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	<title>pesticidi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Api e impollinazione: perché senza di loro mangeremmo molto meno (e i miti da sfatare)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:53:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 25/06/2026 Se parliamo di api e impollinazione è giusto evidenziare quanto siano fondamentali per il cibo che mangiamo: secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall&#8217;impollinazione animale, e questi insetti contribuiscono a circa il 35% della produzione agricola globale. In pratica, due terzi della frutta e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – 25/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320228 size-full" title="Api e impollinazione: ape su un fiore raccoglie il polline" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione.webp" alt="Api e impollinazione ruolo cibo" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="3:1-3:873;90-962"><strong>Se parliamo di api e impollinazione è giusto evidenziare quanto siano fondamentali per il cibo che mangiamo: secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall&#8217;impollinazione animale, e questi insetti contribuiscono a circa il 35% della produzione agricola globale. In pratica, due terzi della frutta e della verdura che portiamo in tavola — da mele e fragole a zucchine, mandorle e ciliegie — esistono grazie al loro lavoro. Ma le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, inquinamento e crisi climatica: in Europa, negli ultimi 30 anni, è andato perso circa il 75% della biomassa di insetti volatori. Per questo WWF e Greenpeace hanno lanciato campagne per salvarle. In questo speciale vediamo il loro ruolo reale, cosa si sta facendo per proteggerle e quali miti — a partire dalla famosa frase di Einstein — vanno sfatati.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="5:1-5:497;964-1460">C&#8217;è un piccolo insetto da cui dipende una fetta enorme del nostro cibo. Eppure attorno alle api circolano tanto allarmismo quanto imprecisione: frasi virali, citazioni inventate e semplificazioni che rischiano di confondere il quadro. In questo speciale proviamo a fare ordine, con i dati delle fonti più autorevoli (FAO, ISPRA, EFSA), distinguendo ciò che è vero da ciò che è leggenda, e spiegando perché proteggere gli impollinatori è una questione concreta — ecologica, economica e alimentare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="7:1-7:50;1462-1511">Perché api e impollinazione sono così importanti per il cibo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="9:1-9:289;1513-1801">Partiamo dal cuore della questione: Api e impollinazione. Molte piante, per riprodursi e produrre frutti e semi, hanno bisogno che il polline venga trasportato da un fiore all&#8217;altro. Le api e gli altri impollinatori fanno esattamente questo, spostandosi di fiore in fiore in cerca di nettare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:419;1803-2221">I numeri, secondo la <a href="https://www.fao.org/home/en" target="_blank" rel="noopener">FAO</a>, danno la misura del fenomeno. Oltre il <strong>75% delle colture alimentari mondiali</strong> dipende almeno in parte dall&#8217;impollinazione animale. Gli impollinatori contribuiscono a circa il <strong>35% della produzione agricola globale</strong> e sostengono 87 delle 115 principali colture alimentari del mondo. In Europa, secondo l&#8217;<a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/notizie/il-ruolo-delle-api-per-l2019uomo-e-l2019ambiente" target="_blank" rel="noopener">ISPRA</a>, circa l&#8217;80% delle specie coltivate dipende dall&#8217;impollinazione degli insetti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:419;2223-2641">Tradotto in pratica: senza api e impollinazione diremmo addio (o quasi) a mele, fragole, zucchine, mandorle, ciliegie, e a moltissimi altri prodotti. La FAO stima che due terzi della frutta e della verdura che consumiamo quotidianamente dipendano dal loro lavoro. Non si tratta solo di quantità, ma anche di varietà: gli impollinatori sostengono la diversità della nostra dieta, garantendo molti alimenti ricchi di nutrienti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:214;2643-2856">C&#8217;è poi un valore economico enorme. Le sole api selvatiche garantiscono l&#8217;impollinazione di colture per un valore stimato in oltre 153 miliardi di euro l&#8217;anno a livello globale, di cui circa 22 miliardi in Europa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="17:1-17:57;2858-2914">Il declino delle api: pesticidi, clima e inquinamento</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:137;2916-3052">Qui sta il problema, ed è serio. Gli impollinatori sono in declino in tutto il mondo, sotto la pressione di una combinazione di fattori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:432;3054-3485">Il primo è l&#8217;uso di <strong>pesticidi</strong>, in particolare alcuni insetticidi chiamati neonicotinoidi, considerati tra i principali responsabili della moria delle api. L&#8217;EFSA, l&#8217;Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha confermato la loro pericolosità per gli impollinatori, e nel 2018 l&#8217;Unione Europea ne ha vietato l&#8217;uso all&#8217;aperto per tre di queste sostanze — anche se in alcuni Paesi, Italia compresa, sono state previste deroghe.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="23:1-23:508;3487-3994">Gli altri fattori sono la <strong>perdita di habitat</strong> (dovuta all&#8217;agricoltura intensiva e alle monocolture), il <strong>diserbo chimico</strong> che elimina i fiori selvatici di cui gli insetti si nutrono, la <strong>crisi climatica</strong> con le sue fioriture alterate, l&#8217;<strong>inquinamento</strong> e i parassiti come l&#8217;acaro Varroa destructor. Il risultato è preoccupante:<a href="https://www.wwf.it/uploads/WWF-DM-Impollinatori-2024-BROCHURE_Optimized.pdf" target="_blank" rel="noopener"> secondo il WWF, in Europa abbiamo perso circa il 75% della biomassa di insetti impollinatori</a> negli ultimi 30 anni, e oltre il 40% degli impollinatori rischia l&#8217;estinzione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="25:1-25:54;3996-4049">Le campagne di WWF e Greenpeace per salvare le api</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:168;4051-4218">Di fronte a questo quadro, le due principali organizzazioni ambientaliste hanno lanciato campagne specifiche, con un obiettivo comune: ridurre i pesticidi più dannosi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:513;4220-4732">Il <strong>WWF</strong> ha promosso la campagna <strong><a href="https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/bee-safe-la-campagna-wwf-per-salvare-le-api/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Bee