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	<title>olio oliva &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Olio d’oliva scarseggia: scorte basteranno per 6 mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 13:58:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Olio d’oliva, agrumi, miele e pasta: i prodotti base della dieta mediterranea scarseggiano   L’olio di oliva scarseggia: il crollo dei raccolti farà bastare le scorte solo per i primi 6 mesi del 2015. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che evidenzia come il calo dei frutti ha  coinvolto in realtà tutti i prodotti base della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-22864" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__5_-13660-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Olio d’oliva, agrumi, miele e pasta: i prodotti base della dieta mediterranea scarseggiano</p>
<p>  <span id="more-22865"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’<a href="alimentazione/olio"><strong>olio</strong> </a>di oliva scarseggia: il crollo dei raccolti farà bastare le scorte solo per i primi 6 mesi del 2015. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che evidenzia come il calo dei frutti ha  coinvolto in realtà tutti i prodotti base della dieta mediterranea. ‘Se nel 2014 il reddito agricolo reale per attivo in agricoltura è diminuito in Italia dell’11%, nel 2015 sugli scaffali dei supermercati &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ci sarà il 35% in meno di olio di oliva italiano, ma anche un calo del 25% degli agrumi, del 15% del  vino fino del 50% cento per il miele’.</p>
<p class="MsoNormal">‘E’ allarme – continua la <a href="http://www.coldiretti.it/Pagine/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Coldiretti</strong> </a>&#8211; anche per la produzione italiana di pasta a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale per l’acquisto di grano duro dall’estero da dove arriva circa il 40 per cento del fabbisogno perché non si è avuta la lungimiranza di investire sull’agricoltura nazionale. Se in Italia i  raccolti di frumento duro hanno subito una leggera flessione (-4 per cento), un calo consistente del 10 per cento si è verificato nell’Unione Europea e un vero e proprio crollo del 27 per cento  si è registrato in Canada  che è il principale fornitore dell’Italia. Complessivamente, secondo le stime dell’International Grains Council, la produzione mondiale dovrebbe attestarsi sui 34 milioni di tonnellate (-15 per cento)’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Rischiano quindi di mancare dalle tavole quei i prodotti base della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15401"><strong>dieta mediterranea</strong></a> che ‘sono considerati indiscutibilmente come essenziali per garantire una buona salute, soprattutto per la crescita nelle giovani generazioni. Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le piu’ elevate al mondo’.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Quanto olio d’oliva dobbiamo assumere ogni giorno per ridurre il rischio infarto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 14:10:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che l’olio di oliva fa bene lo sapevamo già. Ora arriva uno studio che ci suggerisce la giusta quantità per ridurre gli infarti   La scarpetta (quella con il pane) potrebbe essere un elisir per il nostro cuore. Raccogliere con il pane l’olio di oliva rimasto nel piatto, tutti i giorni, per sei settimane, può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22294" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-13368-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Che l’olio di oliva fa bene lo sapevamo già. Ora arriva uno studio che ci suggerisce la giusta quantità per ridurre gli infarti</p>
<p>  <span id="more-22295"></span>  </p>
<p> </p>
<p>La scarpetta (quella con il pane) potrebbe essere un elisir per il nostro cuore. Raccogliere con il pane l’<a href="alimentazione/olio"><strong>olio di oliva</strong></a> rimasto nel piatto, tutti i giorni, per sei settimane, può ridurre il rischio di infarto. L&#8217;olio d&#8217;oliva contiene infatti grassi omega-6, che bloccano la risposta del corpo all&#8217;infiammazione scatenata dalle patologie cardiache. Inoltre riduce la pressione sanguigna. A mettere al bando il Galateo e a consigliare la scarpetta è uno studio condotto dalla Glasgow University pubblicato su &#8216;The American Journal of Clinical Nutrition&#8217;.</p>
<p> </p>
<p>Per ridurre il rischio <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21321"><strong>infarto</strong></a>, sostengono i ricercatori, bisogna assumere 20 millilitri al giorno di olio d&#8217;oliva, circa quattro cucchiaini &#8211; più o meno la quantità utilizzata per condire un&#8217;insalata. La ricerca ha verificato gli effetti su un gruppo di 69 uomini e donne (che normalmente non utilizzano l&#8217;olio d&#8217;oliva durante i pasti). Dopo 6 settimane di &#8216;scarpetta&#8217;, dai test delle urine è emerso che i valori spia di una malattia cardiaca stavano migliorando.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Il 2014 anno orribile per la raccolta delle olive?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/prodotti-tipici/il-2014-anno-orribile-per-la-raccolta-delle-olive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 17:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[olio oliva]]></category>
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					<description><![CDATA[Maltempo e parassiti hanno determinato un vistoso calo della produzione e ora l&#8217;olio italiano è a rischio. Si prospetta una pessima stagione per uno dei prodotti italiani più amati al mondo: l&#8217;olio di oliva. Il 2014 rischia di diventare l&#8217;annus horribilis per la raccolta delle olive. L&#8217;estate molto piovosa ha favorito gli attacchi di parassiti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22151" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th-13301-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Maltempo e parassiti hanno determinato un vistoso calo della produzione e ora l&#8217;olio italiano è a rischio.</p>
