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	<title>patrimonio dell&#8217;unesco &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1996, Castel del Monte</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2021 06:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Castel del Monte, una fortezza del XIII secolo a pochi chilometri da Andria, lungo la costa adriatica dell’incantevole Puglia. Un pezzo unico di architettura militare medievale costruito direttamente sulla sommità di una collina a 540 metri s.l.m. nei pressi della località di Santa Maria del Monte. Castel del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-100721" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/italy-1215231_1280-e1620755187805.jpg" alt="castel del monte" width="800" height="529" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-100720"></span></p>
<p>Castel del Monte, una fortezza del XIII secolo a pochi chilometri da Andria, lungo la costa adriatica dell’incantevole <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerario-di-viaggio-la-puglia/">Puglia</a>.</p>
<p>Un pezzo unico di architettura militare medievale costruito direttamente sulla sommità di una collina a 540 metri s.l.m. nei pressi della località di Santa Maria del Monte.</p>
<p>Castel del Monte, fatto costruire nel 1240 dall’Imperatore Federico II di Svevia, rappresenta un insieme di stili, di caratteri artistici dell&#8217;antichità classica, dell&#8217;Oriente islamico e del gotico cistercense nordeuropeo.</p>
<h4>Uno splendido esempio architettonico inserito come <a href="http://whc.unesco.org/en/list/398" target="_blank" rel="noopener noreferrer">patrimonio dell&#8217;umanità dell&#8217;UNESCO nel 1996 </a></h4>
<p>Federico II, quando fece edificare  il castello, <strong>gli attribuì una forma e dei contenuti simbolici fortemente connessi al ruolo imperiale</strong>, evidenziando anche la sua poliedrica personalità di sovrano illuminato, appassionato di matematica, poesia, filosofia, astronomia.</p>
<p>La posizione del castello, la sua forma perfetta, così come la precisione matematica e astronomica della sua disposizione, sono tutti elementi che riflettono l&#8217;ampia educazione e visione culturale di Federico II. Il castello, <strong>capolavoro dell’architettura medievale</strong>, illustra lo spirito cosmopolita dell&#8217;imperatore che riunì alla sua corte palermitana studiosi greci, arabi, italiani ed ebrei, combinando tradizioni orientali e occidentali.</p>
<h4>Castel del Monte è fortemente connotato dalla convivenza di culture differenti, ma perfettamente integrate fra loro.</h4>
<p>L’arte romanica si ritrova nei leoni del portale monumentale, mentre la matrice gotica è evidente nelle ogive di portali e volte, nei capitelli ad uncino e nell’espressionismo delle mensole delle torri scalari.</p>
<p>Le influenze classiche, invece, si rispecchiano nei fregi e nelle cornici delle porte- finestre affacciate sul cortile e nelle foglie di acanto di alcuni capitelli in marmo. I resti del mosaico della sala a piano terra e l’utilizzo di materiali diversi, tra cui pietra calcarea e breccia corallina, rinviano, invece, all’area islamica. Le caratteristiche interne riflettono influenze orientali, come l&#8217;innovativa installazione idraulica utilizzata da Federico II per fare il bagno secondo le usanze tipiche arabe</p>
<p>Questi materiali di colore diverso dovevano creare effetti cromatici di grande suggestione. La pietra calcarea nei paramenti murari, il marmo nei pilastri al primo piano, mentre lastre di breccia corallina probabilmente rivestivano in origine anche le pareti delle sale.</p>
<h4>Il disegno unico del castello rappresenta una ricerca della perfezione.</h4>
<p>Il <strong>numero otto e la forma ottagonale</strong>, infatti, sono gli elementi caratterizzanti di Castel del Monte. Attorno al cortile ottagonale si dispongono sia al piano terra che al primo piano otto sale a pianta trapezoidale che costituiscono un ottagono, sui cui spigoli si inseriscono otto torri dalla forma analoga.</p>
<p>Nonostante sia privo di alcuni degli elementi tipici dell’architettura militare medievale, quali il fossato, Castel del Monte, ben visibile a grande distanza, svolgeva un ruolo importante come anello di congiunzione fra la linea difensiva costiera e quella dell’entroterra.</p>
<p>Acquistato dallo Stato italiano nel 1876, il castello è oggi sede di mostre, conferenze e iniziative culturali, rappresentando un sito di eccezionale valore universale nella sua perfezione formale e nella sua armoniosa fusione di elementi culturali del nord Europa, del mondo musulmano e dell&#8217;antichità classica.</p>