Safe</a>&#8220;</strong> e la petizione <strong>&#8220;<a href="https://attivati.wwf.it/difendi-gli-impollinatori" target="_blank" rel="noopener">Difendi gli Impollinatori</a>&#8220;</strong>, lanciata in occasione della Giornata mondiale delle api (20 maggio). L&#8217;organizzazione chiede al governo e all&#8217;Unione Europea il divieto delle sostanze chimiche più pericolose, l&#8217;aumento delle superfici agricole dedicate alla conservazione della natura e un maggiore sostegno all&#8217;agricoltura biologica. Il WWF ha anche aderito a iniziative europee dei cittadini per l&#8217;eliminazione graduale dei pesticidi di sintesi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:576;4734-5309"><strong>Greenpeace</strong>, con la campagna <strong>&#8220;<a href="https://attivati.greenpeace.it/petizioni/salviamo-le-api/?pm=true&amp;utm_source=adwords&amp;utm_medium=ppc&amp;utm_content=ap_pmax&amp;utm_term=&amp;utm_campaign=%5Blg%2028100%5D%20new%20lead%20-%20performance%20max%20-%20api%2Fplastica&amp;hsa_acc=5800254361&amp;hsa_cam=23285103968&amp;hsa_grp=&amp;hsa_ad=&amp;hsa_src=&amp;hsa_tgt=&amp;hsa_kw=&amp;hsa_mt=&amp;hsa_net=adwords&amp;hsa_ver=3&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=23280125172&amp;gbraid=0aaaaadcatwpxxstlvipgs-q-foc4uhbsm&amp;gclid=cj0kcqjwo_prbhdnarisaecvalxqwwa2zbhkhp1jqoyaikzpkqdry9f6_rkuuxs52jm19eeyij8_s_eaap7fealw_wcb" target="_blank" rel="noopener">Salviamo le api</a>&#8220;</strong>, chiede al Governo italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api, a partire dai neonicotinoidi. L&#8217;organizzazione ha inoltre creato il <strong>&#8220;<a href="https://www.greenpeace.org/italy/storia/22505/food-forest-roma/" target="_blank" rel="noopener">Bosco delle Api</a>&#8220;</strong>, un progetto nato a Roma e Cremona: una food forest (orto-bosco) che ricrea un ecosistema favorevole agli impollinatori, con piante da frutto, erbe officinali, bacche e fiori. Greenpeace propone anche guide pratiche, come &#8220;Fiori amici delle api&#8221;, per scegliere piante che nutrono gli impollinatori anche in città.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="33:1-33:166;5311-5476">Entrambe le campagne convergono su un punto: la protezione delle api passa soprattutto dalla riduzione dei pesticidi e dal <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/mangiare-miele-ogni-giorno-fa-bene-al-fegato-ecco-cosa-dice-la-scienza/" target="_blank" rel="noopener">sostegno a un&#8217;agricoltura più sostenibile.</a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="35:1-35:31;5478-5508">I miti da sfatare sulle api</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="37:1-37:213;5510-5722">Qui arriva la parte più importante per orientarsi con spirito critico, perché attorno alle api circolano alcune convinzioni diffuse ma imprecise. Sfatarle non significa minimizzare il problema, ma capirlo meglio.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="39:1-39:68;5724-5791">Mito 1: &#8220;Einstein disse che senza api l&#8217;uomo ha 4 anni di vita&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:604;5793-6396">È la citazione più famosa sulle api: <em>&#8220;Se le api scomparissero, all&#8217;uomo resterebbero solo quattro anni di vita.&#8221;</em> Viene attribuita ad Albert Einstein, ma <strong><a href="https://www.mvpa-unina.org/terza-missione/anno2020/einstein-le-api-e-la-fine-del-mondo_869.xhtml" target="_blank" rel="noopener">non esiste</a> alcuna prova che l&#8217;abbia mai pronunciata</strong>. Lo hanno verificato siti di fact-checking come Snopes e Quote Investigator: la frase non compare in nessuno scritto, discorso o raccolta di citazioni del fisico. Risulta diffusa solo a partire dagli anni &#8217;90, in particolare durante una protesta di apicoltori europei nel 1994, come slogan a effetto. Einstein era un fisico, non un biologo: la frase è un falso storico, per quanto suggestiva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="43:1-43:51;6398-6448">Mito 2: &#8220;Senza api l&#8217;umanità si estinguerebbe&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="45:1-45:679;6450-7128">È un&#8217;esagerazione. Le api sono importantissime, ma la maggior parte delle calorie che consumiamo proviene da cereali come grano, riso e mais, che si impollinano col vento e <strong>non dipendono dagli insetti</strong>. Senza impollinatori non ci sarebbe un&#8217;estinzione di massa dell&#8217;umanità, ma un impoverimento drammatico della dieta: molta meno frutta, verdura, frutta secca e una perdita enorme di biodiversità. Uno studio pubblicato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_Health_Perspectives" target="_blank" rel="noopener">Environmental Health Perspectives</a> stima che la riduzione dell&#8217;impollinazione stia già contribuendo a centinaia di migliaia di morti premature l&#8217;anno, per la minore disponibilità di cibi sani. Il problema è gravissimo, ma va raccontato per quello che è.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="47:1-47:72;7130-7201">Mito 3: &#8220;Per salvare le api basta mettere un&#8217;arnia / fare il miele&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="49:1-49:732;7203-7934">Questo è il mito più sottile, e il più importante da chiarire. L&#8217;<strong>ape da miele</strong> (Apis mellifera) è un animale allevato, una specie domestica gestita dagli apicoltori: non è in via di estinzione, perché viene continuamente allevata. Le specie davvero a rischio sono le <strong>api selvatiche</strong> (in Europa ne esistono quasi 2.000 specie) e gli altri impollinatori selvatici. Installare alveari di api domestiche in città, paradossalmente, può addirittura mettere in competizione le api allevate con quelle selvatiche per il nettare disponibile. Salvare gli impollinatori, quindi, non significa &#8220;produrre più miele&#8221;, ma proteggere gli habitat e le specie selvatiche. È una distinzione che cambia completamente il senso delle azioni utili.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="51:1-51:62;7936-7997">Mito 4: &#8220;Tutte le api fanno il miele e vivono in alveari&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="53:1-53:443;7999-8441">Falso. Solo una minoranza delle oltre 20.000 specie di api al mondo produce miele e vive in colonie organizzate. La maggior parte sono <strong>api solitarie</strong>: vivono da sole, non producono miele e nidificano nel terreno o in piccole cavità. E spesso sono impollinatrici eccezionali: alcuni studi indicano che, su brevi distanze, certe api selvatiche solitarie possono essere fino a tre volte più efficienti delle api domestiche per alcune colture.