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	<title>Paolo Gozzo &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>7 regole per depurare il nostro organismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 12:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[biologo]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[depurare organismo]]></category>
		<category><![CDATA[detossificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nostro corpo ha bisogno di depurarsi&#8230; vediamo come fare Si legge spesso su internet e su riviste poco specialistiche di diete detossificanti, le famose &#8220;detox diets&#8221;. Di solito sono regimi alimentari e comportamentali drastici che causano più danni che altro e aiutano poco a risolvere le problematiche legate all&#8217;eccesso di tossine nel nostro organismo. Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52330" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/smoothie-3697014_1280.jpg" alt="depurare" width="798" height="511" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/smoothie-3697014_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/smoothie-3697014_1280-300x192.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/smoothie-3697014_1280-768x492.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h3 align="LEFT">Il nostro corpo ha bisogno di depurarsi&#8230; vediamo come fare</h3>
<p><span id="more-24981"></span></p>
<p align="LEFT">Si legge spesso su internet e su riviste poco specialistiche di diete <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16796" target="_blank" rel="noopener noreferrer">detossificanti</a>, le famose &#8220;detox diets&#8221;. Di solito sono regimi alimentari e comportamentali drastici che causano più danni che altro e aiutano poco a risolvere le problematiche legate all&#8217;eccesso di tossine nel nostro organismo.</p>
<p align="LEFT">Una review del 2014 e pubblicata sul Journal of Human Nutrition Diet ha messo in evidenza come <strong>questo tipo di diete siano scarsamente efficaci</strong>. Ma cerchiamo di capire meglio cosa si intende per tossina e se ci sono effettivamente dei rimedi sicuri per detossificare il nostro organismo.</p>
<h4 align="LEFT">Le tossine sono degli agenti esogeni che vengono introdotti con l&#8217;aria che respiriamo, con il cibo che mangiamo e l&#8217;acqua che beviamo.</h4>
<p align="LEFT">Un cibo di ottima qualità è generalmente povero di tossine ma alcune di esse vengono naturalmente prodotte in seguito all&#8217;attività metabolica: un esempio sono gli scarti azotati prodotti dal metabolismo delle proteine. Inoltre alcune &#8220;tossine&#8221; le ingeriamo volontariamente quando assumiamo alcool, mangiamo cibi troppo grassi e/o che hanno subito metodi di cottura ad alte temperature (fritture, grigliature, etc.).</p>
<p align="LEFT">Insomma, evitare di assumere tossine quando si mangia è pressoché impossibile. Fortunatamente ci sono dei meccanismi fisiologici volti ad eliminare queste sostanze dal circolo sanguigno e distinguiamo generalmente tre vie:</p>
<p align="LEFT">1) Eliminazione attraverso le vie urinarie</p>
<p align="LEFT">2) Eliminazione attraverso la via fecale</p>
<p align="LEFT">3) Eliminazione attraverso il sudore</p>
<p align="LEFT">Tutte e tre queste vie sono importanti per<a href="https://www.ecoseven.net//?p=23193" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> depurare il sangue</a> e l&#8217;organismo dalle tossine.</p>
<h4 align="LEFT">Detto questo possiamo elencare 7 regole detossificanti:</h4>
<ol>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Alimenti di facile digestione</strong>: da preferire alimenti poveri in grassi animali e in proteine. Questo per evitare di affaticare i due organi deputati alla detossificazione: fegato e reni.</p>
</li>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Abuso di alcool</strong>: anche l&#8217;alcool è una sostanza tossica che va ad affaticare il fegato, deputato al suo metabolismo e alla sua rimozione dall&#8217;organismo.</p>
</li>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Ridotto contenuto calorico</strong>: bisogna prestare attenzione alla quota calorica dei cibi che ingeriamo. Bisogna sempre evitare abbuffate e cercare di mangiare meno. Non significa privarsi di tutto ma ridurre le quantità.</p>
</li>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Alimenti vegetali e ricchi di fibra</strong>: alimenti di questo tipo sono ricchi di sostanze che stimolano l&#8217;attività epatica e aiutano la digestione (vedi articolo &#8220;Alimenti che stimolano la digestione). Inoltre un alto contenuto di fibre aiuta l&#8217;attività intestinale e favorisce l&#8217;eliminazione di tossine anche attraverso la via fecale.</p>
</li>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Uova e pesce</strong>: sebbene bisogna cercare di ridurre l&#8217;introito di proteine, ci sono alcuni alimenti che, con moderazione, andrebbero mangiati. Uova e pesce sono un&#8217;ottima fonte di proteine facilmente digeribili e che contribuiscono al fabbisogno proteico giornaliero che si aggira intorno a 0,90 g/kg/die, per un individuo adulto.</p>
</li>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Cibi diuretici</strong>: asparagi, ananas, sedano, prezzemolo, tarassaco, etc.</p>
</li>
<li>
<p align="LEFT"><strong>Idratazione</strong>: prestare molta attenzione all&#8217;idratazione. Un organismo ben idratato è un organismo in salute. Inoltre assumere 1,5/2 litri di acqua al giorno stimola la diuresi e quindi la funzionalità renale, una delle tre vie di detossificazione che sono naturalmente presenti nel nostro organismo.</p>
</li>
</ol>
<p align="LEFT">Quindi <strong>per detossificare il nostro corpo non affidiamoci a diete improvvisate</strong>, drastiche e monoalimento (come la dieta della mela o la dieta del finocchio), non seguiamo consigli fantasiosi e che rischiano di mettere in serio pericolo la nostra salute.</p>
<p align="LEFT">Basta prestare attenzione alla qualità e quantità dei cibi che mangiamo e cercare di seguire il più possibile i principi per una sana e corretta alimentazione, che vede nella dieta di tipo mediterraneo la sua massima espressione.</p>
<p align="LEFT"><em><a href="https://www.facebook.com/nutrizionistaromagozzo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Paolo Gozzo</strong></a></em></p>
<p align="LEFT"><strong>Bibliografia</strong>:</p>
<p align="LEFT">Klein AV, Kiat H. 2014. Detox diets for toxin elimination and weight management: a critical review of the evidence. J Hum Nutr Diet. doi: 10.1111/jhn.12286.</p>
<p align="LEFT">LARN &#8211; Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. IV Revisione 2014</p>
<p align="LEFT">INRAN – Linee guida per una sana e corretta alimentazione italiana</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Dieta che potenzia le difese immunitarie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/dieta-che-potenzia-le-difese-immunitarie-contro-l-influenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 07:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[biologo]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[biologo Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[dieta contro influenza]]></category>
		<category><![CDATA[dieta difese immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Una dieta per alzare le difese immunitarie, per combattere l’influenza stagionale e non solo Il freddo, i cambi di stagione sono tutti elementi che ogni anno ci espongono a raffreddore e malattie dell’apparato respiratorio. Il nostro organismo è soggetto a fonti di stress di vario tipo (vita frenetica, lavoro, sbalzi di temperatura repentini, etc.) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48594" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/apple-17092_1280.jpg" alt="kiwi" width="800" height="436" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/apple-17092_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/apple-17092_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/apple-17092_1280-768x419.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3><strong>Una dieta per alzare le difese immunitarie, per combattere l’influenza stagionale e non solo</strong></h3>
<p><span id="more-21972"></span></p>
<p>Il freddo, i cambi di stagione sono tutti elementi che ogni anno ci espongono a raffreddore e malattie dell’apparato respiratorio.</p>
<p>Il nostro organismo è soggetto a fonti di stress di vario tipo (vita frenetica, lavoro, sbalzi di temperatura repentini, etc.) e le difese immunitarie vengono compromesse, esponendoci all’attacco di microrganismi patogeni (Virus e Batteri).</p>
<h4>Cosa possiamo fare per mantenere alta la guardia e potenziare le nostre difese immunitarie?</h4>
<p>Cominciamo col dire che l’<a href="alimentazione/news-alimentazione/nitri-e-nitrati-additivi-alimentari-sono-pericolosi"><strong>alimentazione</strong></a> svolge un ruolo molto importante per combattere le infezioni. Nell’intestino è presente un sistema immunitario specifico chiamato <strong>GALT</strong> (dall’inglese Gut-Associated Lymphoid Tissue; Tessuto Linfoide Associato all’Intestino), il quale svolge un ruolo di protezione delle mucose dagli attacchi di microrganismi patogeni.</p>
