scomporre i polimeri della plastica in una semplice molecola, <b>gli scarti in PET vengono letteralmente mangiati e scomposti nell’arco di massimo 48 ore</b>, per essere poi riforgiati e riutilizzati, invece di finire dispersi nell’ambiente.</p>
<p align="justify">Scoperto nel 2016, questo enzima è stato ora perfezionato grazie anche all’impiego di un algoritmo migliorato all’università di Austin che permette gli di svolgere correttamente la sua funzione di <b>mangia-plastica già alle basse temperature</b>, tra i 30 e i 50 gradi, permettendo così un grande risparmio di energia durante il processo. Cosa fino a poco tempo fa impossibile.</p>
<p align="justify">Questo metodo è ora pronto per essere applicato su scala industriale e permetterà di abbreviare di tantissimo i tempi necessari per il naturale smaltimento dei rifiuti plastici che, altrimenti, impiegherebbero migliaia di anni per deteriorarsi completamente, e promette di riuscire a smaltire la plastica che dagli anni 60 si sta accumulando in ogni angolo del nostro pianeta.</p>
<p align="justify"><em><strong>Luna Riillo</strong></em></p>
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		<title>Acqua in brick per combattere l’uso della plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua-in-brick-per-combattere-luso-della-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua del sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[acqua in brick]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[L’acqua del sindaco a Milano sarà inscatolata Con un investimento di oltre 1 milione, il Comune di Milano ha annunciato che inscatolerà l’acqua in brick sia per incentivare il consumo dell’acqua locale, sia per combattere l’utilizzo della plastica, optando per alternative più sostenibili ed ecologiche. L’impianto di confezionamento ha la capacità di produrre fino a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-145653" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280.jpg" alt="acqua in brick" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">L’acqua del sindaco a Milano sarà inscatolata</h3>
<p><span id="more-145649"></span></p>
<p align="justify">Con un investimento di oltre 1 milione, il Comune di Milano ha annunciato che <b>inscatolerà l’acqua in brick</b> sia per incentivare il consumo dell’acqua locale, sia per combattere l’utilizzo della plastica, optando per alternative più sostenibili ed ecologiche.</p>
<p align="justify">L’impianto di confezionamento ha la capacità di produrre fino a <b>2000 cartoni all’ora</b>, che saranno inizialmente destinati alla Protezione Civile, che avrà l’incarico di distribuirli alla cittadinanza in caso di guasto o interruzione localizzata del servizio. Se richiesto, potranno essere distribuiti nel corso di eventi particolari sul territorio milanese come le ‘week&#8217;, i concerti, le manifestazioni culturali e sportive con l’opzione di<b> personalizzare il packaging</b> per renderle più originali.</p>
<p align="justify">Ma come <a href="https://www.repubblica.it/green-and-blue/2022/04/06/news/acqua_in_brick_milano_sostenibilita_smaltimento-344293303/?utm_medium=italy.science.rd.20220408.198.2&amp;utm_source=email&amp;utm_content=article&amp;utm_campaign=10fortoday4.0styling" target="_blank" rel="noopener">si chiede</a><a href="https://www.repubblica.it/green-and-blue/2022/04/06/news/acqua_in_brick_milano_sostenibilita_smaltimento-344293303/?utm_medium=italy.science.rd.20220408.198.2&amp;utm_source=email&amp;utm_content=article&amp;utm_campaign=10fortoday4.0styling" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Repubblica</a> “<i>L&#8217;idea di usare acqua a chilometri zero in brick anziché plastica&#8230;È davvero così sostenibile usare il famoso &#8220;Tetra Pack&#8221; anziché il classico Pet?</i>”</p>
<h4 class="western" align="justify">Il parere dell’esperto</h4>
<p align="justify">Repubblica ha intervistato due esperti nel campo, l&#8217;ingegnere <b>Paolo Azzurro</b>, consulente tecnico in materia di gestione dei rifiuti e modelli di economia circolare e <b>Silvia Ricci</b>, responsabile della campagna &#8220;A Buon Rendere-molto più di un vuoto&#8221;.</p>
<p align="justify">Alla domanda su quale fosse il materiale meglio riciclabile fra pet e brick, Azzurro risponde che &#8220;<i>non bisognerebbe guardare solo il fine vita, ma anche trasporto, lavorazione, trasformazione e altro. In questi termini le alternative alla plastica monouso andrebbero lette in chiave della sfida climatica, che richiede una visione diversa: non quella di pensare a confezioni, ma per esempio a sistemi per erogare l&#8217;acqua senza dover produrre per forza rifiuti</i>&#8220;.</p>
<p align="justify">Il brick è un <b>materiale poliaccoppiato</b>, ovvero formato da più strati sia di carta, che di alluminio con un tappo in polietilene: anche se formato da materiali che sono meno inquinanti e impattanti della plastica, il problema rimane quando bisogna separarli per riciclarli.</p>
<p align="justify">La plastica, fra i due, è il materiale che viene riciclato con più facilità. Secondo i due esperti la soluzione ideale sarebbero dei <b>distributori di acqua </b>a cui i cittadini possano attingere con le proprie<b> borracce</b>, la migliore alternativa possibile, poiché evita la creazione di rifiuti.</p>