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="55:1-55:33;8443-8475">Curiosità sul mondo delle api</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="57:1-57:83;8477-8559">Oltre ai dati e ai miti, il mondo delle api riserva alcune curiosità affascinanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="59:1-59:759;8561-9319">Un&#8217;<strong>ape bottinatrice</strong> (quella che raccoglie il nettare) nell&#8217;arco della sua vita produce in media appena un dodicesimo di cucchiaino di miele: per un solo barattolo servono il lavoro di migliaia di api e voli per distanze complessive enormi. Le api comunicano tra loro con una &#8220;danza&#8221;, la cosiddetta danza dell&#8217;addome, con cui un&#8217;esploratrice indica alle compagne la direzione e la distanza di una fonte di cibo. Esistono api di tutte le dimensioni: dalla minuscola ape senza pungiglione di pochi millimetri fino all&#8217;ape gigante dell&#8217;Himalaya (Apis laboriosa), che supera i 3 centimetri. E in Italia il patrimonio è notevole: solo in regioni come la Puglia si contano decine di migliaia di alveari, fondamentali per colture tipiche come mandorli e ciliegi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="61:1-61:48;9321-9368">Cosa significa concretamente: cosa puoi fare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="63:1-63:93;9370-9462">Tradotto in azioni pratiche, ecco cosa può fare davvero la differenza per gli impollinatori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="65:1-65:262;9464-9725"><strong>Piantare fiori amici delle api.</strong> Anche un balcone o un davanzale possono diventare un rifugio: lavanda, rosmarino, calendula, borragine e girasole offrono nettare prezioso. È il gesto più semplice e accessibile, suggerito dalle stesse campagne ambientaliste.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:182;9727-9908"><strong>Evitare pesticidi ed erbicidi in giardino e nell&#8217;orto.</strong> I prodotti chimici di sintesi sono tra le principali minacce: per il giardinaggio domestico esistono alternative naturali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="69:1-69:183;9910-10092"><strong>Preferire prodotti biologici.</strong> Scegliere alimenti da agricoltura biologica significa sostenere aree di produzione più sicure per gli impollinatori e con meno residui di pesticidi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="71:1-71:193;10094-10286"><strong>Lasciare un angolo &#8220;selvatico&#8221;.</strong> Un piccolo spazio con fiori spontanei, o un &#8220;bee hotel&#8221; per le api solitarie, aiuta proprio le specie selvatiche più a rischio — quelle che contano davvero.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="73:1-73:166;10288-10453"><strong>Sostenere le campagne.</strong> Firmare le petizioni di WWF e Greenpeace e informarsi contribuisce a fare pressione sulle istituzioni per ridurre i pesticidi più dannosi.</p>
<p data-sourcepos="73:1-73:166;10288-10453"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320233 size-full" title="Infografica api e impollinazione: dati FAO, declino e miti da sfatare" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api.webp" alt="Infografica api e impollinazione" width="864" height="1821" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api.webp 864w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-486x1024.webp 486w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-768x1619.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-729x1536.webp 729w" sizes="(max-width: 864px) 100vw, 864px" /></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="75:1-75:27;10455-10481">FAQ – Domande frequenti su api e impollinazione</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="77:1-77:46;10483-10528">Quanto del nostro cibo dipende dalle api?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="79:1-79:399;10530-10928">Secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende almeno in parte dall&#8217;impollinazione animale, e gli impollinatori contribuiscono a circa il 35% della produzione agricola globale. In pratica, circa due terzi della frutta e della verdura che mangiamo dipendono dal loro lavoro. I cereali di base come grano, riso e mais, però, si impollinano col vento e non dipendono dalle api.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="81:1-81:70;10930-10999">È vero che Einstein disse che senza api l&#8217;uomo ha 4 anni di vita?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="83:1-83:357;11001-11357">No. La frase è attribuita ad Albert Einstein, ma non esiste alcuna prova che l&#8217;abbia mai pronunciata: lo hanno verificato siti di fact-checking come Snopes e Quote Investigator. La citazione ha iniziato a circolare solo negli anni &#8217;90, probabilmente come slogan durante una protesta di apicoltori europei. Einstein era un fisico e non si occupò mai di api.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="85:1-85:38;11359-11396">Perché le api stanno scomparendo?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="87:1-87:373;11398-11770">Per una combinazione di fattori: l&#8217;uso di pesticidi (in particolare i neonicotinoidi), la perdita di habitat dovuta all&#8217;agricoltura intensiva, il diserbo chimico che elimina i fiori selvatici, la crisi climatica, l&#8217;inquinamento e i parassiti come la Varroa. Secondo il WWF, in Europa è stato perso circa il 75% della biomassa di insetti impollinatori negli ultimi 30 anni.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="89:1-89:57;11772-11828">Mettere un&#8217;arnia sul balcone aiuta a salvare le api?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="91:1-91:403;11830-12232">Non come si pensa. L&#8217;ape da miele è una specie allevata e non è a rischio di estinzione. Le specie davvero minacciate sono le api selvatiche e gli altri impollinatori selvatici. Installare arnie di api domestiche può perfino metterle in competizione con le selvatiche per il nettare. Per aiutare gli impollinatori è più utile piantare fiori, evitare pesticidi e creare habitat per le specie selvatiche.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="93:1-93:46;12234-12279">Cosa posso fare concretamente per le api?