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	<title>Nasa &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Il cavaliere nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 11:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[black knight]]></category>
		<category><![CDATA[cavaliere nero]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti spaziali non identificati]]></category>
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					<description><![CDATA[Un corpo che ruota attorno alla terra Poniamoci subito una domanda: &#8220;Quanto è grande l’universo?&#8221; Risposta impossibile ma possiamo avvicinarci cambiando una piccola parola nella frase, e cioè: &#8220;Quanto è grande l’universo osservabile?&#8221; L&#8217;universo, osservabile dall&#8217;uomo sulla Terra, è una grandissima sfera che ha un diametro di 92 miliardi anni luce. La Terra invece ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-175949" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/12/cavaliere-nero.jpg" alt="" width="1280" height="854" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/12/cavaliere-nero.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/12/cavaliere-nero-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/12/cavaliere-nero-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/12/cavaliere-nero-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Un corpo che ruota attorno alla terra</h3>
<p><span id="more-175899"></span></p>
<p>Poniamoci subito una domanda: &#8220;Quanto è grande l’universo?&#8221;</p>
<p>Risposta impossibile ma possiamo avvicinarci cambiando una piccola parola nella frase, e cioè: <strong>&#8220;Quanto è grande l’universo osservabile?&#8221;</strong></p>
<p>L&#8217;universo, osservabile dall&#8217;uomo sulla Terra, <strong>è una grandissima sfera che ha un diametro di 92 miliardi anni luce</strong>. La Terra invece ha un diametro di circa 13.000 Km, praticamente nulla in confronto all&#8217;universo.</p>
<p>In tutto questo spazio siamo sempre alla ricerca di nuove forme di vita e la curiosità ci sprona nel continuare a fare ricerche e scoperte.</p>
<p>Probabilmente anche i nostri nonni sognavano un giorno di poter andare a vivere su un altro pianeta. Dall’allunaggio alle sonde mandate nello spazio, <strong>siamo un po’ tutti attratti dalla vita extraterrestre</strong>.</p>
<p>Forse perché non la conosciamo ancora o forse semplicemente per la curiosità di vedere come sarebbe poter ripartire da zero e “creare” un pianeta che si adatti alle nostre esigenze vitali. Una seconda chance per tutti.</p>
<p>Tutto questo per dire che alla fine, sarebbe quasi impossibile essere gli unici essere viventi nello spazio. Di sicuro però, ci sono tantissimi corpi che vagano e ci ruotano attorno.</p>
<h4>È proprio il caso del &#8220;Cavaliere Nero!&#8221;</h4>
<p>Il “Black Knight” appare per la prima volta durante la missione STS-88, in questa, occasione viene fotografato e riconosciuto come <strong>un presunto oggetto che orbita vicino ai poli</strong>. Si pensa che &#8220;Il cavaliere nero&#8221; sia un oggetto di origine extraterrestre dalle forme spigolose che dovrebbe a quanto pare assomigliare a un cavaliere nero. Il misterioso satellite avrebbe <strong>tredicimila anni e sarebbe di origine extraterrestre</strong>. C’è chi dice che il satellite alieno abbia a che fare con il fenomeno dei <em>long delayed echo</em> riportato da Nikola Tesla che aveva individuato un segnale radio che si ripeteva più volte nel 1899 e che si credeva venisse dallo spazio.</p>
<p>Nel 1954 si è iniziato a pensare che il Black Knight sia un satellite di origine aliena, in quell’anno molti giornali pubblicarono storie attribuite al ricercatore di UFO Donald Keyhoe che sosteneva che la US Air Force aveva individuato due satelliti di origine sconosciuta orbitare intorno alla Terra. Ma <strong>a quel tempo non esistevano ancora i satelliti artificiali</strong>.</p>
<p>Secondo altri ufologi, invece, il &#8220;Black Knight&#8221; è un veicolo spaziale.</p>
<p>La NASA però dichiara che nient’altro sarebbe che un <strong>rivestimento termico perso</strong> dagli astronauti durante la missione NASA STS-88.</p>
<p>Teniamo gli occhi bene aperti sullo spazio che ci circonda!</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
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		<title>Molecole organiche su Marte</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/molecole-organiche-su-marte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 08:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[molecole organiche]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[perseverance nasa marte]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta rosso]]></category>
