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	<title>orsi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Nuove regole di caccia in Alaska mettono in pericolo i cuccioli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2020 06:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Alaska]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
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		<category><![CDATA[orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un passo indietro amministrativo concede ai cacciatori dell&#8217;Alaska di poter uccidere cuccioli di orso, lupo e coyote Il National Park Service e il Fish and Wildlife Service degli Stati Uniti stanno allentando le regole di caccia su alcune delle riserve nazionali dell&#8217;Alaska e al Kenai National Wildlife Refuge. Una mossa questa che, da una parte, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60655" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/wolf-4606739_1280.jpg" alt="cuccioli" width="800" height="446" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/wolf-4606739_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/wolf-4606739_1280-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/wolf-4606739_1280-768x428.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Un passo indietro amministrativo concede ai cacciatori dell&#8217;Alaska di poter uccidere cuccioli di orso, lupo e coyote</h3>
<p><span id="more-60654"></span></p>
<p>Il <a href="https://www.nps.gov/index.htm" target="_blank" rel="noopener">National Park Service</a> e il <a href="https://www.fws.gov/" target="_blank" rel="noopener">Fish and Wildlife Service</a> degli Stati Uniti stanno allentando le regole di caccia su alcune delle riserve nazionali dell&#8217;Alaska e al <a href="https://www.fws.gov/refuge/kenai/" target="_blank" rel="noopener">Kenai National Wildlife Refuge</a>.</p>
<p>Una mossa questa che, da una parte, ha fatto arrabbiare molti gruppi di animalisti e conservatori ,che hanno criticato queste nuove regole definendole come crudeli ed estreme; mentre, dall&#8217;altra, <strong>hanno entusiasmato molti leader, molti cacciatori e molti membri di comunità tribali che hanno sostenuto con gioia questi cambiamenti</strong>, ricordando che le precedenti limitazioni avevano minacciato le loro pratiche di gestione sostenibile della fauna che funzionavano da secoli.</p>
<h4>In ogni caso, ci troviamo di fronte a un grande passo indietro, che riporta i divieti di caccia e di cattura nelle conserve nazionali a quelli che erano nel 2015.</h4>
<p><strong>Le nuove regole consentiranno ai cacciatori di usare luci artificiali per attirare fuori dalle tane gli orsi neri</strong>, compresi i cuccioli e le madri, e <strong>potranno anche uccidere lupi e coyote</strong>, sia adulti che cuccioli – e non solo.</p>
<p><strong>Renderanno possibile uccidere anche le renne</strong>, perfino quando queste sono in acqua, permettendo ai cacciatori di farlo da sopra le barche a motore.</p>
<p>«Queste pratiche sarebbero consentite solo nelle riserve nazionali, laddove autorizzate dallo stato dell&#8217;Alaska», ha detto all&#8217;<a href="https://www.adn.com/alaska-news/2020/05/21/trump-administration-moves-to-ease-rules-for-hunting-bears-and-wolves-on-federal-lands-in-alaska/" target="_blank" rel="noopener"><em>Anchorage Daily News</em></a> Peter Christian, portavoce del National Park Service – che gestisce dieci riserve dello stato.</p>
<p>Il che vuol dire che le nuove leggi non influenzeranno i parchi nazionali dell&#8217;Alaska.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le femmine di orso bruno usano la legge per difendersi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-femmine-di-orso-bruno-usano-la-legge-per-difendersi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 08:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricerca ha raccontato che, in Svezia, gli orsi hanno trovato una scappatoia nelle leggi sulla caccia e la stanno usando per proteggere se stessi e i loro cuccioli Essere un orso bruno&#160;in Svezia non è facile: la bellezza dei luoghi e la magia dell&#8217;ambiente non li salvano dall&#8217;essere una specie pesantemente cacciata. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36061" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_orsettiecaccia.jpg" alt="" width="798" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_orsettiecaccia.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_orsettiecaccia-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_orsettiecaccia-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Una nuova ricerca ha raccontato che, in Svezia, gli orsi hanno trovato una scappatoia nelle leggi sulla caccia e la stanno usando per proteggere se stessi e i loro cuccioli</p>
