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	<title>ministro &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Austria pronta a chiudere il Brennero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 08:35:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Brennero]]></category>
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					<description><![CDATA[Parole dure dal ministro austriaco: le autorità sono pronte a chiudere la frontiera con l&#8217;Italia Secondo il ministro della Difesa austriaco, Hans-Peter Doskozil, in una situazione &#8216;estrema&#8217;, il passo del Brennero, confine tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria, andrebbe chiuso. Si riferisce all&#8217;ipotesi di flussi migratori intensi. Il ministro spiega la situazione dal punto di vista austriaco: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-31230" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_Austria_vuole_chiudere_Brennero-17909-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Parole dure dal ministro austriaco: le autorità sono pronte a chiudere la frontiera con l&#8217;Italia</p>
<p>  <span id="more-31231"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo il ministro della Difesa austriaco, Hans-Peter Doskozil, in una situazione &#8216;estrema&#8217;, il passo del Brennero, confine tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria, andrebbe chiuso. Si riferisce all&#8217;ipotesi di flussi migratori intensi.</span></p>
<p>Il ministro spiega la situazione dal punto di vista austriaco: &#8216;Se l&#8217;Italia farà come ci aspettiamo e la Germania farà come ci aspettiamo, in Tirolo avremo un grande problema. Perché se l&#8217;Italia lascia passare i migranti e la Germania ne respinge molti ai confini, l&#8217;Austria diventerà una &#8216;sala d&#8217;attesa&#8217;.</p>
<p>Nei giorni scorsi l&#8217;Austria ha anche iniziato la costruzione di una barriera lunga 250 metri per limitare le possibilità d&#8217;accesso al paese e per intensificare i controlli al confine.  </p>
<p>Per il ministro degli esteri italiano, Gentiloni, l&#8217;ipotesi di chiudere il Brennero sarebbe un atto &#8216;&#8221;molto grave. Negativo per l&#8217;economia e brutto segnale per l&#8217;Europa&#8217;.</p>
<p>&#8216;Vedremo di che cosa si tratta &#8211; ha spiegato Gentiloni &#8211; se si tratta di parole, non ci saranno conseguenze sul terreno. Se, invece, ci saranno muri significherà aver dimenticato che i problemi vanno affrontati insieme&#8217;</p>
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		<title>Stop al consumo selvaggio di suolo: serve legge severa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 15:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumo suolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Per fermare il consumo di suolo si dovrebbero riqualificare le aree degradate e implementare e il disegno di legge Combattere il consumo selvaggio di suolo dovrebbe essere una delle priorità del nostro Paese, dal momento che, secondo le parole del Ministro GianLuca Galletti, &#8216;ogni giorno vengono cementificati circa 100 ettari di superficie libera. Pertanto, dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22529" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_index-13488-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Per fermare il consumo di suolo si dovrebbero riqualificare le aree degradate e implementare e il disegno di legge</p>
<p>  <span id="more-22530"></span>  </p>
<p>Combattere il consumo selvaggio di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19363"><strong>suolo</strong></a> dovrebbe essere una delle priorità del nostro Paese, dal momento che, secondo le parole del Ministro GianLuca Galletti, &#8216;ogni giorno vengono cementificati circa 100 ettari di superficie libera. Pertanto, dal 1956 al 2010, il territorio nazionale edificato è aumentato del 166% a scapito di quello a destinazione agricola&#8217;. E per raggiungere gli obiettivi servirebbe un&#8221;implementazione nel disegno di legge&#8217; sulla valorizzazione delle aree agricole e sul contenimento del consumo del suolo in particolare per quanto riguarda &#8216;l&#8217;aspetto relativo allo stretto rapporto esistente tra consumo del suolo e fenomeni di rischio idrogeologico&#8217;. </p>
