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	<title>onu &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Il Trattato mondiale sulla plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/il-trattato-mondiale-sulla-plastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 06:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla plastica]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa contiene la prima bozza di quello che potrebbe essere un passo verso una soluzione globale La plastica è ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana. Utilizzata in una vasta gamma di prodotti, dalla confezione degli alimenti agli articoli per la casa e l&#8217;abbigliamento, la plastica ha reso la nostra vita più comoda, ma ha anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-203705" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/trash-4897366_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/trash-4897366_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/trash-4897366_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/trash-4897366_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/09/trash-4897366_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Cosa contiene la prima bozza di quello che potrebbe essere un passo verso una soluzione globale</h3>
<p><span id="more-203704"></span></p>
<p>La plastica è ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana. Utilizzata in una vasta gamma di prodotti, dalla confezione degli alimenti agli articoli per la casa e l&#8217;abbigliamento, la plastica ha reso la nostra vita più comoda, ma ha anche lasciato una significativa impronta ambientale. Per affrontare questa sfida globale, <strong>è emersa la necessità di un trattato mondiale sulla plastica</strong>, un accordo internazionale <strong>finalizzato a regolare la produzione, l&#8217;uso e lo smaltimento della plastica a livello globale</strong>.</p>
<p>Milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nei nostri oceani ogni anno, danneggiando la vita marina e inquinando gli ecosistemi. La plastica in decomposizione produce microplastiche, che possono entrare nella catena alimentare umana attraverso il consumo di pesci e altri organismi marini e, come hanno dimostrato studi recenti nei quali sono state trovate <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/microplastiche-nei-polmoni/">tracce di microplastiche nei polmoni</a>, diventare una minaccia concreta per la vita umana.</p>
<h4><strong>Il Trattato mondiale sulla plastica: obiettivi e finalità</strong></h4>
<p>L&#8217;obiettivo principale di un tale trattato sarebbe quello di ridurre la <strong>produzione di plastica vergine, promuovere il riciclaggio, prevenire l&#8217;abbandono illegale e migliorare la gestione dei rifiuti di plastica a livello globale</strong>. Questo accordo globale mirerebbe a creare un quadro normativo comune per tutti i paesi, stabilendo obiettivi vincolanti e promuovendo l&#8217;innovazione per ridurre l&#8217;uso della plastica.</p>
<p>Nella <a href="https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/43239/ZERODRAFT.pdf" target="_blank" rel="noopener">prima bozza</a>, presentata dall’ONU il 4 settembre 2023, si parla soprattutto di azzeramento degli incentivi per i produttori di plastica e, sempre per gli stessi, una introduzione di nuove tasse e un innalzamento molto alto di quelle già esistenti.</p>
<p>La creazione di un trattato mondiale sulla plastica non sarà un compito semplice. Sarà necessario il coinvolgimento attivo di governi, industrie, organizzazioni ambientali e altre parti interessate per negoziare un accordo equo e vincolante. Sarà inoltre fondamentale <strong>affrontare le sfide legate all&#8217;applicazione e al monitoraggio</strong>, assicurandosi che gli obiettivi siano rispettati in modo efficace.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<title>Si può invertire la &#8220;tripla emergenza ambientale&#8221;?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/si-puo-invertire-la-tripla-emergenza-ambientale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 11:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[accordo clima]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
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		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ONU lancia il piano decennale per ripristinare gli ecosistemi compromessi Le Nazioni Unite hanno lanciato il Decade on Ecosystem Restoration, un piano decennale per il ripristino degli ecosistemi che mira a prevenirne, arrestarne e invertirne il degrado. L&#8217;evento virtuale che è stato usato come volano per lanciare il piano ha riunito voci diverse, tra cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-107243" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/demonstration-4193109_1280-e1624020577853.jpg" alt="tripla emergenza ambientale" width="800" height="533" /></h3>
