<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>moda &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/moda/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Nov 2020 13:20:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Covid-19 e moda: arriva la tuta da pandemia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/covid-19-e-moda-arriva-la-tuta-da-pandemia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/covid-19-e-moda-arriva-la-tuta-da-pandemia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 19:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[marchi di lusso]]></category>
		<category><![CDATA[materiali di scarto]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto riciclato]]></category>
		<category><![CDATA[tuta da covid]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=72082</guid>

					<description><![CDATA[Ispirandosi alle nuove necessità delle persone, c’è chi lancia sul mercato una tuta molto particolare The R Collective, un marchio di abbigliamento femminile che punta alla riduzione degli sprechi tessili e dell&#8217;inquinamento generato dall&#8217;industria della moda, ha collaborato con l&#8217;artista e attivista Susan Rockefeller per lanciare la Enlightened Uniform, una tuta da pandemia. Secondo l&#8217;azienda, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72084" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/clothing-1442456_1280-e1605529850691.jpg" alt="tuta da covid" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Ispirandosi alle nuove necessità delle persone, c’è chi lancia sul mercato una tuta molto particolare</h3>
<p><span id="more-72082"></span></p>
<p>The <a href="https://thercollective.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">R Collective</a>, un marchio di abbigliamento femminile che punta alla riduzione degli sprechi tessili e dell&#8217;inquinamento generato dall&#8217;industria della moda, ha collaborato con l&#8217;artista e attivista <a href="https://susanrockefeller.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Susan Rockefeller</a> per lanciare la <a href="https://thercollective.com/products/enlightened-uniform-grey" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Enlightened Uniform</a>, una <strong>tuta da pandemia</strong>.</p>
<p>Secondo l&#8217;azienda, <strong>questa tuta moderna riflette i tempi che viviamo</strong>, visto che presenta delle caratteristiche ispirate all&#8217;emergenza sanitaria che stiamo vivendo, come <strong>una mascherina incorporata nel colletto e delle tasche nascoste</strong>.</p>
<p>&#8220;Mentre la pandemia continua a scuotere il mondo, il 2020 si è rivelato un importante campanello d&#8217;allarme globale su quanto siano interconnessi il nostro ecosistema, l&#8217;economia e la comunità&#8221;, <a href="https://thercollective.com/blogs/r-stories/meet-susan-rockefeller" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha detto</a> Susan Rockefeller.</p>
<p>&#8220;<strong>La moda è un&#8217;industria estremamente dispendiosa e la realtà della pandemia</strong>, durante la quale le donne hanno cambiato radicalmente il loro approccio all&#8217;abbigliamento, ha alimentato il mio desiderio di creare un&#8217;uniforme versatile, lussuosa e confortevole in cui possiamo sentirci protetti pur sapendo che stata fatta eticamente. Questa pandemia non scomparirà presto e questa tuta è una grande uniforme solida per ora e per il futuro&#8221;.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, <strong>il 25% dei profitti ottenuti dalle vendite di queste tute</strong> – a dire il vero un po&#8217; costose (costano 425 Dollari ciascuna) – andrà a <a href="https://www.redress.com.hk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Redress</a>, un ente di beneficenza che lavora per accelerare l&#8217;economia circolare.</p>
<p><strong>Realizzata in tessuto riciclato proveniente da materiali di scarto recuperati da marchi di lusso</strong>, la tuta presenta un cappuccio antivento con coulisse regolabili e una borsa funzionale e compatta per renderla impacchettabile per viaggiare più facilmente.</p>
<p>Oltre alla mascherina nascosta all&#8217;interno del cappuccio per offrire uno strato di protezione aggiuntivo, <strong>include anche una tasca sul petto abbastanza grande da contenere un mazzo di chiavi e tasche laterali</strong> con una rete nascosta per contenere oggetti come telefoni o portafogli – ma anche guanti o amuchina o qualsiasi altra cosa sia entrata ormai a far parte delle nostre giornate.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/covid-19-e-moda-arriva-la-tuta-da-pandemia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>15</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Teoria e pratica della moda dopo il Coronavirus</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/teoria-e-pratica-della-moda-dopo-il-coronavirus/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/teoria-e-pratica-della-moda-dopo-il-coronavirus/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 06:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=58844</guid>