<p>  <span id="more-22152"></span>  </p>
<p>Si prospetta una pessima stagione per uno dei prodotti italiani più amati al mondo: l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=19056"><strong>olio di oliva</strong></a>. Il 2014 rischia di diventare l&#8217;annus horribilis per la raccolta delle olive. L&#8217;estate molto piovosa ha favorito gli attacchi di parassiti e patogeni dell&#8217;olivo, soprattutto la mosca olearia e a questo si è aggiunto il maltempo devastante di questo autunno che ha provocato frane e alluvioni. In alcune regioni in particolare, dunque, la produzione di olio si prospetta molto scarna. Anche nelle regioni big producer come l&#8217;Umbria (-45%), la Toscana (-40%), la Puglia (-35%) si stima un calo produttivo rilevante. Vanno meglio invece la Sardegna e il Piemonte (+30%). Nel Centro ed in Liguria si attende una produzione quasi dimezzata: nelle Marche (-45%), in Liguria (-45%), nel Lazio (-37%), mentre in Molise il calo stimato si attesta a -30%. In decisa flessione anche l&#8217;Emilia Romagna (-40%) dove si è anticipata di molto la raccolta per preservare le olive da ulteriori attacchi della mosca olearia. </p>
<p>Secondo le stime elaborate da Ismea, Unaprol e altri operatori, l&#8217;andamento produttivo della campagna 2014/2015 di <a href="alimentazione/olio"><strong>olio</strong></a> si attesterebbe ad un livello pari a 302 mila tonnellate, contro le 464 mila diffuse dall&#8217;Istat per il 2013. Ciò naturalmente rischia di far lievitare i prezzi, soprattutto dell&#8217;extravergine. Inoltre Coldiretti lancia l&#8217;allarme sulle produzioni estere: &#8220;il mercato rischia l&#8217;invasione delle produzioni provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che non sempre hanno gli stessi requisiti qualitativi e di sicurezza&#8221;. Secondo l&#8217;organizzazione, le importazioni di olio di oliva dall’estero sono aumentate del 45 per cento rispetto allo scorso anno, ma “sul mercato è praticamente impossibile riconoscere il prodotto straniero per la mancanza di trasparenza nell&#8217;etichetta”.</p>
<p>AS</p>
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		<title>Olio extravergine d’oliva in cambio di olio esausto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/olio-extravergine-d-oliva-in-cambio-di-olio-esausto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 15:21:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[olio esausto]]></category>
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		<category><![CDATA[olio oliva]]></category>
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					<description><![CDATA[A Comune di Casal Velino chi consegna olio esausto, avrà in cambio olio extravergine di oliva     Basta consegnare l’olio esausto per avere in cambio olio extravergine d&#8217;oliva: è questa l&#8217;originale iniziativa del Comune di Casal Velino, piccolo centro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano guidato dal sindaco Domenico Giordano. Andiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16365" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/03/images_igallery_resized_ambientetest_Olio_alimentare-10397-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">A Comune di Casal Velino chi consegna olio esausto, avrà in cambio olio extravergine di oliva</p>
<p>  <span id="more-16366"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Basta consegnare l’olio esausto per avere in cambio <a href="alimentazione/olio"><strong>olio extravergine d&#8217;oliva</strong></a>: è questa l&#8217;originale iniziativa del Comune di Casal Velino, piccolo centro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano guidato dal sindaco Domenico Giordano. Andiamo nel dettaglio: secondo l’iniziativa, tutti coloro che hanno ristoranti o alberghi che conferiranno 20 litri di olio esausto avranno, in regalo, un litro di olio extravergine DOP, di produzione locale.</p>
<p> Cambiano, invece, le regole per le famiglie che potranno consegnare anche 10 litri di <strong>olio esausto</strong>, per aver in cambio  mezzo litro di olio extravergine. L&#8217;iniziativa durerà un anno, fino ad aprile del 2015.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Olio d’oliva, l’Ue impone etichette piu’ trasparenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2013 10:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Unione Europea impone etichette piu’ chiare sull&#8217;origine dell&#8217;olio di oliva, a tutela del consumatore   L’Unione Europea ha chiesto etichette più chiare sull&#8217;origine dell&#8217;olio di oliva. ‘La Commissione europea ha finalmente dato il via libera definitivo alla regolamentazione sulla trasparenza delle informazioni in etichetta per gli oli di oliva, con il quale sarà possibile verificare con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-14719" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/11/images_igallery_resized_ambientetest_olio-9495-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">L’Unione Europea impone etichette piu’ chiare sull&#8217;origine dell&#8217;olio di oliva, a tutela del consumatore</p>
<p>  <span id="more-14720"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>Unione Europea</strong> ha chiesto etichette più chiare sull&#8217;origine dell&#8217;<strong>olio di oliva</strong>. ‘La Commissione europea ha finalmente dato il via libera definitivo alla regolamentazione sulla trasparenza delle informazioni in etichetta per gli oli di oliva, con il quale sarà possibile verificare con maggiore facilità nella parte frontale della bottiglia le caratteristiche dell&#8217;olio e la sua origine’ ha commentato il Ministro Nunzia De Girolamo, plaudendo l’iniziativa.</p>