<p>All’interno dell’intestino è anche presente il cosiddetto Microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi simbiotici che esercitano un’azione di stimolazione del sistema immunitario e di protezione dell’organismo.</p>
<p>Questa “flora” intestinale è strettamente collegata a ciò che ingeriamo con l’alimentazione e si modifica in base ad esso. Da questo si evince quanto sia importante alimentarsi nel modo giusto per mantenere una flora intestinale sana e di conseguenza un sistema immunitario forte e pronto a contrastare gli attacchi esterni.</p>
<p>Noi siamo abituati ad immaginare l’apparato gastrointestinale come un qualcosa di “interno” a noi, invece non è altro che “esterno”.</p>
<h4>Ebbene si, un tubo che parte dalla bocca e giunge all’ano e rimane in continuità con l’ambiente esterno.</h4>
<p>Il cibo che ingeriamo, il quale proviene dal mondo esterno, entra in contatto con la mucosa gastro-intestinale e svolge un’azione di stimolazione continua sul Sistema Nervoso Gastroenterico, definito da alcuni un “secondo cervello”, in quanto costituito da circa 100 milioni di neuroni (un numero approssimativamente simile ai neuroni che compongono il midollo spinale).</p>
<p>Tralasciando le innumerevoli funzioni che svolge questo Sistema Nervoso, alcune delle quali ancora ignote, capiamo benissimo quanto sia importante il cibo che ingeriamo, non solo in termini di introito calorico ma anche e soprattutto di molecole, le quali interagendo con i recettori gastro-intestinali esercitano azioni sia benefiche che dannose.</p>
<h4>Scegliere gli alimenti giusti significa selezionare e prediligere una stimolazione di tipo benefico anziché dannoso.</h4>
<p>Poiché ancora non conosciamo in maniera esaustiva la composizione esatta di ogni singolo alimento (in termini di molecole bio-attive), è difficile stabilire con precisione gli effetti che hanno questi alimenti sulla fisiologia.</p>
<p>Tuttavia è possibile elencare una serie di molecole e alimenti dei quali è nota un’azione di stimolazione del <strong>Sistema Immunitario</strong>:</p>
<p>·         <strong>Arginina, ornitina e glutammina</strong>: sono aminoacidi e derivati presenti in alimenti di origine animale come carne, pesce, uova e latte e in alimenti di origine vegetale come arachidi, nocciole, mandorle e legumi.</p>
<p>·        <strong> Zinco</strong>: minerale presente in alimenti quali pesce, carne, cereali, legumi e frutta secca. E’ presente anche nei vegetali ma è poco biodisponibile, in quanto si lega a sostanze presenti nei vegetali (acido fitico) e non viene assorbito.</p>
<p>·         <strong>Selenio</strong>: minerale presente in alimenti quali pesce e frattaglie. La sua disponibilità in prodotti di origine vegetale è in stretta dipendenza alla presenza o meno nel suolo. Le piante sono in grado di assorbirlo dal suolo ma deve essere comunque presente.</p>
<p>·         <strong>Vitamina A</strong>: è presente in alimenti di origine animale come carni, alcuni pesci, frattaglie, uova, latte e latticini. Sotto forma di pro-vitamina A (carotenoidi) è presente anche in alimenti vegetali come carote, peperoni, spinaci, broccoli, zucca e in frutti giallo-arancio come meloni, pesche, albicocche, etc.</p>
<p>·         <strong>Vitamina C</strong>: è presente in frutta e verdura fresche e crude quali agrumi, kiwi, ribes, fragole, peperoni, prezzemolo, broccoli, cavoli, cavolfiori, etc.</p>
<p>·         <strong>Vitamina E</strong>: è presente soprattutto nell’olio d’oliva e altri oli vegetali (mais, girasole, arachidi, soia, etc.), nelle germe di grano, noci e burro.</p>
<p>·       <strong>  Ferro</strong>: è presente sia in alimenti di origine animale (carni, fegato, vongole, etc.) che in alimenti di origine vegetale (spinaci, cacao amaro, fagioli, lenticchie, etc.) solo che nei primi è presente in una forma che viene facilmente assorbita, mentre nei secondi è presente in una forma poco biodisponibile e complessata ad altre sostanze vegetali (fitati e ossalati) che ne impediscono l’assorbimento. Se in associazione con la Vitamina C, anche il ferro poco biodisponibile presente nei vegetai viene assorbito maggiormente.</p>
<p>·        <strong> Probiotici e Prebiotici</strong>: i primi sono microrganismi in grado di raggiungere e colonizzare l’intestino umano ed esercitare un’azione benefica per la salute. I secondi sono il “cibo” per questi microrganismi, essenzialmente inulina e Frutto-OligoSaccaridi (FOS), che sono sostanze organiche non digeribili all’uomo e presenti in alimenti di origine vegetale.<span style="font-size: 12.222222328186px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p>Oltre all’<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=13"><strong>alimentazione</strong> </a>è importante praticare <strong>attività fisica</strong> la quale, se svolta in modo sano ed equilibrato, esercita un’importante azione immunostimolante.</p>
<h4>Altra buona norma è quella di ridurre lo stress e dedicare tempo al riposo.</h4>
<p>In questo modo manteniamo alte le nostre difese immunitarie e contrastiamo gli attacchi degli agenti patogeni. Infine, ma non meno importante, è cercare di smettere di fumare.</p>
<p>Il fumo, infatti, irrita l’apparato gastro-intestinale ed esercita un’azione negativa sul Microbiota Intestinale, compromettendo in questo modo il nostro sistema immunitario e aumentando di conseguenza il rischio di ammalarci.</p>
<p>Per concludere possiamo dire che un’alimentazione di tipo mediterraneo, ricca di frutta e verdure fresche e povera in grassi saturi e zuccheri semplici, associata ad attività fisica e ad una riduzione delle stress, apporta innumerevoli benefici alla nostra salute, aiutando e potenziando il nostro sistema immunitario, il quale è l’unica arma per far fronte agli attacchi di microrganismi patogeni.</p>
<p><a style="font-size: 12.222222328186px; line-height: 1.3em;" href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong>Paolo Gozzo</strong></a></p>
<p class="MsoNormal">Bibliografia:</p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.valori-alimenti.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.valori-alimenti.com/</a></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">Caldera PC and Kewa S. 2002. </span>The immune system: a target for functional foods? British Journal of Nutrition British Journal of Nutrition. 88(S2):S165-S176.</p>
<p class="MsoNormal">Casas R, Sacanella E, Estruch R. 2014. The Immune Protective Effect of the Mediterranean Diet Against Chronic Low-Grade Inflammatory Diseases. Endocr Metab Immune Disord Drug Targets. [Epub ahead of print].</p>
<p class="MsoNormal">Ashraf R, Shah NP. 2014. Immune system stimulation by probiotic microorganisms. Crit Rev Food Sci Nutr. 54(7):938-56.</p>
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		<title>Quali sono i cibi che proteggono le vene?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/quali-sono-i-cibi-che-proteggono-le-vene/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 11:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[cibi che aiutano la circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quali sono i cibi che proteggono le vene e migliorano la circolazione? Scopriamolo insieme Molto spesso non pensiamo al fatto che quello che mangiamo entra a far parte di noi stessi, delle nostre cellule, dei nostri tessuti. A questo proposito mi viene in aiuto un pensiero del filosofo Ludwig Feuerbach che dice: “L’uomo è ciò che mangia”. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-52102 aligncenter" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/gambe-e-cibo-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Quali sono i cibi che proteggono le vene e migliorano la circolazione? Scopriamolo insieme</h3>
<p><span id="more-21793"></span></p>
<p>Molto spesso non pensiamo al fatto che quello che <strong>mangiamo</strong> entra a far parte di noi stessi, delle nostre cellule, dei nostri tessuti.</p>
<p>A questo proposito <strong>mi viene in aiuto un pensiero del filosofo Ludwig Feuerbach</strong> che dice<strong>: “L’uomo è ciò che mangia”</strong>. Se ci fermiamo a riflettere un attimo capiamo quanto sia importante scegliere i cibi giusti, per far si che i “mattoni” che introduciamo nel nostro organismo siano sempre di buona qualità.</p>
<p>Una famosissima <strong>frase di Ippocrate recita</strong>: <strong>“Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”</strong>. Nulla di più vero! Ci sono moltissime patologie scatenate da una cattiva alimentazione e di conseguenza, riequilibrare l’alimentazione e scegliere i cibi giusti ci permette di risolvere molte problematiche legate alla salute.</p>
<p>A questo proposito <strong>oggi parliamo di vene.</strong></p>
<p><strong>Quanti di noi non hanno problemi di circolazione, gambe, caviglie e piedi gonfi? C’è qualche rimedio a tutto ciò? </strong></p>
