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	<title>pazienti &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Coronavirus: come posizionare i pazienti per migliorare la loro condizione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 18:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[Mettere i pazienti in una posizione inclinata, con la pancia verso il letto, è un modo efficace per tenerli in vita durante la terapia intensiva Secondo quanto raccontato dalla CNN, gli operatori sanitari stanno scoprendo che mettere i pazienti di COVID-19 proni, in posizione semisupina, li aiuta molto quando la loro condizione è talmente grave [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52170" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/doctor-840127_1280.jpg" alt="pazienti" width="797" height="476" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/doctor-840127_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/doctor-840127_1280-300x179.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/doctor-840127_1280-768x459.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></h3>
<h3>Mettere i pazienti in una posizione inclinata, con la pancia verso il letto, è un modo efficace per tenerli in vita durante la terapia intensiva</h3>
<p><span id="more-52169"></span></p>
<p>Secondo quanto raccontato dalla <a href="https://www.cnn.com/2020/04/14/health/coronavirus-prone-positioning/index.html">CNN</a>, <strong>gli operatori sanitari stanno scoprendo che mettere i pazienti di COVID-19 proni, in posizione semisupina, li aiuta molto</strong> quando la loro condizione è talmente grave che si trovano in terapia intensiva.</p>
<p>«Stiamo salvando vite umane così, al cento percento», ha detto alla CNN Mangala Narasimhan, direttore regionale per le cure critiche presso la Northwell Health di New York . «È una cosa talmente semplice da fare e abbiamo riscontrato notevoli miglioramenti. Possiamo vederlo per ogni singolo paziente».</p>
<h4>L&#8217;idea è di aiutare i pazienti a ottenere l&#8217;ossigeno necessario nei loro polmoni posizionandoli sulla parte anteriore.</h4>
<p>In un caso, un paziente dell&#8217;ospedale ebraico di Long Island nel Queens ha visto il suo tasso di saturazione di ossigeno passare dall&#8217;85% al 98% una volta posto sullo stomaco, riporta la CNN.</p>
<p>«Mettendoli a pancia in giù, apriamo parti del polmone che prima non erano aperte», ha detto alla CNN Kathryn Hibbert, direttrice della terapia intensiva medica presso il Massachusetts General Hospital .</p>
<p>Uno <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1214103">studio </a>del 2013 pubblicato sul <em>New England Journal of Medicine</em> aveva scoperto che <strong>una posizione così inclinata contribuiva a ridurre i tassi di mortalità per i pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto grave</strong>, un tipo di insufficienza respiratoria causata dall&#8217;infiammazione nei polmoni che è come quella che i pazienti con casi gravi di COVID-19 stanno vivendo.</p>
<p>Quello studio, tuttavia, aveva esaminato solo i pazienti che erano in terapia con i ventilatori, il che significa che non era chiaro cosa sarebbe successo ai pazienti che non erano così gravemente malati.</p>
<p>Uno <a href="https://www.atsjournals.org/doi/abs/10.1164/rccm.202003-0527LE">studio </a>più recente, pubblicato a marzo e condotto in un ospedale di Wuhan, in Cina, epicentro della pandemia globale, ha scoperto che sdraiarsi a pancia in giù era in alcuni casi più utile che applicare una pressione positiva sui polmoni usando i ventilatori nei pazienti COVID-19 .</p>
<p>Nonostante i primi successi, <strong>questi studi hanno ancora dimensioni limitate e potrebbero non essere generalizzabili</strong>. Molti pazienti potrebbero anche non essere fisicamente in grado di trascorrere tutto il giorno in quella posizione.</p>
<p>I ricercatori stanno facendo ulteriori studi in merito.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>COVID19: quali sono, nel report del ISS, le caratteristiche dei pazienti deceduti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 12:41:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[caratteristiche]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[decessi]]></category>
