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	<title>placche &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>I carciofi hanno straordinari effetti ipolipememici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2019 13:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa pietanza non solo riduce i livelli di colesterolo nel sangue ma rallenta la formazione di placche Un team di ricercatori brasiliani ha scoperto che il carciofo (Cynara scolymus) ha potenti effetti ipolipememici, ossia riduce i livelli di colesterolo nel sangue, e antiaterogeni, quindi rallenta o ritarda la formazione delle placche aterosclerotiche&#160;all&#8217;interno dei vasi arteriosi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37574" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/01/images_artichoke-3517444_640.jpg" alt="" width="640" height="426" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_artichoke-3517444_640.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_artichoke-3517444_640-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Questa pietanza non solo riduce i livelli di colesterolo nel sangue ma rallenta la formazione di placche</p>
<p>  <span id="more-37575"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un team di ricercatori brasiliani ha scoperto che il carciofo (Cynara scolymus) ha potenti effetti ipolipememici, ossia riduce i livelli di colesterolo nel sangue, e antiaterogeni, quindi rallenta o ritarda <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30690" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la formazione delle placche aterosclerotiche</a>&nbsp;all&#8217;interno dei vasi arteriosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa straordinaria scoperta, pubblicata su Revista Brasileira de Farmacognosia, si basava sui risultati di uno studio condotto su topi ipercolesterolemici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0102695X15002197?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nello studio</a>, il team di ricerca ha esaminato gli effetti ipolipemici e antiaterogeni di un estratto acquoso preparato dalle foglie di carciofo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team di ricerca ha trattato topi con alti livelli di colesterolo con 150, 300 o 600 milligrammi per chilogrammo (mg / kg) di estratto acquoso di carciofo o quattro mg / kg di simvastatina, un farmaco usato per abbassare i livelli lipidici. Un gruppo di controllo ha ricevuto acqua.<br />I trattamenti venivano somministrati una volta al giorno per un periodo di 30 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso tempo, i topi venivano nutriti, per tutto il periodo, con una dieta ipercalorica. Il gruppo di ricerca ha scoperto che i topi trattati con estratti di carciofo hanno mostrato una significativa riduzione dei livelli sierici di colesterolo totale e colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità).<br />Non solo, hanno mostrato anche una riduzione dell&#8217;infiammazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base di questi risultati, si può concludere che l&#8217;estratto di carciofo possiede effetti ipolipemici e antiaterogeni rilevanti, da tenere sotto controllo per la produzione di farmaci di nuova generazione.</p>
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		<title>Il mistero delle placche scomparse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 09:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[placche]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, le placche cerebrali non scompaiono, piuttosto migrano Un nuovo studio rivela che le cellule delle placche potrebbero non scomparire, ma migrare in diversi livelli della corteccia. In sostanza, le cellule delle placche possono diventare parte della corteccia cerebrale. Per decenni gli scienziati hanno sostenuto che un&#8217;area del cervello, la sottoplacca, svanisse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36680" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_misterodelleplacche.jpg" alt="" width="797" height="392" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_misterodelleplacche.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_misterodelleplacche-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_misterodelleplacche-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, le placche cerebrali non scompaiono, piuttosto migrano</p>
<p>  <span id="more-36681"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio rivela che le cellule delle placche potrebbero non scomparire, ma migrare in diversi livelli della corteccia. In sostanza, le cellule delle placche possono diventare parte della corteccia cerebrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per decenni gli scienziati hanno sostenuto che un&#8217;area del cervello, la sottoplacca, svanisse semplicemente durante lo sviluppo. Recentemente, però, si sono accorti che ci sono somiglianze genetiche tra le cellule nella piastra secondaria e i neuroni implicati nell&#8217;autismo. Questo ha portato una squadra di scienziati a chiedersi cosa succederebbe se le cellule delle placche non scomparissero affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">In <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1934590918302790" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo articolo</a> apparso sulla rivista “Cell Stem Cell”&nbsp;il team capitanato dal Prof. Ali H. Brivanlou ha rivelato che i neuroni subplati sopravvivono e diventano parte della corteccia cerebrale dell&#8217;adulto, un&#8217;area cerebrale coinvolta in funzioni cognitive complesse. C’è quindi una connessione tra i neuroni della piastra e alcuni disturbi cerebrali, scoperta che rende possibile l’identificazione di nuove strategie per trattare disturbi come l’autismo con innovative tecniche di cellule staminali</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se, durante lo sviluppo, le cellule delle placche non stessero morendo ma si stessero semplicemente spostando a un livello diverso della corteccia , diventando parte della corteccia stessa.&#8221; ha spiegato Brivanlou.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team ha trovato molti dati a sostegno della tesi. In campioni di tessuto cerebrale provenienti da vari stadi dello sviluppo, hanno rilevato PRDM8, una proteina espressa nei neuroni migratori che aiuta le cellule a muoversi nella piastra corticale. Hanno anche rilevato PRDM8 in neuroni simili a placche generati da cellule staminali; gli esperimenti hanno mostrato che questi neuroni subplati cresciuti in laboratorio si allontanavano dalla loro posizione originale.</p>
<p style="text-align: justify;">In altri esperimenti, i ricercatori hanno modulato i livelli di WNT, un percorso noto per guidare molti processi di sviluppo. Hanno scoperto che il livello della segnalazione WNT determinava il destino dei neuroni della piastra: livelli bassi producevano neuroni di proiezione che si estendevano all&#8217;interno della corteccia e livelli alti producevano neuroni che proiettavano verso altre aree del cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un significativo passo in avanti nella comprensione dei disordini che riguardano il cervello e nello sviluppo di possibili terapie, come la scoperta che il cervello degli anziani, se sano, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35905" target="_blank" rel="noopener noreferrer">continua a rigenerarsi quanto quello dei giovani</a>.</p>
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