<p>Cominciamo col dire che <strong>prima di tutto bisogna intervenire sullo stile di vita</strong>, cercando di evitare tutta una serie di comportamenti che aggravano la sintomatologia. Innanzitutto è consigliato <strong>praticare attività fisica</strong> poiché il movimento favorisce la circolazione sanguigna. Sono <strong>consigliati sport come il nuoto e lunghe camminate a passo sostenuto</strong>. In questo modo, la contrazione dei muscoli degli arti inferiori, contribuisce a pompare il sangue venoso dalla periferia al cuore, favorendo la circolazione sanguigna.</p>
<p><strong>Un altro aspetto fondamentale è il sovrappeso è l’obesità. </strong>E’ ormai dimostrato come i pazienti obesi siano a rischio maggiore di insufficienza venosa e malattie cardiovascolari, con una prevalenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Perciò è di fondamentale importanza <strong>controllare il proprio peso corporeo</strong> e, laddove ve ne sia necessità, intervenire per cercare di ridurlo.</p>
<p>Bisogna, inoltre, <strong>cercare di evitare di rimanere nella stessa posizione per troppo tempo</strong>. Purtroppo ci sono molti lavori che obbligano la persona a rimanere seduta o a stare in piedi per molte ore ma è sufficiente cercare di muovere le gambe per favorire la circolazione<strong>. A tal proposito può essere di aiuto indossare calze elastiche a compressione graduata</strong>, le quali favoriscono il ritorno venoso dalla periferia.</p>
<p><strong>Ridurre o smettere di fumare</strong> è un’altra buona abitudine da incoraggiare in quanto il fumo è una delle cause di insufficienza venosa, specie nei soggetti predisposti.</p>
<p>Inoltre è utile <strong>ridurre l’utilizzo dei tacchi alti e di abiti molto stretti</strong> in quanto dannosi per la circolazione sanguigna.</p>
<p><strong>Fin qui abbiamo parlato di buone abitudini comportamentali senza accennare al ruolo che l’alimentazione può avere per combattere questo fastidioso problema</strong>. Ci sono alcuni cibi che favoriscono la circolazione e migliorano l’integrità e l’elasticità dei tessuti:</p>
<ul>
<li><strong>Alimenti di colore viola/blu scuro</strong>. Mirtilli, more, ribes, fragoline di bosco sono tutti alimenti ricchi di antociani, ?-carotene e vitamina C. Favoriscono la circolazione periferica ed esercitano un’azione antiossidante che, rinforzando la parete dei vasi sanguigni, contrasta la fuoriuscita e la ritenzione di liquido nei tessuti, una  delle principali cause di gonfiore.</li>
<li><strong>Lievito di birra</strong>. Contiene una buona quantità di Niacina (o vitamina PP), la quale gioca un ruolo importante nella circolazione periferica. Contribuisce a contrastare la comparsa di capillari nelle gambe e irrobustisce l’epidermide, rendendola più elastica e meno fragile.</li>
<li><strong>Legumi</strong>: Fagioli, lenticchie, ceci, piselli etc. Sono tutti un’ottima fonte di proteine e un’alternativa valida alla carne. Se in associazione con cereali (pasta e legumi), raggiunge lo stesso valore biologico delle proteine della carne. Un apporto proteico sufficiente è di fondamentale importanza per lo sviluppo e il mantenimento della massa magra, rendendo i muscoli tonici e forti. Ricordare sempre che la muscolatura delle gambe, contraendosi, aiuta il ritorno venoso del sangue dalla periferie al cuore.</li>
<li><strong>Limone</strong>. Un agrume ricco di citrato e potassio, due sostanze che contrastano la ritenzione idrica favorendo l’eliminazione del sodio in eccesso. Il sodio è uno dei fattori responsabili della ritenzione idrica e del gonfiore.</li>
</ul>
<p>Questi sono i cibi che bisognerebbe mangiare per contrastare e prevenire i gonfiori e le problematiche circolatorie. Di fondamentale importanza è adottare uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta che, contrastando il sovrappeso e l’obesità, contribuiscono allo stato di salute del nostro apparato cardio-circolatorio.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong> Paolo Gozzo</strong></a></p>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p>-Seidel A, Belczak C, Campos M, Campos R, Harada D. 2014. The impact of obesity on venous insufficiency. Phlebology. Sep 5. pii: 0268355514551087. [Epub ahead of print]</p>
<p>-Poirier P, Giles TD, Bray GA, Hong Y, Stern JS, Pi-Sunyer FX, Eckel RH. 2006. Obesity and cardiovascular disease: pathophysiology, evaluation, and effect of weight loss. Arterioscler Thromb Vasc Biol. 26(5):968-76.</p>
<p>-Jawien A. 2003. The influence of environmental factors in chronic venous insufficiency. Angiology. 54 Suppl 1:S19-31.</p>
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		<title>Falsi miti. Meglio mangiare la frutta lontano dai pasti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 18:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[diesta Associata]]></category>
		<category><![CDATA[falsi miti]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[frutta lontana dai pasti]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo biologo nutrizionista]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando e&#8217; meglio mangiare frutta? Lontano dai pasti o alla fine del proprio pranzo? Ce lo spiega Paolo Gozzo, biologo nutrizionista Una domanda che spesso mi viene fatta è la seguente: &#8220;è meglio mangiare la frutta a fine pasto oppure lontano dai pasti? Ho sentito che bisogna evitare di mangiare la frutta dopo il pasto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58849" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/09/still-the-fruit-bowl-of-life-3315231_1280.jpg" alt="frutta" width="798" height="446" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/09/still-the-fruit-bowl-of-life-3315231_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/09/still-the-fruit-bowl-of-life-3315231_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/09/still-the-fruit-bowl-of-life-3315231_1280-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20634" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_index-12541-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3 style="margin-bottom: 0cm;">Quando e&#8217; meglio mangiare frutta? Lontano dai pasti o alla fine del proprio pranzo? Ce lo spiega Paolo Gozzo, biologo nutrizionista</h3>
<p><span id="more-20635"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una domanda che spesso mi viene fatta è la seguente: <em>&#8220;è meglio mangiare la frutta a fine pasto oppure lontano dai pasti? Ho sentito che bisogna evitare di mangiare la frutta dopo il pasto perché provoca fermentazioni intestinali e produzione di gas che interferiscono con il dimagrimento!&#8221;</em>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ogni volta mi viene da sorridere e rifletto su <strong>quanto sia difficile comunicare la scienza in un mondo ormai così assuefatto dal web, dove ognuno dice la propria e impone &#8220;pseudo-verità&#8221;.</strong> Specialmente in ambito di alimentazione e nutrizione (ma non solo!).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Cominciamo col dire che questa visione deriva dalla cosiddetta <strong>dieta dissociata</strong>, un tipo di <strong>dieta</strong> che vieta categoricamente l&#8217;associazione di alcuni alimenti tra loro. In particolare, questa associazione, causerebbe un rallentamento nel processo di dimagrimento, senza però che vi sia alcuna fonte bibliografica o evidenza scientifica a tale supporto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anzi, nel 2000 è arrivata proprio una smentita a riguardo. Uno studio pubblicato sull&#8217;<em>International Journal of Obesity </em>ha messo in luce come<strong> una dieta dissociata e una dieta bilanciata di tipo mediterraneo, con lo stesso introito calorico, producano una perdita di peso simile</strong>.</p>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Le cause maggiori di meteorismo sono un&#8217;eccessiva presenza di aria nello stomaco e nell&#8217;intestino.</h4>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa è dovuta ad <strong>abitudini alimentari</strong> scorrette che ci portano a mangiare velocemente ingurgitando molta aria. Inoltre l&#8217;abuso di bibite gasate, dolcificanti a base di polioli (sorbitolo, mannitolo e xilitolo), scarsa tollerabilità ai legumi (i quali presentano nel tegumento degli zuccheri indigeribili che vengono fermentati dai batteri intestinali con conseguente produzione di gas), possono esacerbare la sintomatologia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Molto spesso alla base c&#8217;è una disbiosi, ossia un&#8217;alterata flora batterica intestinale</strong>. Quindi in soggetti con disbiosi è possibile che l&#8217;eccesso di carboidrati con la dieta (specialmente se di zuccheri semplici), provochi una fermentazione anomala. Tale problema, spesso, si risolve assumendo una preparazione specifica di fermenti lattici probiotici che aiutano a ristabilire una corretta flora intestinale.</p>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Il gonfiore che comunemente si accusa dopo i pasti è dovuto al fatto che si mangia in eccesso e male.