<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>medicina &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/medicina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2020 14:25:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Un robot che ci toglie il sangue</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-robot-che-ci-toglie-il-sangue/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-robot-che-ci-toglie-il-sangue/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 18:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[prelievi]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[sangue]]></category>
		<category><![CDATA[vene]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=51886</guid>

					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno inventato un robot alimentato da un&#8217;intelligenza artificiale che potrebbe occuparsi di farci i prelievi – e non solo. Gli ingegneri della Rutgers University hanno annunciato di aver costruito una macchinario da tavolo che combina aspetti di robotica, intelligenza artificiale e imaging ad ultrasuoni per prelevare sangue in modo affidabile o inserire un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51887" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/new1-4.jpg" alt="prelievo sangue" width="797" height="419" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/new1-4.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/new1-4-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/new1-4-768x404.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></h3>
<h3>Gli scienziati hanno inventato un robot alimentato da un&#8217;intelligenza artificiale che potrebbe occuparsi di farci i prelievi – e non solo.</h3>
<p><span id="more-51886"></span></p>
<p>Gli ingegneri della Rutgers University <a href="https://www.eurekalert.org/pub_releases/2020-03/ru-rua030320.php" target="_blank" rel="noopener">hanno annunciato</a> di aver costruito <strong>una macchinario da tavolo che combina aspetti di robotica, intelligenza artificiale e imaging ad ultrasuoni</strong> per prelevare sangue in modo affidabile o inserire un catetere, per fornire farmaci e medicine.</p>
<p>La loro <a href="https://www.nature.com/articles/s42256-020-0148-7" target="_blank" rel="noopener">ricerca</a>, pubblicata sulla rivista Nature Machine Intelligence, conclude che il loro robot «prelevatore di sangue» potrebbe persino superare le prestazioni del personale medico umano.</p>
<p>Nonostante sia una procedura comune, circa il 20% dei prelievi di sangue può rivelarsi difficile se i pazienti hanno vene piccole, vene collassate o di difficile accesso, portando a molti problemi e anche a sofferenze inutili.</p>
<p>Ed è proprio qui che entra in gioco il robot che, grazie alle sue incredibili caratteristiche di costruzione, può <strong>identificare con precisione i vasi sanguigni</strong>, classificarli, stimarne la profondità e infine guidare gli aghi in essi con una supervisione minima.</p>
<p>Gli autori dello studio dicono che, con ulteriori test, il robot potrebbe aiutare ad <strong>automatizzare il processo di prelievo di campioni di sangue</strong> e quindi portare ad una accelerazione delle visite in ospedale per i pazienti e a un aiuto dei ricercatori negli ambiente di laboratorio</p>
<p>«Non solo il dispositivo può essere utilizzato per i pazienti, ma può anche essere modificato per prelevare sangue nei roditori, una procedura che è estremamente importante per la sperimentazione di farmaci negli animali nelle industrie farmaceutiche e biotecnologiche», hanno detto gli scienziati nel loro comunicati stampa.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-robot-che-ci-toglie-il-sangue/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovi antichi rimedi per l&#8217;artrite reumatoide</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/nuovi-antichi-rimedi-per-l-artrite-reumatoide/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/nuovi-antichi-rimedi-per-l-artrite-reumatoide/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 07:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[artrite]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[medicina cinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37442</guid>

					<description><![CDATA[Uno studio rileva che la medicina tradizionale cinese potrebbe trattare l&#8217;artrite reumatoide meglio dei farmaci occidentali Il decotto GuiZhi-ShaoYao-ZhiMu (GSZD) fa parte della medicina tradizionale cinese: si tratta di un mix di erbe usato per trattare l&#8217;artrite reumatoide. Le ricerche scientifiche passate hanno confermato i suoi benefici, ma alcuni autori hanno deciso di condurre una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37441" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/12/images_traditional-chinese-3666268.jpg" alt="" width="797" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_traditional-chinese-3666268.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_traditional-chinese-3666268-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_traditional-chinese-3666268-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Uno studio rileva che la medicina tradizionale cinese potrebbe trattare l&#8217;artrite reumatoide meglio dei farmaci occidentali</p>