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="95:1-95:345;12281-12625">Piantare fiori ricchi di nettare (lavanda, rosmarino, calendula) anche in vaso, evitare pesticidi ed erbicidi chimici, preferire prodotti biologici, lasciare un angolo di fiori spontanei o installare un &#8220;bee hotel&#8221; per le api solitarie, e sostenere le campagne di WWF e Greenpeace per la riduzione dei pesticidi. Sono gesti piccoli ma concreti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="97:1-97:12;12627-12638">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="99:1-99:1094;12640-13733">Le api e impollinazione sono essenziali per il nostro cibo: oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende almeno in parte dall&#8217;impollinazione (FAO), e circa due terzi della frutta e verdura che mangiamo esistono grazie a loro. Ma sono in forte declino per pesticidi, perdita di habitat, inquinamento e clima: in Europa è andato perso il 75% della biomassa di impollinatori in 30 anni. WWF (campagna &#8220;Bee Safe&#8221;, petizione &#8220;Difendi gli Impollinatori&#8221;) e Greenpeace (&#8220;Salviamo le api&#8221;, &#8220;Bosco delle Api&#8221;) chiedono soprattutto il bando dei pesticidi più dannosi. Attenzione però ai miti: la frase di Einstein sui &#8220;4 anni di vita&#8221; è un falso mai pronunciato; l&#8217;umanità non si estinguerebbe (i cereali base si impollinano col vento), ma la nostra dieta si impoverirebbe drammaticamente; e salvare le api non significa mettere arnie o fare miele, perché l&#8217;ape da miele è allevata e non a rischio: le specie davvero minacciate sono quelle selvatiche. Per aiutarle davvero bastano gesti concreti: piantare fiori, evitare pesticidi, scegliere il biologico e proteggere gli habitat selvatici.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="103:1-103:628;13740-14367"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Fonti principali: FAO (Giornata mondiale delle api, dati su impollinazione e colture); ISPRA (dipendenza delle colture europee dagli impollinatori); EFSA (pericolosità dei neonicotinoidi); WWF Italia (campagne Bee Safe e &#8220;Difendi gli Impollinatori&#8221;, dati su declino e valore economico); Greenpeace Italia (campagna &#8220;Salviamo le api&#8221; e progetto &#8220;Bosco delle Api&#8221;); Snopes e Quote Investigator (verifica della falsa citazione di Einstein); studio su Environmental Health Perspectives (impatto sanitario del calo dell&#8217;impollinazione). I dati sono soggetti ad aggiornamento.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Frutta e ortaggi con tracce di pesticidi: la classifica del 2022</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/frutta-e-ortaggi-con-tracce-di-pesticidi-la-classifica-del-2022/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dirty dozen]]></category>
		<category><![CDATA[EWG]]></category>
		<category><![CDATA[frutta e ortaggi con tracce di pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Le fragole e gli spinaci si piazzano ai primi posti della classifica annuale di frutta e verdura che contengono pesticidi Secondo la guida realizzata come ogni anno a partire dal 2004 dall’Environmental Working Group (EWG), oltre il 70% di prodotti freschi venduti negli Stati Uniti contiene tracce di pesticidi potenzialmente dannosi per la salute. Dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-145629" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/apple-3483512_1280.jpg" alt="tracce di pesticidi" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/apple-3483512_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/apple-3483512_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/apple-3483512_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Le fragole e gli spinaci si piazzano ai primi posti della classifica annuale di frutta e verdura che contengono pesticidi</h3>
<p><span id="more-145628"></span></p>
<p align="justify">Secondo la guida realizzata come ogni anno a partire dal 2004 dall’<b>Environmental Working Group</b> (<a href="https://www.ewg.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EWG</a>), oltre il 70% di prodotti freschi venduti negli Stati Uniti contiene tracce di pesticidi potenzialmente dannosi per la salute.</p>
<p align="justify">Dai nuovi risultati, ricavati in base ai dati forniti dal Dipartimento di Agricoltura e dalla <a href="https://www.fda.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FDA</a>, è emerso che oltre il 50% di patate, spinaci, lattuga e melanzane contengono almeno uno dei <b>pesticidi killer delle api messi al bando nell’Unione Europea</b>, ma ancora legali negli USA.</p>
<p align="justify">L’obiettivo della guida <b>Shopper’s Guide to Pesticides in Produce</b> è quello di educare il pubblico su quali sono le migliori scelte alimentari da intraprendere, per salvaguardare la propria salute e quella della propria famiglia.</p>
<p align="justify">Nella guida compare una lista interessante, la <a href="https://www.ewg.org/foodnews/dirty-dozen.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dirty Dozen</a>, che indica al consumatore quali sono i prodotti più contaminati.</p>
<h4 class="western" align="justify">La Dirty Dozen 2022, la classifica della sporca dozzina</h4>
<p align="justify">Dei prodotti analizzati, sono stati 46 quelli in cui sono risultati livelli allarmanti di prodotti nocivi e fra i primi dodici figurano:</p>
<ol>
<li>
<p align="justify">Fragole</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Spinaci</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Cavolo riccio e cavolo nero</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Nettarine</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Mele</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Uva</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Peperoni e peperoncino</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Ciliegie</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Pesche</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Pere</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Sedano</p>
</li>
<li>
<p align="justify">Pomodori</p>
</li>
</ol>
<p align="justify">Altri alimenti con tracce di pesticidi presenti nella lista sono: cavolfiore, asparagi, mango, lattuga, patate, banane, carote, pompelmi, melanzane, broccoli ecc… Si può dedurre che la maggior parte delle varietà di frutta e verdura consumate quotidianamente dal popolo statunitense sono risultate contaminati.</p>
<p align="justify">I pesticidi, la maggior parte delle volte, rimangono nella frutta e nella verdura anche dopo che questi sono stati lavati o sbucciati.</p>
<p align="justify">Assumerne grandi quantità, come quelle trovate nella lista appena esposta, incrementa il rischio di andare incontro a eventi negativi per la salute, perché i pesticidi contribuiscono all’annullamento degli effetti benefici che questi alimenti possono apportare al corpo, come la protezione contro le malattie cardiovascolari.</p>
<p align="justify"><i>Luna Riillo</i></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>La grave minaccia per lombrichi, i coleotteri e le formiche</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/la-grave-minaccia-per-lombrichi-i-coleotteri-e-le-formiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 19:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[insetti invertebrati]]></category>
		<category><![CDATA[invertebrati]]></category>