<p class="MsoNormal">Grazie alle nuove etichette i consumatori potranno capire, quindi, se l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14558"><strong>olio</strong></a> è italiano. Le informazioni in etichetta dovranno essere riportate obbligatoriamente nello stesso campo visivo principale e in un corpo di testo omogeneo, utilizzando caratteri di dimensioni già fissati dal regolamento comunitario relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.Per le bottiglie di olio d’oliva destinate alla ristorazione, la Commissione europea ha assicurato che gli Stati membri possono stabilire norme a livello nazionale che dispongano l&#8217;uso obbligatorio di sistemi di chiusura che ne impediscono il riempimento dopo l&#8217;esaurimento del contenuto. Le confezioni, quindi, non saranno più riutilizzabili.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il nuovo regolamento sul confezionamento dell’<a href="alimentazione/olio"><strong>olio d’oliva</strong></a> si applicherà a partire dal 13 dicembre 2014, contemporaneamente al regolamento 1169 del 2011.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Produzione di olio d’oliva, regione per regione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/prodotti-tipici/produzione-di-olio-d-oliva-regione-per-regione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 20:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[Cala la produzione dell’olio d’oliva: la resa regione per regione   I pur limitati ottimismi estivi, che facevano sperare in una buona annata produttiva sia sul fronte quantitativo che qualitativo, sono stati drasticamente ribaltati dalle condizioni climatiche di fine settembre ed ottobre. Il perdurare del caldo umido ha favorito lo sviluppo di patogeni, la mosca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5713" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/04/images_igallery_resized_enogastronomia_ercole_olivario_2012-4270-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Cala la produzione dell’olio d’oliva: la resa regione per regione</p>
<p>  <span id="more-14563"></span>  </p>
<p> </p>
<p>I pur limitati ottimismi estivi, che facevano sperare in una buona annata produttiva sia sul fronte quantitativo che qualitativo, sono stati drasticamente ribaltati dalle condizioni climatiche di fine settembre ed ottobre.</p>
<p>Il perdurare del caldo umido ha favorito lo sviluppo di patogeni, la mosca dell’<a href="alimentazione/olio"><strong>olivo</strong></a> in primis, costringendo gli operatori a trattamenti aggiuntivi perché il prodotto, in ritardo di maturazione rispetto allo scorso anno, non era ancora pronto per poter essere raccolto.</p>
<p>In generale si registra un ritardo di vegetazione di circa 15-20 giorni, dovuto al fenomeno di arresto della fioritura e successiva ripresa, a causa delle anomale basse temperature. Anche i cicli dei parassiti si sono in qualche modo allineati, rendendo la prima generazione di luglio della mosca difficile da controllare in quanto traslata nella prima decade di agosto, con temperature calde ma non secche e quindi con insufficiente mortalità larvale. Se a questo si aggiunge il perdurare della siccità in aree non irrigue e la diffusione del batterio Xylella fastidiosa nel Salento, quindi in una delle aree quantitativamente più rilevanti del Paese, ecco che l’incremento produttivo atteso fino a poche settimane fa si è trasformato in una tendenza opposta.</p>
<p>Da quanto emerge, infatti, da stime elaborate dall’Ismea in collaborazione con Aifo, Cno e Unaprol, per il 2013, la produzione di olio di pressione potrebbe attestarsi intorno alle 480 mila tonnellate, l’8% in meno rispetto al dato diffuso dall’Istat per il 2012. </p>
<p>Stima che, peraltro, viene effettuata nelle prime fasi di una raccolta che è iniziata e sta procedendo in ritardo. Ancora poche, infatti, sono le notizie sulle rese e soprattutto sussiste la scarsa possibilità di monitorare il fattore “non raccolta”. Date le difficoltà di un mercato all’origine in calo rispetto allo scorso anno, per l’abbondante disponibilità spagnola, non è da escludere soprattutto per l’olivicoltura non “professionale” un diffuso ricorso alla opzione di lasciare le olive in campo. Fenomeno questo già in atto da qualche tempo ma che per sua natura è difficilmente quantificabile.</p>
<p>Volendo fare una distinzione geografica si evidenzia una Penisola divisa in due. Il Nord e parte del Centro mostrano variazioni positive, recuperando le importanti perdite dello scorso anno, mentre già dal Lazio arrivano i primi segni meno fino a registrare quelli pesanti del Sud dove, peraltro, si concentra la produzione di olio di oliva.</p>
<p>Come sempre, anche all’interno delle maggiori regioni produttrici non c’è omogeneità dei risultati. In Puglia si evidenzia un disallineamento tra il Nord e il Sud. Quest’anno l’annata di carica toccava al Nord della regione, dove comunque il clima ha un po’ disatteso le ottimistiche aspettative di qualche tempo fa, mentre nel Salento alla scarica fisiologica si è aggiunto il batterio che sta provocando danni non solo alla produzione di quest’anno ma anche ad alcuni impianti di olivi. La somma algebrica di questa situazione porta al -5% dell’offerta regionale.</p>
<p>Più pesanti le perdite stimate in Calabria (-20%) sebbene anche qui la situazione sia a macchia di leopardo.</p>
<p>L’alternanza è alla base della flessione produttiva in Sicilia, unita a qualche problema di resa già evidente alle prime moliture.</p>