<p>Il Ministro ha quindi spiegato che è necessario &#8216;garantire il giusto equilibrio, nell&#8217;assetto territoriale, tra le zone suscettibili di utilizzazione agricola (e, più in generale, libere da interventi di significativa antropizzazione) e quelle edificate ed edificabili&#8221; per &#8220;non pregiudicare da un lato la produzione agricola e la sicurezza alimentare e, dall&#8217;altro, l&#8217;intero ambiente comprese, quindi, le condizioni generali di vita dell&#8217;intera popolazione&#8217;. </p>
<p>Nella pianificazione urbanistica &#8216;devono trovare spazio le esigenze di interesse pubblico alla tutela ambientale, tra le quali emerge con forza la necessità di evitare un&#8217;ulteriore indiscriminata attività edificatoria&#8217; e, ha continuato il Ministro, &#8216;un equilibrato rapporto tra aree edificate e spazi liberi&#8217;. </p>
<p>&#8216;I Comuni sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale in vista del concreto raggiungimento degli obiettivi quantitativi di riduzione che saranno stabiliti a livello statale con la mediazione regionale&#8217; e per questo &#8216;è opportuno valutare l&#8217;estensione della categoria qualificante del &#8216;consumo del<a href="https://www.ecoseven.net//?p=18233"><strong> suolo</strong></a>&#8216; alla complessiva attività di programmazione del territorio comunale, come individuato dagli strumenti urbanistici o, nei limiti in cui sia possibile comprenderle in una sicura categorizzazione giuridica, dalle destinazioni di fatto&#8217;.</p>
<p>&#8216;L&#8217;intervento urbanistico e il correlativo esercizio del potere di pianificazione non possono essere intesi solo come un riconoscimento delle potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, ma devono tradursi in un oculato governo dei processi di trasformazione e di tutela che tenga conto, in una prospettiva complementare se non addirittura residuale, delle potenzialità edificatorie dei suoli&#8217;, afferma il Ministro. &#8216;Tale attività &#8211; che identifica uno dei molti volani di sviluppo possibili per il territorio &#8211; dovrà essere governata tenendo conto delle effettive esigenze di abitazione della comunità, delle concrete vocazioni dei luoghi, dei valori ambientali e paesaggistici, delle esigenze di tutela della salute e, quindi, della vita salubre degli abitanti, anche in considerazione dei costi ambientali, delle relazioni con i cambiamenti climatici a livello locale e globale, della possibilità di regolare il deflusso superficiale&#8217;.</p>
<p>La soluzione sta nel ripristinare le aree degradate: è necessaria la &#8216;limitazione, ovvero la riduzione del tasso di conversione e di trasformazione del territorio agricolo e naturale e il riuso delle aree già impermeabilizzate&#8217;, da attuare con &#8216;target realistici, anche in termini percentuali, al consumo di suolo a livello nazionale, regionale e comunale&#8217;. </p>
<p>&#8216;Credo che il disegno di legge possa costituire l&#8217;occasione imperdibile per un complessivo ripensamento della determinazione degli usi ammissibili del territorio in una nuova e contemporanea prospettiva nella quale il suolo è finalmente visto né come icona separata dal contesto sociale ed economico né come materiale informe da assoggettare ad usi antropici indiscriminati&#8217; ha concluso il Ministro.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Agricoltura, Catania riceve Ciolos e chiede modifiche alla Pac</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 11:27:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Dacian Ciolos]]></category>
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		<category><![CDATA[ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla sua prima uscita istituzionale da ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania riceve a via XX settembre il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, e fa il punto sul percorso di definizione della PAC La riforma della Politica agricola comune non soddisfa l&#8217;Italia, ma la strada per un confronto &#232; ancora lunga e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3871" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_pac-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Alla sua prima uscita istituzionale da ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania riceve a via XX settembre il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, e fa il punto sul percorso di definizione della PAC</p>
<p> <span id="more-3872"></span>  </p>
<p>La  riforma della <strong>Politica agricola comune</strong> non soddisfa l&rsquo;Italia, ma la  strada per un confronto &egrave; ancora lunga e alla fine &ldquo;una soluzione verr&agrave;  trovata senza arrivare rotture&rdquo;.</p>
