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	<title>pile &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Rifiuti: si raccolgono sempre piu’ pile e accumulatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2014 11:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[accumulatori esausti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2013 sono stati raccolti in Italia 8.440.000 kg di pile e accumulatori portatili esausti   Nel 2013 sono stati raccolti in Italia 8.440.000 kg di pile e accumulatori portatili esausti.  La notizia è data dal Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori (Cdcnpa). È quindi in costante e continuo aumento la raccolta differenziata del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-17231" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_ambientetest_download__7_-10845-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Nel 2013 sono stati raccolti in Italia 8.440.000 kg di pile e accumulatori portatili esausti</p>
<p>  <span id="more-17232"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Nel 2013 sono stati raccolti in Italia 8.440.000 kg di <strong>pile</strong> e <strong>accumulatori portatili esausti</strong>.  La notizia è data dal Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori (Cdcnpa). È quindi in costante e continuo aumento la raccolta differenziata del settore. Non solo sono in aumento anche il numero di punti di raccolta serviti che, a fine 2013, erano 3.270.</p>
<p class="MsoNormal">Secondo il <strong>Cdcnpa</strong>, il dato più interessante è la percentuale di <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=16574">pile</a> portatili esauste raccolte</strong> rispetto al quantitativo di pile e  accumulatori nuovi immessi sul mercato nello stesso anno: per il 2013  questo dato e&#8217; pari al 31,8% con un incremento rispetto all&#8217;anno  precedente di oltre 4 punti percentuali. ‘Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto perchè in soli due anni il sistema nazionale di raccolta si e&#8217; strutturato ed e&#8217; entrato a pieno regime. A questo punto non possiamo che aumentare ancora i nostri sforzi per raggiungere al piu&#8217; presto quel 45% di raccolta differenziata che l&#8217;Europa ha imposto come traguardo per il 2016’, afferma Giulio Rentocchini, presidente del Cdcnpa.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Bambini: attenzione alle pile al litio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 06:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[litio]]></category>
		<category><![CDATA[orologi]]></category>
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					<description><![CDATA[Genitori, si registrano sempre piu&#8217; casi di bambini che hanno riportato danni per aver ingerito pile al litio. Attenzione a orologi, bilance, calcolatrici, telecomandi e altri oggetti di uso domestico   Attenzione alle pile al litio, piccole e tossiche. Sempre più diffuse in casa, le piccole pile al litio, negli ultimi cinque anni, hanno provocato &#8216;un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-16573" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambientetest_batterie_litio_virus_ogm_batterie_litio_virus_ogm_litio_batterie_2-10505-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Genitori, si registrano sempre piu&#8217; casi di bambini che hanno riportato danni per aver ingerito pile al litio. Attenzione a orologi, bilance, calcolatrici, telecomandi e altri oggetti di uso domestico</p>
<p>  <span id="more-16574"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Attenzione alle <strong>pile</strong> al <strong>litio</strong>, piccole e tossiche. Sempre più diffuse in casa, le piccole <strong>pile</strong> al <strong>litio</strong>, negli ultimi cinque anni, hanno provocato &#8216;un incremento degli incidenti legati alla loro ingestione soprattutto nei <strong>bambini</strong> più piccoli&#8217;. A lanciare l’allarme sono i 3 Centri antiveleni della Lombardia: il Cav di Pavia dell&#8217;Irccs Fondazione Maugeri, il Cav dell&#8217;ospedale di Bergamo e il Cav del Niguarda di Milano.</p>
<p>Ingerire le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16454"><strong>pile</strong></a> al <strong>litio</strong> può &#8216;causare un danno principalmente a carico dell&#8217;esofago, ma anche dello stomaco per il solo effetto elettrico, indipendentemente dal rilascio di sostanze tossiche successive all&#8217;apertura della pila stessa. Le conseguenze possono essere anche gravi (perforazione esofagea) e hanno determinato un significativo aumento dei casi di morte&#8217;, fanno sapere gli esperti. </p>
