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	<title>ownership &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Senza filtri: dall’America le ragioni del successo dello smart working</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 18:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina | Le energie del saper vivere]]></category>
		<category><![CDATA[accountability]]></category>
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					<description><![CDATA[Conosci la differenza tra accountability e ownership? La pandemia globale di Covid-19 ha costretto la maggior parte di noi a cambiare il nostro modo di lavorare. Siamo stati costretti, con piacere o a malincuore, a lavorare da casa quando possibile. Certo, i primi giorni sono stati duri per molti. Problemi di logistica, dall’adattarsi a lavorare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62313" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/work-5071612_1280.jpg" alt="smart working" width="799" height="474" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/work-5071612_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/work-5071612_1280-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/work-5071612_1280-768x456.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Conosci la differenza tra accountability e ownership?</h3>
<p><span id="more-62306"></span></p>
<p>La pandemia globale di Covid-19 ha costretto la maggior parte di noi a cambiare il nostro modo di lavorare. <strong>Siamo stati costretti, con piacere o a malincuore, a lavorare da casa quando possibile</strong>. Certo, i primi giorni sono stati duri per molti.</p>
<p>Problemi di logistica, dall’adattarsi a lavorare sul piccolo schermo del portatile al non poter stampare liberamente le centinaia di pagine a cui eravamo abituati in ufficio, oppure quella sedia scomoda della cucina che nulla aveva a che vedere con quella basculante dell’ufficio, per non parlare di quella maledetta connessione lenta da casa che spesso complicava le frequenti teleconferenze.</p>
<p>Ma anche <strong>barcamenarsi tra il lavoro e la funzione di babysitter/insegnante a domicilio</strong>, che concedeva poca concentrazione e richiedeva sforzi di memoria immani, per ricordare delle semplicissime cose da scuola elementare che però oggi, a distanza di 40 anni, mi sembravano più difficili delle lezioni del mio master in amministrazione d’impresa.</p>
<p>Ricordo ancora quel giorno in cui mia figlia mi disse: “papà oggi voglio lavorare con te, mettimi una scrivania affianco alla tua e studio mentre tu lavori”. In meno di due secondi avevo realizzato che non avrei concluso nulla di produttivo quel giorno. Già vi vedo sghignazzare mentre ricordate che qualcosa di simile è capitato anche a voi.</p>
<p><strong>Eppure, dopo i problemi iniziali di adattamento</strong>, in molti hanno cominciato a trovarsi bene in quella nuova dimensione casalinga, diventando, in molti casi, anche più produttivi.</p>
<p>Non sono pochi, infatti, i capi ufficio che hanno dovuto ricredersi sul loro scetticismo del lavoro da remoto, o smart working come lo chiamano in molti, ammettendo che la nuova “normalità’” in effetti portava dei vantaggi.</p>
<h4>Molte aziende hanno analizzato la situazione solo da un punto di vista economico.</h4>
<p>Pur avendo notato le buone performance da casa, l’interesse è caduto sul fatto che l’ufficio risparmiava di corrente, telefonia, pulizie, mensa dove disponibile, e consumabili (carta per stampante, toner etc.), cominciando a valutare l’opzione di adattarsi a questa nuova modalità. Poche aziende, però, quelle con visioni più lungimiranti, hanno carpito il vero vantaggio.</p>
<h4><strong>Lo smart working è vero che produce minori costi, ma stimola i dipendenti ad essere più performanti, a lavorare e rendere di più</strong>.</h4>
<p><strong>Qui negli Stati Uniti</strong>, dove vivo e lavoro, ha fatto notizia <strong>l’iniziativa di Google</strong>, che addirittura ha scelto di incentivare lo smart working, garantendo ai dipendenti una somma, mille dollari, da spendere per attrezzare al meglio la postazione di lavoro domestica.</p>
<p><strong>Di recente ho svolto diverse ricerche, per alcune aziende americane, sullo stato d’animo dei dipendenti costretti a casa dal lockdown</strong>. La maggior parte dei dipendenti esprimeva una crescente soddisfazione nel lavorare da casa, potendo eliminare i tempi di spostamento da e per il luogo di lavoro e gestendo il proprio tempo in maniera diversa.</p>
