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	<title>personaggi di finzione &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Perché ci affezioniamo ai personaggi del cinema e della letteratura?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 10:19:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco perché succede di sentirsi legati a un personaggio della TV, al protagonista di una serie o di un libro A volte ci sembra di aver preso il treno con Harry Potter, ci ricordiamo così distintamente il binario 9 e ¾ da credere veramente di esserci stati. E poi abbiamo pianto la morte di Derek [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-31339" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_Personaggi_fiction-17966-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ecco perché succede di sentirsi legati a un personaggio della TV, al protagonista di una serie o di un libro<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31340"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">A volte ci sembra di aver preso il treno con Harry Potter, ci ricordiamo così distintamente il binario 9 e ¾ da credere veramente di esserci stati. E poi abbiamo pianto la morte di Derek Shepard come se quel lutto avesse toccato la nostra migliore amica: ovvio, Meredith è una di famiglia. E Anna Karenina quante ce ne ha fatte passare? Non ne parliamo proprio, ecco.</span></p>
<p>Insomma, succede che i personaggi di fantasia diventino così importanti nel nostro immaginario da trasformarsi in pietre di paragone nella nostra vita reale, in compagni di avventure, amici che conosciamo profondamente. Ma la domanda è: com&#8217;è che succede?</p>
<p>Gli psicologi Donald Horton e Richard Wohl hanno coniato il termine «relazione parasociale» nel 1956 per descrivere questo senso unilaterale di connessione tra una persona e un personaggio di fantasia, hanno parlato di una sensazione di «intimità a distanza» che si accresce nel tempo, man mano che il personaggio prende vita nella quotidianità. </p>
<p>Da quando questo termine è stato introdotto, i ricercatori non hanno mai smesso di studiare il fenomeno e hanno spiegato che questi legami sono sorretti da due parti: da un lato l&#8217;empatia, il fatto che ci immaginiamo nei panni dell&#8217;altro e nelle situazioni che vive e, dall&#8217;altro lato, l&#8217;esplorazione della nostra vita e della nostra identità sulla base degli elementi in comune tra la vita del personaggio e la nostra – per i ricordi che una certa situazione può riportare in superficie. </p>
<p>Siamo in grado sia di essere noi stessi che di diventare Bridget Jones o Arya Stark de Il Trono di Spade: attori o spettatori, in ogni caso partecipi.</p>
<p>Ovviamente questi rapporti parasociali possono anche diventare patologici, surrogati di rapporti veri e quindi sostitutivi della realtà, come racconta uno<a href="http://spr.sagepub.com/content/21/2/187" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> studio</a> dell&#8217;Università di <a href="http://www.haifa.ac.il/index.php/en/home-eng" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Haifa </a>sugli effetti delle «rotture parasociali»: la gente si aspetta di sentirsi sconvolta al finire di una serie TV o davanti alla sparizione di un personaggio come se stesse accadendo nella vita reale – e, infatti, è nato da qualche anno il fenomeno delle fanfiction, ovvero opere scritte dai fan per portare avanti le storie che si sono concluse. </p>
<p>Insomma, è normale sentirsi legati a personaggi di finzione? </p>
<p>Sì, se si riesce a non cadere negli aspetti malati e morbosi della malattia, se si riesce a far sì che un film, un libro o un personaggio famoso siano un momento di riflessione e di accrescimento, un legame emotivo che aiuta a sviluppare la nostra gamma emotiva, è del tutto normale: siamo noi che, misurandoci con la narrazione delle storie, proviamo noi stessi e la nostra empatia verso gli altri.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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