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	<title>molluschi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>La &#8220;pecora foglia&#8221;: il mollusco marino che ruba la fotosintesi alle alghe</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-pecora-foglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità scientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Autore: Redazione Ecoseven &#8211; Pubblicato il 21/06/2026 La pecora foglia (Costasiella kuroshimae) è una minuscola lumaca di mare, lunga circa 5 millimetri, capace di &#8220;rubare&#8221; i cloroplasti dalle alghe di cui si nutre e usarli per fare la fotosintesi, come fosse una pianta. Il suo aspetto — corpo coperto di appendici verdi simili a foglioline, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6 data-sourcepos="3:1-3:550;77-626"><span style="color: #999999;">Autore: <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> &#8211; Pubblicato il 21/06/2026</span></h6>
<p data-sourcepos="3:1-3:550;77-626"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320092 size-full" title="Pecora foglia (Costasiella kuroshimae)" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/La-pecora-foglia.webp" alt="la pecora foglia" width="1536" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/La-pecora-foglia.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/La-pecora-foglia-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/La-pecora-foglia-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/La-pecora-foglia-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="3:1-3:550;77-626"><strong>La pecora foglia (<em>Costasiella kuroshimae</em>) è una minuscola lumaca di mare, lunga circa 5 millimetri, capace di &#8220;rubare&#8221; i cloroplasti dalle alghe di cui si nutre e usarli per fare la fotosintesi, come fosse una pianta.</strong> Il suo aspetto — corpo coperto di appendici verdi simili a foglioline, due occhietti scuri e due &#8220;cornette&#8221; — la fa sembrare un personaggio dei cartoni animati, ma è un animale reale e un piccolo prodigio della biologia marina. Ecco cosa la rende speciale, e una precisazione importante su un mito che circola spesso in rete.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="5:1-5:30;628-657">Che cos&#8217;è la pecora foglia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="7:1-7:472;659-1130">La pecora foglia è un mollusco gasteropode marino, cioè una lumaca di mare, il cui nome scientifico è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costasiella_kuroshimae" target="_blank" rel="noopener"><em>Costasiella kuroshimae</em>.</a> In inglese è chiamata <em>leaf sheep</em>, &#8220;pecora foglia&#8221;, per via delle appendici che ricoprono il dorso e che le danno un aspetto soffice e vegetale. Appartiene all&#8217;ordine dei Sacoglossa, un gruppo di lumache di mare note per nutrirsi di alghe &#8220;succhiandone&#8221; il contenuto, tanto da essere soprannominate <em>sap-sucking slugs</em>, lumache succhia-linfa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="9:1-9:243;1132-1374">Fu descritta per la prima volta nel 1993. Il nome richiama <a href="https://www.japan.travel/it/spot/568/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;isola di Kuroshima</a>, in Giappone, nelle cui acque venne individuata. Vive vicino alle barriere coralline e finora è stata osservata lungo le coste di Giappone, Filippine e Indonesia.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="11:1-11:20;1376-1395">Quanto è piccola</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:342;1397-1738">La pecora foglia è davvero minuscola: <strong>misura in media circa 5 millimetri</strong>, e gli esemplari più grandi arrivano al massimo a un centimetro. Una misura spesso usata per renderla immaginabile è quella di un chicco di riso. Per questo viene fotografata quasi sempre con tecniche di macrofotografia subacquea: a occhio nudo, sul fondale, è facilissimo non notarla.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:256;1740-1995">Sul capo ha due strutture scure simili ad antenne, chiamate rinofori, che le servono a percepire i segnali chimici nell&#8217;acqua e a individuare il cibo. Il corpo è ricoperto di appendici ramificate dette cerata, che ricordano le foglie di una pianta grassa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="17:1-17:40;1997-2036">Il suo superpotere: la cleptoplastia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:272;2038-2309">La caratteristica che ha reso celebre la pecora foglia è la capacità di compiere la fotosintesi, un processo che associamo alle piante e non agli animali. Il meccanismo che lo rende possibile si chiama <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kleptoplasty" target="_blank" rel="noopener"><strong>cleptoplastia</strong>,</a> termine che deriva dalla radice greca per &#8220;ladro&#8221;.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:575;2311-2885">Funziona così: la pecora foglia si nutre di alghe (in particolare del genere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Avrainvillea" target="_blank" rel="noopener"><em>Avrainvillea</em></a>) e, invece di digerirne completamente le cellule, ne trattiene i cloroplasti — le minuscole strutture che nelle piante e nelle alghe catturano la luce solare. Questi cloroplasti &#8220;rubati&#8221; vengono immagazzinati proprio nelle cerata sul dorso, che funzionano come piccoli pannelli solari, e restano attivi anche per settimane. Grazie a essi l&#8217;animale può produrre energia dalla luce, integrando la propria alimentazione. È per questo che viene soprannominata &#8220;lumaca a energia solare&#8221;.