		<category><![CDATA[Iss]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Superiore di Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Report dell’Istituto Superiore della sanità sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi al COVID19 in Italia. Il report realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità descrive le caratteristiche &#8211; dimensione del campione, dati demografici, patologie preesistenti, sintomi, complicanze, terapie, tempi e decessi di età inferiore ai 50 anni &#8211; su un campione di 3200 pazienti deceduti e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49956" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4904410_1280.jpg" alt="report covid19" width="799" height="423" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4904410_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4904410_1280-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4904410_1280-768x407.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Il Report dell’Istituto Superiore della sanità sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi al COVID19 in Italia.</h3>
<p><span id="more-49954"></span></p>
<p>Il report realizzato dall’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong> descrive le caratteristiche &#8211; dimensione del campione, dati demografici, patologie preesistenti, sintomi, complicanze, terapie, tempi e decessi di età inferiore ai 50 anni &#8211; su un campione di 3200 pazienti deceduti e trovati positivi al COVID19 in Italia.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/Infografica_decessi_COVID-19_2020-03-20.pdf.pdf.pdf">Leggi o scarica il report</a></p>
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		<title>Medici: sospeso lo sciopero del 17 e 18 marzo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/medici-sospeso-lo-sciopero-del-17-e-18-marzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 09:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin. Madia]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[Sospeso lo sciopero dei camici bianchi previsto per la prossima settimana Una buona notizia per tutti i pazienti: non ci sarà lo sciopero di medici il 17 e 18 marzo.  Lo comunicano i sindacati di categoria dopo aver incontrato ieri, 9 marzo, i ministri della salute, Beatrice Lorenzin e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-30943" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Sciopero_medici-17764-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Sospeso lo sciopero dei camici bianchi previsto per la prossima settimana</p>
<p>  <span id="more-30944"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Una buona notizia per tutti i pazienti: non ci sarà lo sciopero di medici il 17 e 18 marzo. </span></p>
<p>Lo comunicano i sindacati di categoria dopo aver incontrato ieri, 9 marzo, i ministri della salute, Beatrice Lorenzin e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.</p>
<p>Lo sciopero è stato posticipato di 60 giorni.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Precisano i sindacati che lo sciopero non è stato revocato, ma ‘sospeso per 60 giorni perché dal Governo c&#8217;è stato un segnale di attenzione importante’. </span></p>
<p>È stato fissato per il 14 marzo un nuovo incontro tra i rappresentanti dei camici bianchi e del governo. I temi caldi, come spiegano i sindacati, sono la formazione e l’accesso dei professionisti al Servizio sanitario nazionale.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘La disponibilità del Governo apre un processo importante a partire da tre punti principali. In primo luogo la difesa della sanità pubblica, e quindi del diritto alla salute dei cittadini. In secondo luogo c&#8217;è stato il riconoscimento del ruolo dei medici e del lavoro che svolgono all&#8217;interno del sistema sanitario nazionale. Infine, c&#8217;è l&#8217;impegno alla presa in carico della questione del precariato medico e della formazione post-laurea come questione che riguarda la tenuta stessa del Ssn’, ha spiegato Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘Dal Governo oggi sono stati presi impegni importanti, ma da verificare. Vedremo poi i conti, alla prova del Mef e delle Regioni, perché oggi di soldi non si è parlato’, ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici. </span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=11087" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopriamo il kit medico per il pronto soccorso a energia solare.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Disturbi mentali: solo 1 paziente su 3 si cura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 10:40:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi mentali]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapie disturbi mentali]]></category>