		<category><![CDATA[vita su Marte]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono state scoperte da Perseverance sulle rocce del pianeta rosso Sulle rocce che si estendono sulla superficie del pianeta Marte, sono state scoperte da Perseverance, rover della NASA, alcune tracce di molecole organiche che, secondo gli scienziati dell’organizzazione potrebbero rappresentare “una possibile firma della vita” che avrebbe prosperato sul pianeta più di tre miliardi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-164656" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/molecole-organiche-marte.jpg" alt="" width="1280" height="800" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/molecole-organiche-marte.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/molecole-organiche-marte-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/molecole-organiche-marte-1024x640.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/09/molecole-organiche-marte-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Sono state scoperte da Perseverance sulle rocce del pianeta rosso</h3>
<p><span id="more-164655"></span></p>
<p>Sulle rocce che si estendono sulla superficie del pianeta Marte, sono state scoperte da <strong>Perseverance</strong>, rover della NASA, alcune <strong>tracce di molecole organiche</strong> che, secondo gli scienziati dell’organizzazione potrebbero rappresentare “<em>una possibile firma della vita</em>” che avrebbe prosperato sul pianeta più di tre miliardi di anni fa.</p>
<p>Come riporta <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/15/marte-perseverance-trova-rocce-con-molecole-organiche-possibili-segni-di-vita-sul-pianeta/6805091/" target="_blank" rel="noopener">ilFattoQuotidiano</a> questa materia potrebbe essere riconducibile a “<em>una sostanza o a una struttura che potrebbe testimoniare l’esistenza di una vita passata sul pianeta rosso, ma che potrebbero anche essere state prodotte senza che ci fosse vita</em>”, ha detto Ken Farley, lo scienziato del progetto Perseverance a Caltech, parlando in una conferenza stampa al <strong>Jet Propulsion Laboratory</strong> della NASA a Pasadena in California.</p>
<h4>I composti trovati contengono <strong>carbonio, idrogeno e ossigeno</strong>, cruciali per la formazione della vita.</h4>
<p>Farley ha anche sottolineato che <strong>le molecole potrebbero essere il frutto di processi naturali abiotici</strong>. Il rover non può determinare da solo la natura di questi ritrovamenti: la NASA e l’ESA stanno pianificando una missione di ritorno con campioni che si potranno analizzare entro i primi anni del 2030, per comprenderne l’effettiva natura.</p>
<p>I viaggi di Perseverance hanno rivelato <em>che Jezero è un cratere geologicamente ricco</em>, con rocce ignee e sedimentarie sparse nei suoi immediati dintorni. Non solo: il cratere, probabilmente, molto tempo fa conteneva un lago e il delta di un fiume, e ancora prima era un sito di attività vulcanica.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<title>Stelle che suonano: un&#8217;esplorazione sinfonica dell&#8217;universo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/stelle-che-suonano-unesplorazione-sinfonica-delluniverso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 06:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[musica dell'universo]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[sinfonia celeste]]></category>
		<category><![CDATA[stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo video della NASA mostra come gli impulsi stellari si trasformano in una sinfonia celeste La NASA ci mostra come una missione che parte per misurare le vibrazioni prodotte dai corpi celesti conosciuti come stelle giganti rosse, può tornare con una vera e propria &#8220;sinfonia&#8221; musicale che ci permette di studiarle. La missione Transiting [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117223" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/landscape-5055384_1280.jpg" alt="sinfonia celeste " width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/landscape-5055384_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/landscape-5055384_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/landscape-5055384_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Un nuovo video della NASA mostra come gli impulsi stellari si trasformano in una sinfonia celeste</h3>
<p><span id="more-117222"></span></p>
<p align="justify">La NASA ci mostra come una missione che parte per misurare le vibrazioni prodotte dai corpi celesti conosciuti come stelle giganti rosse, può tornare con una vera e propria &#8220;sinfonia&#8221; musicale che ci permette di studiarle.</p>
