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	<title>PARTICELLA DI DIO &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Cern di Ginevra: la particella scoperta e’ il bosone di Higgs. Il video</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 11:10:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[BOSONE DI HIGGS]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cern di Ginevra conferma: la particella scoperta nel 2012 e’ il bosone di Higgs, teorizzato da Peter Higgs nel 1964. Guarda il video &#160; La particella scoperta dal Cern di Ginevra nel 2012 è effettivamente il bosone di Higgs, previsto nel 1964. La conferma è arrivata dal primo identikit presentato oggi dai fisici del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-11052" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_ambientetest_bosone_di_higgs-7461-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il Cern di Ginevra conferma: la particella scoperta nel 2012 e’ il bosone di Higgs, teorizzato da Peter Higgs nel 1964. Guarda il video</p>
</p>
<p> <span id="more-11054"></span> </p>
<p><span style="color: #5e5e5e; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px;">&nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal">La <strong>particella scoperta dal Cern di Ginevra</strong> nel 2012 è effettivamente il <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/particella-di-dio-l-impronta-del-bosone-di-higgs-l-ultima-scoperta-del-cern-di-ginevra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bosone di Higgs</a></strong>, previsto nel 1964. La conferma è arrivata dal primo identikit presentato oggi dai fisici del Cern a La Thuile. Il responso si basa sui dati raccolti nel 2011 e nel 2012 dagli esperimenti Atlas e Cms, gli stessi che hanno permesso di scoprire la particella. Non è ancora un ritratto definitivo, spiegano i fisici, ma sufficiente per affermare che si tratta proprio della particella prevista dalla teoria di riferimento della fisica, chiamata Modello Standard.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;<img decoding="async" class=" size-full wp-image-11053" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_bosone_di_Higgs.jpg" border="1" align="middle" width="550" height="401" alt="bosone di_Higgs" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/03/images_bosone_di_Higgs.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/03/images_bosone_di_Higgs-300x219.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p class="MsoNormal">Che cos’è il <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/la-particella-di-dio-esiste" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bosone di Higgs</a></strong>? Era il 1964 quando&nbsp;<strong>Peter Higgs</strong>, passeggiando per le colline scozzesi, elaborò la teoria del ‘bosone’, conosciuto poi come&nbsp;particella di Dio, per spiegare perché alcune particelle elementari possiedono una massa mentre altre no. Uno dei principali quesiti irrisolti per spiegare la ‘massa dell’Universo’ restava infatti ‘bloccato’ sullo studio dei fotoni, particelle che trasportano radiazione elettromagnetica (e quindi anche luce) ma prive di massa. L’individuazione teorica della particella di Dio avrebbe quindi aiutato a comprendere meglio le relazioni esistenti fra le quattro forze della Natura: la forza elettromagnetica, la ‘nucleare forte’, la ‘nucleare debole’ e la quarta forza, la gravità. Restava a questo punto il compito di provare l’esistenza del&nbsp;bosone di Higgs: già dagli anni ’80 gli Stati Uniti progettarono il Super Superconducting Collider (Ssc), un gigantesco acceleratore di particelle che però non fu mai terminato per l’eccessivo costo d’investimento. Fu a quel punto che si affacciò l’idea di costruire un grande acceleratore in Europa: con ben 6 miliardi di investimento venne realizzato l’Lhc a Ginevra, considerato ad oggi, il più grande macchinario al mondo per lo studio della fisica delle particelle, che ha permesso agli scienziati di raggiungere risultati straordinari nell’ambito dei principali aspetti dell’indagine fisica. Risultati che, con l’individuazione del bosone di Higgs, permetteranno di capire come si è formata la&nbsp;materia nei primi istanti di vita dell&#8217;Universo, facendoci comprendere qualcosa di fondamentale sull&#8217;origine del Cosmo.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/lgEGDkJiB9M" frameborder="0" allowfullscreen="true" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(gc/red)</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La Particella di Dio esiste, catturato il bosone di Higgs. Foto e Video</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-particella-di-dio-esiste/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2012 08:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[BOSONE DI HIGGS]]></category>
		<category><![CDATA[esistenza particella di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[massa elementi Universo]]></category>
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		<category><![CDATA[origine Universo]]></category>
		<category><![CDATA[PARTICELLA DI DIO]]></category>