<p>  <span id="more-37442"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il decotto GuiZhi-ShaoYao-ZhiMu (GSZD) fa parte della medicina tradizionale cinese: si tratta di un mix di erbe usato per trattare l&#8217;artrite reumatoide. Le ricerche scientifiche passate hanno confermato i suoi benefici, ma alcuni autori hanno deciso di condurre una meta-analisi e una revisione scientifica, <a href="https://www.liebertpub.com/doi/10.1089/acm.2017.0098" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per capire di che miglioramenti sia capace</a>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicine.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno condotto una ricerca sui database disponibili in inglese, cinese e coreano. Hanno usato i termini &#8220;GSZD&#8221;, &#8220;Cassia Twig&#8221;, &#8220;Guizhi&#8221;, &#8220;Paeonia lactiflora&#8221;, &#8220;Shaoyao&#8221;, &#8220;Anemarrhena Rhizome&#8221;, &#8220;Zhimu&#8221;, &#8220;artrite reumatoide&#8221;, &#8220;randomizzato&#8221;, &#8220;processo controllato&#8221;, e &#8220;Sperimentazione clinica&#8221;. Nello studio sono stati inclusi solo studi clinici randomizzati che coinvolgono GSZD.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati inclusi nella revisione 13 studi differenti. I ricercatori hanno notato che gli studi hanno utilizzato diverse formulazioni a base di erbe, sebbene fossero presenti gli ingredienti di base di GSZD &#8211; Guizhi, Shaoyao e Zhimu.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli studi clinici randomizzati hanno coinvolto un gruppo di controllo e un gruppo sperimentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto ad un placebo, il GSZD è risultato essere da tre a sei volte più efficace dei farmaci occidentali per alcuni sintomi dell&#8217;artrite reumatoide. Solo due studi hanno riportato effetti avversi da GSZD, mentre alcuni hanno riportato gravi esiti avversi da parte di persone nei gruppi di controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno concluso che il GSZD può essere efficace almeno quanto i farmaci occidentali nel trattamento dell&#8217;artrite reumatoide. Verranno condotti presto nuovi studi per certificare definitivamente l&#8217;efficacia dell&#8217;antico prezioso rimedio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=36468" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo un&#8217;altra ricerca perfino il bicarbonato potrebbe avere effetti insperati su questa difficile patologia</a>.&nbsp;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=36468"><br /></a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/nuovi-antichi-rimedi-per-l-artrite-reumatoide/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La medicina dei nativi americani e le loro piante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-medicina-dei-nativi-americani-e-le-loro-piante/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-medicina-dei-nativi-americani-e-le-loro-piante/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 07:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[medicine]]></category>
		<category><![CDATA[nativi]]></category>
		<category><![CDATA[nativi americani]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=36661</guid>

					<description><![CDATA[I rimedi usati dagli indiani d&#8217;America compiono 40.000 anni Si crede che l&#8217;arte della guarigione presso i nativi americani abbia 40.000 anni: non essendo stato sviluppato un linguaggio scritto, non esiste una forma di documentazione, ma un articolo da poco pubblicato su Health and Healing rivela che, oltre ad essere antica, era qualcosa di ampiamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36660" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_piantenativiamericani.jpg" alt="" width="800" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_piantenativiamericani.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_piantenativiamericani-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_piantenativiamericani-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">I rimedi usati dagli indiani d&#8217;America compiono 40.000 anni</p>