</h4>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mangiare la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20162"><strong>frutta a fine pasto</strong></a> è una buona abitudine che, oltre ad assicurare un apporto sufficiente di questa categoria alimentare e tutti i preziosi micronutrienti e fitocomposti in essa contenuti, è un ottima fonte di fibre e favorisce l&#8217;assorbimento del ferro dagli alimenti. Infatti <strong>la vitamina C contribuisce a rendere più biodisponibile il ferro non-eme</strong> (a scarso assorbimento) presente in alcuni vegetali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Inoltre la <strong>frutta</strong> è un alleato prezioso per combattere i danni ossidativi (ad esempio nei forti fumatori) ed è un ottimo &#8220;integratore&#8221; naturale di sali minerali e liquidi per chi fa sport.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Detto questo è bene non generalizzare, poiché <strong>ci sono delle situazioni che necessitano un’ assunzione della frutta lontano dai pasti</strong>: nei soggetti affetti da diabete di tipi I e II, per evitare un carico eccessivo di zuccheri durante il pasto; in chi soffre di Malattia da reflusso gastro-esofageo, in quanto è bene evitare di riempirsi troppo durante il pasto; in chi è affetto da altre patologie gastro-intestinali.</p>
<h4 style="margin-bottom: 0cm;">Per tutti gli altri, mangiare la frutta a fine pasto o lontano dai pasti è solo una questione di piacere personale.</h4>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La cosa più importante è mangiare frutta tutti i giorni, 5 porzioni al giorno in modo da garantire un apporto sufficiente per mantenersi in salute. <strong>E&#8217; stato ampiamente dimostrato che assumere 5 porzioni di frutta e verdura al giorno aiuta a contrastare l&#8217;insorgenza di numerose patologie</strong>, tra cui disturbi cardiovascolari, ipertensione, cancro, diabete, obesità, etc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non importa se prima, dopo o durante i pasti, l&#8217;importante è mangiare la frutta tutti i giorni! Quindi se siete abituati a mangiarla a fine pasto continuate a farlo tranquillamente, a meno che non abbiate le problematiche sopracitate, altrimenti mangiatela lontano dai pasti come spuntino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il mio consiglio è quello di fare entrambe le cose, mangiando un frutto alla fine dei pasti principali (pranzo e cena) e fare degli spuntini a base di frutta, sia a metà mattina che a metà pomeriggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paolo Gozzo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia:</p>
<p><span lang="it-IT"><a href="http://www.eufic.org/article/it/page/TARCHIVE/expid/10-regole-sana-alimentazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.eufic.org/article/it/page/TARCHIVE/expid/10-regole-sana-alimentazione/</a></span></p>
<p><span lang="it-IT"><a href="http://www.eufic.org/article/it/expid/Consumo-frutta-verdure-Europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.eufic.org/article/it/expid/Consumo-frutta-verdure-Europa/</a></span></p>
<p><span lang="en-US">Golay A et al. 2000. Similar weight loss with low-energy food combining or balanced diets. </span>International Journal of Obesity. 24:492-496.</p>
<p>LARN &#8211; Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. Revisione 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Come riconoscere il pesce fresco? Una pratica guida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 18:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[guida al pesce fresco]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[pesce fresco]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscere pesce fresco]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco una guida pratica per riconoscere il pesce fresco ed essere consapevoli di quello che si porta a casa Con il termine generico “pesce”, si intende comunemente sia il pesce vero e proprio che molluschi e crostacei. Si preferisce quindi definirli “Prodotti Ittici” e comprendono animali che vengono catturati in seguito alla pesca oppure allevati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58436" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/fish-2230852_1280.jpg" alt="pesce fresco" width="798" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/fish-2230852_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/fish-2230852_1280-300x174.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/fish-2230852_1280-768x445.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22473" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th-13459-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3>Ecco una guida pratica per riconoscere il pesce fresco ed essere consapevoli di quello che si porta a casa</h3>
<p><span id="more-22474"></span></p>
<p>Con il termine generico “<a href="https://www.ecoseven.net//?p=22460"><strong>pesce</strong></a>”, si intende comunemente sia il pesce vero e proprio che molluschi e crostacei. Si preferisce quindi definirli “<strong>Prodotti Ittici</strong>” e <strong>comprendono animali che vengono catturati in seguito alla pesca oppure allevati nelle cosiddette acquacolture</strong>.</p>
<p>Tralasciando l’aspetto nutrizionale del pesce, <strong>cerchiamo di capire insieme come si riconosce il pesce fresco</strong> e come si capisce se chi ce lo sta vendendo sta adempiendo a tutte le norme igienico-sanitarie.</p>
<p><strong>Il pesce fresco va incontro rapidamente a deterioramento</strong>, più della carne, e di conseguenza è utile saper riconoscere un prodotto fresco e ben conservato, in modo da acquistare e mangiare un alimento sano, con proprietà nutrizionali inalterate e soprattutto sicuro dal punto di vista igienico-sanitario.</p>
<p><strong>Le principali cause di deterioramento del pesce</strong> sono: l’ <strong>abbassamento del pH</strong>; l’<strong>alterazione da parte di enzimi naturalmente presenti nelle cellule</strong>, che in seguito alla rottura di queste ultime, fuoriescono e attivano processi di degradazione; l’<strong>alterazione ad opera di microrganismi e liberazione di istamina</strong>.</p>
<p>Il Regolamento Europeo CE 853/2004 definisce &#8220;prodotti della pesca freschi: i prodotti della pesca non trasformati, interi o preparati, compresi i prodotti imballati sotto vuoto o in atmosfera modificata che, ai fini della  conservazione, non hanno subito alcun trattamento diverso dalla refrigerazione, inteso a garantirne la conservazione”.</p>
<h4>Tutti quei prodotti di origine marina che si discostano da questa definizione non possono essere considerati “pesce fresco”.</h4>
<p>Troviamo ad esempio “<em>prodotti ittici trasformati</em>”, i quali sono <strong>sottoposti a processi tecnologici di natura chimico-fisica in grado di modificare in maniera sostanziale il prodotto</strong>, ad esempio l’affumicatura, l’essiccazione, la salagione, l’inscatolamento sotto’olio, la marinatura etc.</p>
<p>Un’altra piccola differenza la ritroviamo nei cosiddetti “<em>prodotti della pesca preparati</em>” che non sono altro che <strong>pesce fresco non trasformato</strong> ma sottoposto ad eviscerazione, decapitazione, affettatura, sfilettatura etc., che ne modificano l’integrità anatomica.</p>
<p>A parte questa introduzione normativa, <strong>cosa dobbiamo fare praticamente quando ci troviamo davanti al bancone del pesce in un supermercato o in un mercato</strong>? Innanzitutto dobbiamo osservare che siano presenti le seguenti indicazioni:</p>
<p>1.      Denominazione commerciale e scientifica della specie</p>
<p>2.      Pesce fresco o congelato (di acqua dolce o marina)</p>
<p>3.      Metodo di produzione: pescato o allevato</p>
<p>4.      Zona di cattura (per il pesce pescato) o Paese di provenienza (per quello allevato)</p>
<p>5.      Prezzo di vendita al Kg</p>
<h4>Queste indicazioni sono obbligatorie sia che si tratti di pesce fresco che surgelato.</h4>
<p>Un discorso leggermente più complicato è per i Molluschi bivalvi (cozze, vongole, etc.) i quali devono provenire da un centro di depurazione o di spedizione, accompagnati fino alla vendita al dettaglio da un <strong>bollo sanitario il quale deve contenere</strong>: paese di provenienza; nome scientifico e denominazione della specie; numero di riconoscimento attribuito dall’Autorità sanitaria; data di confezionamento; peso e data di scadenza o dicitura “i molluschi bivalvi devono essere vivi al momento dell’acquisto”.</p>
<p><strong>Se manca una o più di queste informazioni è buona norma non acquistare il prodotto</strong>, in quanto potrebbero celarsi delle frodi o delle carenze produttive.</p>
<p>Ora veniamo agli <strong>aspetti che bisogna considerare quando ci troviamo di fronte al pesce fresco</strong>:</p>
<p>1)      <strong>Odore</strong>: dobbiamo sentire il classico profumo di pesce fresco che richiama il mare, lo iodio e le alghe. Se avvertiamo un odore di ammoniaca diffidiamo del prodotto perché ci troviamo di fronte a fenomeni di deterioramento.</p>