<p><strong>Puglia</strong> (-5%). Come è tradizione nel caso dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14539"><strong>olio di oliva</strong></a> bisognerebbe parlare di “Puglie”. Più che mai, infatti, quest’anno si va a commentare una regione divisa nettamente in due. Al Nord, infatti, si attendeva l’annata di carica e fino a qualche settimana fa si pensava ad una produzione copiosa. Nel Foggiano, per la verità, tali attese sono state sostanzialmente confermate in pieno. La temperatura non ha avuto picchi di caldo tali da condizionare fioritura ed allegagione. Non sono mancate le piogge a costituire riserve idriche alle piante. Un po’ di malumore, invece, nel Barese dove l’annata è sì migliore dello scorso anno ma si sperava anche in qualcosa di più. Lo sviluppo vegetativo degli oliveti, in generale, è stato favorito da un’abbondanza di piogge nel periodo invernale, consentendo alle piante un buon accumulo di acqua. Fioritura, allegagione e anche fruttificazione sono da considerarsi buone. I problemi sono cominciati, soprattutto negli oliveti non irrigui, con la prolungata assenza di precipitazioni estive e di inizio autunno che non hanno favorito una adeguata inolizione (processo di accumulo di olio nelle olive). Il caldo umido prolungato di settembre ed ottobre, inoltre, ha favorito gli attacchi di mosca che, nonostante gli interventi, ha causato perdita di prodotto. Situazione analoga nella provincia di Bat (Barletta, Andria e Trani), dove la maggior produzione non sembra soddisfare appieno i produttori. Di tutt’altro tenore la situazione nel Salento dove all’annata fisiologicamente di scarica si è aggiunta la siccità estiva e, in alcune zone, l’infezione da Xylella fastidiosa. Quest’ultima sembra al momento mettere in pericolo non solo la raccolta di quest’anno ma addirittura la sopravvivenza stessa di interi oliveti.</p>
<p><strong>Calabria</strong> (-20%). Annata problematica quella della Calabria dall’inizio alla fine anche se, come sempre, la regione è composta da tante micro-realtà molto differenti tra di loro. Il computo finale comunque, anche con le dovute eccezioni, porta a parlare di una perdita importante rispetto ad un 2012 già non particolarmente abbondante. Ad aver contribuito a questo non brillante risultato, oltre all’alternanza, c’è stata una concomitanza di eventi atmosferici non favorevoli. Piogge inopportune al momento dell’allegagione, siccità prolungata durante l’estate, clima autunnale umido che ha favorito l’attacco di agenti patogeni. Nel Reggino la fisiologica annata di scarica ha escluso poche varietà tra cui l’Ottobratica. La fioritura, peraltro, è apparsa non omogenea ed è stata ottima nell’Alto Ionio, buona nel Basso Ionio e solo discreta nella zona tirrenica. L’elevata piovosità ha però fatto registrare danni da Tripide dell’olivo. Il maltempo ha causato perdite anche durante l’allegagione provocando importanti fenomeni di cascola nella zona tirrenica, mentre nel Basso Ionio i problemi sono stati causati dal perdurare delle altre temperature. Clima non favorevole e attacchi parassitari hanno caratterizzato anche la fruttificazione. Altro segno meno si stima nella provincia di Cosenza dove, a parte la fase di fioritura che era apparsa buona, lo sviluppo vegetativo ha fatto i conti con avversità climatiche che a macchia di leopardo hanno comunque influenzato negativamente la produzione. Nelle zone interne e per gli oliveti non irrigui, infatti, la mancanza di pioggia ha ridotto l’allegagione, mentre nella piana di Sibari, così come nell’Alto Ionio, sono state le alte temperature estive unitamente alla siccità ad influire sull’inolizione del frutto e a determinare pezzature piccole. Il clima umido, inoltre, ha fatto sì che anche la mosca dell’olivo si presentasse negli oliveti del Rossanese e del Basso Tirreno. Sembra invece positiva la situazione in provincia di Catanzaro e soprattutto nell’area di Lametia Terme dove nel ciclo dell’alternanza quest’anno era la volta della carica. Pur non esente da problemi di attacchi parassitari anche la provincia di Vibo Valentia potrebbe risultare con segno più rispetto allo scorso anno, mentre quello meno spetta anche a Crotone.</p>
<p><strong>Sicilia</strong> (-10%). Ridotte le produzioni isolane ma anche in questo caso con i dovuti distinguo. Crescono infatti Messina e Catania, mentre i segni negativi si rincorrono per il resto della regione.  Soprattutto in alcune aree, dopo un buon 2012, comunque, si attendevano cali dovuti all’alternanza. Nell’Agrigentino e nel Trapanese le alte temperature non hanno favorito il normale decorso della fioritura alla quale è seguita una buona allegagione, ma condizionata dal non altissimo numero di fiori avuti nella fase precedente. Durante la fruttificazione, inoltre, si sono registrati attacchi di tignola che hanno provocato cascola. Perdite elevate si sono avute laddove non si è intervenuti tempestivamente con i trattamenti. Situazione analoga in provincia di Palermo anche se qui, rispetto alle altre due provincie occidentali, la fruttificazione è avvenuta in condizioni migliori. Poco cambia anche per quanto attiene al Ragusano e al Siracusano dove già dalla fioritura si poteva percepire una produzione non all’altezza delle aspettative.  Altro discorso per il versante Catanese dove si prevede una buona campagna produttiva sia in termini quantitativi che qualitativi. Gli attacchi di mosca sono stati ben controllati dalle aziende. Peraltro già da fine settembre in alcune zone è iniziata la raccolta del prodotto per immettere sul mercato le prime produzioni di olio “ Novello “. Anche nel Messinese la stagione non ha presentato particolari problematiche.</p>
<p><strong>Molise</strong> (+15%). In controtendenza rispetto alle grandi regioni produttrici meridionali, il Molise mostra un volume produttivo stimato in crescita rispetto allo scorso anno grazie alle buone condizioni climatiche che hanno favorito uno sviluppo vegetativo nella norma. Alcune criticità cominciano comunque a farsi sentire durante la raccolta perché il costo dell’operazione potrebbe risultare a volte antieconomico per i produttori. Fenomeno, come detto, comune in tutta la Penisola.</p>
<p><strong>Basilicata</strong> (+10). Situazione analoga anche in Basilicata dove la media ponderata dei diversi risultati sul territorio fanno pensare ad un discreto aumento. Si ha infatti una produzione decisamente superiore allo scorso anno nel Vulture, e nella parte centrale della regione, mentre qualche problema sui volumi si riscontra nella zona collinare del Materano. A suggerire un po’ di cautela nella previsione, seppur positiva, sono gli attacchi di mosca che si sono manifestati in modo abbastanza virulento.</p>