<p>Come evitare che i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16540"><strong>bambini</strong></a> possano ingerire queste <strong>pile</strong>? La soluzione è semplice e difficile allo stesso modo: impedire ai <strong>bambini</strong> di accedere al prodotto. Fare attenzione a <strong>orologi</strong>, bilance, calcolatrici, <strong>telecomandi</strong> e altri oggetti di uso domestico.</p>
<p>(gc)</p>
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		<title>Ecoinvenzioni: il caricabatterie intelligente che alimenta le pile usa e getta</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/ecoinvenzioni-il-caricabatterie-intelligente-che-alimenta-le-pile-usa-e-getta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 09:38:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[caricabatterie]]></category>
		<category><![CDATA[caricabatterie intelligente]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caricabatterie intelligente ReVita e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta per alimentare le batterie usa e getta e ridurre il loro impatto inquinante sull&#8217;ambiente Il caricabatterie intelligente che alimenta le pile usa e getta è l’interessante soluzione proposta per ridurre lo smaltimento delle ‘alcaline’ diminuendo il loro impatto inquinante sull’ambiente. Si tratta, in pratica, di uno speciale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-16453" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_eco-invenzioni_caricabatterie_batterie_usa_e_getta-10444-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il caricabatterie intelligente ReVita e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta per alimentare le batterie usa e getta e ridurre il loro impatto inquinante sull&#8217;ambiente</p>
<p>  <span id="more-16454"></span>  </p>
<p>Il <strong>caricabatterie intelligente</strong> che alimenta le <strong>pile</strong> usa e getta è l’interessante soluzione proposta per ridurre lo smaltimento delle ‘alcaline’ diminuendo il loro impatto inquinante sull’<strong>ambiente</strong>. Si tratta, in pratica, di uno speciale dispositivo di alimentazione in grado di ‘rimettere a nuovo’ tutti i tipi di <strong>batterie</strong> (stilo, ministilo etc.), impiegando un massimo di 4 ore.</p>
<p>Il nuovo <strong>caricabatterie intelligente</strong>, denominato ‘ReVita’ e prodotto dall’azienda omonima, è costituito in particolare da un sistema di circuiti suddiviso in quattro parti, ciascuna dedicata a una batteria. Attraverso questo dispositivo è infatti possibile ricaricare qualsiasi batteria usa e getta, (non solo le ricaricabili quindi), riducendo l’impatto sull&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3"><strong>ambiente</strong></a> ed i costi di smaltimento delle <strong>pile</strong> tradizionali. </p>
<p>Le <strong>batterie</strong> vengono quindi ricaricate individualmente ed ogni circuito di ‘ReVita’ è controllato da un apposito microprocessore, che verifica la temperatura e la tensione delle <strong>pile</strong> durante tutto il loro ciclo di carica. Tale sistema, secondo i produttori, garantirebbe efficacia e sicurezza di utilizzo. </p>
<p>Il <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=16138">caricabatterie</a> intelligente</strong> ‘ReVita’ è stato prodotto in tre modelli differenti: il modello ‘RV1’, consente di ricaricare contemporaneamente fino a 4 <strong>batterie</strong>, grazie all’utilizzo della classica presa elettrica. Il modello ‘RV2’ invece, è sempre in grado di alimentare fino 4 <strong>batterie</strong>, ma attraverso l’impiego di una porta mini USB (da collegare, ad es. ad un PC). La versione ‘RV3’ infine, è più compatta e, tramite porta USB, è predisposta per alloggiare due sole <strong>batterie</strong>. Per chi fosse interessato, può acquistare ‘ReVita’ ad un prezzo di circa 25 euro ed avere maggiori informazioni sui punti vendita disponibili su questo <a href="http://www.revitacharger.com/index_it.html">sito</a>.</p>