<p>Alla sua prima uscita istituzionale da  ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali,<strong> Mario Catania</strong>  riceve a via XX settembre il commissario europeo all&rsquo;Agricoltura, <strong>Dacian  Ciolos</strong>, e approfitta per fare il punto sul percorso di definizione  della PAC.</p>
<p>&ldquo;Ho rappresentato &ndash; ha detto il neo ministro &ndash; le  preoccupazione del nostro Paese su aspetti importanti che non ci trovano  del tutto convinti. Vi sono problemi di rilievo che fanno s&igrave; che oggi  l&rsquo;Italia non possa sostenere a pieno la proposta, ma c&rsquo;&egrave; una volont&agrave;  chiara, sia da parte nostra sia da parte del commissario, di venire a  capo di tutti i problemi esistenti discutendone e trovando soluzioni&rdquo;.</p>
<p>Ciolos ha confermato l&rsquo;intenzione di discutere in modo approfondito con  le autorit&agrave; italiane, assicurando di arrivare a una riforma che  garantisca le produzioni e tuteli l&rsquo;occupazione degli agricoltori  italiani. Il negoziato, infatti, &egrave; appena all&rsquo;inizio e il Ministro  Catania, ex dirigente con una lunga esperienza nei rapporti con  Bruxelles, dovr&agrave; cercare di mettere sul tavolo le questioni pi&ugrave;  pressanti per il comparto agricolo italiano e farle introdurre nel  documento.</p>
<p>Ciolos, dal canto suo, ha messo in chiaro che si punter&agrave;  molto sul &ldquo;greening&rdquo; in agricoltura, per &ldquo;valorizzare l&rsquo;impegno degli  agricoltori per il rispetto dell&rsquo;ambiente&rdquo;. Importante, per la  commissione europea, sar&agrave; mantenere la diversificazione delle colture,  importante per evitare la monocultura ogni anno su un determinato  territorio, nociva anche per la qualit&agrave; del suolo. I prossimi  appuntamenti a Bruxelles diranno di pi&ugrave;.</p>
<p>Giacomo Gallo</p>
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		<title>La Pac di Bruxelles inquina di piu&#8217; e costa di piu&#8217;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/la-pac-di-bruxelles-inquina-di-piu-e-costa-di-piu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il Forum agroalimentare di Cremona le associazioni di categoria hanno deciso di riunirsi per dare un segnale all&#8217;Europa e contrastare una politica agricola comune che rischia di costare di più e inquinare di più In Europa si delinea una politica agricola &#8211; e quindi alimentare &#8211; che rischia di generare maggiore inquinamento e costi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3763" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_41-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Dopo il Forum agroalimentare di Cremona le associazioni di categoria hanno deciso di riunirsi per dare un segnale all&#8217;Europa e contrastare una politica agricola comune che rischia di costare di più e inquinare di più</p>
<p> <span id="more-3764"></span>   </p>
<p>In Europa si delinea una politica agricola &#8211; e quindi alimentare &#8211; che rischia di generare maggiore inquinamento e costi pi&ugrave; elevati. Gli attori del comparto agroalimentare si sono riuniti a Cremona al primo forum nazionale sull&rsquo;agricoltura al fine di redigere un documento finale che sia condiviso dalle quattro organizzazioni di categoria &#8211; Coldiretti, Confagri, Cia e Copagri &#8211; con il quale andare a discutere la politica europea. Che, cos&igrave; com&rsquo;&egrave;, rischia di inquinare di pi&ugrave; invece che tutelare il &quot;verde&quot; d&rsquo;Europa. Si tratta di un passaggio importante per il made in Italy agroalimentare, il cui valore e la cui sicurezza dipendono dal settore &quot;primario&quot;.</p>
<p>Il 18&nbsp; novembre sar&agrave; a Roma il commissario Ue all&rsquo;Agricoltura Dacian Ciolos per parlare ancora una volta della riforma della Politica agricola comune, vale a dire la politica comunitaria che pianifica le risorse da destinare all&rsquo;agricoltura e allo sviluppo rurale (compreso la tutela del paesaggio) di tutti gli stati che fanno parte dell&rsquo;Unione. Uno dei punti di maggiore discussione &egrave; il tema del &ldquo;greening&rdquo;, tanto voluto da Bruxelles, che prevede la rotazione triennale delle colture.</p>
