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	<title>padre &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>La fortuna di somigliare al proprio padre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 11:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio racconta che i figli cresciuti da madri single crescono più in salute se somigliano ai padri, visto che i padri, riconoscendosi, sono portati a passare più tempo con loro Rischia di sembrare una tesi davvero bizzarra quella secondo la quale i figli di genitori separati che vengono cresciuti dalle madri hanno un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-35746" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_padre.jpg" alt="" width="799" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_padre.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_padre-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_padre-768x481.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un nuovo studio racconta che i figli cresciuti da madri single crescono più in salute se somigliano ai padri, visto che i padri, riconoscendosi, sono portati a passare più tempo con loro</p>
<p>  <span id="more-35747"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Rischia di sembrare una tesi davvero bizzarra quella secondo la quale i figli di genitori separati che vengono cresciuti dalle madri hanno un beneficio nella loro salute se hanno la «fortuna» di avere un aspetto simile a quello dei loro padri, eppure è questo quello che hanno spiegato gli scienziati che hanno fatto studi in merito: i bambini che assomigliano ai papà hanno maggiori probabilità di passare tempo con loro, traendo un giovamento che incide positivamente sulla loro salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0167629616303666" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato sulla rivista «Journal of Health Economics», ha incluso 715 madri single e i loro bambini: i ricercatori hanno scoperto che i neonati che assomigliavano al padre alla nascita risultavano più sani degli altri quando avevano 1 anno – i padri di quei bambini, infatti, trascorrevano in media 2,5 giorni in più al mese con i loro bambini rispetto agli altri padri.<br />Di fatto, i padri che percepiscono una somiglianza con un bambino con cui non vivono e con cui non hanno un senso quotidiano di famiglia sono più facilitati a sentire che quel figlio sia loro e quindi più invogliati a trascorrere del tempo con lui. E questo comporta dei benefici in termini di salute del bambino poiché, come hanno spiegato i ricercatori in un comunicato stampa, «le visite frequenti del padre consentono un maggiore periodo di genitorialità per l&#8217;assistenza, la supervisione e la raccolta di informazioni sulla salute dei bambini e sulle esigenze economiche».</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati suggeriscono la necessità di politiche per incoraggiare i padri che non vivono con i propri figli a trascorrere maggiore tempo con loro e la speranza è che già leggendo questo studio i padri in situazioni simili abbiano qualcosa su cui riflettere.</p>
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		<title>Tumore ovarico tramandato dai padri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 09:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[ereditarietà]]></category>
		<category><![CDATA[genetica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo legame genetico rivela che gli uomini possono essere portatori del gene che causa il cancro ovarico alle donne Un nuovo studio, recentemente pubblicato sulla rivista «PLOS Genetics», segna la scoperta di un collegamento mai precedentemente riconosciuto tra il cancro ovarico e un gene sul cromosoma X, rivelando che i geni di un padre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35698" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Tumoreovarico.jpg" alt="" width="799" height="495" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Tumoreovarico.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Tumoreovarico-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Tumoreovarico-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un nuovo legame genetico rivela che gli uomini possono essere portatori del gene che causa il cancro ovarico alle donne</p>
<p>  <span id="more-35699"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio, recentemente pubblicato sulla rivista «<a href="http://journals.plos.org/plosgenetics/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PLOS Genetics</a>», segna la scoperta di un collegamento mai precedentemente riconosciuto tra il cancro ovarico e un gene sul cromosoma X, rivelando che i geni di un padre svolgono un ruolo importante nel rischio di cancro ovarico di una donna. Questa ricerca potrebbe cambiare il modo in cui i medici cercano e trattano uno dei tipi più letali di cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gene, chiamato MAGEC3, è ancora sotto indagine da parte degli scienziati, anche perché, a quanto pare, una versione «normale» di questo gene, in realtà, è protettiva contro la formazione dei tumori; mentre le sue mutazioni possono provocare la crescita incontrollata e la riproduzione delle cellule, portando al cancro.<br />Il cancro ovarico è una malattia davvero molto importante: nel 2015, ci sono stati circa 1,5 milioni di casi in tutto il mondo e oltre 161.000 morti, facendolo diventare così l&#8217;ottava causa di morte per cancro. È un tumore silenzioso, difficile da rilevare e da prevedere – hanno detto gli scienziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha identificato il gene confrontando più di 3.000 coppie di nonna/nipote dal <a href="http://ovariancancer.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Familial Ovarian Cancer Registry</a>&nbsp;del Roswell Park Cancer Institute di Buffalo, New York – che contiene oltre 50.000 partecipanti provenienti da oltre 2.600 famiglie con una storia di cancro ovarico.