<p>  <span id="more-36062"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Essere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ursus_arctos" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un orso bruno</a>&nbsp;in Svezia non è facile: la bellezza dei luoghi e la magia dell&#8217;ambiente non li salvano dall&#8217;essere una specie pesantemente cacciata. Un secolo fa, la specie stava scomparendo nella penisola – erano rimasti meno di 150 orsi bruni – ma sono state adottate delle misure protettive che hanno permesso alla popolazione di crescere – ora siamo a circa 3.000 esemplari.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Passato il pericolo, però, si sono abbassati anche i controlli, quindi i requisiti di caccia non sono molto rigorosi e chiunque può cacciare senza che gli venga richiesta una licenza specifica. Grazie a una stagione di caccia che inizia a fine agosto e finisce a metà ottobre, tra il 2010 e il 2014, sono stati uccisi circa 300 orsi all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica vera protezione legislativa è quella che vieta di sparare alle madri con cuccioli al seguito e, a quanto riferisce un team di ricercatori internazionali che ha trascorso decenni a studiare gli orsi bruni, gli animali lo hanno notato e sembrano aver capito come sfruttare questa scappatoia. </p>
<p style="text-align: justify;">Nel <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-018-03506-3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">loro studio</a>, pubblicato sulla rivista «Nature Communications», i ricercatori hanno concluso che le femmine sembrano aver imparato a proteggersi restando molto a lungo con i loro cuccioli – alcune mamme orse hanno prolungato il loro tempo di rimanenza con i figli dai 18 mesi che erano a 30, facendo aumentare i tassi di sopravvivenza sia per loro che per la loro prole. E così, tra il 2005 e il 2015, il numero di madri che tenevano i loro piccoli con loro per un anno in più è aumentato dal 7 al 36%.<br />E brave le mamme orse, allora!</p>
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		<title>19 milioni di sfollati a causa dei cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/19-milioni-di-sfollati-a-causa-dei-cambiamenti-climatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 13:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[orsi bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini]]></category>
		<category><![CDATA[Riscalamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il WWF lancia l&#8217;allarme: l&#8217;emergenza è per tutti, non solo pinguini e orsi bianchi Non sono in pericolo solo i pinguini e gli orsi polari: i cambiamenti climatici metteranno a rischio tutti gli equilibri del pianeta. Lo ribasisce il WWF che ha lanciato la campagna &#8216;Save the Climate, Save the Humans&#8216; Secondo l&#8217;Internal Displacement Monitoring [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-28699" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_Global_warming-16593-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il WWF lancia l&#8217;allarme: l&#8217;emergenza è per tutti, non solo pinguini e orsi bianchi</p>
<p>  <span id="more-28700"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Non sono in pericolo solo i pinguini e gli orsi polari: i cambiamenti climatici metteranno a rischio tutti gli equilibri del pianeta. Lo ribasisce il WWF che ha lanciato la campagna &#8216;</span><a href="http://www.wwf.it/clima.cfm" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Save the Climate, Save the Humans</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo l&#8217;Internal Displacement Monitoring Centre i rifugiati ambientali, costretti a spostarsi a causa di disastri naturali sono stati nel mondo oltre 19 milioni nel 2014. E questo numero è destinato a crescere a causa degli eventi estremi legati al golbal warming:  siccità, alluvioni, desertificazione, innalzamento del livello dei mari, fusione dei ghiacci ecc.</span></p>
<p>Il WWF lancia l&#8217;allarme: &#8216;Se le temperature del globo si alzeranno anche solo di 2°C l’Antartico potrebbe perdere il 75% dei pinguini di Adelia. Senza ghiaccio, che sta scomparendo a ritmi vertiginosi nel Polo nord, nel 2050 i due terzi degli orsi polari esistenti potrebbero scomparire per sempre.&#8217;</p>
<p>La conferenza sul clima di Parigi deve essere un momento di cambiamento con l&#8217;obiettivo di limitare il riscaldamento globale sotto 1.5-2 gradi. Continuando ai ritmi odierni rischiamo un aumento della temperatura dei 4.6 gradi.</p>