<p align="justify"><i>Luna Riillo</i></p>
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		<title>Le borracce green: come scegliere quella migliore per noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[24bottle]]></category>
		<category><![CDATA[alluminio]]></category>
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					<description><![CDATA[Diventate di uso comune, tutelano e rispettano l‘ambiente La causa è sempre la stessa: troppo utilizzo della plastica! Fortunatamente per arginare questo problema, la ricerca si adopera sempre più spesso per inserire nel mercato quotidiano dei prodotti alternativi, cosi detti Green. E’ proprio il caso delle 24bottle. Tecnicamente sono delle semplici borracce di alluminio, molto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-140034" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/mountain-bike-g3d83687be_1280.jpg" alt="borracce green " width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/mountain-bike-g3d83687be_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/mountain-bike-g3d83687be_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/mountain-bike-g3d83687be_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Diventate di uso comune, tutelano e rispettano l‘ambiente</h3>
<p><span id="more-140009"></span></p>
<p align="justify">La causa è sempre la stessa: troppo utilizzo della plastica!</p>
<p align="justify">Fortunatamente per arginare questo problema, la ricerca si adopera sempre più spesso per inserire nel mercato quotidiano dei prodotti alternativi, cosi detti<i> Green.</i></p>
<p align="justify">E’ proprio il caso delle <strong>24bottle</strong>.</p>
<p align="justify">Tecnicamente sono delle semplici <strong>borracce di alluminio</strong>, molto belle grazie al design innovativo e molti di noi le portano con sé in ufficio o comunque sul posto di lavoro. Questo piccolo gesto influisce positivamente sul nostro pianeta e sulla nostra salute.</p>
<p align="justify">Sul pianeta perché alla fine della giornata, portiamo a casa la nostra borraccia, la risciacquiamo e siamo pronti per riutilizzarla il giorno successivo, senza inquinare minimamente.</p>
<p align="justify">Incide però positivamente anche sulla nostra salute. Portando con noi una 24bottle e vedendola costantemente davanti ai nostri occhi, ci verrà più spesso da bere.</p>
<p align="justify">L&#8217;acqua è un elemento essenziale per il corpo umano e abbiamo bisogno di circa 2,5 litri al giorno. Non abbiamo risolto un problema ma ci aiuta e ci sprona a bere di più.</p>
<h4 align="justify"><b>Come scegliere la borraccia perfetta</b></h4>
<p align="justify">Online ne troviamo di tantissimi tipi e colori e soprattutto di prezzi svariati, ma dobbiamo cercare di capire quale sia realmente la scelta corretta da fare per un acquisto intelligente.</p>
<p align="justify">Innanzi tutto, la prima qualità che deve avere una buona borraccia è <strong>l’affidabilità</strong> e in questa caratteristica rientrano, inevitabilmente:</p>
<p align="justify">-Materiale di produzione;</p>
<p align="justify">-Resistenza;</p>
<p align="justify">-Diametro dell’imboccatura;</p>
<p align="justify">-Facilità di apertura e chiusura.</p>
<p align="justify">Un altro dato che gioca un ruolo determinante è la <strong>chiusura</strong>, che deve essere ermetica, se vogliamo considerare una borraccia di ottima qualità e resa.</p>
<p align="justify">Infine, è necessario stabilire lo scopo di utilizzo, infatti, ne esistono di diversi tipi a seconda dell’uso che se ne vuole fare. <strong>Borracce per la bici</strong>, utili per chi pratica ciclismo anche in MTB, <strong>borracce per bambini</strong>, pratiche con beccuccio o cannuccia e <strong>tappo salvagocci</strong>a per la scuola o l’asilo a seconda dell’età del piccolo. <strong>Borracce filtranti</strong>, molto utili per chi pratica trekking o montagna che contengono un filtro con il quale purificano l’acqua.</p>
<p align="justify">Ne abbiamo veramente a disposizione un’infinità.</p>
<p align="justify">Un <a href="https://www.my-personaltrainer.it/sport/borraccia-caratteristiche-quale-scegliere.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito che si occupa di sport e benessere,</a> ha approfondito l’argomento per capire come scegliere la migliore.</p>
<p align="justify">Anche il sito di <a href="https://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/news/borracce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Altroconsumo ha trattato il tema</a>, consigliandoci <strong>come sceglierle ma soprattutto come tenerle pulite</strong>.</p>