<br />Gli scienziati hanno teorizzato che, poiché le donne hanno due cromosomi X e gli uomini ne hanno solo uno, un gene mutato sul cromosoma X sarebbe condiviso il doppio delle volte tra le coppie di nonna/nipote paterne rispetto a quelle materne. Hanno scoperto che le donne le cui nonne paterne avevano il cancro alle ovaie avevano il doppio delle probabilità di sviluppare il cancro ovarico rispetto a quelle che avevano le nonne materne affette da tale tumore – mantenendo coerenza con la teoria che il gene responsabile era sul cromosoma X.<br />Complessivamente, il 28,4% delle nipoti nelle coppie paterne ha sviluppato il cancro ovarico, rispetto al 13,9% delle nipoti nelle coppie materne.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Anoressia o bulimia? Tutta colpa del papà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 13:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio mette in evidenza come i disturbi dell&#8217;alimentazione possano essere correlati al ruolo del padre nella vita della figlia   Anoressia o bulimia? Colpa del cattivo rapporto padre-figlia. Ad evidenziarlo è una ricerca australiana, che ha esaminato un campione di donne diagnosticate con disturbi di alimentazione, sulla percezione del proprio padre. Lo studio è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-28406" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_No_anoressia-16450-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Uno studio mette in evidenza come i disturbi dell&#8217;alimentazione possano essere correlati al ruolo del padre nella vita della figlia</p>
<p>  <span id="more-28407"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=16693"> Anoressia o bulimia</a>? Colpa del cattivo rapporto padre-figlia. Ad evidenziarlo è una ricerca australiana, che ha esaminato un campione di donne diagnosticate con disturbi di alimentazione, sulla percezione del proprio padre. Lo studio è stato presentato ieri all&#8217;International Mental Health Conference a Surfers Paradise, dallo psicologo John Toussaint della Charles Sturt University.</p>
<p align="LEFT">Una soluzione a tutto questo? Non è semplice, ma nemmeno qualcosa di così difficile. Si chiede, infatti, ai padri di presentare alle figlie modelli di ruolo &#8216;body positive&#8217;.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">Nello specifico, lo studio ha messo in evidenza che il 42% delle pazienti fra 37 e 55 anni aveva un padre iperprotettivo, mentre il 36% aveva un padre &#8216;distante&#8217;. Una paziente su cinque, invece, aveva padri che descriveva come genitori amorevoli. La ricerca ha portato alla luce quindi il legame fra il senso di rifiuto dal padre e le donne che combattono per essere magre e soffrono di bulimia. Chi soffre di anoressia, invece, sostiene la presenza di un padre intrusivo e troppo protettivo.</p>
<p align="LEFT">gc</p>
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		<title>Un padre alcolizzato influenza DNA figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 14:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<category><![CDATA[padre alcolizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato dimostrato che l&#8217;alcol influenza il Dna paterno incidendo negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino   Bere (tanto, troppo) alcool durante il periodo di ‘ricerca’ di un figlio potrebbe incidere sullo sviluppo del feto. A lanciare l’allarme è un esperimento condotto dall&#8217;Ibcn-Cnr in collaborazione con il Centro di riferimento alcologico della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26257" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_download__2_-15365-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">È stato dimostrato che l&#8217;alcol influenza il Dna paterno incidendo negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino</p>
<p>  <span id="more-26258"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Bere (tanto, troppo) alcool durante il periodo di ‘ricerca’ di un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25906" target="_blank" rel="noopener noreferrer">figlio</a> potrebbe incidere sullo sviluppo del feto. A lanciare l’allarme è un esperimento condotto dall&#8217;Ibcn-Cnr in collaborazione con il Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio, che rivela per la prima volta che l&#8217;alcol influenza il Dna paterno incidendo negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino.</p>
<p class="MsoNormal">‘Secondo i dati del nostro esperimento l&#8217;esposizione paterna prenatale ad alcol è in grado di influenzare lo sviluppo dei piccoli e in particolare il corretto funzionamento delle cellule del sistema nervoso centrale’, ha affermato Marco Fiore, ricercatore dell&#8217;Ibcn-Cnr e coordinatore dello studio insieme al collega d&#8217;Istituto Roberto Coccurello.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘In particolare, l&#8217;alcol inciderebbe sul fattore Ngf, scoperto da <a href="http://it.yhs4.search.yahoo.com/yhs/search?hspart=iry&amp;hsimp=yhs-fullyhosted_003&amp;type=spd_wnzp01_14_29_ff&amp;param1=1&amp;param2=cd%3D2XzuyEtN2Y1L1QzuyBtDyBtC0B0CtC0DyDzy0BtDtCtC0AtAtN0D0Tzu0SzytByDtN1L2XzutBtFtBtCtFtCtCtFtDtN1L1CzutCyEtBzytDyD1V1StN1L1G1B1V1N2Y1L1Qzu2SyC0BtDyB0DtCyEtDtGyC0AtAtCtG0F0A0AtCtGtA0CzzzytGtB0EyE0A0CyDtAyB0ByD0CyE2QtN1M1F1B2Z1V1N2Y1L1Qzu2SyB0DtDyB0BtDyC0DtG0B0FtByCtGtCyD0D0CtGtDyE0F0AtGtD0EyB0CtAtBtCyEtD0D0CyB2Q%26cr%3D582996225%26a%3Dspd_wnzp01_14_29_ff%26uref%3Dg4%26f%3D2%26cat%3Dweb%26sid%3Dd59a1d42b9cd2728382d5c3124609b7b%26sesid%3D694861e71c641644bddb9fc3591eec79%26ip%3D95.226.92.231%26b%3DChrome%26bv%3D42.0.2311.152%26os%3DWindows%2B7%26pa%3Dspeedial&amp;p=Rita+Levi+Montalcini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rita Levi Montalcini</a> più di cinquant&#8217;anni anni fa e che le è valso il premio Nobel per la medicina nel 1986, elemento chiave per la sopravvivenza e la funzionalità di diverse popolazioni cellulari neuronali e non neuronali, e sul Bdnf, coinvolto prevalentemente nella fisiopatologia cerebrale. Questi due fattori assieme costituiscono degli indicatori chiave del danno indotto dall&#8217;intossicazione da alcol’. Ma come mai? ‘Sicuramente l&#8217;alcol influenza il Dna paterno: direttamente tramite mutazioni, &#8211; precisa Fiore &#8211; oppure indirettamente tramite meccanismi epigenetici. Sono aspetti ancora in fase di studio’.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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