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	<title>Migranti &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>L&#8217;ingente portata del fenomeno migratorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 20:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
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					<description><![CDATA[Il numero dei migranti sta crescendo più rapidamente della popolazione mondiale Attualmente, il 3,5% delle persone sulla Terra è migrante e i numeri non fanno che aumentare. La popolazione internazionale in movimento, infatti, sta crescendo a un ritmo sempre più rapido, addirittura più veloce rispetto a quanto faccia l&#8217;intera popolazione del pianeta. Il conteggio ufficiale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38388" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Migrazioni_CUT.jpg" alt="" width="814" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Migrazioni_CUT.jpg 814w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Migrazioni_CUT-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Migrazioni_CUT-768x381.jpg 768w" sizes="(max-width: 814px) 100vw, 814px" /></p>
<p>Il numero dei migranti sta crescendo più rapidamente della popolazione mondiale</p>
<p>  <span id="more-38389"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, il 3,5% delle persone sulla Terra è migrante e i numeri non fanno che aumentare. La popolazione internazionale in movimento, infatti, sta crescendo a un ritmo sempre più rapido, addirittura più veloce rispetto a quanto faccia l&#8217;intera popolazione del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conteggio ufficiale dei migranti, fatto delle Nazioni Unite e raccontato in un <a href="https://news.un.org/en/story/2019/09/1046562" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>&nbsp;è arrivato a <strong>272 milioni di persone</strong> e include <strong>tutti quelli che stanno cambiando paese, per qualsiasi motivo, volontario o no</strong>. Ma una parte in rapida crescita di questo numero, attualmente pari al <strong>25%, è costituita da rifugiati e richiedenti asilo</strong>, a dimostrazione di una preoccupante instabilità nelle dinamiche geopolitiche del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli aumenti, i dati dicono che il numero di rifugiati globali è cresciuto di 13 milioni di persone tra il 2010 e il 2017 e, anche se il comunicato stampa si è concentrato sui numeri piuttosto che sulle cause profonde delle migrazioni, ricerche passate hanno mostrato che il crescente numero di rifugiati <strong>è stato aggravato</strong>, anche e soprattutto, <strong>dal peggioramento dei cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sottosegretario delle Nazioni Unite, Liu Zhenmin, afferma nel comunicato che comprendere i modelli di migrazione – tenere traccia di dove le persone vanno e da dove vengono – è fondamentale per garantire che le popolazioni migranti siano al sicuro.<br />«Le Nazioni Unite», dice in conclusione il comunicato, «sono impegnate a sostenere la migrazione sicura, attraverso accordi internazionali per salvaguardare i rifugiati e le persone in movimento in generale».<br />Per consultare il set completo di dati sulla migrazione 2019, si può andare <a href="https://www.un.org/en/development/desa/population/migration/data/estimates2/estimates19.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Parigi, arte e architettura per sostenere l&#8217;accoglienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 05:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella capitale francese sono state proposte delle costruzioni modulari simili a lanterne da sistemare sotto alcuni ponti della metro per dare rifugio ai migranti Lo studio di design 1week1project&#160;ha proposto un modo creativo per affrontare la crisi dei rifugiati in corso a Parigi, dove si stima che migliaia di persona non abbiano alloggi in cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35848" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti.jpg" alt="" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Parigi_ponti-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nella capitale francese sono state proposte delle costruzioni modulari simili a lanterne da sistemare sotto alcuni ponti della metro per dare rifugio ai migranti</p>
