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	<title>milano &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>La panchina più lunga del mondo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2023 09:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[guinnes dei record]]></category>
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					<description><![CDATA[Si trova in Italia! Se acquistate il libro dei Guinnes (l’ultima edizione italiana disponibile è quella del 2022 e la trovate a questo link https://amzn.to/3R9ENCT ) troverete spesso parlare dell’Italia. L’idea di collezionare ogni possibile tipo di primato venne a sir Hugh Beaver, l’allora amministratore delegato del birrificio Guinness di Dublino. Dopo varie vicissitudini, si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-179599" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/panchina-piu-lunga-ondo.jpg" alt="" width="1280" height="676" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/panchina-piu-lunga-ondo.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/panchina-piu-lunga-ondo-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/panchina-piu-lunga-ondo-1024x541.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/01/panchina-piu-lunga-ondo-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p><strong>Si trova in Italia!</strong><span id="more-179598"></span></p>
<p>Se acquistate il libro dei Guinnes (l’ultima edizione italiana disponibile è quella del 2022 e la trovate a questo link <a href="https://amzn.to/3R9ENCT" target="_blank" rel="noopener">https://amzn.to/3R9ENCT</a> ) troverete spesso parlare dell’Italia.</p>
<p>L’idea di collezionare ogni possibile tipo di primato venne a sir Hugh Beaver, l’allora amministratore delegato del birrificio Guinness di Dublino.</p>
<p>Dopo varie vicissitudini, si rivolse ai gemelli Ross e Norris McWhirter, specializzati in record d’atletica, e gli affidò la prima edizione del Guinness dei Primati.</p>
<p><strong>Il libro uscì il 27 agosto 1955</strong> ed ebbe un successo immediato. Ancora oggi, dopo la scomparsa dei McWhirter, risulta essere <strong>il libro soggetto a copyright più venduto al mondo ed il terzo in assoluto dopo la Bibbia e il Corano</strong>. Avendo venduto più di 100 milioni di copie in 100 paesi diversi è il libro stesso un record!</p>
<p>Tornando all’Italia, sul grande libro, il nostro bel paese compare tantissime volte. Vi segnaliamo dunque <strong>5 record particolari tinti del nostro tricolore</strong>.</p>
<p>Andiamo in Toscana, a Massa, e troviamo <strong>l&#8217;opera d&#8217;arte più lunga del mondo</strong>.</p>
<p>Se ci spostiamo in Emilia Romagna e più precisamente a Forlimpopoli, troviamo <strong>la pasta sfoglia più lunga del mondo</strong>.</p>
<p>Parliamo ora di caffè e di conseguenza il record non poteva essere che in Campania, a Napoli per trovarne uno veramente bizzarro: <strong>la preparazione di più caffè in un’ora</strong>.</p>
<p>E <strong>il profitteroles più grande</strong>? E stato realizzato nel Lazio a Latina.</p>
<p>Torniamo in Toscana a Vetriano di Pescaglia per trovare <strong>il teatro più piccolo del mondo</strong>! È grande solo 71 metri quadrati ma è completamente equipaggiato di tutto ciò che un teatro pubblico deve avere: sipario, balconata e 75 posti a sedere.</p>
<p><strong>Pizze da record</strong> anche a Roma, Napoli, Reggio Emilia e Rivarolo Canavese.</p>
<p>A Milano non poteva esserci il record dedicato al <strong>panettone più grande del mondo</strong> ma incredibilmente il capoluogo meneghino detiene anche quello per la <strong>panchina più lunga del pianeta</strong>.</p>
<p>Si trova nel parco “Industria Alfa Romeo” del Portello e costeggia un laghetto artificiale. Lunga ben 208 metri, è stata realizzata dalla ditta bergamasca Pacchiarini che sta per inaugurarne presto un’altra ad Affori.</p>
<p>La panchina è stata realizzata in legno americano con una forma curvilinea che si adatta al paesaggio circostante. Per costruirla sono state impiegate 1.800 stecche di legno lunghe quattro metri ciascuna, 500 gambe in ferro e addirittura 25 mila viti.</p>
<p><em><strong>D.T.</strong></em></p>
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		<title>Acqua in brick per combattere l’uso della plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua-in-brick-per-combattere-luso-della-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua del sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[acqua in brick]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[L’acqua del sindaco a Milano sarà inscatolata Con un investimento di oltre 1 milione, il Comune di Milano ha annunciato che inscatolerà l’acqua in brick sia per incentivare il consumo dell’acqua locale, sia per combattere l’utilizzo della plastica, optando per alternative più sostenibili ed ecologiche. L’impianto di confezionamento ha la capacità di produrre fino a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-145653" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280.jpg" alt="acqua in brick" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/04/water-1731958_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">L’acqua del sindaco a Milano sarà inscatolata</h3>
<p><span id="more-145649"></span></p>
<p align="justify">Con un investimento di oltre 1 milione, il Comune di Milano ha annunciato che <b>inscatolerà l’acqua in brick</b> sia per incentivare il consumo dell’acqua locale, sia per combattere l’utilizzo della plastica, optando per alternative più sostenibili ed ecologiche.</p>
<p align="justify">L’impianto di confezionamento ha la capacità di produrre fino a <b>2000 cartoni all’ora</b>, che saranno inizialmente destinati alla Protezione Civile, che avrà l’incarico di distribuirli alla cittadinanza in caso di guasto o interruzione localizzata del servizio. Se richiesto, potranno essere distribuiti nel corso di eventi particolari sul territorio milanese come le ‘week&#8217;, i concerti, le manifestazioni culturali e sportive con l’opzione di<b> personalizzare il packaging</b> per renderle più originali.</p>
