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	<title>ogm &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Piante che immagazzinano più carbonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 12:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[biomasse]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati stanno sperimentando una nuova tecnologia di modificazione genetica delle radici delle piante per combattere il cambiamento climatico Sono molti gli scienziati che cercano soluzioni innovative per cercare di aiutare il mondo, tra cambiamenti climatici, produzione alimentare e gestione del carbonio. Recentemente, un team di ricercatori ha pensato di concentrarsi sul miglioramento di qualcosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38430" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Radici_OGM.jpg" alt="" width="794" height="434" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Radici_OGM.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Radici_OGM-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Radici_OGM-768x420.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Gli scienziati stanno sperimentando una nuova tecnologia di modificazione genetica delle radici delle piante per combattere il cambiamento climatico</p>
<p>  <span id="more-38431"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sono molti gli scienziati che cercano soluzioni innovative per cercare di aiutare il mondo, tra cambiamenti climatici, produzione alimentare e gestione del carbonio. Recentemente, un <em>team</em> di ricercatori ha pensato di concentrarsi sul miglioramento di qualcosa che esisteva già, sperimentando <strong>una nuova tecnologia di modificazione genetica che permette alle piante di immagazzinare più carbonio</strong> rispetto a quello che immagazzinano già da milioni di anni – convertendolo in carboidrati, energia e ossigeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <a href="https://www.salk.edu/harnessing-plants-initiative/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;mostra i progressi del <a href="https://www.salk.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Salk Institute</em></a>&nbsp;nella ricerca riguardante lo <strong>sviluppo di una pianta con radici OGM</strong>, più profonde delle altre, simili a quelle del sughero, che immagazzinano 20 volte più carbonio di una pianta normale.<strong> I ricercatori pensano che questi risultati possano essere applicati a colture su larga scala</strong>, in modo da poter influenzare in positivo il cambiamento climatico.&nbsp;Il progetto del <em>Salk Institute</em>, che si chiama <em>Harnessing Plants Initiative</em>, ha anche l&#8217;obiettivo di produrre una pianta che aiuti gli agricoltori e permetta di nutrire meglio le persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Storicamente, la modifica genetica delle piante è stata utilizzata per indirizzare e migliorare tratti specifici all&#8217;interno di una pianta, come le dimensioni o il sapore del frutto o la sua resistenza a parassiti e malattie. Ora, però, si stanno prendendo di mira specifici ormoni e geni, che aumentano la biomassa delle radici. L&#8217;idea è semplice, ma insieme efficace: le radici più profonde immagazzinano il carbonio in un luogo molto lontano e, inoltre, lo immagazzinano in una parte del terreno più stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo, ci sono molte controversie sugli organismi geneticamente modificati, ma quelli che li sostengono e li studiano dicono che gli OGM potrebbero essere l&#8217;unica risposta alla necessità di alimentare la crescente popolazione mondiale e aumentare la resilienza contro un ambiente in rapido cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Smettere di fumare grazie alla genetica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 14:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[Tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[Creato un tabacco geneticamente modificato con un contenuto minimo di nicotina In tutto il mondo circa 1,1 miliardi di persone sono fumatori e oltre 7 milioni di persone muoiono a causa degli effetti negativi del fumo ogni anno (secondo il rapporto della World Health Organisation del 2017). Uno dei principali ingredienti naturali che causano dipendenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37845" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_tobacco-3602145_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_tobacco-3602145_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_tobacco-3602145_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_tobacco-3602145_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Creato un tabacco geneticamente modificato con un contenuto minimo di nicotina</p>