<h3>L&#8217;ONU lancia il piano decennale per ripristinare gli ecosistemi compromessi</h3>
<p><span id="more-107242"></span></p>
<p>Le Nazioni Unite hanno lanciato il <a href="https://news.un.org/en/story/2021/06/1093362" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decade on Ecosystem Restoration</a>, un <strong>piano decennale per il ripristino degli ecosistemi che mira a prevenirne, arrestarne e invertirne il degrado</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento virtuale che è stato usato come volano per lanciare il piano ha riunito voci diverse, tra cui capi di governo, leader religiosi, artisti e attivisti di tutto il mondo. Il programma presentato è orientato ad <strong>aiutare il mondo a riprendersi da quella che il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha definito una &#8220;tripla emergenza ambientale&#8221;</strong>.</p>
<p>Rivolgendosi ai partecipanti all&#8217;evento, il Segretario generale ha affermato che l&#8217;umanità sta attualmente affrontando: una distruzione del clima, una perdita di biodiversità e un crescente inquinamento – una tripla emergenza ambientale, appunto.</p>
<h4>&#8220;Stiamo raggiungendo il punto di non ritorno per il pianeta&#8221;, ha detto Guterres.</h4>
<p>&#8220;Stiamo devastando gli stessi ecosistemi che sono alla base delle nostre società e, così facendo, rischiamo di privarci del cibo, dell&#8217;acqua e delle risorse di cui abbiamo bisogno per sopravvivere&#8221;.</p>
<p>Il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu ha aggiunto che circa il 40% della popolazione mondiale è stressata dalla crisi climatica. Trovare una soluzione è necessario.</p>
<p>Il piano decennale delle Nazioni Unite sul ripristino dell&#8217;ecosistema durerà fino al 2030 sotto la direzione congiunta del Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) e dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura (FAO).</p>
<h4>Attraverso il programma, le due organizzazioni guideranno il mondo per reimmaginare, ricreare e ripristinare gli ecosistemi.</h4>
<p>Una recente <a href="https://www.unep.org/resources/state-finance-nature" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca </a>fatta da alcune agenzie partner delle Nazioni Unite ha rivelato che per contrastare le crisi del clima, della biodiversità e del degrado del suolo, <strong>il mondo deve triplicare i propri investimenti per l&#8217;ambiente entro il 2030</strong>. In altre parole, i governi, le istituzioni e gli individui devono lavorare tre volte di più di quanto fanno attualmente per contrastare la crisi climatica.</p>
<p>Insomma, contro la tripla emergenza climatica, il triplo degli sforzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Una «risoluzione» contro le plastiche in mare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/una-risoluzione-contro-le-plastiche-in-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 15:18:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 200 nazioni si sono impegnate a porre fine ai rifiuti plastici oceanici A Nairobi, in Kenia, sono stati più di 200 paesi a firmare la risoluzione delle Nazioni Unite per eliminare i rifiuti di plastica negli oceani del mondo. La risoluzione è un passo importante verso l&#8217;istituzione di un trattato giuridicamente vincolante che affronti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35325" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_Contro_le_plastiche_in_mare.jpg" alt="" width="800" height="431" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Contro_le_plastiche_in_mare.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Contro_le_plastiche_in_mare-300x162.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Contro_le_plastiche_in_mare-768x414.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre 200 nazioni si sono impegnate a porre fine ai rifiuti plastici oceanici</p>
<p>  <span id="more-35326"></span>  </p>
<p>A Nairobi, in Kenia, sono stati più di 200 paesi a firmare la risoluzione delle Nazioni Unite per eliminare i rifiuti di plastica negli oceani del mondo. La risoluzione è un passo importante verso l&#8217;istituzione di un trattato giuridicamente vincolante che affronti il problema dell&#8217;inquinamento delle plastiche che affligge gli oceani del mondo.</p>