<p align="justify">Ma come <a href="https://www.repubblica.it/green-and-blue/2022/04/06/news/acqua_in_brick_milano_sostenibilita_smaltimento-344293303/?utm_medium=italy.science.rd.20220408.198.2&amp;utm_source=email&amp;utm_content=article&amp;utm_campaign=10fortoday4.0styling">si chiede</a><a href="https://www.repubblica.it/green-and-blue/2022/04/06/news/acqua_in_brick_milano_sostenibilita_smaltimento-344293303/?utm_medium=italy.science.rd.20220408.198.2&amp;utm_source=email&amp;utm_content=article&amp;utm_campaign=10fortoday4.0styling" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Repubblica</a> “<i>L&#8217;idea di usare acqua a chilometri zero in brick anziché plastica&#8230;È davvero così sostenibile usare il famoso &#8220;Tetra Pack&#8221; anziché il classico Pet?</i>”</p>
<h4 class="western" align="justify">Il parere dell’esperto</h4>
<p align="justify">Repubblica ha intervistato due esperti nel campo, l&#8217;ingegnere <b>Paolo Azzurro</b>, consulente tecnico in materia di gestione dei rifiuti e modelli di economia circolare e <b>Silvia Ricci</b>, responsabile della campagna &#8220;A Buon Rendere-molto più di un vuoto&#8221;.</p>
<p align="justify">Alla domanda su quale fosse il materiale meglio riciclabile fra pet e brick, Azzurro risponde che &#8220;<i>non bisognerebbe guardare solo il fine vita, ma anche trasporto, lavorazione, trasformazione e altro. In questi termini le alternative alla plastica monouso andrebbero lette in chiave della sfida climatica, che richiede una visione diversa: non quella di pensare a confezioni, ma per esempio a sistemi per erogare l&#8217;acqua senza dover produrre per forza rifiuti</i>&#8220;.</p>
<p align="justify">Il brick è un <b>materiale poliaccoppiato</b>, ovvero formato da più strati sia di carta, che di alluminio con un tappo in polietilene: anche se formato da materiali che sono meno inquinanti e impattanti della plastica, il problema rimane quando bisogna separarli per riciclarli.</p>
<p align="justify">La plastica, fra i due, è il materiale che viene riciclato con più facilità. Secondo i due esperti la soluzione ideale sarebbero dei <b>distributori di acqua </b>a cui i cittadini possano attingere con le proprie<b> borracce</b>, la migliore alternativa possibile, poiché evita la creazione di rifiuti.</p>
<p align="justify"><i>Luna Riillo</i></p>
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		<title>LA PALESTRA E LA VITA SU MARTE</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-palestra-e-la-vita-su-marte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 10:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[museo della scienza e della tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[vita su Marte]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano nel Museo della Scienza e della Tecnologia Probabilmente anche i nostri nonni sognavano un giorno di poter andare a vivere su un altro pianeta. Dall’allunaggio alle sonde mandate nello spazio, siamo un po’ tutti attratti dalla vita extraterrestre. Forse perché non la conosciamo ancora o forse semplicemente per la curiosità di vedere come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-142001" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/solar-system-4879810_1280-e1648031349549.jpg" alt="vita su marte" width="1217" height="685" /></h3>
<h3 align="justify">A Milano nel Museo della Scienza e della Tecnologia</h3>
<p><span id="more-142000"></span></p>
<p align="justify">Probabilmente anche i nostri nonni sognavano un giorno di poter andare a vivere su un altro pianeta. Dall’allunaggio alle sonde mandate nello spazio, siamo un po’ tutti attratti dalla vita extraterrestre.</p>
<p align="justify">Forse perché non la conosciamo ancora o forse semplicemente per la curiosità di vedere come sarebbe poter ripartire da zero e “creare” un pianeta che si adatti alle nostre esigenze vitali. Una seconda chance per tutti.</p>
<p align="justify"><strong>Marte è la prossima tappa per l’umanità nello spazio</strong>, ma prima di pensare davvero di viverci, ci sono alcuni problemi che dobbiamo risolvere. E non è detto che ci riusciremo.</p>
<p align="justify">I due grossi problemi principali sarebbero il cibo e l’acqua.</p>
<p align="justify">Un <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2021/04/10/vita-marte-problemi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo del portale </a><i><b>WIRED, </b></i>spiega nei dettagli la situazione.</p>
<h4 align="justify"><b>Provare sensazioni marziane</b></h4>
<p align="justify">Al Museo della scienza e della tecnologia di Milano ha aperto un <strong>laboratorio che è una “palestra marziana”</strong>, per imparare giocando!</p>
<p align="justify">Una vera base spaziale per <strong>allenarsi alla vita che aspetta i futuri astronauti</strong> sul pianeta rosso. Per chi vuole cimentarsi, sappia che è aperta a tutti, ma specialmente ai ragazzi e ragazze dai 10 ai 14 anni.</p>
<p align="justify">È uno spazio originale in cui si possono mettere alla prova le proprie <strong>capacità nel gestire la sopravvivenza</strong> quotidiana in ambiente marziano, ma anche tante situazioni impreviste che possono capitare, e ogni partecipante è responsabile per sé e per tutto l’equipaggio.</p>
<p align="justify">Sul sito del museo troviamo questa descrizione: “<em>Uno spazio originale e innovativo in cui partecipare a un gioco di ruolo dal vivo e sperimentare le </em><i><b><em>STEM</em>, </b></i><i>(Science Technology Engineering Mathematics)</i><b> </b><em>come in un team di ricerca. Vestiamo i panni di astronauti in missione sul Pianeta Rosso e affrontiamo situazioni impreviste per garantire la sopravvivenza della base e di tutto l’equipaggio</em>”.</p>