<p><strong>Campania</strong> (=). Nella provincia campana più olivicola, quindi Salerno, le ultime settimane hanno ridimensionato quelle che fino al mese scorso erano ottime previsioni. Anche in questo caso ci sono differenti situazioni all’interno della provincia la cui composizione, comunque, dovrebbe portare ad un segno più rispetto all’anno scorso ma non nella misura sperata. L’annata si è presentata abbastanza buona anche se gli eventi atmosferici hanno fatto sì che né la fioritura né l’allegagione arrivassero a punte di eccellenza. In alcuni areali attacchi parassitari in prossimità della raccolta hanno causato cascola precoce dei frutti. Stabili o con volumi inferiori allo scorso anno le produzioni delle altre province campane.</p>
<p><strong>Sardegna</strong> (-63%). Più che dimezzata la produzione sarda dopo l’eccellente 2012. Le basse temperature in marzo e aprile hanno compromesso già la fioritura ed anche se l’allegagione e la fruttificazione sono state buone il risultato finale non poteva che essere inferiore allo scorso anno. Inoltre, ad ottobre si sono verificati importanti attacchi di mosca.</p>
<p>Anche nel Centro Italia la situazione è tutt’altro che omogenea. Al deciso incremento dell’Umbria si affianca una situazione piuttosto problematica nelle Marche, mentre alla riduzione lieve del Lazio si aggiunge l’aumento meno importante di quanto ci si aspettasse in Toscana.</p>
<p><strong>Toscana</strong> (+20%). Anche in questa regione con il passare delle settimane si sono dovute attenuare le percentuali di incremento che si erano pensate nei primi stadi dello sviluppo vegetativo. In una situazione comunque a macchia di leopardo si evidenziano i segni positivi a due cifre nelle province più produttive, come Firenze, Siena e Grosseto. Qualche preoccupazione sussiste per quest’ultima, soprattutto nella zona litoranea, perché gli attacchi di mosca potrebbero far perdere prodotto. Molto ottimismo, invece, sulle zone interne.</p>
<p><strong>Umbria</strong> (+30%).  Sebbene si prospetti un incremento importante, la produzione di quest’anno non riuscirà a recuperare le perdite subite nel 2012 e resterà comunque su livelli inferiori rispetto alla media degli ultimi anni. La giusta alternanza fra alte temperature e piogge ha fatto sì che lo sviluppo vegetativo procedesse con regolarità. I problemi sono stati determinati dall’umidità e dalle piogge che hanno facilitato il propagarsi degli insetti, soprattutto della mosca, e questo ha indotto gli operatori ad intervenire con trattamenti per non vedere danneggiate né le quantità né le qualità. Altra incognita è legata alle rese, non particolarmente elevate e proprio per questo le aspettative sulla produzione di olio sono state limate verso il basso.</p>
<p><strong>Lazio</strong> (-5%). All’abbondanza del 2012 sembra seguire un più modesto 2013. La fioritura, peraltro in ritardo come nel resto della Penisola, non ha mostrato particolari problemi, sopraggiunti, però, con la fase dell’allegagione. Oltre al perdurare delle precipitazioni, infatti, le temperature sono risultate al di sotto della media stagionale. Anche la fruttificazione non può essere considerata ottimale. Le temperature caldo-umide che hanno caratterizzato la fine dell’estate e tutto ottobre sono state particolarmente favorevoli allo sviluppo delle mosca che ha iniziato a creare problemi già dall’invaiatura (cambio di colore delle olive in fase di maturazione). Gli attacchi più rilevanti si sono avuti nella zona costiera. L’elemento caratterizzante di quest’anno è l’estrema variabilità anche all’interno delle stesse province.  Ad esempio nel Reatino e nel Viterbese ci sono zone con abbondanti produzioni e altre dove i volumi attesi sono molto scarsi.</p>
<p><strong>Marche</strong> (-10%). Gli attacchi di mosca già dalla primavera hanno compromesso la produzione della regione. Si sono verificati fenomeni di cascola ed è poi insorta l’esigenza di raccogliere anticipatamente le drupe per metterle al sicuro da ulteriori attacchi parassitari, rinunciando così a qualche punto in più di resa in olio.</p>
<p><strong>Abruzzo</strong> (+5%). Piuttosto composita anche la situazione in Abruzzo dove dapprima, a parte qualche area, si preannunciava un’ottima annata per l’olio di oliva.  Poi l’attacco di mosca a ridosso della raccolta ha creato qualche preoccupazione tra gli operatori. Al netto di questo, però, e in controtendenza rispetto ad altre regioni le rese in molitura si sono dimostrate più elevate di quanto ci si aspettasse. Da considerare, inoltre, che l’incremento di produzione, seppur limitato, è atteso nella provincia di Chieti, la più importante della regione in termini di volumi.</p>
<p>Salendo verso Nord, invece, si assiste ad una buona annata con un’ininterrotta sequenza positiva a partire dalla Liguria.</p>
<p><strong>Liguria</strong> (+20%). La campagna olivicola si preannuncia piuttosto favorevole nonostante i timori legati alle condizioni climatiche della prima metà dell’anno. In provincia di Imperia sia la fioritura che l’allegagione sono state ottime, mentre il prosieguo dello sviluppo vegetativo è da considerarsi buono. Gli attacchi parassitari ad ora sono contenuti e la raccolta risulta in leggero anticipo sulla norma. Buone le attese sul livello qualitativo.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Restando al Nord si segnala la crescita a due cifre in tutte le regioni che concorrono alla Dop Garda. Lombardia e Trentino si stimano al +35% rispetto al 2012, mentre si sale al +40% per il Veneto, dopo la forte riduzione dello scorso anno. In decisa ascesa anche il Friuli Venezia Giulia. Mentre resta sui livelli dello scorso anno l’Emilia Romagna.  </p>
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		<title>Olio di oliva: a rischio il made in Italy</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 13:37:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Italia ha insegnato a fare l’olio di oliva e ha costruito ottime macchine olearie, ma il nostro made in Italy  e’ a rischio   ‘Il vero made in Italy nell’olio di oliva? Se non si corre ai ripari resterà solo il know how di aver insegnato a fare un ottimo prodotto e di aver costruito ottime macchine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5198" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/02/images_igallery_resized_energia_olio_fritto_energia-3933-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">L’Italia ha insegnato a fare l’olio di oliva e ha costruito ottime macchine olearie, ma il nostro made in Italy  e’ a rischio</p>