					<description><![CDATA[Un nuovo studio inglese mostra come le idee sostenibili della generazione Zeta potrebbero salvare il mondo della moda, soprattutto dopo questa pandemia La Generazione Zeta è quella di cui fanno parte i nati tra la seconda metà degli anni &#8217;90 e l&#8217;inizio del 2010: è una generazione che si è già dimostrata sostenibile in molti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58846" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blur-1850082_1280.jpg" alt="moda" width="799" height="438" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blur-1850082_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blur-1850082_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/blur-1850082_1280-768x421.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Un nuovo studio inglese mostra come le idee sostenibili della generazione Zeta potrebbero salvare il mondo della moda, soprattutto dopo questa pandemia</h3>
<p><span id="more-58844"></span></p>
<p><strong>La Generazione Zeta</strong> è quella di cui fanno parte i nati tra la seconda metà degli anni &#8217;90 e l&#8217;inizio del 2010: <strong>è una generazione che si è già dimostrata sostenibile in molti ambiti</strong>, ma che una volta di più, lo ha dimostrato anche per quanto riguarda la moda.</p>
<p>Secondo un&#8217;interessante nuova <a href="https://www.thersa.org/globalassets/bridges-campaign/RSAfashioncovid.pdf">indagine</a> condotta nel Regno Unito dalla <em>Royal Society for the encouragement of Arts, Manufacturers, and Commerce </em>(RSA) per capire in che modo la moda potesse ripartire dopo la pandemia da cui siamo stati colpiti,<strong> i più giovani hanno mostrato di avere idee diverse su come vogliono che l&#8217;industria appaia e funzioni.</strong></p>
<p>Il sondaggio ha scoperto che quelli della Generazione Zeta comprendono l&#8217;importanza della sostenibilità, della durata e dell&#8217;etica e vogliono che questi valori si riflettano sugli abiti che acquistano. Per loro,<strong> la moda per loro</strong> non <strong>riguarda</strong> i marchi e i loro stili specifici, ma <strong>la specificità di ogni stile e di ogni identità personale</strong>, a tutto tondo.</p>
<h4>I giovani acquirenti sono più disposti a pensare fuori dagli schemi quando si tratta di abbigliamento.</h4>
<p>Quindi mirano a creare un armadio il cui contenuto non proviene tutto da un negozio fisico o da un singolo marchio, ma piuttosto da una varietà di fonti. Negozi di seconda mano, società di noleggio di abbigliamento, siti di scambio online, rivenditori di articoli riciclati.</p>
<p>Un meccanismo che è stato già piuttosto evidente durante la pandemia di Coronavirus, quando i negozi al dettaglio erano chiusi e tutti quelli che avevano bisogno di vestiti nuovi erano costretti a cercarli altrove, come ha raccontato <a href="https://www.theguardian.com/fashion/2020/may/25/shopping-habits-of-generation-z-could-spell-end-of-fast-fashion">The Guardian</a> in un recente articolo.</p>
<p><strong>Allo stesso modo, la pandemia ha mostrato alle persone che possono accontentarsi di fare meno acquisti e farli durare più a lungo.</strong></p>
<p>Il 28% delle persone ha riciclato o riutilizzato più vestiti del normale e il 35% delle donne afferma di avere in programma di acquistare meno vestiti in futuro.  La metà delle persone intervistate «pensa che <strong>l&#8217;industria dovrebbe fare tutto il possibile per diventare più ecosostenibile</strong>» e dovrebbe impegnarsi per una maggiore produzione interna.</p>
<p>Questo «shopping orientato ai valori» spingerà davvero l&#8217;industria della moda a fare cambiamenti che ha rifiutato di apportare fino ad ora? Speriamo di sì: <strong>questa potrebbe essere la chiave per la rinascita del settore e la sua successiva sopravvivenza.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/teoria-e-pratica-della-moda-dopo-il-coronavirus/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa possiamo fare con i pezzi di pelle di scarto?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/cosa-possiamo-fare-con-i-pezzi-di-pelle-di-scarto/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/cosa-possiamo-fare-con-i-pezzi-di-pelle-di-scarto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 13:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[accessori da viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[cuscini decorativi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[pelle italiana riciclata]]></category>
		<category><![CDATA[pelle riciclata]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38626</guid>

					<description><![CDATA[Due diversi marchi si sono uniti per creare delle collezioni di mobili e oggetti a partire dalla pelle riciclata italiana Il premiato studio di design OPENUU ha iniziato una collaborazione con il marchio di moda sostenibile RIL CREED&#160;col fine di creare due collezioni per la casa e il life style con della vera pelle italiana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38625" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_pelle_riciclata.jpg" alt="" width="798" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_pelle_riciclata.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_pelle_riciclata-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_pelle_riciclata-768x449.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Due diversi marchi si sono uniti per creare delle collezioni di mobili e oggetti a partire dalla pelle riciclata italiana</p>