<p align="justify">Divisi in 5 gruppi, lavoriamo sui sistemi di supporto vitali, impariamo a gestire l’alimentazione e le coltivazioni, preoccupiamoci della salute mentale e fisica di tutti i partecipanti, organizziamo le missioni del rover sulla superficie marziana ed eseguiamo lavori all’esterno della base.</p>
<p align="justify">Per avere maggiori informazioni e per provare questa esperienza, <a href="https://www.museoscienza.org/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vi segnaliamo il link del sito</a> del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, grazie al quale potrete <strong>prenotare i vostri biglietti per l’ingresso</strong>.<a name="_GoBack"></a></p>
<p align="justify"><em><strong>D.T.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Milano avrà presto un nuovo bosco verticale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 18:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bosco verticale]]></category>
		<category><![CDATA[Diller Scofidio + Renfro]]></category>
		<category><![CDATA[Foresta verticale]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[pirelli 39]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[stefano boeri architetti]]></category>
		<category><![CDATA[torre pirelli 39 milano]]></category>
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					<description><![CDATA[La torre Pirelli 39 diventerà un bosco verticale che assorbe carbonio Gli studi Diller Scofidio + Renfro e Stefano Boeri Architetti hanno vinto un concorso internazionale per rigenerare l&#8217;area milanese di Porta Nuova Gioia con la ristrutturazione e l&#8217;ampliamento sostenibile della torre Pirelli 39. Commissionato dalla società COIMA SGR, il progetto non solo darà nuova vita alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94378" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/vertical-forest-4019790_1280-e1617877785990.jpg" alt="bosco verticale" width="800" height="533" /></h3>
<h3>La torre Pirelli 39 diventerà un bosco verticale che assorbe carbonio</h3>
<p><span id="more-94374"></span></p>
<p>Gli studi <a href="https://dsrny.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Diller Scofidio + Renfro </a>e <a href="https://www.stefanoboeriarchitetti.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stefano Boeri Architetti</a> hanno <strong>vinto un concorso internazionale per rigenerare l&#8217;area milanese di Porta Nuova Gioia</strong> con la ristrutturazione e l&#8217;ampliamento sostenibile della torre Pirelli 39.</p>
<p>Commissionato dalla società <a href="https://www.coima.com/it/homepage" target="_blank" rel="noopener noreferrer">COIMA SGR</a>, il progetto non solo darà nuova vita alla regione con la creazione di oltre 5.000 posti di lavoro, ma sarà anche progettato per <strong>soddisfare elevati standard di sostenibilità</strong> come le certificazioni LEED Platinum, WELL Gold, WiredScore.</p>
<p>Sviluppato nell&#8217;ambito di un più ampio progetto di rigenerazione urbana che comprenderà Pirelli 35 e Gioia 20,<strong> il progetto Pirelli 39 occupa una posizione strategica tra la Stazione Centrale e Scalo Farini</strong>.</p>
<p>Piuttosto che abbattere la struttura problematica della torre Pirelli 39 e ricominciare da capo, gli architetti hanno invece deciso di rinnovare completamente l&#8217;edificio per <strong>soddisfare gli standard dei moderni edifici per uffici e gli obiettivi di sostenibilità ad alte prestazioni.</strong></p>
<p>Il progetto, infatti, si basa su un &#8220;modello di utilizzo misto di spazi pubblici-residenziale-terziario attraverso il recupero della torre esistente, dell’edificio a ponte su Melchiorre Gioia e la realizzazione di una nuova torre&#8221;, spiega sul suo sito lo studio Boeri.</p>
<p>La nuova torre comprenderà <strong>700 metri quadrati di vegetazione, distribuita sui piani</strong> in modo che le fioriture cambino i colori dell’edificio al variare delle stagioni, assorbirà 14 tonnellate di CO2 e produrrà 9 tonnellate di ossigeno l’anno.</p>
<h4>Il paesaggio densamente popolato dovrebbe funzionare come una foresta di 10.000 metri quadrati.</h4>
<p>La torre sarà inoltre sormontata da 2.770 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che dovrebbero generare il 65% del fabbisogno energetico dell&#8217;edificio.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;edificio a ponte, invece, ospiterà uno spazio per eventi, aree di incontro e benessere e una serra che fungerà da <strong>laboratorio sull&#8217;impatto climatico</strong> e che sarà un&#8217;estensione della Biblioteca degli Alberi, parco popolare e giardino botanico.</p>
<p>Il livello complessivo di emissioni operative di anidride carbonica del progetto è allineato agli obiettivi dell&#8217;UE per il 2050.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1980, la Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e il &#8216;Cenacolo&#8217; di Leonardo da Vinci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 07:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[cenacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo da Vinci]]></category>
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		<category><![CDATA[padri domenicani]]></category>
		<category><![CDATA[patrimoni dell'unesco in italia]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio dell'unesco]]></category>