<p>  <span id="more-35849"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di design <a href="https://www.1week1project.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1week1project</a>&nbsp;ha proposto un modo creativo per affrontare la crisi dei rifugiati in corso a Parigi, dove si stima che migliaia di persona non abbiano alloggi in cui poter dormire in maniera serena. Il progetto si chiama «<a href="https://www.1week1project.org/2018/02/19/illumine-paris/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Illumine Paris!</a>»&nbsp;e consiste in una serie di rifugi modulari simili a lanterne che potrebbero fornire alloggi temporanei sotto i ponti della capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruite con materiali riciclati, queste strutture cilindriche potrebbero anche essere utilizzate per altri scopi – dalla vendita al dettaglio fino a uno spazio performativo – e inoltre illuminerebbero la città di notte, rendendola ancora più attraente. </p>
<p style="text-align: justify;">Anche se è ancora nella fase ideativa, «Illumine Paris!» è un&#8217;idea davvero interessante, che mira a riqualificare le aree meno utilizzate delle città per renderle spazi funzionali, artistici e adattabili, in particolare si parla delle aree al di sotto della linea metropolitana che, se non utilizzate in questa maniera, rimangono assolutamente vuote. Inoltre, c&#8217;è da mettere in conto anche il messaggio politico di accoglienza che mai come in questi mesi sta davvero mancando: è importante che l&#8217;approccio di una città e di un popolo sia di assistenza e di creatività, che ogni cosa faccia parte di un tentativo di inclusione – in questo senso è molto interessante che questi spazi possano essere ugualmente usati sia dai parigini che dai rifugiati. </p>
<p style="text-align: justify;">Le lanterne sono fatte di una tela di polipropilene trasparente riciclata che viene avvolta attorno a un tubo di bambù a spirale elicoidale di 4 metri di larghezza e 7 metri di altezza. Una corda legata al centro del telaio modulare può essere legata per ancorare la struttura al pavimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I progettisti ritengono che questo progetto possa essere utilizzato per una programmazione diversificata, visto che, come detto prima, se ne possono ricavare diverse cose: alloggi temporanei, spazi di coworking, lampade per illuminare spettacoli e manifestazioni, bagni pubblici, negozi e tutto quello che può venire in mente alle persone e all&#8217;amministrazione cittadina.</p>
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		<title>Il cambiamento climatico causerà 350 milioni di migranti nei prossimi 30 anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/il-cambiamento-climatico-causera-350-milioni-di-migranti-nei-prossimi-30-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 08:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[I migranti ambientali saranno uno dei temi umanitari e geopolitici del futuro prossimo Il tema di profughi è uno dei più sentiti dei nostri giorni e l’immigrazione è sempre più terreno di scontro politico. Ma a breve la situazione potrebbe diventare ancora più intricata a livello mondiale perché ai profughi causati dalle guerre e dall’instabilità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32874" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_La-desertificazione-spingera-a-migrare-50-milioni-di-persone1.jpg" alt="" width="620" height="349" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_La-desertificazione-spingera-a-migrare-50-milioni-di-persone1.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_La-desertificazione-spingera-a-migrare-50-milioni-di-persone1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>I migranti ambientali saranno uno dei temi umanitari e geopolitici del futuro prossimo</p>
<p>  <span id="more-32875"></span>  </p>
<p>Il tema di profughi è uno dei più sentiti dei nostri giorni e l’immigrazione è sempre più terreno di scontro politico. Ma a breve la situazione potrebbe diventare ancora più intricata a livello mondiale perché ai profughi causati dalle guerre e dall’instabilità politica di alcune aree si sommeranno i profughi “climatici”. Il cambiamento del clima sta infatti per innescare una grande cambiamento geopolitico e demografico.</p>
<p>Le previsioni parlano di un potenziale numero di migranti ambientali, entro il 2050, che potrebbe variare da 50 milioni a 350 milioni.<br />Tra le stime più citate c’è quella di Myers che prevede 200 milioni di potenziali migranti ambientali entro il 2050. Secondo il Desertification Report 2014 dell’Unccd, entro il 2020 ben 60 milioni di persone potrebbero spostarsi dalle aree desertificate dell’Africa Sub-Sahariana verso il Nord Africa e l’Europa. L&#8217;Un Water, riporta l’Adnkronos, parla di 1,8 milioni di persone che entro il 2025 vivranno in condizioni di scarsità idrica assoluta, mentre due terzi della popolazione globale potrebbe soffrire tensioni dovute alla difficoltà di accesso all’acqua.</p>
