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	<title>pinguini &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Pinguini di Magellano alla riscossa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 19:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[colonia]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[Scoperta]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova colonia di pinguini è stata scoperta su una remota isola in Argentina I pinguini di Magellano (Spheniscus magellanicus), come molte altre creature su questa pianeta, non sono particolarmente fiorenti a livello numerico – infatti sono segnalati nella Red List di IUCN&#160;come «Near Threatened» (ovvero prossimi ad essere minacciati). La popolazione totale sta diminuendo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-39042" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_magellanic-penguin-216080_1280.jpg" alt="" width="798" height="463" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_magellanic-penguin-216080_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_magellanic-penguin-216080_1280-300x174.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_magellanic-penguin-216080_1280-768x446.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h2>Una nuova colonia di pinguini è stata scoperta su una remota isola in Argentina</h2>
<p>  <span id="more-39043"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I pinguini di Magellano</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spheniscus_magellanicus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Spheniscus magellanicus</a>), come molte altre creature su questa pianeta, <strong>non sono particolarmente fiorenti a livello numerico</strong> – infatti sono segnalati nella Red List di <a href="https://www.iucnredlist.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IUCN</a>&nbsp;come «Near Threatened» (ovvero prossimi ad essere minacciati).</p>
<p style="text-align: justify;">La popolazione totale sta diminuendo, tra le altre cose, a causa del cambiamento climatico, dell&#8217;aggrovigliamento degli attrezzi da pesca, della pesca eccessiva delle loro prede, delle fuoriuscite di petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo ha portato molta gioia il recente annuncio di <strong>un gruppo di ricercatori che ha scoperto una nuova colonia di pinguini di Magellano su una remota isola argentina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a questo momento, sono più di 50 le colonie conosciute dei pinguini di Magellano e la più grande si trova nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Punta_Tombo#Natural_reserve" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Punta Tombo Provincial Reserve</a>, un&#8217;area che è stata protetta per più di 50 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come spiega sul suo <a href="https://www.wcs.org/our-work/species/magellanic-penguins" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>&nbsp;la responsabile della scoperta, la Wildlife Conservation Society (<a href="https://www.wcs.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WCS</a>), i suoi operatori hanno supportato a lungo la ricerca e il monitoraggio degli esemplari, lavorando per preservarli, contribuendo a migliorare la gestione della pesca commerciale e delle trivellazioni offshore e il trasporto di petrolio nell&#8217;Atlantico sud-orientale. </p>
<p style="text-align: justify;">Responsabile insieme a WCS della scoperta è anche il centro di ricerca scientifica <a href="https://cadic.conicet.gov.ar/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CADIC-CONICET</a>, i cui ricercatori stavano esaminato una colonia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eudyptes_chrysocome" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pinguini saltarocce</a>&nbsp;quando si sono imbattuti nelle tipiche tane per nido dei pinguini di Magellano, nascoste tra erbe alte.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato ancora determinato quanti pinguini ci siano, ma il perimetro della nuova colonia è stato ben definito ed ora ci si appresta a condurre un censimento per stimare la dimensione della popolazione.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Dove sono finiti i pinguini reali?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 08:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini reali]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
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					<description><![CDATA[Circa il 90% della più grande colonia di pinguini al mondo è misteriosamente scomparsa Un recente studio, confermato da nuove immagini satellitari, mostra che restano solo 200.000 dei due milioni di pinguini reali&#160;che hanno vissuto sull&#8217;isola francese di Île aux Cochons fin dal 1982. La drastica scomparsa di questi pinguini è un evento sconcertante che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37011" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_costellazionidipinguino-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Circa il 90% della più grande colonia di pinguini al mondo è misteriosamente scomparsa</p>