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		<category><![CDATA[Ultima Cena]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio nel tempo tra i Patrimoni Unesco in Italia La chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano, si presenta come una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell&#8217;Italia settentrionale. Un complesso comprensivo di basilica e convento, che appartiene all’Ordine Domenicano, edificato verso la fine del Quattrocento per volere del Duca di Milano Ludovico il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84197" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original.jpg" alt="santa maria delle grazie " width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/Santa_Maria_delle_Grazie_Milano_original-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Viaggio nel tempo tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-84195"></span></p>
<p>La chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano, si presenta come una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell&#8217;Italia settentrionale. Un complesso comprensivo di basilica e convento, che appartiene all’Ordine Domenicano, edificato verso la fine del Quattrocento per volere del Duca di Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia.</p>
<p>L’intera architettura monastica venne in seguito ampliata e modificata dal Bramante, uno dei maestri del Rinascimento, che ingrandì strutturalmente la chiesa e aggiunse grandi absidi semicircolari, una meravigliosa cupola a forma di tamburo circondata da colonne e uno spettacolare chiostro e refettorio.</p>
<p><strong>La Chiesa e il convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie</strong> rappresentano il secondo sito italiano ad essere stato classificato come <a href="http://whc.unesco.org/en/list/93" target="_blank" rel="noopener noreferrer">patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;Unesco</a>, insieme al “<strong>Cenacolo”</strong> di Leonardo da Vinci che si trova nel refettorio del convento.</p>
<h4>Sulla parete nord del refettorio, infatti, ecco &#8220;<strong>L&#8217;ultima cena&#8221;,</strong>  una delle più importanti opere d’arte  di Leonardo da Vinci.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84196" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/leonardo-da-vinci-1128923_1280-e1612861903386.jpg" alt="" width="800" height="416" /></p>
<p>Un dipinto parietale ad olio su intonaco commissionato nel 1495 e completato nel 1497. La più famosa rappresentazione dell’Ultima Cena, nome con il quale, nella religione cristiana, si indica la Cena di Gesù con gli Apostoli durante la Pasqua ebraica, che precede la passione di Cristo.</p>
<p>L&#8217;Ultima Cena è indiscutibilmente uno dei capolavori della pittura mondiale. Il suo valore, che nei secoli ha avuto un&#8217;influenza immensa nel campo dell&#8217;arte figurativa, è inseparabile dal complesso architettonico in cui è stato realizzato.</p>
<p>Una realizzazione artistica unica, dall’eccezionale valore universale che trascende  tutte le <a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=17" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contingenze storiche</a> ed esercita un’influenza considerevole, non soltanto sullo sviluppo di un tema iconografico, ma anche sul destino stesso  della pittura.</p>
<h4>Uno dei primi dipinti classici in cui si fissa un istante preciso e breve, piuttosto che la sua  durata infinita.</h4>
<p>Qui viene illustrato il momento più drammatico della Cena, in cui ogni apostolo, in seguito all’affermazione di Gesù, si chiede  e domanda agli altri, chi tra loro possa essere il suo traditore. Leonardo si concentra sull’effetto e sulla reazione che le parole di Gesù provocano sugli apostoli, utilizzando i gesti e gli atteggiamenti per dipingere pensieri ed emozioni degli stessi.</p>
<p>La novità, l&#8217;originalità e l’invenzione sublime di Leonardo da Vinci nasce dall’utilizzo della luce e dal forte indirizzo prospettico. Alle spalle dei commensali si aprono tre finestre, oltre le quali si intravede un paesaggio da cui proviene un’atmosfera lucente che, illuminando in controluce i protagonisti anche ai lati, conferisce all’insieme una prospettiva del tutto particolare.</p>
<p>L’opera è realizzata con una tecnica di pittura diversa da quella dell’affresco tradizionale. Sul muro a secco e sulla superficie di intonaco a due strati, Leonardo applicò la tempera mescolata all’olio. Tale modo di procedere permise all’artista di ottenere qualità di chiaroscuri più raffinati e di ritoccare e modificare l’opera giorno dopo giorno in base a considerazioni successive.</p>
<p>Proprio per tale ragione, il dipinto risultò molto più vulnerabile ai danni del tempo e, per gli stessi motivi, sono sempre rimasti incompiuti i vari tentativi di rimuovere il dipinto dalla sede originaria senza danneggiarlo definitivamente.</p>
<p>L’opera, a causa della singolare tecnica utilizzata da Leonardo, incompatibile con l’umidità dell’ambiente, dal 1978 al 1999, è stata oggetto di una rigorosa conservazione e di notevoli miglioramenti nel corso di uno dei più lunghi e capillari restauri della storia. Un lavoro che ha interessato anche gli edifici della chiesa e del convento, seguendo una strategia di conservazione unitaria e utilizzando le tecniche più all’avanguardia del settore.</p>
<h4>Il sito fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, ma il complesso ha conservato sia la struttura architettonica originaria che il rapporto interno tra i suoi componenti.</h4>
<p>La proprietà risente delle pressioni ambientali e di una potenziale visita eccessiva, sebbene quest&#8217;ultima sia controllata limitando l&#8217;accesso, ma la presenza dei Padri Domenicani e la continuità nella destinazione d’uso religioso hanno contribuito a salvaguardare l&#8217;integrità funzionale di questo importante patrimonio artistico.</p>
<p>Dopo cinque secoli, <strong>l&#8217;Ultima Cena è uno dei dipinti più riprodotti e copiati</strong> e si ritiene che la sua creazione abbia inaugurato una nuova fase nella storia dell&#8217;arte. Un attento trattamento dello strato pittorico, estremamente delicato e notevolmente deteriorato, ha ripristinato i colori nascosti dell&#8217;opera.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
