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	<title>nautica &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Barche da provare e ammirare in mare, ecco SiSalpa</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 15:32:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Furnari, in provincia di Messina, dal 14 al 17 marzo si terra&#8217; SiSalpa, expo della nautica mediterranea Nautica protagonista in Sicilia: quattro giorni all&#8217;insegna del mare. Dal 14 al 17 marzo torna &#8216;SiSalpa&#8216;, l&#8217;expo della nautica mediterranea dedicato agli appassionati e ai professionisti del settore. Giunto alla sua seconda edizione, il salone sarà ospitato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-11117" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_ambientetest_barche-7502-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A Furnari, in provincia di Messina, dal 14 al 17 marzo si terra&#8217; SiSalpa, expo della nautica mediterranea</p>
<p>  <span id="more-11118"></span>  </p>
<p>Nautica protagonista in Sicilia: quattro giorni all&#8217;insegna del <strong><a href="http://viaggiare.ecoseven.net/mare" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mare</a></strong>. Dal 14 al 17 marzo torna &#8216;<strong>SiSalpa</strong>&#8216;, l&#8217;expo della nautica mediterranea dedicato agli appassionati e ai professionisti del settore. Giunto alla sua seconda edizione, il salone sarà ospitato anche quest&#8217;anno all&#8217;interno del complesso turistico di Portorosa, a Furnari, in provincia di Messina. Barche a vela e a motore da ammirare, ma anche da provare in mare aperto, le migliori imbarcazioni e le più moderne attrezzature per la navigazione e la pesca in esposizione, lezioni di vela, contest di acquascooter e regate per mettersi alla prova. &#8216;Abbiamo deciso di replicare questo evento &#8211; hanno spiegato gli organizzatori &#8211; dopo il successo dell&#8217;edizione inaugurale che, in un solo weekend, ha contato oltre cinquemila visitatori&#8217;. L&#8217;obiettivo è fare della kermesse &#8221;un riferimento nel panorama, nazionale e non solo, della nautica di qualità. Con l&#8217;auspicio che SiSalpa possa anche essere l&#8217;immagine di un&#8217;imprenditoria italiana che non si ferma, nonostante l&#8217;evidente crisi che il Paese sta attraversando&#8221;.</p>
<p>Ricco il programma degli eventi per i visitatori di <strong>SiSalpa</strong>, che si svilupperà su una superficie di circa 6mila metri quadrati, 2250 dei quali coperti, con oltre 60 stand espositivi allestiti. Da giovedì 14 a domenica 17 marzo, i visitatori avranno la possibilità di toccare con mano le decine di imbarcazioni, <strong>barche a vela, motoscafi, yacht e catamarani</strong>, esposte nel salone nautico, effettuare prove in mare, prendere lezioni di vela, <strong>cimentarsi in tornei di pesca sportiva e partecipare a regate e gare di acquascooter</strong>. Un calendario fitto di iniziative e novità che sarà possibile vivere gratuitamente. L&#8217;ingresso al complesso turistico di Portorosa è, infatti, libero.</p>
<p>(g.cat.)</p>
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		<title>Turismo sostenibile. Piu&#8217; posti barca, meno cemento sulle coste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 10:43:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siglato un accordo per la nautica sostenibile: aumentare i posti barca senza cementificare le coste. Come? Recuperando i porti turistici in disuso, che sono oltre un centinaio, ed innovando quelli esistenti per renderli più sostenibili Uno dei problemi che colpisce le nostre coste &#232; quello della cementificazione selvaggia. Nell&#8217;ottica di salvaguardare le coste e limitare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2662" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/08/images_igallery_resized_viaggiare_porto-turistico-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Siglato un accordo per la nautica sostenibile: aumentare i posti barca senza cementificare le coste. Come? Recuperando i porti turistici in disuso, che sono oltre un centinaio, ed innovando quelli esistenti per renderli più sostenibili</p>
<p> <span id="more-2663"></span> </p>
<p>Uno dei problemi che colpisce le nostre coste &egrave; quello della cementificazione selvaggia. Nell&rsquo;ottica di salvaguardare le coste e limitare i danni della cementificazione, ove non &egrave; possibile abbattere gli ecomostri, si &egrave; pensato di riconvertire gli edifici dismessi dei porti commerciali in porti turistici e posti barca. L&rsquo;intesa, siglata dal ministero dell&rsquo;Ambiente&nbsp; dagli operatori di settore e dagli enti che gestiscono le aree protette del nostro Paese, non solo punta alla riqualificazione ambientale ma d&agrave; nuovo impulso alla nautica sostenibile.</p>
<p> I dossier di Goletta Verde che tracciano un mare pieno di cemento, danno pienamente l&rsquo;idea e le cifre di com&rsquo;&egrave; la salute e l&rsquo;aspetto delle nostre coste, eppure qualcosa si muove. Se la riqualificazione ambientale e la sostenibilit&agrave; spingono i porti turistici verso l&rsquo;innovazione e la Green economy, non da meno i porti commerciali si tingono di verde e puntano sull&rsquo;ambiente. Per questo l&rsquo;iniziativa di riconversione degli edifici dismessi delle aree portuali in porti turistici ha colpito la nostra attenzione. Come spiega Stefano Donati, della Protezione Natura e Mare del Minambiente&nbsp; &quot;I porti in disuso sono un centinaio. La loro riconversione pu&ograve; consentire la creazione di circa 30.ooo nuovi posti barca, senza aumentare le superfici cementificate sulle coste&quot;.</p>