<p>  <span id="more-14539"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">‘Il vero made in Italy nell’<a href="alimentazione/olio"><strong>olio di oliva</strong></a>? Se non si corre ai ripari resterà solo il know how di aver insegnato a fare un ottimo prodotto e di aver costruito ottime macchine olearie perché siamo ancora i primi nel mondo a detenere il primato della conoscenza della tecnologia in questo settore’. Massimo Gargano, presidente di Unaprol – consorzio olivicolo italiano  lancia l’allarme durante la conferenza stampa delle stime produttive della campagna 2012/2013, e chiede che vengano applicate le norme che tutelano l’origine certa e la corretta informazione dei consumatori. ‘Nell’Europa del patto di stabilità e della riduzione dei deficit di bilancio ci deve essere spazio anche per lo sviluppo dei territori con leggi che non costano nulla al contribuente europeo &#8211; come la legge Mongiello sul salva olio made in Italy &#8211; ma l’Europa ha tempi lunghi di decisione che vanificano  gli sforzi e ritardano la ripresa economica’.</p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>olivicoltura</strong> italiana conta su circa 800mila imprese in tutta Italia, oltre un milione di ettari coltivati, 5mila frantoi e più di 200 imprese industriali, una produzione di 480mila tonnellate che ha generato nello scorso hanno un fatturato di oltre 3,3miliardi di Euro (il 2,6% del fatturato industriale agroalimentare totale), senza contare il valore alla pianta del prodotto che sfiora mediamente ogni anno due miliardi di Euro.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Se non diamo valore al fatto che il nostro Paese è la banca mondiale della biodiversità dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14061"><strong>olivicoltura</strong></a>, un patrimonio che va difeso perché è unico al mondo,  finiremo per essere solo il Paese dei paradossi’ afferma Gargano, che sottolinea ‘le acquisizioni dei marchi storici italiani da parte di multinazionali straniere più che rilanciare il made in italy lo stanno svuotando perché  utilizzano questi marchi italiani come taxi per far viaggiare nel mondo oli di oliva che possono fregiarsi del made in Italy solo nel nome e non nell’origine. Ecco perché l’Europa deve  accelerare i suoi tempi di decisione e modificare la sua legislazione in materia  di trasparenza avvicinandola alla nostra.  Quella italiana – ha concluso Gargano – è più avanzata e garantista nei confronti dei consumatori e tutela meglio gli interessi delle imprese serie e della buona rappresentanza che ha a cuore il futuro e lo sviluppo di questo Paese’.  </p>
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		<title>L&#8217;olio extra vergine Bio e Dop di Unaprol in mostra a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Sep 2013 08:43:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eccellenze bio e dop dell&#8217;olio nostrano protagoniste a taste, la rassegna del gusto e dei sapori che si svolge nella Capitale   L’olio extra vergine DOP e Bio delle aziende di Unaprol sarà il protagonista di TASTE, la grande rassegna dedicata al gusto e ai sapori della Capitale. Nei giardini dell’Auditorium Parco della Musica di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13996" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/09/images_igallery_resized_enogastronomia_olio-d-oliva_246-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Eccellenze bio e dop dell&#8217;olio nostrano protagoniste a taste, la rassegna del gusto e dei sapori che si svolge nella Capitale</span></p>
<p>  <span id="more-13997"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">L’olio extra vergine DOP e Bio delle aziende di </span><span style="line-height: 1.3em;">Unaprol </span><span style="line-height: 1.3em;">sarà il protagonista di </span><span style="line-height: 1.3em;">TASTE</span><span style="line-height: 1.3em;">, la grande rassegna dedicata al gusto e ai sapori della Capitale. Nei giardini dell’Auditorium Parco della Musica di Roma torna anche quest’anno dal 26 al 29 settembre </span><span style="line-height: 1.3em;">OliLà; </span><span style="line-height: 1.3em;">la squadra delle eccellenze che presenta alla ristorazione, alla distribuzione e ai consumatori una panoramica dei diversi sapori e profumi degli oli extra vergini di oliva prodotti nella regione Lazio. Nove le aziende olivicole che saranno le protagoniste dell’edizione 2013: </span><span style="line-height: 1.3em;">Francesco </span><span style="line-height: 1.3em;">Saverio Biancheri</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Priverno (LT);</span><span style="line-height: 1.3em;">Cà Ollaria di </span><span style="line-height: 1.3em;">Luigi Boccalari</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Ponzano Romano (RM); </span><span style="line-height: 1.3em;">Alfredo Cetrone</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Sonnino (LT); Il Cervo Rampante di </span><span style="line-height: 1.3em;">Camillo Gurgo di Castelmenardo</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Castelnuovo di Farfa (RI);</span><span style="line-height: 1.3em;">Paola Orsini</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Priverno (LT); Tomei di </span><span style="line-height: 1.3em;">Claudio Tomei</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Maenza (LT);</span><span style="line-height: 1.3em;">Frantoio Tuscus di </span><span style="line-height: 1.3em;">Giampaolo Sodano</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Vetralla (VT);</span><span style="line-height: 1.3em;">Cooperativa olivicola di Canino</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Canino (VT) e</span><span style="line-height: 1.3em;">Oleificio sociale cooperativo agricolo di Tuscania</span><span style="line-height: 1.3em;"> – Tuscania (VT).</span></p>