<p>Secondo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_delle_Nazioni_Unite_per_l%27ambiente" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente</a>&nbsp;(UNEP), entro il 2050 peserà il più materiale plastico negli oceani del mondo rispetto ai pesci, se le tendenze attuali continueranno.<br />Sebbene l&#8217;inquinamento plastico sia un problema globale, è stata la Norvegia ad avviare la risoluzione ONU. <br />Il ministro dell&#8217;ambiente Helgesen ha detto che la spinta è venuta da diversi avvenimenti: per esempio, che hanno trovato delle microplastiche all&#8217;interno delle cozze, ma anche che un esemplare di una specie abbastanza rara di balene si è arenato su una spiaggia e non hanno potuto fare altro che ucciderlo, trovando nella sua pancia 30 sacchetti di plastica.</p>
<p>C&#8217;è da dire che anche la Cina, dal canto suo, per essendo il maggior produttore mondiale di rifiuti di plastica e il più grande emettitore di gas a effetto serra, sta facendo molto, assumendo addirittura il comando globale nell&#8217;affrontare queste crisi ambientali. <br />Purtroppo, la risoluzione – che originariamente intendeva avere obiettivi e scadenze legalmente vincolanti – è stata indebolita dagli Stati Uniti, visto che i funzionari dell&#8217;amministrazione Trump hanno rifiutato di seguire la linea più forte.</p>
<p>Ma nonostante l&#8217;attuale intransigenza americana e sebbene ci sia molto lavoro da fare prima che un trattato venga firmato, molte nazioni si stanno già muovendo per proteggere l&#8217;ambiente – per firmare la risoluzione, 39 paesi (tra cui Cile, Oman, Sri Lanka e Sud Africa) hanno preso nuovi impegni per ridurre l&#8217;inquinamento di plastica.</p>
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		<title>La California partecipa alla Conferenza dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici: “Non aspettiamo Trump&#8221;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-california-partecipa-alla-conferenza-dell-onu-sui-cambiamenti-climatici-non-aspettiamo-trump/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 12:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[california]]></category>
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		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
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		<category><![CDATA[Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[La Californioa sconfessa la linea Trump e punta al rispetto dei trattati sul clima Gli Stati Uniti a guida Trump hanno dimostrato il desiderio di sganciarsi dagli accordi internazionali sul clima, in aperta opposizione alle politiche più sensibili all’ambiente del precedente presidente Obama. Ma non mancano voci fuori dal coro, come quella della California, uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34883" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Jerry_Brown_California_COP23_.jpg" alt="" width="640" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Jerry_Brown_California_COP23_.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Jerry_Brown_California_COP23_-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La Californioa sconfessa la linea Trump e punta al rispetto dei trattati sul clima</p>
<p>  <span id="more-34884"></span>  </p>
<p>Gli Stati Uniti a guida Trump hanno dimostrato il desiderio di <a href="http://ecoseven.net/component/content/article?id=18443:clima-trump-vicino-all-addio-all-accordo-di-parigi-ma-il-sindaco-di-new-york-noi-lo-rispetteremo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sganciarsi dagli accordi internazionali sul clima</a>, in aperta opposizione alle politiche più sensibili all’ambiente del precedente presidente Obama.</p>
<p>Ma non mancano voci fuori dal coro, come quella della California, uno degli stati più importanti della nazione nordamericana.</p>
<p>“Non abbiamo il lusso di poter aspettare centinaia di anni per cambiare la nostra società, non possiamo attendere i nostri leader nazionali”, ha spiegato il governatore della California, il democratico Jerry Brown, davanti ai centinaia di leader locali e regionali riuniti a Bonn per partecipare alla <a href="https://cop23.unfccc.int/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conferenza dell&#8217;Onu sui cambiamenti climatici (Cop 23)</a>.</p>
<p>&#8220;La California non sta aspettando Trump perché i cambiamenti climatici stanno avendo effetti ovunque”, ha proseguito Brown fra gli applausi dei leader locali che, al termine del loro Summit, si sono impegnati a intraprendere &#8220;nuove e rapide iniziative per far rispettare gli Accordi di Parigi a tutti i livelli di governo&#8221;.</p>
<p>Sulla stessa linea l&#8217;ex governatore repubblicano della California Arnold Schwarzenegger: &#8220;Il fatto che Trump si sia ritirato dall&#8217;Accordo di Parigi non significa niente, grazie ai governi subnazionali&#8221;, che continueranno a lavorare &#8220;come hanno sempre fatto&#8221;.</p>