<p>  <span id="more-38626"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il premiato studio di design <a href="http://openuu.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OPENUU</a> ha iniziato una collaborazione con il marchio di moda sostenibile <a href="https://rilcreed.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RIL CREED</a>&nbsp;col fine di creare <strong>due collezioni per la casa e il life style con della vera pelle italiana riciclata. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzando frammenti di pelle che verrebbero altrimenti gettati via, <strong>queste due collezioni tentano di combattere gli sprechi causati dalle costose metodologie di produzione dell&#8217;industria della moda</strong> e danno nuova vita a tessuti altrimenti dimenticati.</p>
<p style="text-align: justify;">La riflessione che è stata fatta dalle due società per dare vita a questo progetto parte sicuramente dal fatto che circa il 50% della pelle naturale viene sprecata (spesso destinata alla discarica) e che fino al 95% dei tessuti che finiscono in discarica ogni anno potrebbe essere riciclato.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso le loro esperienze nel mondo del design, OPENUU e RIL CREED hanno trovato il modo di trasformare questi pezzi di pelle scartati – e quindi sprecati – in pezzi belli e riciclati che possono essere utilizzati nella vita di tutti i giorni. I prodotti sono unici, sostenibili e in edizione limitata.</p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Amber home</strong>», la prima collezione, si concentra sulla combinazione di lusso e durata: si tratta di cuscini decorativi, realizzati in pelle riciclata al 100% e ritagli di tessuto presi dalle fabbriche. Il design e la produzione di questa collezione di articoli per la casa hanno beneficiato dell&#8217;esperienza di arredamento degli interni di OPENUU e della competenza di RIL CREED nella produzione di borse in pelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la seconda collezione, «<strong>Willow Travel</strong>», OPENUU e RIL CREED si sono ispirati ai tramonti di diverse città, realizzando una serie di accessori da viaggio che è stata prodotta utilizzando le stesse iniziative di upcycling responsabile di pelle e tessuto: si tratta di portafogli da viaggio realizzato in colori vivaci, che si rivolgono a una vasta gamma di viaggiatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/casa/cosa-possiamo-fare-con-i-pezzi-di-pelle-di-scarto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scarpe ecologiche: la nuova frontiera green</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/scarpe-ecologiche-la-nuova-frontiera-green/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/scarpe-ecologiche-la-nuova-frontiera-green/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 22:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[ecocompatibilità]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[gomma naturale]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[New Movements]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo gomma]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo plastica]]></category>
		<category><![CDATA[sneakers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38289</guid>

					<description><![CDATA[Le sneakers della New Movements sono talmente innovative da essere fatte di materiali vecchi e riciclati L&#8217;azienda norvegese New Movements&#160;ha lanciato tramite il sito di crowdfunding Kickstarter&#160;una collezione di due nuove sneaker minimaliste. Le scarpe sono realizzate con materiali riciclati e circolari e si chiamo HUK e ÅPNE; insieme creano la 02 Postpone Collection.Le scarpe, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38288" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_sneakers_ecologiche_cut.jpg" alt="" width="805" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_sneakers_ecologiche_cut.jpg 805w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_sneakers_ecologiche_cut-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_sneakers_ecologiche_cut-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" /></p>
<p>Le sneakers della New Movements sono talmente innovative da essere fatte di materiali vecchi e riciclati</p>
<p>  <span id="more-38289"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>azienda norvegese <a href="https://newmovements.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>New Movements</em></a></strong>&nbsp;ha lanciato tramite il sito di <em>crowdfunding</em> <a href="https://www.kickstarter.com/projects/newmovements/sneakers-design-for-a-better-world-by-new-movements" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kickstarter</a>&nbsp;una collezione di due nuove<em> sneaker</em> minimaliste. Le s<strong>carpe sono realizzate con materiali riciclati e circolari</strong> e si chiamo HUK e ÅPNE; insieme creano la 02<em> Postpone Collection</em>.