<h4 align="justify">La missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (<a href="https://www.nasa.gov/tess-transiting-exoplanet-survey-satellite" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TESS</a>), lanciata nell&#8217;aprile 2018, è progettata per trovare esopianeti.</h4>
<p align="justify">La tecnica che usa per trovarli prevede il rilevamento delle stelle vicine e l&#8217;attesa per vedere se la loro luminosità diminuisce del tutto. Questi cali sono causati da un corpo planetario che passa davanti alla faccia della stella, dalla nostra prospettiva nello spazio. Essendo progettata per osservare i cambiamenti nelle stelle causati dagli esopianeti in orbita, TESS è stata anche in grado di rilevare le oscillazioni nei corpi delle giganti rosse.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Il nostro risultato iniziale, utilizzando misurazioni stellari nei primi due anni di TESS, mostra che possiamo determinare le masse e le dimensioni di questi giganti oscillanti con una precisione che migliorerà solo con il procedere di TESS</em>&#8220;, ha affermato Marc Hon, Hubble Fellow della NASA in un<a href="https://www.nasa.gov/feature/goddard/2021/nasa-s-tess-tunes-into-an-all-sky-symphony-of-red-giant-stars" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> comunicato stampa</a> dell&#8217;azienda spaziale.</p>
<p align="justify">Spiega la NASA che una stella oscilla quando il gas che contiene si riscalda, sale, poi si raffredda e affonda e che questi impulsi possono essere tradotti in onde sonore che gli astronomi possono usare per determinare la composizione e le dimensioni delle giganti rosse in contrasto con altri tipi di stelle e tra loro. Questo sottocampo dell&#8217;astronomia, soprannominato asterosismologia, &#8220;<em>può aiutare a determinare proprietà fondamentali per un gran numero di stelle con precisioni non ottenibili in nessun altro modo</em>&#8220;, ha affermato la NASA nella dichiarazione.</p>
<p align="justify">E infatti, grazie all&#8217;apprendimento automatico, questo è successo: immettendo i dati in un computer, i ricercatori hanno tracciato le distanze di queste oltre 150.000 stelle giganti rosse e unendo le scoperte con quelle della missione Gaia – un telescopio dell&#8217;Agenzia spaziale europea (ESA) che sta creando l&#8217;immagine più dettagliata della galassia della Via Lattea – hanno contribuito a migliorare la mappa dell&#8217;universo.</p>
<p align="justify">Il nuovo lavoro, apparso sul server di prestampa <a href="https://arxiv.org/abs/2108.01241" target="_blank" rel="noopener noreferrer">arXiv.org</a>, è stato accettato per la pubblicazione su The Astrophysical Journal.</p>
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		<title>C’è qualcuno? …oltre noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 19:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[oggetti non identificati]]></category>
		<category><![CDATA[ufo]]></category>
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					<description><![CDATA[La NASA inizierà a studiare gli UFO Il nuovo capo della NASA, Bill Nelson, ha deciso di avviare un&#8217;indagine per studiare in maniera più approfondita possibile l&#8217;esistenza di oggetti volanti non identificati. Lo ha fatto nel primo mese in cui è in carica. In un&#8217;intervista con la CNN Business, Nelson ha spiegato di voler far [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-106638" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/ufo-1668223_1280-e1623698863396.jpg" alt="ufo" width="800" height="500" /></h3>
<h3>La NASA inizierà a studiare gli UFO</h3>
<p><span id="more-106637"></span></p>
<p>Il nuovo capo della NASA, Bill Nelson, ha deciso di avviare un&#8217;indagine per <strong>studiare in maniera più approfondita possibile l&#8217;esistenza di oggetti volanti non identificati</strong>. Lo ha fatto nel primo mese in cui è in carica.</p>
<p>In un&#8217;intervista con la <a href="https://edition.cnn.com/2021/06/04/tech/ufos-nasa-study-scn/index.html?utm_source=optzlynewmarketribbon" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CNN Business</a>, Nelson ha spiegato di voler <strong>far luce su qualcosa che è ancora un enorme mistero per tutti</strong>, anche per i vertici dell&#8217;agenzia spaziale, ovvero la natura degli oggetti volanti ad alta velocità rilevati dal personale della Marina degli Stati Uniti e rimasti senza identificazione.</p>
<h4>Sebbene non sia stata ancora organizzata una task force formale, il capo della NASA vuole che i ricercatori indaghino in profondità l&#8217;argomento.</h4>