		<category><![CDATA[lombrichi]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[I pesticidi stanno distruggendo le fondamenta stesse della rete della vita Con la loro alimentazione e il loro posizionamento nel terreno, i lombrichi e gli altri insetti della terra si mescolano ai residui organici e migliorano il ciclo dei nutrienti, la decomposizione e lo sviluppo strutturale del suolo. Ma, secondo un nuovo studio, l&#8217;uso dilagante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-102696" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/caterpillar-2806934_1280-e1621625702680.jpg" alt="lombrichi" width="800" height="600" /></h3>
<h3>I pesticidi stanno distruggendo le fondamenta stesse della rete della vita</h3>
<p><span id="more-102692"></span></p>
<p>Con la loro alimentazione e il loro posizionamento nel terreno, i lombrichi e gli altri insetti della terra si mescolano ai residui organici e migliorano il ciclo dei nutrienti, la decomposizione e lo sviluppo strutturale del suolo.</p>
<h4>Ma, secondo un nuovo <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fenvs.2021.643847/full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, l&#8217;uso dilagante di pesticidi è una minaccia per l&#8217;esistenza di questi importantissimi invertebrati.</h4>
<p>I ricercatori dell&#8217;Università del Maryland, di Friends of the Earth US e del Center for Biological Diversity sono stati coinvolti in quella che definiscono &#8220;la più ampia e completa revisione sugli impatti dei pesticidi agricoli sugli organismi del suolo mai condotta&#8221; – una ricerca che è stata recentemente pubblicata sulla rivista <em>Frontiers in Environmental Science</em>.</p>
<p>&#8220;Sotto la superficie dei campi coltivati da monocolture di mais e soia, i pesticidi stanno distruggendo le fondamenta stesse della rete della vita&#8221;, ha detto in una <a href="https://www.commondreams.org/newswire/2021/05/04/new-study-agricultural-pesticides-cause-widespread-harm-soil-health-threaten" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dichiarazione </a>il coautore dello studio Nathan Donley, scienziato presso il Center for Biological Diversity.</p>
<blockquote><p>&#8220;Uno studio dopo l&#8217;altro indica che l&#8217;uso incontrollato di pesticidi su centinaia di milioni di acri ogni anno sta avvelenando gli organismi fondamentali per mantenere i suoli sani. Eppure i nostri amministratori ignorano da decenni i danni a questi importanti ecosistemi&#8221;.</p></blockquote>
<p>I ricercatori hanno esaminato quasi 400 studi su come i pesticidi influenzano gli invertebrati che non sono loro bersaglio – come, per esempio, coleotteri, formiche, lombrichi e api che nidificano a terra.</p>
<h4>Hanno considerato come 284 diversi ingredienti di pesticidi abbiano influenzato 275 specie di invertebrati.</h4>
<p>I risultati sono stati sorprendenti. Più del 70% dei parametri testati dello studio ha mostrato effetti negativi. <strong>Solo l&#8217;1,4% ha riscontrato effetti positivi.</strong> Il resto non ha indicato effetti significativi dall&#8217;esposizione ai pesticidi.</p>
<p>Il danno agli invertebrati che vivono nel suolo fa parte di una tendenza più ampia che alcuni scienziati hanno soprannominato &#8220;<em>bugpocalypse</em>&#8221; – letteralmente &#8220;<strong>apocalisse degli insetti</strong>&#8221; – e che vede anche l&#8217;inquinamento luminoso e la perdita di habitat tra i suoi responsabili.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Gli antipulci inquinano i fiumi?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/gli-antipulci-inquinano-i-fiumi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 19:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antipulci]]></category>
		<category><![CDATA[dannosi]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[pulci]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Che effetti hanno i trattamenti contro le pulci sui fiumi? Secondo un nuovo studio dell&#8217;Università del Sussex, le sostanze chimiche che stanno negli insetticidi pensati per uccidere le pulci degli animali stanno avvelenando i fiumi inglesi, avvelenando una serie di insetti acquatici che non c&#8217;entrano niente con quelli che avrebbero dovuto colpire. E il danno ambientale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-74072" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/dog-423398_1280-e1607078939476.jpg" alt="antipulci" width="800" height="523" /></h3>
<h3>Che effetti hanno i trattamenti contro le pulci sui fiumi?</h3>
<p><span id="more-74070"></span></p>
<p>Secondo un <a href="https://eurekalert.org/pub_releases/2020-11/uos-pcu111620.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a> dell&#8217;Università del Sussex, <strong>le sostanze chimiche che stanno negli insetticidi pensati per uccidere le pulci degli animali stanno avvelenando i fiumi inglesi,</strong> avvelenando una serie di insetti acquatici che non c&#8217;entrano niente con quelli che avrebbero dovuto colpire.</p>
<h4>E il danno ambientale non si ferma lì: a valanga, si estende agli uccelli e ai pesci che dipendono dagli insetti avvelenati per il cibo.</h4>
<p>I ricercatori hanno identificato il <strong>fipronil</strong>, ovvero uno dei prodotti antipulci più comunemente usati, nel 99% dei campioni prelevati da 20 fiumi. Inoltre, <strong>hanno trovato un agente nervino chiamato imidacloprid</strong>, che è stato temporaneamente sospeso nell&#8217;UE nel 2013 e poi definitivamente vietato nel 2018.</p>
<p>Questo ingrediente pesticida tossico è comunemente usato nell&#8217;agricoltura in molte parti del mondo e viene utilizzato anche per i trattamenti contro le pulci.</p>
<h4>Questi risultati, inutile dirlo, hanno preoccupato moltissimo gli scienziati.</h4>
<p>La sorpresa più interessante è stata che <strong>la più alta concentrazione di pesticidi è stata trovata appena a valle degli impianti di trattamento delle acque</strong>, indicando che i colpevoli non erano né le aree urbane né gli agricoltori.</p>
<p>L&#8217;ipotesi è che <strong>quando le persone fanno il bagno ai loro animali domestici, scaricano i pesticidi nelle fogne e poi nei fiumi</strong> – e che anche i cani che nuotano nei fiumi potrebbero fare la loro parte.</p>
<p>Come scrive <a href="https://www.theguardian.com/environment/2020/nov/17/pet-flea-treatments-poisoning-rivers-across-england-scientists-find" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>, circa l&#8217;80% degli animali domestici nel Regno Unito riceve trattamenti contro le pulci, che sia necessario o meno. Lo sa (e lo fa) chiunque abbia un cane e un gatto, per questo <strong>è bene portare alla luce il danno ambientale che si provoca quando si sceglie di usare un antipulci</strong> sul proprio animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Obiettivo: eliminazione dei pesticidi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/obiettivo-eliminazione-dei-pesticidi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 23:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ace Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[alveari]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione alveare]]></category>