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="23:1-23:467;2887-3353">La cleptoplastia è rarissima nel regno animale: oltre ad alcune lumache di mare, è stata osservata in due specie di vermi piatti marini e negli embrioni di una salamandra. Uno studio pubblicato nel 2022 ha inoltre mostrato che, in lumache di questo tipo, la fotosintesi dei cloroplasti rubati contribuisce perfino alla produzione del muco, fondamentale per il movimento e la protezione dell&#8217;animale: un segnale di quanto questo &#8220;furto&#8221; sia biologicamente importante.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="25:1-25:62;3355-3416">Attenzione al mito: la pecora foglia non è bioluminescente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:364;3418-3781">Qui arriva una precisazione che molti autori confondono finendo per sbagliare. In rete si legge spesso che la pecora foglia &#8220;brilla&#8221; o è &#8220;bioluminescente&#8221;. <strong>Non è vero.</strong> Il suo colore verde acceso non è luce prodotta dall&#8217;animale, ma è semplicemente l&#8217;effetto della clorofilla contenuta nei cloroplasti che ha sottratto alle alghe — la stessa sostanza che colora di verde le foglie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:390;3783-4172"><a href="https://www.geopop.it/cose-la-bioluminescenza-e-come-funziona-questo-affascinante-fenomeno/" target="_blank" rel="noopener">La bioluminescenza</a> è un fenomeno diverso, in cui un organismo produce luce attraverso reazioni chimiche, come fanno le lucciole o alcuni pesci abissali. La pecora foglia non fa nulla di tutto questo: riflette e contiene pigmenti verdi, ma non emette luce propria. È una confusione frequente che vale la pena chiarire, perché racconta meglio cosa rende davvero straordinario questo animale.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="31:1-31:42;4174-4215">Perché è importante per gli ecosistemi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="33:1-33:531;4217-4747">Al di là della tenerezza, questi piccoli gasteropodi hanno un ruolo. Vivendo vicino alle barriere coralline e nutrendosi di alghe, contribuiscono a tenerne sotto controllo la crescita, partecipando agli equilibri dell&#8217;ecosistema in cui vivono. Per gli scienziati, inoltre, la pecora foglia e le altre lumache cleptoplastiche sono un modello di studio prezioso per capire come un animale possa instaurare un rapporto così stretto <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/foglia-artificiale-carburante/" target="_blank" rel="noopener">con la fotosintesi</a>, un tema con implicazioni che vanno dalla biologia evolutiva alla ricerca di base.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="35:1-35:27;4749-4775">FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="37:1-37:48;4777-4824">La pecora foglia è una pianta o un animale?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="38:1-38:178;4825-5002">È un animale: una lumaca di mare (mollusco gasteropode) dell&#8217;ordine Sacoglossa. Sembra vegetale per il colore verde e la forma a foglioline, ma è a tutti gli effetti un animale.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="40:1-40:46;5004-5049">Come fa un animale a fare la fotosintesi?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:242;5050-5291">Attraverso un processo chiamato cleptoplastia: la pecora foglia trattiene i cloroplasti delle alghe che mangia e li conserva attivi nel proprio corpo, usandoli per produrre energia dalla luce solare. È una capacità rarissima tra gli animali.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="43:1-43:38;5293-5330">Quanto è grande la pecora foglia?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="44:1-44:161;5331-5491">È minuscola: in media circa 5 millimetri, con i più grandi che arrivano a circa un centimetro. Per questo viene quasi sempre fotografata con la macrofotografia.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="46:1-46:37;5493-5529">La pecora foglia brilla al buio?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="47:1-47:195;5530-5724">No. Nonostante un mito molto diffuso, non è bioluminescente: non emette luce. Il suo verde brillante è dovuto alla clorofilla dei cloroplasti rubati alle alghe, non a luce prodotta dall&#8217;animale.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="49:1-49:32;5726-5757">Dove vive la pecora foglia?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="50:1-50:148;5758-5905">Vicino alle barriere coralline delle acque tropicali del Pacifico occidentale. È stata osservata lungo le coste di Giappone, Filippine e Indonesia.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="52:1-52:14;5907-5920">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="54:1-54:445;5922-6366">La pecora foglia, <em>Costasiella kuroshimae</em>, è una lumaca di mare di pochi millimetri che ha conquistato il web per il suo aspetto adorabile, ma il suo vero primato è scientifico: grazie alla cleptoplastia ruba i cloroplasti alle alghe e fa la fotosintesi come una pianta. Non brilla e non è bioluminescente — il suo verde è clorofilla pura — ma resta uno degli esempi più sorprendenti di quanto creativa sappia essere l&#8217;evoluzione negli oceani.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Molluschi più amari a causa di mari più acidi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/molluschi-piu-amari-a-causa-di-mari-piu-acidi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 12:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[acidità dei mari]]></category>