<p>  <span id="more-37846"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In tutto il mondo circa 1,1 miliardi di persone sono fumatori e oltre 7 milioni di persone muoiono a causa degli effetti negativi del fumo ogni anno (secondo il rapporto della World Health Organisation del 2017). Uno dei principali ingredienti naturali che causano dipendenza dal tabacco è la nicotina, quindi un tabacco con un contenuto ridotto di nicotina potrebbe aiutare le persone a superare la dipendenza, contribuendo a ridurre il numero di fumatori e il rischio di morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, un team di scienziati della <a href="https://www.tu-dortmund.de/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Technical University of Dortumnd</a>, in Germania, ha studiato un modo per coltivare piante di tabacco che contengono il 99,7% in meno di nicotina. I ricercatori hanno usato la famosa tecnica di modifica dei geni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CRISPR" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CRISPR</a> per disabilitare sei enzimi della pianta che sono quelli che aiutano nella produzione dello stimolante della dipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori, la nuova versione ha solo 0,04 milligrammi di nicotina per grammo – praticamente quasi inosservabile. Questo però non vuol dire che siano meno nocive delle altre, visto che sono comunque fatte di agenti cancerogeni e altre sostanze: il punto è che possono aiutare le persone a smettere di fumare. </p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un approccio molto interessante in un mondo ormai quasi dominato dalle <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19374:e-sigarette-e-rischi-per-i-giovani&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sigarette elettroniche</a>, anche se ovviamente l&#8217;efficacia di questi metodi è ancora tutta da dimostrare – così come è da dimostrare se sono davvero più sani.<br />Eppure la Food and Drug Administration (<a href="https://www.fda.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FDA</a>) è convinta che la riduzione dei livelli di nicotina nelle sigarette potrebbe davvero essere la risposta, quindi l&#8217;ente governativo sta esplorando politiche che introdurranno nuovi standard di prodotto con livelli di nicotina più bassi.<br />Per chi volesse, l<a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/pbi.13193" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a ricerca</a> è stata pubblicata dal Plant Biotechnology Journal.</p>
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		<title>Maiali a basso contenuto di grassi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/maiali-a-basso-contenuto-di-grassi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 10:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[grassi]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>
		<category><![CDATA[maiali]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati usano la modificazione genetica per creare dei maiali che sono in grado di bruciare i grassi per regolare la loro temperatura Gli scienziati cinesi hanno utilizzato con successo la tecnica di editing genetico CRISPR&#160;per creare dodici suini sani che hanno circa il 24% in meno di grasso corporeo rispetto al normale. I suini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35137" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_maiali_a_bsso_contenuto_di_grassi.jpg" alt="" width="1086" height="724" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_maiali_a_bsso_contenuto_di_grassi.jpg 1086w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_maiali_a_bsso_contenuto_di_grassi-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_maiali_a_bsso_contenuto_di_grassi-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_maiali_a_bsso_contenuto_di_grassi-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1086px) 100vw, 1086px" /></p>
<p>Gli scienziati usano la modificazione genetica per creare dei maiali che sono in grado di bruciare i grassi per regolare la loro temperatura</p>
<p>  <span id="more-35138"></span>  </p>
<p>Gli scienziati cinesi hanno utilizzato con successo la tecnica di editing genetico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CRISPR" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CRISPR</a>&nbsp;per creare dodici suini sani che hanno circa il 24% in meno di grasso corporeo rispetto al normale. I suini a basso contenuto di grassi geneticamente modificati sono anche in grado di mantenere una temperatura corporea salutare, che potrebbe consentire agli agricoltori di garantire il benessere degli animali senza spendere tanto denaro per nutrirli e mantenerli caldi.</p>