<p>  <span id="more-36661"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si crede che l&#8217;arte della guarigione presso i nativi americani abbia 40.000 anni: non essendo stato sviluppato un linguaggio scritto, non esiste una forma di documentazione, ma un articolo da poco pubblicato su Health and Healing rivela che, oltre ad essere antica, era qualcosa di ampiamente diffusa fino all&#8217;arrivo degli europei.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.healthandhealingny.org/tradition_healing/native-history.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La medicina dei nativi americani è fondata su una solida filosofia</a>, secondo cui l&#8217;uomo è parte della natura e la salute riguarda il raggiungimento dell&#8217;equilibrio all&#8217;interno di un sistema fatto di quattro direzioni che corrispondono ai quattro elementi. Conosciamo allora alcune delle piante che venivano utilizzate.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Achillea</strong> – Un impasto a base di Achillea è stato a lungo utilizzato dai nativi come trattamento per le ferite, per arginare l&#8217;eccesso di sangue. Allo stesso modo, un decotto a base di succo di achillea fresco e acqua è noto per alleviare disturbi gastrici e intestinali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rosa selvatica</strong> &#8211; La pianta è comunemente usata per combattere il freddo e pulire la vescica e i reni. I frutti contengono anche alti livelli di vitamina C.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lavanda</strong> &#8211; La lavanda è tradizionalmente usata per calmare la mente e alleviare lo stress. Un articolo di Prepper Bio rileva che la lavanda è un rimedio perfetto per l&#8217;insonnia, l&#8217;ansia e la depressione, oltre che per il mal di testa e la stanchezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I fiori del colibrì</strong> &#8211; I nativi americani, in particolare i Cherokee, usano fiori di questa pianta per curare condizioni più gravi, come le cisti, i tumori dei fibroidi e l&#8217;infiammazione, nonché problemi alla bocca e alla gola. Allo stesso modo, la pianta aiuta a curare l&#8217;infiammazione delle tonsille, i linfonodi ingrossati e le milze ingrossate, nonché le emorroidi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Honeysuckle</strong> (Lonicera Caprifolium) &#8211; Viene usato come trattamento per vari disturbi respiratori, come l&#8217;asma, le infezioni del tratto respiratorio superiore e la polmonite. E&#8217; uno dei fiori di Bach.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rosa canina</strong> – Utile per gli spasmi allo stomaco e la gastrite, è un ottimo rimedio per ulcere e altre malattie intestinali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>More</strong> &#8211; Le bacche sono apprezzate per le loro forti proprietà anti-infiammatorie. Alleviano il gonfiore e migliorano la mobilità articolare in tutto il corpo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Menta</strong> – E&#8217; famosa per l&#8217;alto contenuto di antiossidanti. E&#8217; un rimedio ampiamente utilizzato per diverse malattie digestive. Gli oli essenziali ottenuti dalla menta possono essere utilizzati come trattamento per varie malattie della pelle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fico d&#8217;India</strong> &#8211; E&#8217; stata a lungo apprezzato per la sua efficacia nel trattamento delle infezioni del tratto urinario e per rafforzare il sistema immunitario. La pianta si usa anche per abbassare il colesterolo e ridurre le probabilità di sviluppare diabete e malattie cardiache legate all&#8217;alimentazione. Inoltre, i nativi lo usavano per curare ferite, ustioni e bolle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Verbasco</strong> – Utile per asma e congestioni. I nativi americani bruciavano radici e foglie, e inalavano il fumo, per calmare le vie respiratorie.<br />Liquirizia – Utile per alleviare problemi di stomaco, bronchite, intossicazione alimentare e stanchezza cronica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zenzero selvatico</strong> &#8211; Il popolo Cherokee è noto per bere tè allo zenzero selvatico per affrontare le condizioni digestive e curarare gas intestinale, mal di stomaco e coliche. D&#8217;altra parte, la gente del <br />Meskwaki usava i gambi schiacciati della pianta per alleviare il mal d&#8217;orecchi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sumac</strong> &#8211; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sumac" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sumac</a>&nbsp;è un trattamento comunemente usato per i disturbi dell&#8217;occhio, mal di gola, diarrea e allergie cutanee.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salvia</strong> &#8211; Ottima per alleviare crampi addominali, spasmi e trattare lividi, raffreddori e influenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cattail</strong> – I Cherokee spesso mangiavano cattails per accelerare il processo di guarigione del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono alcuni dei rimedi dei nativi americani, ma sapete quali sono, invece, i rimedi dei nostri antenati? <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33482" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui un articolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-medicina-dei-nativi-americani-e-le-loro-piante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>21</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;app per guardare dentro il nostro corpo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-app-per-guardare-dentro-il-nostro-corpo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-app-per-guardare-dentro-il-nostro-corpo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 13:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35094</guid>