		<category><![CDATA[cambiameti climaticim clima]]></category>
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					<description><![CDATA[    Causa cambiamenti climatici e mari più caldi, i molluschi diventano più acidi   Se state pensando di portare sulla tavola di Natale dei molluschi, pensateci bene. Sì, i cambiamenti climatici e l&#8217;innalzamento dei mari ha reso i molluschi meno appetitosi: l&#8217;aumento dei livelli di anidride carbonica negli oceani li fa diventare più amari. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22982" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_mls_1_-13718-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Causa cambiamenti climatici e mari più caldi, i molluschi diventano più acidi</p>
<p>  <span id="more-22983"></span>  </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se state pensando di portare sulla tavola di Natale dei molluschi, pensateci bene. Sì, i<strong> cambiamenti climatici</strong> e l&#8217;innalzamento dei mari ha reso i molluschi meno appetitosi: l&#8217;aumento dei livelli di anidride carbonica negli oceani li fa diventare più amari. I ricercatori dell&#8217;università svedese di Goteborg e della Plymouth University del Regno Unito, in uno studio pubblicato sul Journal of Shellfish Research, hanno scoperto che i molluschi assumono un sapore amaro se vengono allevati in acqua anche solo leggermente più acidificata rispetto ad oggi.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nei prossimi anni, quindi, niente molluschi a tavola, dal momento che le previsioni affermano che nel corso del prossimo secolo i livelli di acidità degli oceani di tutto il mondo potrebbero scendere da pH 8 a pH 7,5 per colpa del cambiamento climatico.</p>
<p>Sempre secondo lo studio, la diminuzione di Ph ha portato alla morte del 63% dei gamberi in acqua acida. Cambieranno le nostre abitudini e i nostri piatti preferiti?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
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		<item>
		<title>Meno emissioni di gas serra, grazie ai molluschi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/meno-emissioni-di-gas-serra-grazie-ai-molluschi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 12:27:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[carbon credit]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni di gas serra]]></category>
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					<description><![CDATA[Le imprese italiane di molluschicoltura presto potranno entrare a pieno titolo nel mercato dei ‘carbon credit’ che regola le emissioni di gas serra   La riduzione delle emissioni di gas serra passa anche attraverso i molluschi. Un inedito Protocollo d&#8217;intesa siglato oggi a Bologna tra il presidente di Unindustria Rovigo, Gian Michele Gambato, e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-13030" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_images-8572-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le imprese italiane di molluschicoltura presto potranno entrare a pieno titolo nel mercato dei ‘carbon credit’ che regola le emissioni di gas serra</p>
<p>  <span id="more-13031"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">La riduzione delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12914"><strong>emissioni di gas serra</strong></a> passa anche attraverso i molluschi. Un inedito Protocollo d&#8217;intesa siglato oggi a Bologna tra il presidente di Unindustria Rovigo, Gian Michele Gambato, e il presidente Lega Pesca, Ettore Ianì, con gestione tecnico-operativa affidata all&#8217;Associazione Mediterranea Acquacoltori (Ama), consentirà alle imprese italiane di molluschicoltura di muovere i primi passi per entrare a pieno titolo nel mercato dei &#8221;carbon credit &#8221; che regola le emissioni di gas serra (Emission Trading Scheme-ETS).</span></p>
<p>Quella dei <strong>carbon credit</strong> e&#8217; una sorta di &#8216;borsa &#8216; per fornire incentivi economici a chi vuole ridurre le proprie emissioni di gas serra.</p>
<p> I <strong>frutti di <a href="viaggiare/mare">mare</a></strong>, prima voce dei consumi ittici nostrani, non deliziano solo il palato degli appassionati. Cozze, vongole e ostriche, tra le specie più allevate, giocano un ruolo fondamentale di &#8216;arma &#8216; contro i cambiamenti climatici, grazie ai sensibili quantitativi di CO2 naturalmente assorbiti nel meccanismo di fissazione del carbonato di calcio di cui sono composte le conchiglie. Da prime ricerche condotte sui mitili il rapporto è di circa 1 tonnellata di CO2 fissata nei gusci di 3 tonnellate di mitili freschi. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dal Protocollo di Kyoto hanno reso le quote di carbonio fissate nelle produzioni nazionali di molluschi un valore economico, che ora Unindustria di Rovigo, forte del Distretto Ittico polesano, e Lega Pesca si propongono di quantificare e valorizzare sul mercato degli scambi italiano.</p>
