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	<title>meduse &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Le meduse del Mediterraneo sono decuplicate in sei anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-meduse-del-mediterraneo-sono-decuplicate-in-sei-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 19:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[meduse]]></category>
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					<description><![CDATA[Sempre più meduse nei nostri mari: significa che qualcosa sta cambiando. Il parere dell&#8217;esperto Le meduse si sono ambientate così bene nei nostri mari che in sei anni, dal 2009 al 2015, gli avvistamenti sono aumentati di dieci volte. Il motivo? la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo, causata dall’aumento della temperatura del pianeta, ma anche la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34034" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_meduse.jpg" alt="" width="1280" height="851" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-1024x681.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-768x511.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_meduse-1200x798.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Sempre più meduse nei nostri mari: significa che qualcosa sta cambiando. Il parere dell&#8217;esperto</p>
<p>  <span id="more-34035"></span>  </p>
<p>Le meduse si sono ambientate così bene nei nostri mari che in sei anni, dal 2009 al 2015, gli avvistamenti sono aumentati di dieci volte.</p>
<p>Il motivo? la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo, causata dall’aumento della temperatura del pianeta, ma anche la la pesca eccessiva dei pesci, loro competitori per l’alimentazione.</p>
<p>I dati sono stati diffusi dal progetto “Occhio alla medusa”, che ha coinvolto nello studio di questi organismi e affini nel Mediterraneo i cittadini grazie alla possibilità di inviare segnalazioni attraverso la rivista Focus.<br />Se nel 2009 si contavano 300 avvistamenti, nel 2015 siamo passati a 3000.</p>
<p>&#8220;Tutti i nostri mari &#8211; spiega all’Adnkronos Ferdinando Boero, professore di Zoologia all’Università del Salento, associato a Cnr-Ismar &#8211; sono interessati dalla presenza di meduse (anche se la parola giusta sarebbe: macrozooplancton gelatinoso). Alcuni di questi animali non pungono e non sono meduse, ma sono grossi e sono gelatinosi. La gente li chiama, comunque, meduse. Pelagia, molto urticante, sta bene dove ci sono acque profonde, soprattutto nel Tirreno. Anche Velella, la barchetta di San Pietro, sta bene in acque profonde, soprattutto nel Mar Ligure. Altre si trovano prevalentemente nel Nord Adriatico come Aurelia”.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=17961" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Meduse, 7 consigli utili per proteggersi in mare.</a></p>
<p>In realtà le meduse abitano i mari da sempre, “da prima dell’evoluzione di tutti gli altri abitanti attuali”, spiega Boero. <br />“I più pericolosi siamo noi. Il flagello degli ecosistemi siamo noi, non le meduse. Le meduse sono un pungente avvertimento che non stiamo agendo bene nei confronti degli ecosistemi che, con il loro funzionamento, permettono la nostra sopravvivenza. Ma come si fa a rispettare ciò che si conosce solo grossolanamente?&#8221;, conclude il ricercatore.</p>
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		<title>10 regole da rispettare se si viene punti da Medusa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/10-regole-da-rispettare-se-si-viene-punti-da-medusa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 14:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cosa fare se punge Medusa]]></category>
		<category><![CDATA[mar Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[meduse]]></category>
		<category><![CDATA[puntura di Medusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco le 10 regole da rispettare, secondo la Lega pesca, se si viene punti da Medusa   Le meduse hanno invaso il mar Mediterraneo e gli incontri ravvicinati con l’uomo sono sempre più frequenti. Cosa fare se si viene punti da questi abitanti del mare? Ecco le 10 regole diffuse dalla Lega Pesca per aiutare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-13343" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_meduse-8737-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Ecco le 10 regole da rispettare, secondo la Lega pesca, se si viene punti da Medusa</p>