<p>2)      <strong>Colore</strong>: anche il colore è molto importante per riconoscere il pesce fresco. Il corpo deve essere brillante e cangiante. La pelle deve essere tesa, con squame aderenti al corpo e ricoperta di muco trasparente. Al momento del taglio, le carni devono apparire bianche (eccetto le specie con carni lievemente colorate, es. salmone).</p>
<p>3)      <strong>Occhio</strong>: deve essere lucido e turgido, ossia deve uscire leggermente dal bulbo oculare.</p>
<p>4)      <strong>Corpo</strong>: quando sopraggiunge la morte dell’animale, si instaura il cosiddetto “Rigor Mortis”, in cui il corpo si irrigidisce. Questo stato permane per poche ore e quindi anche il corpo del pesce deve essere rigido, in modo da essere sicuri che si tratti di pesce fresco. Inoltre è importante che le carni risultino elastiche e non molli.</p>
<p>5)      <strong>Branchie</strong>: devono essere di colore rosso vivo (rosato in alcune specie), ben chiuse e integre.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda i crostacei</strong>, alcune specie devono essere vendute ancora vive (aragoste e granchi) mentre altre morte (gamberi e gamberoni). Per le prime è facile accertare la vitalità, mentre per le seconde bisogna verificare che non siano presenti macchie scure nel tronco e che non ci siano stati cambiamenti del colore del carapace. <strong>Molto spesso si vendono gamberi e gamberoni decongelati che si riconoscono facilmente in quanto perdono con facilità le zampe</strong>.</p>
<p><strong>I molluschi bivalvi</strong> (cozze, vongole, etc.) devono essere venduti vivi, con valve ben chiuse e che reagiscono se poste in acqua e stimolate. Infine <strong>i molluschi cefalopodi</strong> (seppie, calamari, polpi, etc.) devono avere il corpo tonico, lucente e ricoperto da uno strato di muco. Il colore deve essere bianco, poiché colorazioni rossastre indicano processi di deterioramento. <strong>Tutti i prodotti ittici devono avere il classico piacevole “odore di mare”</strong>.</p>
<p>Ora abbiamo un buon bagaglio di conoscenze per capire se stiamo acquistando un pesce fresco e di ottima qualità. Oltre all’aspetto igienico-sanitario, di estrema importanza, c’è da considerare anche la qualità nutrizionale, la quale è strettamente dipendente dalla freschezza del prodotto.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong> Paolo Gozzo </strong></a></p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong> </strong></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia:</strong></span></p>
<p>REGOLAMENTO (CE) N. 853/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO</p>
<p>E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per</p>
<p>gli alimenti di origine animale</p>
<p><a href="http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_paginearee_1187_listafile_itemname_23_file.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_paginearee_1187_listafile_itemname_23_file.pdf</a></p>
<p>Consumo Consapevole. Guida pratica. 2014. A cura della Commissione Permanente di Studio “Igiene, Sicurezza e Qualità” dell’Ordine Nazionale dei Biologi. AIBA Editore.</p>
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		<title>Fitoestrogeni e alimentazione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[estrogeni]]></category>
		<category><![CDATA[fitoestrogeni]]></category>
		<category><![CDATA[fitormoni]]></category>
		<category><![CDATA[ormino]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa sono i fitoestrogeni? Che funzione svolgono? Possono davvero contrastare i tumori? Gli ormoni sono delle sostanze in grado di legarsi a specifici recettori cellulari ed esercitare azioni biologiche differenti. Nel nostro organismo vengono prodotti moltissimi ormoni, tra cui ormoni tiroidei, ormoni sessuali, insulina, etc. che agiscono su diverse classi cellulari. Anche le piante producono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58393" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/02/whole-grains-2234649_1280.jpg" alt="fitoestrogeni" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/02/whole-grains-2234649_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/02/whole-grains-2234649_1280-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/02/whole-grains-2234649_1280-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23695" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_images-14083-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3>Cosa sono i fitoestrogeni? Che funzione svolgono? Possono davvero contrastare i tumori?</h3>
<p><span id="more-23697"></span></p>
<p>Gli ormoni sono delle sostanze in grado di legarsi a specifici recettori cellulari ed esercitare azioni biologiche differenti. <strong>Nel nostro organismo vengono prodotti moltissimi ormoni</strong>, tra cui ormoni tiroidei, ormoni sessuali, insulina, etc. che agiscono su diverse classi cellulari.</p>
<p><strong>Anche le piante producono ormoni</strong> che servono alla pianta stessa per le proprie funzioni. Ma ci sono alcune classi di ormoni vegetali (fitormoni) che, grazie alla loro particolare struttura chimica, si possono legare ai recettori cellulari umani degli estrogeni ed esercitare quindi un&#8217;azione di tipo estrogenico (a volte anche di tipo antagonistico).</p>
<p>Sebbene siano in grado di legarsi ai recettori umani, i fitoestrogeni hanno un potere di stimolazione notevolmente inferiore (100-1000 volte più basso) a quello degli ormoni prodotti dal nostro organismo.</p>
<h4>Distinguiamo tre classi principali di fitoestrogeni:</h4>
<ol>
<li><strong>Isoflavoni</strong>: genisteina, gliciteina, daidzeina, biocanina A</li>
<li><strong>Cumestani</strong>: cumestrolo, 4-metossicumestrolo</li>
<li><strong>Lignani</strong>: enterodiolo, enterolattone</li>
</ol>
<p>Le <a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=13">fonti alimentari</a> principali in cui possiamo ritrovare questi composti bioattivi sono: soia e derivati; legumi; trifoglio rosso; chiodi di garofano; semi di girasole, lino e sesamo; cereali integrali, luppolo; frutta e verdura in generale.</p>
<p>Sono stati fatti molti studi per capire i <strong>possibili effetti sull&#8217;uomo di queste sostanze ed è stato visto che esercitano un&#8217;attività antiossidante ed estrogenica</strong>.</p>
<p>Osservazioni epidemiologiche sulle popolazioni asiatiche, la cui alimentazione è molto ricca di soia, ha evidenziato una minore incidenze di disturbi associati alla menopausa, riduzione del rischio cardiovascolare, riduzione dei tumori alla mammella, all&#8217;endometrio e all&#8217;ovaio e una minore incidenza dell&#8217;osteoporosi.</p>
<p>Ulteriori studi e metanalisi condotte sull&#8217;argomento non hanno però confermato in via definitiva gli effetti dei fitoestrogeni sui sintomi della menopausa, tra cui vampate di calore, secchezza dei genitali, etc. anche se i benefici derivanti dall&#8217;assunzione di ginesteina necessitano ancora di ulteriori studi.</p>
<h4>Anche il possibile ruolo antitumorale dei fitoestrogeni non è ancora del tutto confermato.</h4>
<p>Sembrerebbe che ci sia un&#8217;azione antitumorale nelle donne che godono di buona salute mentre devono prestare attenzione quelle che hanno una storia familiare di tumore alla mammella. Gli effetti positivi sui disturbi cardiovascolari sembra confermato, in particolare si riscontra una <strong>diminuzione della pressione arteriosa associata ad un miglioramento dell&#8217;assetto lipidico. </strong></p>
<p>Un aspetto importante che riguarda l&#8217;assunzione di fitoestrogeni è legato alla buona salute del nostro intestino. La maggior parte dei fitoestrogeni che noi assumiamo con la dieta è in una forma che deve essere metabolizzata dalla flora intestinale.</p>
<p>In questo modo si formano i composti bioattivi i quali vengono assorbiti dall&#8217;intestino e possono esercitare la loro azione. Da questo si evince come <strong>uno squilibrio della flora intestinale porti ad un&#8217;alterazione dell&#8217;assorbimento e dell&#8217;effetto di queste sostanze.</strong> Per cui bisogna prestare molta attenzione al tipo di alimentazione e ad eventuali terapie antibiotiche che distruggono il microbioma intestinale.</p>
<p>Per questo motivo <strong>è utile assumere prodotti ricchi di fitoestrogeni in associazione con probiotici</strong>, i quali migliorano la microflora intestinale e aumentano la biodisponibilità di questi fitormoni.</p>
<p>Concludiamo dicendo che, sebbene non vi siano evidenze di possibili effetti collaterali nell&#8217;assunzione di fitoestrogeni, è bene prestare attenzione in quei soggetti con una storia familiare di tumori ormono-dipendenti (mammella, ovaio e endometrio).</p>
