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	<title>missione &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Robot sulla Luna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 06:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Luna]]></category>
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		<category><![CDATA[robot]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova missione cinese invierà un rover e un lander sulla Luna per studiarla L&#8217;agenzia spaziale cinese ha deciso di dedicare un suo progetto alla Luna. È stato il governo a condividerne dettagli sulla sua missione Chang&#8217;e-4, durante una conferenza stampa a Pechino: sarà la prima volta che si realizzerà un atterraggio e quindi un&#8217;ispezione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37092" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_giapponerobotluna.jpg" alt="" width="798" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_giapponerobotluna.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_giapponerobotluna-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_giapponerobotluna-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Una nuova missione cinese invierà un rover e un lander sulla Luna per studiarla</p>
<p>  <span id="more-37093"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agenzia spaziale cinese ha deciso di dedicare un suo progetto alla Luna. È stato il governo a condividerne dettagli sulla sua missione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chang%27e_4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chang&#8217;e-4</a>, durante una conferenza stampa a Pechino: sarà la prima volta che si realizzerà un atterraggio e quindi un&#8217;ispezione del lato più lontano della Luna. Il lancio è previsto per dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i funzionari, l&#8217;imbarcazione Chang&#8217;e-4 trasporterà sia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rover_(astronautica)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un rover</a>&nbsp;che un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lander" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lander</a>&nbsp;stazionario, che dovrebbero funzionare rispettivamente per circa tre mesi e un anno. La Cina userà un satellite che è già in funzione per comunicare con i dispositivi una volta atterrati (visto che si troveranno sul lato opposto a quello che noi vediamo, sarà la Luna stessa a creare un intralcio alla comunicazione diretta tra la Terra e i dispositivi).</p>
<p style="text-align: justify;">Sono diversi gli obiettivi della Cina in questa missione: il primo è sicuramente quello di migliorare la nostra comprensione della Luna, potendo studiare le sue rocce più antiche; ma l&#8217;agenzia spaziale vuole anche testare le attrezzature per le future missioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paese, infatti, userà il Chang&#8217;e-4 anche come un&#8217;opportunità per determinare se il lato più lontano della Luna potrebbe essere un luogo adatto per posizionarci un telescopio che ci permetterebbe di avere immagini dello spazio che sono semplicemente impossibili da scattare dalla Terra, a causa del rumore proveniente dalla nostra elettronica onnipresente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra l&#8217;altro, visto che è dal 1972 che nessun uomo mette piede sulla Luna, sono molte le nazioni che vogliono interrompere questa assenza, inclusa la Cina. Quindi questa missione potrebbe anche essere una maniera per spianare la strada ad un atterraggio lunare con equipaggio, nel prossimo futuro. A meno che non ci riesca qualcun altro prima di loro.</p>
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		<title>Dall’ENEA l’opportunità per vivere un’esperienza indimenticabile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/dall-enea-l-opportunita-per-vivere-un-esperienza-indimenticabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[enea]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via il reclutamento di medici e tecnici per una missione di un anno in Antartide Scade il 18 aprile il termine per la presentazione delle domande per lavorare 12 mesi in Antartide (da novembre 2018 a novembre 2019) presso la stazione italo-francese “Concordia” sul plateau antartico a oltre 3mila metri di altitudine. Una grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35890" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_Antartide__Enea.jpg" alt="" width="800" height="514" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Antartide__Enea.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Antartide__Enea-300x193.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_Antartide__Enea-768x493.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Al via il reclutamento di medici e tecnici per una missione di un anno in Antartide</p>