<p>Perfetta sintesi fra scienza, matematica e arte, il castello è stato definito “pietrificazione di un’ideologia del potere”, un manifesto della regalità tradotto in un materiale che resiste nel tempo. Simbolo della politica mediterranea di un imperatore germanico cresciuto in Sicilia e attratto in tenera età dal mondo orientale, Castel del Monte unisce in un&#8217;unica creazione elementi intellettuali e morali delle grandi civiltà mediterranee.</p>
<p><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=42" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Castel del Monte rappresenta un capolavoro del genio creativo dell’uomo</a> e mostra un importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale  sugli sviluppi dell’architettura, della tecnologia e del  disegno del paesaggio.</p>
<p>Il castello ha subito poche alterazioni strutturali, mantenendo autentiche ed intatte alcune aree principali, la sua forma ottagonale originale e la costruzione esterna in blocchi di pietra calcarea, mentre gli elementi decorativi interni in marmo e mosaico si sono deteriorati e in molti casi sono stati rimossi.</p>
<h4>L&#8217;impostazione di Castel del Monte è rimasta invariata, in quanto si trova ancora su un picco roccioso che domina il paesaggio circostante.</h4>
<p>Il perimetro della proprietà comprende il castello e un&#8217;immensa  zona protetta intorno ad esso soggetta a tutela paesaggistica. Le due aree, nel loro insieme, rappresentano appieno l&#8217;eccezionalità del sito, assieme ad alcune caratteristiche di tipo monumentale in ottimo stato di conservazione e ad altre più percettive che ne garantiscono l&#8217;integrità complessiva.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1990, Centro Storico di San Gimignano</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 07:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia San Gimignano, piccolo borgo della Toscana circa cinquanta km a sud di Firenze. Un tempo importante luogo di sosta e di ritrovo per i pellegrini che, percorrendo la Via Francigena, si dirigevano a Roma partendo dalla Francia. San Gimignano veniva chiamata “dalle belle torri” perché proprio queste, fitte ed [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-91923" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/italy-3602996_1280-e1616510709840.jpg" alt="centro storico di san gimignano" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-91914"></span></p>
<p>San Gimignano, piccolo borgo della <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-toscana/circa">Toscana </a>circa cinquanta km a sud di Firenze. Un tempo importante luogo di sosta e di ritrovo per i pellegrini che, percorrendo la Via Francigena, si dirigevano a Roma partendo dalla Francia.</p>
<p>San Gimignano veniva chiamata <strong>“dalle belle torri”</strong> perché proprio queste, fitte ed alte, dominavano tutta la cittadina ed erano una grande testimonianza delle famiglie patrizie che controllavano il paese, le quali, come simbolo della loro ricchezza e potere, costruirono appunto circa 72 case-torri, alcune alte fino a 50 metri.</p>
<p>Nonostante solo 14 di queste siano sopravvissute, San Gimignano ha mantenuto intatta la sua atmosfera e il suo aspetto duecentesco, che illustra sia un virtuoso dialogo con il paesaggio circostante che un gioiello dell&#8217;urbanistica medievale, racchiudendo, all’interno di un’area limitata, tutte le strutture tipiche della vita urbana tra piazze, strade, case e palazzi.</p>
<p>La città si è sviluppata sui tre crinali di un colle che domina la Val d’Elsa, su un sito abitato dagli Etruschi dal III secolo a.C., ma è alla fine dell’Alto medioevo che si iniziò a formare  il nucleo più antico dell’attuale centro storico, dichiarato<a href="http://whc.unesco.org/en/list/550" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Patrimonio UNESCO nel 1990</a>.</p>
<p>L’espansione di San Gimignano si concentrò intorno a due piazze principali, la triangolare <strong>Piazza della Cisterna</strong>, ornata da un bel pozzo centrale, e <strong>Piazza Duomo</strong> che, con la sua struttura più intricata, risale alla fine del XIII secolo e contiene la maggior parte dei monumenti pubblici e privati.</p>
<p>Il centro storico di San Gimignano, per la sua omogeneità architettonica e la sua originale disposizione urbana, è un sito culturale di valore eccezionale. Gli edifici all&#8217;interno della doppia cinta muraria della città forniscono un magnifico esempio di architettura medievale con influenze stilistiche fiorentine, senesi e pisane dal XII al XIV secolo.</p>
