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	<title>Nestlè &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Scandalo carne di cavallo, quando la trasparenza non brilla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 15:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Buitoni]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scandalo della carne di cavallo apre diversi interrogativi e fa crollare anche un altro mito: la carne equina non e&#8217; piu&#8217; ricca di ferro delle altre carni&#160; Lo scandalo della carne di cavallo spacciata per carne di manzo nei prodotti della Buitoni (gruppo Nestlè) in Italia e Spagna e della Findus rilevata in Inghilterra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-10878" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_ir_187_bimg1_tortelliniPiselliCulatello6_250x250-7350-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Lo scandalo della carne di cavallo apre diversi interrogativi e fa crollare anche un altro mito: la carne equina non e&#8217; piu&#8217; ricca di ferro delle altre carni&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-10879"></span>  </p>
<p>Lo scandalo della <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/news-alimentazione/una-tassa-sulla-carne-la-proposta-svedese-allue" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carne </a>di cavallo spacciata per carne di manzo</strong> nei prodotti della <strong>Buitoni (gruppo Nestlè)</strong> in Italia e Spagna e della <strong>Findus</strong> rilevata in Inghilterra e in Irlanda pone una serie di problemi. Il primo fra tutti dell’onestà e dei controlli da parte delle multinazionali del comparto alimentare. Poi quello della chiarezza delle etichette sui prodotti alimentari che compriamo al supermercato. Le frodi alimentari sono temute, secondo una ricerca pubblicata da <strong>Coldiretti/Swg</strong>, da 6 italiani su 10. Le frodi alimentari sono più temute delle frodi fiscali e finanziarie. Anche in questo caso si intacca un valore fondamentale per il rapporto tra consumatore e produttore: la fiducia. Vista la mancata trasparenza sui passaggi della filiera alimentare.</p>
<p class="MsoNormal">La tracciabilità dei prodotti&nbsp;apre ancora una volta la discussione sulla bontà dei prodotti, che come la carne di cavallo, fanno mille giri primi di arrivare sulle tavole dei consumatori. I <strong>prodotti a ‘Km 0’</strong> ancora una volta si rivelano la soluzione più sana per alimentarsi bene e avere certezze su quello che si mangia. Nel caso della carne di cavallo spacciata per carne di manzo in Inghilterra si parla di carne equina che proviene dalla Romania, dove sono stati usati farmaci che possono rivelarsi dannosi per la salute umana. La <strong>carne di cavallo</strong> è stata rinvenuta in questi prodotti in misura maggiore dell’1%. In Inghilterra, secondo gli ultimi dati disponibili, in qualche giorno sono <a href="http://alimentazione.ecoseven.net/news-alimentazione/in-italia-ci-sono-sempre-piu-vegetariani" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aumentati i vegetariani </a>del 6%, così come sono crollate del quasi 25% le vendite dei prodotti alimentari surgelati.</p>
<p class="MsoNormal">In questa puntata spiacevole della carne di cavallo c’è stato modo anche di apprendere che la <strong>carne di cavallo non è più ricca di ferro</strong> delle altre, bensì solo più ricca di zuccheri. Lo ha dichiarato qualche giorno fa il nutrizionista <strong>Giorgio Calabrese</strong>. E con questo se ne va anche l’ultimo mito che ha resistito nel tempo, sicuramente più dei controlli sulla filiera della carne equina spacciata per carne di manzo. (red)</p>
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		<title>Lo spumante Gancia passa ai russi. Un altro caso di made in Italy che cambia nazionalita&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[Gancia]]></category>
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					<description><![CDATA[La storica industria Gancia è stata acquistata per il 70% dall’imprenditore russo Tariko. E non è l’unico esempio di italian food passato in mani straniere, leggi quali altre aziende del settore sono passate sotto l&#8217;egida straniera, dall&#8217;olio d&#8217;oliva alle acque minerali Dopo Martini e Cinzano, un altro marchio doc del bere made in Italy cambia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-4213" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_enogastronomia_spumante-gancia-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>La storica industria Gancia è stata acquistata per il 70% dall’imprenditore russo Tariko. E non è l’unico esempio di italian food passato in mani straniere, leggi quali altre aziende del settore sono passate sotto l&#8217;egida straniera, dall&#8217;olio d&#8217;oliva alle acque minerali</p>
<p> <span id="more-4214"></span>   </p>
<p>Dopo Martini e Cinzano, un altro marchio doc del bere made in Italy cambia nazionalit&agrave;. L&rsquo;imprenditore russo Tariko &ndash; il re della vodka per intenderci &ndash; con la sua Russian Standard Corporation ha acquistato il 70% della Gancia spa, la storica casa piemontese dello spumante. Una scelta che in realt&agrave; mira a salvaguardare l&rsquo;azienda e a renderla competitiva sui mercati internazionali, per una produzione che comunque continuer&agrave; ad avvenire in Italia. La Gancia conta 100 dipendenti, produce 25 milioni di bottiglie tra spumanti, vini e aperitivi (l&rsquo;obiettivo &egrave; raggiungere i 40 milioni entro tre anni) ed &egrave; presente in oltre 60 Paesi.</p>
<p>La Gancia non &egrave; per&ograve; l&rsquo;unico esempio di italian food passato oltreconfine. Basta pensare all&rsquo;olio d&rsquo;oliva Bertolli, comprato prima dalla multinazionale anglo-olandese Unilever (che possiede anche i gelati Algida) e poi ceduto al gruppo spagnolo Deoleo, gi&agrave; proprietario di Carapelli, Sasso, Minerva. E poi lo shopping francese di Lactalis su Parmalat, i &lsquo;mitici&rsquo; baci Perugina che passano a Nestl&egrave;, proprietaria anche di molte acque minerali italiane.</p>
<p>Al di l&agrave; di una difesa miope e un po&rsquo; antiquata dell&rsquo;italianit&agrave;, ci chiediamo per&ograve; perch&eacute; in Italia cos&igrave; tanti &ldquo;gioielli&rdquo; debbano finire in mani straniere pur di rimanere competitivi sul mercato. Non vorremmo apparire nazionalisti ma &egrave; preoccupante vedere che non esistono, tranne rare eccezioni, manager e imprenditori capaci di fare impresa in modo lungimirante e innovativo. (alessandra severini)</p>
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