<p>La dichiarazione d&#8217;intenti approvata <br />dai leader locali, come riporta l’Ansa, stipula che lo sviluppo urbano sostenibile deve essere &#8220;parte integrante dell&#8217;urgente azione globale&#8221; necessaria per mettere in pratica l&#8217;intesa sul clima. Il documento comprende anche 19 iniziative portate avanti dagli enti locali a livello mondiale, fra cui il Patto globale dei sindaci per il clima e l&#8217;energia, di cui fanno parte 7.400 città da sei continenti, e la rete europea Platforma, alla quale aderiscono anche Anci, Aiccre e Regione Toscana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Le specie a rischio di estinzione diventano francobolli per la campagna delle Nazioni Unite</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-specie-a-rischio-di-estinzione-diventano-francobolli-per-la-campagna-delle-nazioni-unite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 07:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[APNU]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[Fracobolli]]></category>
		<category><![CDATA[Francobolli]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Amministrazione postale delle Nazioni Unite (APNU) emette francobolli per richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelare le specie minacciate di estinzione in tutto il mondo Dodici specie animali a rischio estinzioni sono diventate soggetti di una serie di francobolli emessi dall’Amministrazione postale delle Nazioni Unite. I francobolli sono in tre valute, a ognuna delle quali corrispondono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33800" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_francobolli-onu_specie_in_pericolo_di_estinzione.jpg" alt="" width="881" height="528" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_francobolli-onu_specie_in_pericolo_di_estinzione.jpg 881w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_francobolli-onu_specie_in_pericolo_di_estinzione-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_francobolli-onu_specie_in_pericolo_di_estinzione-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /></p>
<p>L’Amministrazione postale delle Nazioni Unite (APNU) emette francobolli per richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelare le specie minacciate di estinzione in tutto il mondo</p>
<p>  <span id="more-33801"></span>  </p>
<p>Dodici specie animali a rischio estinzioni sono diventate soggetti di una <a href="https://unstamps.org/it/categoria-prodotto/series-it/specie-minacciate-destinzione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">serie di francobolli emessi dall’Amministrazione postale delle Nazioni Unite</a>.</p>
<p>I francobolli sono in tre valute, a ognuna delle quali corrispondono quattro specie. I francobolli da 0,80 euro ritraggono le specie di fauna e flora tur occidentale (Capra caucasica), nautilus (Nautilidae spp,), zenzero africano (Siphonochilus aethiopicus) e geco blu elettrico (Lygodactylus williamsi).</p>
<p>I francobolli da 1,15 dollari raffigurano il geco dai grandi occhi (Paroedura masobe), lo squalo volpe (Alopias spp.), il pesce angelo di Clarion (Holacanthus clarionensis) e lo sclerocactus di Blaine (Sclerocactus blainei).</p>
<p>I francobolli da 1,50 franchi svizzeri, infine, sono dedicati al camaleonte nano (Rhampholeon spp.), al diavolo di mare (Mobula spp.), al baobab di Grandidier (Adansonia grandidieri) e alla rana verde scavatrice (Scaphiophryne marmorata).</p>
<p>Da oltre 20 anni l’Amministrazione postale delle Nazioni Unite (APNU) emette francobolli per richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelare le specie minacciate di estinzione in tutto il mondo. L’APNU è orgogliosa di presentare la sua emissione di quest’anno, che comprende numerose specie inserite nelle appendici alla CITES o che hanno cambiato collocazione a seguito della CoP17, la Conferenza sulla protezione delle specie selvatiche, tenutasi a Johannesburg in Sudafrica nel 2016.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=22187" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sono&nbsp;22mila le specie animali a rischio estinzione, mentre alcune sono oramai estinte.</a></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Onu: ogni anno 200mila morti per pesticidi inutili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/onu-ogni-anno-200mila-morti-per-pesticidi-inutili/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/onu-ogni-anno-200mila-morti-per-pesticidi-inutili/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 10:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[Pesticidi: prima il danno e poi la beffa. L&#8217;allarme dell&#8217;Onu Duecentomila morti senza un perché: così potremmo riassumente il tragico impatto dei pesticidi nei paesi in via di sviluppo.