<p>  <span id="more-19087"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18945"><strong>meduse hanno invaso il mar Mediterraneo</strong></a> e gli incontri ravvicinati con l’uomo sono sempre più frequenti. Cosa fare se si viene punti da questi abitanti del mare? Ecco le 10 regole diffuse dalla Lega Pesca per aiutare i malcapitati bagnanti:</p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-indent: -18pt; line-height: 1.3em;">1.        B</span><span style="text-indent: -18pt; line-height: 1.3em;">isogna evitare di strofinarsi occhi e bocca e non lavare la parte con acqua dolce perché favorisce la produzione di neurotossine, capaci di causare danni a livello del sistema nervoso centrale</span></p>
<p><!--[if !supportLists]-->2.       <!--[endif]-->Non utilizzare acqua fredda o ghiaccio.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->3.       <!--[endif]-->Non grattarsi, in quanto ciò stimolerebbe l&#8217;attività muscolare, mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->4.       <!--[endif]-->Lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->5.       <!--[endif]-->Evitare l&#8217;utilizzo, secondo quanto consigliato dalle credenze popolari, di impacchi con aceto o ammoniaca, perché sulla loro efficacia la medicina moderna ha avanzato numerosi dubbi.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->6.       <!--[endif]-->E&#8217; sconsigliato anche l&#8217;uso di alcool che può stimolare l&#8217;apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->7.       <!--[endif]-->Prima di utilizzare creme o pomate chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->8.       <!--[endif]-->Non rimuovere i frammenti dei tentacoli con pinzette, utilizzare, invece, le mani, per evitare di lacerare i tessuti e causare la fuoriuscita di tossine dannose.</p>
<p><!--[if !supportLists]-->9.       <!--[endif]-->Come rimedio estremo, usare pomate antistaminiche o cortisoniche, ma sempre sotto il controllo di  un medico.</p>
<p> </p>
<p><!--[if !supportLists]-->10.   <!--[endif]-->Ci si deve preoccupare  solo quando si evidenziano una forte reazione cutanea, crisi respiratoria, pallore, sudorazione e disorientamento. In questo caso è consigliabile chiamare subito il 118</p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="text-indent: -18.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1;">gc</p>
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		<item>
		<title>Le meduse hanno invaso il Mediterraneo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/mare/le-meduse-hanno-invaso-il-mediterraneo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 19:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Drymonema dalmatinum]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[meduse]]></category>
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					<description><![CDATA[Le meduse hanno invaso il mar Mediterraneo. Per questa estate 2014 e’ tornata, dopo un secolo, anche la Drymonema dalmatinum   Nascono nel blu profondo, in corrispondenza dei canyon marini, e spesso scelgono per la riproduzione il golfo di Pozzuoli, quello di Salerno o le Eolie: sono le meduse, che questa estate 2014 hanno invaso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-18944" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_images__1_-11712-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Le meduse hanno invaso il mar Mediterraneo. Per questa estate 2014 e’ tornata, dopo un secolo, anche la Drymonema dalmatinum</p>
<p>  <span id="more-18945"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Nascono nel blu profondo, in corrispondenza dei canyon marini, e spesso scelgono per la riproduzione il golfo di Pozzuoli, quello di Salerno o le Eolie: sono le<a href="https://www.ecoseven.net//?p=18479"><strong> meduse</strong></a>, che questa estate 2014 hanno invaso tutto il Mar Mediterraneo.</p>
<p class="MsoNormal">Nei nostri mari è tornata, dopo quasi un secolo, la<strong> Drymonema dalmatinum</strong>, la medusa più grande del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18330"><strong>Mediterraneo</strong></a> con un cappello di circa 80 cm, segnala Ferdinando Boero,  biologo marino dell&#8217;Università del Salento e Cnr-Ismar. In particolare, la Pelagia è stata avvistata nel mar Ligure, il Tirreno e nello Ionio, mentre la Drymonema dalmatinum, una specie descritta per la prima volta nel 1880, poi riavvistata solo nel 1940 si è vista al largo di Lignano, poi a Pirano e un’altra, di 80 cm di diametro, spiaggiato a Muggia. È una specie rarissima, e ci sono pochissime segnalazioni.</p>