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		<title>Ecoinvenzioni: la batteria ecologica che si ricarica in acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 18:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[batteria ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[La batteria ecologica Aquacell e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta nel campo dell&#8217;energia sostenibile La batteria ecologica che si ricarica in acqua è l&#8217;interessante soluzione proposta nel campo dell&#8217;energia sostenibile. Si tratta, in pratica, di una pila stilo non ricaricabile, in grado di fornire energia per la prima volta, soltanto dopo essere stata immersa per 5 minuti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15481" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_eco-invenzioni_batteria_acqua_energia-9915-250-200-90-c.jpeg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La batteria ecologica Aquacell e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta nel campo dell&#8217;energia sostenibile</p>
<p>  <span id="more-15482"></span>  </p>
<p>La <strong>batteria ecologica</strong> che si ricarica in <strong>acqua</strong> è l&#8217;interessante soluzione proposta nel campo dell&#8217;<strong>energia</strong> sostenibile. Si tratta, in pratica, di una pila stilo non ricaricabile, in grado di fornire <strong>energia</strong> per la prima volta, soltanto dopo essere stata immersa per 5 minuti nell&#8217;<strong>acqua</strong>.</p>
<p>La nuova <strong>batteria ecologica</strong>, denominata &#8216;Aquacell&#8217; e prodotta dall&#8217;omonima azienda svizzera, è leggera e progettata base di polveri organiche non inquinanti che, a differenza delle <strong>pile</strong> tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. La pila infatti pesa solo 12 grammi e, una volta confezionata, è completamente scarica, senza alcun tipo di  tensione o amperaggio. Soltanto dopo la sua immersione in <strong>acqua</strong> la pila viene &#8216;attivata&#8217; ed è in grado di fornire <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>energia</strong></a> utile ai dispositivi elettronici con un consumo medio come le torce LED, i telecomandi e i giocattoli per bambini.</p>
<p>La <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15308">batteria</a> ecologica</strong> &#8216;Aquacell&#8217;, proprio per queste sue caratteristiche, non solo è priva delle sostanze inquinanti utilizzate invece nelle &#8216;alcaline&#8217;, ma non possiede nemmeno una data di scadenza effettiva al momento della sua produzione (a differenza delle <strong>pile</strong> tradizionali che hanno una durata di circa otto anni).</p>
<p>La <strong>batteria ecologica</strong> &#8216;Aquacell&#8217; inoltre, è stata realizzata senza utilizzare l&#8217;acciaio, ma realizzando un involucro costituito completamente in plastica riciclata. Infine, la nuova pila ecologica non ha bisogno di <strong>acqua</strong> per essere fabbricata, eliminando in questo modo a monte anche il problema del trattamento dei liquidi reflui e tossici di produzione. Grazie a questi accorgimenti, la batteria della &#8216;Aquacell&#8217; può essere riciclata a basso costo fino all&#8217;85% (le <strong>pile</strong> convenzionali invece si possono recuperare solo fino al 50%). L&#8217;unico inconveniente è che una volta attivate, durano un pò meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti.</p>
<p>La <strong>batteria ecologica</strong> &#8216;Aquacell&#8217; purtroppo, non è ancora disponibile in commercio in Italia, ma sul <a href="http://www.ceto.ch/shop/30-aquacell-battery">sito</a> svizzero dell&#8217;azienda produttrice si trova già in vendita.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>Ecoinvenzione, le pile Nopopo che generano energia grazie all’acqua</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/eco-invenzioni/ecoinvenzione-le-pile-nopopo-che-generano-energia-grazie-allacqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 07:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[pile]]></category>
		<category><![CDATA[pile ecologiche]]></category>
		<category><![CDATA[pile energia liquidi]]></category>
		<category><![CDATA[pile non tossiche]]></category>
		<category><![CDATA[pile Nopopo giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[pile sostenibili]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Le pile Nopopo generano energia elettrica attraverso l’uso di sostanze liquide come acqua e succo di frutta. Al loro interno non vi è nessuna sostanza tossica, come cadmio o mercurio &#160; Si chiamano pile NoPoPo (non pollution power) e sono in grado di generare elettricità attraverso l’impiego di liquidi come acqua di rubinetto, succo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6481" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_eco-invenzioni_Nopopo1-4766-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Le pile Nopopo generano energia elettrica attraverso l’uso di sostanze liquide come acqua e succo di frutta. Al loro interno non vi è nessuna sostanza tossica, come cadmio o mercurio</p>