<p>Secondo le associazioni di categoria il modello &ldquo;ecologicamente sostenibile&rdquo; di Ciolos creerebbe non pochi problemi in Italia. Sia al Nord, dove la zootecnia ha bisogno di essere sempre pi&ugrave; competitiva, che al Sud, dove si coltiva grano. Ma le perplessit&agrave; degli operatori del settore sul desiderio da parte di Bruxelles di &ldquo;rinverdire&rdquo; l&rsquo;agricoltura europea non sono solo queste. Il settore infatti &egrave; legato a doppio filo alla meccanizzazione agricola, che rappresenta &ndash; in conto terzi &ndash; il 98 per cento del lavoro dei campi. La rotazione triennale vuol dire triplicare l&rsquo;uso delle macchine, e di conseguenza triplicare l&rsquo;inquinamento. Senza contare i costi. Ora bisogner&agrave; aspettare il 18 novembre per sapere quale sar&agrave; il prossimo ministro delle Politiche agricole, per sapere se le organizzazioni agricole troveranno un percorso condivisibile in un documento unico e per sapere cosa dir&agrave; Ciolos. (Nereo Brancusi)</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;<i><br /> </i></p>
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		<title>Esclusiva Ecoseven.net, intervista a Nona Karadjova, ministro dell&#8217;ambiente della Bulgaria (seconda parte)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/esclusiva-ecoseven-net-intervista-a-nona-karadjova-ministro-dell-ambiente-della-bulgaria-seconda-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 15:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgaria]]></category>
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					<description><![CDATA[Seconda parte dell&#8217;intervista di Ecoseven.net al Ministro dell&#8217;ambiente bulgaro Nona Karadjova. Si parla di politiche comunitarie e risorse idriche, dell&#8217;affidamento ai comuni delle concessioni per lo sfruttamento dele acque minerali e di come la Bulgaria intende raggiungere gli standard comunitari Quale e` la politica del Ministero dell&#8217;ambiente e delle risorse idriche della Bulgaria nel campo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2125" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/07/images_igallery_resized_ambiente_lago-rohodpi-bulgaria-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Seconda parte dell&#8217;intervista di Ecoseven.net al Ministro dell&#8217;ambiente bulgaro Nona Karadjova. Si parla di politiche comunitarie e risorse idriche, dell&#8217;affidamento ai comuni delle concessioni per lo sfruttamento dele acque minerali e di come la Bulgaria intende raggiungere gli standard comunitari</p>
<p> <span id="more-2126"></span> </p>
<p><strong>Quale e` la politica del Ministero dell&rsquo;ambiente e delle risorse idriche della Bulgaria nel campo della gestione del settore idrico?</strong></p>
<p>La conservazione della risorsa idrica del paese &egrave; il nostro scopo strategico e il nostro compito diretto &egrave; di definire il modo pi&ugrave; efficiente di gestione degli impianti idrici &ndash; acquedotti, canalizzazioni, sistemi di irrigazione, impianti di protezione dalle alluvioni e i laghi artificiali. In questo momento stiamo riformando il settore e stiamo analizzando il modo pi&ugrave; razionale di utilizzare la risorsa disposta ai fini di gestire gli impianti idrici in modo che ci possa essere la distribuzione dell&rsquo;acqua ad uso umano in quantit&agrave; sufficiente e di qualit&agrave; garantita ad un prezzo socialmente accettabile.<br /> Devo precisare che nel nostro paese sono previste quattro regioni di gestione idrica dei bacini. Abbiamo come obiettivo il raggiungimento di una buona situazione delle acque superficiali e sotterranee della Bulgaria fino al 2015. Questo processo &egrave; regolamentato nei piani di gestione di questi Quattro bacini fluviali, che rappresentano uno strumento complesso di applicazione della legge bulgara per le risorse idriche e la Direttiva quadro dell&rsquo;UE per la politica nel campo delle risorse idriche. <br /> E` molto importante che la direttiva europea di protezione dalle alluvioni sia stata gi&agrave; recepita dalla legislazione bulgara. La legge introduce l&rsquo;analisi opportuna delle regioni ad alto rischio, mappatura, piani regionali con provvedimenti complessi di monitoraggio e difesa, previsione a lungo termine e costruzione di infrastruttura di protezione del popolo dalle alluvioni. Abbiamo gi&agrave; iniziato l&rsquo;applicazione del quadro di pianificazione a lungo termine. Credo che queste azioni riducano in realt&agrave; le conseguenze sfavorevoli sulla salute umana e i danni che provocano le alluvioni per l&rsquo;ambiente, il patrimonio culturale e le attivit&agrave; economiche. <br /> Io sono convinta che la difesa dal rischio ed il consumo stabile delle risorse idriche contengono in se stessi