<p>Agli extra vergini di oliva delle aziende di OliLà si accompagnano i DOL (di origine laziale), prodotti di eccellenza 100% made in Lazio e le birre dell’Associazione piccoli birrifici artigianali del Lazio;  la collaborazione con lo chef Mauro Secondi – dell’omonimo pastificio – permetterà di abbinare gli oli di OliLà ad altri prodotti del territorio laziale: paste fresche artigianali, salumi, formaggi, pani tradizionali e legumi.</p>
<p>La cucina di Taste, che ha sposato i sapori propri della tradizione capitolina, vedrà anche numerose dimostrazioni di abbinamenti e contaminazioni ai fornelli (flash-mob) dove si alterneranno cuochi e ristoratori con proposte diverse di assaggi cucinati a base degli oli extra vergini di oliva del Lazio dando vita alla rassegna di “In cucina con…” . Uno spazio dedicato all’olio extra vergine buono quello fatto veramente con le olive del Lazio.  </p>
<p>Incontrare l’olio extra vergine di oliva a Taste è un evento che riaccende l’economia dei territori perché l’olivicoltura rappresenta fonte di reddito per il 60% delle aziende agricole della regione. Dal 26 al 29 settembre Taste rappresenta una buona occasione momento perché produttori, consumatori,  ristoratori, chef, appassionati, giornalisti, critici, foodies e gourmet si incontrino. Uno degli obiettivi di Taste è quello di scambiarsi pareri e opinioni, domande e curiosità per agevolare la crescita della conoscenza consapevole del consumo consapevole dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità made in Lazio. (com)</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Arriva Bio, l’olio extra vergine che da’ energia a bimbi e anziani</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 11:49:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arriva l’olio extravergine Bio, prodotto solo con olive della varietà ‘Dritta’ tipica abruzzese: da’ energia a bimbi e anziani   In attesa della nuova campagna olivicola ed olearia, l’olivicoltura abruzzese scalda i motori con l’iniziativa: E’ la qualità che conta, evento promosso dalla cooperativa agricola Plenilia di Pianella (Pe). L’incontro organizzato nell’ambito del programma di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13216" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_Bio_Olio-8668-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Arriva l’olio extravergine Bio, prodotto solo con olive della varietà ‘Dritta’ tipica abruzzese: da’ energia a bimbi e anziani</p>
<p>  <span id="more-13217"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">In attesa della nuova <strong>campagna olivicola ed olearia</strong>, l’<strong>olivicoltura abruzzese</strong> scalda i motori con l’iniziativa: E’ la qualità che conta, evento promosso dalla cooperativa agricola Plenilia di Pianella (Pe).</span></p>
<p class="MsoNormal">L’incontro organizzato nell’ambito del programma di tracciabilità di Unaprol del REg. Ce 867/08 ha fatto da cornice alla presentazione di uno dei prodotti di punta dell’offerta di alta qualità italiana. Si tratta di Bio, prodotto solo con olive della varietà “Dritta”, tipica cultivar abruzzese della zona di Pescara.</p>
<p class="MsoNormal">“E’ un prodotto dell’innovazione che punta a valorizzare le tipicità distintive del territorio”, ha affermato Massimo Gargano presidente di Unaprol. “Un Paese come l’Italia che può contare su produzioni di pregio derivate da mix varietali inimitabili, un patrimonio unico di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12831"><strong>oli extra vergini DOP</strong></a>, una presenza capillare sui mercati mondiali, una invidiata conoscenza delle dinamiche di consumo e la disponibilità di  competenze e tecnologie industriali esportate ovunque – ha poi aggiunto &#8211;  deve saper innovare con la tracciabilità dell’alta qualità dell’olio extra vergine italiano”. </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Bio</strong> è un prodotto biologico di innovazione.  Indicato per l’alimentazione dei bambini che fa bene anche ai grandi perché particolarmente ricco di antiossidanti che sono le truppe scelte per l’anti invecchiamento. A spingere verso questo segmento di consumatori, le stesse produttrici della cooperativa che hanno selezionato le migliori partite della varietà Dritta, testate sui propri figli. Ricco di polifenoli e tocoferoli, quest’olio è altamente digeribile, favorisce lo sviluppo del sistema nervoso del bambino ed è particolarmente raccomandato durante la gravidanza. Presenta una concentrazione di polifenoli totali superiore alla media italiana.  “Un elisir di lunga vita”, riferisce Gianfranco Daddario presidente della cooperativa Plenilia che è  già disponibile sul mercato, ed è inserito nel programma di tracciabilità di Unaprol che garantisce la storia del prodotto dalle olive alla fase di imbottigliamento. Il progetto è stato seguito nelle sue fasi dal prof. Maurizio Servili dell’Università di Perugia e dal prof. Angelo Cicchelli dell’università di Pescara</p>
<p class="MsoNormal">L’<a href="alimentazione/olio"><strong>olivicoltura</strong> </a>in Abruzzo è la seconda coltura arborea più coltivata subito dopo la vite. La regione si colloca al 6° posto in Italia come produzione olivicola con 125.000 tonnellate ed olearia con circa 13.000 tonnellate, dopo Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Lazio.</p>
<p class="MsoNormal">L’<strong>olivicoltura</strong> si estende su circa 44.000 ettari, pari al 4% del totale investito in Italia ed al 5% dell’intera superficie olivicola del Mezzogiorno. 60 mila le aziende olivicole che rappresentano il 5% del totale delle aziende in Italia ed  il 7% di quelle presenti nel meridione.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La provincia più olivicola è Chieti con il 53% alla produzione regionale, seguita dalla provincia di Pescara con il 30% e la provincia di Teramo presenta con il 13,2% . Tre le DOP presenti, rispettivamente nelle province di Chieti (Colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle colline teramane). (com)</p>