<p>  <span id="more-35891"></span>  </p>
<p><strong>Scade il 18 aprile il termine per la presentazione delle domande</strong> per lavorare 12 mesi in Antartide (da novembre 2018 a novembre 2019) presso la stazione italo-francese “Concordia” sul plateau antartico a oltre 3mila metri di altitudine. Una grande opportunità per tutti coloro che rientrano in uno dei <strong>profili richiesti</strong>, medici con documentata esperienza nell’area dell’emergenza, un tecnico elettronico e un tecnico informatico, e che sognano di vivere un’esperienza indimenticabile tra i ghiacci perenni.</p>
<p>Può candidarsi esclusivamente personale già dipendente di Strutture sanitarie pubbliche (per i medici), Enti pubblici di ricerca e Università (per i due tecnici) con contratto a tempo indeterminato o che copra tutto il periodo in esame. Per tutti sarà necessario il nulla osta dell’ente di appartenenza.</p>
<p>La selezione sarà effettuata dall’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA, che come ogni anno si occuperà di costituire e formare il gruppo tecnico-logistico di supporto alle attività scientifiche presso la base scientifica internazionale.</p>
<p>Per inviare la propria candidatura: <a href="http://www.uta.enea.it/recruitment/">http://www.uta.enea.it/recruitment/</a> </p>
<p>Per maggiori informazioni:</p>
<p>uta.enea.it</p>
<p>info.recruitment@enea.it</p>
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		<title>Samantha Cristoforetti: prima donna italiana nello Spazio. E’ tutto pronto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/samantha-cristoforetti-prima-donna-italiana-nello-spazio-e-tutto-pronto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 16:40:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Cristoforetti]]></category>
		<category><![CDATA[missione]]></category>
		<category><![CDATA[Samantha Cristoforetti]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto pronto per il lancio nello Spazio di Samantha Cristoforetti: sarà la prima donna italiana a viaggiare tra le stelle   Conto alla rovescia per la missione ‘Futura’: Samantha Cristoforetti nella notte del 23 novembre partirà per lo Spazio. Sarà la prima donna astronauta italiana a volare tra le stelle. ‘Il nome Futura a me è piaciuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22265" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th__6_-13356-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Tutto pronto per il lancio nello Spazio di Samantha Cristoforetti: sarà la prima donna italiana a viaggiare tra le stelle</p>
<p>  <span id="more-22266"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Conto alla rovescia per la missione ‘Futura’: Samantha Cristoforetti nella notte del 23 novembre partirà per lo <a href="ambiente/news-ambiente/nasa-ecco-come-sentire-i-suoni-dalla-spazio"><strong>Spazio</strong></a>. Sarà la prima donna astronauta italiana a volare tra le stelle. ‘Il nome Futura a me è piaciuto sin dall&#8217;inizio perché dentro c&#8217;è un po&#8217; tutto. C&#8217;è la tensione verso il futuro, la progettualità, la scoperta, l&#8217;ottimismo e la voglia di fare. Quel sentirsi comunque in viaggio verso qualcosa che non è determinato, ma che si deve costruire con uno sforzo positivo e continuo insieme a tutti. Lo spazio può contribuire a questo futuro, perché è un settore di punta, capace di dare lavoro a professionalità qualificate che altrimenti rischiano di andare all&#8217;estero’, ha dichiarato Samantha Cristoforetti, astronauta dell&#8217;Esa e capitano pilota dell&#8217;Aeronautica Militare in partenza per la Stazione Spaziale Internazionale, pronta a lanciarsi tra glia astri dal cosmodromo di Baikonour in Kazakistan.</p>