<br />Le scarpe, prodotte in Portogallo, sono belle, eleganti, funzionali e responsabili, ma vogliono anche essere responsabilizzanti – nel modello HUK, infatti, ci sono sottili pezzi colorati di gomma riciclata visibili nella suola, che l&#8217;azienda spera possano non solo dare un aspetto autentico al prodotto ma spingere le conversazioni delle persone sulle problematiche ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>suole</strong> di entrambi i modelli sono realizzate in <strong>gomma riciclata all&#8217;80% e gomma naturale (vergine) al 20%</strong>. I <strong>lacci</strong> sono realizzati con <strong>bottiglie di plastica riciclata</strong>. Le <strong>tomaie</strong> in <strong>pelle senza cromo</strong> sono realizzate con pelli provenienti dalle industrie europee della carne e dei latticini – cosa che si spera tranquillizzi gli acquirenti preoccupati del fatto che la pelle provenga dall&#8217;Amazzonia in fiamme. La pelle, in effetti, viene dall&#8217;Italia, da Mastrotto, in provincia di Vicenza – cosa che permette alla<em> sneakers</em> di avere il certificato in oro dal <em>Leather Working Group</em>, che mantiene i protocolli ambientali per la pelle.</p>
<p style="text-align: justify;">La caratteristica più interessante di questo acquisto tramite Kickstarter è che, <strong>per ogni paio di scarpe comprato, <em>New Movements</em> ripulirà l&#8217;oceano da 2,5 kg di plastica</strong>, equivalenti a 200 bottiglie – grazie alla collaborazione con <a href="https://empower.eco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Empower</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/scarpe-ecologiche-la-nuova-frontiera-green/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paillettes biodegradabili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/paillettes-biodegradabili/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/paillettes-biodegradabili/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 04:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[bio-materiale]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabile]]></category>
		<category><![CDATA[cellulosa]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[paillettes]]></category>
		<category><![CDATA[paillettes biodegradabili]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38224</guid>

					<description><![CDATA[Un designer trasforma la cellulosa in paillettes senza plastica per migliorare la sostenibilità anche nelle parti più piccole create dalla moda Nel tentativo di rendere l&#8217;industria della moda (sempre) più sostenibile, la designer Elissa Brunato&#160;ha sviluppato la Bio Iridescent Sequin, un progetto di ricerca e design dei materiali che trasforma la cellulosa in scintillanti paillettes [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38223" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paillettes.jpg" alt="" width="799" height="411" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paillettes.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paillettes-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_paillettes-768x395.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un designer trasforma la cellulosa in paillettes senza plastica per migliorare la sostenibilità anche nelle parti più piccole create dalla moda</p>
<p>  <span id="more-38224"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nel tentativo di rendere l&#8217;industria della <strong>moda (sempre) più sostenibile</strong>, la designer <a href="http://www.elissabrunato.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elissa Brunato</a>&nbsp;ha sviluppato la Bio Iridescent Sequin, un progetto di ricerca e design dei materiali che <strong>trasforma la cellulosa in scintillanti paillettes biodegradabili</strong> di varie forme e dimensioni. <strong>Create in collaborazione con gli scienziati dei materiali</strong> Hjalmar Granberg e Tiffany Abitbol del RISE <a href="https://www.ri.se/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Research Institutes of Sweden</a>, queste paillettes ecocompatibili offrono <strong>un&#8217;alternativa compostabile alle paillettes convenzionali,</strong> che sono tipicamente realizzate in plastica di petrolio o resine sintetiche.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo<strong> nuovo bio-materiale</strong>, che viene proposto come una delle soluzioni possibili per un&#8217;economia tessile circolare, <strong>è creato in laboratorio utilizzando biotecnologie</strong> che hanno prodotto una vasta gamma di campioni di diversi colori e dimensioni.<strong> Tutte le diverse paillettes sono state realizzate a partire dalla cellulosa</strong>, una risorsa naturalmente abbondante che viene comunemente ottenuta dalla pasta di legno e dal cotone. Come la plastica, la cellulosa può essere manipolata per creare un materiale leggero e resistente, ideale per realizzare paillettes e con l&#8217;ulteriore vantaggio di essere compostabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le paillettes ecologiche sono state create ridisegnando le forme sulla base della struttura cristallina della cellulosa</strong>, di cui sono state sfruttate anche le naturali proprietà di rifrazione della luce; questo ha permesso di ottenere colori luccicanti e iridescenti senza l&#8217;utilizzo di sostanze chimiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo approccio molto interessante per rendere rinnovabili anche le più piccole componenti dei tessuti che, forse, proprio per questo sono le più pericolose.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/paillettes-biodegradabili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>21</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I was a Sari: un modello italiano d&#8217;impresa sostenibile e inclusiva</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/i-was-a-sari-un-modello-italiano-d-impresa-sostenibile-e-inclusiva/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/i-was-a-sari-un-modello-italiano-d-impresa-sostenibile-e-inclusiva/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 10:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[impresa e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[impresa sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
