<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pizzo &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/pizzo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2020 13:19:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>No al pizzo. Il racconto di un agricoltore che si e’ ribellato alla mafia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/no-al-pizzo-il-racconto-di-un-agricoltore-che-si-e-ribellato-alla-mafia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/no-al-pizzo-il-racconto-di-un-agricoltore-che-si-e-ribellato-alla-mafia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 15:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[arance]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Pago chi non paga]]></category>
		<category><![CDATA[pizzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=14777</guid>

					<description><![CDATA[Sono numerosi i produttori e gli imprenditori che hanno difeso il loro lavoro e la loro azienda dalla mafia, dicendo no al pizzo   Ribellarsi al pizzo e tenere lontana la criminalità organizzata dal lavoro nei campi e nelle industrie, dai negozi di famiglia e dalle imprese che danno lavoro a diversi dipendenti. E’ questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-14776" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/12/images_igallery_resized_ambientetest_arance.1024x768-9527-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Sono numerosi i produttori e gli imprenditori che hanno difeso il loro lavoro e la loro azienda dalla mafia, dicendo no al pizzo</p>
<p>  <span id="more-14777"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Ribellarsi al pizzo e tenere lontana la<strong> criminalità organizzata</strong> dal lavoro nei campi e nelle industrie, dai negozi di famiglia e dalle imprese che danno lavoro a diversi dipendenti. E’ questo l’impegno vero e concreto di numerosi cittadini di <strong>Addio Pizzo</strong>, che ogni giorno lottano contro la mafia. Ed è questo quello di cui si è parlato a Volkonsky, presso la residenza dell’ambasciatore britannico Christopher Prentice, dove si è tenuta la presentazione della versione inglese della Guida per il Consumatore Critico Antiracket  <strong>“Pago chi non paga</strong>”, alla presenza del vice-ministro del Ministero dell’Interno Filippo Bubbico e delle maggiori autorità italiane. La guida “Pago chi non paga” raccoglie nomi e indirizzi di cittadini che hanno detto no al pizzo, che hanno denunciato e si sono ribellati al sistema mafioso, proteggendo lavoro e prodotti della loro terra.</p>
<p class="MsoNormal">Tra chi ha detto no al <strong>pizzo</strong> anche Mario Caniglia, che ha raccontato ‘Nasco contadino e divento imprenditore per necessità. A 11 anni lavoravo già la terra, seguendo i ritmi della natura, del sole, della pioggia, della semina e dei frutti che crescono ogni anno.  Nel ’79 andai a Milano, in un momento di crisi, per vendere il mio raccolto di arance. Ci arrivai fiducioso ed in  effetti le cose andarono bene. Non solo vendetti il mio raccolto, ma mi furono richieste altre arance.  E così mi trasformai in un imprenditore: allargai il capannone per la lavorazione ed assunsi altri operai. Negli anni, da un ettaro di agrumeto sono passato a 60, con oltre 60 operai. Un giorno, i ritmi della vita furono travolti. Una telefonata cambiò tutto. Un uomo mi intimò di pagare 500 milioni, minacciando di uccidere me e la mia famiglia. ‘</p>
<p class="MsoNormal">‘Non presi in considerazione quella richiesta &#8211; continua Mario Caniglia – non avrei mai pagato il pizzo. Decisi, invece, di denunciare tutto ai Carabinieri e le conseguenze non si fecero attendere. Nel 1998, i mafiosi spaccarono 500 quintali di angurie, lasciando su ognuna di esse un taglio a segno di croce. Mi distrussero un deposito di attrezzi e portarono via tutto quello che c’era. Ma non mi arresi neppure in quel momento. E alla fine gli estorsori furono arrestati. Vivo sotto scorta da allora, era il 2 febbrario del 1999’.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/no-al-pizzo-il-racconto-di-un-agricoltore-che-si-e-ribellato-alla-mafia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>25</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicilia, quando i beni confiscati diventano meta di viaggio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/sicilia-quando-i-beni-confiscati-diventano-meta-di-viaggio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/sicilia-quando-i-beni-confiscati-diventano-meta-di-viaggio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 13:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Corleone]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[pizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=1372</guid>

					<description><![CDATA[Un viaggio &#8216;pulito&#8217; in una terra bellissima. I beni confiscati diventano luoghi da visitare, è l&#8217;idea di Addiopizzo travel che vuole portare i turisti a visitare il volto nuovo della Sicilia. Da Palermo a Corleone, per chiudere nell&#8217;agriturismo di &#8216;Libera&#8217; sui terreni che furono di Totò Riina Viaggiare responsabile significa anche viaggiare &#8220;etico&#8221;. E quale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-1371" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_viaggiare_palermo-viaggiare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Un viaggio &#8216;pulito&#8217; in una terra bellissima. I beni confiscati diventano luoghi da visitare, è l&#8217;idea di Addiopizzo travel che vuole portare i turisti a visitare il volto nuovo della Sicilia. Da Palermo a Corleone, per chiudere nell&#8217;agriturismo di &#8216;Libera&#8217; sui terreni che furono di Totò Riina</p>
<p> <span id="more-1372"></span> </p>
<p class="ecxMsoNormal">Viaggiare responsabile significa anche viaggiare  &ldquo;etico&rdquo;. E quale vacanza pu&ograve; essere pi&ugrave; &ldquo;etica&rdquo; se non una condotta nei terreni confiscati alla Mafia, nelle strutture che un tempo erano le  basi operative della criminalit&agrave; organizzata? &ldquo;Addiopizzo travel&rdquo; &egrave; un tour  operator che ha avuto &ndash; tra le altre &ndash; anche questa idea: portare i turisti nelle  terre prima di propriet&agrave; di Cosa nostra, mostrando all&rsquo;esterno della Regione  il volto &ldquo;pulito&rdquo; della Sicilia. Quello che corrisponde all&rsquo;idea di sole, mare e buon cibo,  l&rsquo;immagine di un&rsquo;isola bellissima e in grado di liberarsi dal giogo della  criminalit&agrave;. Sette giorni in mezza pensione, in giro a gustarsi le  meraviglie che la &ldquo;Trinacria&rdquo; ha da offrire: due giorni a Palermo, con un tour sui luoghi-simbolo  della lotta alla mafia (mercato di Ballar&ograve;, Questura, Cattedrale, il Capo, Piazza  della Memoria, Olivella, Emporio Pizzofree, Piazza Marina, Piazza Magione,  Casa Borsellino). La cena e il pernottamento in strutture rigorosamente  &ldquo;pizzo-free&rdquo;. Nei giorni successivi si va a Corleone, citt&agrave; simbolo della mafia  siciliana. Si potr&agrave; godere delle bellezze artistiche del posto, con una passeggiata panoramica dalla Rocca Soprana al centro storico. Prevista poi una  visita guidata al museo dell&rsquo;antimafia e un pranzo presso un agriturismo  affiliato a &ldquo;Libera&rdquo; sui terreni confiscati a Tot&ograve; Riina. In programma anche un salto a  Partinico con visita alla tv antimafia &ldquo;TeleJato&rdquo; e incontro con il giornalista  &ldquo;antimafia&rdquo; Pino Maniaci. Una vacanza &ldquo;pulita&rdquo;, sotto tutti i punti di vista. (umberto di giacomo)</p>
<p class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/sicilia-quando-i-beni-confiscati-diventano-meta-di-viaggio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