<p class="MsoNormal">Una specie di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18479"><strong>medusa</strong> </a>anomala è stata invece avvista nel golfo di Venezia fra novembre e marzo: la Benovici, anche se attualmente sembra sparita forse perché non è riuscita ad acclimatarsi.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Tuttavia quest’anno molti stabilimenti si sono attrezzati con le reti anti-medusa, da Castellaneta Marina nel tarantino alle Eolie col progetto Med-Jellyrisk coordinato da Stefano Piraino dell&#8217;università del Salento.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Meduse lontano dai bagnanti, con una rete speciale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/meduse-lontano-dai-bagnanti-con-una-rete-speciale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 18:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Medjellyrisk]]></category>
		<category><![CDATA[meduse]]></category>
		<category><![CDATA[rete meduse]]></category>
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					<description><![CDATA[Bagnanti al sicuro da punture fastidiose e dolore: ecco la rete che riesce a tenere lontano le meduse   Estate, mare e paura delle meduse. O non più: grazie a ‘Medjellyrisk’ si è riusciti a tenere le meduse lontano dalla costa. Il progetto è stato ampiamente sperimentato in Sicilia nell’estate 2013 e consiste nell’istallazione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18478" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambientetest_reti_anti_meduse_298x248-11462-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Bagnanti al sicuro da punture fastidiose e dolore: ecco la rete che riesce a tenere lontano le meduse</p>
<p>  <span id="more-18479"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Estate, mare e paura delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17961"><strong>meduse</strong></a>. O non più: grazie a ‘<strong>Medjellyrisk</strong>’ si è riusciti a tenere le meduse lontano dalla costa. Il progetto è stato ampiamente sperimentato in Sicilia nell’estate 2013 e consiste nell’istallazione di reti speciali, capaci di creare zone protette per i bagnanti.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La rete che riesce a tenere lontano le meduse è stata sperimentata anche in <strong>Spagna</strong>, <strong>Malta</strong> e <strong>Tunisia</strong> e ora si estende ad altre località turistiche, come l’isola d’Elba. Ad aver pensato a questo accorgimento, per esempio, sono stati alcuni operatori turistici di Barbarossa, località balneare di Porto Azzurro, che hanno posizionato da qualche giorno la struttura a protezione del tratto centrale dell’arenile. ‘In momenti come questo, con la crisi che attanaglia il turismo – ci hanno detto &#8211; è fondamentale farsi trovare pronti per arginare qualsiasi problema che possa avere ricadute negative sulla fruizione turistica e conseguentemente sulla immagine dell’Isola d’Elba’.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Meduse, 7 consigli utili per proteggersi in mare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/meduse-7-consigli-utili-per-proteggersi-in-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 12:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Medusa]]></category>
		<category><![CDATA[meduse]]></category>
		<category><![CDATA[pelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il riscaldamento globale sempre piu&#8217; meduse popolano i nostri mari, soprattutto in estate. Ecoseven.net vi suggerisce 7 consigli utili per proteggersi in mare dal loro morso Con il riscaldamento globale sempre più meduse popolano i nostri mari, soprattutto in estate. Questo non solo mette a repentaglio la biodiversità del nostro ecosistema marino, ma rischia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17960" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_benessere_meduse_Mediterraneo_protezione-11218-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Con il riscaldamento globale sempre piu&#8217; meduse popolano i nostri mari, soprattutto in estate. Ecoseven.net vi suggerisce 7 consigli utili per proteggersi in mare dal loro morso</p>
<p>  <span id="more-17961"></span>  </p>