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					<description><![CDATA[Dati allarmanti: si cura solo 1 paziente su 3. E il mancato trattamento può provocare gravi conseguenze   Non tutte le persone che presentano disturbi mentali si curano. Specifichiamo: solo una persona su 3 si cura, una percentuale davvero troppo bassa. &#8216;Tra le persone che hanno disturbi mentali abbiamo ancora un&#8217;aderenza solo del 33% alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27782" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_175132055_1a7abc16_185b_4f9a_a1ea_6ed72edc604f-16131-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Dati allarmanti: si cura solo 1 paziente su 3. E il mancato <span><span>trattamento può provocare gravi conseguenze</span></span></p>
<p>  <span id="more-27783"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Non tutte le persone che presentano <a href="https://www.ecoseven.net//?p=27637" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disturbi mentali</a> si curano. Specifichiamo: solo una persona su 3 si cura, una percentuale davvero troppo bassa. &#8216;<span><span>Tra le persone che hanno disturbi mentali abbiamo ancora un&#8217;aderenza solo del 33% alle terapie farmacologiche. In pratica solo un paziente su tre si cura. Non solo: di quelli che si curano, solo uno su tre prende adeguatamente farmaci&#8217;, ha sostenuto il direttore generale dell&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Luca Pani, nel corso della presentazione del Rapporto dell&#8217;Osservatorio Nazionale sull&#8217;impiego dei Medicinali (OsMed) su &#8220;L&#8217;Uso dei Farmaci in Italia&#8221; 2014.</span></span></p>
<p><span><span>La cosa è alquanto preoccupante, dal momento che un &#8216;mancato trattamento può provocare gravi conseguenze e molti degli episodi di cronaca di questi giorni sono ascrivibili a questo&#8217;. Il rapporto evidenzia che è diminuita anche la percentuale dei pazienti che assumono antidepressivi in maniera occasionale (-1,6%). Ciò però non significa che chi ne ha bisogno li assuma correttamente.</span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span><span>Nel rapporto si parla anche di farmacovigilanza. Buone notizie in questo campo: secondo i dati<a href="http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/osservatorio-sull%E2%80%99impiego-dei-medicinali-osmed" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> OsMed</a>, l&#8217;Italia migliora e aumentano le segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci del 25% nel corso 2014 (sono state 51.204, pari a 842 per milione di abitanti). &#8216;Le segnalazioni non sono mai troppe &#8211; commenta Pani &#8211; e anche se non sono tutte confermate, va bene&#8217;. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span><span>gc</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Slow medicine: piu’ tempo dedicato ai pazienti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/slow-medicine-piu-tempo-dedicato-ai-pazienti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 14:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[slow medicine]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ nata l’associazione Slow medicine, che promuove di dedicare un tempo maggiore ai propri pazienti      Arriva ‘Slow medicine’, associazione italiana di medici, operatori sanitari e cittadini che promuovono una medicina lenta. Il progetto, che prende spunto dalla associazione internazionale per la promozione dell&#8217;enogastronomia piacevole e lenta, Slow Food, ‘nasce con l&#8217;obiettivo di tutelare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19311" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_medicina_general_1-11893-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">E’ nata l’associazione Slow medicine, che promuove di dedicare un tempo maggiore ai propri pazienti </p>
<p>  <span id="more-19312"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Arriva ‘<strong>Slow medicine</strong>’, associazione italiana di medici, operatori sanitari e cittadini che promuovono una <strong>medicina lenta</strong>. Il progetto, che prende spunto dalla associazione internazionale per la promozione dell&#8217;enogastronomia piacevole e lenta, <strong>Slow Food</strong>, ‘nasce con l&#8217;obiettivo di tutelare gli interessi dei pazienti attraverso un paternariato con gli operatori sanitari, non razionalizzando solo l&#8217;assistenza per ridurre i costi. I <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17452"><strong>medici</strong></a> dedichino più tempo al colloquio con i pazienti perché solo con una medicina partecipativa si combatte quella difensiva che gli specialisti praticano sempre di più per prevenire denunce e affinché negli ospedali non si guardi solo al numero di visite ma anche alla qualità delle prestazioni’, ha dichiarato Sandra Vernero, segretario generale dell&#8217;associazione.