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					<description><![CDATA[Catturata la particella di Dio, gli scienziati del Cern di Ginevra annunceranno ufficialmente la scoperta nelle prossime ore. Cosa e&#8217; un bosone e cosa e&#8217; il bosone di Higgs, la particella di Dio. Il video La Particella di Dio «c’é». Secondo le prime indiscrezioni, gli scienziati del Cern di Ginevra&#160; annunceranno ufficialmente la scoperta mercoledì [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4187" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_ambiente_particella-di-dio-il-bosone-di-higgs-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Catturata la particella di Dio, gli scienziati del Cern di Ginevra annunceranno ufficialmente la scoperta nelle prossime ore. Cosa e&#8217; un bosone e cosa e&#8217; il bosone di Higgs, la particella di Dio. Il video</p>
<p>  <span id="more-7096"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">La <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/particella-di-dio-l-impronta-del-bosone-di-higgs-l-ultima-scoperta-del-cern-di-ginevra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Particella di Dio</a></strong> «c’é». Secondo le prime indiscrezioni, gli scienziati del <strong><a href="http://public.web.cern.ch/public/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cern di Ginevra&nbsp;</a></strong> annunceranno ufficialmente la scoperta mercoledì prossimo. Fino ad oggi, la presenza della particella elementare nota agli scienziati come ‘bosone di Higgs’ (chiamato così dal nome del suo scopritore teorico, Peter Higgs. Il bosone è una particella che segue la statistica di Bose-Einstein) era soltanto stata ipotizzata, ma mai realmente osservata. Ora finalmente, gli scienziati del Cern presenteranno i risultati completi di 2 esperimenti che da dicembre scorso ad oggi hanno raccolto un’enorme quantità di dati utili alla ‘cattura’ del bosone: il primo, ‘Atlas’ è stato diretto dalla ricercatrice italiana Fabiola Gianotti, mentre il secondo, denominato ‘Cms’, ha avuto la supervisione dello scienziato Joseph Incandela. Entrambi gli esperimenti, portati avanti in questi mesi grazie all’utilizzo del più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/neutrini-questi-sconosciuti-cosa-sono-scheda-e-video" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cern di Ginevra</a>, si sono concentrati in particolare non solo sull’osservazione delle interazioni del bosone di Higgs con i fotoni, ma anche sulle interazioni con particelle di tipo diverso.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7094" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_Particella_di_Dio.jpg" border="1" align="middle" width="390" height="261" alt="Particella-di-Dio" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/07/images_Particella_di_Dio.jpg 590w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/07/images_Particella_di_Dio-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></p>
<p class="MsoNormal">Ma cos’è la <strong>particella di Dio</strong>, e qual’é la sua storia? Era il 1964 quando <strong>Peter Higgs</strong>, passeggiando per le colline scozzesi, elaborò la teoria del ‘<strong>bosone</strong>’, conosciuto poi come <strong>particella di Dio</strong>, per spiegare perché alcune particelle elementari possiedono una massa mentre altre no. Uno dei principali quesiti irrisolti per spiegare la ‘massa dell’Universo’ restava infatti ‘bloccato’ sullo studio dei fotoni, particelle che trasportano radiazione elettromagnetica (e quindi anche luce) ma prive di massa. L’individuazione teorica della particella di Dio avrebbe quindi aiutato a comprendere meglio le relazioni esistenti fra le quattro forze della Natura: la forza elettromagnetica, la ‘nucleare forte’, la ‘nucleare debole’ e la quarta forza, la gravità.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7095" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_bosone-di-Higgs.jpg" border="1" align="middle" width="390" height="215" alt="bosone-di-Higgs" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/07/images_bosone-di-Higgs.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/07/images_bosone-di-Higgs-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></p>
<p class="MsoNormal">Restava a questo punto il compito di provare l’esistenza del<strong> bosone di Higgs</strong>: già dagli anni ’80 gli Stati Uniti progettarono il Super Superconducting Collider (Ssc), un gigantesco acceleratore di particelle che però non fu mai terminato per l’eccessivo costo d’investimento. Fu a quel punto che si affacciò l’idea di costruire un grande acceleratore in Europa: con ben 6 miliardi di investimento venne realizzato l’Lhc a Ginevra, considerato ad oggi, il più grande macchinario al mondo per lo studio della fisica delle particelle, che ha permesso agli scienziati di raggiungere risultati straordinari nell’ambito dei principali aspetti dell’indagine fisica. Risultati che, con l’individuazione del bosone di Higgs, permetteranno di capire come si è formata la <strong>materia nei primi istanti di vita dell&#8217;Universo</strong>, facendoci comprendere qualcosa di fondamentale sull&#8217;<strong>origine del Cosmo</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">Guarda il video sulla Particella di Dio:</p>