<p>Inoltre<strong> è sconsigliato l&#8217;uso in gravidanza e durante l&#8217;infanzia, in quanto potrebbe portare ad alterazioni nello sviluppo dell&#8217;apparato riproduttivo maschile</strong>. Infine, viene sconsigliato l&#8217;uso di prodotti della soia in chi soffre di disturbi tiroidei, in quanto contrasta con la funzionalità di questa ghiandola.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/">Paolo Gozzo</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia:</strong></span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/www.iss_.it_binary_prvn_cont_RB_fitoestrogeni_ITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span lang="zxx">http://www.iss.it/binary/prvn/cont/RB_fitoestrogeni_ITA.pdf</span></a></p>
<p>Lethaby A, Marjoribanks J, Kronenberg F, Roberts H, Eden J and Brown J. 2013. Phytoestrogens for menopausal vasomotor symptoms. Cochrane Database Syst Rev. 10;12:CD001395</p>
<p>Sirotkin AV and Harrath AH. 2014. Phytoestrogens and their effects. Eur J Pharmacol. 15;741:230-6.</p>
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		<title>Probiotici e prebiotici: cosa sono? A cosa servono?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2020 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[prebiotici]]></category>
		<category><![CDATA[probiotici]]></category>
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					<description><![CDATA[Vediamo insieme cosa sono i probiotici e i prebiotici. A cosa servono? E quali regole e bene rispettare nell’assunzione? Sul sito del Ministero della Salute si legge a proposito dei probiotici: “Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l&#8217;organismo”. Si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52289" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/belly-3186730_1280.jpg" alt="probiotici e prebiotici" width="798" height="474" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/belly-3186730_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/belly-3186730_1280-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/belly-3186730_1280-768x456.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22166" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th__1_-13306-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3 class="MsoNormal">Vediamo insieme cosa sono i probiotici e i prebiotici. A cosa servono? E quali regole e bene rispettare nell’assunzione?</h3>
<p><span id="more-22168"></span></p>
<p class="MsoNormal">Sul sito del Ministero della Salute si legge a proposito dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22134"><strong>probiotici</strong></a>: “Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l&#8217;organismo”.</p>
<p class="MsoNormal">Si tratta, in sostanza, di batteri che vengono assunti attraverso preparazioni specifiche o alimenti che li contengono (yoghurt e latte fermentato) e che riescono a colonizzare l’intestino umano.</p>
<h4 class="MsoNormal">Per essere considerati probiotici, questi microrganismi devono possedere alcune caratteristiche quali:</h4>
<p class="MsoNormal">1.      Essere vivi e attivi e in grado di resistere alle condizioni ambientali intestinali</p>
<p class="MsoNormal">2.      Resistere a pH estremi come l’elevata acidità dello stomaco e la basicità del succo pancreatico</p>
<p class="MsoNormal">3.      Far  parte della normale microflora intestinale in condizioni di salute</p>
<p class="MsoNormal">4.      Colonizzare e riprodursi nell’intestino umano, competendo e contrastando la crescita di microrganismi patogeni</p>
<p class="MsoNormal">5.      Essere sicuri per la salute umana senza presentare controindicazioni ed effetti collaterali, specie in individui immunocompromessi e debilitati</p>
<h4 class="MsoNormal">Questa è la Carta d’Identità di un probiotico. Ma perché mai dovremmo assumere batteri?</h4>
<p class="MsoNormal">Le prime osservazioni su questi microrganismi risalgono ai primi del ‘900 e nel corso degli anni la comunità scientifica ha prestato sempre più attenzione allo studio dei probiotici. I numerosi studi effettuati hanno messo in luce gli effetti che questi batteri benefici esercitano sull’organismo umano, ed è ormai nota la loro azione di stimolazione del Sistema Immunitario gastro-intestinale.</p>
<p class="MsoNormal">Nell’intestino è presente un Tessuto Linfoide specifico (GALT; Gut Associated Lymphoid Tissue) il quale protegge direttamente l’individuo dall’attacco e dalla colonizzazione di microrganismi patogeni. Un’altra importante funzione è quella di produrre sostanze ad azione antimicrobica(batteriocine, acido lattico e acqua ossigenata) nei confronti di batteri patogeni.</p>
<p class="MsoNormal">L’intestino è in contatto con il mondo esterno, a differenza di quanto comunemente si immagina, ed è di fondamentale importanza che la barriera intestinale sia integra per evitare che batteri patogeni la penetrino ed entrino nell’organismo, causando la malattia. Una delle funzioni dei microrganismi probiotici è proprio quella di migliorare e stabilizzare questa barriera, formando unbiofilm protettivo e diminuendo di conseguenza la permeabilità intestinale.</p>
<p class="MsoNormal">Inoltre, i batteri probiotici esercitano una vera e propria azione di competizione interspecifica per nutrienti e per la colonizzazione della nicchia ecologica intestinale. Un altro vantaggio di assumere probiotici è quello di avere anche una protezione nei confronti di tossine e sostanze cancerogene introdotte con i cibi e/o sviluppate in seguito ai processi digestivi.</p>
<p class="MsoNormal">Insomma, ci sono dei validi motivi per cominciare a introdurre nel nostro organismo i fermenti lattici probiotici, i cui effetti vanno oltre la sola funzione di regolarizzazione intestinale.</p>
<p class="MsoNormal">I principali gruppi di batteri probiotici sono i lattobacilli e i bifidobatteri (e altri). E’ importante non mescolare a caso vari ceppi di probiotici tra loro, in quanto la competizione inter-specifica può annullare gli effetti di un ceppo a favore dell’altro.</p>
<h4 class="MsoNormal">Quando assumere i fermenti probiotici? E’ importante assumerli a stomaco pieno in quanto il cibo li protegge dall’eccessiva acidità dello stomaco.</h4>
<p class="MsoNormal">Inoltre, essendo batteri vivi liofilizzati (dormienti), devono risvegliarsi in un ambiente adeguato e ricco di nutrienti, in modo da potersi riprodurre e colonizzare l’intestino umano.</p>
<p class="MsoNormal">Concludendo possiamo dire che per usufruire dei benefici dei fermenti probiotici sopramenzionati, è necessario che il prodotto in commercio (che sia yoghurt, latte fermentato o polveri liofilizzate) contenga fermenti lattici tipici dell’intestino umano e cioè in grado di sopravvivere, colonizzarlo ed entrare a far parte del microbiota intestinale.</p>
<p class="MsoNormal">Inoltre è importante conservare la confezione al riparo dalla luce, dall’umidità, da fonti di calore e preferibilmente a temperature basse. Inoltre, ci tengo a ribadirlo, è importante che siano formulazioni ben bilanciate e non miscele eterogenee, per evitare l’instaurasi della competizione interspecifica di cui sopra.</p>
<p class="MsoNormal">Fin’ora abbiamo parlato di probiotici, ma cosa sono i prebiotici. Riprendendo la definizione data dal Ministero della Salute, possiamo dire che i prebiotici sono“sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l&#8217;attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico”.</p>
<p class="MsoNormal">In parole povere sono il cibo per i nostri batteri probiotici, e composti essenzialmente di inulina e FOS (Frutto OligoSaccaridi). Se in associazione con i probiotici vengono definiti simbiotici, ossia associazioni specifiche di probiotici e prebiotici.</p>
<p class="MsoNormal">Detto questo, è corretto affermare che la salute inizia dall’intestino. Infatti, ci sono numerosissimi studi che mettono in relazione una compromissione del microbiota intestinale con svariate patologie a carattere infiammatorio (obesità compresa) e autoimmune.</p>
<p class="MsoNormal">E’ bene quindi prestare attenzione all’alimentazione, la quale influisce molto sulla composizione della nostra flora intestinale. Inoltre è opportuno integrare la dieta, laddove ve ne sia necessità, con formulazioni specifiche di fermenti probiotici al fine di riequilibrare il microbiota intestinale e potenziare le difese immunitarie.</p>
<p class="MsoNormal"><em><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong>Paolo Gozzo </strong></a></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; line-height: normal;"><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p class="MsoNormal"><a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/www.salute.gov_.it_imgs_C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf</a></p>
<p>Sito del Ministero della Salute<br />
Sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità<br />
-Salminen S, Ouwehand A, Benno Y and Lee YK. 1999. Probiotics: how should they be defined? Trends in Food Science &amp; Technology 10:107-110.<br />
-Isolauri E, Salminen S, Ouwehand AC. 2004. Probiotics. Best Practice &amp; Research Clinical Gastroenterology. 18(2):299–313.<br />
-Collado MC, Rautava S, Isolauri E, Salminen S. 2014. Gut microbiota: source of novel tools to reduce the risk of human disease? Pediatr Res.<br />