<p>Tra i combustibili più inquinanti c&#8217;è il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25357" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carbone </a>e il WWF chiede al presidente del Consiglio Renzi &#8216;un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe precise e standard ambientali davvero efficaci che impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2.&#8217; </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambiamenti climatici: gli orsi mangiano i delfini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 15:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[I cambiamenti climatici hanno fatto incontrare per la prima volta delfini e orsi polari, con conseguenze tragiche per i primi   I cambiamenti climatici portano allo scioglimento dei ghiacci, al riscaldamento degli oceani e al cambio di abitudini alimentari. Sì, proprio così. Secondo uno studio norvegese, il riscaldamento globale ha fatto incontrare per la prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26859" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_Orsi_polari_18_892x406-15668-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I cambiamenti climatici hanno fatto incontrare per la prima volta delfini e orsi polari, con conseguenze tragiche per i primi</span></span></p>
<p>  <span id="more-26860"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25732" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a> portano allo scioglimento dei ghiacci, al riscaldamento degli oceani e al cambio di abitudini alimentari. Sì, proprio così. Secondo uno studio norvegese, il riscaldamento globale ha fatto incontrare per la prima volta <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22679" target="_blank" rel="noopener noreferrer">delfini</a> e orsi polari, con conseguenze tragiche per i primi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Nell&#8217;aprile 2014, come viene spiegato su Polar Research, nelle acque delle Isole Svalbard i ricercatori hanno osservato un orso che divorava carcasse di delfini lagenorinco rostrobianco, un mammifero che solitamente vive in questo arcipelago del mare Glaciale Artico nei mesi estivi, ma non durante l&#8217;inverno o la primavera, quando il mare è ricoperto di ghiacci. I delfini sono stati spinti a trovare acque più fresche fin da aprile a causa del clima anomalo. Una brusca ondata di freddo, però, avrebbe poi ricongelato queste acque, intrappolando i delfini nei ghiacci, rendendoli prede per gli orsi. Secondo i ricercatori, i mammiferi marini sarebbero stati attaccati dagli orsi quando uscivano in superficie per respirare da una piccola apertura tra i ghiacci.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Non solo questo. I ricercatori hanno anche sottolineato che l&#8217;orso, dopo aver mangiato il delfino, ha seppellito gli avanzi sotto i ghiacci, forse per scarsità di cibo. L&#8217;orso, sostengono gli studiosi, potrebbe aver cercato di nascondere la carcassa ad altri predatori per mangiarla anche nei giorni seguenti. &#8216;Il riscaldamento dell&#8217;Artico &#8211; avvertono i ricercatori &#8211; sta cambiando in modo significativo l&#8217;ecosistema e le relazioni tra le specie&#8217;. </span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Grandi cucciolate di orsi in Trentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2015 15:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cuccioli orsi]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[trentino]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi inquilini per i boschi del Trentino: il 2015 ha regalato nuove cucciolate di orsi   Un anno felice per gli orsi del Trentino: il 2015 ha regalato sette nuove cucciolate monitorate dai forestali nel Gruppo di Brenta e della Paganella, per un totale di 12-13 cuccioli. I piccoli ora hanno circa 4 mesi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26407" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_cuccioli_orso-15440-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Nuovi inquilini per i boschi del Trentino: il 2015 ha regalato nuove cucciolate di orsi</p>
<p>  <span id="more-26408"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Un anno felice per gli orsi del Trentino: il 2015 ha regalato sette nuove cucciolate monitorate dai forestali nel Gruppo di Brenta e della Paganella, per un totale di 12-13 cuccioli. I piccoli ora hanno circa 4 mesi di età e pesano pochi chilogrammi.</p>
<p>Cosa fare se qualcuno avvista i cuccioli? Regola fondamentale è quella di non avvicinare madre e cuccioli e limitarsi ad osservarli a distanza. Allontanarsi, lentamente, invece, nel caso in cui gli orsi siano vicini: la madre potrebbe assumere un atteggiamento aggressivo se ritiene che la distanza sia &#8216;pericolosa&#8217; per i cuccioli.</p>
<p> </p>
<p>Ricordiamo, per maggiore chiarezza, che è assolutamente inopportuno, fortemente dannoso per gli animali e vietato dalla legge, come ha sottolineato la Provincia di Trento, molestare la fauna selvatica seguendola in auto, fornendole cibo per attirarla o semplicemente per alimentarla.</p>
