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	<title>obeso &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Puoi essere obeso ma avere un cuore forte?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 13:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obeso]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio racconta che non è vero che esistono obesi che non abbiano rischi cardiaci Un nuovo studio&#160;britannico, pubblicato sulla rivista «European Heart Journal», ha analizzato circa 300.000 persone per smantellare il «paradosso dell&#8217;obesità», ovvero una teoria che sostiene che l&#8217;essere obesi non comporti necessariamente l&#8217;insorgenza rischi cardiaci. I ricercatori hanno scoperto che l&#8217;obesità aumenta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-35826" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_obesita_rischi.jpg" alt="" width="800" height="504" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_obesita_rischi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_obesita_rischi-300x189.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_obesita_rischi-768x484.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Uno studio racconta che non è vero che esistono obesi che non abbiano rischi cardiaci</p>
<p>  <span id="more-35827"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://academic.oup.com/eurheartj/advance-article/doi/10.1093/eurheartj/ehy057/4937957" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un nuovo studio</a>&nbsp;britannico, pubblicato sulla rivista «European Heart Journal», ha analizzato circa 300.000 persone per smantellare il «paradosso dell&#8217;obesità», ovvero una teoria che sostiene che l&#8217;essere obesi non comporti necessariamente l&#8217;insorgenza rischi cardiaci.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto che l&#8217;obesità aumenta il rischio di attacchi cardiaci, ictus e ipertensione e che il rischio aumenta man mano che aumenta l&#8217;adipe che si porta attorno alla vita. Non esiste alcun effetto protettivo del grasso, quindi: qualunque sia il nostro indice di massa corporea (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_massa_corporea" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IMC</a>), la perdita di qualche chilogrammo non farà altro che migliorare la nostra salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio, i ricercatori hanno scoperto che le persone con un IMC tra 22 e 23 (quindi regolare) avevano il più basso rischio di malattie cardiache; man mano che questo indice – che, ricordiamolo è una misura che si basa su peso e altezza – aumentava, il rischio cresceva, aumentando del 13% anche per quantità moderate di aumento di peso. Senza contare che hanno scoperto che per le donne con un girovita di 74 cm e per gli uomini con un girovita di 81 cm, ad ogni aumento di 12 cm, il rischio di malattie cardiache cresceva del 16%.<br />Per capire come aumenta il rischio di malattie cardiache, bisogna tenere sotto controllo queste caratteristiche, ma anche il rapporto vita-fianchi, il rapporto vita-altezza e la percentuale di grasso corporeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questa base e con questa nuova scoperta sarà difficile continuare a negare la gravità dell&#8217;essere obesi perché è stato dimostrato che non esiste alcun paradosso dell&#8217;obesità – recentemente, inoltre, è stato pubblicato <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/article-abstract/2673289?resultClick=3&amp;redirect=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio</a>&nbsp;sulla rivista «JAMA Cardiology» che ha mostrato come sia una leggenda il fatto che le persone con malattie cardiache che sono in sovrappeso o obese vivano più a lungo di quelle che hanno un peso normale.<br />Insomma: il peso forma deve essere il nostro obiettivo. Sempre.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Dipingersi le unghie fa diventare obesi?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/dipingersi-le-unghie-fa-diventare-obesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 11:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[obeso]]></category>
		<category><![CDATA[smalto]]></category>
		<category><![CDATA[unghie]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio rivela l&#8217;entrata nel corpo di un perturbatore endocrino tramite lo smalto   Esiste un composto chimico potenzialmente tossico che si chiama trifenilfosfato (TPHP) e che è stato collegato alle irregolarità riproduttive e ormonali, all&#8217;obesità e ad altri problemi di salute: praticamente un distruttore del sistema endocrino. Questo prodotto, principalmente usato come plastificante o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29741" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Smato_semipermanente_colorato-17138-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p dir="ltr">Uno studio rivela l&#8217;entrata nel corpo di un perturbatore endocrino tramite lo smalto</p>