<p>  <span id="more-37012"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.cambridge.org/core/journals/antarctic-science/article/massive-decline-of-the-worlds-largest-king-penguin-colony-at-ile-aux-cochons-crozet/E254E3E24DE3BDC523B25FA3A3261584" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un recente studio</a>, confermato da nuove immagini satellitari, mostra che restano solo 200.000 dei due milioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aptenodytes_patagonicus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pinguini reali</a>&nbsp;che hanno vissuto sull&#8217;isola francese di Île aux Cochons fin dal 1982. La drastica scomparsa di questi pinguini è un evento sconcertante che gli scienziati stanno ancora cercando di capire – ma, come primo colpevole, ovviamente, stanno pensando al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: justify;">La remota Île aux Cochons, che si trova a metà strada tra la punta dell&#8217;Africa e l&#8217;Antartide, è nota per ospitare la più grande colonia di pinguini reali del mondo, ma sta diventando anche tristemente nota poiché ne sta anche raccontando il collasso.</p>
<p style="text-align: justify;">La Lista Rossa <a href="http://www.iucnredlist.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IUCN</a>&nbsp;delle specie minacciate continua a elencare questa specie in quelle che destano minore preoccupazione, nonostante il recente calo dei numeri, ma sono molti gli scienziati in allarme.<br />Le cause più probabili per quello che sta succedendo sono, come dicevamo prima, i cambiamenti climatici, ma si aggiungono a questo gli eventi che ne sono derivano – per esempio le malattie o la diminuzione del cibo – quindi non si tratterebbe di una causa singola, ma di una serie di fattori che si sono mescolati, aggravandosi l&#8217;uno con l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è particolarmente scoraggiante per le coppie di pinguini reali, perché depongono solo un uovo alla volta quando nidificano. Poi, lo trasportano in mezzo ai loro piedi, covandolo alternandosi, a intervalli di alcune settimane, e incubando il pulcino fino a quando non si schiude, in un processo che richiede più di due mesi. Poiché i pinguini non nidificano tutto l&#8217;anno, con il cibo che diventa sempre più scarso e l&#8217;insorgere di malattie, non sembra probabile un rapido ripopolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso di fare qualcosa.&nbsp;Staremo a vedere cosa succederà.</p>
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		<title>Allarme pinguini in Antartide: 18mila coppie solo 2 neonati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 10:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
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					<description><![CDATA[I genitori hanno dovuto viaggiare per 100km in cerca di cibo e per i piccoli non c&#8217;è stato scampo In Antartide, nella piccola isola di Petrel, sono sopravvisuti solo due pulcini di pinguino in una colonia composta da 18mila coppie. Tutti gli altri neonati sono morti di stenti.&#160; Secondo dei ricercatori francesi, la colpa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34702" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_3-penguins.jpg" alt="" width="670" height="440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_3-penguins.jpg 670w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_3-penguins-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>I genitori hanno dovuto viaggiare per 100km in cerca di cibo e per i piccoli non c&#8217;è stato scampo</p>
<p>  <span id="more-34703"></span>  </p>
<p>In Antartide, nella piccola isola di Petrel, sono sopravvisuti solo due pulcini di pinguino in una colonia composta da 18mila coppie. Tutti gli altri neonati sono morti di stenti.&nbsp;</p>
<p>Secondo dei ricercatori francesi, la colpa di tutto ciò è da ricercarsi nelle condizioni meteo. I genitori hanno dovuto viaggiare per 100 chilometri in più in cerca di cibo, lasciando i piccoli esposti al freddo e alle piogge.</p>
<p>Nel complesso, l’Antartide lo scorso anno ha registrato un record per la scarsa estensione di giaccio marino, ma non nell’isola di Petrel. L’area dove hanno nidificato i pinguini ha subito una tendenza inversa. Quindi per raggiungere il mare e nutrirsi di krill (piccoli gamberetti), i pinguini sono stati costretti a percorrere distanze molto più lunghe, allontanandosi così dai piccoli. Un fenomeno simile si era verificato anche nel 2013, anno in cui nessun pulcino sopravvisse.</p>