<p align="justify"><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il materiale del futuro</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/il-materiale-del-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[materiale]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo materiale]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo polimero]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Al MIT creato un materiale leggero come la plastica e più resistente dell&#8217;acciaio Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha studiato un nuovo polimero – chiamato 2DPA-1, descritto come materiale rivoluzionario, più leggero della plastica e molto più resistente dell’acciaio. Questo polimero, una volta formato, si può modellare in oggetti tridimensionali con la tecnica dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-138043" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/foil-967256_1280.jpg" alt="materiale" width="800" height="531" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/foil-967256_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/foil-967256_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/foil-967256_1280-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Al MIT creato un materiale leggero come la plastica e più resistente dell&#8217;acciaio</h3>
<p><span id="more-138040"></span></p>
<p align="justify">Il <i>Massachusetts Institute of Technology</i> (MIT) <a href="https://news.mit.edu/2022/polymer-lightweight-material-2d-0202" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha studiato un <strong>nuovo polimero</strong></a> – chiamato 2DPA-1, descritto come materiale rivoluzionario, più leggero della plastica e molto più resistente dell’acciaio.</p>
<p align="justify">Questo polimero, una volta formato, si può modellare in oggetti tridimensionali con la tecnica dello stampaggio a iniezione.</p>
<p align="justify">Andiamo per gradi.</p>
<h4 align="justify"><b>Che cosa sono i polimeri?</b></h4>
<p align="justify">Un polimero è una macromolecola, ovvero una molecola dall&#8217;elevato peso molecolare, costituita da un gran numero di gruppi molecolari (o unità strutturali) uguali o diversi (nei copolimeri), uniti &#8220;a catena&#8221; mediante la ripetizione dello stesso tipo di legame (covalente).</p>
<p align="justify">Per definire un polimero bisogna conoscere:</p>
<p align="justify">&#8211; La natura dell&#8217;unità ripetente;</p>
<p align="justify">&#8211; La natura dei gruppi terminali;</p>
<p align="justify">&#8211; La presenza di ramificazioni e/o reticolazioni;</p>
<p align="justify">&#8211; Gli eventuali difetti nella sequenza strutturale che possono alterare le caratteristiche meccaniche del polimero.</p>
<h4 align="justify"><b>Alcuni esempi di Polimeri</b></h4>
<p align="justify">I polimeri si trovano sia in natura sia prodotti nei laboratori. I polimeri naturali erano usati per le loro proprietà chimiche molto prima che fossero compresi nel laboratorio di chimica: <strong>lana, pelle e lino</strong> erano trasformati in fibre per produrre indumenti; l&#8217;<strong>osso animale</strong> è stato bollito per fare delle colle. I polimeri naturali includono:</p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><strong>Proteine</strong>, come capelli, unghie</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Cellulosa</strong> in carta e alberi</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Amidi</strong> in piante come patate e mais</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>DNA</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Pece</strong> (noto anche come bitume o catrame)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Lana</strong> (una proteina prodotta dagli animali)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Seta</strong> (una proteina prodotta dagli insetti)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Gomma naturale e vernice</strong> (proteine ​​degli alberi)</p>
</li>
</ul>
<p align="justify">Esistono ovviamente anche dei <strong>polimeri sintetici</strong> prodotti per la prima volta da persone che cercavano sostituti di quelli naturali, in particolare gomma e seta.</p>
<p align="justify">I polimeri completamente sintetici includono:</p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><strong>Bakelite</strong>, la prima plastica sintetica</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Neoprene</strong> (una forma fabbricata di gomma)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Nylon, poliestere, rayon</strong> (forme fabbricate di seta)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Polietilene</strong> (sacchetti di plastica e contenitori di stoccaggio)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Polistirolo</strong> (imballare noccioline e bicchieri di polistirolo)</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Teflon</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Silicone</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Stucco stupido</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>Slime</strong></p>
</li>
</ul>
<h4 align="justify"><b>La scoperta</b></h4>
<p align="justify">Il <b>MIT</b> afferma che il nuovo materiale, è un <strong>polimero bidimensionale</strong> che si auto-assembla in fogli “<em>a differenza di tutti gli altri polimeri, che formano catene unidimensionali simili a spaghetti. Fino ad ora, gli scienziati credevano che fosse impossibile indurre i polimeri a formare fogli 2D</em>”.</p>