&#160; Il loro utilizzo infatti non è nemmeno necessario a garantire l&#8217;aumento della produzione agricola per una popolazione in costante crescita. Lo spiega un rapporto degli inviati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33465" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_pesticidi.jpg" alt="" width="625" height="414" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_pesticidi.jpg 625w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_pesticidi-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></p>
<p>Pesticidi: prima il danno e poi la beffa. L&#8217;allarme dell&#8217;Onu</p>
<p>  <span id="more-33466"></span>  </p>
<p>Duecentomila morti senza un perché: così potremmo riassumente il tragico impatto dei pesticidi nei paesi in via di sviluppo.&nbsp;</p>
<p>Il loro utilizzo infatti non è nemmeno necessario a garantire l&#8217;aumento della produzione agricola per una popolazione in costante crescita. <br />Lo spiega un rapporto degli inviati speciali dell&#8217;Onu per il Diritto al cibo, Hilal Elver, e per le Sostanze tossiche, Baskut Tuncak, presentato al Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra.</p>
<p>“I pesticidi sono responsabili per un numero stimato di 200.000 decessi all&#8217;anno per avvelenamento acuto, il 99% dei quali avvengono nei paesi in via di sviluppo”, si legge nel documento. Tuttavia, prosegue il rapporto “si ritiene comunemente che l&#8217;agricoltura intensiva industriale, che si basa pesantemente sui pesticidi, sia necessaria per aumentare i raccolti per sfamare una popolazione mondiale in crescita”.</p>
<p>Ma oltre al danno c’è la beffa. Questa è una convinzione sbagliata secondo gli inviati dell&#8217;Onu: &#8220;Nei 50 anni passati, la popolazione globale è più che raddoppiata, mentre la terra arabile disponibile è aumentata solo del 10%&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=27762" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come togliere i pesticidi cancerogeni da frutta e verdura</a>.</p>
<p>I pesticidi causano danni ormai dimostrati scientificamente, secondo l&#8217;Onu: inquinano l&#8217;ambiente, uccidono o fanno ammalare le persone, destabilizzano l&#8217;ecosistema alterando il rapporto fra prede e predatori, limitano la biodiversità. Però le aziende del settore agricolo e dei pesticidi hanno adottato &#8220;una negazione sistematica della grandezza del danno portato da queste sostanze chimiche, e tecniche di marketing aggressive e non etiche rimangono incontrastate&#8221;.</p>
<p>Purtroppo non esiste un trattato generale che regoli i pesticidi altamente pericolosi.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il 2016 sarà l’anno più caldo di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 08:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un&#8217;agenzia dell&#8217;Onu stiamo vivendo ind diretta il surriscaldamento globale Stiamo vivendo l’anno più caldo della storia secondo gli scienziati dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo) che hanno presentato uno studio preliminare in vista della Cop22 sul clima che si terrà a Marrakech. La media mondiale, ne periodo gennaio-settembre, è stata di 1,2 gradi superiore al periodo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32730" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_-44984.jpg" alt="" width="640" height="425" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_-44984.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_-44984-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Secondo un&#8217;agenzia dell&#8217;Onu stiamo vivendo ind diretta il surriscaldamento globale</p>
<p>  <span id="more-32731"></span>  </p>
<p>Stiamo vivendo l’anno più caldo della storia secondo gli scienziati dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (<a href="http://www.wmo.int/pages/index_en.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wmo</a>) che hanno presentato uno studio preliminare in vista della Cop22 sul clima che si terrà a Marrakech.</p>
<p>La media mondiale, ne periodo gennaio-settembre, è stata di 1,2 gradi superiore al periodo preindustriale. E a conferma che stiamo vivendo un periodo di cambiamento c’è il fatto che il precedente record apparteneva al 2015…</p>