		<category><![CDATA[disintossicazione]]></category>
		<category><![CDATA[insetticida]]></category>
		<category><![CDATA[neonicotinoidi]]></category>
		<category><![CDATA[neurosviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[polline]]></category>
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					<description><![CDATA[La Ace Hardware sta facendo sempre più sforzi per eliminare i prodotti che risultano tossici per le api La più grande cooperativa americana di vendita al dettaglio di prodotti di sua proprietà, la Ace Hardware, sta diventando sempre più amica delle api, visto che ha deciso di eliminare gradualmente tutto ciò che, all&#8217;interno del suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38454" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api.jpg" alt="" width="801" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>La Ace Hardware sta facendo sempre più sforzi per eliminare i prodotti che risultano tossici per le api</p>
<p>  <span id="more-38455"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La più grande cooperativa americana di vendita al dettaglio di prodotti di sua proprietà, la <a href="https://www.acehardware.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ace Hardware</em></a>, sta diventando sempre più amica delle api, visto che ha deciso di eliminare gradualmente tutto ciò che, all&#8217;interno del suo inventario, è associato ai pesticidi neonicotinoidi – che sono notoriamente tossici per le api. La mossa di<em> Ace Hardware</em> per prendere le distanze dai neonici (vengono chiamati anche così, più in breve) è un passo avanti verso la promozione di una migliore salute della popolazione impollinatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">I pesticidi neonicotinoidi funzionano come un insetticida, interrompendo la trasmissione neurale: l&#8217;interruzione della normale attività del sistema nervoso centrale di un insetto avviene quando i neonicotinoidi si legano ai recettori del neurotrasmettitore acetilcolina. In tal modo, i neuroni degli insetti sono influenzati negativamente dall&#8217;eccitazione eccessiva, fino al punto di paralisi. L&#8217;esposizione ripetuta aumenta la vulnerabilità e la tossicità neuronale in modo da distruggere il neurone dell&#8217;insetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente, le api hanno un numero maggiore di recettori dell&#8217;acetilcolina rispetto ad altri insetti, per questo hanno una maggiore suscettibilità ai neonicotinoidi. Inoltre, le api hanno meno geni per la disintossicazione, quindi non sono in grado di disintossicarsi dalle sostanze chimiche dannose, come invece riescono a fare altri insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi rivelano che i neonici si accumulano nelle singole api, causando difetti negativi nella memoria, nel volo, nella coordinazione, nelle capacità di comunicazione e nell&#8217;efficacia della raccolta del polline. Di conseguenza, le api esposte a polline e nettare contaminati li riportano al nido. Ciò espone la colonia a ulteriori rischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo è molto importante la decisione di <em>Ace Hardware</em>, a cui si spera facciano eco anche gli altri rivenditori e produttori di generi alimentari, macchinari, oggetti e strumenti di ogni tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>I diserbanti sono una minaccia per la fertilità dei terreni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/suolo/i-diserbanti-sono-una-minaccia-per-la-fertilita-dei-terreni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 20:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Suolo]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[catena alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Diserbanti]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[Glifosato]]></category>
		<category><![CDATA[lombrichi]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Glifosato e AMPA non danneggiano solo l&#8217;uomo ma anche i lombrichi Il glifosato (N-phosphonomethylglycine), l&#8217;erbicida più utilizzato in Europa, è sotto accusa da tempo per gli effetti nocivi sulla salute umana, ma i suoi effetti potrebbero riguardare anche gli organismi che stanno alla base della catena alimentare umana.&#160; L&#8217;acido aminometilfosfonico (AMPA), infatti, il più tossico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38139" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni.jpg" alt="" width="794" height="489" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_disserbanti_e_terreni-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Glifosato e AMPA non danneggiano solo l&#8217;uomo ma anche i lombrichi</p>
<p>  <span id="more-38140"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il glifosato (N-phosphonomethylglycine), l&#8217;erbicida più utilizzato in Europa, è <a href="http://www.stopglifosato.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sotto accusa da tempo per gli effetti nocivi sulla salute umana</a>, ma i suoi effetti potrebbero riguardare anche gli organismi che stanno alla base della catena alimentare umana.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acido aminometilfosfonico (AMPA), infatti, il più tossico dei metaboliti del glifosato, rimane per tempi lunghissimi nel suolo, dove danneggia i lombrichi e rovina la qualità del terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori, che hanno studiato&nbsp;gli <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4726205/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">effetti del metabolita sulle specie di lombrichi nota come “Eisenia Andrei”</a>, hanno scoperto che gli esemplari i cui genitori vivevano in un suolo contaminato avevano una crescita ridotta e non potevano sfruttare appieno il potenziale dell&#8217;ecosistema del suolo.</p>
<p style="text-align: justify;">I lombrichi sono considerati una componente vitale del biota di ogni terreno: svolgono un ruolo nella formazione e nel mantenimento della sua struttura e fertilità. In realtà, sono spesso considerati un indicatore chiave della qualità e del grado di contaminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha dimostrato che l&#8217;AMPA può persistere fino a 240 giorni dopo l&#8217;applicazione, a seconda delle condizioni del campo. Oltre ai lombrichi, molti funghi e batteri sono sensibili alla sostanza chimica. I microbi del suolo svolgono un ruolo importante nei processi vitali della terra, come il ciclo del carbonio e dei nutrienti. <br />Gli effetti potrebbero essere quindi ancora peggiori di quanto ipotizzato.</p>