<p>Ha affermato che lui non crede che si tratti di extraterrestri, visto che tra l&#8217;altro non ci sono prove che la provenienza degli UFO sia aliena, ma che comunque non lo si può escludere, quindi <strong>è meglio procedere in uno studio approfondito</strong> – per molti, si potrebbe tranquillamente trattare di una tecnologia molto avanzata proveniente da altri paesi e nulla più.</p>
<p>L&#8217;ossessione degli Stati Uniti per gli UFO viene da molto lontano: sono anni che il paese ha questo chiodo fisso, fortemente alimentato da un&#8217;inchiesta del 2017 del <a href="https://www.nytimes.com/2017/12/16/us/politics/pentagon-program-ufo-harry-reid.html?action=click&amp;module=RelatedLinks&amp;pgtype=Article" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New York Times</a> che trattava i numerosi incidenti dei piloti militari statunitensi con <strong>oggetti che sfrecciavano a velocità supersoniche</strong> e che erano oggetto di una indagine segreta.</p>
<p>I funzionari dell&#8217;intelligence lavoreranno su quel rapporto e su tutte le altre evidenze di possibili astronavi aliene e, anche se non saranno a stretto contatto con il Pentagono, Nelson sostiene che se <strong>gli scienziati saranno in grado di fare progressi nell&#8217;identificazione degli oggetti</strong>, &#8220;il Pentagono lo saprà&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E se la vita su Marte venisse dai laboratori della NASA?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/e-se-la-vita-su-marte-venisse-dai-laboratori-della-nasa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 18:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori della nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[microbi]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[vita su Marte]]></category>
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					<description><![CDATA[Il genetista della Cornell University ha un’idea sull’origine della vita su Marte Il genetista della Cornell University Christopher Mason ha scritto in un articolo per la BBC che la vita scoperta su Marte durante l&#8217;ultima esplorazione potrebbe aver avuto origine nei laboratori della NASA, qui sulla Terra. Nonostante le accurate procedure di pulizia e l&#8217;assemblaggio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103640" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/space-1982212_1280-e1622119208885.jpg" alt="vita su marte" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Il genetista della Cornell University ha un’idea sull’origine della vita su Marte</h3>
<p><span id="more-103631"></span></p>
<p>Il genetista della Cornell University Christopher Mason ha scritto in un <a href="https://www.bbc.com/future/article/20210510-could-the-perseverance-rover-have-carried-life-to-mars" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo </a>per la BBC che <strong>la vita scoperta su Marte durante l&#8217;ultima esplorazione potrebbe aver avuto origine nei laboratori della NASA</strong>, qui sulla Terra.</p>
<p>Nonostante le accurate procedure di pulizia e l&#8217;assemblaggio di veicoli spaziali in stanze specializzate – in cui ogni componente viene pulito prima di essere aggiunto e in cui i sistemi di filtrazione proteggono dall&#8217;esterno –, è quasi impossibile per gli scienziati &#8220;arrivare a zero biomasse&#8221;.</p>
<blockquote><p>Scrive Mason: &#8220;I microbi sono sulla Terra da miliardi di anni e sono ovunque. Sono dentro di noi, sui nostri corpi e tutt&#8217;intorno a noi. Alcuni possono intrufolarsi anche nella più pulita delle stanze&#8221;.</p></blockquote>
<p>Mason afferma che la sua ricerca teorica ha dimostrato che <strong>i &#8220;nostri&#8221; microbi hanno il potenziale per essere &#8220;problematici durante le missioni spaziali&#8221;</strong>, visto che &#8220;hanno un numero maggiore di geni per la riparazione del DNA che gli dà una maggiore resistenza alle radiazioni, possono formare biofilm su superfici e attrezzature, possono sopravvivere all&#8217;essiccamento e prosperare in ambienti freddi&#8221;.</p>
<p>Dunque, questi organismi potrebbero avere una concreta possibilità di sopravvivere a un viaggio su Marte e arrivare sul pianeta, con quella che è nota come &#8220;<strong>contaminazione diretta</strong>&#8221; e che mette molto a rischio il pianeta rosso, visto che quando si trasporta qualcosa intenzionalmente o meno su un altro pianeta si mette in pericolo il suo ecosistema – un microbo, originario della Terra, potrebbe avere un aspetto molto diverso una volta esposto all&#8217;ambiente di un altro pianeta.</p>
<h4>Saranno gli scienziati a dover distinguere tra la vita che ha origine su un altro pianeta e qualcosa nato sulla terra e adattato altrove.</h4>