-Sanz Y, Olivares M, Moya-Pérez A, Agostoni C. 2014. Understanding the role of gut microbiome in metabolic disease risk. Pediatr Res.<br />
-Cox AJ, West NP, Cripps AW. 2014. Obesity, inflammation, and the gut microbiota.<br />
-Lancet Diabetes Endocrinol.</p>
<p class="MsoNormal">
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		<title>7 indizi per capire il livello d’igiene di un ristorante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/7-indizi-per-capire-il-livello-d-igiene-di-un-ristorante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 07:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante pulito]]></category>
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					<description><![CDATA[Che sia di fiducia, consigliato o trovato per caso, fate attenzione che il ristorante dove state per mangiare sia igienizzato al meglio Tutti andiamo a mangiare al ristorante ogni tanto, chi più chi meno, e orientiamo le nostre scelte in base al locale, al gusto dei piatti che mangiamo e alla simpatia del ristoratore. Ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-52174 aligncenter" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/risto-bar.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/risto-bar.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/risto-bar-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/risto-bar-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Che sia di fiducia, consigliato o trovato per caso, fate attenzione che il ristorante dove state per mangiare sia igienizzato al meglio</h3>
<p><span id="more-22745"></span></p>
<p>Tutti andiamo a mangiare al <a href="alimentazione/news-alimentazione/apre-un-ristorante-tutto-a-1-euro"><strong>ristorante</strong></a> ogni tanto, chi più chi meno, e orientiamo le nostre scelte in base al locale, al gusto dei piatti che mangiamo e alla simpatia del ristoratore. Ci preoccupiamo meno del livello d’igiene del ristorante, o meglio cerchiamo di non pensarci. Invece è molto importante cercare di capire se quello che ci stanno offrendo è un piatto sicuro dal punto di vista igienico, prima che gradevole al sapore. Poiché non possiamo entrare nelle cucine e non possiamo ispezionarle, ci dobbiamo concentrare su degli indizi che ci fanno capire se il ristorante è serio e pulito.</p>
<p>1) <strong>Insetti:</strong> Già dall’istante in cui varchiamo la soglia della porta del locale possiamo constatare la presenza o meno di una barriera contro gli insetti. E’ molto importante evitare l’ingresso delle mosche nel ristorante perché, oltre al fatto che è poco bello vedere una mosca che aleggia nei locali, è ancora meno bello da un punto di vista igienico, in quanto gli insetti sono un veicolo per microrganismi patogeni.</p>
<p>2) <strong>Locali</strong>:<span id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2365"> La sala deve presentarsi pulita e ordinata, in buone condizioni di manutenzione. Inoltre la cucina deve essere a vista e con pareti piastrellate ed impermeabilizzate per evitare l’accumulo di sporco e agevolare la pulizia delle stesse. Il bagno deve essere pulito e dotato di sapone e salviette per l’igiene del cliente.</span></p>
<p>3) <strong>Cuoco</strong>:<span id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2466"> Di estrema importanza è il livello di igiene dei cuochi e dei camerieri. Il cuoco deve indossare un abito chiaro e pulito, un grembiule e un copricapo che mantenga i capelli raccolti e coperti. Inoltre deve prestare attenzione alla cura delle mani le quali devono essere con unghie corte e prive di anelli e bracciali per via del fatto che sono punti di accumulo di sporcizia. </span></p>
<p>4) <strong>Camerieri</strong>:<span id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2468"> Devono avere un vestiario pulito e ordinato.</span></p>
<p>5) <strong>Apparecchi refrigeratori</strong>: <span id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2838">Ogni alimento ha una temperatura di conservazione ben precisa ed è opportuno che venga conservato in appositi refrigeratori a temperatura controllata. Ad esempio prosciutti, salumi e dolci contenenti panna e uova devono essere conservati a +4°C. Invece prodotti cotti e caldi devono essere mantenuti a temperature intorno a +60/65°C. Infine, prodotti surgelati devono essere mantenuti a temperature inferiori a -18°C. </span></p>
<p>6) <strong>Tavolo del buffet</strong>:<span id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2836"> E’ molto frequente osservare il buffet degli antipasti posto su tavoli a temperatura ambiente, in prossimità dei punti di passaggio della gente, con il rischio di contaminazione. I clienti e il personale passano centinaia di volte vicino alle pietanze, parlando, tossendo e muovendo l’aria intorno, divenendo un importante veicolo per microrganismi. Gli antipasti devono essere riposti in specifici refrigeratori (a temperature dipendenti dal tipo di alimento) e coperti.</span></p>
<p>7) <strong>Separazione degli alimenti</strong>:<span id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2780"> un altro indizio importantissimo che ci fa capire il livello di igiene del ristorante è la separazione che troviamo tra i vari alimenti. Vegetali crudi e sporchi non devono assolutamente essere riposti nella stessa vetrina di cibi pronti al consumo. Inoltre il freezer dedicato ai dolci congelati (es. gelati) deve contenere solo quel tipo di alimento e non altri cibi surgelati come carne e/o pesce.</span></p>
<p>Grazie a questi semplici indizi siamo ora in grado di discriminare un ristorante che rispetti tutte le norme igienico-sanitarie e che offre al cliente cibo sicuro e nel rispetto della nostra salute.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Paolo Gozzo</strong></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia:</strong></span></p>
<p>Consumo Consapevole. Guida pratica. 2014. A cura della Commissione Permanente di Studio “Igiene, Sicurezza e Qualità” dell’Ordine Nazionale dei Biologi. AIBA Editore.</p>
<p><a id="yui_3_16_0_1_1418505984857_2372" href="http://prevenzione.ulss20.verona.it/lineeguida_esercizi_ristoranti.html">http://prevenzione.ulss20.verona.it/lineeguida_esercizi_ristoranti.html</a></p>
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		<title>7 cibi per una pelle idratata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 06:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[biologo nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[idratare pelle]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
		<category><![CDATA[pelle idratata alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Idratare la pelle attraverso l’alimentazione: ecco i 7 cibi da portare in tavola La salute della pelle è molto importante e non può prescindere da una corretta alimentazione che favorisce l&#8217;idratazione, l&#8217;elasticità e la tonicità della stessa. La pelle ha innumerevoli funzioni: innanzitutto è una barriera nei confronti del mondo esterno, ci protegge dall&#8217;attacco di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-52099 aligncenter" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/01/pelle-idratata.jpg" alt="" width="800" height="548" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/01/pelle-idratata.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/01/pelle-idratata-300x206.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/01/pelle-idratata-768x526.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3 class="MsoNormal">Idratare la pelle attraverso l’alimentazione: ecco i 7 cibi da portare in tavola</h3>
<p><span id="more-23220"></span></p>
<p>La <a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=7"><strong>salute</strong></a> della pelle è molto importante e non può prescindere da una corretta <a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=13"><strong>alimentazione</strong></a> che favorisce l&#8217;idratazione, l&#8217;elasticità e la tonicità della stessa.</p>
<p>La pelle ha innumerevoli funzioni: innanzitutto è una barriera nei confronti del mondo esterno, ci protegge dall&#8217;attacco di microrganismi patogeni e agenti esterni di varia natura.</p>
<p>E&#8217; un importante organo regolatore delle sudorazione e della temperatura corporea. Inoltre è sede di numerose terminazione nervose che ci permettono di percepire il caldo e il freddo e sono responsabili della percezione tattile.</p>
<p>Insomma, un tessuto estremamente importante e delicato. Per questo è necessario prendersene cura, prestando attenzione a mantenerla sempre idratata, onde <strong>evitare di incorrere nella pelle secca, disidratata e che desquama, andando incontro anche a tagli (ragadi) che possono infettarsi</strong>.</p>
<p>Oltre ad applicare creme idratanti e proteggere la pelle dal caldo e dal freddo, <strong>cosa possiamo fare per migliorare il grado di idratazione? </strong><strong>Dobbiamo mangiare bene e preferire gli alimenti che mantengono in salute la nostra pelle</strong>.</p>
<p>Vediamo i <strong>7 alimenti indispensabili:</strong></p>
<ol>