<p class="MsoNormal">L’austronauta, sulla navicella spaziale farà vari esperimenti in vitro per studiare l&#8217;impatto di determinate particelle con il tessuto osseo in microgravità, ma si occuperà anche di stampa in 3d nello spazio, studierà il ritorno venoso del corpo umano, effettuerà un test non invasivo per valutare la decalcificazione dell&#8217;osso e poi analizzerà la reazione del cervello (in soggetti sani, cioè gli astronauti) alla microgravità.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il lanciatore contente la navicella Soyuz TMA-15M, che porterà la Cristoforetti nello spazio, è pronto. Le operazioni di assemblaggio da parte degli specialisti dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roscosmos" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>agenzia spaziale russa Roscosmos</strong> </a>nei padiglioni del cosmodromo di Bajkonur sono state ultimate.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Scienza. In viaggio per Marte si mangera&#8217; italiano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/scienza-in-viaggio-per-marte-si-mangera-italiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa la missione organizzata dall&#8217;Accademia russa delle Scienze che ha simulato il viaggio di 6 uomini su Marte. Tra i contributi italiani alla ricerca, quello di Colussi e Granarolo, che hanno sviluppato appositi prodotti alimentari per gli astronauti virtuali. Anche nello spazio quindi si mangerà made in Italy 520 giorni di clausura per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3661" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_astronauta-250-200-90-c.gif" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Si è conclusa la missione organizzata dall&#8217;Accademia russa delle Scienze che ha simulato il viaggio di 6 uomini su Marte. Tra i contributi italiani alla ricerca, quello di Colussi e Granarolo, che hanno sviluppato appositi prodotti alimentari per gli astronauti virtuali. Anche nello spazio quindi si mangerà made in Italy</p>
<p> <span id="more-3662"></span> </p>
<p>520 giorni di clausura per simulare il tempo necessario a raggiungere Marte in un ipotetico viaggio interplanetario, restare un mese sul pianeta rosso e tornare sulla terra. All&rsquo;esperimento, iniziato il 3 luglio 2010 si &egrave; svolto presso&nbsp;presso l&rsquo;Istituto medico-biologico dell&rsquo;Accademia russa delle Scienze, e ha coinvolto sei marsonauti, tra questi l&rsquo;italo-colombiano Diego Urbina. I suoi cinque colleghi di avventura sono stati due russi, un francese, un cinese.</p>
<p>Un&rsquo;altro importante contributo alla missione l&rsquo;Italia lo ha dato in cucina. Granarolo e Colussi sono infatti tra le aziende che hanno sviluppato appositi prodotti per l&rsquo;alimentazione degli astronauti, uno degli aspetti presi in considerazione dall&rsquo;esperimento.</p>
<p>Un&rsquo;equipaggio di et&agrave; compresa tra 27-38 anni, che in questi mesi di isolamento hanno comunicato con i team tecnici e le loro famiglie in gran parte via e-mail, con un ritardo 40 minuti per simulare la distanza. Tre di loro sono stati separati dal gruppo per effettuare una simulazione su &rsquo;suolo marziano&rsquo;.</p>
<p> Il vascello simulato era costituito da tre moduli: Abitativo, Medico e Manutenzione. Lo scopo della missione &egrave; studiare gli effetti sugli uomini di isolamento, mancanza di luce naturale e aria fresca, e la limitazione di contatti umani. E in questo progetto l&rsquo;Italia &egrave; in prima fila non solo perch&eacute; ha un uomo all&rsquo;interno dei simulatori e per la partecipazione di Granarolo e Colussi, ma perch&eacute; universit&agrave; e industrie private hanno dato un consistente contributo in termini di uomini e finanziamenti. </p>
<p> La missione Mars 500 non nasce dal nulla: &egrave; stata preceduta da due esperimenti di durata inferiore: il primo, che ha comportato un isolamento dei volontari per 14 giorni, si &egrave; concluso nel novembre del 2007; il successivo, che ha avuto termine nel luglio del 2009, &egrave; invece durato 105 giorni.</p>
<p> Le aspirazioni &rsquo;marziane&rsquo; non sono esclusiva dell&rsquo;Agenzia Europea: anche la Nasa &egrave; interessata a raggiungere Marte e gi&agrave; nel 2008 alcuni ricercatori del Mit passarono due settimane nel deserto dello Utah per ricreare le condizioni ambientali di una permanenza sul pianeta.</p>
<p> Secondo recenti stime, una missione su Marte costerebbe intorno ai 160 miliardi di dollari e oggi l&rsquo;ente spaziale russo, Roskosmos, dice che sar&agrave; fattibile gi&agrave; nel 2030. Oltre a Russia, Cina ed Europa, Obama e la Nasa puntano proprio su questo obiettivo per rilanciare le missioni Usa. Ma la soluzione pi&ugrave; ovvia che balza alla mente &egrave; una missione di respiro mondiale, che coinvolga il maggior numero di Paesi della Terra per ottenere le risorse necessarie a mettere in piedi tutto il necessario.</p>
<p> Tuttavia in America una delle proposte avanzate &egrave; quella di una sponsorizzazione della missione da parte delle grandi corporazioni. L&rsquo;idea della Nasa prevede la partecipazione di multinazionali del calibro di Google e Microsoft in un progetto, che ovunque raccimoli i fondi, sar&agrave; titanico.</p>