<h4>Il perimetro del centro storico è definito da due anelli concentrici di mura difensive.</h4>
<p>L&#8217;anello interno fu costruito alla fine del X secolo e nel XIII secolo fu rinforzato con la costruzione del muro esterno. Al suo interno, il borgo medievale racchiude tutti gli elementi che contribuiscono al suo eccezionale valore universale come torri e case torri, palazzi nobiliari ricchi di decorazioni in pietra e terracotta e chiese tardo-romane.</p>
<p>Il <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=29" target="_blank" rel="noopener noreferrer">centro storico di San Gimignano</a>, inoltre custodisce  una serie di capolavori dell&#8217;arte italiana del XIV e XV secolo nelle loro originali ambientazioni architettoniche.</p>
<p>In particolare nella <strong>Chiesa Collegiata</strong>, il Duomo di San Gimignano, terminata nel 1148  e considerata uno dei più prestigiosi esempi di romanico toscano. Qui si possono trovare opere pregevoli ad affresco, tra cui San Sebastiano di Benozzo Gozzoli e le Storie di Santa Fina di Domenico Ghirlandaio nella Cappella di Santa Fina.</p>
<p>Tra le opere  di scuola senese Vecchio e Nuovo Testamento di Bartolo di Fredi e della bottega dei Memmi e Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo.</p>
<h4>Notevoli le sculture di Giuliano e Benedetto da Maiano e l&#8217;Annunciazione lignea di Jacopo della Quercia.</h4>
<p>Anche la <strong>Chiesa di Sant’Agostino</strong> contiene numerosi affreschi, in particolare la Cappella di Santo Bartolo di Benedetto da Maiano, le Storie della vita di sant&#8217;Agostino di Benozzo Gozzoli, e altri resti di affreschi, tavole e tele di autori diversi tra cui Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni e Sebastiano Mainardi.</p>
<p>Gli affreschi di Memmo di Filippuccio, invece, commissionati dalla città nel 1303 per decorare le stanze del Podestà nel Palazzo del Popolo, sono tra i documenti più utilizzati per illustrare la vita quotidiana del XIV secolo nei minimi dettagli dello spazio domestico.</p>
<p>Dalla fine del 1100, attraverso l’utilizzo del mattone, si cominciarono a costruire interi edifici, palazzi e vaste porzioni di fabbricati, oltre ad alcune torri già esistenti. L’abitazione tipica non si estendeva per tutta l’altezza della torre, in quanto al pian terreno si trovavano  le botteghe, al primo piano le camere e, più in alto, la cucina.</p>
<p>A partire dalla metà del secolo, invece, i maggiori centri come Firenze, Pisa, Lucca o Siena definirono alcuni caratteri architettonici peculiari e diversi per ogni città. Questo non accadde a San Gimignano, dove avvenne una fusione tra lo stile di questo piccolo comune e quello delle diverse città con le quali entrava in contatto, generando così un’architettura che, proprio per questo intreccio di forme, risultò oltremodo originale.</p>
<p>Il tessuto urbano di San Gimignano, inoltre, si coniuga perfettamente con un prezioso sistema di zone libere da edifici e frutteti disposti lungo strade secondarie, che completano l&#8217;impianto urbano tardo medievale. Il panorama urbano unico della città e la posizione di San Gimignano su un&#8217;altura di terra continua a dominare la campagna circostante, rendendo visibile il borgo da qualunque punto lo si raggiunga.</p>
<p>Nonostante le trasformazioni sociali dovute allo sviluppo degli ultimi 60 anni, il centro storico conserva ancora le stesse antiche tradizioni, basate su vivaci dinamiche sociali.</p>
<h4>San Gimignano ha  preservato la sua autenticità grazie alla rigida applicazione dei principi di restauro.</h4>
<p>Nello specifico, il centro storico ha mantenuto intatti gli spazi, i volumi e le decorazioni all&#8217;interno dell&#8217;impianto medievale, anche grazie ad interventi su monumenti e edifici, per i quali vengono usati solo materiali e tecniche tradizionali, rispettando le principali caratteristiche del patrimonio culturale, architettonico e storico. Nel tempo sono state apportate modifiche all&#8217;uso di molti degli edifici storici, finalizzate principalmente a supportare il settore turistico di cui San Gimignano è un nobile esempio.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1987 Venezia e la sua Laguna</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 07:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Venezia, un’incomparabile e straordinaria opera d’arte. Una città costruita su 118 isolette che sembra galleggiare sulle acque della laguna delineando uno splendido paesaggio. Una laguna dalla superficie di circa 550 km² dove natura e storia sono strettamente legate sin dal V secolo, quando le popolazioni veneziane, per sfuggire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-89325" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/venice-3183168_1280-e1615286529503.jpg" alt="venezia e la sua laguna " width="800" height="534" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-89307"></span></p>