<p>Per questo Legambiente ha promosso la prima conferenza internazionale sul fenomeno delle migrazioni causate dai cambiamenti climatici. Oltre all’associazione ambientalista partecipano anche Sdsn, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana.<br />Secondo i promotori, il fenomeno dei profughi climatico-ambientali è di rilevanza primaria e di intensità superiore a quello dei profughi da guerra. <br />Si cita anche l’Organizzazione mondiale delle migrazioni (Iom): nel 2014 la probabilità di essere sfollati a causa di un disastro è salita del 60% rispetto a 40 anni fa. Secondo l’Internal Displacement Monitoring Centre del Norwegian Refugee Council, dal 2008 al 2015 ci sono stati 202,4 milioni di persone delocalizzate o sfollate, il 15% per eventi geofisici come eruzioni vulcaniche e terremoti, e l’85% per eventi atmosferici.</p>
<p>Le istituzioni mondiali non sono pronte ad affrontare il fenomeno, basti pensare che i migranti ambientali non rientrano nella figura di rifugiato riconosciuta dalla Convenzione di Ginevra, per cui a livello di protezione internazionale non hanno alcun diritto. Bisognerebbe quindi superare la definizione di rifugiato e in questo l&#8217;Europa potrebbe farsi promotrice presso l&#8217;Onu perché vengano riconosciuti diritti ai profughi economici ed ambientali.</p>
<p>i promotori dell’incontro chiedono dunque di introdurre un diritto d’asilo unico per tutta l’Unione Europea che riconosca, sul modello della legislazione svedese e finlandese, anche i profughi ambientali ed economici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Austria pronta a chiudere il Brennero</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/austria-pronta-a-chiudere-il-brennero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 08:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Brennero]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
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					<description><![CDATA[Parole dure dal ministro austriaco: le autorità sono pronte a chiudere la frontiera con l&#8217;Italia Secondo il ministro della Difesa austriaco, Hans-Peter Doskozil, in una situazione &#8216;estrema&#8217;, il passo del Brennero, confine tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria, andrebbe chiuso. Si riferisce all&#8217;ipotesi di flussi migratori intensi. Il ministro spiega la situazione dal punto di vista austriaco: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31230" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_Austria_vuole_chiudere_Brennero-17909-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Parole dure dal ministro austriaco: le autorità sono pronte a chiudere la frontiera con l&#8217;Italia</p>
<p>  <span id="more-31231"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo il ministro della Difesa austriaco, Hans-Peter Doskozil, in una situazione &#8216;estrema&#8217;, il passo del Brennero, confine tra l&#8217;Italia e l&#8217;Austria, andrebbe chiuso. Si riferisce all&#8217;ipotesi di flussi migratori intensi.</span></p>
<p>Il ministro spiega la situazione dal punto di vista austriaco: &#8216;Se l&#8217;Italia farà come ci aspettiamo e la Germania farà come ci aspettiamo, in Tirolo avremo un grande problema. Perché se l&#8217;Italia lascia passare i migranti e la Germania ne respinge molti ai confini, l&#8217;Austria diventerà una &#8216;sala d&#8217;attesa&#8217;.</p>
<p>Nei giorni scorsi l&#8217;Austria ha anche iniziato la costruzione di una barriera lunga 250 metri per limitare le possibilità d&#8217;accesso al paese e per intensificare i controlli al confine.  </p>
<p>Per il ministro degli esteri italiano, Gentiloni, l&#8217;ipotesi di chiudere il Brennero sarebbe un atto &#8216;&#8221;molto grave. Negativo per l&#8217;economia e brutto segnale per l&#8217;Europa&#8217;.</p>
<p>&#8216;Vedremo di che cosa si tratta &#8211; ha spiegato Gentiloni &#8211; se si tratta di parole, non ci saranno conseguenze sul terreno. Se, invece, ci saranno muri significherà aver dimenticato che i problemi vanno affrontati insieme&#8217;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I tumori si prevengono a tavola. Vale anche per i migranti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/i-tumori-si-prevengono-a-tavola-vale-anche-per-i-migranti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 14:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Cascina Triulza]]></category>
		<category><![CDATA[Expo]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Un progetto legato a Expo promuove la sana alimentazione anche tra gli stranieri Dal 20 al 29 marzo si celebrerà la settimana nazionale per la prevenzione oncologica, appuntamento tradizionale per la promozione dei corretti stili di vita e per la diffusione della cultura della diagnosi precoce nella lotta contro i tumori.  L’alimentazione sarà la grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24744" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_Prevenire_per_nutrire_il_cambiamento-14613-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un progetto legato a Expo promuove la sana alimentazione anche tra gli stranieri</p>