		<category><![CDATA[sari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37971</guid>

					<description><![CDATA[Quando la moda incontra l’arte del riciclo e i diritti delle donne indiane &#160;“Il primo passo [di ogni economia] dev&#8217;essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona”, sostiene MUHAMMAD YUNUS, Premio Nobel per la Pace 2006, padre del microcredito moderno. Ed è proprio ispirandosi al concetto d’impresa sociale, capace di coniugare economia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37970" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_foto2019_tessuto_seta.jpg" alt="" width="800" height="450" /></p>
<p>Quando la moda incontra l’arte del riciclo e i diritti delle donne indiane</p>
<p>  <span id="more-37971"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;“Il primo passo [di ogni economia] dev&#8217;essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona”, sostiene <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MUHAMMAD YUNUS</a>, Premio Nobel per la Pace 2006, padre del microcredito moderno. Ed è proprio ispirandosi al concetto d’impresa sociale, capace di coniugare economia e inclusione lavorativa di fasce deboli, che Stefano Funari ha fondato nel 2011 <a href="https://iwasasari.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>I was a Sari</em></a>.<a href="https://iwasasari.com/"><br /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da top manager in area media in Svizzera a imprenditore sociale in India, a fianco di donne e bambini degli slum, il percorso è stato intenso, sfidante, ma ricco di soddisfazioni.<br />Com’è stato possibile collegare moda, riuso ed emancipazione femminile?<br />Un giorno, a Mumbai, durante un’accaldata mattina di mercato, in una bottega nella quale si vendevano rotoli di vecchi sari l’esperienza dirigenziale ha incontrato l’idea originale: l’“upcycle”, il recupero della seta dei sari usati per trasformarli in accessori moda e nuovi capi d’abbigliamento. Solo dopo &#8211; trasferendosi in India e approfondendone la cultura &#8211; Stefano ha scoperto che tale pratica era già presente nella tradizione indiana, ma nessuno aveva mai pensato prima che proprio da ciò che era considerato scarto avrebbe potuto generarsi lavoro, formazione artigianale di alto livello, economia circolare e dignità delle persone di una comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012 si attiva la collaborazione con il <a href="http://www.fashioninprocess.com/the-collective" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fashion in Progress Collective</a> (FIP Collective) del Politecnico di Milano, un gruppo di ricerca multidisciplinare tutto al femminile anch’esso del Dipartimento di Design, che promuove l’evoluzione positiva e sostenibile del mondo del fashion e delle industrie creative. Vengono studiati nome del brand, logo e nel 2013 viene disegnata e realizzata la prima linea di prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bellezza, qualità e accessibilità dei prezzi incontrano riscatto sociale e competenza artigianale, perché per formare chi non ha mai lavorato richiede tempi lunghi e una buona dose di rischio, che le regole del mercato globale sono pronte ad ignorare.<br />Ma la “via del Sari” si è ramificata e da un laboratorio si è passati a cinque, nei quartieri della popolosa città, da risanare attraverso la seta e l’impegno quotidiano. Anche la linea di prodotto è cresciuta e si è diversificata, sino ad arrivare ad avere preziosi incarti di piccoli fazzoletti di seta per le bomboniere. Un <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=12914:prova-la-seta-per-i-pacchi-regalo-piu-green-e-piu-chic&amp;catid=69&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">packaging </a>non certo comune, ma sicuramente ecologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare sino ad oggi, alle collaborazioni importanti con Oxfam Italia (che importa e distribuisce i prodotti attraverso il canale fair trade italiano) e Altro Mercato, sino a quella con Gucci, con il progetto “Now I can”. Nasce dalla scelta del marchio di lusso e della sua piattaforma <a href="http://equilibrium.gucci.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gucci Equilibrium</a>&nbsp;di sostenere I was a Sari. Attraverso la sua catena di fornitura di case da ricamo nella capitale commerciale indiana, la maison di lusso ha scelto di far insegnare l’affascinante arte del ricamo a mano dei karigari alle donne, divenute preziose e &#8211; di certo &#8211; ricercate artigiane.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ero un Sari” e “Ora posso” racchiude, come in un cerchio perfetto, tutto il senso di un sogno diventato opportunità concreta di un’impresa dall’anima green e sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/i-was-a-sari-un-modello-italiano-d-impresa-sostenibile-e-inclusiva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vestiti che si stirano da soli</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/vestiti-che-si-stirano-da-soli/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/vestiti-che-si-stirano-da-soli/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 14:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[pantaloni]]></category>