<p>  <span id="more-6482"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Si chiamano <strong>pile</strong> <strong>NoPoPo</strong> (non pollution power) e sono in grado di generare <strong>elettricità</strong> attraverso l’impiego di liquidi come <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/california-100-robot-monitorano-linquinamento-dei-fiumi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a></strong> di rubinetto, <strong>succo di frutta</strong>, <strong><a href="http://casa.ecoseven.net/arredamento/riciclo-come-riutilizzare-i-fondi-di-caffe" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caffè</a></strong> e addirittura saliva. Le pile ecologiche sono prodotte dalla giapponese Aqua Power System e per fornire energia pulita basta solo mezzo millilitro di acqua o altro liquido.</p>
<p class="MsoNormal">La <strong>pila Nopopo</strong> che genera energia grazie ai liquidi ha una durata, secondo gli ideatori, di circa 20 anni. E il costo è veramente basso solo 630 yen, 5,60 euro, per una confezione di 3 pezzi. La <strong>pila ecologica</strong> è anche molto leggera e il suo peso, infatti, è di soli 15 grammi.</p>
<p class="MsoNormal">Le <strong>&nbsp;pile Nopopo, ecologiche</strong> e in grado di generare energia solo con l’aiuto di sostanze liquide come l&#8217;<a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-quante-ce-ne-vuole-per-fare-un-latte-macchiato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a>, non presentano al loro interno alcuna sostanza tossica, come cadmio o mercurio, e possono essere smaltite insieme agli altri rifiuti inorganici.</p>
<p class="MsoNormal">(GC/DS)</p>
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		<title>Oceani, come il lavaggio dei maglioni puo&#8217; alterare l&#8217;equilibrio della vita marina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[fibre sintetiche]]></category>
		<category><![CDATA[maglioni in lavatrice]]></category>
		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[pile]]></category>
		<category><![CDATA[science]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni giorno, con il lavaggio in lavatrice, migliaia di fibre sintetiche vengono scaricate negli oceani di tutto il mondo. L’allarme degli scienziati per salvaguardare gli equilibri marini, parola della rivista Science &#160; Migliaia di fibre sintetiche vengono scaricate ogni giorno nelle acque degli oceani. Col rischio di alterarne i delicati equilibri ambientali. L&#8217;allarme viene lanciato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4159" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_ambiente_oceani-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Ogni giorno, con il lavaggio in lavatrice, migliaia di fibre sintetiche vengono scaricate negli oceani di tutto il mondo. L’allarme degli scienziati per salvaguardare gli equilibri marini, parola della rivista Science</p>
<p> <span id="more-4160"></span> </p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p>Migliaia di fibre sintetiche vengono scaricate ogni giorno nelle acque degli oceani. Col rischio di alterarne i delicati equilibri ambientali. L&rsquo;allarme viene lanciato da alcuni scienziati ambientali che hanno pubblicato il loro studio sulla prestigiosa rivista Science.</p>
<p>Secondo loro, durante ogni lavaggio in lavatrice possono staccarsi fino a 2.000 fibre di poliestere e acrilico dai capi di abbigliamento che poi inevitabilmente finiscono nelle acque di scarico e quindi negli oceani di tutto il mondo. Il team di esperti ha raccolto campioni di sabbia da diciotto spiagge in tutti e sei i continenti. In ognuna di queste sono stati rivelati residui di fibre sintetiche colorate &#8211; filamenti di poliestere o acrilico &#8211; utilizzate per i maglioni in pile. I campioni pi&ugrave; contaminati erano quelli provenienti dalle aree a maggiore densit&agrave; abitativa.</p>
<p>Ancora non &egrave; chiaro se e quanto la presenza di tali materiali alteri la vita marina ma gli scienziati hanno sentito il bisogno di sollecitare le aziende produttrici di abbigliamento, di lavatrici e di depuratori a individuare nuove tecniche in grado di salvaguardare gli oceani. (a.s.)<span style="font-size:10.0pt; line-height:115%;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;"><o:p></o:p></span></p>
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