<p align="justify">L’università prevede buone prospettive per il materiale per diversi motivi. &#8220;<em>Un tale materiale potrebbe essere utilizzato come rivestimento leggero e durevole per parti di automobili o cellulari o come materiale da costruzione per ponti o altre strutture&#8221;</em>, secondo <strong>Michael Strano</strong>, professore di ingegneria chimica di Carbon P. Dubbs al MIT e autore senior del nuovo studio su di esso.</p>
<p align="justify">“<em>Di solito non pensiamo alla plastica come a qualcosa che potresti usare per supportare un edificio, ma con questo materiale si possono fare cose nuove</em>”, osserva Strano.</p>
<p align="justify"><strong>“Ha proprietà molto insolite e ne siamo molto entusiasti”.</strong></p>
<p align="justify">Il nuovo polimero 2DPA – 1 <strong>è impermeabile ai gas</strong>. D’altra parte, gli altri polimeri sono formati da catene avvolte che creano spazi vuoti che consentono il passaggio dei gas. Pertanto 2DPA – 1 non consente il passaggio di acqua e gas.</p>
<p align="justify">Al momento Michael Strano e gli altri studenti stanno esaminando più in dettaglio come questo particolare polimero sia in grado di formare fogli 2D, e stanno sperimentando di cambiare la sua composizione molecolare per creare altri tipi di materiali innovativi.</p>
<p align="justify">Sarà una rivoluzione per i materiali del futuro?</p>
<p align="justify"><em><strong>D.T.</strong></em></p>
<p align="justify">
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		<title>Covid-19: Omicron e la plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 07:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[omicron]]></category>
		<category><![CDATA[omicron e la plastica]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza omicron sulle superfici]]></category>
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					<description><![CDATA[Una “unione” che dura fino ad 8 giorni Il podio per la più alta stabilità ambientale tra le varianti spetta proprio alla Omicron! A dirlo una ricerca della Kyoto Prefectural University of Medicine, in Giappone. Questa variante, infatti, sembra mantenere la capacità di infettare anche dopo essere stata nell&#8217;ambiente per un periodo di tempo lungo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-135963" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/covid-19-6882296_1280-1.jpg" alt="omicron e la plastica" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/covid-19-6882296_1280-1.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/covid-19-6882296_1280-1-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/covid-19-6882296_1280-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Una “unione” che dura fino ad 8 giorni</h3>
<p><span id="more-135959"></span></p>
<p align="justify">Il podio per<strong> la più alta stabilità ambientale</strong> tra le varianti spetta proprio alla <em><strong>Omicron</strong></em>!</p>
<p align="justify">A dirlo una ricerca della Kyoto Prefectural University of Medicine, in Giappone.</p>
<p align="justify">Questa variante, infatti, sembra mantenere la capacità di infettare anche dopo essere stata nell&#8217;ambiente per un periodo di tempo lungo, fino a 8 giorni. Caratteristica che, senza dubbio, permette, in parte, di spiegare la sua <strong>incredibile capacità di diffusione</strong>.</p>
<p align="justify">La ricerca pubblicata sulla piattaforma bioRxiv, ha misurato i tempi di sopravvivenza e persistenza su diverse superfici del virus SARS-CoV2, sia nella versione originaria e sia nelle diverse varianti.</p>
<p align="justify">I test avrebbero, così, mostrato che la variante Omicron riesce a sopravvivere:</p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><strong>193,5 ore</strong> (circa 8 giorni) <strong>su una superficie di plastica</strong> (polistirene): più di tre volte rispetto al ceppo originario (56 ore) e alla variante Gamma (59,3 ore), notevolmente più rispetto a Delta (114 ore) e Beta (156,6 ore). Solo la variante Alfa, con 191,3 ore, ha mostrato una resistenza analoga.</p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>21,1 ore su un modello di pelle</strong>: notevolmente più del virus di Wuhan (8,6 ore), della variante Gamma (11 ore) e della Delta (16,8 ore). Simile alla Alfa (19,6 ore) e alla Beta (19,1 ore).</p>
</li>
</ul>
<p align="justify">Come se non bastasse, la variante Omicron avrebbe mostrato, poi, <strong>una maggiore capacità di resistere ai disinfettanti</strong> rispetto al ceppo originario (Wuhan), ma simile a quella delle altre varianti e, quindi, non tale da richiedere pratiche di disinfezione aggiuntive.</p>
<p align="justify">In estrema sintesi, lo studio sembra aver trovato uno dei fattori che hanno permesso a questa variante di diffondersi così rapidamente da sostituire la variante Delta.</p>
<p align="justify"><strong>La Omicron è</strong>, infatti, ormai diventata <strong>la variante dominante &#8211; 78% &#8211; della pandemia di Covid -19 nell&#8217;Unione europea</strong> sia pur con un rischio ridotto di ospedalizzazione secondo l’<a href="https://www.ecdc.europa.eu/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecdc</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>7 R per ridurre la plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 12:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento della plastica]]></category>