tutti gli aspetti &ndash; economici, politici e sociali&nbsp; &#8211; dello sviluppo sociale e richiedono sforzi comuni da parte dello Stato, dei comuni, dell&rsquo;impresa e dell&rsquo;intera societ&agrave;. Ecco un esempio: noi siamo riusciti a trovare un buon modello di utilizzo pi&ugrave; effettivo e giusto delle risorse di acque minerali, disponibili nel nostro paese, ma fin&rsquo;ora non utilizzate sufficientemente. Annualmente pubblichiamo la lista dei ritrovamenti che si potrebbero concedere gratuitamente ai fini di gestione da parte dei comuni per un periodo di 25 anni. Durante il 2011 il Ministero dell&rsquo;ambiente e delle risorse idriche ha gi&agrave; concesso di gestione ai comuni 58 ritrovamenti di acqua minerale. In questo modo si aiuta lo sviluppo dei progetti sociali, relativi al riscaldamento di edifici pubblici, scuole, giardini d&rsquo;infanzia, edificazione di piscine, alberghi familiari, complessi spa ed altri. <br /> &nbsp;<br /> <strong> Lei menziona le problematiche relative alle acque minerali. Quali sono le altre oppurtunit&agrave; di sviluppo che la natura bulgara offre all&rsquo;economia?</strong><br /> &nbsp; <br /> La natura bulgara ha a sua disposizione un grande potenziale che purtroppo non viene utilizzato completamente. Il clima favorevole ci d&agrave; l&rsquo;unica oppurtunit&agrave; di sviluppare un eco-turismo annuale che aiuta l&rsquo;economia sia a livello nazionale che a livello locale. Il compito del Ministero dell&rsquo;ambiente e delle risorse idriche &egrave; di conservare questa natura controllando l&rsquo;equilibrio tra le ambizioni delle imprese e la tutela della biovariet&agrave; ricca sul territorio del paese. Noi come istituzione nella collaborazione con i comuni assicuriamo la costruzione dei principali impianti di depurazione delle acque e di gestione dei rifiuti, ed insieme al business cerchiamo soluzioni di casi come la costruzione eccessiva di edifici e la prevenzione dell&rsquo;inquinamento industriale. Credo che al momento ci siamo riusciti. <br /> &nbsp;<br /> <strong>Infine, come avete celebrato la Giornata mondiale dell&rsquo;ambiente, il 5 giugno scorso?</strong><br /> &nbsp;<br /> Quest&rsquo; anno abbiamo organizzato una grande campagna nazionale dal titolo&nbsp; &ldquo;Bulgaria Verde&rdquo;. Per mettere in evidenza che la natura siamo noi e per esistere in armonia proprio noi siamo quelli che dovremmo tutelarla. Abbiamo concluso la prima parte della campagna con una cerimonia dedicata al Giorno mondiale dell&rsquo;ambiente ed abbiamo premiato le imprese bulgare, che hanno investito tempo e mezzi nelle iniziative &ldquo;verdi&rdquo;. La campagna gode di un interesse enorme e per questo motivo intendiamo trasformarla in un appuntamento fisso per incoraggiare le aziende, i comuni e le citt&agrave; che hanno cura di un futuro pi&ugrave; verde per la Bulgaria.&nbsp; <br /> &nbsp;</p>
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		<title>Esclusiva Ecoseven.net, intervista a Nona Karadjova, ministro dell&#8217;ambiente della Bulgaria</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 15:11:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecoseven.net ha intervistato in esclusiva per l&#8217;Italia Nona Karadjova, ministro dell&#8217;ambiente e delle risorse idriche in Bulgaria. Il futuro dell&#8217;ambiente in Europa passa anche attraverso le nazioni più giovani e dinamiche. L&#8217;ambiente e l&#8217;acqua sono due risorse strategiche Signora Karadjova, mi permetta di ringraziarla a nome dei lettori di Ecoseven.net, visto che ha accolto il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2123" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/07/images_igallery_resized_ambiente_nona-karadjova-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Ecoseven.net ha intervistato in esclusiva per l&#8217;Italia Nona Karadjova, ministro dell&#8217;ambiente e delle risorse idriche in Bulgaria. Il futuro dell&#8217;ambiente in Europa passa anche attraverso le nazioni più giovani e dinamiche. L&#8217;ambiente e l&#8217;acqua sono due risorse strategiche  </p>
<p> <span id="more-2124"></span> </p>
<p><strong>Signora Karadjova, mi permetta di ringraziarla a nome dei lettori di Ecoseven.net, visto che ha accolto il nostro invito ad essere intervistata. Mi direbbe quali sono le principali politiche ecologiche che vengono attuate in Bulgaria?</strong></p>