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		<title>Speciale arte e sostenibilità: Thijs Biersteker, l’eco-artista che dà voce alla natura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 06:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[eco-artista]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[Thijs Biersteker]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale]]></category>
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					<description><![CDATA[Mescolando tecnologia, realtà aumentata e scienza realizza performance che permettono alle piante d’interagire con gli umani Olandese d’origine, ma ormai “cittadino del mondo”, Thijs Biersteker&#160;è un artista, anzi un eco-artista che attraverso l’uso di sensori, ologrammi, microchip fonde arte e scienza, bellezza e messaggi sui cambiamenti climatici in atto e lo fa con una freschezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38151" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Ecoartista_Triennale.jpg" alt="" class="caption" title="Thijs Biersteker, l&#039;eco-artista olandese, durante l&#039;incontro in Triennale" width="800" height="420" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Ecoartista_Triennale.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Ecoartista_Triennale-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Ecoartista_Triennale-768x403.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
<p>Mescolando tecnologia, realtà aumentata e scienza realizza <em>performance</em> che permettono alle piante d’interagire con gli umani</p>
<p>  <span id="more-38152"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Olandese d’origine, ma ormai “cittadino del mondo”, <a href="http://thijsbiersteker.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Thijs Biersteker</a>&nbsp;è un artista, anzi un <strong>eco-artista</strong> che attraverso l’uso di sensori, ologrammi, microchip fonde arte e scienza, bellezza e messaggi sui <strong>cambiamenti climatici in atto</strong> e lo fa con una freschezza e immediatezza sorprendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo incontrato alla Triennale, a Milano, lo scorso 29 luglio, in occasione degli appuntamenti di <a href="https://www.meetcenter.it/it/event/thijs-biersteker-meet-the-media-guru/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Meet The Media Guru</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">È recentissima la sua <strong>collaborazione con</strong> il noto <strong>scienziato italiano e neurobiologo vegetale</strong>,<strong> <a href="https://www.giunti.it/autori/stefano-mancuso-878" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stefano Mancuso</a></strong>, per <strong>Symbiosia</strong>: il progetto è stato presentato alla <a href="https://www.fondationcartier.com/en/?locale=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondation Cartier pour l’art contemporain</a>. Grazie a questa installazione, un ippocastano e una quercia raccontano all’ambiente circostante ciò che accade al loro interno, attraverso dei sensori che permettono di rilevare la loro reazione all’inquinamento dell’aria e acustico, oltre che la relazione tra le radici e le foglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Partito dall’ambito della comunicazione e della pubblicità, Thijs si è poi dedicato pienamente all’arte, ai temi dell’ecologia e della difesa dell’ambiente, guadagnandosi il titolo di <strong>“portavoce della Natura”</strong>. E a ciò contribuisce la sua spiccata empatia. Infatti, non si è sottratto alle molte domande e curiosità del pubblico presente e neanche alle nostre.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Com’è nata l’idea di ‘Voice of Nature’?</strong></em><br />Voice of Nature, che ho presentato qui, oggi, è stato un lavoro poderoso e che continua grazie alla collaborazione con la Technical University di Delft (Paesi Bassi). Qual è il valore che attribuiamo alla natura? L&#8217;estrazione dei dati che derivano dal progetto non solo fornirà uno spaccato di questo meraviglioso mondo, ma può anche svolgere un ruolo importante nello scardinare l’attuale censura sulla nostra risorsa più preziosa: la natura.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Quale argomento attira maggiormente la tua attenzione, come artista, in questo periodo?</strong></em><br />Negli ultimi due anni ho preso a cuore la situazione sempre più preoccupante della plastica che popola gli oceani. La cosa mi ha molto spaventato, perché le microplastiche sono già entrate nella catena biologica e alimentare. La plastica viene mangiata dai pesci, noi mangiamo i pesci, dunque anche la plastica. In un futuro non molto lontano, gli umani diventeranno dei contenitori di plastica?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Può il ritmo e il tempo della natura coniugarsi con quello umano, sempre più accelerato?</strong></em><br />Grazie al mio lavoro, ho imparato molto dagli alberi: che insieme si è forti e si riescono ad affrontare le tempeste, che il mondo è simbiotico. Sì, apparentemente il sistema naturale sembra separato da quello antropico, sempre più veloce e disumanizzato. Ma l’arte mi ha permesso di fare in modo di mettere nuovamente in relazione questi due sistemi viventi, che si stavano allontanando.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Come cambia la reazione del pubblico se fruisce di un’installazione in un museo o in un luogo pubblico qualsiasi?</strong></em><br />L’arte è immersione e interazione. Per me conta il messaggio, non il contesto. Le mie opere hanno un loro linguaggio, una loro connotazione, che può essere vissuta in modo del tutto personale o collettivo, grazie all’uso del digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un artista eclettico, Thijs Biersteker, un talento rinascimentale e contemporaneo, che crede nella potenza del lavoro di squadra, nella condivisione dei saperi e nell’osmosi tra campo scientifico e artistico. Ma anche di fronte ai più sofisticati strumenti, nulla può eguagliare la più genuina creatività, soprattutto se messa a servizio dell’umanità e della tutela del nostro pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete visitare la bellissima <strong>“<em>Broken Nature</em>”</strong> &#8211; la mostra tematica dalla quale prende il nome la <strong>XXII Esposizione Internazionale della <a href="https://www.triennale.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Triennale di Milano</a></strong>&nbsp;– avete tempo sino al 1° settembre.</p>