		<category><![CDATA[le 7 r per ridurre la plastica]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[riciclare]]></category>
		<category><![CDATA[ridurre la plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Diamo una seconda vita agli oggetti più comuni L’abbiamo creata, dipendiamo da lei e ora ci sta soffocando. 5 miliardi di buste ogni anno, 25 milioni di tonnellate di rifiuti ogni mese, 1 milione di bottiglie ogni giorno in tutto il mondo: la plastica ha raggiunto tutti gli angoli del pianeta. Si può trovare davvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-133505" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/plastic-waste-3962409_1280.jpg" alt="ridurre la plastica" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/plastic-waste-3962409_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/plastic-waste-3962409_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/plastic-waste-3962409_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3><span style="font-size: large;">Diamo una seconda vita agli oggetti più comuni</span></h3>
<p><span id="more-133504"></span></p>
<p align="justify">L’abbiamo creata, dipendiamo da lei e ora ci sta soffocando.</p>
<p align="justify">5 miliardi di buste ogni anno, 25 milioni di tonnellate di rifiuti ogni mese, 1 milione di bottiglie ogni giorno in tutto il mondo: la plastica ha raggiunto tutti gli angoli del pianeta.</p>
<p align="justify">Si può trovare davvero ovunque ed è diventata una materia preponderante, sia nella produzione di oggetti, sia nel consumo abituale di ognuno di noi.</p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a>Purtroppo smaltire questo materiale non è molto facile e sfortunatamente ci sono addirittura delle plastiche che non sono riciclabili, causando non pochi danni all’ambiente.</p>
<p align="justify">Le sue caratteristiche principali sono:</p>
<ul>
<li><strong>Leggerezza</strong></li>
<li><strong>Versatilità</strong></li>
<li><strong>Resistenza all’azione del tempo</strong></li>
<li><strong>Ottimo isolante termico, acustico ed elettrico.</strong></li>
</ul>
<p align="justify">Questo materiale è utilizzato nell’industria, nei trasporti e negli imballaggi.</p>
<p align="justify">È talmente versatile che si presta a qualsiasi tipo di utilizzo e lo troviamo ovunque nella nostra quotidianità.</p>
<h4 align="justify"><b>Come possiamo ridurre il consumo di plastica?</b></h4>
<p align="justify"><a href="https://www.altroconsumo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i><b>Altroconsumo</b></i> </a>con <a href="https://www.consumersinternational.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i><b>Consumers International</b></i></a><i><b>, </b></i>ha ideato una campagna per <strong>ridurre il consumo di plastica</strong>.</p>
<p align="justify">L’obiettivo è di dimostrare che nel mondo noi consumatori riconosciamo l’urgenza legata all’inquinamento da plastica e stiamo agendo per ridurlo.</p>
<p align="justify">Ecco dunque le “<b>7 R</b>” su cui agire.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Ripara</u></i></strong></p>
<p align="justify">Scegliamo di riparare gli oggetti (quado possibile) anziché buttarli nella spazzatura, allungando così la loro vita.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Ricicla</u></i></strong></p>
<p align="justify">Impariamo a riciclare e a smaltire correttamente i rifiuti facendo attenzione alle indicazioni sulle confezioni.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Rimpiazza</u></i></strong></p>
<p align="justify">Diciamo addio ai contenitori “usa e getta” scegliendo alternative riutilizzabili.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Reinventa</u></i></strong></p>
<p align="justify">Generiamo una seconda vita agli oggetti che non utilizziamo più cercando usi creativi.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Riduci</u></i></strong></p>
<p align="justify">Ridurre l’uso di oggetti di plastica come posate e bicchieri usa e getta oppure sacchetti, sostituendoli con borse di tela.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Rifiuta</u></i></strong></p>
<p align="justify">Fai da portavoce e promuovi il rifiuto all’uso della plastica inutile.</p>
<p align="justify"><strong><i><u>Ripensa</u></i></strong></p>
<p align="justify">Trova il modo di reinventare i tuoi stili di consumo per esempio scegliendo di acquistare alimenti sfusi e limitando gli imballaggi.</p>
<p align="justify">Alla fine bastano piccoli gesti quotidiani per aiutare noi stessi nella tutela del nostro pianeta.</p>
<h4 align="justify">Stiamo “uccidendo” quella che è la nostra casa.</h4>
<p align="justify">Nato il 14 marzo 1879 a Ulm, in Germania <strong>Albert Einstein</strong> scrisse diverse frasi per definire l’uomo… una di queste recitava: “<em>L&#8217;uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi</em>”.</p>
<p align="justify">Certo inquinare, buttare una cartaccia per terra, o ancora, non fare correttamente la raccolta differenziata, non è paragonabile alla bomba atomica, ma di sicuro fa riflettere sui nostri comportamenti.</p>
<p align="justify">“<i>Rispettiamo la natura ed allora il mondo guarirà”!</i></p>