		<category><![CDATA[stirare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37988</guid>

					<description><![CDATA[Sono pantaloni cinetici questi che usano il calore del nostro corpo per auto-stirarsi Ministry Of Supply &#160;è un&#8217;azienda che si occupa di abbigliamento da lavoro e potrebbe appena averci cambiato la vita con Kinetic, pantaloni senza pieghe che sono stati realizzati per non dover mai sembrare sgualciti. È sempre complicato vestirsi per andare a lavoro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37987" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_pantaloniautostiranti.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pantaloniautostiranti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pantaloniautostiranti-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pantaloniautostiranti-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sono pantaloni cinetici questi che usano il calore del nostro corpo per auto-stirarsi</p>
<p>  <span id="more-37988"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ministryofsupply.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministry Of Supply</a> &nbsp;è un&#8217;azienda che si occupa di abbigliamento da lavoro e potrebbe appena averci cambiato la vita con Kinetic, pantaloni senza pieghe che sono stati realizzati per non dover mai sembrare sgualciti.</p>
<p style="text-align: justify;">È sempre complicato vestirsi per andare a lavoro e dover cercare di essere sempre a posto, a proprio agio e anche avere un bell&#8217;aspetto, per questo è molto interessante questo prodotto, perché questi pantaloni sono realizzati in un tessuto giapponese che offre una mobilità incredibile e risponde a ogni movimento senza sgualcirsi. Il Kinetic Dress Pant, infatti, utilizza una tecnologia all&#8217;avanguardia che garantisce zero pieghe e una perfetta vestibilità, in modo da essere quello che ci serve per i nostri incontri formali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;obiettivo di produrre vestiti che si adattano perfettamente a una varietà di corpi, Ministry Of Supply ha riconfigurato la moda, unendo l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19969:e-se-la-cravatta-fosse-dannosa&amp;catid=76&amp;Itemid=2433" target="_blank" rel="noopener noreferrer">eleganza </a>all&#8217;avanguardia: i design sono classici ma i tessuti sono ingegnerizzati, high-tech, come il poliestere giapponese Primeflex che, utilizzando il calore del corpo permette l&#8217;allungamento strutturale delle maglie, facendo rimanere i pantaloni nella stessa condizione in cui erano quando li abbiamo acquistati – inoltre, dà la sensazione di un materiale stretch anche se non lo sembra, quindi sentiremo di indossare dei pantaloni sportivi mentre invece saremo&nbsp;formali agli occhi degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendo poi pantaloni progettati per durare nel tempo, i Kinetic della Ministry Of Supply sono anche sostenibili, nel senso che ci aiutano a ridurre l&#8217;impronta di carbonio del prodotto e che, avendo implementato tecniche all&#8217;avanguardia (come il 3D Print-Knit) che riducono gli scarti di lavorazione di oltre il 30%, contribuisce a diminuire l&#8217;incredibile quantità di vestiti buttati via ogni anno nel mondo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, non c&#8217;è che da provarli.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/vestiti-che-si-stirano-da-soli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Norvegia sfida il marchio H&#038;M sulla sostenibilità</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-norvegia-sfida-il-marchio-h-m-sulla-sostenibilita/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-norvegia-sfida-il-marchio-h-m-sulla-sostenibilita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 13:42:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[h&m]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[modaHM]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37975</guid>

					<description><![CDATA[A quanto dice l&#8217;associazione dei consumatori, la Conscious Collection di H&#38;M sta ingannando gli acquirenti In Norvegia, H&#38;M ha subito un duro colpo: l&#8217;associazione norvegese dei consumatori (https://www.forbrukertilsynet.no/english) – che ha il compito di far rispettare le regole che impediscono alle aziende di rilasciare informazioni false – afferma che la Conscious Collection&#160;di H&#38;M viola le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37974" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_ModaHM.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_ModaHM.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_ModaHM-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_ModaHM-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>A quanto dice l&#8217;associazione dei consumatori, la Conscious Collection di H&amp;M sta ingannando gli acquirenti</p>