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		<title>Economia circolare oggi: possibili modelli sostenibili di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 12:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[agroecologia]]></category>
		<category><![CDATA[agroeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[autorigenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[sistema integrato]]></category>
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		<category><![CDATA[sud Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Agroecologia e processi di produzione virtuosi per un nuovo progetto a sud di Milano attraverso un caso studio del Politecnico È pensabile immaginare una nuova maniera di creare prodotti poco impattanti, equi e ad alto valore sociale e territoriale? Seguendo i principi dell’ “economia circolare”, sì. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation&#160;«è un termine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38145" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA.jpg" alt="" class="caption" title="I due eco-manager del Politecnico di Milano, Shivam Batra e Pedro Pereira" width="805" height="459" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA.jpg 805w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA-768x438.jpg 768w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" />
<p>Agroecologia e processi di produzione virtuosi per un nuovo progetto a sud di Milano attraverso un caso studio del Politecnico</p>
<p>  <span id="more-38146"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">È pensabile immaginare una nuova maniera di creare prodotti poco impattanti, equi e ad alto valore sociale e territoriale?</p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo i principi dell’ “<strong>economia circolare</strong>”, sì.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la definizione della <a href="https://www.ellenmacarthurfoundation.org/circular-economy/concept" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ellen MacArthur Foundation</a>&nbsp;«<em>è un termine generico per definire un’economia ideata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera</em>».<br />Infatti, il modello economico attuale di tipo lineare, basato sulla catena produzione-consumo-scarto (“<em>take-make-dispose</em>”), non è più sostenibile e lo sarà sempre meno nell’imminente futuro, se non si comincia sin da ora un’inversione di rotta.<br />Ma la transizione verso un modello economico di tipo circolare richiede un cambiamento strutturale, un ripensamento delle strategie, dei modelli di mercato e delle normative – come afferma un recente <a href="https://www.minambiente.it/notizie/documento-economia-circolare-ed-uso-efficiente-delle-risorse-indicatori-la-misurazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documento congiunto</a>&nbsp;del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, la questione è anche culturale e investe ciascuno di noi, in qualità di consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo presupposto sono partiti i due ricercatori della<strong> School of Management del Politecnico di Milano</strong>, Pedro Pereira e Shivam Batra, che con la loro<strong> tesi di MBA</strong> si sono occupati di un particolare caso studio “<em>L&#8217;agroecologia e l&#8217;economia circolare per un nuovo progetto nel sud di Milano</em>”, partito a gennaio di quest&#8217;anno, a cura di <strong>quattro realtà che lavorano in rete nella periferia sud-est milanese</strong>: una cooperativa sociale – <a href="https://www.nocetum.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nocetum</a>, un’azienda agricola d’impresa sociale – <a href="https://cascinet.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CasciNet</a>, un’associazione di volontariato storica di tutela del patrimonio culturale e dell’ambiente – <a href="https://www.italianostramilano.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia Nostra</a>&nbsp;e, infine, una ONG che si occupa di agricoltura organica e rigenerativa – <a href="https://www.deafal.org/home-page/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DEAFAL</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per raggiungere questi obiettivi, Nocetum con gli altri tre partner &#8211; DEAFAL, CasciNet e Italia Nostra &#8211; ha deciso di istituire <strong>un sistema integrato agroforestale-ambientale</strong>, che dovrebbe contribuire all&#8217;espansione del settore dei prodotti freschi nella regione e consolidare il processo <strong>&#8220;dal campo alla tavola&#8221;, riducendo il più possibile un impatto negativo sull&#8217;ambiente</strong>. Il progetto collaborativo e ri-generativo risponde anche a diverse problematiche socio-economiche che stanno interessando le aree circostanti il Parco della Vettabbia, quella di Porto di Mare, il borgo di Chiaravalle con la sua importante Abbazia, il Parco Agricolo Sud Milano e il noto &#8220;bosco di Rogoredo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ri-generare un territorio anche attraverso i suoi abitanti e fruitori, esistenti e potenziali.