<p> Il programma congiunto di azioni prevede che, sulla base di un accurato studio scientifico, volto non solo alla determinazione delle quantità di CO2 fissate, ma anche e soprattutto alla definizione dei parametri e dei processi di certificazione che determinano la quantificazione dei crediti in funzione dei diversi processi produttivi, possa essere messo a regime, e contrattualizzato nei suoi aspetti più propriamente commerciali, un sistema di conferimenti delle quantità di CO2 assorbite da parte delle imprese operanti nel comparto.</p>
<p> Nella prima fase saranno coinvolte le imprese aderenti all&#8217; Ama, Associazione Mediterranea di Lega Pesca, che copre oltre il 50% della produzione nazionale di mitili (63.000 tonnellate totali), il 30% delle 35.000 tonnellate di vongole veraci allevate in Italia, ed il 100% della produzione nostrana di ostriche, che si attesta sulle 11 tonnellate.</p>
<p> &#8221;Abbiamo acquisito nel tempo &#8211; spiega Gian Michele Gambato, presidente di Unindustria Rovigo &#8211; una notevole esperienza nell&#8217;ambito del Distretto Ittico di Rovigo che oggi può essere posta a favore di tutta la filiera nazionale della pesca. Un esempio di come su alcune eccellenze la nostra provincia può essere assunta a modello per l&#8217;intero Paese&#8221;.</p>
<p> &#8221;Siamo soddisfatti di una operazione che inserisce a pieno titolo la filiera ittica nella green economy &#8211; dichiara Ettore Ianì, presidente di Lega Pesca &#8211; E&#8217; un riscatto del ruolo e del contributo che l&#8217;acquacoltura offre alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, che rimane un obiettivo da perseguire a 360 gradi, nel rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile&#8221;.</p>
<p> &#8221;Si gettano le basi non solo per un nuovo modo di fare impresa in acquacoltura &#8211; sottolinea Giuseppe Prioli, presidente Ama &#8211; ma anche per rendere gli acquacoltori protagonisti di un nuovo ruolo nei confronti dei consumatori: non solo garanti della qualità dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole, ma anche custodi dell&#8217;ambiente. Senza dubbio un valore aggiunto per sostenere e promuovere il consumo di prodotti di acquacoltura&#8221;.</p>
<p>(ansa)</p>
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		<title>Alimentazione: le temperature di conservazione dei cibi per l&#8217;estate</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/alimentazione-le-temperature-di-conservazione-dei-cibi-per-l-estate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 10:12:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della frutta o una pasta fredda. Altri preferiscono allestire un picnic sotto l’ombrellone. Dobbiamo però tenere ben presenti le temperature di conservazione dei cibi. Leggi le tabelle che Ecoseven.net prende in prestito da Efsa Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2056" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_enogastronomia_piatto-carpaccio-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della frutta o una pasta fredda. Altri preferiscono allestire un picnic sotto l’ombrellone. Dobbiamo però tenere ben presenti le temperature di conservazione dei cibi. Leggi le tabelle che Ecoseven.net prende in prestito da Efsa</p>
<p> <span id="more-2057"></span> </p>
<p>Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della frutta, qualche panino, una pasta fredda. Altri preferiscono allestire veri e propri picnic sotto l&rsquo;ombrellone. Dobbiamo per&ograve; tutti tenere ben presenti le temperature di conservazione dei cibi, perch&eacute; restino sempre freschi fino al momento del consumo. Curiosando tra le tabelle dell&rsquo;EFSA, Autorit&agrave; europea per la sicurezza alimentare, Ecoseven.net ha estratto una tabella sintetica delle temperature da rispettare per conservare i cibi che consumiamo con maggiore frequenza durante l&rsquo;estate. La normativa vigente, denominata &ldquo;pacchetto igiene&rdquo; ha oramai qualche anno di vita (Reg. CE n&deg; 852 &ndash; 853 &#8211; 854 ed 882/2004, e Reg. CE 178/02) e si rivolge agli operatori del settore alimentare lungo le fasi di produzione, trasporto, distribuzione e commercializzazione di alimenti. Ma il successivo Decreto n&deg; 193 del 2007 ha invece abrogato molte norme nazionali inerenti proprio le temperature di conservazione e trasporto di alcuni prodotti alimentari. Ci&ograve; non favorisce certo il consumatore al quale segnaliamo comunque quali siano le temperature ideali dei cibi freschi, sopra le quali crescono i rischi di deperimento, anche in breve tempo.</p>
<div>Prodotti della pesca, freschi o decongelati +0-1&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Carni macinate +2</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Latte pastorizzato, yogurt, latti fermentati, panna, panna, ricotta, burro di crema di latte pastorizzata, formaggi freschi, pollame, conigli, pasta fresca e fresca confezionata, uova cotte +4&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Molluschi +6</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Carni fresche bovine, suine, ovicaprine, equine +7&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Latte crudo + 10&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>(Vincenzo Nizza)</div>
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