<p>Sempre nella stessa occasione è stato presentato uno studio sulle emissioni globali di CO2: risultano rimaste stabili negli ultimi tre anni a fronte di una crescita delle economie. Questo studio, pubblicato sulla rivista <a href="http://www.earth-system-science-data.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Earth System Science Data</a> ci fa sperare in un sistema economico più pulito, anche se non si può parlare di svolta, come spiegano gli esperti: &#8220;E&#8217; una grande notizia quella che le emissioni di CO2 sono rimaste stabili negli ultimi tre anni ma è troppo presto per affermare che il picco sia stato raggiunto&#8221;, afferma il coautore dello studio Glen Peters, del Centro di Ricerca Internazionale sul Clima e l&#8217;Ambiente di Oslo.<br />Riassumendo, negli ultimi anni, a fronte di una crescita mondiale del il del 3%, si è registrata una crescita delle emissioni dell’1%.<br />&#8220;È difficile dire se il rallentamento sia a causa di una ristrutturazione di successo e lineare dell&#8217;economia cinese o un segno di instabilità economica&#8221;, spiega Peters. &#8220;Tuttavia &#8211; avverte &#8211; l&#8217;imprevista riduzione delle emissioni cinesi dà la speranza che il più grande emettitore mondiale possa raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi&#8221;.</p>
<p>Pe quanto riguarda gli Stati Uniti, bisogna ricordare che il declino del carbone ha avuto un impatto positivo: &#8220;Vale la pena notare che eolico, solare e gas continuano a sostituire il carbone nella produzione di energia elettrica degli Stati Uniti. I piani di Trump di rivitalizzare il settore del carbone potrebbero non essere in grado di contrastare le forze di mercato esistenti&#8221;, conclude Peters.</p>
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		<title>Sai perché oggi è la Giornata della Terra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 08:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[COP 21]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi è la Giornata della Terra e quest&#8217;edizione verrà ricordata per la firma, all&#8217;ONU, dell&#8217;accordo COP 21 Oggi è la Giornata della Terra e nella sede delle Nazioni Unite verrà firmato l’accordo COP 21 contro il riscaldamento globale dai leader di 165 paesi. La scelta della data del 22 aprile è legata a una biologa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31291" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_EarthDay-17941-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Oggi è la Giornata della Terra e quest&#8217;edizione verrà ricordata per la firma, all&#8217;ONU, dell&#8217;accordo COP 21</p>
<p>  <span id="more-31292"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Oggi è la </span><a href="http://www.earthday.org/" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Giornata della Terra</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> e nella sede delle Nazioni Unite verrà firmato l’accordo COP 21 contro il riscaldamento globale dai leader di 165 paesi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La scelta della data del 22 aprile è legata a una biologa, Rachel Carson: a lei, negli anni ’50, il governo USA chiese di stilare un rapporto sullo stato di salute delle coste. E così fu lei la prima a lanciare l’allarme sull’inquinamento derivato dai pesticidi.</span></p>
<p>Poi, nel 1962, uscì ‘Primavera Silenziosa’ un libro che accusava l’agricoltura intensiva basata su un forte utilizzo della chimica. Si iniziò così a parlare di queste pratiche che minacciavano il mare e l’ambiente. Il libro divenne infatti una sorta di manifesto per gli ambientalisti americani e vendette milioni di copie.</p>
<p>Furono gli stessi ambientalisti americani, nel 1970, a stabilire il Giorno della Terra. L’ideatore fu il senatore democratico Gaylord Nelson che decise di puntare sull’organizzazione di una grande manifestazione nazionale sull’esempio del movimento che creò contro la guerra in Vietnam.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Proprio oggi, nella sede dell’ONU di New York si firmerà l’accordo globale sul clima approvato a Parigi in dicembre durante la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30020" target="_blank" rel="noopener noreferrer">COP 21</a>. Per l’Italia sarà presente il premier Matteo Renzi.</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Clima, dall&#8217;Onu una bozza di accordo mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 06:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Onu ha preparato una nuova bozza di accordo mondiale per combattere il riscaldamento globale   Combattere il cambiamento climatico in modo deciso e veloce. È questo quello che serve al mondo per tornare a respirare. Ed è questo anche l&#8217;obiettivo di una bozza di accordo, preparata dall&#8217;Onu, sulla lotta al riscaldamento globale, che dovrebbe essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29020" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_tramonto_1024x525-16754-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT"><span><span>L&#8217;Onu ha preparato una nuova bozza di accordo mondiale per combattere il riscaldamento globale</span></span></p>