<p>Conclude Mason che <strong>questi microbi potrebbero anche &#8220;rendere la vita su Marte più tollerabile per coloro che ci vanno</strong>, poiché i genomi unici che si adattano all&#8217;ambiente marziano potrebbero essere sequenziati, trasmessi sulla Terra per un&#8217;ulteriore caratterizzazione e quindi utilizzati per la terapia e la ricerca su entrambi i pianeti&#8221;.</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
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		<title>Stella sull&#8217;orlo della distruzione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/stella-sullorlo-della-distruzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 06:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[stella]]></category>
		<category><![CDATA[stella luminosa]]></category>
		<category><![CDATA[stella rara]]></category>
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					<description><![CDATA[La NASA cattura i movimenti di una stella molto rara e luminosa ma dalla vita breve Per celebrare il 31° anniversario del lancio del telescopio spaziale Hubble della NASA – avvenuto il 24 aprile 1990 –, gli astronomi hanno puntato il telescopio dell&#8217;osservatorio verso AG Carinae, una delle stelle più luminose della nostra galassia, circondata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-100119" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/stars-1654074_1280-e1620474554287.jpg" alt="stella" width="800" height="533" /></h3>
<h3>La NASA cattura i movimenti di una stella molto rara e luminosa ma dalla vita breve</h3>
<p><span id="more-100118"></span></p>
<p>Per celebrare il 31° anniversario del lancio del telescopio spaziale Hubble della NASA – avvenuto il 24 aprile 1990 –, gli astronomi hanno puntato il telescopio dell&#8217;osservatorio verso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/AG_Carinae" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AG Carinae</a>, <strong>una delle stelle più luminose della nostra galassia</strong>, circondata da un alone luminoso di gas e polvere largo circa cinque anni luce – si stima che AG Carinae sia fino a 70 volte più massiccia del nostro Sole e brilli con la brillantezza accecante di un milione di soli.</p>
<h4>Come spiega la <a href="https://www.nasa.gov/feature/goddard/2021/hubble-captures-giant-star-on-the-edge-of-destruction" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NASA</a>, l&#8217;enorme struttura è stata creata da una o più eruzioni giganti circa 10.000 anni fa.</h4>
<p>Gli strati esterni della stella furono sospinti nello spazio e il materiale espulso ammonta a circa 10 volte la massa del nostro Sole.</p>
<p>Queste stelle, note come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Variabile_S_Doradus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Variabili S Doradus</a>, sono molto rare: vivono una breve fase convulsa di stella ultra brillante e muoiono molto giovani – <strong>vivono solo per pochi milioni di anni</strong>, rispetto ai circa 10 miliardi di anni di vita del nostro Sole.</p>
<h4>Si tratta di stelle molto affascinanti proprio per la loro instabilità.</h4>
<p>Grandi esplosioni come quella che ha prodotto la nebulosa si verificano una o due volte durante la vita di queste stelle, che rigettano il materiale solo quando sono in pericolo di autodistruzione, come le supernove. A causa delle loro forme massicce e delle temperature super calde, <strong>le stelle come AG Carinae sono in una battaglia costante per mantenere la stabilità.</strong></p>
<p>Le <a href="https://www.youtube.com/watch?v=vkFe4_wjRlY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">immagini </a>catturate dalla NASA ci raccontano che, per quanto in questo momento AG Carinae sia quiescente, in quanto stella surriscaldata <strong>continua a emettere radiazioni brucianti e un potente vento stellare</strong> (flussi di particelle cariche) che scolpiscono strutture intricate mentre il gas in uscita sbatte nella nebulosa esterna più lenta.</p>
<h4>Le stelle massicce, come AG Carinae, sono importanti per gli astronomi a causa dei loro effetti di vasta portata sul loro ambiente.</h4>
<p>Se ne conoscono meno di 50 tra le galassie del nostro gruppo locale di galassie vicine: studiarle è molto importante per capire meglio il nostro universo.</p>
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		<title>Buchi neri che ballano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 18:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[buchi neri]]></category>
		<category><![CDATA[buchi neri binari]]></category>
		<category><![CDATA[buchi neri che ballano]]></category>
		<category><![CDATA[danza fluttuante dei buchi neri]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
