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	<title>parco del gran paradiso &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Scoperta specie rara di crostaceo nei laghi del Parco Nazionale Gran Paradiso</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 08:55:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un piccolo crostaceo di acqua dolce che vive nella tundra artica è stato ritrovato nei laghi alpini del Gran Paradiso, in quello superiore del Nivolet e nei laghi Trebecchi e Lillet. Ora gli scienziati si stanno concentrando sulla ricostruzione delle tappe del Dna I laghi alpini del Parco Nazionale Gran Paradiso hanno fatto da scenario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-2674" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/08/images_igallery_resized_ambiente_daphnia-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Un piccolo crostaceo di acqua dolce che vive nella tundra artica è stato ritrovato nei laghi alpini del Gran Paradiso, in quello superiore del Nivolet e nei laghi Trebecchi e Lillet. Ora gli scienziati si stanno concentrando sulla ricostruzione delle tappe del Dna</p>
<p> <span id="more-2675"></span>  </p>
<p>I laghi  alpini del Parco Nazionale Gran Paradiso hanno fatto da scenario allo  strano incontro con un organismo il cui nome &egrave; tanto impronunciabile  quanto improbabile lo &egrave; stato il suo ritrovamento: numerosi esemplari di  Daphnia middendorffiana, un piccolo crostaceo d&rsquo;acqua dolce  che vive nella tundra artica e si spinge fino alle latitudini pi&ugrave;  estreme, sono stati infatti ritrovati in alcuni dei laghi dell&rsquo;area  protetta.</p>
<p>Il  curioso rinvenimento &egrave; stato fatto dai ricercatori nel corso delle  consuete ricerche ecologiche che da alcuni anni interessano i laghi  alpini del Parco, in particolare quello superiore del Nivolet, i laghi  Trebecchi e il lago Lillet.</p>
<p>La  scoperta, pubblicata nell&rsquo;ultimo volume della rivista scientifica  internazionale Journal of Limnology &egrave; stata fatta da Rocco Tiberti,  dottorando dell&rsquo;Universit&agrave; di Pavia che dal 2006 collabora con il Centro  Studi Fauna Alpina del Parco nel progetto di ricerca sull&rsquo;ecologia dei  laghi alpini nel Parco finanziate grazie a fondi europei nell&rsquo;ambito del  programma di ricerca internazionale ACQWA (Assessing Climate Impacts on the Quantity and quality of Water &#8211; Valutazione dell&rsquo;impatto dei cambiamenti climatici su quantit&agrave; e qualit&agrave; dell&rsquo;acqua).</p>
<p>&quot;Come  queste dafnie siano arrivate fino al Parco &egrave; una storia complicata che  probabilmente si perde nei cicli millenari delle glaciazioni&#8230;&quot;, spiega Tiberti, &quot;&#8230;ma  alcune recenti tecniche molecolari potrebbero decifrare le informazioni  contenute nel DNA della Daphnia middendorffiana e ricostruire le tappe  di questo viaggio incredibile. Alcuni campioni sono gi&agrave; stati processati  e, incrociando le dita, presto avremo qualche anteprima&quot;.&nbsp;</p>
<p>Con i suoi tre millimetri e mezzo, la Daphnia middendorffiana  &egrave; un piccolo gigante delle comunit&agrave; zooplanctoniche del Parco,  superando in dimensione tutte le altre specie presenti. Tuttavia la sua  mole attira l&rsquo;attenzione e l&rsquo;appetito dei pesci predatori e non &egrave; un  caso se nessuna di queste dafnie &egrave; mai stata trovata nei numerosi laghi  dove negli anni &rsquo;60 &egrave; stato introdotto il salmerino di fonte. Il  salmerino infatti, originario del Nord America, rappresenta un vero e  proprio flagello in grado di sconvolgere gli equilibri ecologici degli  ecosistemi lacustri e di portare all&rsquo;estinzione molte delle sue prede.&nbsp;</p>
<p>La scoperta della Daphnia middendorffiana in  alcuni laghi del Parco &egrave; stata fatta proprio nell&rsquo;ambito delle ricerche  promosse dal Parco, in collaborazione con l&rsquo;Universit&agrave; di Pavia, sugli  effetti ecologici dell&rsquo;introduzione del salmerino. &quot;L&rsquo;introduzione  delle specie esotiche &egrave; una delle principali minacce alla biodiversit&agrave; a  livello mondiale e per questa ragione fin dal 2006 il Parco si &egrave;  impegnato per studiare gli effetti dell&rsquo;introduzione del salmerino nei  laghi del Parco. I laghi d&rsquo;alta quota del Gran Paradiso, tutti di  origine glaciale, senza le introduzioni fatte dall&rsquo;uomo nei tempi  passati, sarebbero completamente liberi da pesci e dai loro effetti  devastanti sulla biodiversit&agrave; autoctona.&nbsp; La scoperta di questo  crostaceo in laghi ancora integri, &egrave; un&rsquo;ulteriore conferma della  necessit&agrave; di tutelare questi delicati ecosistemi d&rsquo;alta quota e a  prospettare azioni di conservazione che limitino l&rsquo;impatto delle specie  introdotte&quot; ha commentato Achaz von Hardenberg, biologo del Parco Nazionale Gran Paradiso. (com)</p>
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