<p>Il WWF sostiene la creazione di un’area marina protetta nelle acque dell’Antartide orientale: “Non possiamo in alcun modo correre il rischio di aprire questa zona alla pesca esplorativa di krill che è l&#8217;alimento base dei pinguini”, ha detto Rod Downie, responsabile del Programma polare del WWF Internazionale. “È cruciale che Commissione agisca ora, istituendo una nuova area protetta e proteggendo in questo modo la casa dei pinguini”.</p>
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		<title>I pinguini di Adelia potrebbero scomparire?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-pinguini-di-adelia-potrebbero-scomparire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 13:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adelia]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
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					<description><![CDATA[Almeno il 60% della popolazione dei pigoscelidi di Adelia potrebbe essere spazzata via entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici I pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) sono sopravvissuti in Antartide per quasi 45 mila anni, adattandosi alle espansioni glaciali e alle fluttuazioni dei ghiacci marini guidate da millenni di cambiamenti climatici. Ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32094" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Pinguini_di_Adelia.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Pinguini_di_Adelia.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Pinguini_di_Adelia-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Pinguini_di_Adelia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Almeno il 60% della popolazione dei pigoscelidi di Adelia potrebbe essere spazzata via entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici</p>
<p>  <span id="more-32095"></span>  </p>
<p>I pinguini di Adelia (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pygoscelis_adeliae" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pygoscelis adeliae</a>) sono sopravvissuti in Antartide per quasi 45 mila anni, adattandosi alle espansioni glaciali e alle fluttuazioni dei ghiacci marini guidate da millenni di cambiamenti climatici. Ma ora, a quanto dice la nuova ricerca della University of<a href="http://www.udel.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Delaware</a>, dopo essersi mantenuti forti, vivi e resilienti durante questi periodi difficili, sarebbero a rischio: i climi incredibili del 21° secolo potrebbero rappresentare una minaccia reale per il futuro delle molte colonie presenti sul continente antartico. Lo<a href="http://www.nature.com/articles/srep28785" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> studio</a>&nbsp;prevede che almeno il 60% dei pigoscelidi di Adelia potrebbe scomparire alla fine di questo secolo.&nbsp;</p>
<p>L&#8217;impatto del cambiamento climatico su questi animali si muoverà attraverso due vie principali: la prima è di certo la qualità e la disponibilità del cibo, mentre la seconda è la possibilità di nidificazione in quegli habitat.</p>
<p>Per quanto riguarda il cibo: il riscaldamento delle acque potrebbe ridurre la disponibilità delle prede di cui i pinguini si nutrono, causando un cambiamento nella composizione della dieta di questi uccelli. Mentre, per quanto riguarda la nidificazione, è tutta una questione di acqua: solitamente, il clima dell&#8217;Antartide è freddo, secco e duro, ma l&#8217;aumento delle temperature potrebbe produrre piogge senza precedenti o prematuri scioglimenti della neve, creando pozzanghere sul terreno che farebbero molto male alle uova che non potrebbero mai sopravvivere all&#8217;essere toccate dall&#8217;acqua – i pulcini non hanno piume impermeabili, quindi se si bagnano possono morire per ipotermia.</p>
<p>I ricercatori hanno suggerito una via di salvezza: lo studio ha individuato diversi rifugi dove i pinguini potrebbero continuare a prosperare, tutti a sud, quindi la previsione è quella di una migrazione permanente per trovare condizioni più abitabili.</p>
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		<title>Molti animali marini sono già pieni di plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 12:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali marini]]></category>
		<category><![CDATA[Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
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					<description><![CDATA[Entro il 2050, il 99% degli uccelli di mare avrà frammenti di plastica all&#8217;interno del proprio corpo   I ricercatori della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) e dell&#8217;Imperial College di Londra hanno fatto uno studio sugli uccelli marini di tutto il mondo &#8211; tra cui albatros, berte e pinguini &#8211; arrivando alla scoperta che la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28851" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_105128560_d7ec6b4e_819d_486d_80a7_8b31253837ba-16669-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p dir="ltr">Entro il 2050, il 99% degli uccelli di mare avrà frammenti di plastica all&#8217;interno del proprio corpo</p>