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					<description><![CDATA[La NASA si gode la danza fluttuante dei buchi neri binari In un nuovo video dalla NASA, si vede una coppia di buchi neri di milioni di volte la massa del Sole compiere un ipnotico passo a due che ci mostra come questi oggetti celesti distorcono e reindirizzano la luce emanata dal vortice di gas [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-98152" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/universe-2785079_1280.jpg" alt="buchi neri" width="900" height="461" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/universe-2785079_1280.jpg 900w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/universe-2785079_1280-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/universe-2785079_1280-768x393.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></h3>
<h3>La NASA si gode la danza fluttuante dei buchi neri binari</h3>
<p><span id="more-98134"></span></p>
<p>In un nuovo video dalla NASA, si vede una coppia di <strong>buchi neri</strong> di milioni di volte la massa del Sole compiere un ipnotico passo a due che ci mostra come questi oggetti celesti <strong>distorcono e reindirizzano la luce emanata dal vortice di gas caldo</strong> – chiamato disco di accrescimento – che li circonda.</p>
<p>Come racconta <a href="https://www.media.inaf.it/2021/04/16/mondo-doppiamente-deformato-simulazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Media Inaf</a>, la simulazione è stata prodotta da Jeremy Schnittmann, astrofisico al Goddard Space Flight Center della Nasa che ha impiegato &#8220;un giorno intero di calcolo incessante al supercomputer con 129mila processori di Brian P. Powell, presso il centro di simulazioni climatiche della Nasa&#8221; –su un computer moderno, <strong>i calcoli necessari per realizzare i fotogrammi del video avrebbero richiesto circa un decennio</strong>.</p>
<p>Il risultato è un video di poco più di tre minuti che ci permette di vedere come, <strong>quando un buco nero passa davanti all&#8217;altro, la gravità del primo trasforma il suo partner</strong> in una sequenza di archi che cambia rapidamente.</p>
<h4>Queste distorsioni si manifestano quando la luce di entrambi i dischi naviga nel tessuto aggrovigliato dello spazio e del tempo vicino ai buchi neri.</h4>
<p>Per facilitare la visualizzazione i dischi di accrescimento hanno colori differenti, rosso e blu, ma la scelta rispecchia anche la realtà. Il gas più caldo emette una luce più vicina all&#8217;estremità blu dello spettro e <strong>il materiale in orbita attorno a buchi neri più piccoli subisce effetti gravitazionali</strong> più forti che producono temperature più elevate. Per queste masse, entrambi i dischi di accrescimento emetterebbero effettivamente la maggior parte della loro luce negli UV, con il disco blu che raggiunge una temperatura leggermente più alta.</p>
<p>La visualizzazione mostra anche un fenomeno più sottile chiamato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aberrazione_relativistica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aberrazione relativistica.</a></p>
<h4>I buchi neri appaiono più piccoli quando si avvicinano allo spettatore e più grandi quando si allontanano.</h4>
<p>Video come questi aiutano molto l&#8217;immaginario delle persone che si possono immergere in una visualizzazione dello spazio profondo che le sole descrizioni non potrebbero mai raccontare.</p>
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		<title>Microrganismi terrestri alla conquista di Marte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 19:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[migrorganismi terresti]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza su marte]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo la NASA, alcuni microorganismi terresti, tipo la muffa nera, potrebbero sopravvivere su Marte Secondo una nuova ricerca degli scienziati della NASA e del Centro aerospaziale tedesco (DLR), alcuni microbi terrestri – tra cui, per esempio, la muffa nera – potrebbero sopravvivere alle condizioni ostili della superficie marziana. La ricerca è molto interessante e punta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-91198" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/red-planet-571902_1280-e1616152115827.jpg" alt="microrganismi terrestri" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Secondo la NASA, alcuni microorganismi terresti, tipo la muffa nera, potrebbero sopravvivere su Marte</h3>
<p><span id="more-91197"></span></p>
<p>Secondo una nuova ricerca degli scienziati della NASA e del Centro aerospaziale tedesco (DLR), <strong>alcuni microbi terrestri</strong> – tra cui, per esempio, la muffa nera – <strong>potrebbero sopravvivere alle condizioni ostili della superficie marziana</strong>.</p>