<p>  <span id="more-37975"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19461:cinderella-incineration-toilet&amp;catid=15&amp;Itemid=2435" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Norvegia</a>, H&amp;M ha subito un duro colpo: l&#8217;<a href="https://www.forbrukertilsynet.no/english" target="_blank" rel="noopener noreferrer">associazione norvegese dei consumator</a>i (<a href="https://www.forbrukertilsynet.no/english">https://www.forbrukertilsynet.no/english</a>) – che ha il compito di far rispettare le regole che impediscono alle aziende di rilasciare informazioni false – <a href="https://www2.hm.com/it_it/free-form-campaigns/1139-conscious-exclusive-2019.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">afferma che la Conscious Collection</a>&nbsp;di H&amp;M viola le leggi di marketing norvegesi, utilizzando simboli, dichiarazioni e colori che inducono gli acquirenti in errore. </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;associazione, H&amp;M non spiega abbastanza bene in che modo gli abiti della Conscious Collection siano più sostenibili degli altri prodotti dall&#8217;azienda: un consumatore che decidesse di acquistarli non avrebbe abbastanza informazioni per sapere se sta davvero comprando qualcosa di green. E per capire di quale mancanza di informazioni si sta parlando, basta andare sul sito web di H&amp;M e leggere i due paragrafi di spiegazione sulla collezione «coscienziosa». A quanto riferito dall&#8217;associazione norvegese, non ci sono informazioni su ciò che viene riciclato, su dove questo accade e su qual è il procedimento. </p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento, l&#8217;associazione dei consumatori sta trattando con H&amp;M: ancora non è chiaro se il marchio internazionale di moda svedese sta davvero violando la legge, ma se questo venisse confermato potrebbe essere punito con multe, sanzioni e divieti su alcuni tipi di marketing.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che H&amp;M è una società di fast-fashion (moda veloce): questo vuol dire che utilizza materiale economici per poter arrivare a fare grandissimi numeri di produzione e a mantenere i costi di vendita molto bassi. Praticamente l&#8217;esatto contrario di quello che significa «sostenibilità», visto che questi abiti, oltretutto, quando arrivano a fine corsa (non durano più di una stagione), non valgono la pena di essere riparati e, quando vengono buttati, sono difficili da riciclare. <br />Per questo, ciò che sta accadendo in Norvegia è stato ben accolto da molti: se è vero che avete prodotti sostenibili, allora dimostratecelo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-norvegia-sfida-il-marchio-h-m-sulla-sostenibilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alta moda biodegradabile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/alta-moda-biodegradabile/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/alta-moda-biodegradabile/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2019 17:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[cashmere]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[maglione]]></category>
		<category><![CDATA[maglioni]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37828</guid>

					<description><![CDATA[Una nuova collezione di Frances Austen lancia maglioni al 100% biodegradabili di cashmere e seta sostenibile (e c&#8217;entra anche l&#8217;Italia) Dopo molti anni nel settore della moda, la fondatrice di Frances Austen, Margaret Coblentz, ha deciso di fare qualcosa contro le tendenze del fast fashion, la moda di veloce consumo, che comporta che gli abiti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37827" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_weaving-1803874_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_weaving-1803874_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_weaving-1803874_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_weaving-1803874_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una nuova collezione di Frances Austen lancia maglioni al 100% biodegradabili di cashmere e seta sostenibile (e c&#8217;entra anche l&#8217;Italia)</p>
<p>  <span id="more-37828"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Dopo molti anni nel settore della moda, la fondatrice di <a href="https://www.francesausten.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Frances Austen</a>, Margaret Coblentz, ha deciso di fare qualcosa contro le tendenze del fast fashion, la moda di veloce consumo, che comporta che gli abiti siano di bassa qualità e quindi destinati a durare poco nel tempo, entrando in fretta a far parte di cumuli di rifiuti il cui smaltimento è difficile e dispendioso. Così, la stilista si è concentrata nel creare vestiti di qualità che siano versatili e duraturi nel tempo: il suo obiettivo è incoraggiare i consumatori a ri-indossare gli indumenti, sia perché questo fa bene al pianeta, sia perché amano ciò che hanno comprato e indossato e vogliono continuare a usufruirne. </p>