<p> &nbsp;</p>
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		<title>Anche un calamaro va in orbita nello shuttle Endeavour</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/anche-un-calamaro-va-in-orbita-nello-shuttle-endeavour/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 17:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[calamaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Nasa; roberto vittori]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli astronauti della Nasa in occasione dell&#8217;ultima missione partita in questi giorni dal Kennedy Space Center sono in compagnia anche di un calameretto che servirà a dimostrare quali tipi di organismi possono viaggiare nello spazio e sopravvivere in assenza di gravità e radiazioni Non sono solo sei i passeggeri dello shuttle Endeavour, finalmente partito in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1610" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_viaggiare_calamaro-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Gli astronauti della Nasa in occasione dell&#8217;ultima missione partita in questi giorni dal Kennedy Space Center sono in compagnia anche di un calameretto che servirà a dimostrare quali tipi di organismi possono viaggiare nello spazio e sopravvivere in assenza di gravità e radiazioni</p>
<p> <span id="more-1611"></span> </p>
<p>Non sono solo sei i passeggeri dello shuttle  Endeavour, finalmente partito in questi giorni dal  Kennedy Space Center alla volta della   Stazione spaziale internazionale. A bordo infatti, oltre agli astronauti della Nasa e al nostro  Roberto Vittori, ci sono anche sei diversi tipi di  microrganismi (tra cui uno soprannominato &quot;Conan il batterio&quot;), e un piccolo  calamaretto, un esemplare di  Sepiola atlantica per la precisione.</p>
<p> Obiettivo: dimostrare quali tipi di organismi, privi delle   attrezzature degli astronauti, possono viaggiare nello Spazio e   sopravvivere all&rsquo;assenza di gravit&agrave; e alle radiazioni, e verificare la   validit&agrave; dell&rsquo;ipotesi della  transpermia, secondo la quale la  vita sulla Terra potrebbe essere arrivata attraverso meteoriti provenienti dalla superficie di altri pianeti come  Marte e  Venere.  </p>
<p> Quella a bordo della navicella, pi&ugrave; che una manciata di  microrganismi,  sembra una squadra di supereroi della Marvel. Il team &egrave;  composto da  estremofili come i  terdigradi (soprannominati &quot;orsi d&rsquo;acqua&quot;),  piccolissimi invertebrati in grado di  sopportare temperature vicine  allo zero assoluto o, al contrario, ai  150&deg;C; poi ci sono i batteri  Deinococcus radiodurans (il nostro &ldquo;Conan&rdquo;) che possono sopravvivere anche se esposti a una radiazione di15mila Gy, gli archeobatteri  Haloarcula marismortui&nbsp;che vivono a livelli di salinit&agrave; insostenibili per qualunque altro organismo, e i cosiddetti  mangiatori di fuoco, Pyrococcus furiosus, resistenti al calore. A chiudere questa sfilata di super poteri ci pensano alcuni esemplari di  Cupriavidus metallidurans, bacillo responsabile della formazione di pepite d&rsquo;oro, e di  Bacillus subtilis: organismo modello in molti laboratori, &egrave; gi&agrave; stato portato nello Spazio diverse volte e funger&agrave; da  controllo.  </p>
<p> Questa squadra ha fondamentalmente la funzione di apripista per   progetti ben pi&ugrave; ambiziosi del Life. La prossima missione, infatti,   prevede di spedire un nutrito gruppetto di microrganismi su  Phobos, la polverosa luna di Marte. A  novembre, invece, un altro team di questo tipo partir&agrave; con destinazione Pianeta Rosso per poi tornare a Terra nell&rsquo;estate del 2014.  </p>
<p> Certo e amaro &egrave; il destino che aspetta il povero  calamaro: non &egrave; lui il vero oggetto dello studio, ma alcuni benefici batteri ospiti del suo organismo come i  Vibrio fischeri, usati dal mollusco per generare luce. Gli scienziati della Nasa, infatti, vogliono verificare se a questi batteri  buoni capiti quanto osservato in quelli  cattivi:  nelle condizioni estreme di temperatura e radiazioni,  questi ultimi  diventano ancora pi&ugrave; nocivi. Quindi, una volta raggiunta  la Stazione  spaziale, il piccolo calamaro sar&agrave; colonizzato con i batteri   esposti allo Spazio,  ucciso e conservato per poter poi essere  analizzato una volta di  ritorno sulla Terra. Cos&igrave; anche lui andr&agrave; ad  aggiungersi alla lunga  lista di animali morti in missione, da Laika a oggi. (fonte: Galileo)</p>
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