<li><strong>Cereali integrali</strong>: sono un&#8217;ottima fonte di vitamine, tra cui quelle del gruppo B e vitamina E.</li>
<li><strong>Pesce e crostacei</strong>: ricchi di acidi grassi essenziali (omega-3), un nutriente importante che contribuisce a rallentare l&#8217;invecchiamento della pelle e riduce la secchezza.</li>
<li><strong>Frutta e verdura</strong>: ricchi di acqua, minerali e vitamine.</li>
<li><strong>Cibi ricchi di vitamina C</strong>: preferire frutta e verdure ricchi di vitamina C, tra cui agrumi e peperoni, in quanto contribuiscono alla produzione di collagene, una proteina abbondante nel tessuto cutaneo.</li>
<li><strong>Cibi ricchi di vitamina A</strong>: frutta e verdura giallo-arancio, fegato, uova.</li>
<li><strong>Cibi ricchi di vitamina E</strong>: frutta secca (mandorle, noci, pistacchi), olio di semi di lino e olio extravergine d&#8217;oliva.</li>
<li><strong>Acqua: bere molta acqua, 1,5-2 litri al dì</strong> e preferire il consumo di frutta e verdura, naturalmente ricchi di questo nutriente.</li>
</ol>
<p>Non mi stancherò mai di ripetere che la salute viene dal piatto. Noi siamo realmente ciò che mangiamo e per mantenere la salute del nostro corpo dobbiamo seguire una sana e corretta alimentazione e un moderato esercizio fisico quotidiano. Solo così possiamo prevenire l&#8217;insorgenza di patologie e vivere bene.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/">Paolo Gozzo</a></p>
<p>Bibliografia:<br />
<a href="http://www.eufic.org/article/it/expid/Foglio-informativo-cereali-integrali/">http://www.eufic.org/article/it/expid/Foglio-informativo-cereali-integrali/<br />
</a><a href="http://www.vaolori-alimenti.com/">www.vaolori-alimenti.com<br />
</a>Aldo Mariani Costantini, Carlo Cannella, Giovanni Tomassi. 2006. Fondamenti di Nutrizione Umana, Il Pensiero Scientifico Editore</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Alimenti si e alimenti no in allattamento</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/alimenti-si-e-alimenti-no-in-allattamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 07:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti si e alimento no gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Gozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quali alimenti preferire durante il periodo dell’allattamento? E quali, invece, è meglio evitare? &#160; L&#8217;allattamento, insieme alla gravidanza, è un periodo della vita della donna molto bello e particolare. E&#8217; estremamente importante prestare attenzione all&#8217;alimentazione e allo stile di vita in quanto tutto ciò che facciamo influenza direttamente la salute del bambino. L&#8217;allattamento al seno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24659" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_baby-1607552_640.jpg" alt="" width="640" height="426" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_baby-1607552_640.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/03/images_baby-1607552_640-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Quali alimenti preferire durante il periodo dell’allattamento? E quali, invece, è meglio evitare?</p>
<p>  <span id="more-24660"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24650" target="_blank" rel="noopener noreferrer">allattamento</a>, insieme alla gravidanza, è un periodo della vita della donna molto bello e particolare. E&#8217; estremamente importante prestare attenzione all&#8217;alimentazione e allo stile di vita in quanto tutto ciò che facciamo influenza direttamente la salute del bambino. L&#8217;allattamento al seno è il metodo migliore per nutrire il neonato durante i primi sei mesi di vita ed è ormai universalmente riconosciuto dalla comunità scientifica come estremamente vantaggioso sia nei confronti del bambino che della mamma. Infatti, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di estendere il periodo di allattamento, con le dovute integrazioni, fino al secondo anno di vita del bambino. Questo perché si va oltre l&#8217;aspetto nutrizionale e si guarda molto anche l&#8217;aspetto emotivo e psicologico sia della mamma che del bambino.</p>
<p>Detto questo, c&#8217;è da considerare anche che allattare al seno favorisce il corretto sviluppo del sistema immunitario del bambino, in quanto avviene un passaggio di anticorpi attraverso il latte materno. Inoltre, è stato ampiamente dimostrato come allattare al seno riduca l&#8217;incidenza di allergie alimentari nel bambino e comporti indubbi vantaggi anche alla mamma, mobilitando le riserve adipose accumulate durante la gravidanza, con conseguente perdita di peso, e riducendo l&#8217;incidenza di osteoporosi post-menopausale e tumori all&#8217;ovaio e alla mammella.</p>
<p>Per tutti questi motivi è bene incoraggiare l&#8217;allattamento al seno, prestando però molta attenzione ai cibi che si mangiano, in quanto li ritroveremo nel latte materno. Ad esempio l&#8217;insieme degli acidi grassi presenti nel latte riflette la composizione di acidi grassi della dieta materna.</p>
<p>Durante l&#8217;allattamento aumentano tutti i fabbisogni energetici e nutrizionali, più che nel periodo della gravidanza; è bene quindi incrementare quello energetico di 450-560 kcal/die rispetto al periodo pre-gestazionale, in modo da favorire anche la mobilitazione delle riserve energetiche di grasso accumulate durante la gravidanza.</p>
<p>Quali sono gli alimenti da preferire e quelli da evitare durante il periodo dell&#8217;allattamento?</p>
<p>E&#8217; indispensabile assumere alimenti proteici quali latte e latticini, ricchi tra l&#8217;altro di preziosi minerali e vitamine come calcio, fosforo e vitamina A. Considerate che l&#8217;apporto di calcio durante l&#8217;allattamento aumenta fino a 1200 mg/die e può essere soddisfatto da un consumo adeguato di latte e latticini. Da non dimenticare anche carne, pesce e uova, ricchi di acidi grassi, aminoacidi essenziali, ferro e alcune vitamine. Tra gli olii vegetali è necessario assumere l&#8217;Olio Extravergine d&#8217;Oliva a crudo, ricco di acidi grassi, vitamine liposolubili e composti fenolici. Infine, non devono mancare frutta, verdura, cereali integrali e legumi, ricchi di fibre, vitamine e minerali. Da non trascurare è l&#8217;apporto idrico giornaliero che deve essere adeguato in quanto circa l&#8217;80% del latte è composto da acqua. E&#8217; bene quindi assumere 2 litri di acqua al giorno, a basso residuo fisso e povera di nitrati (&lt;10 mg/l).</p>
<p>Preferire sempre metodi di cottura semplici (vapore, bollitura, etc.) rispetto a fritture e grigliature le quali sviluppano nell&#8217;alimento sostanze cancerogene. Limitare anche il consumo di spezie e aromi in quanto passando nel latte potrebbero renderlo sgradevole al neonato. Quindi, in relazione alle reazioni riscontrate nel <a href="benessere/bambini" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>bambino</strong></a>, è bene limitare l&#8217;utilizzo di aglio, cipolla, acciughe, asparagi, cavoli, curry, gorgonzola e formaggi dal sapore molto intenso.</p>
<p>Prestare molta attenzione anche al consumo di carni conservate, le quali sono ricche di nitrati e nitriti, tossici sia per la mamma che per il bambino se assunti in elevate quantità. Moderare l&#8217;uso di caffeina (massimo 3 caffè al giorno) e di alcool. Infine è indispensabile parlare degli alimenti che possono aumentare il rischio di allergie, specie se esiste una predisposizione familiare, come agrumi, frutta secca (arachidi in particolare), frutti di bosco, pomodori, latticini, crostacei e molluschi ed infine il cioccolato. Tutti questi alimenti andrebbero consumati con moderazione e qualora si riscontri nel bambino una reazione di gonfiore intestinale, diarrea ed eruzioni cutanee è bene escludere questi alimenti dalla dieta e consultare immediatamente il pediatra.</p>
<p>Prestando attenzione alla dieta in allattamento, possiamo garantire al nostro bambino un latte molto nutriente e completo ed evitare che esso assuma sostanze a lui dannose o sgradevoli, le quali comprometterebbero la normale fase di allattamento che, come detto all&#8217;inizio, è fondamentale per la salute della mamma e del bambino.</p>
<p><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Paolo Gozzo</strong></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia:</strong></span></p>
<p><a href="http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jspid=1926&amp;area=saluteBambino&amp;menu=alimentazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jspid=1926&amp;area=saluteBambino&amp;menu=alimentazione</a></p>
<p><a href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_3_allegato.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_3_allegato.pdf</a></p>
<p>Del Toma E. 2005. Prevenzione e Terapia Dietetica. Il Pensiero Scientifico Editore</p>
<p>LARN &#8211; Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana.</p>
<p>Revisione 2012- Società Italiana di Nutrizione Umana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
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