<p>La maggior parte dei mammiferi possiede un gene noto come UCP1, che consente agli organismi di regolare la propria temperatura corporea quando è freddo bruciando grassi, ma i maiali non lo fanno. Quindi gli scienziati hanno preso il gene da un topo e hanno utilizzato la CRISPR per introdurlo nelle cellule del maiale. Queste cellule sono state usate per creare oltre 2.553 embrioni di suini clonati.<br />Successivamente, gli embrioni sono stati quindi impiantati in tredici suini, tre dei quali sono rimasti gravidi, dando alla luce dodici suini maschi completamente sani – uno di loro è riuscito anche ad accoppiarsi e a produrre una prole sana.</p>
<p>Questo studio offre un sacco di possibilità per gli agricoltori, dando loro un mezzo per aumentare gli animali in salute più a buon mercato rispetto ai metodi attuali e anche per contribuire alla produzione di sostentamento per le aree in cui c&#8217;è malnutrizione. Inoltre, c&#8217;è anche un beneficio per le persone nel mangiare mangiano carne di maiale che è meno grassa grazie alla modificazione genetica.<br />Quello che ora bisogna capire è se gli animali che sono stati modificati in questo modo possano essere legalmente venduti per il consumo umano.</p>
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		<title>Polli creati per salvarci le penne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 14:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[pollo]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[In Giappone i polli sono stati geneticamente modificati in modo da produrre delle uova che contengono una proteina che permette di combattere il cancro Le persone spesso parlano di quanto colesterolo ci sia nelle uova e di quanto non si debba esagerare nel mangiarle. Ma, a quanto pare, da oggi, si dovrà pensare invece principalmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35103" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_polli_ogm_giappone.jpg" alt="" width="638" height="425" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polli_ogm_giappone.jpg 638w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polli_ogm_giappone-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>In Giappone i polli sono stati geneticamente modificati in modo da produrre delle uova che contengono una proteina che permette di combattere il cancro</p>
<p>  <span id="more-35104"></span>  </p>
<p>Le persone spesso parlano di quanto colesterolo ci sia nelle uova e di quanto non si debba esagerare nel mangiarle. Ma, a quanto pare, da oggi, si dovrà pensare invece principalmente ai benefici per la salute che questo alimento comporta, visto che i ricercatori giapponesi del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (<a href="http://www.aist.go.jp/index_en.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AIST</a>) hanno creato geneticamente dei polli che nelle uova contengono una proteina (l&#8217;interferone beta) che funziona come un farmaco per combattere il cancro, l&#8217;epatite e altre malattie, agendo sul sistema immunitario.</p>
<p>Quello che hanno fatto i ricercatori una volta che hanno ottenuto questa proteina – modificando geneticamente le cellule precursori dello sperma di pollo – è stato usarla per fertilizzare le uova che producono i pulcini maschi. Inoltre, in alcuni cicli di allevamento incrociato, questo ha comportato che i pulcini maschi portassero a polli che ereditavano i geni con l&#8217;interferone beta.</p>
<p>L&#8217;azienda di import-export <a href="https://www.cosmobio.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosmo Bio</a>&nbsp;di Tokyo, che ha sviluppato il metodo insieme ai ricercatori dell&#8217;AIST e all&#8217;Organizzazione Nazionale per la ricerca su Agricoltura e Alimentazione della Prefettura di Ibaraki, ha ora tre galline di questo tipo che covano uova ogni giorno o ogni due – i bianchi di queste uova contengono l&#8217;interferone beta.</p>
<p>Il motivo per cui si è passati attraverso questo processo, che potrebbe sembrare complesso a pensare che l&#8217;unico obiettivo è quello di ottenere una proteina che si potrebbe ottenere in altra maniera, è quello di rendere questo farmaco potenzialmente meno costoso. Questo metodo, infatti, è anche un buon esempio per mostrare come l&#8217;editing genico possa ridimensionare le industrie, in particolare l&#8217;assistenza sanitaria.</p>
<p>D&#8217;ora in poi, i ricercatori intendono lavorare per stabilizzare il contenuto dell&#8217;interferone beta nelle uova per produrre da una dozzina a 100 milligrammi in ogni singolo uovo.</p>
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		<title>La mela artica contro gli sprechi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/la-mela-artica-contro-gli-sprechi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 13:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[mela]]></category>
		<category><![CDATA[Mela Artica]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