<p> Anche per me &egrave; un piacere essere presente in un portale eco, tra i pi&ugrave; famosi in Italia e di mettere al corrente i suoi tanti lettori dell&rsquo;attivita` del Minister? dell&rsquo;Ambiente e delle risorse idriche della Bulgaria. Il ministero sottopone la sua attivit&agrave; ai principi della gestione aperta, del dialogo con tutti i partner, del controllo e resoconto davanti alla societa`, della formazione di un ambito di concorrenza per le imprese basato su regole trasparenti e di facile rilascio di documenti. Le principali politiche che stiamo attuando sono connesse al miglioramento dello stato delle risorse idriche, alla gestione stabile dei rifiuti, al&nbsp; miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;aria, alla riduzione dell&rsquo;effetto sfavorevole derivante dalla mutazione climatica, all&rsquo;arresto della perdita di vari?t&agrave; biologica. In tutto ci&ograve; svolgiamo anche attivit&agrave; di monitoraggio, d&rsquo;informazione e di controllo.&nbsp; L&rsquo;applicazione delle politiche di tutela dell&rsquo;ambiente &ndash; sia in Italia, che negli altri paesi europei &ndash; si trova non solo nelle mani del ministero. La tutela dell&rsquo;ambiente dipende dagli sforzi uniti del governo, delle autorit&agrave; locali, delle imprese, delle ogranizzazioni civili e di ogni singolo uomo. E` chiaro che le sfide ecologiche globali, davanti alle quali ci troviamo, potrebbero essere superate soltanto con uno sforzo di tutti. Come ministro dell&rsquo;ambiente e delle risorse idriche della Bulgaria io lavoro proprio in questa direzione.<br /> <strong>&nbsp;<br /> Lei si occupa di un? spettro di problemi abbastanza ampio. Ma quali sono i pi&ugrave; importanti e come intende risolverli?</strong></p>
<p> Indubbiamente la priorit&agrave; &egrave; di finalizzare la costruzione delle infrastrutture ecologiche fondamentali per il paese &ndash; gli impianti di depurazione delle acque reflue nei grandi centri abitati e i sistemi di gestione dei rifiuti urbani in 23 regioni del paese. Non a caso l&rsquo; Unione europea a questo fine ci concede oltre un milliardo e 800 milioni di euro per questo periodo programmatic. Queste attivit&agrave; nel nostro paese vengono finanziate secondo il Programma Operativo &ldquo;Ambiente&rdquo;, che aveva omissioni costatate e ritmo lento nel periodo iniziale di realizzazione fino al 2009, In relazione a questo fatto ancora all&rsquo;inizio del mandato eravamo costretti ad intraprendere una serie di provvedimenti correttivi al fine di garantire la buona gestione finanziaria del programma e l&rsquo;effettivita` economica dei mezzi pubblici stanziati. Questo era veramente difficile, ma adesso sono orgogliosa di dire che questo periodo e` finalizzato con successo ed i sistemi di gestione e controllo del programma funzionano regularmente. In relazione a questo fatto abbiamo ricevuto il riconoscimento anche dalla Commissione Europea. Attendo che il ritmo di assimilazione si acceleri e che fino alla fine di questo anno abbiamo contratti stipulati almeno per la met&agrave; dei mezzi secondo quanto prevede questo programma di importanza strategica per il paese. <br /> &nbsp;<br /> <strong>Quali sono i suoi obiettivi nei prossimi anni? </strong></p>
<p> Introdurre un ordine nella gestione dei rifiuti nel paese, migliorare i sistemi di raccolta differenziata e introdurre i meccanismi di riciclaggio dei rifiuti urbani ed edili. Questo &egrave; uno degli obbiettivi pi&ugrave; complicati per l&rsquo;Unione Europea, particolarmente per la Bulgaria, perch&egrave; il nostro desiderio &egrave; di ridurre la dipendenza del nostro paese&nbsp; dai depositi di rifiuti come unico modo di trattamento degli stessi. Questo potrebbe succedere mediante la riduzione della produzione di rifiuti e l&rsquo;aumento delle qualit&agrave; di rifiuti riciclati ed utilizzati. A questo fine noi abbiamo assunto il modo integrato nella gestione dei rifiuti nel paese, di cui i profitti sono sia ecologici che economico-sociali. Abbiamo messo questo modo come principio ed abbiamo proceduto alle modifiche legislative in corso. Loro garantiscono una costruzione pi&ugrave; accelerata ed effettiva del sistema di 57 impianti regionali. La realizzazione di tutti questi progetti aiuter&agrave; per il raggiungimento di obiettivi ambiziosi, proposti dall&rsquo;Unione Europea: il riciclaggio del 50% dei rifiuti urbani fino al 2020. Modifichiamo fondamentalmente la legislazione nazionale in questa materia. In questo modo si aumenta il valore economico dei rifiuti e si riducono gli effetti nocivi sull&rsquo;ambiente.