<p>Venezia, un’incomparabile e straordinaria opera d’arte. Una città costruita su 118 isolette che sembra galleggiare sulle acque della laguna delineando uno splendido paesaggio. Una laguna dalla superficie di circa 550 km² dove natura e storia sono strettamente legate sin dal V secolo, quando le popolazioni veneziane, per sfuggire alle incursioni barbariche, trovarono rifugio sulle sabbiose isole di Torcello, Jesolo e Malamocco.</p>
<h4>Questi insediamenti temporanei divennero gradualmente permanenti e si organizzarono in un unico sistema urbano.</h4>
<p>Non rimase nulla della primitiva topografia, se non quelli che divennero in seguito importanti canali come il <strong>Canale della Giudecca</strong>, il <strong>Canale di San Marco</strong> e il <strong>Canal Grande</strong>, ed una rete di piccoli rii che rappresentano vere e proprie arterie di una città sull&#8217;acqua.</p>
<p>Venezia, nel X secolo, iniziò ad essere un’importante potenza marittima e commerciale senza eguali in Europa. Mentre l’entroterra era in mano alle popolazioni germaniche, le lagune ebbero un profondo legame col mondo bizantino, assumendo la funzione di ponte fra Oriente e Occidente per quasi cinquecento anni e stabilendo contatti con civiltà e culture differenti.</p>
<p>Fin dalle sue origini Venezia fu caratterizzata da un rapporto singolare con l’acqua. Venezia non cessò mai di consolidare la propria posizione nella laguna, anche quando, durante il suo periodo di espansione, fu costretta a difendere i propri mercati dalle iniziative commerciali degli arabi, dei genovesi e dei turchi ottomani.</p>
<h4>Da Torcello, a nord, fino a Chioggia, verso Sud, in questa laguna sorse una delle aree edificate più spettacolari del Medioevo.</h4>
<p>Quasi ognuna delle minuscole isole vantava un insediamento, una cittadina, un villaggio di pescatori e un centro di produzione artigianale e ,nel cuore della laguna, la stessa Venezia era una delle più grandi capitali del mondo medievale.</p>
<p>La città di Venezia e la sua laguna sono <a href="http://whc.unesco.org/en/list/394" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO dal 1987</a> e rappresentano ad oggi un peculiare sito di notevole importanza ed eccezionale valore universale.</p>
<p>Un’intera città, un meraviglioso capolavoro architettonico in cui <strong>anche il più piccolo edificio contiene opere di alcuni dei più grandi artisti del mondo</strong> come Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese.</p>
<h4>Venezia e il suo paesaggio lagunare sono il risultato di un processo dinamico che dimostra l’interazione nel tempo tra l’uomo e l’ecosistema del suo ambiente naturale.</h4>
<p>L’intervento umano si distingue per le elevate capacità tecniche e creative nella realizzazione di opere idrauliche e architettoniche nell’area lagunare, che hanno reso Venezia un’opera d’arte e le hanno consentito di esercitare un’influenza notevole sullo sviluppo dell’architettura e delle arti monumentali.</p>
<p>Un’ evoluzione notevole, quest’ultima, che si può notare principalmente attraverso i <strong>“fondachi”</strong> o scali commerciali della Serenissima Repubblica di Venezia posti lungo la costa dalmata, in Asia Minore e in Egitto, nelle isole del Mar Ionio, nel Peloponneso, a Creta e a Cipro, dove i monumenti sono stati chiaramente edificati sulla base dei modelli veneziani.</p>
<p>Ma quando iniziò a perdere il suo potere sui mari, Venezia esercitò la sua influenza in modo molto diverso, grazie ai suoi grandi pittori come Bellini e Giorgione, poi Tiziano, Tintoretto, Veronese e Tiepolo che cambiarono completamente la percezione dello spazio, della luce e del colore, lasciando così un segno decisivo nello sviluppo della pittura e delle arti decorative in tutta Europa.</p>
<p>Venezia è un risultato artistico unico, rappresenta un capolavoro del genio creativo umano. Un eccezionale esempio di un tipo di costruzione e di complesso architettonico, tecnologico e paesaggistico che testimonia le importanti tappe della storia umana</p>