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					<description><![CDATA[Un mela geneticamente modificata in modo da non scurirsi mai sta per sbarcare nei supermercati degli Stati Uniti La mela artica è un prodotto geneticamente modificato: una varietà di frutta progettata per non diventare marrone, nemmeno quando viene affettata. Il motivo per cui è stata creata è molto semplice: secondo la Okanagan Specialty Fruits&#160;– ovvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35083" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Mela_Artica_OGM.jpg" alt="" width="1164" height="767" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Mela_Artica_OGM.jpg 1164w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Mela_Artica_OGM-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Mela_Artica_OGM-1024x675.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Mela_Artica_OGM-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 1164px) 100vw, 1164px" /></p>
<p>Un mela geneticamente modificata in modo da non scurirsi mai sta per sbarcare nei supermercati degli Stati Uniti</p>
<p>  <span id="more-35084"></span>  </p>
<p>La mela artica è un prodotto <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12990" target="_blank" rel="noopener noreferrer">geneticamente modificato</a>: una varietà di frutta progettata per non diventare marrone, nemmeno quando viene affettata. Il motivo per cui è stata creata è molto semplice: secondo la <a href="https://www.okspecialtyfruits.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Okanagan Specialty Fruits</a>&nbsp;– ovvero l&#8217;azienda che la produce – serviva un mezzo per far aumentare il consumo di mele tra i compratori esigenti e contemporaneamente, quindi, portare a diminuzione i rifiuti alimentari.&nbsp;</p>
<p>A partire da novembre, la <a href="https://www.okspecialtyfruits.com/arctic-apples/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mela artica</a>&nbsp;sarà venduta in circa 400 supermercati in tutto gli Stati Uniti. <br />Neal Carter, presidente dell&#8217;azienda che l&#8217;ha messa in commercio, stima che il raccolto di questo mese di 81 Kg di mele sarà sul mercato per circa 12 settimane: la prima varietà della mela artica disponibile sarà la Golden Delicious, seguita dalla Granny Smith nel 2018.</p>
<p>L&#8217;azienda Okanagan spera che questo nuovo approccio conquisti il pubblico e contribuisca a un ritorno della frutta sulle tavole delle famiglie – visto che c&#8217;è stato un crollo in questo senso negli ultimi dieci anni. Basando l&#8217;idea di business sul raddoppiamento che si è avuto nel consumo delle carote quando si sono iniziate a vendere già mondate e tagliate, si è deciso di vendere le mele artiche già affettate, in modo da essere più fruibili – per questo è importante che non si scuriscano a contatto con l&#8217;aria.</p>
<p>Può sembrare una banalità, ma se le mele appaiono più «belle», le persone avranno più voglia di comprarle. Certo, molti acquirenti saranno spaventati dallo status di OGM, ma la speranza dell&#8217;azienda è che la mela venga assaggiata in modo da mostrarsi per quello che è prima di essere scartata – ovvero una mela, appunto.</p>
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		<title>Animali geneticamente modificati per difendere l&#8217;ecosistema</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/animali-geneticamente-modificati-per-difendere-l-ecosistema/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 16:39:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
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					<description><![CDATA[Le specie transgeniche potrebbero davvero aiutarci a combattere gli effetti dei cambiamenti climatici? Che cosa hanno in comune i coralli resistenti allo sbiancamento, gli ibridi di mammut ed elefanti e le colture che possono resistere alla siccità e all&#8217;anidride carbonica? Beh, un crescente gruppo di scienziati pensa che possano essere la chiave non solo per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34995" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Animali_OGM.jpg" alt="" width="1433" height="630" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Animali_OGM.jpg 1433w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Animali_OGM-300x132.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Animali_OGM-1024x450.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Animali_OGM-768x338.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Animali_OGM-1200x528.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1433px) 100vw, 1433px" /></p>
<p>Le specie transgeniche potrebbero davvero aiutarci a combattere gli effetti dei cambiamenti climatici?</p>
<p>  <span id="more-34996"></span>  </p>