<p>La ricerca è molto interessante e punta a migliorare la nostra comprensione di <strong>come la vita terrestre potrebbe sopravvivere su un pianeta diverso</strong>, arrivando perfino ad avere delle implicazioni per le future missioni spaziali.</p>
<p>In un esperimento, i ricercatori hanno inviato microrganismi nella stratosfera, il secondo strato principale dell&#8217;atmosfera terrestre sopra lo strato di ozono che rappresenta più da vicino le condizioni su Marte, utilizzando un pallone meteorologico.</p>
<p>Il contenitore, soprannominato MARSBOx (Microbes in Atmosphere for Radiation, Survival and Biological Outcomes experiment), è stato mantenuto sia alla pressione marziana che riempito con atmosfera marziana artificiale.</p>
<h4>Alcuni strati erano schermati dalle radiazioni, mentre altri no.</h4>
<p>Tra i microbi, uno in particolare ha resistito bene all&#8217;ambiente ostile: l<strong>a spora del fungo della muffa nera</strong>, come ha spiegato in una <a href="https://phys.org/news/2021-02-life-earth-temporarily-survive-mars.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dichiarazione </a>la microbiologa del DLR Marta Filipa Cortesão, prima autrice dello <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2021.601713/full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology.</p>
<h4>L&#8217;esperimento potrebbe aiutarci a distinguere la vita extraterrestre, se mai ne incontreremo, dalla vita che ha semplicemente fatto l&#8217;autostop dalla Terra ed è arrivata altrove.</h4>
<p>E potrebbe persino salvare le vite degli astronauti durante i viaggi più lunghi nello spazio profondo, visto che alcuni microrganismi dannosi per salute dell&#8217;uomo potrebbero sopravvivere anche lì.</p>
<p>Come ha spiegato la ricercatrice Katharina Siems di DLR, però,</p>
<blockquote><p>&#8220;alcuni microbi potrebbero essere preziosi per l&#8217;esplorazione spaziale. Potrebbero aiutarci a produrre cibo e rifornimenti materiali indipendentemente dalla Terra, il che sarà cruciale quando siamo lontani da casa&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>La luna di Giove ci sta inviando misteriosi messaggi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[gamenide]]></category>
		<category><![CDATA[Giove]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[onde radio su gamenide]]></category>
		<category><![CDATA[una di giove]]></category>
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					<description><![CDATA[È arrivato uno strano segnale FM da Ganimede, la luna più grande di Giove La NASA ha recentemente prolungato la durata di due delle sue missioni di scoperta planetaria. Tra queste c&#8217;è Juno, la missione su Giove, che è recentemente saltata agli onori delle cronaca per aver scoperto un segnale FM proveniente da Ganimede, una delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-82785" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/jupiter-5866623_1280-e1612177324563.jpg" alt="luna di giove" width="800" height="500" /></h3>
<h3>È arrivato uno strano segnale FM da Ganimede, la luna più grande di Giove</h3>
<p><span id="more-82784"></span></p>
<p>La NASA ha recentemente <strong>prolungato la durata di due delle sue missioni di scoperta planetaria</strong>. Tra queste c&#8217;è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Juno_(sonda_spaziale)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Juno</a>, la missione su Giove, che è recentemente saltata agli onori delle cronaca per aver scoperto un<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Modulazione_di_frequenza" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> segnale FM</a> proveniente da <strong>Ganimede</strong>, una delle lune del gigante gassoso.</p>
<p>Anche se non è indice di una extraterrestre, <strong>la scoperta rimane molto affascinante visto che è la prima volta che viene scoperto un segnale del genere</strong> provenire dal satellite celeste.</p>
<p>Il veicolo spaziale, lanciato nel 2011, stava viaggiando attraverso la regione polare di Giove a una velocità di 111.847 mph quando ha attraversato la sorgente radio, nota come &#8220;emissione radio decametrica&#8221; ​​o semplicemente Wi-Fi.</p>
<h4>Ha visto l&#8217;emissione radio per soli cinque secondi, che sono stati sufficienti per confermare la fonte.</h4>
<p>Secondo la <a href="https://radiojove.gsfc.nasa.gov/library/sci_briefs/decametric.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NASA</a>, le onde radio decametriche hanno frequenze comprese tra 10 e 40 MHz, ma mai superiori a 40 MHz.</p>