<p>  <span id="more-29742"></span>  </p>
<p> </p>
<p dir="ltr">Esiste un composto chimico potenzialmente tossico che si chiama trifenilfosfato (<a href="http://www.ewg.org/skindeep/ingredient/706709/TRIPHENYL_PHOSPHATE/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TPHP</a>) e che è stato collegato alle irregolarità riproduttive e ormonali, all&#8217;obesità e ad altri problemi di salute: praticamente un distruttore del sistema endocrino. Questo prodotto, principalmente usato come plastificante o per rendere ignifughi i mobili, si trova anche in alcuni smalti per unghie.</p>
<p dir="ltr">Si è sempre detto che dipingere le unghie non è una delle strade che permettono alle sostanze chimiche potenzialmente tossiche di entrare nel nostro corpo (al contrario dell&#8217;ingestione o dell&#8217;inalazione di queste sostanze), ma un recente studio condotto dai ricercatori della <a href="https://duke.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Duke University</a> e dell&#8217;Environmental Working Group (<a href="http://www.ewg.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EWG</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">) ha prodotto risultati diversi: il TPHP entra direttamente nel corpo durante e dopo l&#8217;applicazione dello smalto.</span></p>
<p dir="ltr">Innanzitutto lo studio ha testato 10 smalti che non presentavano sull&#8217;etichetta l&#8217;indicazione di presenza del TPHP e lo ha trovato in ben 8, con una concentrazione che andava dallo 0,49 all&#8217;1,68 per cento in peso: questo fa pensare che il trifenilfosfato sia presente in molti più prodotti di quelli che si pensa (calcolando che nell&#8217;elenco di smalti e trattamenti che la EWG ha nel proprio database, già il 49% indicava la presenza di TPHP tra gli ingredienti, possiamo farci un&#8217;idea di quale sia la percentuale reale).</p>
<p dir="ltr">Nella seconda parte della ricerca, 26 volontarie si sono dipinte le unghie finte (quindi non le proprie) con lo smalto, utilizzando guanti di plastica: i test sui campioni delle loro urine hanno rivelato che la presenza del difenil fostato (DPHP) – sostanza chimica che rappresenta la maniera in cui il corpo metabolizza il trifenilfosfato – non era cambiata di molto. Tuttavia, quando le volontarie hanno dipinto le proprie unghie, si è scoperto che, entro 10 o 14 ore dall&#8217;applicazione, i loro livelli urinari di DPHP erano aumentati di sette volte.</p>
<p dir="ltr">Questi risultati hanno portato i ricercatori alla conclusione che mettersi lo smalto causa un&#8217;esposizione ai pericoli endocrinologici causati da questo potenziale disgregatore ormonale.</p>
<p> </p>
<p dir="ltr">Bisogna stare attenti ai prodotti che si scelgono (soprattutto quando questi vengono in contatto con bambini o ragazzi nel pieno del loro sviluppo) ed è sempre bene prestare un occhio a questi studi per smascherare i prodotti che cercano di nascondere la loro tossicità tramite mancate indicazioni.</p>
<p>EC</p>
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		<title>Bambini in sovrappeso: aumenta rischio ipertensione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bambini/bambini-in-sovrappeso-aumenta-rischio-ipertensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 07:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini in sovrappeso]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[obeso]]></category>
		<category><![CDATA[sovrappeso]]></category>
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					<description><![CDATA[Attenzione mamme: per i bambini obesi si moltiplica per sei il pericolo di pressione alta. Maggior riscio di ipertensione anche per chi e&#8217; in sovrappeso Bambini, ma già con tanti chili di troppo e con un rischio di ammalarsi come i grandi: secondo gli ultimi dati del programma ministeriale &#8216;Okkio alla salute&#8217;, nel 2012 era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-20114" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_images-12289-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Attenzione mamme: per i bambini obesi si moltiplica per sei il pericolo di pressione alta. Maggior riscio di ipertensione anche per chi e&#8217; in sovrappeso</p>
<p>  <span id="more-20115"></span>  </p>
<p><a href="benessere/bambini"><strong>Bambini</strong></a>, ma già con tanti chili di troppo e con un rischio di ammalarsi come i grandi: secondo gli ultimi dati del programma ministeriale &#8216;Okkio alla salute&#8217;, nel 2012 era sovrappeso più di un bimbo italiano su 5 (22,2%, con punte superiori al 30% o al 40% al Centro-Sud), e più di uno su 10 era obeso (10,6%). L&#8217;allarme, di non poco conto, è stato lanciato durante il congresso della Società europea di cardiologia (Esc) che si chiude domani a Barcellona. </p>