<p>Che cosa hanno in comune i coralli resistenti allo sbiancamento, gli ibridi di mammut ed elefanti e le colture che possono resistere alla siccità e all&#8217;anidride carbonica? Beh, un crescente gruppo di scienziati pensa che possano essere la chiave non solo per combattere il cambiamento climatico, ma anche riprendersi dai suoi effetti. La teoria, chiamata «adattamento facilitato», mira a utilizzare specie geneticamente modificate per ottimizzare la salute dei nostri ecosistemi. L&#8217;idea è quella di fondere le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/De-estinzione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tecnologie di de-estinzione</a>, di editing genetico e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Biologia_di_sintesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biologia di sintesi</a>&nbsp;al fine di preservare la fauna selvatica e conservare gli ecosistemi terrestri ai massimi livelli possibili.</p>
<p>Le otto milioni di specie conosciute che sono ospitate sulla Terra stanno morendo 1.000 volte più velocemente di quanto ci aspettassimo e questo ha portato molti esperti a dichiarare che siamo in mezzo al sesto evento di estinzione di massa di massa nella storia del nostro pianeta. Siccome la biodiversità è fondamentale per la sopravvivenza dell&#8217;uomo e degli ecosistemi terrestri nel loro complesso, molti scienziati ritengono che, visto che siamo responsabili della crisi, dovremmo anche essere coloro che si occupano di risolverla.</p>
<p>Quella dell&#8217;adattamento facilitato è una teoria fattibile in quanto esistono già le tecnologie per metterla in atto (per esempio la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CRISPR" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CRISPR</a>), e quindi si possono davvero creare elefanti-mammut che resistono ai climi più rigidi, salmoni transgenici che crescono due volte più velocemente degli altri, zanzare che contengano batteri che ci difendono dai virus Zika e Dengue, coralli resistenti ai climi più caldi.</p>
<p>Ma è davvero etico tutto questo? Non sarebbe meglio proteggere gli animali invece che crearne di nuovi? Ovviamente, la risposta è molto complessa: partendo dal presupposto che l&#8217;impatto umano sulla Terra è già profondo e che gran parte di quell&#8217;impatto ha avuto alla fine risultati negativi, alcuni pensano che la tecnologia potrebbe finalmente essere usata per promuovere la biodiversità globale e lasciare un&#8217;eredità di mondo più positiva; mentre altri pensano che non sia lecito mettersi a «giocare» con la genetica della nostra fauna col rischio di creare a lungo termine ancora più danni di quanti ne contiamo adesso.</p>
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		<title>Europa divisa su 3 nuovi mais OGM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 07:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mais]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche l’Italia prende posizione sui nuovi tipi di mais La questione delle coltivazioni transgeniche è bloccata a Bruxelles: il comitato d&#8217;appello dell’Unione europea, convocato per decidere su tre mais Ogm (Ogm Pioneer 1507, Syngenta Bt11 e MON 810), ha visto ancora una volta i 28 paesi divisi. In sostanza non si riesce a raggiungere la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33567" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_mais_ogm.jpg" alt="" width="638" height="382" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_mais_ogm.jpg 638w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_mais_ogm-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Anche l’Italia prende posizione sui nuovi tipi di mais</p>
<p>  <span id="more-33568"></span>  </p>
<p>La questione delle coltivazioni transgeniche è bloccata a Bruxelles: il comitato d&#8217;appello dell’Unione europea, convocato per decidere su tre mais Ogm (Ogm Pioneer 1507, Syngenta Bt11 e MON 810), ha visto ancora una volta i 28 paesi divisi. In sostanza non si riesce a raggiungere la maggioranza qualificata per necessaria per approvare o respingere la richiesta di autorizzazione a coltivare nuove piante Ogm o a rinnovare l&#8217;autorizzazione dell&#8217;unica attualmente coltivata, il mais noto la sigla Mon810.&nbsp;</p>
<p>Il quorum è fissato in 16 stati favorevoli rappresentanti il 65% degli abitanti del continente.</p>
<p>L’Italia si è dichiarata contraria. Ora dovrà essere la Commissione ad assumersi la responsabilità di compiere la scelta e decidere se dare o meno il via libera.</p>
<p>Greenpeace ha commentato: “Le tre varietà di mais Ogm oggetto del voto sono state modificate per essere in grado di produrre tossine derivate da un batterio del suolo, il Bacillus thuringiensis (Bt).Le tossine Bt prodotte da questi mais Ogm sono potenzialmente in grado di danneggiare non solo i parassiti del mais, ma anche altri insetti non bersaglio, tra cui farfalle, coccinelle e, se i residui raggiungono corsi d’acqua, anche organismi acquatici.”</p>