<p>gc </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Uomini e orsi: una convivenza possibile. Video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 16:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[conviventra tra uomini e orsi]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ultimi fatti di cronaca hanno richiamato all’attenzione la problematica della conviventa tra orso e uomo. Ma è veramente un problema? Video   C’era una volta un uomo. E c’era una volta un orso. Da sempre i due hanno condiviso spazi e risorse, poi un giorno… La convivenza tra uomini ed orsi, oggi, sembra impossibile, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24451" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_images-14466-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Gli ultimi fatti di cronaca hanno richiamato all’attenzione la problematica della conviventa tra orso e uomo. Ma è veramente un problema? Video</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-24452"></span>  </p>
<p>C’era una volta un uomo. E c’era una volta un orso. Da sempre i due hanno condiviso spazi e risorse, poi un giorno…</p>
<p>La convivenza tra uomini ed orsi, oggi, sembra impossibile, soprattutto se parliamo di orso marsicano, eppure la cultura di quasi tutti i territori montani è intrisa di aspetti legati a questa specie ed a quello che, quasi sempre nel bene, ha rappresentato e rappresenta per le persone.</p>
<p>L’orso bruno marsicano, popolazione relitta dell’Appennino centrale, classificata come una sottospecie dell’orso bruno europeo, di cui si contano circa 50 esemplari, vive in particolare tra le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.</p>
<p>Proprio in quest’area dell’Italia centrale, a poche ore di auto da grandi città come Roma e Napoli, l’uomo è riuscito in un’impresa rara per l’Europa occidentale, dove l’orso è stato perseguitato e portato all’estinzione con l’unica eccezione di un’area nel nord della Spagna, molto simile per caratteristiche ambientali  e culturali all’Appennino abruzzese-molisano. Su queste montagne l’uomo e l’orso si sono coevoluti, imparando a rispettarsi nonostante le “normali” storie di uccisioni che, ovviamente, hanno sempre visto l’orso soccombere ai colpi di fucile o delle potenti tagliole.</p>
<p>Le decimazione dell’orso marsicano fu possibile fino all’inizio del ‘900, quando l’orso venne protetto con l’istituzione del Parco d’Abruzzo ed escluso dagli elenchi delle specie cosiddette nocive, come ad esempio il lupo, nei cui confronti la persecuzione è andata avanti fino alla seconda metà degli anni ’70.</p>
<p>Tra le alterne vicende politiche e sociali italiane, l’orso è arrivato fino agli anni ’80, cioè al turismo di massa, alla montagna vista quasi esclusivamente come luogo di ricreazione, dove i pastori erano più rari degli orsi e nessuno aveva fatto i conti con stime di popolazione poco coerenti con la realtà dei fatti, ovvero le poche decine di esemplari che hanno portato la IUCN &#8211; International Union for Conservation of Nature, a considerare la popolazione ad alto rischio di estinzione.</p>
<p>Ed è stato allora che la coevoluzione uomo-orso e l’azione di tutela posta in essere nell’area protetta dalla Forestale hanno fatto la differenza per provare ad assicurare un futuro alla specie, facendo leva non solo su norme vecchie e nuove, tra cui quelle imposte dalla comunità internazionale, ma anche sulla cultura di chi il territorio lo vive e non teme l’orso, nemmeno quando uno dei cinquanta esemplari entra in paese per mangiare polli, mele ed insalata.</p>
<p> </p>
<p>Scanno, come altri paesi dell’area frequentata dagli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20990" target="_blank" rel="noopener noreferrer">orsi marsicani</a>, è un grande esempio di tolleranza verso Tata Urz’, Nonno orso, come viene spesso chiamato dai vecchi pastori, anche grazie all’azione costante e quotidiana dei Forestali come Maurizio Carfagnini, che per oltre vent’anni hanno seguito le vicende degli orsi, sensibilizzando il territorio e riaffermando quella cultura di convivenza che purtroppo, anche a pochi chilometri di distanza, è stata messa in discussione  dal gesto sconsiderato di chi, per poche galline, ne ha ucciso uno.</p>
<p>Il<a href="http://www1.adnkronos.com/servizi/Gemma.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> documentario</a> realizzato dal Corpo forestale dello Stato e dall’Agenzia Stampa Adnkronos illustra proprio questa realtà. Per realizzarlo è stata impiegata una forma filmica propria delle realtà cinematografiche. La troupe che ha realizzato le riprese e il personale che ha realizzato il prodotto finale provengono dall’ambiente cinematografico, con strumenti e metodi propri del mondo del grande schermo. Ciò ha fatto sì che il mondo giornalistico e quello dell’entertainment si avvicinassero con un unico ed innovativo scopo: trasmettere i fatti e le notizie attraverso non soltanto la correttezza e l’obiettività dell’esposizione, ma anche attraverso le emozioni che la forza delle immagini può suscitare grazie al mezzo filmico. È per questi motivi che il documentario si presenta come un prodotto innovativo in cui non si fa del semplice “Infotainment” ma si ricerca la giusta sinergia tra giornalismo ed entertainment. </p>
<p>gc</p>
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		<title>Un censimento degli orsi polari</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 07:36:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[orsi polari]]></category>