<p>  <span id="more-28852"></span>  </p>
<p> </p>
<p dir="ltr">I ricercatori della <a href="http://www.csiro.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO)</a> e dell&#8217;<a href="https://www.imperial.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Imperial College di Londra</a> hanno fatto uno studio sugli uccelli marini di tutto il mondo &#8211; tra cui albatros, berte e pinguini &#8211; arrivando alla scoperta che la maggior parte di loro ha plastica nel proprio intestino.</p>
<p dir="ltr">Osservando gli studi pubblicati fin dai primi anni del 1960, i ricercatori hanno visto che, già allora, la plastica &#8211; compresa quelle proveniente da borse, tappi di bottiglia, e vestiti sintetici che erano stati buttati in mare aperto dai fiumi che passano nelle città, dalle fogne e dai depositi di rifiuti &#8211; risultava essere comune negli stomaci degli uccelli marini; ma, nel 1960, i numeri si attestavano a meno del 5 per cento, mentre oggi si parla del 90 per cento: un&#8217;impennata davvero terribile, indicativa di un inquinamento praticamente asfissiante.</p>
<p dir="ltr">Secondo questi studi, entro il 2050, l&#8217;ingestione di plastica interesserà il 99 per cento delle specie di uccelli marini di tutto il mondo: questi risultati sono impressionanti e mostrano, utilizzando gli uccelli marini come indicatori, la pessima salute del nostro ecosistema.</p>
<p dir="ltr">Gli esperti raccontano che si è arrivati a trovare anche quasi 200 pezzi di plastica in un solo esemplare: i poveri animali a volte confondono la coloratissima plastica con pezzi di cibo, altre volte la ingeriscono accidentalmente, ma in ogni caso finiscono per iniziare a perdere peso e molto spesso trovano la morte.</p>
<p dir="ltr">I ricercatori hanno anche scoperto che la plastica avrà il maggiore impatto sulla fauna selvatica che si riunisce nell&#8217;Oceano Antartico, in una fascia intorno ai bordi meridionali dell&#8217;Australia, del Sud Africa e del Sud America. Fino ad ora, ha fatto i maggiori danni nelle zone in cui vi è la più grande diversità di specie.</p>
<p>La preoccupazione per la salvaguardia della fauna marina è molto alta, per questo è necessario cambiare le cose: siamo ancora in tempo per migliorare la gestione dei rifiuti e ridurre la minaccia della plastica. Va bene anche iniziare da misure semplici: l&#8217;importante è fare qualcosa.</p>
<p>EC</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>19 milioni di sfollati a causa dei cambiamenti climatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 13:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[orsi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[Riscalamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il WWF lancia l&#8217;allarme: l&#8217;emergenza è per tutti, non solo pinguini e orsi bianchi Non sono in pericolo solo i pinguini e gli orsi polari: i cambiamenti climatici metteranno a rischio tutti gli equilibri del pianeta. Lo ribasisce il WWF che ha lanciato la campagna &#8216;Save the Climate, Save the Humans&#8216; Secondo l&#8217;Internal Displacement Monitoring [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28699" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_Global_warming-16593-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il WWF lancia l&#8217;allarme: l&#8217;emergenza è per tutti, non solo pinguini e orsi bianchi</p>
<p>  <span id="more-28700"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Non sono in pericolo solo i pinguini e gli orsi polari: i cambiamenti climatici metteranno a rischio tutti gli equilibri del pianeta. Lo ribasisce il WWF che ha lanciato la campagna &#8216;</span><a href="http://www.wwf.it/clima.cfm" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Save the Climate, Save the Humans</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo l&#8217;Internal Displacement Monitoring Centre i rifugiati ambientali, costretti a spostarsi a causa di disastri naturali sono stati nel mondo oltre 19 milioni nel 2014. E questo numero è destinato a crescere a causa degli eventi estremi legati al golbal warming:  siccità, alluvioni, desertificazione, innalzamento del livello dei mari, fusione dei ghiacci ecc.</span></p>
<p>Il WWF lancia l&#8217;allarme: &#8216;Se le temperature del globo si alzeranno anche solo di 2°C l’Antartico potrebbe perdere il 75% dei pinguini di Adelia. Senza ghiaccio, che sta scomparendo a ritmi vertiginosi nel Polo nord, nel 2050 i due terzi degli orsi polari esistenti potrebbero scomparire per sempre.&#8217;</p>
<p>La conferenza sul clima di Parigi deve essere un momento di cambiamento con l&#8217;obiettivo di limitare il riscaldamento globale sotto 1.5-2 gradi. Continuando ai ritmi odierni rischiamo un aumento della temperatura dei 4.6 gradi.</p>