<p>Cosa sono gli Ogm? E quali i loro rischi?&nbsp;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=12990" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco tutto quello che serve sapere su frutta e verdura geneticamente modificata</a>.</p>
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		<title>Bayer compra Monsanto: ecco i rischi per l’agricoltura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 08:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Bayer]]></category>
		<category><![CDATA[Monsanto]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’operazione record da 66miliardi crea un colosso nel campo dell’agricoltura. E ora?&#160; Bayer ha comprato Monsanto staccando un assegno da 66 miliardi. Ora si è creato un colosso che detiene il: 23% del mercato globale degli insetticidi 34% del mercato globale degli erbicidi 36% del mais statunitense Considerando anche le due società concorrenti, Dupont Dow [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32310" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_Bayer-Monsanto.jpg" alt="" width="615" height="346" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Bayer-Monsanto.jpg 615w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Bayer-Monsanto-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p>Un’operazione record da 66miliardi crea un colosso nel campo dell’agricoltura. E ora?&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-32311"></span>  </p>
<p>Bayer ha comprato Monsanto staccando un assegno da 66 miliardi. Ora si è creato un colosso che detiene il:</p>
<ul>
<li>23% del mercato globale degli insetticidi</li>
<li>34% del mercato globale degli erbicidi</li>
<li>36% del mais statunitense</li>
</ul>
<p>Considerando anche le due società concorrenti, Dupont Dow Chemical e ChemChina-Syngenta, significa che tre aziende hanno in mano l’80% del mais statunitense, il 70% del mercato globale dei pesticidi, il 78% di quello degli erbicidi.</p>
<p>E quali sono i rischi ad avere tre giganti che detengono produzione di sementi, pesticidi, diserbanti, fertilizzanti e insetticidi?</p>
<p><strong>1. Rischi per la biodiversità</strong><br />Il rischio per l’agricoltura europea e italiana è rimanere senza prodotti che garantiscano la biodiversità. Il responsabile dell’area economica della Coldiretti Gianluca Lelli al Sole24Ore: “Non vorremmo che rimanessero solo poche sementi, oggi 5 piante fanno l’80% delle calorie mondiali”</p>
<p><strong>2. Rischio crescita prezzi</strong><br />Monsanto è l’azienda simbolo degli OGM, ma questo è un business che ora ha meno margini di guadagno. Il rischio è che i prezzi tornino a salire se si crea un cartello tra pochi operatori.</p>
<p><strong>3. L’agricoltura artificiale</strong><br />Ormai sembra impossibile immaginare una agricoltura senza chimica. Sembra l’unica risposta possibile alla futura crescita della popolazione mondiale.</p>
<p><strong>4. Ricerca e innovazione</strong><br />Poche società hanno i fondi per fare ricerca in questo settore. Il destino sarà quindi in mano a pochi colossi, loro sceglieranno la strada da percorrere.</p>
<p><strong>5. Antitrust</strong><br />Come reagiranno le istituzioni davanti a questa operazione? Possono gli stati porre un freno o le varie autorità antitrust saranno immobili?</p>
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		<title>Come modificare artificialmente il manto delle pecore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 12:04:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[pecore]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta al mondo, in Cina, sono stati alterati i colori di alcune pecore con una controversa tecnica OGM I ricercatori della Academy of Zootechnical Science della regione autonoma cinese di Xinjiang sono riusciti ad allevare cinque pecore con manti mai visti, grazie all&#8217;utilizzo di uno strumento di modificazione genetica noto come CRISPR-Cas9. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31947" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Colore_pecore_ogm.jpg" alt="" width="1024" height="619" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Colore_pecore_ogm.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Colore_pecore_ogm-300x181.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Colore_pecore_ogm-768x464.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Per la prima volta al mondo, in Cina, sono stati alterati i colori di alcune pecore con una controversa tecnica OGM</p>
<p>  <span id="more-31948"></span>  </p>
<p>I ricercatori della Academy of Zootechnical Science della regione autonoma cinese di Xinjiang sono riusciti ad allevare cinque pecore con manti mai visti, grazie all&#8217;utilizzo di uno strumento di modificazione genetica noto come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CRISPR" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CRISPR-Cas9</a>.</p>