<p align="justify"><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Fabbriche portatili per combattere la plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 19:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[combattere la plastica]]></category>
		<category><![CDATA[container portatili]]></category>
		<category><![CDATA[microfabbriche a energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[posti di lavoro green]]></category>
		<category><![CDATA[problemi ambientali]]></category>
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					<description><![CDATA[Microfabbriche alimentate a energia solare all&#8217;interno di container portatili La plastica monouso è uno dei problemi ambientali più urgenti che il mondo sta affrontando: discariche, oceani e luoghi naturali ne sono invasi. Nonostante tutti gli sforzi e le consapevolezze acquisite, la plastica continua a essere venduta a milioni di consumatori ogni anno, creando un enorme [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-127540" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/plastic-bottles-115071_1280.jpg" alt="combattere la plastica" width="800" height="600" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/plastic-bottles-115071_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/plastic-bottles-115071_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/plastic-bottles-115071_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Microfabbriche alimentate a energia solare all&#8217;interno di container portatili</h3>
<p><span id="more-127534"></span></p>
<p align="justify">La <strong>plastica monouso</strong> è uno dei problemi ambientali più urgenti che il mondo sta affrontando: discariche, oceani e luoghi naturali ne sono invasi. Nonostante tutti gli sforzi e le consapevolezze acquisite, la plastica continua a essere venduta a milioni di consumatori ogni anno, creando un enorme problema di inquinamento da plastica.</p>
<p align="justify">BioCyclr, creato dalla <a href="https://www.circulareconomymfg.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Circular Economy Manufacturing </a>e guidato da Barent Roth, nasce con l&#8217;obiettivo di ribaltare questa situazione.</p>
<p align="justify">In che modo? Prelevando la plastica monouso prima che raggiunga le discariche e gli oceani e trasformandola in qualcosa di nuovo, attraverso <strong>microfabbriche alimentate a energia solare all&#8217;interno di container portatili.</strong></p>
<h4 align="justify">Microfabbriche che non producono rifiuti, sostanze inquinanti, tossine ed emissioni varie.</h4>
<p align="justify">Queste strutture, infatti, sono piccole e portatili e possono essere posizionate ovunque per ottenere un riciclo (e una successiva produzione) in loco, con pareti trasparenti per mostrare a chiunque cosa succede al loro interno.</p>
<p align="justify">BioCyclr, tra l&#8217;altro, che è un cestino per la raccolta degli scarti alimentari realizzato interamente con energia solare e plastica riciclata, è stato proprio realizzato con della plastica monouso lavorata in una di queste microfabbriche.</p>
<h4 align="justify">Il processo utilizzato per queste produzioni è piuttosto semplice ed è totalmente circolare.</h4>
<p align="justify">I pannelli solari in alto raccolgono energia, immettendola nelle batterie su una parete esterna. L&#8217;energia viene utilizzata dal trituratore che trasforma i prodotti di plastica usati in scaglie. Queste scaglie vano in una lavatrice che le risciacqua per poi passarle a una macchina per lo stampaggio rotazionale che le fa girare rivestendo uno stampo del prodotto con plastica liquida.</p>
<h4 align="justify">La Circular Economy Manufacturing spera che con queste microfabbriche si creino anche dei posti di lavoro green.</h4>
<p align="justify">È un progetto coraggioso, ma la produzione di BioCyclr dimostra che può funzionare: esistono delle vie per <strong>aiutare a risolvere il problema della plastica senza creare nuovi problemi ambientali</strong> e una è di certo questa.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Una macchina enorme ha pulito 1.000 kg di plastica oceanica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 11:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[jenny]]></category>
		<category><![CDATA[Ocean Cleanup]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[plastica oceanica]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia degli oceani]]></category>
		<category><![CDATA[slat]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma non tutti sono convinti della sua efficacia Un inventore olandese, Boyan Slat, fondatore della nota Ocean Cleanup un&#8217;organizzazione no-profit dedicata alla rimozione del 90% della plastica oceanica galleggiante entro il 2040, ha contribuito a creare un enorme dispositivo che ha rimosso quasi 1.000 Kg di plastica dall&#8217;Oceano Pacifico. Secondo Business Insider, Slat e l&#8217;organizzazione hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-123674" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/trash-4897366_1280.jpg" alt="plastica oceanica " width="900" height="599" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/trash-4897366_1280.jpg 900w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/trash-4897366_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/trash-4897366_1280-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Ma non tutti sono convinti della sua efficacia</h3>