<p>  <span id="more-24745"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Dal 20 al 29 marzo si celebrerà la settimana nazionale per la prevenzione oncologica, appuntamento tradizionale per la promozione dei corretti stili di vita e per la diffusione della cultura della diagnosi precoce nella lotta contro i tumori. </span></p>
<p>L’alimentazione sarà la grande protagonista di Expo 2015 e La Lega Tumori di Milano ha presentato in occasione dell&#8217;evento il progetto &#8216;<a href="http://www.fondazionetriulza.org/lilt-prevenire-per-nutrire-il-cambiamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Prevenire per nutrire il cambiamento</a>&#8216; che sarà dedicato in particolare alle donne migranti.</p>
<p>Nei mesi precedenti l’inizio dell’Expo il progetto si è sviluppato attraverso la realizzazione di laboratori di cucina e di incontri alimentari gratuiti per le donne migranti, che sono state coinvolte dalla<a href="http://www.legatumori.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Lega italiana per la lotta contro i tumori</a> attraverso la creazione di una rete di collaborazioni tra diversi enti attivi sul territorio e sensibili alle seguenti tematiche: alimentazione, immigrazione e genere. Nel corso degli incontri previsti per ciascuna comunità sono state riproposte ricette appartenenti alle varie tradizioni culinarie con il supporto di cuochi e nutrizionisti.</p>
<h2>Prevenzione anche per i cittadini stranieri</h2>
<p>&#8216;Conoscere le abitudini e gli stili di vita dei cittadini di origine straniera è fondamentale per contribuire a sensibilizzare la popolazione migrante sul tema della prevenzione e della diagnosi precoce – dichiara Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano -. È altrettanto fondamentale la collaborazione con il Terzo settore per rendere capillare l’azione di informazione e per mettere in campo azioni che, da un lato, favoriscono l’integrazione e l’inclusione sociale perché stimolano l&#8217;incontro fra culture e, dall&#8217;altro, promuovono il diritto alla salute e rendono concreta ed efficace la rete per la cura della persona&#8217;.</p>
<h2>No al junk food, sì alle tradizioni</h2>
<p>La corretta alimentazione previene il cancro e qualsiasi cucina può essere più salutare. Per questo tra novembre e marzo la Lilt ha organizzato incontri rivolti alle comunità  cinesi, filippine, peruviane e arabe. A ogni incontro erano presenti un cuoco del paese di origine delle donne, una nutrizionista e un mediatore linguistico e culturale. Si sono svolti 16 appuntamenti, quattro per ogni gruppo, per un totale di quasi 500 persone coinvolte. Il fine è stato anche quello di accompagnare le donne in un viaggio alla riscoperta dei sapori sani e tradizionali della loro cucina, limitando il consumo del junk food, ossia il cibo spazzatura per cui, stando a numerosi studi, si tende ad abbandonare le proprie abitudini alimentari.</p>
<h2>Expo 2015 &#8211; area della società civile</h2>
<p>Il progetto Prevenire per nutrire il cambiamento parteciperà a Expo 2015 nell&#8217;area dedicata alla società civile e che si trova presso la Cascina Triulza.</p>
<p>&#8216;La maggior parte dei migranti, essendo mossa dalla volontà di lavorare e migliorare, oltre che dall&#8217;impegno a guadagnare per mandare rimesse alle famiglie in patria, tende a trascurare la propria salute, a trascurare i sintomi, a dedicare poco impegno alla prevenzione &#8211; afferma il professor Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia dei processi economici dell’Università degli Studi di Milano -. La loro concezione di benessere è spesso angusta: benessere è poter lavorare e far stare bene i familiari in patria. Dal punto di vista medico-sanitario chi parte è, però, selezionato alla partenza. Raramente le famiglie investono su persone con malattie conclamate e disabilità: c’è un effetto migrante sano. E’ vero, tuttavia, che alcuni si ammalano in viaggio, altri per le cattive condizioni abitative, per l’alimentazione diversa, per il clima a cui non sempre sono abituati&#8217;.</p>
<p>Ecoseven ha lanciato una rubrica di approfondimento su Expo 2015. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24711" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nel primo appuntamento parliamo del riso</a>: dal venere al classico arborio, passando per basmati e carnaroli, scopriamo quante varietà esistono.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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