<p>Con il riscaldamento globale sempre più <strong>meduse</strong> popolano i nostri mari, soprattutto in <strong>estate</strong>. Questo non solo mette a repentaglio la biodiversità del nostro ecosistema marino, ma rischia anche di rovinarci inevitabilmente le vacanze visto che i loro tentacoli, pur non essendo letali, sono estremamente urticanti e dolorosissimi una volta entrati a contatto con la nostra <strong>pelle</strong>. </p>
<p>Mentre facciamo il bagno in <strong>mare</strong>, occorre sempre stare attenti alle specie di medusa che possiamo incontrare casualmente in <strong>acqua</strong>. Sono inoltre diverse le specie di <strong>medusa</strong> che è possibile avvistare nel Mare Nostrum: quella più fastidiosa è sicuramente la ‘Pelagia noctiluca’, che si muove in banchi di migliaia di esemplari (a volte anche milioni) ed i cui effetti urticanti possono provocare molto dolore.</p>
<p>In Italia inoltre, le specie di <strong>medusa</strong> più diffuse, oltre alla ‘Pelagia’, sono la ‘Rhizostoma pulmo’, con un bordo viola scuro ben visibile e il diametro di 30-60 cm, la ‘Cotylhoriza tuberculata’ giallastra, a forma di disco, la ‘Aurelia aurita’ e la ‘Pelagia noctiluca’, rosacea e luminescente di notte, con circa 10 cm di diametro. Innocua, invece, la ‘Velella’, piccolo organismo viola scuro, erroneamente confuso con le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11764" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>meduse</strong></a>. </p>
<p>Per evitare quindi incontri fastidiosi o comunque limitare i danni causati dal contatto con le <strong>meduse</strong>, Ecoseven.net vi suggerisce 7 consigli utili per proteggersi in <strong>mare</strong>:</p>
<p>1. Il primo consiglio è di consultare sempre, prima di andare al <strong>mare</strong>, ‘<a href="http://meteomeduse.focus.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La mappa delle meduse</a>’<span style="line-height: 1.3em;">, realizzato da ‘Focus.it’. Il servizio on-line nasce come monitoraggio scientifico del fenomeno, ma è soprattutto una mappa delle spiagge d’Italia creata appositamente per turisti e bagnanti, in grado di segnalare in tempo reale tutti gli avvistamenti delle <strong>meduse</strong> lungo i litorali della penisola. Il servizio è scaricabile anche sottoforma di app per cellulare su questo sito. http://meteomeduse.focus.it/content/download-app</span></p>
<p>2. Applicare prima del bagno una crema protettiva antimedusa reperibile in farmacia. Le più comuni, oltre a rendere scivolosa la <strong>pelle</strong> (e di conseguenza difficile l’aggrapparsi dei tentacoli delle <strong>meduse</strong>), bloccano il sistema di attivazione delle cellule urticanti. Di solito sono efficaci anche per proteggersi dal sole.</p>
<p>3. In caso di contatto con i tentacoli urticanti della <strong>medusa</strong>, l’importante è non farsi prendere dal panico, stare calmi, respirare normalmente, uscire subito dall’<strong>acqua</strong> e poi lavarsi la parte colpita con acqua di mare che pulisce la <strong>pelle</strong> dalle parti gelatinose rimaste attaccate e diluisce la tossina non ancora penetrata. Attenzione: la zona della <strong>pelle</strong> infiammata non va mai lavata con <strong>acqua</strong> dolce perché favorisce la liberazione delle neurotossine presenti nel veleno</p>
<p>4. Il ‘morso’ della <strong>medusa</strong> scatena una reazione infiammatoria che causa bruciore alla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4678" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>pelle</strong></a>, dolore e prurito ma, per certe specie, anche shock anafilattico. Se in caso di contatto si hanno difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore e disorientamento, andate subito al pronto soccorso</p>
<p>5. Non strofinatevi la bocca e gli occhi dopo il contatto urticante con la <strong>medusa</strong> e non grattate la parte colpita; sarebbe meglio non esporla al sole ma tenerla coperta finché non è passata l’infiammazione</p>
<p>6. Le parti ‘infiammate’ possono essere disinfettate anche con del bicarbonato, purché si eviti di applicare alle zone interessate delle pietre calde o della sabbia, visto che il calore non è sufficiente a disattivare la tossina e quindi tale operazione risulterebbe inutile. In caso ne siate in possesso, è possibile utilizzare anche degli stick all’ammoniaca (contenuta anche nell’urina), anche se, alla lunga, potrebbero risultare poco efficaci contro le infiammazioni</p>