<p>Una soluzione condivisa da Legambiente perch&eacute;, come ha dichiarato il vicepresidente Sebastiano Venneri, alla richiesta di nuovi posti barca &quot;si potrebbe rispondere senza aumentare il volume commerciale a terra, riutilizzando le strutture gi&agrave; esistenti. Oggi, invece, la costruzione di porti turistici nasconde speculazioni commerciali, con tutto l&rsquo;impatto sull&rsquo;ambiente che ne deriva: erosione delle coste e artificializzazione del litorale con ricadute sull&rsquo;ecosistema e sull&rsquo;economia locale&quot;.</p>
<p> Il protocollo, nel rispetto dell&rsquo;ambiente e degli ecosistemi marini, prevede inoltre campi boa a basso impatto ambientale, ossia posti barca ancorati a largo a cavitelli al fondale e che ogni imbarcazione sia attrezzata per la raccolta delle acque di sentina. Tuttavia &egrave; a discapito dell&rsquo;acquirente decidere se dotare o meno la sua barca delle casse di raccolta delle acque nere e degli oli esausti; materiali che non sempre possono essere smaltiti nei porti turistici, almeno finora.</p>
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		<title>Etichetta del diportista: godersi il mare avendone rispetto</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 14:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mare]]></category>
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		<category><![CDATA[ecosistemi]]></category>
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					<description><![CDATA[Semplice buonsenso e un pizzico d&#8217;attenzione in piu&#8217;: questi i principi base per rispettare il mare ed evitare di danneggiare ecosistemi preziosi, ma fragili. Piccola guida per godersi al meglio la stagione estiva quando il traffico di imbarcazioni si intensifica Semplice buonsenso e un pizzico d&#8217;attenzione in piu&#8217;: questi i principi base per rispettare il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2606" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/08/images_igallery_resized_viaggiare_green-boat-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Semplice buonsenso e un pizzico d&#8217;attenzione in piu&#8217;: questi i principi base per rispettare il mare ed evitare di danneggiare ecosistemi preziosi, ma fragili. Piccola guida per godersi al meglio la stagione estiva quando il traffico di imbarcazioni si intensifica</p>
<p> <span id="more-2607"></span> </p>
<p>Semplice buonsenso e un pizzico d&rsquo;attenzione in piu&rsquo;: questi i principi base per rispettare il mare ed evitare di danneggiare ecosistemi preziosi, ma fragili. Se gli ambientalisti promuovono i cantieri navali italiani, la nautica &#8211; come tutte le attivita&rsquo; umane &#8211; esercita un impatto sull&rsquo;ambiente marino, con picchi durante la stagione estiva quando il traffico di imbarcazioni si intensifica. Per ridurre questo impatto e rispettare l&rsquo;ambiente che ci circonda, ecco qualche regola aurea di comportamento per il diportista sostenibile, da osservare con rigore.</p>
<p> &rsquo;Prima regola, banale ma di importanza fondamentale: non agire in nessun modo che possa danneggiare l&rsquo;ambiente &#8211; dice Marco Costantini, responsabile Mare del Wwf &#8211; e&rsquo; ancora troppo diffusa la cattiva pratica dell&rsquo;ancoraggio selvaggio, propria dei diportisti che gettano l&rsquo;ancora senza porsi il problema del sito&quot;. L&rsquo;ambiente marino piu&rsquo; danneggiato da questo fenomeno e&rsquo;, secondo il responsabile Wwf, la cosiddetta Prateria di Posidonia, &quot;dove l&rsquo;ancoraggio selvaggio e&rsquo; purtroppo diventato un classico&quot;.</p>
<p> La Prateria di Posidonia e&rsquo; un vero e proprio prato sottomarino, il cui equivalente terrestre e&rsquo; la foresta. &quot;Se a nessuno viene in mente di danneggiare una foresta, perche&rsquo; non ci si pone il problema anche in mare? Per di piu&rsquo; &#8211; aggiunge Costantini &#8211; una volta incisa la Prateria con l&rsquo;ancoraggio, questa viene scalzata con la complicita&rsquo; delle correnti, causando un vero e proprio danno a un habitat prioritario&rsquo;.</p>
<p>La seconda regola da seguire e&rsquo;, secondo Marco Costantini, responsabile Mare del Wwf, &quot;attenersi al buonsenso. Questo significa, ad esempio, non riversare in mare acque sporche o immondizia, anche perche&rsquo; sara&rsquo; in quell&rsquo;acqua che faremo il bagno&quot;.<br /> Un altro elemento da tenere in considerazione per ridurre l&rsquo;impatto della navigazione sull&rsquo;ambiente e&rsquo; il rumore emesso dalle imbarcazioni. &quot;Il rumore prodotto dai motori puo&rsquo; influenzare l&rsquo;ecosistema e i comportamenti riproduttivi dei pesci &#8211; spiega Costantini &#8211; oltre a essere fastidioso anche per gli altri bagnanti&quot;.</p>
<p> &quot;Oggi, ogni imbarcazione puo&rsquo; dotarsi di un motore che non faccia troppo rumore&quot;, dice Costantini sottolineando che anche nelle aziende molto si sta facendo, tra imbarcazioni a basso impatto ambientale, motori elettrici, ibridi e ad energia solare. &quot;I cantieri navali italiani rispettano severi standard di attenzione all&rsquo;ambiente, anche perche&rsquo; destinati al mercato internazionale dove la normativa al riguardo e&rsquo; spesso piu&rsquo; severa della nostra&quot;. (fonte: adnkronos)</p>
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