<p><span id="more-123673"></span></p>
<p align="justify">Un inventore olandese, Boyan Slat, fondatore della nota <a href="https://theoceancleanup.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ocean Cleanup</a> un&#8217;organizzazione no-profit dedicata alla <strong>rimozione del 90% della plastica oceanica galleggiante entro il 2040</strong>, ha contribuito a creare un <strong>enorme dispositivo che ha rimosso quasi 1.000 Kg di plastica dall&#8217;Oceano Pacifico.</strong></p>
<p align="justify">Secondo <a href="https://www.businessinsider.com/ocean-cleanup-device-removed-plastic-pacific-garbage-patch-2021-10?r=US&amp;IR=T" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Business Insider</a>, Slat e l&#8217;organizzazione hanno creato un dispositivo, soprannominato &#8220;<strong>Jenny</strong>&#8220;, che raccoglie la plastica in un gigantesco sistema di reti.</p>
<p align="justify">Il team ha lanciato il dispositivo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Great Pacific Garbage Patch</a> ad agosto. La scorsa settimana, i ricercatori l&#8217;hanno sottoposto a un test finale e hanno raccolto con successo quasi 1.000 Kg di rifiuti di plastica dall&#8217;oceano.</p>
<h4 align="justify">Sebbene il sistema di Jenny sia complesso, le sue basi sono piuttosto semplici.</h4>
<p align="justify">Il dispositivo è una <strong>barriera galleggiante di reti</strong> <strong>a forma di imbuto</strong> lunga 100 metri. Due navi la trainano attraverso l&#8217;oceano alla <strong>velocità di 1,5 nodi</strong>, mentre la corrente oceanica spinge la plastica nelle reti. <strong>La plastica viene quindi trasportata a riva dove attualmente viene riciclata in occhiali da sole da 200 dollari</strong>, i cui proventi aiutano a finanziare più progetti di pulizia.</p>
<h4 align="justify">Slat stima che 10 Jenny potrebbero ripulire fino al 50% della Great Pacific Garbage Patch in cinque anni.</h4>
<p align="justify">Tuttavia, alcuni esperti non sono così convinti della sua efficacia complessiva nel combattere i problemi dell&#8217;inquinamento degli oceani. Dicono che il sistema Jenny raccoglie solo plastica a livello di superficie, mentre potrebbe esserci fino a 30 volte più plastica sul fondo dell&#8217;oceano. E poi c&#8217;è il problema che le navi utilizzate dal dispositivo Jenny sono alimentate da combustibili fossili.</p>
<h4 align="justify">Puliamo da una parte per sporcare dall&#8217;altra?</h4>
<p align="justify">Ma, nonostante le critiche, <strong>Slat continua a essere ottimista</strong> sul fatto che il suo sistema alla fine riuscirà a ripulire i rifiuti di plastica dell&#8217;oceano.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Finalmente sono arrivati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/finalmente-sono-arrivati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2021 11:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[dentifricio]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[tubetti biodegradabili]]></category>
		<category><![CDATA[tubetti di dentifricio]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul mercato i tubetti di dentifricio completamente biodegradabili Se pensiamo a quanti tubetti di dentifricio abbiamo usato durante la nostra vita e li sommiamo a quelli che hanno usato tutte le persone che conosciamo e poi le persone che conoscono le persone che conosciamo e poi pensiamo a moltiplicare esponenzialmente questo numero per tutte le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-110573" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/toothpaste-3067569_1280-e1625921837575.jpg" alt="tubetti di dentifricio" width="800" height="533" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Sul mercato i tubetti di dentifricio completamente biodegradabili</h3>
<p><span id="more-110564"></span></p>
<p align="justify">Se pensiamo a quanti tubetti di dentifricio abbiamo usato durante la nostra vita e li sommiamo a quelli che hanno usato tutte le persone che conosciamo e poi le persone che conoscono le persone che conosciamo e poi pensiamo a moltiplicare esponenzialmente questo numero per tutte le persone del mondo, ci rendiamo conto <strong>quanti sono i tubetti di dentifricio che ogni giorno vengono buttati</strong> senza essere poi, tra l&#8217;altro, veramente buttati.</p>
<p align="justify">Infatti, in media <strong>un tubetto di dentifricio impiega 500 anni per decomporsi</strong>, il che vuol dire che se ci fermiamo a pensare all&#8217;ipotetico numero di tubetti appena immaginato sommandolo a questa tempistica di sparizione del rifiuto, ci troviamo di fronte a un vero disastro ambientale.</p>