<blockquote><p>&#8220;Si ritiene che gli elettroni che si muovono a spirale nel campo magnetico di Giove siano la causa del rumore radio che sentiamo&#8221;, ha aggiunto l&#8217;agenzia spaziale.</p></blockquote>
<p>Gli scienziati conoscono le onde radio su Giove dalla metà degli anni &#8217;50, ma questa <strong>è la prima volta che il fenomeno è stato mai stato visto partire da Ganimede.</strong></p>
<h4>I risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2020GL090021" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Geophysical Research Letters</a>.</h4>
<p>Ganimede ha sempre affascinato gli astronomi: non solo perché è a più grande luna del pianeta e perché si hanno le prove che abbia un oceano sotterraneo, ma anche perché <strong>sono stati già osservati eventi strani, come delle onde elettromagnetiche straordinarie scoperte nel 2018.</strong></p>
<p>La missione Juno doveva concludersi nel 2021, ma andrà avanti fino al 2025 o alla fine della sua vita, a seconda dell&#8217;evento che si verifica per primo. Non si occuperà solo di Giove, ma anche dei suoi satellini: Ganimede, Europa e Io.</p>
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		<title>La musica dell’universo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 07:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[concerto dell'universo]]></category>
		<category><![CDATA[musica dell'universo]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[rumori dello spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie a un programma della NASA possiamo sentire il rumore dei fenomeni più estremi nello spazio L’Agenzia Spaziale Americana NASA ha trasformato alcuni dati in suo possesso in suoni: è questo il fulcro di un nuovo programma di sonificazione che ci permette di avere un&#8217;idea di come potrebbero suonare alcuni fenomeni tra  i più estremi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-75975" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/orion-nebula-11107_1280-e1608213931722.jpg" alt="musica dell'universo" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Grazie a un programma della NASA possiamo sentire il rumore dei fenomeni più estremi nello spazio</h3>
<p><span id="more-75974"></span></p>
<p>L’<strong>Agenzia Spaziale Americana NASA</strong> ha trasformato alcuni dati in suo possesso in suoni: è questo il fulcro di un <strong>nuovo programma di sonificazione</strong> che ci permette di avere un&#8217;idea di come potrebbero suonare alcuni fenomeni tra  i più estremi dell&#8217;universo.</p>
<h4>Il centro X Chandra, che da 20 anni fotografa galassie lontane grazie al suo osservatorio, ha preso tre immagini dai suoi archivi e le ha trasformate in frequenze da ascoltare.</h4>
<p>Recentemente <a href="https://www.nasa.gov/mission_pages/chandra/news/data-sonification-a-new-cosmic-triad-of-sound.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha pubblicato</a> tre video in cui possiamo sentire: il rumore di un&#8217;esplosione causata dall’accumulo di idrogeno sulla superficie di una stella, quello provocato dalla collisione di un gruppo di galassie e quello dell&#8217;esplosione di una supernova.</p>
<p>Nella sonificazione della <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DtymxN67eEE&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nebulosa del Granchio</a>, la luce a raggi X (blu e bianca) è stata rappresentata da strumenti in ottone; la luce ottica (viola) è stata suonata da strumenti a corda e la luce infrarossa (rosa) è stata rappresentata dai fiati.</p>
<h4>Il tono di ciascuna famiglia di strumenti aumenta dal basso verso l&#8217;alto, quindi molti toni sono udibili contemporaneamente.</h4>
<p>I suoni convergono vicino al centro della nebulosa, dove una pulsar in rapido vortice emette gas e radiazioni in tutte le direzioni.</p>
<p>Il video della collisione dei <a href="https://www.youtube.com/watch?v=J7STY_H0BEk&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bullets Cluster</a>, un gruppo di galassie a 3,7 miliardi di anni luce dalla Terra, è quello che mostra <strong>come suona il fenomeno che ha fornito la prima prova diretta dell&#8217;esistenza della materia oscura</strong>. Quest&#8217;ultima è rappresentata con le frequenze sonore più basse, mentre le galassie sono rappresentate con le frequenze medie.</p>
<p>Il video finale mostra la musicalità dell&#8217;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=t7rMtVctvag&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esplosione della Supernova 1987A</a>, questa volta non con una panoramica dell&#8217;immagine ma <strong>con un time-lapse</strong>.</p>
<p>Dopo averli ascoltati, potremmo dire di aver assistito a un concerto fatto direttamente dall&#8217;universo.</p>
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