</strong> Ma le regole del mercato non sono per nulla indulgenti. E allora, i due esperti si sono avvalsi della loro esperienza personale e accademica per fare luce, oltre che sui pro, sui contro dell’applicazione di un modello economico circolare. Il risultato, oltre che di analisi dei dati e dei modelli teorici, è stato sorprendente per le “evidenze umane” del lato commerciale di un progetto simile: i due consulenti propongono di coinvolgere direttamente il consumatore nel processo produttivo (coltivazione, preparazione delle conserve, dei piatti della ristorazione che poi possono essere consumati in modo conviviale in luoghi belli e naturali, anche se prossimi alla città), non solo nell’acquisto finale di un prodotto. È la vera e importante leva di aggancio per i clienti, che solo così diventano realmente fidelizzati e anche promotori verso altri e che, in questo modo, contribuiscono maggiormente in termini economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali, dunque, i vincoli maggiori per far sì che tutto ciò possa espandersi e replicarsi positivamente? Le limitazioni, neanche a dirlo, sono principalmente di tipo finanziario e comunicativo: il cerchio, per definizione, non avendo un principio e una fine, permette un flusso continuo. Così dev’essere pure per le informazioni, soprattutto quelle di tipo economico-gestionale. Chissà, dunque, che l’avvento delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale non possano dare una spinta allo sviluppo dei modelli di <em>Circular Economy</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Una nuvola per migliorare l&#8217;aria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 08:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[aria pulita]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano, per la Design Week, compare un&#8217;installazione che permette di respirare aria pulita dentro il cuore della città Siamo tutti stanchi di respirare l&#8217;aria inquinata delle città, stanchi di sapere che insieme all&#8217;ossigeno i nostri nasi pescano moltissimo smog. A Milano viene mostrata una soluzione a questo problema, tra arte e tecnologia, grazie alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36099" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_dom-3347039_1920.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dom-3347039_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dom-3347039_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_dom-3347039_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>A Milano, per la Design Week, compare un&#8217;installazione che permette di respirare aria pulita dentro il cuore della città</p>
<p>  <span id="more-36100"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Siamo tutti stanchi di respirare l&#8217;aria inquinata delle città, stanchi di sapere che insieme all&#8217;ossigeno i nostri nasi pescano moltissimo smog. A Milano viene mostrata una soluzione a questo problema, tra arte e tecnologia, grazie alla creazione di un luogo che serve a darci una tregua temporanea dallo smog. Si chiama «Transitions» questo luogo ed è una costruzione gigante, un guscio bianco simile a una nuvola che è stato installato durante la <a href="http://www.milanodesignweek.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Milano Design Week</a>&nbsp;2018 nel quartiere di Brera, il centro artistico della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Come previsto da <a href="http://www.takehiroikedaltd.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Takehiro Ikeda</a>, l&#8217;enorme padiglione utilizza la tecnologia all&#8217;avanguardia di purificazione dell&#8217;aria di Panasonic per fornire a tutti coloro che entrano respiri puliti e freschi. A differenza delle altre installazioni dello stesso tipo che utilizzano dei gas, il padiglione Panasonic impiega solo acqua naturale per costruire l&#8217;esperienza coinvolgente di una passeggiata attraverso la foschia atmosferica e ultra-fine creata con la tecnologia rivoluzionaria dell&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tecnologia, che si chiama <a href="https://news.panasonic.com/global/stories/2016/45665.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nanoe x</a>, raccoglie l&#8217;umidità dall&#8217;aria e utilizzando l&#8217;alta tensione crea particelle d&#8217;acqua di dimensioni nano e componenti altamente reattivi chiamati radicali idrossilici (OH) – che sono generati in grandi quantità e inibiscono virus e batteri, oltre a rimuovere gli odori e gli allergeni e a prevenire la muffa.<br />Takehiro Ikeda ha detto che l&#8217;installazione «Transition» è un&#8217;anteprima dell&#8217;ultima ricerca sulla purificazione dell&#8217;aria, che verrà utilizzata durante le Olimpiadi del 2020 a Tokyo per garantire un&#8217;atmosfera piacevole e fresca durante la calda estate giapponese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è anche efficiente dal punto di vista energetico. Invece di utilizzare grandi quantità di risorse naturali per alimentare l&#8217;impianto di climatizzazione, il padiglione – che misura circa 20 metri di diametro – necessita solo di pochi litri d&#8217;acqua per ogni ciclo di funzionamento.</p>
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		<title>Con il car pooling parcheggi gratis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 07:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[car]]></category>
		<category><![CDATA[car pooling]]></category>
		<category><![CDATA[car sharing]]></category>