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		<title>Torna in commercio un pesticida tossico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 17:34:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[Sulfoxaflor]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;EPA ha riapprovato l&#8217;uso di un prodotto che era stato dimostrato essere nocivo per le api L&#8217;Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha rimesso sul mercato del paese un pesticida noto per la sua tossicità nei confronti delle popolazioni di api. La sostanza chimica, il Sulfoxaflor, è prodotta dalla DowDupont, un&#8217;importante azienda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38011" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;EPA ha riapprovato l&#8217;uso di un prodotto che era stato dimostrato essere nocivo per le api</p>
<p>  <span id="more-38012"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (<a href="https://www.epa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EPA</a>) ha rimesso sul mercato del paese un pesticida noto per la sua tossicità nei confronti delle popolazioni di api. La sostanza chimica, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sulfoxaflor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sulfoxaflor</a>, è prodotta dalla <a href="http://www.dow-dupont.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DowDupont</a>, un&#8217;importante azienda chimica che ha contribuito con 1 milione di Dollari alla campagna elettorale del Presidente Trump.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19580:ue-al-bando-tre-insetticidi-dannosi-per-le-api&amp;catid=8&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sulfoxaflor</a> inizia nel 2013, quando il suo uso è stato approvato per la prima volta dall&#8217;EPA che, in seguito a questa mossa, ha subito contestazioni e opposizioni da parte di apicoltori e ambientalisti. Poi, nel 2015, è stata la Corte d&#8217;Appello degli Stati Uniti a ordinare all&#8217;EPA di sospendere l&#8217;approvazione della sostanza poiché la DowDupont non aveva fornito prove sufficienti a dimostrare che il loro prodotto non era nocivo per le popolazioni di api. Nonostante questa sentenza, però, il governo ha continuato a offrire delle «approvazioni di emergenza» per l&#8217;utilizzo del Sulfoxaflor e adesso ha ufficialmente riapprovato il suo uso su quasi 77 milioni di ettari di colture – mais, fragole, agrumi, zucche, ananas e soia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che questa decisione è stata presa nonostante gli studi dell&#8217;EPA dimostrino che la sostanza è «altamente tossica per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apis_mellifera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le api mellifere</a>&nbsp;in tutte le fasi della vita» e altrettanto tossica per le popolazioni di api native – e, nonostante questo, l&#8217;EPA ha dichiarato di essere entusiasta di poter revocare il divieto per l&#8217;uso di un prodotto agricolo così efficace.<br />Sono proprio i pesticidi come il Sulfoxaflor che hanno causato il rapido declino delle colonie di api al quale abbiamo assistito negli ultimi anni, quindi questa approvazione da parte dell&#8217;amministrazione Trump è una mossa davvero molto controversa che ha generato un polverone di dissenso.</p>
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		<title>Allarme pesticidi negli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 20:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricerche recenti hanno rivelato che tutte le case rurali di New York sono contaminate La casa è per tutti un rifugio. Purtroppo, però, anche il luogo che percepiamo più sicuro potrebbe custodire una minaccia per la nostra salute. Secondo i ricercatori della Cornell University, l&#8217;inquinamento domestico da pesticidi è un problema enorme, soprattutto per quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37550" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/01/images_agriculture-u.jpg" alt="" width="798" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_agriculture-u.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_agriculture-u-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_agriculture-u-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Ricerche recenti hanno rivelato che tutte le case rurali di New York sono contaminate</p>
<p>  <span id="more-37551"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La casa è per tutti un rifugio. Purtroppo, però, anche il luogo che percepiamo più sicuro potrebbe custodire una minaccia per la nostra salute. Secondo i ricercatori della Cornell University, l&#8217;inquinamento domestico da pesticidi è un problema enorme, soprattutto per quanto riguarda le case rurali nello stato di New York.</p>
<p style="text-align: justify;">Per determinare la presenza di 15 pesticidi tossici che sono comunemente usati nell&#8217;industria agricola, gli scienziati hanno prelevato campioni da case di diverse contee. Hanno scoperto così che residui di pesticidi erano &#8220;onnipresenti&#8221; nel senso più letterale: <a href="https://www.newswise.com/articles/new-study-finds-harmful-pesticides-lurking-in-nys-homes" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ciascuna delle 350 case testate era contaminata</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i pesticidi presenti, gli organofosfati, un gruppo capace di sconvolgere la funzione renale e causare una serie di importanti malattie, l&#8217;atrazina, che può avere un impatto sugli organi riproduttivi e sulla fertilità, e i piretroidi, che sono stati collegati al danneggiamento del sistema nervoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Joseph Laquatra, ricercatore della Cornell University, ha sottolineato che i pesticidi in questione sono stati collegati a problemi come la leucemia, tossicità oculare, difetti alla nascita e cancro. I bambini molto piccoli sono particolarmente vulnerabili perchè, gattonando, accumulano le sostanze sotto le mani, che spesso mettono in bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">I pesticidi entrano nelle case attraverso le finestre e le porte, ma anche le scarpe, i vestiti o i peli di animali domestici. Una volta all&#8217;interno, si degradano più lentamente di quanto non facciano all&#8217;aperto e si accumulano nella polvere.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono le soluzioni? Pulire spesso, togliere le scarpe appena entrati in casa e riempire le stanze di piante che purificano l&#8217;aria, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29179" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come l&#8217;aloe e il ficus</a>.</p>