		<category><![CDATA[orsi polari a rischio]]></category>
		<category><![CDATA[salviamo orsi polari]]></category>
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					<description><![CDATA[La Russia prova a censire gli orsi polari: esperti preoccupati per la specie. I cambiamenti climatici ne minacciano sopravvivenza Tempo di censimento per gli orsi polari: ad agosto 2015 nell’Artico russo è in programma la rilevazione degli orsi. L’ultima risale a 2004, quando la popolazione era di 3000 animali. Purtroppo la situazione potrebbe essere drasticamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22438" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th__1_-13442-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La Russia prova a censire gli orsi polari: esperti preoccupati per la specie. I cambiamenti climatici ne minacciano sopravvivenza</p>
<p>  <span id="more-22439"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">Tempo di censimento per gli </span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15769" style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;"><strong>orsi polari</strong></a><span style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">: ad agosto 2015 nell’Artico russo è in programma la rilevazione degli orsi. L’ultima risale a 2004, quando la popolazione era di 3000 animali. Purtroppo la situazione potrebbe essere drasticamente cambiata a causa dei cambiamenti climatici: le alte temperature hanno influenzato la vita degli ghiacci e cambiato l’habitat delle prede, che spesso migrano verso altre zone.</span></p>
<p class="MsoNormal"> A testimoniare quanto sia in pericolo la vita degli orsi è anche uno studio di metà novembre in cui si sottolineava che  che la popolazione del sud del Mare di Beaufort, nell&#8217;Oceano Artico, è diminuita del 40% in 10 anni. Mentre una nuova ricerca, pubblicata su Plos One, aveva tracciato una proiezione dell&#8217;habitat dell&#8217;orso polare nell&#8217;arcipelago dell&#8217;Artico canadese fino al 2100, evidenziando che entro quella data la sopravvivenza dell&#8217;orso polare potrebbe essere a rischio.</p>
<p class="MsoNormal">Se i cambiamenti climatici non dovessero trovare freno le conseguenze potrebbero essere devastanti per la popolazione degli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11312"><strong>orsi polari</strong></a>: non solo esiste la possibilità della morte di un numero importante di orsi più anziani, ma anche i cuccioli potrebbero essere esposti ad un alto tasso di mortalità, soprattutto a causa della fame.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Life Arctos: il progetto per salvare gli orsi bruni in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2014 14:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Life Arctos ha ridotto dell&#8217;80% le denunce degli agricoltori e allevatori italiani per i danni causati dagli orsi bruni, tutelando l’incolumita&#8217; della specie Un progetto che ha ridotto dell’80% le denunce degli agricoltori e allevatori italiani per i danni causati dagli orsi bruni, tutelando l’incolumità della specie. Stiamo parlando di ‘Life Arctos’, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17701" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_ambiente_orso_bruno_Italia-11084-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il progetto Life Arctos ha ridotto dell&#8217;80% le denunce degli agricoltori e allevatori italiani per i danni causati dagli orsi bruni, tutelando l’incolumita&#8217; della specie</p>
<p>  <span id="more-17702"></span>  </p>
<p>Un <strong>progetto</strong> che ha ridotto dell’80% le denunce degli agricoltori e allevatori italiani per i danni causati dagli <strong>orsi bruni</strong>, tutelando l’incolumità della specie. Stiamo parlando di ‘Life Arctos’, il programma che ha promosso, negli ultimi 4 anni, la realizzazione di ben 500 recinti elettrificati ‘salva <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1663" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>orso</strong></a>’ installati tra le Alpi e gli Appennini. Sugli ottimi risultati del <strong>progetto</strong> è intervenuto recentemente il Wwf, sottolineando come soluzioni in grado di difendere la biodiversità, in particolare i grandi carnivori, e le attività economiche come l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=12696" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>agricoltura</strong></a> e l’allevamento, esistono e funzionano.</p>
<p>In Italia, come ovunque nel mondo, il conflitto tra grandi carnivori e attività umane, in particolare quelle zootecniche, costituisce la più importante ragione delle continue persecuzioni dell&#8217;uomo nei loro riguardi e rappresenta pertanto una delle principali (se non in alcuni casi l’unica) minaccia per la conservazione di queste specie nel lungo periodo.</p>
<p>(ml)</p>
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