<p align="justify">Per questo è molto interessante l&#8217;arrivo sul mercato del dentifricio sostenibile di <a href="https://roccnaturals.com.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rocc Naturals</a>, <strong>un prodotto che mira ad aiutare a gestire questa crisi della plastica in continua crescita</strong>, grazie al confezionamento del suo prodotto in<strong> tubetti biodegradabili</strong> – che <strong>si degradano in 6-10 anni</strong> e non si trasformano in microplastiche dannose.</p>
<h4 align="justify">In realtà tutto il packaging è progettato per essere sostenibile.</h4>
<p align="justify">Il tappo e la scatola sono riciclabili e lo stock di carta proviene da fonti sostenibili. Inoltre, nei supermercati australiani in cui questo dentifricio viene venduto sugli scaffali, anche i vassoi sugli scaffali sono riciclabili.</p>
<h4 align="justify">Dal canto suo, il dentifricio è un prodotto molto sicuro, con una formula ricca di vitamine e minerali e un classico gusto di menta.</h4>
<p align="justify">Come sappiamo, <strong>il problema di inquinamento di plastica è uno dei problemi più importanti di cui il nostro pianeta soffre</strong>: la plastica è ovunque, non solo nelle discariche e nelle città, ma anche negli oceani e in altri luoghi naturali dove provoca il completo caos.</p>
<p align="justify">Prodotti come il dentifricio di Rocc Naturals sono progettati per aiutare a ridurre questo problema e, in effetti, fare almeno un piccolo passo verso la salvezza del mondo.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Plastica che diventa vanillina: è possibile?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/plastica-che-diventa-vanillina-e-possibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 11:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie di plastica]]></category>
		<category><![CDATA[erbicidi]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[vanillina]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati scoprono come usare i batteri per trasformare i rifiuti in aroma di vaniglia Gli scienziati hanno convertito bottiglie di plastica in aroma di vaniglia utilizzando batteri geneticamente modificati. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Green Chemistry, i batteri E-Coli geneticamente modificati sono stati utilizzati per convertire l&#8217;acido tereftalico dai rifiuti di plastica in vanillina. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108470" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/drying-114135_1280-e1624717597245.jpg" alt="vaniglia" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Gli scienziati scoprono come usare i batteri per trasformare i rifiuti in aroma di vaniglia</h3>
<p><span id="more-108461"></span></p>
<p>Gli scienziati hanno convertito<strong> bottiglie di plastica in aroma di vaniglia</strong> utilizzando batteri geneticamente modificati. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista <a href="https://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2021/gc/d1gc00931a#!divAbstract" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Green Chemistry</a>, i batteri E-Coli geneticamente modificati sono stati utilizzati per convertire l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acido_tereftalico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acido tereftalico</a> dai rifiuti di plastica in vanillina.</p>
<p>Come raccontato da <a href="https://www.theguardian.com/environment/2021/jun/15/scientists-convert-used-plastic-bottles-into-vanilla-flavouring" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>, Joanna Sadler, co-autrice dello studio, ha dichiarato: &#8220;Questo è il <strong>primo esempio di utilizzo di un sistema biologico per riciclare i rifiuti di plastica</strong> in una preziosa sostanza chimica industriale e ha implicazioni molto interessanti per l&#8217;economia circolare&#8221;.</p>
<h4>L&#8217;acido tereftalico (TA) è un composto basico ottenuto quando le bottiglie di plastica vengono scomposte dagli enzimi.</h4>
<p>L&#8217;anno scorso, gli scienziati hanno sviluppato enzimi mutanti in grado di rompere le bottiglie di plastica nelle loro unità di base. Il risultato di tale processo è che le bottiglie di plastica vengono convertite in TA. I ricercatori hanno utilizzato il prodotto di base del lavoro degli enzimi sulle <strong>bottiglie di plastica per sviluppare prodotti importanti a livello industriale</strong>. Hanno riscaldato il brodo microbico a 37° C per un giorno. Di conseguenza, il 79% di TA è stato convertito in vanillina.</p>
<h4>La vanillina è un prodotto estratto naturalmente dai baccelli di vaniglia.</h4>
<p>Il prodotto è comunemente usato nell&#8217;industria cosmetica e alimentare. È anche un&#8217;importante materia prima per le aziende farmaceutiche e viene utilizzata negli erbicidi.</p>
<p>Sebbene la vanillina possa essere estratta naturalmente dai baccelli di vaniglia, negli ultimi tempi la sua domanda è stata superiore all&#8217;offerta. Sulla base dei dati del 2018, la domanda globale di vanillina era di 37.000 tonnellate. A causa della carenza, <strong>l&#8217;85% del prodotto è sintetizzato da sostanze chimiche derivate da combustibili fossili.</strong></p>
<p>La recente scoperta potrebbe essere un modo per migliorare l&#8217;offerta di vanillina, se verrà resa commercialmente valida.</p>
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