<p>7. La medicazione ideale contro il ‘morso’ della <strong>medusa</strong> consiste nell’applicare sulla <strong>pelle</strong> infiammata un gel astringente al cloruro d’alluminio che ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>In Sicilia le prime reti anti-meduse</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/mare/in-sicilia-le-prime-reti-anti-meduse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2013 14:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[meduse]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Saranno testate in Sicilia le prime reti che terranno lontane le meduse dalla zona di balneazione     Sarà la Sicilia e le sue coste a sperimentare le prime reti anti-meduse. Grazie al progetto europeo Medjellyrisk, saranno installate in Italia, Spagna, Malta e Tunisia delle reti che terranno lontane dalla zona di balneazione le meduse, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13343" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_meduse-8737-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Saranno testate in Sicilia le prime reti che terranno lontane le meduse dalla zona di balneazione</p>
<p>  <span id="more-13344"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Sarà la <strong>Sicilia</strong> e le sue coste a sperimentare le prime <strong>reti anti-meduse</strong>. Grazie al progetto europeo Medjellyrisk, saranno installate in Italia, Spagna, Malta e Tunisia delle reti che terranno lontane dalla zona di balneazione le meduse, creando un luogo protetto.  Sempre piu&#8217; presenti nel Mediterraneo e con nuove specie che stanno proliferando nel bacino, le meduse hanno un impatto crescente su turismo e pesca, ma anche sul sistema sanitario nazionale.</p>
<p>Le <strong>reti che terranno lontane le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12600">meduse</a></strong> dalla zona di balneazione saranno lunghe fra i 50 e 100 metri, saranno rimovibili e non avranno alcun impatto sulla fauna marina, così come ha spiegato il docente di biologia all&#8217;Università&#8217; del Salento e coordinatore del progetto Medjellyrisk, Stefano Piraino. </p>
<p>Le <strong>reti anti-meduse</strong> saranno testate a Lampedusa, Favignana, Ustica, isole Eolie e nel Golfo di Castellamare (Trapani) già a Settembre. Mentre dal prossimo anno si spera che le reti possano essere pronte per tutte le spiagge d’Italia. </p>
<p>(gc)</p>
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		<title>Mar Mediterraneo sempre piu’ tropicale. Aumentano Meduse</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 09:13:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Mar Mediterraneo accoglie sempre piu’ specie tropicali, tra cui anche alcune meduse   Il Mar Mediterraneo assume sempre più le caratteristiche di un mare tropicale, a partire dalle specie che lo abitano. ‘Basti pensare per esempio che su 100 nuove specie marine introdotte negli ultimi 20 anni 98 sono tropicali. E tra queste anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12517" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/06/images_igallery_resized_ambientetest_punture_morsi_medusa-8284-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Il Mar Mediterraneo accoglie sempre piu’ specie tropicali, tra cui anche alcune meduse</p>
<p>  <span id="more-12518"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>Mar Mediterraneo</strong> assume sempre più le caratteristiche di un mare tropicale, a partire dalle specie che lo abitano. ‘Basti pensare per esempio che su 100 nuove specie marine introdotte negli ultimi 20 anni 98 sono tropicali. E tra queste anche alcune <strong>meduse</strong>’, ha riferito uno dei massimi esperti mondiali, Ferdinando Boero, docente di biologia marina all&#8217;università&#8217; del Salento e ricercatore del Cnr, lamentandosi soprattutto dell’arrivo delle meduse nelle acque italiane.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>Mar Mediterraneo</strong> è sempre più invaso dalle Meduse, animali predatori dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11479"><strong>pesci</strong></a> appena nati. Il fenomeno dell’invasione delle Meduse non è legato solo al caldo estivo ma dipende anche dalla sovra-pesca, che riduce la competizione con gli altri esseri marini. ‘Con lo sfruttamento degli stock ittici c&#8217;è sempre meno competizione, meno pesci e meno competizione per le meduse che aumentano. Dobbiamo &#8211; suggerisce l&#8217;esperto &#8211; considerarlo nei modelli di studio della pesca’. Le meduse non danno pochi problemi: oltre a mangiare le larve e le uova di altri pesci, uccidendo la biodiversità, pungono anche l’uomo. Sono sempre più i mari in cui è sconsigliato fare il bagno.