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	<title>nanoparticelle &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>L&#8217;inquinamento ci entra dritto nella testa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 15:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, le nanoparticelle ultrafine aumentano il rischio di cancro al cervello Di solito ci preoccupiamo molto per il PM 2.5, che sta ad indicare il particolato fatto di particelle più piccole di 2,5 micrometri, ma adesso c&#8217;è anche qualcosa di peggio a cui pensare: l&#8217;UFP (particolato ultrafine), ovvero le particelle più sottili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38717" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello.jpg" alt="" width="794" height="441" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_inquinamento_cervello-768x427.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, le nanoparticelle ultrafine aumentano il rischio di cancro al cervello</p>
<p>  <span id="more-38718"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Di solito ci preoccupiamo molto per il PM 2.5, che sta ad indicare il particolato fatto di particelle più piccole di 2,5 micrometri, ma adesso c&#8217;è anche qualcosa di peggio a cui pensare: l&#8217;UFP (<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/en.wikipedia.org/wiki/Ultrafine_particle)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">particolato ultrafine</a>), ovvero le particelle più sottili di 0,1 micrometri.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ci dice un recente <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/journals.lww.com/epidem/Abstract/publishahead/Within_City_Spatial_Variations_in_Ambient.98468.aspx#pdf-link)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> che si è occupato dei particolati che vanno dal micro al nano: le nuove ricerche, condotte da Scott Weichenthal alla McGill University di Montreal, hanno collegato queste sostanze piccolissime al cancro al cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Come raccontato sul <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.theguardian.com/environment/2019/nov/13/air-pollution-particles-linked-to-brain-cancer-in-new-research?CMP=Share_iOSApp_Other)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>,&nbsp;in realtà,&nbsp;«la scoperta di abbondanti nanoparticelle tossiche provenienti dall&#8217;inquinamento atmosferico nel cervello umano è stata fatta nel 2016. Una revisione globale all&#8217;inizio del 2019 ha concluso che l&#8217;inquinamento atmosferico potrebbe danneggiare ogni organo e praticamente ogni cellula del corpo umano».</p>
<p style="text-align: justify;">Il recente studio ha seguito 1,9 milioni di adulti a Toronto e Montreal, correlando dati di censimento, ubicazioni residenziali, emissioni di particelle ultrafini e tumori cerebrali, e arrivando a concludere che le UFP ambientali possono rappresentare un fattore di rischio precedentemente non riconosciuto per i tumori cerebrali incidenti negli adulti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi la speranza è che gli studi futuri mirino a indagare l&#8217;inquinamento atmosferico in questo senso, vista l&#8217;elevata prevalenza di esposizione a UFP nelle aree urbane.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli UFP provengono da molte fonti (auto a benzina, fonti industriali, diesel) e sono regolati pochissimo, quindi dovremmo di certo fare uno sforzo (anche) personale per evitarli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vedere al buio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 20:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[bulbi oculari]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle nei bulbi oculari]]></category>
		<category><![CDATA[nuova tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[soldati americani]]></category>
		<category><![CDATA[super-vista]]></category>
		<category><![CDATA[topi]]></category>
		<category><![CDATA[visione notturna]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie a una nuova tecnologia, i soldati potrebbero ricevere iniezioni agli occhi per la visione notturna Un team di scienziati cinesi e statunitensi ha riferito di aver dato ai topi la possibilità di vedere al buio, iniettando nanoparticelle nei bulbi oculari degli animali. I ricercatori hanno testato il loro processo addestrando i topi a muoversi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38490" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Vedere_al_buio.jpg" alt="" width="801" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Vedere_al_buio.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Vedere_al_buio-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Vedere_al_buio-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Grazie a una nuova tecnologia, i soldati potrebbero ricevere iniezioni agli occhi per la visione notturna</p>