<p><iframe loading="lazy" width="400" height="228" src="http://videoplatform.sky.it/player/videoplayer_embed.swf?id=126658&amp;autoplay=false" frameborder="0" allowfullscreen="true"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">(M.L.)</p>
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		<title>Particella di Dio &#8211;  L&#8217; impronta del Bosone di Higgs  &#8211; L&#8217; ultima scoperta del Cern di Ginevra</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/particella-di-dio-l-impronta-del-bosone-di-higgs-l-ultima-scoperta-del-cern-di-ginevra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:41:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’esistenza del &#8216;bosone di Higgs&#8217; è data da tutti gli scienziati per scontata. Ma nessuno l’ha mai visto. Ieri, però, la novità nel corso di un esperimento al Cern di Ginevra: pare sia comparsa la sua &#8216;impronta&#8217;, la particella di Dio La &#34;Particella di Dio&#34;, l&#8217;ultima scoperta del Cern di Ginevra &#232; da sempre uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4187" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_ambiente_particella-di-dio-il-bosone-di-higgs-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>L’esistenza del &#8216;bosone di Higgs&#8217; è data da tutti gli scienziati per scontata. Ma nessuno l’ha mai visto. Ieri, però, la novità nel corso di un esperimento al Cern di Ginevra: pare sia comparsa la sua &#8216;impronta&#8217;, la particella di Dio</p>
<p> <span id="more-4188"></span>  </p>
<p>La &quot;<strong>Particella di Dio</strong>&quot;, l&rsquo;ultima scoperta del <a title="Cern" target="_blank" href="http://public.web.cern.ch/public/" rel="noopener noreferrer">Cern di Ginevra</a> &egrave; da sempre uno dei pallini degli scienziati e dei fisici. E&rsquo; la particella che ha dato origine al Big Bang, una di quelle particelle infinitesimali che da tempo fanno ammattire gli scienziati. &Egrave; stata definita dal premio Nobel per la fisica Leon Max Lederman, nel 1993, la &ldquo;particella di Dio&rdquo; a causa dell&rsquo;importanza che riveste per la comunit&agrave; scientifica. Il &ldquo;bosone di Higgs&rdquo; ha una denominazione piuttosto complicata: un ipotetico bosone massivo e scalare previsto dal modello standard.</p>
<p>Di fatto, l&rsquo; esistenza della &quot;<strong>P</strong><strong>articella di Dio</strong>&quot; &egrave; data da tutti gli scienziati per scontata, visto il suo ruolo in una fondamentale teoria quantistica dei campi. Il problema &egrave; che nessuno l&rsquo;ha mai visto. Almeno fino a ieri, quando il sospetto che la scoperta sia vicina. Al <a target="_blank" title="Cern" href="http://public.web.cern.ch/public/" rel="noopener noreferrer">Cern di Ginevra</a>, infatti, nel corso di un esperimento &egrave; comparsa la &quot;traccia&rdquo;, l&rsquo;impronta del <strong><a target="_blank" title="Bosone di Higgs" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs" rel="noopener noreferrer">Bosone di Higgs</a></strong>. La ricerca &egrave; stata condotta da due squadre differenti (con gli esperimenti denominati <a target="_blank" title="Atlas e Cms" href="http://cms.web.cern.ch/news/cms-search-standard-model-higgs-boson-lhc-data-2010-and-2011" rel="noopener noreferrer">Atlas e Cms</a>) ciascuno all&rsquo;oscuro dei risultati dell&rsquo;altro.&nbsp;</p>
<p>Entrambe hanno lavorato in collaborazione con il Cern e con l&rsquo;<a target="_blank" title="Ricerca nucleare" href="http://www.infn.it/indexen.php" rel="noopener noreferrer">Organizzazione europea per la ricerca nucleare</a> vicino a Ginevra. La ricercatrice italiana <a target="_blank" title="Fabiola Giannotti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fabiola_Gianotti" rel="noopener noreferrer">Fabiola Gianotti</a>, che fa parte della squadra <a target="_blank" title="Atlas" href="http://atlas.ch/" rel="noopener noreferrer">Atlas</a>, ha dichiarato che l&rsquo;intervallo in cui con maggiori probabilit&agrave; si potrebbe rinvenire il <a target="_blank" title="Bosone di Higgs" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs" rel="noopener noreferrer">Bosone di Higgs</a>, si trova ai livelli di energia pi&ugrave; bassi: tra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), condizioni fisiche estreme a cui sono stati condotti gli esperimenti. Per ora, comunque, nessuna certezza. &ldquo;Non confermiamo e non escludiamo&rdquo; hanno fatto sapere dal Cern. I risultati, che potrebbero sconvolgere il mondo scientifico, dovrebbero arrivare entro la fine del prossimo anno.</p>
<p><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: center; "><span style="font-size: larger; ">Il meccanismo del <strong>Bosone di Higgs</strong></span></p>
<p style="text-align: center; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center; "><iframe loading="lazy" width="480" height="350" src="http://www.youtube.com/embed/2ecx-FWzotY" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p>Giacomo Gallo/ al.sfre<o:p></o:p></p>
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