<p style="text-align: justify;">Con questa semplice idea in mente, la linea di prodotti di lusso della Coblentz ha puntato ad essere alla moda e senza tempo, producendo inoltre maglieria al 100% biodegradabile, grazie a cashmere e seta sostenibili.</p>
<p style="text-align: justify;">La sostenibilità inizia con i materiali utilizzati durante la produzione con un filato che proviene da specialisti del settore, precisamente il lanificio italiano <a href="http://www.cariaggi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cariaggi</a>: tutti i filati sono Oeko-Tex Standard 100, una certificazione ottenuta solo con una produzione priva di sostanze chimiche e con alti standard di sicurezza internazionali. Poi, si continua con la produzione: per questa, la società ha collaborato con la <a href="https://www.johnstonsofelgin.com/eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Johnstons of Elgin</a>, un&#8217;azienda a conduzione familiare scozzese, nota per le sue pratiche socialmente responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questi materiali affidabili e a queste partnership produttive di livello, Frances Austen ha potuto spostare l&#8217;ago della sua produzione, puntando l&#8217;attenzione su design duraturi e materiali sostenibili, nella speranza di soddisfare le esigenze di una vasta gamma di consumatori con prodotti il più possibile diversificati e attraenti.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/alta-moda-biodegradabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Versace rinuncia alle pellicce vere</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/versace-rinuncia-alle-pellicce-vere/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/versace-rinuncia-alle-pellicce-vere/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 13:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Pellicce]]></category>
		<category><![CDATA[pellicce ecologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Versace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35835</guid>

					<description><![CDATA[La pelliccia come status symbol subisce un altro duro colpo ora che anche Versace ha deciso di non venderne più Fece storia il manifesto che ritraeva Marina Ripa di Meana completamente nuda, con le braccia incrociate e la scritta provocatoria, proprio sotto le gambe: «L&#8217;unica pelliccia che non mi vergogno d&#8217;indossare». Era il 1996 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35834" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_pelliccia_versace.jpg" alt="" width="800" height="496" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_pelliccia_versace.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_pelliccia_versace-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_pelliccia_versace-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La pelliccia come status symbol subisce un altro duro colpo ora che anche Versace ha deciso di non venderne più</p>
<p>  <span id="more-35835"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Fece storia il manifesto che ritraeva Marina Ripa di Meana completamente nuda, con le braccia incrociate e la scritta provocatoria, proprio sotto le gambe: «L&#8217;unica pelliccia che non mi vergogno d&#8217;indossare». Era il 1996 e quella era una campagna contro l&#8217;uso delle pellicce di foca che fece davvero grande scalpore nel nostro paese.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">È una scelta etica, politica e di grande rispetto degli animali quella di rifiutare l&#8217;uso delle pellicce animali e infatti, nel corso del tempo, sono stati in molti ad abbracciarla. Di recente anche il settore della moda sta prendendo questa direzione: anche se per molto tempo la pelliccia ha fatto tendenza, essendo vista come un segno particolare, una scelta stravagante, la crescente consapevolezza dei diritti degli animali l&#8217;ha trasformata più in un insulto che in abbigliamento di lusso.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo assistito alle dichiarazioni di Armani, Calvin Klein, Givenchy, Gucci, Hugo Boss, Ralph Lauren e Tom Ford, in questo senso: anche loro, tra gli altri, hanno deciso di rimuovere le pellicce vere dalle loro collezioni. Eppure, un brand aveva resistito: tra le molte case di moda che, in questi anni, si sono schierate, Versace è rimasta muta, perseverando in passerelle eccessive di visoni e pellicce di ogni sorta. <br />Almeno fino ad ora.</p>
<p style="text-align: justify;">È notizia recente la dichiarazione di Donatella Versace che, durante <a href="https://www.1843magazine.com/style/versace-the-resurrection" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un&#8217;intervista</a>, ha annunciato che avrebbe smesso di usare le pellicce di animale per la casa di moda della sua famiglia. «Pelliccia? Ho finito con quello», ha detto la Versace.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non voglio uccidere animali per fare moda. Non mi sembra giusto».<br />E quindi anche le passerelle e i negozi di Versace ne faranno a meno. Saremo sempre più pieni di pellicce sintetiche, riducendo a zero gli animali morti da portarsi addosso.<br />Meno male.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/versace-rinuncia-alle-pellicce-vere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>12</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