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Alimentazione: il cervello riconosce il grasso nei cibi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 14:41:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno studio del biofisico Johannes Le Coutre, dimostra come il nostro cervello sappia riconoscere i cibi grassi in 200 millesimi di secondo Il nostro cervello sa riconoscere immediatamente il grasso contenuto nei cibi. A dimostrarlo uno studio del biofisico Johannes Le Coutre, che ha sottoposto a risonanza magnetica un campione di persone per verificare i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18792" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_enogastronomia_cibi.grassi.cervello-11632-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Uno studio del biofisico Johannes Le Coutre, dimostra come il nostro cervello sappia riconoscere i cibi grassi in 200 millesimi di secondo</p>
<p>  <span id="more-18793"></span>  </p>
<p>Il nostro <strong>cervello</strong> sa riconoscere immediatamente il <strong>grasso</strong> contenuto nei <strong>cibi</strong>. A dimostrarlo uno studio del biofisico Johannes Le Coutre, che ha sottoposto a risonanza magnetica un campione di persone per verificare i tempi di risposta del loro <strong>cervello</strong> davanti ad alcune immagini di <strong>cibi</strong> ad alto o basso contenuto di grassi. </p>
<p>Le immagini dei <strong>cibi</strong> saturi, nel corso dell’esperimento condotto dal biofisico, stimolavano dei tempi di risposta rapidissimi nel <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13458" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cervello</strong></a> dei <strong>pazienti</strong> (circa 200 millisecondi). </p>
<p>I risultati dell&#8217;elettroencefalogramma, infatti, dimostrano che le regioni cerebrali tipicamente associate al processo decisionale e al senso di ricompensa rispondono più prontamente agli alimenti ad alto contenuto di grassi, piuttosto che a quelli a basso contenuto. Questo perché gli elementi percepiti come ‘appaganti’, (come l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>energia</strong></a> e i grassi contenuti nei <strong>cibi</strong>), sono trattati rapidamente e in parallelo con le regioni del <strong>cervello</strong> coinvolte nella categorizzazione e nel processo decisionale. </p>
<p>I risultati di questa ricerca condurranno quindi ad una migliore comprensione del processo decisionale umano rispetto alla valutazione e alla scelta del cibo.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Pet therapy: la demenza si cura meglio grazie ai cani</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 16:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo un recente studio di un&#8217;equipe medica del Centro Diurno Alzheimer di Firenze, l&#8217;utilizzo dei cani per la cura degli anziani affetti da demenza, garantisce risultati migliori di altre terapie convenzionali Utilizzare i cani nella pet therapy per curare gli anziani affetti da demenza, garantisce risultati più efficaci di altre terapie convenzionali, almeno per quanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17882" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_benessere_pet_therapy_cani_anziani-11179-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Secondo un recente studio di un&#8217;equipe medica del Centro Diurno Alzheimer di Firenze, l&#8217;utilizzo dei cani per la cura degli anziani affetti da demenza, garantisce risultati migliori di altre terapie convenzionali</p>
<p>  <span id="more-17883"></span>  </p>
<p>Utilizzare i <strong>cani</strong> nella pet therapy per curare gli <strong>anziani</strong> affetti da demenza, garantisce risultati più efficaci di altre terapie convenzionali, almeno per quanto la capacità di stimolare <strong>emozioni</strong> e reazioni fisiche nei pazienti. A dimostrarlo è un recente <strong>studio</strong> sugli effetti della pet therapy, condotto da un&#8217;equipe medica del Centro Diurno Alzheimer di Firenze in collaborazione con gli esperti dell&#8217;associazione Antropozoa.</p>
<p>La <strong>ricerca</strong>, pubblicata dalla rivista &#8216;International Psychogeriatrics&#8217;, ha coinvolto in particolare un barboncino di tre anni, e Gynni, una golden di sette, insieme a dieci <strong>pazienti</strong> ultrasessantenni afflitti da demenza grave.</p>