<p>Tra i combustibili più inquinanti c&#8217;è il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25357" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carbone </a>e il WWF chiede al presidente del Consiglio Renzi &#8216;un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe precise e standard ambientali davvero efficaci che impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2.&#8217; </p>
<p> </p>
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		<title>Acquario di Genova : nati due gemelli di pinguino. Video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 11:16:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[acquario di Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Gemelli pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217; Acquario di Genova festeggia la nascita di due gemelli di pinguino. Guarda il video   Fiocco doppio all&#8217;Acquario di Genova, dove si festeggia la nascita di due gemelli di pinguino. Il lieto evento si ripete per il secondo anno consecutivo. I cuccioli di pinguino sono già visibili al pubblico: sono usciti per la prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27619" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_timthumb-16046-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217; Acquario di Genova festeggia la nascita di due gemelli di pinguino. Guarda il video</p>
<p>  <span id="more-27620"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Fiocco doppio all&#8217;<a href="http://www.acquariodigenova.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Acquario di Genova</a>, dove si festeggia la nascita di due gemelli di pinguino. Il lieto evento si ripete per il secondo anno consecutivo.</p>
<p>I cuccioli di pinguino sono già visibili al pubblico: sono usciti per la prima volta dal nido il 28 giugno, hanno un piumaggio grigio scuro e pesano circa 2 kg. I due cuccioli sono gemelli anche se in realtà non sono nati dallo stesso uovo, ma a pochi giorni di distanza da due diverse uova. Resta nascosto nel suo nido il terzo pulcino, nato il 28 giugno.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" class="rep-video-embed" src="http://video.repubblica.it/embed/edizione/genova/acquario-di-genova-ecco-i-nuovi-pinguini-gemelli/207064/206165&amp;width=320&amp;height=180" frameborder="0" scrolling="no" width="320" height="207"></iframe></p>
<p>gc</p>
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		<title>Addio ai pinguini?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2014 13:38:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini rischio estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[pinguni]]></category>
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					<description><![CDATA[I cambiamenti climatici alterano il delicato equilibrio dei ghiacci, mettendo a rischio la vita dei pinguini   Pinguini a rischio estinzione: entro il 2100, la popolazione dei pinguini imperatori potrebbe calare drasticamente, a causa del riscaldamento globale, e la sua influenza sui ghiacci antartici. A lanciare l&#8217;allarme è uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18828" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_download__3_-11651-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">I cambiamenti climatici alterano il delicato equilibrio dei ghiacci, mettendo a rischio la vita dei pinguini</p>
<p>  <span id="more-18829"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><a href="video-del-giorno/video/i-pinguini-possono-volare"><strong>Pinguini</strong></a> a rischio estinzione: entro il 2100, la popolazione dei pinguini imperatori potrebbe calare drasticamente, a causa del riscaldamento globale, e la sua influenza sui ghiacci antartici. A lanciare l&#8217;allarme è uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution (Massachusetts) pubblicato su Nature Climate Change.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18522"><strong>cambiamento climatico</strong></a> potrebbe ridurre drasticamente i ghiacci dell’Antartide e quindi anche le speranze di sopravvivenza dei pinguini: lo scioglimento dei ghiacciai porta  alla diminuzione di calamari e krill, le principali fonti di nutrimento dei pennuti antartici. Ci saranno problemi anche se il ghiaccio sarà sovrabbondante: i pinguini dovranno compiere viaggi più lunghi per raggiungere il mare e procacciare il cibo per i pulcini.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>I pinguini primitivi? Alti e amanti del caldo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-pinguini-primitivi-alti-e-amanti-del-caldo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 11:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