		<category><![CDATA[carpooling]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggi]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano il Comune incentiva l’utilizzo condiviso dell’auto con la sosta gratuita La giunta del Comune di Milano ha appena approvato le linee guida della gara che permetterà di dare nuova linfa al car pooling e, quindi, incentivare l’utilizzo condiviso dell’auto privata. In cambio, un parcheggio gratuito per tutto il giorno, in aree appositamente riservate. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35860" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_car_pooling.jpg" alt="" width="800" height="496" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_car_pooling.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_car_pooling-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_car_pooling-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>A Milano il Comune incentiva l’utilizzo condiviso dell’auto con la sosta gratuita</p>
<p>  <span id="more-35861"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La giunta del <a href="http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Comune di Milano</a> ha appena approvato le linee guida della gara che permetterà di dare nuova linfa al car pooling e, quindi, incentivare l’utilizzo condiviso dell’auto privata. In cambio, un parcheggio gratuito per tutto il giorno, in aree appositamente riservate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mobilita/auto/con-car-sharing-e-car-pooling-potremo-togliere-8-auto-su-10-dalle-strade?highlight=WyJjYXIiLCJwb29saW5nIiwiY2FyIHBvb2xpbmciXQ==" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Condividere i mezzi di trasporto è la soluzione per abbattere il traffico e quindi l&#8217;inquinamento. Con il car pooling e il car sharing è possibile togliere 8 auto su 10 dalle strade.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Comune aveva già incoraggiato, con successo, l’utilizzo di auto, bici e scooter in affitto. Per ridurre ancora il numero di auto, migliorando la circolazione e la qualità dell’aria, ha pensato di facilitare il car pooling con la sosta gratuita nei parcheggi di interscambio e lungo le linee di forza del trasporto pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uso gratuito del parcheggio sarà consentito ai proprietari di veicoli con massimo nove posti compreso il conducente. I candidati dovranno registrarsi nella piattaforma dedicata e dovranno garantire almeno un passeggero per il primo anno della sperimentazione e due passeggeri per i successivi. Se ritenuti idonei, dovranno apporre un’etichetta sul vetro, che ne permetterà il riconoscimento.</p>
<p style="text-align: justify;">La gara sarà indetta a breve e prevederà una sperimentazione di tre anni. Le aree per parcheggiare saranno a Quarto Oggiaro, Crescenzago, Caterina da Forlì, Famagosta, Cascina Gobba, Maciachini, Molino Dorino e San Donato, oltre che in altri ambiti delimitati dalla striscia blu a pagamento che saranno individuati lungo la rete del trasporto pubblico milanese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio, spiega dal Comune di Milano, si distingue da quello offerto dai taxi o dal noleggio con conducente, in quanto è possibile effettuare un&#8217;unica andata e ritorno giornaliera.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via il WeWorld Festival: con le donne. Per i loro diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[WeWorld festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Con le donne, per i loro diritti: cinema, teatro, letteratura e talk, workshop &#8211; WeWorld festival di Milano dal 24 al 26 novembre Il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne e WeWorld Onlus rinnova l’appuntamento con il WeWorld Festival, in programma dal 24 al 26 novembre all&#8217;Unicredit Pavillion a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34903" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_we.world2017.jpg" alt="" width="703" height="312" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_we.world2017.jpg 703w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_we.world2017-300x133.jpg 300w" sizes="(max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
<p>Con le donne, per i loro diritti: cinema, teatro, letteratura e talk, workshop &#8211; WeWorld festival di Milano dal 24 al 26 novembre</p>
<p>  <span id="more-34904"></span>  </p>
<p>Il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne e WeWorld Onlus rinnova l’appuntamento con il WeWorld Festival, in programma dal 24 al 26 novembre all&#8217;Unicredit Pavillion a Milano.&nbsp;</p>
<p>È una manifestazione nata con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile utilizzando linguaggi immediati e coinvolgenti: cinema, teatro, letteratura e talk, oltre a workshop.</p>
<p>L’ottava edizione del WeWorld Festival sarà caratterizzata da proiezioni cinematografiche in anteprima nazionale, talk, spettacoli teatrali e musica.</p>
<p>Tra gli appuntamenti da non perdere segnaliamo il talk con la regista Cristina Comencini, l&#8217;anteprima nazionale del documentario &#8220;Baronesa&#8221; testimonianza al femminile da una favela di Belo Horizonte, il film animato per i più piccoli &#8220;Ernest &amp; Celestine&#8221;, il talk con lo youtuber Francesco Sole.</p>
<p><a href="https://www.weworld.it/weworldfestival/#programma" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il programma integrale di WeWorld festival 2017.</a></p>
<p>“La nostra battaglia nella difesa dei diritti delle donne passa anche dal racconto di storie di coraggio, determinazione,capacità di reagire, forza d’animo e spesso di violenza. Storie di riscatto, di chi ce l’ha fatta; perché per ispirare il cambiamento abbiamo bisogno delle storie e dei racconti, positivi e incisivi, di chi, pur avendo vissuto violenze e discriminazioni, è riuscita a modificare la sua vita. A modificare e – a volte – ribaltare la prospettiva”, spiegano gli organizzatori.</p>
<p>L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti, ma va prenotato. LE donazioni sono gradite.</p>
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