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	<title>piovana &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Contro la desertificazione, un sistema per ricaricare le falde acquifere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 14:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per sfruttare l&#8217;acqua piovana e ricaricare artificialmente le falde acquifere, il progetto Warbo ha sviluppato specifiche metodiche in grado di contrastare il fenomeno della desertificazione Sfruttare l&#8217;acqua piovana per ricaricare artificialmente le falde acquifere e combattere la desertificazione. E&#8217; questo, in sintesi, l&#8217;obiettivo del progetto &#8216;Warbo&#8217; (WAter Re-BOrn), coordinato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-16537" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambiente_desertificazione_pioggia_falde_acquifere-10486-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Per sfruttare l&#8217;acqua piovana e ricaricare artificialmente le falde acquifere, il progetto Warbo ha sviluppato specifiche metodiche in grado di contrastare il fenomeno della desertificazione</p>
<p>  <span id="more-16538"></span>  </p>
<p>Sfruttare l&#8217;<strong>acqua piovana</strong> per ricaricare artificialmente le <strong>falde acquifere</strong> e combattere la <strong>desertificazione</strong>. E&#8217; questo, in sintesi, l&#8217;obiettivo del progetto &#8216;Warbo&#8217; (WAter Re-BOrn), coordinato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste (Ogs) e cofinanziato dall’Ue. </p>
<p>Per combattere la <strong>desertificazione</strong>, in particolare, il progetto ha analizzato ed attuato delle &#8216;misure di controllo&#8217; dell&#8217;<strong>acqua</strong> che scorre nel sottosuolo. Si tratta, ovviamente, delle<strong> falde acquifere</strong> che si formano in seguito alle precipitazioni meteoriche (pioggia, neve, grandine). <span style="line-height: 1.3em;">L&#8217;</span><strong style="line-height: 1.3em;">acqua piovana</strong><span style="line-height: 1.3em;">, a contatto con la superficie del terreno, incontra delle fratture, cavità o porosità varie, nelle quali può infilarsi e scorrere anche molto in profondità nel sottosuolo, formando infine dei depositi idrici sotterranei (fermi o in movimento) importantissimi per l&#8217;</span><a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3"><strong style="line-height: 1.3em;">ambiente</strong></a><span style="line-height: 1.3em;"> e le sue risorse naturali.</span></p>
<p>Utilizzare l&#8217;<strong>acqua piovana</strong> per ricaricare artificialmente le <strong>falde acquifere</strong> naturali è quindi una strategia essenziale per preservare l&#8217;ecosistema e prevenire possibili disastri ambientali dovuti alla progressiva <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13110"><strong>desertificazione</strong></a>. Una delle criticità maggiormente riscontrate è infatti la formazione del &#8216;cuneo salino&#8217;, ossia l’avanzamento dell’<strong>acqua</strong> salata verso l’entroterra. Per questa ragione lo studio &#8216;Warbo&#8217; cerca di applicare delle specifiche metodiche in grado di ricaricare artificialmente le <strong>falde acquifere</strong> e favorire l’immagazzinamento nel sottosuolo di parte delle piogge che attualmente defluiscono nei corsi d’<strong>acqua</strong> verso il mare. <span style="line-height: 1.3em;">Il progetto si rivolge principalmente a quei siti che hanno problemi di degrado qualitativo e quantitativo delle risorse idriche e che ospitano ecosistemi di interesse comunitario, nei quali sono necessarie misure urgenti per combattere la scarsità d&#8217;<strong>acqua</strong>. I metodi e i protocolli elaborati grazie a &#8216;Warbo&#8217; vengono poi &#8216;trasmessi&#8217; agli enti locali per la corretta gestione delle risorse idriche nel territorio. Attualmente, uno dei siti pilota del progetto &#8216;Warbo&#8217; si trova in un’area del Comune di Copparo (in provincia di Ferrara), zona agricola a scarsa densità abitativa e caratterizzata da colture intensive dove circa il 50% del territorio si trova sotto il livello del mare (fino a -4 metri). Altri due siti pilota si trovano invece a Mereto di Tomba (Udine) e a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Per maggiori informazioni è consultare questo <a href="http://www.warbo-life.eu/">sito</a>.</span></p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>Ecoinvenzioni: la turbina trasforma la pioggia in acqua potabile ed energia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 12:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua piovana]]></category>
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					<description><![CDATA[La turbina Pluvia e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta per ottimizzare le risorse energetiche ed idriche dei Paesi in via di sviluppo La turbina che produce elettricità e acqua potabile dalla pioggia è l&#8217;interessante soluzione proposta per ottimizzare le risorse energetiche ed idriche dei Paesi in via di sviluppo. Si tratta, in pratica, di un innovativo sistema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-16535" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_eco-invenzioni_turbina.acqua_.energia.pioggia-10485-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La turbina Pluvia e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta per ottimizzare le risorse energetiche ed idriche dei Paesi in via di sviluppo</p>
<p>  <span id="more-16536"></span>  </p>
<p>La <strong>turbina</strong> che produce <strong>elettricità</strong> e <strong>acqua </strong>potabile dalla <strong>pioggia</strong> è l&#8217;interessante soluzione proposta per ottimizzare le risorse energetiche ed idriche dei Paesi in via di sviluppo. Si tratta, in pratica, di un innovativo sistema di raccolta e purificazione dell&#8217;<strong>acqua</strong> <strong>piovana</strong>, in grado di trasformare la <strong>pioggia</strong> in <strong>elettricità</strong> utile per l&#8217;illuminazione degli edifici e per alimentare diversi elettrodomestici in <strong>casa</strong> (tra cui piccoli frigoriferi e ventilatori da tavola).</p>
<p>La nuova <strong>turbina</strong>, denominata &#8216;Pluvia&#8217; e realizzata da alcuni studenti dell’Università tecnologica del Messico, produce <strong>energia</strong> idroelettrica grazie ad un efficace sistema di raccolta della <strong>pioggia</strong> posto sopra i tetti delle case, capace di recuperare e dirottare l&#8217;<strong>acqua piovana</strong> (tramite tubature o lamine di metallo modellati come una grondaia) verso la microturbina, larga 5 centimetri e alta 25 cm. </p>
<p>Con l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>energia</strong></a> prodotta dalla <strong>turbina</strong> vengono infine ricaricate delle batterie portatili da 12 volt, utilizzate al momento opportuno per l&#8217;illuminazione e l&#8217;alimentazione degli elettrodomestici in <strong>casa</strong>.</p>
<p>La <strong>turbina</strong> &#8216;Pluvia&#8217; è inoltre in grado di migliorare la qualità ambientale grazie ad un particolare processo di filtrazione delle acque. Dopo che la <strong>pioggia</strong> è stata convogliata nella microturbina, è possibile infatti dirottare l&#8217;<strong>acqua piovana</strong> verso un filtro a carbone attivo che la depura, eliminando odori, colori, il cloro in eccesso ed i cattivi sapori. </p>
<p>L’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=16446"><strong>acqua</strong></a> ottenuta attraverso questo processo, risulta essere quindi essere della stessa qualità (se non migliore) di quella fornita dalla rete idrica cittadina, pronta per essere utilizzata per il consumo domestico. </p>
<p>La <strong>turbina</strong> &#8216;Pluvia&#8217;, per adesso, è soltanto un prototipo che è stato applicato per la prima volta a Città del Messico presso &#8216;Iztapalapa&#8217;, quartiere povero della capitale messicana. Gli ideatori, sperano comunque di poter potenziare la <strong>turbina</strong> e il sistema di raccolta delle acque, in modo che ogni impianto possa &#8216;servire&#8217; più abitazioni.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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