<p>La sua laguna possiede anche una grande concentrazione di capolavori, dal <strong>Duomo di Torcello</strong> alla <strong>Chiesa di Santa Maria della Salute</strong>, mentre gli anni della straordinaria età dell&#8217;oro della Repubblica sono rappresentati da <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=20" target="_blank" rel="noopener noreferrer">monumenti di incomparabile bellezza</a>.</p>
<p>Tra questi <strong>Palazzo Ducale</strong>, uno dei simboli della città e capolavoro del gotico veneziano, la <strong>Basilica di San Marco</strong> che,  insieme al campanile e alla piazza di San Marco, forma il principale luogo architettonico di Venezia, e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, <strong>San Zanipoło</strong> in veneziano, uno degli edifici medievali religiosi più imponenti di Venezia, assieme alla basilica di <strong>Santa Maria Gloriosa dei Frari</strong>.</p>
<h4>Venezia stessa è la testimonianza del suo passato.</h4>
<p>La città, denominata “<strong>Regina dei mari”,</strong> eroicamente arroccata sulle sue minuscole isole, estendeva il suo orizzonte ben oltre la laguna, l&#8217;Adriatico e il Mediterraneo.</p>
<p>Divenuta anello di congiunzione tra l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, tra l&#8217;Islam e il Cristianesimo, continua a vivere attraverso migliaia di monumenti ed importanti tracce di epoche passate. Un luogo singolare animato di vita e direttamente associato alla storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Proprio da Venezia <strong>Marco Polo</strong> partì alla scoperta dell’ Estremo Oriente, raccogliendo nell&#8217;opera <em>Il Milione</em> una vera e propria enciclopedia geografica che, nell’Europa della fine del XIII secolo, riuniva le conoscenze disponibili sull’Asia. La sua tomba, nella chiesa di San Lorenzo, ricorda il ruolo dei mercanti veneziani nella scoperta del mondo, dopo gli Arabi, ma ben prima dei Portoghesi.</p>
<p>Nell’area mediterranea, la laguna di Venezia rappresenta un esempio eccezionale di habitat semi-lacustre, reso vulnerabile da cambiamenti naturali e climatici irreversibili. Un ecosistema interconnesso, in cui le <strong>barene,</strong> terreni fangosi ora sopra ora sotto il livello del mare, rivestono la stessa importanza delle isole, e diviene necessario proteggere le abitazioni costruite sui pali, i villaggi dei pescatori e le risaie tanto quanto i palazzi e le chiese.</p>
<h4>Venezia ha mantenuto i suoi confini e le sue caratteristiche paesaggistiche e funzionali con l&#8217;ambiente lagunare.</h4>
<p>Nonostante i diversi stili e le stratificazioni storiche, gli edifici si sono organicamente fusi in un&#8217;unità coerente, mantenendo le loro qualità estetiche.</p>
<p>Allo stesso modo, l&#8217;intero sistema urbano ha mantenuto gli schemi di insediamento e organizzazione degli spazi aperti dal Medioevo e dal Rinascimento. I processi storici che si sono sviluppati nel corso dei secoli hanno contribuito a plasmare il paesaggio lagunare, lasciando una forte testimonianza dell&#8217;azione delle persone, il cui lavoro si può riconoscere in modo tangibile nella sua autenticità.</p>
<p>La città storica ha modificato le sue funzioni urbane a causa del cambio di destinazione d&#8217;uso di molte strutture , della sostituzione delle tradizionali attività produttive e dei servizi con altre attività. I numerosi complessi monumentali presenti in città hanno conservato il loro carattere e la loro originalità attraverso la conservazione dei loro elementi costitutivi e delle loro caratteristiche architettoniche.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1987 Piazza del Duomo a Pisa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 07:02:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio nel tempo tra i Patrimoni Unesco in Italia Pisa, importante porto marittimo già nel periodo dell’antica Roma, divenne una gloriosa Repubblica Marinara italiana tra l’XI e il XIII secolo, imponendo il suo dominio nel Mediterraneo occidentale e centrale. La città, oggi, non si trova più in prossimità del mare, ma conserva intatto il suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-87731" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/pisa-3441871_1280-e1614591304334.jpg" alt="piazza del duomo a Pisa" width="800" height="449" /></h3>
<h3>Viaggio nel tempo tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-87728"></span></p>