<p>A quanto riportato, due delle pecore hanno la pelliccia bianca e nera tipica delle mucche, altre due hanno un manto nero con delle macchie bianche come i cani pezzati e la quinta pecora è bianca e marrone come un «cappuccino non mescolato».<br />Questa è la prima volta che degli scienziati decidono di alterare i colori del mantello di animali di taglia grande utilizzando una tecnica così controversa – i precedenti esperimenti erano stati condotti sui topi.</p>
<p>Secondo i ricercatori, questa variazione avrebbe diverse utilità, oltre alla bellezza estetica: innanzitutto i proprietari di animali domestici potrebbe essere «ordinati» con un colore personalizzato e, in secondo luogo, i consumatori sarebbero in grado di acquistare prodotti di lana colorati senza che la lana abbia la necessità di essere tintia Un discorso del genere, ovviamente, non può che creare un ampio dibattito.</p>
<p>Il team di scienziati ci ha tenuto a sottolineare che la modificazione del gene ASIP – che è il gene che è stato selezionato per lavorare sul manto degli animali – raggiunge un nuovo livello rispetto agli approcci tradizionali di mutazione genica, risultando notevolmente più efficace e lavorando ad alterazioni che non implicano l&#8217;aggiunta di geni di un&#8217;altra specie. Il CRISPR-Cas9 agisce come una sorta di forbice molecolare in grado di tagliare via selettivamente parti del genoma indesiderate e sostituirle con nuovi tratti di DNA: gli scienziati si dicono pronti ad utilizzare questa tecnica anche non limitatamente al bestiame.</p>
<p>Il dibattito sugli OGM, di fronte a notizie del genere, non fa che infiammarsi e raggiungere un livello superiore. In attesa di nuovi sviluppi, nessuno, infatti, può sospendere il proprio giudizio su un argomento così importante: anche perché le posizioni sono da sempre molto radicali al riguardo.</p>
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		<title>Uno spray che impedisce ai fiori di invecchiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 11:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[rosè]]></category>
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					<description><![CDATA[La società Monsanto inventa una modificazione genetica da applicare ai fiori come rimedio anti-invecchiamento La società di sviluppo biotecnologico agricolo Monsanto Roundup, nota alle cronache per l&#8217;ampio dibattito mondiale causato dai suoi prodotti chimici basati sul glifosato, ha annunciato che sta per sviluppare un nuovo metodo per arrestare il processo di invecchiamento o avvizzimento delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31854" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La società Monsanto inventa una modificazione genetica da applicare ai fiori come rimedio anti-invecchiamento</p>
<p>  <span id="more-31855"></span>  </p>
<p>La società di sviluppo biotecnologico agricolo <a href="http://www.roundup.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Monsanto Roundup</a>, nota alle cronache per l&#8217;ampio dibattito mondiale causato dai suoi prodotti chimici basati sul <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30361" target="_blank" rel="noopener noreferrer">glifosato</a>, ha annunciato che sta per sviluppare un nuovo metodo per arrestare il processo di invecchiamento o avvizzimento delle piante, impedendo ai fiori il loro rilascio di etilene – che è il loro «ormone dell&#8217;invecchiamento», in quanto responsabile della maturazione e della decomposizione.&nbsp;</p>
<p>Nella domanda di brevetto, hanno specificato che, per ritardare la senescenza (ovvero il deterioramento) dei fiori recisi – come le rose, i tulipani, le petunie che ogni giorno vengono regalati e ricevuti in tutto il mondo – <a href="http://www.nature.com/nrg/multimedia/rnai/animation/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interverranno sull&#8217;RNA con una modificazione genetica</a>: un&#8217;interferenza.</p>
<p>La Monsanto, nota per creare semi e piante OGM, questa volta si è concentrata su una modificazione temporanea: mediante uno spray oppure attraverso una alimentazione che passa per le radici si riesce ad «interferire» con alcuni geni all&#8217;interno delle piante e a creare l&#8217;effetto desiderato senza che esso sia permanente.<br />Ovviamente, questo annuncio ha creato pareri non poco contrastanti: per alcuni, risolverebbe il problema della troppo celere deperibilità dei fiori, per altri andrebbe a rinvigorire un&#8217;industria malevola, quella dello smercio dei fiori, che ha costi ambientali invisibili, ma molto importanti. <br />Non ci resta che aspettare per capire meglio e intanto chiederci se un mazzo di rose che non appassisce in pochi giorni è una delle cose che speravamo di ottenere o se è un&#8217;altra di quelle risposte a domande che non abbiamo mai fatto.</p>
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