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		<title>Le api sono diventate dipendenti dai pesticidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 06:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo i ricercatori, i pesticidi danno assuefazione, quindi le api sembrano fumatori dipendenti dalla nicotina Secondo un nuovo studio, pubblicato sulla rivista «The Royal Society Publishing», si può fare un paragone per descrivere il comportamento delle api con i pesticidi ed è con i fumatori che cercano la nicotina: lo spasimo delle api per questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37209" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_bees-486872_1920.jpg" alt="" width="800" height="396" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_bees-486872_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_bees-486872_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_bees-486872_1920-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo i ricercatori, i pesticidi danno assuefazione, quindi le api sembrano fumatori dipendenti dalla nicotina</p>
<p>  <span id="more-37210"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/285/1885/20180655" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato sulla rivista «The Royal Society Publishing», si può fare un paragone per descrivere il comportamento delle api con i pesticidi ed è con i fumatori che cercano la nicotina: lo spasimo delle api per questi prodotti nocivi, infatti, è come quella dei tabagisti con il fumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Apparentemente, più polline intossicato dai pesticidi viene assorbito dalle api, più esse lo bramano nella scelta del nutrimento, peggiorando via via la situazione – sarebbe questo il motivo per cui i ricercatori stanno riscontrando quantità maggiori di colonie di api danneggiate dai pesticidi rispetto a prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare a queste conclusioni, il team di ricerca britannico che si è occupato dello studio ha condotto una serie di analisi periodiche, offrendo a 10 diverse colonie di api l&#8217;accesso sia a soluzioni di nettare con zucchero puro sia a un composto che conteneva neonicotinoidi o neonici. Dopo una lunga esposizione, le api tendevano a preferire sempre e sempre di più lo zucchero aromatizzato con i pesticidi rispetto all&#8217;alternativa naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversamente da altri studi che hanno cercato semplicemente di indagare le conseguenze dei pesticidi e le reazioni delle api, questo studio voleva capire se le api fossero in grado di rilevare la presenza dei pesticidi prima di nutrirsene e alla fine imparare ad evitarli. Visti i risultati ottenuti, però, ora gli scienziati dovranno cercare di capire il meccanismo che si muove dietro al comportamento osservato, indagando il motivo per cui le api hanno questa preferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ricerca sottolinea una volta di più e implicazioni dell&#8217;uso di neonitinoidi sull&#8217;agricoltura. In Europa è dal 2013 che è stato imposto un divieto parziale ai neonici, dopo che è stato rilevato l&#8217;effetto negativo che potevano avere sulle colonie di api – un divieto che, ad oggi, è stato esteso a tutte le colture che non sono coltivate in serra. <br />Speriamo che questo esempio venga seguito ovunque.</p>
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		<title>Un forte NO ai pesticidi dannosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 06:28:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche il Canada si sta muovendo per vietare l&#8217;uso dei prodotti chimici che uccidono le api Gli ambientalisti hanno ottenuto una vittoria in Canada, assicurando per il paese delle restrizioni su due pesticidi che sono noti per minacciare le api e gli insetti acquatici. L&#8217;agenzia&#160;governativa che si occupa della regolamentazione nella gestione dei parassiti ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37088" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_canadaedemissioni.jpg" alt="" width="800" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_canadaedemissioni.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_canadaedemissioni-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_canadaedemissioni-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Anche il Canada si sta muovendo per vietare l&#8217;uso dei prodotti chimici che uccidono le api</p>
<p>  <span id="more-37089"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli ambientalisti hanno ottenuto una vittoria in Canada, assicurando per il paese delle restrizioni su due pesticidi che sono noti per minacciare le api e gli insetti acquatici. L&#8217;<a href="https://www.canada.ca/en/health-canada/corporate/about-health-canada/branches-agencies/pest-management-regulatory-agency.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agenzia</a>&nbsp;governativa che si occupa della regolamentazione nella gestione dei parassiti ha accettato di imporre dei vincoli a questi prodotti chimici usati nell&#8217;agricoltura, annunciandone un graduale abbandono nei prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del <a href="https://www.syngenta.it/prodotti/protezione-delle-colture/insetticidi/actara-240-sc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Thiamethoxam</a>, prodotto dalla Syngenta, e del Clothianidin, prodotto dalla Bayer: pesticidi che rientrano nella categoria dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Insetticida#Nicotinici_e_nicotinoidi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">neonicotinoidi</a>&nbsp;e che vengono utilizzati per proteggere colture come mais, soia e colza dai possibili danni che gli possono essere causati dagli insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni ci sono stati molti studi che esaminavano il legame tra i neonicotinoidi e il declino delle popolazioni di api e, a questi, si sono aggiunti studi che rivelavano come questi prodotti contaminassero anche gli ambienti marini e quindi gli insetti acquatici – entrambe problematiche che si allargano facilmente agli altri animali, visto che il ruolo degli insetti nelle catene alimentari è di essere fonti alimentati sia per i pesci che per gli uccelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche un altro composto, l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imidacloprid" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Imidacloprid</a>, anch&#8217;esso prodotto da Bayer, verrà esaminato in Canada entro la fine dell&#8217;anno e, in definitiva, il divieto affronterà un periodo di consultazione di 90 giorni e il verdetto non sarà annunciato fino alla fine del 2019. Staremo a vedere. <br />L&#8217;Unione Europea, intanto, ha vietato l&#8217;uso all&#8217;aperto dei neonicotinoidi ad aprile.</p>
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