<p>Pisa, importante porto marittimo già nel periodo dell’antica Roma, divenne una gloriosa Repubblica Marinara italiana tra l’XI e il XIII secolo, imponendo il suo dominio nel Mediterraneo occidentale e centrale. La città, oggi, non si trova più in prossimità del mare, ma conserva intatto il suo tessuto urbano con chiese, palazzi, case medievali e molteplici zone di interesse tra cui spicca, prima fra tutte, Piazza del Duomo.</p>
<h4>Centro artistico più importante di Pisa, <strong>Piazza del Duomo</strong> è stata inserita fra i <a href="http://whc.unesco.org/en/list/395" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimoni dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO</a> dal 1987.</h4>
<p>Uno spazio incantevole in cui  ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, definiti miracoli da Gabriele D&#8217;Annunzio nel 1910, per la loro bellezza e originalità. Una definizione da cui deriva il nome popolare, anche se improprio, di Piazza dei Miracoli.</p>
<p>Piazza del Duomo, o appunto Piazza dei Miracoli,  fu  il luogo scelto come sede della Chiesa pisana fin dalle sue origini, anche se i più antichi edifici sacri furono smantellati nel corso del tempo e i monumenti che si ammirano oggi risalgono ai secoli centrali del Medioevo quando, al massimo del suo splendore, Pisa affermava la propria supremazia in campo regionale e internazionale grazie alle vittoriose imprese sul mare.</p>
<p>Un <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=31" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prezioso esempio artistico</a>. Uno spazio di 8,87 ettari con una zona cuscinetto di 254 ettari che include tutti gli elementi necessari per trasmettere l&#8217;eccezionale valore universale di questa proprietà.</p>
<h4>Piazza del Duomo è situata in una grande distesa verde, racchiusa dalle mura della città, <strong>dall&#8217;ex Ospedale della Misericordia</strong> e dal <strong>Palazzo dell&#8217;Arcivescovato</strong>,  e ospita quattro monumenti conosciuti in tutto il mondo.</h4>
<p>Quattro capolavori dell&#8217;architettura medievale, la Cattedrale, il Battistero, il Campanile o Torre Pendente, e il Cimitero, noto come Campo Santo, eretti tra l&#8217;XI e il XIV secolo l&#8217;uno vicino all&#8217;altro, che formano un insieme unico di monumenti e hanno avuto una grande influenza sull&#8217;arte monumentale.</p>
<p>La notevole importanza della piazza è il risultato di opere d&#8217;arte che testimoniano lo spirito creativo del XIV secolo. I suoi monumenti riflettono una tappa così decisiva nella storia dell&#8217;architettura medievale da essere diventati un punto di riferimento per gli studi legati allo stile romanico pisano.</p>
<p>Il gruppo dei monumenti di Piazza del Duomo, composto da tipici edifici religiosi costruiti per funzioni distinte e specifiche, rappresenta un eccezionale esempio di architettura cristiana medievale, da scoprire nel dettaglio per comprenderne appieno il loro valore.</p>
<h4>La <strong>Cattedrale </strong>fu fondata nel 1064 e consacrata con grande solennità il 26 settembre del 1118.</h4>
<p>La Cattedrale rappresenta un nuovo modello di chiesa, per l’architettura policroma e l’uso del loggiato, che si ritrova in altre città toscane, come Lucca e <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/pistoia-capitale-italiana-della-cultura-2017/">Pistoia </a>ma anche nei territori che furono sotto il dominio di Pisa, quali la Sardegna e la Corsica. Sulle fiancate vennero inseriti materiali di reimpiego provenienti da monumenti di età romana per sottolineare la grandezza di Pisa.</p>
<p>L’impianto attuale del <strong>Battistero</strong> risale, nelle linee essenziali, a Diotisalvi, che diresse la costruzione dell’edificio dal 1152 al 1180 circa. Intorno alla metà del XIII secolo i lavori edili ripresero sotto la guida di Nicola Pisano che, assieme al figlio Giovanni, innoverà profondamente la struttura iniziale,</p>
<p>Il Battistero è una struttura imponente cinta, come la Cattedrale, da arcate su colonne ed ha un sistema di copertura costituito da una doppia cupola, una interna a tronco di cono e una esterna a calotta emisferica, che dota l’ambiente di un’acustica eccezionale che ne fa un vero e proprio ‘strumento musicale’.</p>
<h4>Il <strong>Campanil</strong>e, noto come la Torre Pendente, è il gioiello della celebre Piazza del Duomo.</h4>
<p>La <strong>Torre di Pisa</strong> è conosciuta in tutto il mondo per la bellezza della sua struttura architettonica e per la singolare pendenza che ne fa un vero miracolo di statica.</p>