<p>  <span id="more-38491"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un <em>team</em> di scienziati cinesi e statunitensi ha riferito di aver dato ai topi la possibilità di vedere al buio, iniettando nanoparticelle nei bulbi oculari degli animali. I ricercatori hanno testato il loro processo addestrando i topi a muoversi attraverso un labirinto, seguendo dei segni triangolari: gli animali iniettati con le nanoparticelle sono stati in grado di trovare la via d&#8217;uscita dal labirinto nell&#8217;oscurità.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori pensano che questa tecnica possa essere sicuramente usata anche sugli umani, in modo da dare alle persone questo super-potere. Secondo loro, i primi a sottoporsi alla procedura potrebbero essere i soldati dell&#8217;esercito americano.<br />Infatti, nel loro <a href="https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(19)30101-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, che è stato pubblicato sulla rivista <em>Cell</em>, i ricercatori del <em>team</em> internazionale hanno osservato che la tecnologia di visione notturna potrebbe avere notevoli applicazioni militari. In una recente intervista rilasciata a <em><a href="https://www.stripes.com/news/us/troops-of-the-future-may-ditch-night-vision-goggles-in-favor-of-eye-injections-to-see-in-the-dark-1.597052" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stars and Stripes</a></em>, il professore di Ingegneria dell&#8217;<em>Arizona State University</em>, Braden Allenby, ha spiegato meglio questo concetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Allenby, i soldati potrebbero voler optare per la procedura perché li farebbe vedere al buio senza fare affidamento su occhiali ingombranti. Ha anche spiegato che questa tecnica per loro sarebbe preferibile alle altre opzioni di ingegneria genetica, che vogliono dotare i soldati di questa caratteristica in maniera invasiva e permanente, mentre invece questa opzione è temporanea – la visione notturna è durata circa 10 settimane nei topi.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, non siamo ancora al punto di dover scegliere, visto che ci vuole ancora del tempo per capire, analizzare e testare questa tecnica, quindi per ora, e ancora per un po&#8217;, i soldati dovranno tenere gli occhiali per la visione notturna. Ma il <em>team</em> continua a lavorare.<br />Staremo a vedere dove li porterà questa scoperta.</p>
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		<title>Creare energia rinnovabile con delle nanoparticelle d&#8217;oro</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/creare-energia-rinnovabile-con-delle-nanoparticelle-d-oro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 07:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle oro]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno scoperto un metodo per produrre idrogeno dall&#8217;acqua che è quattro volte più efficiente rispetto ai metodi esistenti Gli scienziati della Rutgers University-New Brunswick&#160;hanno raccontato, in uno studio&#160;recentemente pubblicato sulla rivista «Chem», di aver scoperto che se si rivestono con un semiconduttore di titanio delle nanoparticelle d&#8217;oro a forma di stella esse possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36917" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_nanoparticelleoro.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_nanoparticelleoro.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_nanoparticelleoro-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_nanoparticelleoro-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno scoperto un metodo per produrre idrogeno dall&#8217;acqua che è quattro volte più efficiente rispetto ai metodi esistenti</p>
<p>  <span id="more-36918"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati della <a href="https://news.rutgers.edu/how-gold-nanoparticles-could-improve-solar-energy-storage/20180712#.W1oRRdIzbIV" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rutgers University-New Brunswick</a>&nbsp;hanno raccontato, <a href="https://www.cell.com/chem/fulltext/S2451-9294(18)30262-6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in uno studio</a>&nbsp;recentemente pubblicato sulla rivista «Chem», di aver scoperto che se si rivestono con un semiconduttore di titanio delle nanoparticelle d&#8217;oro a forma di stella esse possono catturare l&#8217;energia dalla luce del sole per produrre idrogeno dall&#8217;acqua in un modo quattro volte più efficiente rispetto ai metodi esistenti. E, inoltre, hanno anche spiegato e dimostrato che il processo per la realizzazione del nuovo materiale può avvenire a bassa temperatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il trucco sta tutto nelle punte della stella poiché questa forma rende possibile anche a lunghezze d&#8217;onda di luce a bassa energia nella gamma del visibile o degli infrarossi di eccitare un elettrone della nanoparticella. Quando questo accade, quando un raggio di luce «eccita» le particelle nel materiale, le punte iniettano efficientemente quell&#8217;elettrone nel semiconduttore dove può reagire con le molecole d&#8217;acqua per liberare l&#8217;idrogeno gassoso – un processo noto come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fotocatalisi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fotocatalisi</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idrogeno, lo ricordiamo può essere utilizzato per immagazzinare l&#8217;energia solare e quindi essere bruciato per produrre energia quando il sole non splende.<br />Insomma, una tecnica davvero interessante e con un grande potenziale, visto che questa iniezione di elettroni caldi, oltre a generare idrogeno dall&#8217;acqua mediante fotocatalisi, potrebbe essere utile per convertire il biossido di carbonio e potrebbe avere anche altre applicazioni nell&#8217;industria solare o chimica.</p>