<p>Per i<a href="https://www.ecoseven.net//?p=18442"><strong> bambini obesi</strong></a>, infatti, si moltiplica per sei il pericolo di pressione alta, primo fattore di rischio cardiovascolare. Il rischio di pre-ipertensione nei ragazzini in sovrappeso, secondo uno studio condotto in Germania su oltre 22 mila bambini e adolescenti, è 1,6 volte maggiore per i maschi e 1,8 volte più alto nelle femmine, rispetto a quelli normopeso. Nei bambini obesi, invece, il rischio cresce di 2,4 e 3,3 volte rispettivamente. Ancora più netto il legame fra ago della bilancia e pericolo di ipertensione conclamata: il rischio aumenta di 5,9 volte nei maschietti obesi e di 4,3 volte nelle femminucce.</p>
<p>&#8216;Il nostro studio &#8211; commenta Peter Schwandt della <a href="http://www.uni-muenchen.de/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ludwig-Maximilian University di Monaco di Baviera</strong></a> &#8211; dimostra con chiarezza che più grassi sono i giovanissimi, e più alto è il loro rischio di pre-ipertensione e ipertensione. Qualunque perdita di peso si riesca a ottenere aiuterà a ridurre questo rischio&#8217;. Concorda Empar Lurbe, docente di pediatria all&#8217;università di Valencia, in Spagna, intervenuta a un simposio che il summit catalano ha dedicato alla pressione arteriosa nei bambini: &#8216;Qualsiasi intervento che riduca l&#8217;assunzione di energia e aumenti l&#8217;attività fisica sarà utile a ridurre i livelli di pressione&#8217;, assicura.</p>
<p>&#8216;La pressione alta nei<strong> bambini</strong> è direttamente correlata all&#8217;ipertensione negli adulti, e quest&#8217;ultima è la prima causa di morte prematura nel mondo &#8211; conclude Lurbe &#8211; l&#8217;opportunità di vigilare su questi rischi nei bambini appare ora più forte che mai&#8217;. L&#8217;invito, insomma, è quello di prevenire invece che curare. Per evitare che i figli del Duemila debbano vivere meno dei loro genitori.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Se il bimbo non dorme puo&#8217; diventare obeso</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bambini/se-il-bimbo-non-dorme-puo-diventare-obeso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 11:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bimbo]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[obeso]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ricerca condotta in Nuova Zelanda su un campione di 250 bambini dimostra una stretta correlazione tra la mancanza di sonno e l&#8217;obesità nei bambini. La diminuzione delle ore di sonno si è verificata anche negli ultimi 30 anni con il mutare degli stili di vita La mancanza di sonno contribuisce all&#8217;eccesso di peso nei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1737" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_benessere_bimbo-obeso-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Una ricerca condotta in Nuova Zelanda su un campione di 250 bambini dimostra una stretta correlazione tra la mancanza di sonno e l&#8217;obesità nei bambini. La diminuzione delle ore di sonno si è verificata anche negli ultimi 30 anni con il mutare degli stili di vita</p>
<p> <span id="more-1738"></span> </p>
<p>La mancanza di sonno contribuisce all&rsquo;eccesso di peso nei bambini, piu&rsquo; di una cattiva <b>dieta</b> o della mancanza di esercizio. E&rsquo; il risultato di una ricerca di lungo termine, condotta da studiosi del Dipartimento di pediatria e salute infantile dell&rsquo;Universita&rsquo; di Otago, in Nuova Zelanda, su un campione di 250 bambini, di cui hanno misurato regolarmente, dai tre ai sette anni di eta&rsquo;, il peso, la <b>dieta</b>, la struttura corporea, l&rsquo;attivita&rsquo; fisica e i modelli di sonno.<br /> I ricercatori hanno tenuto in considerazione il peso alla nascita, il grado di istruzione dei genitori, il reddito e se la madre fumava quando era incinta, tutti fattori noti per il loro impatto sul peso del bambino.<br /> Studi precedenti avevano concluso che la mancanza di sonno e&rsquo; legata al peso dei bambini, ma questa e&rsquo; la prima valutazione approfondita ed estesa nel tempo, scrive l&rsquo;autore della ricerca, prof. Barry Taylor, sul British Medical Journal. &rsquo;Il livello di attivita&rsquo; sembra non avere effetto nel determinare se il bambino e&rsquo; in sovrappeso o no fino all&rsquo;eta&rsquo; di 7 anni. Una <b>dieta</b> piu&rsquo; o meno sana ha qualche effetto, ma il fattore principale e&rsquo; l&rsquo;insufficienza di sonno&rsquo;, spiega.<br /> La connessione e&rsquo; complessa, aggiunge. La quantita&rsquo; di sonno influenza gli ormoni che controllano il metabolismo e l&rsquo;appetito, quindi la quantita&rsquo; di cibo che si consuma. E&rsquo; accertato che la quantita&rsquo; di sonno, sia nei bambini che negli adulti, e&rsquo; diminuita significativamente negli ultimi 30 anni, a causa dello &rsquo;stile di vita moderno&rsquo;, osserva ancora lo studioso. I bambini dovrebbero dormire circa 9 o 10 ore a notte, ma alcuni ne hanno bisogno di piu&rsquo;. (fonte: Ansa)</p>
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