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					<description><![CDATA[I pinguini primitivi vivevano ai tropici, erano alti e avevano un becco simile ad una fiocina, lunga quasi due volte il cranio dell’uccello   I pinguini primitivi erano alti e vivevano ai tropici. Sembra assurdo ma è così: 36 milioni di anni fa questi uccelli erano alti un metro e mezzo e scorrazzavano alle basse latitudini. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9328" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/11/images_igallery_resized_ambientetest_pinguini_imperatore_estinzione-6336-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">I pinguini primitivi vivevano ai tropici, erano alti e avevano un becco simile ad una fiocina, lunga quasi due volte il cranio dell’uccello</p>
<p>  <span id="more-13859"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">I <strong>pinguini primitivi</strong> erano alti e vivevano ai tropici. Sembra assurdo ma è così: 36 milioni di anni fa questi uccelli erano alti un metro e mezzo e scorrazzavano alle basse latitudini. A provarlo è uno scheletro rinvenuto da un gruppo di scienziati&#8221; in una località della costa meridionale del Perù, situata ad appena 14 gradi a sud dell’equatore.</p>
<p class="MsoNormal">La scoperta dello scheletro ha stupito gli scienziati: l’altezza era di 1,50 metri, tale quindi da far sfigurare gli odierni <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6087"><strong>pinguini</strong></a> reali e imperatori, che raggiungono la già ragguardevole statura di 1-1,10 metri.  Anche il becco del pinguino primitivo era completamente diverso da quello che hanno gli attuali uccelli: sembrava una fiocina lunga quasi due volte il cranio dell’uccello. </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Ma in realtà la cosa più strana è che questi pinguini vivessero a latitudini con temperature calde. Anche oggi esistono<strong> pinguini</strong>, come quelli delle <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/il-pinguino-delle-galapagos">Galapagos</a>, che preferiscono vivere al caldo anziché nelle gelide acque antartiche, ma finora si pensava che quest’adattamento fosse avvenuto recentemente, e non in un’epoca tanto remota. </p>
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		<title>Scoperte nuove popolazioni di pinguini imperatore</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/scoperte-nuove-popolazioni-di-pinguini-imperatore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 16:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi piccoli pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini imperatore]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione pinguini imperatore]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli]]></category>
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					<description><![CDATA[In Antartite sono state scoperte&#160; due nuove colonie di piccoli pinguini imperatore: sono stati contati circa 6.000 piccoli uccelli In Antartide sono state scoperte due nuove colonie di piccoli pinguini imperatore: un&#8217;equipe francese ha individuato, nei primi giorni di novembre, due grandi gruppi di questi uccelli, contando un totale tra le popolazioni di oltre 6.000 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9328" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/11/images_igallery_resized_ambientetest_pinguini_imperatore_estinzione-6336-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>In Antartite sono state scoperte&nbsp; due nuove colonie di piccoli pinguini imperatore: sono stati contati circa 6.000 piccoli uccelli</p>
<p>  <span id="more-9329"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">In <strong>Antartide</strong> sono state scoperte due nuove colonie di piccoli <strong>pinguini imperatore</strong>: un&#8217;equipe francese ha individuato, nei primi giorni di novembre, due grandi gruppi di questi uccelli, contando un totale tra le popolazioni di oltre 6.000 pulcini.</p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>Antartide</strong> è popolato da due colonie di <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/il-pinguino-delle-galapagos" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pinguini</a> </strong>appartenenti alla stessa popolazione, divisasi nel 2010, a causa della rottura di un pezzo gigante del ghiacciaio, formando piccoli iceberg sparsi nelle acque gelide del polo sud.</p>
<p class="MsoNormal">Le immagini catturate dall’<strong>Antartide</strong> mostrano non solo una stessa popolazione di <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/pinguino-imperatore-popolazione-raddoppiata" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pinguini imperatore </a></strong>divisa, ma anche più pinguini imperatori genitori rispetto a quanto precedentemente stimato. In particolare sono stati contati circa 2.000 piccoli pinguini presenti in una popolazione ed altri 4.000 nella seconda. Il dato è veramente strabiliante e rivela come probabilmente esistano oltre 8.500 coppie nidificanti nella regione.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: black; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>
]]></content:encoded>
					
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