<br /> In un ambito molto importante &ndash; difesa delle specie animali e vegetali con significato europeo e nazionale, priorit&agrave; nell&rsquo;attivit&agrave; del ministero &egrave; fino al 2013 di costruire una Rete Ecologica che si chiamer&agrave; NATURA 2000, comprendente oltre il 35% del territorio nazionale. Questo sar&agrave; il segno dei nostri sforzi di protezione della natura bulgara. <br /> Continueremo la costruzione dell&rsquo;infrastruttura idrica anche nei centri abitati pi&ugrave; piccoli, ed investiremo mezzi europei anche nell&rsquo;aumento dell&rsquo;efficienza energetica delle aziende grandi, nella riduzione delle conseguenze, causate dalle mutazioni climatiche e investiremo nel miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;aria. <em>(continua)</em></p>
<p>a cura di Michele Guerriero<br /> &nbsp;</p>
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		<title>Il Governo rinvia il nucleare di un anno, tragedia del Giappone determinante</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 16:47:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale ed era prevedibile, il nucleare come scelta energetica viene rimandata di un anno dal Governo italiano. Troppe polemiche e una giusta pausa di riflessione, senza dimenticare che a giugno è stato fissato un referendum sul tema. Domani il Consiglio dei Ministri procederà dando ufficialità alla decisione L’annuncio è stato dato dal Ministro dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-873" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_energia_energia-nucleare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">E&#8217; ufficiale ed era prevedibile, il nucleare come scelta energetica viene rimandata di un anno dal Governo italiano. Troppe polemiche e una giusta pausa di riflessione, senza dimenticare che a giugno è stato fissato un referendum sul tema. Domani il Consiglio dei Ministri procederà dando ufficialità alla decisione</p>
<p>  <span id="more-874"></span>  </p>
<p>L’annuncio è stato dato dal Ministro dello Sviluppo economico ufficialmente: &#8220;Al consiglio dei ministri di mercoledì faremo una dichiarazione di moratoria per un anno per quanto riguarda le decisioni e l’attivazione della ricerca dei siti per le centrali nucleari&#8221;. (m.g.)</p>
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		<title>Rinnovabili, il comunicato del Ministro Romani</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 15:49:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla vigilia del Consiglio dei Ministri che domani dovrà decidere sul tema il ministro dello Sviluppo economico fa sapere che si sta lavorando in direzione di eliminare sprechi e costi sulla bolletta. Ma il settore rimane in trepidazione per i posti di lavoro che si potrebbero perdere &#8220;Stiamo lavorando a un testo di decreto che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-646" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/03/images_igallery_resized_energia_energie-rinnovabili-comunicato-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Alla vigilia del Consiglio dei Ministri che domani dovrà decidere sul tema il ministro dello Sviluppo economico fa sapere che si sta lavorando in direzione di eliminare sprechi e costi sulla bolletta. Ma il settore rimane in trepidazione per i posti di lavoro che si potrebbero perdere</p>
<p> <span id="more-647"></span> </p>
<p>&ldquo;Stiamo lavorando a un testo di decreto che ridisegni il sistema di incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili e che consenta al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi comunitari, invertendo allo stesso tempo la tendenza al caro bolletta in linea con i maggiori paesi europei&rdquo;.&nbsp; Cos&igrave; il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, a proposito del dlgs sugli incentivi alle fonti rinnovabili. &ldquo;Resta confermato il nostro impegno &ndash; continua Romani &#8211; a supportare una filiera produttiva importante e che, in controtendenza rispetto alla congiuntura economica internazionale, continua a crescere. Siamo convinti che &ndash; eliminando sprechi, speculazioni e truffe &#8211; sia possibile attivare una riforma degli incentivi che possa sia garantire investimenti industriali, livelli occupazionali e indotto dell&rsquo;intero settore industriale della produzione da fonti rinnovabili, sia evitare che i cittadini continuino a essere gravati da ulteriori costi ingiustificati in bolletta&rdquo; conclude Romani.</p>
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