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Del fatto che il <strong>Mar Mediterraneo</strong> sia sempre più pieno di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11764"><strong>meduse</strong></a> ne approfitta lo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11631"><strong>chef</strong> <strong>Gennaro Esposito</strong></a>, che ha deciso di portare a tavola e nei suoi piatti proprio le meduse. </p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Le meduse arrivano a tavola, esperimento di uno chef</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 11:34:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Troppe meduse nei nostri mari, uno chef ha pronta la soluzione al problema: basta cucinarle. L&#8217;esperimento presentato nel corso di un&#8217;iniziativa di Marevivo   Come risolvere il problema della proliferazione delle fastidiosissime meduse nelle acque del Tirreno? Cucinandole, trasformandole dunque in risorsa alimentare. La proposta-choc arriva da un celebre chef. E non è una provocazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11763" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/04/images_igallery_resized_ambientetest_medusa-7865-250-200-90-c.JPG" alt="" width="250" height="181" /></p>
<p>Troppe meduse nei nostri mari, uno chef ha pronta la soluzione al problema: basta cucinarle. L&#8217;esperimento presentato nel corso di un&#8217;iniziativa di Marevivo</p>
<p>  <span id="more-11764"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Come risolvere il problema della proliferazione delle fastidiosissime meduse nelle acque del Tirreno? Cucinandole, trasformandole dunque in risorsa alimentare. La proposta-choc arriva da un celebre chef. E non è una provocazione, visto che gli esperimenti sono stati già fatti e i risultati sarebbero più che soddisfacenti. L&#8217;idea di portare le meduse a tavola è stata annunciata nel corso di una delle tappe de <strong>&#8216;La tavola blu&#8217;, il progetto di Marevivo messo a punto per gli istituti alberghieri d&#8217;Italia</strong> per promuovere un <strong>uso sostenibile delle risorse del mare</strong>, approdato nel ponte del 25 aprile all&#8217;istituto alberghiero &#8216;Axel Munthe&#8217; di Capri. Nell&#8217;incontro sull&#8217;isola azzurra e&#8217; stata affrontata la problematica della &#8220;proliferazione delle meduse nei nostri mari, ormai dilagante anche a Capri&#8221;. Questo problema, causato prevalentemente dalla scomparsa dei predatori delle meduse, ha preso cosi&#8217; la forma di una vera e propria sfida al mondo dell&#8217;alta cucina, subito raccolta dallo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11631"><strong>chef Gennaro Esposito</strong></a> (già protagonista del progetto &#8220;Hotel Rifiuti Zero&#8221;) e dai suoi collaboratori Salvatore La Ragione e Domenico Iavarone. &#8221;Abbiamo provato a cuocere le meduse in diversi modi, con risultati eccellenti&#8221;, racconta lo chef. &#8220;Questa esperienza con Marevivo e&#8217; stata l&#8217;occasione per una riflessione sui temi della sostenibilita&#8217; e per una felice sperimentazione&#8221;, aggiunge.</p>
<p>&#8220;Nei nostri mari i predatori naturali delle meduse stanno scomparendo, mentre il cibo che determina la proliferazione delle meduse si fa piu&#8217; abbondante: ecco che queste si moltiplicano senza ostacoli&#8221;, spiega Rosalba Giugni, presidente di Marevivo. &#8220;Nel momento in cui rimangono nelle reti &#8211; aggiunge &#8211; potrebbero non essere piu&#8217; gettate in mare ma diventare una risorsa per le nostre tavole&#8221;.</p>
<p>In passato Silvano Focardi, professore di ecologia dell&#8217;Universita&#8217; di Siena e componente del comitato scientifico dell&#8217;associazione, aveva gia&#8217; effettuato ricerche per un uso alimentare delle meduse. Sul fenomeno dell&#8217;aumento delle meduse Marevivo sta collaborando alla campagna di rilevamento &#8216;Occhio alla Medusa&#8217; insieme alla Commissione internazionale per l&#8217;esplorazione scientifica del Mar Mediterraneo (Ciesm) e al Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (Conisma).</p>
<p>(g.cat.)</p>
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