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		<title>Olio: Italia prima nel mondo per controlli</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 11:12:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Olio extravergine di oliva: ’Italia e’ il primo Paese al mondo per il contrasto a frodi e sofisticazioni “Il sistema dei controlli in Italia funziona e il nostro Paese è, di fatto, la frontiera della legalità e della trasparenza a garanzia del consumatore mondiale per quanto riguarda l’origine certa e la qualità dell’olio extra vergine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12302" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/06/images_igallery_resized_ambientetest_olio_evo-8160-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Olio extravergine di oliva: ’Italia e’ il primo Paese al mondo per il contrasto a frodi e sofisticazioni</p>
<p>  <span id="more-12303"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">“Il sistema dei controlli in Italia funziona e il nostro Paese è, di fatto, la frontiera della legalità e della trasparenza a garanzia del consumatore mondiale per quanto riguarda l’origine certa e la qualità dell’<a href="alimentazione/olio"><strong>olio extra vergine di oliva</strong></a>”. Lo dichiara Massimo Gargano, presidente di Unaprol, in seguito agli sviluppi dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Siena, su indagini condotte dalla Guardia di Finanza, riportate da Il Fatto Quotidiano e anticipate dall’agenzia Agricolae.eu, che vede coinvolti alcuni attori del settore con l’accusa di frode e associazione delinquere.</span></p>
<p class="MsoNormal">Merito della “<strong>legge salva olio</strong>”, meglio conosciuta come legge Mongiello che mette inquirenti ed investigatori nelle condizioni di poter operare in un quadro normativo più chiaro a tutela degli interessi delle imprese serie del settore e a garanzia del consumatore. “Ora &#8211; ha aggiunto Gargano &#8211; occorre sostenere la proposta di una commissione  parlamentare d’inchiesta anticontraffazione, la cui proposta è stata già incardinata nei lavori parlamentari a Montecitorio, per alzare livello di contrasto a frodi e sofisticazioni”. Secondo Interpol ed Europol la contraffazione alimentare in Italia sviluppa circa 260mila euro al giorno di falso made in Italy. Un quadro allarmante che viene confermato anche dal primo rapporto Eurispes Coldiretti sulle agromafie.  Solo per l’olio di oliva nel nostro Paese si può calcolare un mercato parallelo del falso pari a 100milioni di Euro all’anno; e si tratta di una cifra per difetto e che non tiene conto di quanto falso made in Italy circoli all’estero.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;">OLIO I DATI E LA CONSISTENZA DEL SETTORE IN ITALIA </span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="text-indent: -18.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol;">·<span style="font-size: 7pt; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';">       </span></span>  <!--[endif]-->Roma &#8211;  L’olio extra vergine di oliva è protagonista sulla tavola degli italiani ed è motore dello sviluppo economico di un sistema di imprese che trova nel legame tra origine obbligatoria e territorio il punto di equilibrio più alto rappresentato dalla qualità. Un legame forte che dà valore al prodotto targato made in Italy.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->L’Italia, ricorda l’<strong>Unaprol</strong>, è il crocevia del mercato dell’olio di oliva ed è il baricentro della produzione di qualità del Mediterraneo.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->Due miliardi di Euro il valore della produzione alla pianta. Oltre duecentocinquanta milioni le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11770"><strong>piante di olivo</strong></a> messe a dimora su oltre un milione di ettari. Trecento cinquanta le varietà di olive catalogate che rendono il nostro Paese primo al mondo per ricchezza di cultivar da olio e da tavola dalle quali si ricavano oli extra vergini di oliva dai sapori unici ed irripetibili. (BIODIVERSITA’).</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->E’ questa ricchezza dei sapori che negli ultimi anni sta alimentando anche il fenomeno del turismo dell’olio, che sviluppa un giro di affari che sfiora i 20 milioni di Euro con circa due milioni di visitatori all’anno tra frantoi, agriturismi e aziende agricole.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->Ad arricchire questo fenomeno virtuoso vi sono diciassette strade e vie dell’olio, che tracciano il percorso del gusto di 43 DOP  ed una Igp già riconosciute dall’Unione europea.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->L’approvvigionamento degli oli extra vergini di oliva da parte dell’industria italiana avviene in funzione degli andamenti quali quantitativi della campagna in maniera variabile dai produttori italiani e dai paesi del bacino del Mediterraneo.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->In media tra le cinquanta e le centomila tonnellate provengono dal Nord della Puglia e da alcune aree della Calabria, Sicilia e Campania. Negli ultimi anni oltre 600 mila tonnellate sono state importate da Spagna e Grecia, cui si sono aggiunti quantitativi considerevoli da Tunisia e altri paesi del Maghreb.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->Oltre 400 mila tonnellate all’anno sono invece dirette al mercato estero, con un plus medio in valore del 50%. Le quote di mercato del nostro Paese oscillano tra il 50 e l’70%.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->·         <!--[endif]-->La produzione media italiana di olio di oliva in generale si attesta sulle 550 mila tonnellate all’anno, mentre il consumo interno supera mediamente le 700 mila tonnellate.  L’Italia è quindi costretta ad importare prodotto dall’estero per soddisfare la sola domanda del consumo interno. (com)</p>
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