<p>Lo <strong>studio</strong>, condotto in due fasi, ha previsto innanzitutto l&#8217;interazione iniziale dei <strong>pazienti</strong> con peluche per un periodo di circa tre settimane, al fine di incoraggiare in loro delle reazioni fisiche ed emozionali. Nelle successive tre settimane invece, gli <strong>anziani</strong> sono stati messi in contatto con i due <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11505" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cani</strong></a>. Il risultato, nel secondo caso, è stato evidente: i <strong>pazienti</strong>, secondo quando dichiarato dai medici, hanno manifestato palesemente sentimenti di piacere ed interesse. Nel corso della seduta inoltre, i malati sono usciti anche dall&#8217;immobilità con un significativo risveglio delle attività motorie. Ma ciò che ha dato particolare valore al test, è che le positive variazioni di umore e di comportamento sono state osservate anche successivamente a distanza di ore. Ciò, secondo gli esperti, dimostra che la pet therapy è più efficace del semplice contatto umano per migliorare il tono affettivo e aumentare l&#8217;attività fisica dei pazienti, peraltro secondo uno schema di benefici sulla demenza già ben individuato. La pet therapy può infatti ravvivare i meccanismi cerebrali dell&#8217;attenzione, stimola il coordinamento psicomotorio, riaccende motivazioni, aiuta a relazionarsi. Può infine ridurre i sintomi psicologico-comportamentali evocando <a href="https://www.ecoseven.net//?p=2819" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>emozioni</strong></a> positive, stimolazioni tattili piacevoli, elementi ludici. Arriva perfino a costruire una relazione non verbale con l&#8217;animale e, spingendo a portarlo a spasso, incentiva l&#8217;attività fisica nei pazienti.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Ecoinvenzioni: il kit ecologico per misurare la pressione arteriosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 06:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Il kit ecologico EcoCuffs, e&#8217; il nuovo strumento medico che misura la pressione arteriosa dei pazienti e riduce l’impatto ambientale dei rifiuti sanitari Il kit ecologico per misurare la pressione arteriosa è la nuova soluzione proposta in campo medico per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti sanitari. Si tratta, in pratica, di un particolare sfigmomanometro medico, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11286" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_eco-invenzioni_misuratore_ecologico_di_pressione-7615-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il kit ecologico EcoCuffs, e&#8217; il nuovo strumento medico che misura la pressione arteriosa dei pazienti e riduce l’impatto ambientale dei rifiuti sanitari</p>
<p>  <span id="more-11287"></span>  </p>
<p>Il <strong>kit ecologico</strong> per misurare la <strong>pressione</strong> arteriosa è la nuova soluzione proposta in campo medico per ridurre l’impatto ambientale dei <strong>rifiuti sanitari</strong>. Si tratta, in pratica, di un particolare sfigmomanometro medico, realizzato dalla Welch Allyn, (azienda specializzata nella realizzazione di prodotti sanitari), con lo scopo di rendere più ecologico lo smaltimento dei braccioli ‘usa e getta’ (detti anche manicotti), utilizzati negli ospedali per misurare la pressione dei singoli <strong>pazienti</strong>.</p>
<p>Il <strong>kit ecologico</strong> per misurare la<strong> pressione</strong> arteriosa, battezzato con il nome di ‘EcoCuffs’, è costituito, in particolare, da speciali manicotti realizzati in polipropilene che contengono meno sostanze chimiche dannose per l’ambiente, (rispetto agli attuali braccioli usa e getta), e sono riciclabili al 100%.</p>
<p>Il <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=11270" target="_blank" rel="noopener noreferrer">kit</a> ecologico</strong> ‘EcoCuffs’, dispone inoltre di una tecnologia, (brevettata sempre dalla Welch Allyn), denominata ‘FlexiPort’: grazie ad essa, è possibile misurare la <strong>pressione</strong> arteriosa ad ogni paziente senza la necessità di dover cambiare ogni volta, insieme al manicotto, anche il tubo (o mantice) per il pompaggio dell’aria. &nbsp;Con ‘Flexiport’ infatti, è possibile fornire un unico punto di connessione intercambiabile tra manicotto e mantice, attraverso cui attaccare e staccare, con un semplice gesto, lo stesso tubo ad un nuovo bracciolo per la per la misurazione della <strong>pressione</strong>.</p>
<p>Il <strong>kit ecologico</strong> ‘EcoCuffs’, grazie a questo sistema, garantisce quindi una riduzione drastica degli articoli medici da acquistare per misurare la <strong>pressione</strong> dei <strong>pazienti</strong>, con una conseguente riduzione dell’impatto ambientale derivato dallo smaltimento dei <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/rifiuti/conclave-eco-compattatori-solari-per-smaltire-i-rifiuti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rifiuti</a> sanitari</strong>.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
<p>&nbsp;</p>
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