<p>In realtà, la torre, non è mai servita per la difesa della città, ma rappresentava solo una parte del complesso religioso della piazza e svolgeva una funzione attiva nella scansione del tempo, umano e divino, per mezzo delle sue sette campane, tante quante sono le note musicali.</p>
<p>Il gioco di marmi e mosaici, la consueta alleanza di pareti nude e gallerie ad arco, i frontoni triangolari e le cupole pesanti, unite all’intero effetto dell’inclinazione mozzafiato del campanile, conferiscono alla struttura una qualità sorprendente.</p>
<p>Il <strong>Camposanto Monumentale</strong>, fondato nel 1277 per accogliere le tombe fino a quel momento disseminate attorno alla Cattedrale, è stato l’ultimo monumento a sorgere sulla Piazza del Duomo, rappresentando una delle più antiche architetture medievali cristiane destinate al culto dei morti. Nel corso del Trecento le pareti interne si animarono di meravigliosi affreschi, incentrati sul tema della Vita e della Morte, che avviarono una nuova fase dell’arte pittorica</p>
<p>All&#8217;interno di questi quattro monumenti si trovano tesori d&#8217;arte di fama mondiale come le porte di bronzo e i mosaici della cattedrale, i pulpiti del battistero e gli affreschi del Campo Santo, i quali con particolare tipologia e destinazione d&#8217;uso, costituiscono uno straordinario esempio per la storia della pittura medievale italiana del XIV e XV secolo.</p>
<p>Il complesso monumentale della Piazza del Duomo di Pisa ha conservato nel tempo le qualità e gli attributi storico-artistici che ne trasmettono il suo eccezionale valore universale. Dopo la costruzione degli edifici monumentali e della piazza, i numerosi interventi hanno rafforzato il rapporto tra la piazza e la città, nel rispetto dei valori e del significato degli edifici del complesso monumentale.</p>
<h4>I monumenti di Piazza del Duomo hanno influenzato notevolmente lo sviluppo dell&#8217;architettura e delle arti monumentali in due diversi momenti della storia.</h4>
<p>Il primo dal XI secolo al 1284, durante il momento più florido di Pisa, in fu creato un nuovo modello di chiesa caratterizzato dalla raffinatezza dell’architettura policroma e dall’uso del loggiato.</p>
<p>Il secondo, nel corso del XIV secolo, vide la graduale ascesa di una nuova fase dell’arte pittorica inaugurata dopo la grande epidemia di peste, mentre  l’architettura in Toscana era dominata dallo stile monumentale di Giovanni Pisano che scolpì il pulpito della cattedrale tra il 1302 ed il 1311.</p>
<p>La Piazza del Duomo di Pisa viene ricordata anche per essere stata teatro dei primi esperimenti e delle prime intuizioni di <strong>Galileo Galilei</strong> che, all’interno della cattedrale, osservando il movimento dei candelieri bronzei creati da Battista Lorenzi, scoprì la teoria dell’isocronismo delle piccole oscillazioni, cioè la caratteristica di un fenomeno che si svolge in un tempo costante, premessa ai suoi lavori anticipatori sulla dinamica.</p>
<p>Dalla cima del campanile, inoltre, Galileo condusse esperimenti che lo portarono a formulare le leggi che disciplinano la caduta dei corpi. Due dei principali edifici di Piazza del Duomo sono quindi direttamente e materialmente associati ad una tappa decisiva nella storia della fisica.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1980, la Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il &#8216;Cenacolo&#8217; di Leonardo da Vinci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 07:00:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84197" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original.jpg" alt="santa maria delle grazie " width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Viaggio nel tempo tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-84195"></span></p>
<p>La chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano, si presenta come una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell&#8217;Italia settentrionale. Un complesso comprensivo di basilica e convento, che appartiene all’Ordine Domenicano, edificato verso la fine del Quattrocento per volere del Duca di Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia.</p>
<p>L’intera architettura monastica venne in seguito ampliata e modificata dal Bramante, uno dei maestri del Rinascimento, che ingrandì strutturalmente la chiesa e aggiunse grandi absidi semicircolari, una meravigliosa cupola a forma di tamburo circondata da colonne e uno spettacolare chiostro e refettorio.</p>