<p>  <span id="more-29021"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><span><span>Combattere il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=28882" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamento climatico</a> in modo deciso e veloce. È questo quello che serve al mondo per tornare a respirare. Ed è questo anche l&#8217;obiettivo di una bozza di accordo, preparata dall&#8217;Onu, sulla lotta al riscaldamento globale, che dovrebbe essere firmato a Parigi il prossimo dicembre alla conferenza internazionale sul clima Cop 21.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>Nella bozza, di una ventina di pagine, l&#8217;Onu si pone come obiettivo quello di contenere il riscaldamento globale entro i due gradi rispetto ai livelli pre-industriali e chiede ai diversi Paesi di presentare ogni cinque anni piani di taglio dell&#8217;anidride carbonica, aumentando progressivamente i loro sforzi. Non solo: il documento chiarisce quali elementi faranno parte di un accordo durevole giuridicamente vincolante e quali andranno in un documento che potrà evolversi nel tempo.</span></span></p>
<p> </p>
<p align="LEFT"><span><span>La bozza dell&#8217;<a href="http://www.onuitalia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Onu</a> sarà alla base dei colloqui intermedi a Bonn dal 19 al 23 ottobre, l&#8217;ultima sessione di negoziati prima della Cop 21 a Parigi. Molte parti del testo restano tra parentesi quadre, indicando che la precisa formulazione deve ancora essere concordata. Le decisioni possono essere prese dai negoziatori dei 195 Paesi coinvolti.<br /></span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>gc</span></span></p>
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		<item>
		<title>Suolo degradato: addio al 17% del Pil mondiale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/suolo-degradato-addio-al-17-del-pil-mondiale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 05:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[suolo]]></category>
		<category><![CDATA[suolo degradato]]></category>
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					<description><![CDATA[A causa delle degradazione del suolo, il mondo, ogni anno, dice addio al 17% del Pil globale. E l&#8217;emergenza è umanitaria   Un pezzo di terra vale molto di più di quello che immaginate. A causa della degradazione del suolo, ogni anno, il mondo perde tra il 10 e il 17% del Pil globale. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28629" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_suolo_desertificato-16558-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.45cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 9pt;">A</span></span></span> causa delle degradazione del suolo, il mondo, ogni anno, dice addio al 17% del Pil globale. E l&#8217;emergenza è umanitaria</p>
<p>  <span id="more-28630"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">Un pezzo di terra vale molto di più di quello che immaginate. A causa della degradazione del suolo, ogni anno, il mondo perde tra il 10 e il 17% del Pil globale. La denuncia arriva dal rapporto &#8220;Il valore della terra&#8221; della &#8216;Economics of Land Degradation Initiative&#8221;, uno studio condotto da 30 istituti internazionali di ricerca e capitanato dall&#8217;Istituto canadese per l&#8217;acqua, l&#8217;ambiente e la salute, una delle università dell&#8217;Onu.</p>
<p align="LEFT">A causa della degradazione del suolo, che colpisce il 74% dei poveri del Pianeta, vanno in fumo tutti i benefici forniti dalla terra: cibo, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4735" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a>, riduzione delle malattie. Si tratta, come è facile capire, di una emergenza soprattutto umanitaria: nel giro dei prossimi 10 anni, 50 milioni di persone potrebbero essere costrette a migrare a causa della desertificazione.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">Ma il problema non sarà solo il cibo. Come sottolineano gli esperti, infatti, il suolo è il più grande &#8216;sequestratore&#8217; di CO dopo gli oceani. La sua degradazione significa maggiore inquinamento e cambiamenti climatici difficili da frenare. </p>
<p align="LEFT">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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