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		<item>
		<title>Un trattamento universale per le allergie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/un-trattamento-universale-per-le-allergie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2016 11:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[trattamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati usano un nuovo approccio con le nanoparticelle per curare le allergie e  rafforzare nel contempo il sistema immunitario del corpo Sembra risuonare un po&#8217; troppo forte la promessa di un «trattamento universale» per l&#8217;allergia, visto che si tratta di una patologia diffusissima e diversificatissima che può essere sia un semplice fastidio quotidiano che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31415" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/05/images_igallery_resized_ambientetest_Allergia-18006-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli scienziati usano un nuovo approccio con le nanoparticelle per curare le allergie e  rafforzare nel contempo il sistema immunitario del corpo<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31416"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sembra risuonare un po&#8217; troppo forte la promessa di un «trattamento universale» per l&#8217;allergia, visto che si tratta di una patologia diffusissima e diversificatissima che può essere sia un semplice fastidio quotidiano che un handicap invalidante, a volte addirittura mortale. Ma è stato questo il tono dell&#8217;annuncio: un metodo che potrebbe porre fine a tutte le allergie, un sistema che permetterà al nostro corpo di ritrasformare gli allergeni comuni negli elementi innocui che sono in realtà.</span></p>
<p>Per anni, gli scienziati si sono dannati nella ricerca di un modo per evitare che il sistema immunitario umano andasse in tilt per la polvere, i pollini o i peli di animali, per difenderlo e curarlo, ma, alla fine, i risultati sono arrivati da un&#8217;idea che ha cambiato sistema di approccio alla ricerca: invece di cercare di calmare il sistema immunitario, si sono utilizzate delle nanoparticelle per traghettare gli allergeni comuni oltre le sue difese, in modo che il corpo potesse riconoscere ufficialmente questi elementi come inoffensivi.</p>
<p>La <a href="http://www.pnas.org/content/early/2016/04/13/1505782113" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> è stata testata finora su topi che erano allergici alle uova. Delle nanoparticelle di polimeri biodegradabili sono state utilizzate per trasportare le proteine dell&#8217;uovo nei topi (venivano riempite prima dell&#8217;iniezione): il sistema immunitario, considerandole nanoparticelle amiche, le faceva passare e il corpo non reagiva. Alla fine del trattamento, i topi non hanno mostrato più le loro reazioni allergiche e si è anche riscontrato che il loro sistema immunitario era più forte.</p>
<p>Quindi, quello che affermano i ricercatori, riguardo al fatto che si tratta di un cura universale, è sostenuto dall&#8217;idea che si possono caricare le nanoparticelle a seconda del tipo di allergia e a seconda della sua gravità. </p>
<p>Detto questo, è ancora lunga la strada prima dell&#8217;approvazione della ricerca e molti gli esperimenti che devono essere ancora fatti prima di dimostrare l&#8217;efficacia di questo trattamento sugli uomini. Tuttavia, lo stesso concetto è stato usato in casi di malattie autoimmuni e, finora, ha dato risultati promettenti.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=6404" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Soffri di allergia? Ecco i cibi da evitare.</a></p>
<p> </p>
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		<title>Dentifricio commerciale pericolo per la salute?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/dentifricio-commerciale-pericolo-per-la-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 16:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dentifrici]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[ossido di zinco]]></category>
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					<description><![CDATA[Usare il dentifricio tutti i giorni potrebbe far male alla salute   Dentifrici pericolosi per la salute. E non solo: alcune nanoparticelle di creme solari, dentifrici, giocattoli e abiti, possono provocare danni al Dna. A lanciare l’allarme è un vecchio studio, pubblicato su Acs Nano, coordinato dall&#8217;Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit), basato su una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24274" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-14378-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Usare il dentifricio tutti i giorni potrebbe far male alla salute</p>