<p><strong>La Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie</strong> rappresentano il secondo sito italiano ad essere stato classificato come <a href="http://whc.unesco.org/en/list/93" target="_blank" rel="noopener noreferrer">patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco</a>, insieme al “<strong>Cenacolo”</strong> di Leonardo da Vinci che si trova nel refettorio del convento.</p>
<h4>Sulla parete nord del refettorio, infatti, ecco &#8220;<strong>L&#8217;ultima cena&#8221;,</strong>  una delle più importanti opere d’arte  di Leonardo da Vinci.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84196" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/leonardo-da-vinci-1128923_1280-e1612861903386.jpg" alt="" width="800" height="416" /></p>
<p>Un dipinto parietale ad olio su intonaco commissionato nel 1495 e completato nel 1497. La più famosa rappresentazione dell’Ultima Cena, nome con il quale, nella religione cristiana, si indica la Cena di Gesù con gli Apostoli durante la Pasqua ebraica, che precede la passione di Cristo.</p>
<p>L&#8217;Ultima Cena è indiscutibilmente uno dei capolavori della pittura mondiale. Il suo valore, che nei secoli ha avuto un&#8217;influenza immensa nel campo dell&#8217;arte figurativa, è inseparabile dal complesso architettonico in cui è stato realizzato.</p>
<p>Una realizzazione artistica unica, dall’eccezionale valore universale che trascende  tutte le <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=17" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contingenze storiche</a> ed esercita un’influenza considerevole, non soltanto sullo sviluppo di un tema iconografico, ma anche sul destino stesso  della pittura.</p>
<h4>Uno dei primi dipinti classici in cui si fissa un istante preciso e breve, piuttosto che la sua  durata infinita.</h4>
<p>Qui viene illustrato il momento più drammatico della Cena, in cui ogni apostolo, in seguito all’affermazione di Gesù, si chiede  e domanda agli altri, chi tra loro possa essere il suo traditore. Leonardo si concentra sull’effetto e sulla reazione che le parole di Gesù provocano sugli apostoli, utilizzando i gesti e gli atteggiamenti per dipingere pensieri ed emozioni degli stessi.</p>
<p>La novità, l&#8217;originalità e l’invenzione sublime di Leonardo da Vinci nasce dall’utilizzo della luce e dal forte indirizzo prospettico. Alle spalle dei commensali si aprono tre finestre, oltre le quali si intravede un paesaggio da cui proviene un’atmosfera lucente che, illuminando in controluce i protagonisti anche ai lati, conferisce all’insieme una prospettiva del tutto particolare.</p>
<p>L’opera è realizzata con una tecnica di pittura diversa da quella dell’affresco tradizionale. Sul muro a secco e sulla superficie di intonaco a due strati, Leonardo applicò la tempera mescolata all’olio. Tale modo di procedere permise all’artista di ottenere qualità di chiaroscuri più raffinati e di ritoccare e modificare l’opera giorno dopo giorno in base a considerazioni successive.</p>
<p>Proprio per tale ragione, il dipinto risultò molto più vulnerabile ai danni del tempo e, per gli stessi motivi, sono sempre rimasti incompiuti i vari tentativi di rimuovere il dipinto dalla sede originaria senza danneggiarlo definitivamente.</p>
<p>L’opera, a causa della singolare tecnica utilizzata da Leonardo, incompatibile con l’umidità dell’ambiente, dal 1978 al 1999, è stata oggetto di una rigorosa conservazione e di notevoli miglioramenti nel corso di uno dei più lunghi e capillari restauri della storia. Un lavoro che ha interessato anche gli edifici della chiesa e del convento, seguendo una strategia di conservazione unitaria e utilizzando le tecniche più all’avanguardia del settore.</p>
<h4>Il sito fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, ma il complesso ha conservato sia la struttura architettonica originaria che il rapporto interno tra i suoi componenti.</h4>
<p>La proprietà risente delle pressioni ambientali e di una potenziale visita eccessiva, sebbene quest&#8217;ultima sia controllata limitando l&#8217;accesso, ma la presenza dei Padri Domenicani e la continuità nella destinazione d’uso religioso hanno contribuito a salvaguardare l&#8217;integrità funzionale di questo importante patrimonio artistico.</p>
<p>Dopo cinque secoli, <strong>l&#8217;Ultima Cena è uno dei dipinti più riprodotti e copiati</strong> e si ritiene che la sua creazione abbia inaugurato una nuova fase nella storia dell&#8217;arte. Un attento trattamento dello strato pittorico, estremamente delicato e notevolmente deteriorato, ha ripristinato i colori nascosti dell&#8217;opera.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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