<p>In effetti anche i dirigenti, che mi avevano commissionato il lavoro, confermavano il buon andamento dell’azienda nonostante il periodo contingente.</p>
<h4><strong>Ma perché’ nonostante le avversità i dipendenti rendevano di più lavorando da casa? </strong></h4>
<p><strong> </strong>Da un punto di vista manageriale la spiegazione è semplice. La gestione del personale può avvenire mediante due semplici metodi.</p>
<p>Qui <strong>negli USA vengono definiti ‘accountability” e “ownership”.</strong></p>
<p>La maggior parte dei managers scelgono un <strong>approccio basato sull’accountability</strong>.</p>
<p>Accountable, in inglese, significa <strong>rendere conto a qualcuno delle proprie azioni.</strong> Seguendo questa dottrina, l’operato del dipendente deve essere sempre misurabile e controllabile, per poter permettere al proprio superiore di poterne verificare l’efficienza.</p>
<p>Di contrasto, la <strong>dottrina dell’ownership </strong>(possesso) prevede che il dipendente abbia pieno possesso del proprio operato, determinandone priorità e modalità.</p>
<h4><strong>Dunque, quali sono le differenze e quali sono le correlazioni con il lavorare da casa o in ufficio?</strong></h4>
<p>Quando si lavora in ufficio, la maggior parte dei dipendenti non cerca motivazioni, ma mira a soddisfare le aspettative del proprio capo più che soddisfare le proprie. Molti capi e datori di lavoro credono che tenere i dipendenti “accountable”, fa sì che loro siano produttivi, in quanto controllabili, senza capire che in molti casi la loro motivazione diventa esclusivamente quella di soddisfare il capo dipartimento o capo azienda, dando vita ad una generazione di yes men.</p>
<p>Troppo spesso si evita di dire ai dipendenti: <em>own the project</em>, sentilo tuo.</p>
<p><strong>Dare la facoltà al dipendente di sentire il lavoro proprio, gestirlo come meglio si crede, fa si che ci sia la motivazione nel concluderlo al meglio</strong>, come se fosse un successo proprio, aumentando il senso di appartenenza all&#8217;azienda, più che al capo.</p>
<p>C’è una vignetta che gira da molti anni su internet, molto esplicativa, che raffigura un “boss”, posizionato dietro i dipendenti, che impartisce loro ordini, messa a confronto con un “leader” che, posizionato davanti i dipendenti, insegna loro come svolgere il lavoro, mettendosi per primo in gioco.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62310" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/vignetta.png" alt="smart working" width="720" height="711" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/vignetta.png 720w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/vignetta-300x296.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/vignetta-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>La pandemia, dunque, non ha solo costretto i dipendenti a lavorare da casa, ma ha costretto anche i loro superiori ad applicare la dottrina dell’ownership, forzandoli a fidarsi dei propri dipendenti e della loro gestione.</p>
<h4>Molte persone hanno così potuto scoprire proprie qualità manageriali che mai, o raramente, avevano potuto esprimere in ufficio.</h4>
<p>Dunque, <strong>la vera rivoluzione copernicana</strong> non <strong>sta</strong> nelle cose materiali, luoghi, mezzi di lavoro, prodotti, che la pandemia ha costretto al cambiamento. Ma <strong>nel fattore umano</strong> di dipendenti che hanno scoperto di avere qualità gestionali e managers che hanno scoperto di dover essere leaders più che boss.</p>
<p>Anche se in modo del tutto casuale, questa pandemia sta forzando le aziende a creare quella che io chiamo Branded Employee Experience, dove l’esperienza del dipendente finalmente comincia a coincidere con quella del proprio management e della propria azienda, sovrapponendo il successo personale con quello del marchio aziendale.</p>
<h4><strong>I valori del dipendente finalmente cominciano a trasferirsi pian piano nel marchio aziendale e viceversa</strong>.</h4>
<p>Come al solito le aziende più innovative e lungimiranti, come Google, sono quelle che per prime hanno intuito la rivoluzione e i benefici dello smart working, che pian piano diventerà la nuova normalità per molte aziende.</p>
<p><strong><em>Marcello Sasso<br />
</em></strong><strong>Vice President – Aimpoint Research</strong></p>
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