<p>  <span id="more-24275"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Dentifrici pericolosi per la salute. E non solo: alcune nanoparticelle di creme solari, dentifrici, giocattoli e abiti, possono provocare danni al Dna. A lanciare l’allarme è un vecchio studio, pubblicato su Acs Nano, coordinato dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Istituto di Tecnologia del Massachusetts</strong></a> (Mit), basato su una tecnica che per la prima volta permette di individuare i rischi delle nanoparticelle.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Secondo lo studio le nanoparticelle di ossido di zinco, contenute nelle creme solari contro i raggi ultravioletti provocano danni alla struttura del Dna.</p>
<p class="MsoNormal">gc (fonte: Ansa)</p>
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		<title>Il veleno di scorpione può curare il cancro</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/il-veleno-di-scorpione-puo-curare-il-cancro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 10:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[veleno di scorpione]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie alle nanoparticelle possiamo utilizzare alcuni farmaci anti-cancro che prima non risucivano ad attaccare i tessuti tumorali Prendere elementi naturali e modificarli è da sempre un metodo impiegato dalla chimica farmaceutica. Ora, con l&#8217;aiuto delle nanotecnologie, i ricercatori stanno riscoprendo sostanze che non erano mai state utilizzate prima d&#8217;ora. Molte di queste sostanze sono tossine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23166" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_Scorpione_anti_tumore-13803-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Grazie alle nanoparticelle possiamo utilizzare alcuni farmaci anti-cancro che prima non risucivano ad attaccare i tessuti tumorali<br /></span></p>
<p>  <span id="more-23167"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Prendere elementi naturali e modificarli è da sempre un metodo impiegato dalla chimica farmaceutica. Ora, con l&#8217;aiuto delle nanotecnologie, i ricercatori stanno riscoprendo sostanze che non erano mai state utilizzate prima d&#8217;ora.</span></p>
<p>Molte di queste sostanze sono tossine prodotte dalle piante o dagli animali come forma di difesa. <span style="line-height: 1.3em;">Tra queste il veleno di scorpione ha attirato l&#8217;interesse dei ricercatori come possibile nuova cura anti-cancro. Contiene un mix di sostanze chimiche di origine naturale chiamate</span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peptide" target="_blank" style="line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer"> peptidi</a><span style="line-height: 1.3em;">. Alcuni peptidi sono noti per innescare la morte delle cellule formando pori nella membrana biologica. La morte delle cellule può essere utile se si riesce a definire le cellule da attaccare: ad esempio è efficace se spinge le cellule tumorali ad auto-eliminarsi.</span></p>
<p>Queste tossine hanno un effetto potente. Ad esempio un piccolo peptide, il TsAP-1, ricavato dallo scorpione giallo brasiliano, possiede sia proprietà anti tumorali che antimicrobiche.</p>
<p>Sfruttare questi fattori a scopi medici è una sfida difficile perché le tossine hanno un problema: possono eliminare le cellule cancerogene, ma anche quelle sane.</p>
<p>Un metodo per placarne l&#8217;effetto nocivo è usare le nanotecnologie affinché i farmaci che le contengono riescano a colpire solo determinati tessuti &#8211; in questo caso tumorali &#8211; e non altri all&#8217;interno del nostro corpo.</p>
<h2>Tumore al seno: l&#8217;efficacia delle nanoparticelle</h2>
<p>Uno<a href="http://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2014/cc/c4cc04748f#!divAbstract" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> studio dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois</a> spiega che alcuni scienziati hanno creato delle capsule sferiche che intrappolano la tossina TsAP-1 derivata dal veleno dello scorpione. Questa tossina incapsulata, ribattezzata NanoVenin, aumenta di dieci volte il potenziale antitumorale contro il cancro al seno.</p>
<p>La tossina, nella sua forma naturale, non potrebbe essere usata in quanto non abbastanza specifica, ma un avolta incorporato il veleno nelle nanoparticelle si riesce a potenziare l&#8217;effetto del farmaco rendendolo utile per i trattamenti antitumorali.</p>
<p>Al momento questa soluzione funziona per il cancro al seno ma i ricercatori possono modificare il rivestimento esterno delle nanoparticelle attaccandovi delle proteine al fine di renderle selettive nei confronti di alcuni tipi di cancro. È anche possibile ricoprire le nanoparticelle con uno strato biodegradabile in modo da &#8216;intrappolare&#8217; il veleno finché non raggiunge l&#8217;area tumorale da colpire. Una volta a destinazione il rivestimento scompare e la tossina può attaccare le cellule cancerogene.</p>
<h2>L&#8217;importanza delle nanotecnologie</h2>
<p>Spesso dei farmaci funzionanti sono stati scoperti ma non messi in commercio. Il problema era far sì che queste soluzioni andassero a colpire esattamente la parte interessata all&#8217;interno del nostro corpo. Ora, con lo sviluppo delle nanotecnologie, alcuni farmaci di origine naturale potranno essere messi a disposizione dei pazienti.</p>
<p>Per prevenire il cancro è fondamentale una corretta alimentazione: recenti studi sostengono che la<a href="https://www.ecoseven.net//?p=23129" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> carne rossa sarebbe cancerogena</a>.</p>
<p>a.po</p>
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