					<description><![CDATA[Curiscope è una nuova applicazione che grazie all&#8217;aiuto di una particolare maglietta permette di guardare all&#8217;interno della propria cavità toracica Pensiamo di sapere abbastanza del nostro corpo? Ci rendiamo davvero conto di ciò che non possiamo vedere dall&#8217;esterno? Quanto conta per noi la nostra anatomia? La maggior parte delle persone si sente fiduciosa su se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35093" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_curiscope-virtuali-tee-0009-970x546-c.jpg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_curiscope-virtuali-tee-0009-970x546-c.jpg 970w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_curiscope-virtuali-tee-0009-970x546-c-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_curiscope-virtuali-tee-0009-970x546-c-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Curiscope è una nuova applicazione che grazie all&#8217;aiuto di una particolare maglietta permette di guardare all&#8217;interno della propria cavità toracica</p>
<p>  <span id="more-35094"></span>  </p>
<p>Pensiamo di sapere abbastanza del nostro corpo? Ci rendiamo davvero conto di ciò che non possiamo vedere dall&#8217;esterno? Quanto conta per noi la nostra anatomia? La maggior parte delle persone si sente fiduciosa su se stessa, nonostante non abbia mai dato un&#8217;occhiata dentro di sé – letteralmente parlando.&nbsp;</p>
<p>Ed Barton e la sua start-up inglese <a href="https://www.curiscope.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Curiscope</a>&nbsp;sperano che le persone possano iniziare a darla questa occhiata, grazie a una combinazione di realtà virtuale (VR) e di realtà aumentata (AR).</p>
<p>Quello che succede con Curiscope è che, utilizzando un&#8217;applicazione di anatomia (VR) e delle Virtuali-Tee – ovvero delle magliette speciali – create della società, sarà possibile guardare all&#8217;interno della propria cavità toracica. Grazie al tracciamento posizionale, si avrà una compenetrazione tra elementi fisici e digitali, ottenendo un&#8217;esperienza più legata alla realtà: AR diventerà la nostra interfaccia mediante le Virtuali-Tee e VR sarà usata per il trasporto di noi stessi da qualche altra parte.</p>
<p>Questa tecnologia, in pratica, utilizza un codice <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR" target="_blank" rel="noopener noreferrer">QR</a>&nbsp;molto stilizzato, stampato sulla parte anteriore della t-shirt: quando si eseguirà la scansione del codice con l&#8217;applicazione corrispondente, sarà possibile esplorare in tutta la cavità toracica, inclusi il cuore e i polmoni. Questa t-shirt, insomma, potrebbe essere uno strumento davvero incredibile per i curiosi: potrebbe essere utilizzata per scopi educativi, consentendo all&#8217;anatomia e alla biologia di essere un&#8217;esperienza divertente che gli studenti possono davvero analizzare con coinvolgimento; ma anche al di fuori di un contesto educativo formale, questo dispositivo potrebbe consentire una migliore connessione tra noi e la nostra biologia. Le Virtuali-Tee potrebbero aiutare le persone a comprendere meglio le proprie attività interne e come le cose che facciamo ogni giorno – da quello che mangiamo a come ci muoviamo – influenzano la nostra salute.</p>
<p>Barton e il co-fondatore di Curiscope Ben Kidd hanno finora raccolto quasi 1 milione di dollari in finanziamenti da <a href="https://localglobe.vc/" target="_parent" rel="noopener noreferrer">LocalGlobe</a>&nbsp;e hanno già venduto quasi 3.000 Virtuali-Tee.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-app-per-guardare-dentro-il-nostro-corpo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>18</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calo vaccini, i medici: “rischiamo un caso polio o difterite&#8221;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/calo-vaccini-i-medici-rischiamo-un-caso-polio-o-difterite/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/calo-vaccini-i-medici-rischiamo-un-caso-polio-o-difterite/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 11:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33524</guid>

					<description><![CDATA[Sui vaccini c’è “un sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede” Il Ministero della salute ha diffuso i dati sulla recrudescenza del morbillo in Italia (+230%) e il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici è intervenuto per commentare i nuovi dati: “Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33523" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini.jpg" alt="" width="800" height="535" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_vaccini-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sui vaccini c’è “un sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede”</p>
<p>  <span id="more-33524"></span>  </p>
<p>Il Ministero della salute ha diffuso i dati sulla recrudescenza del morbillo in Italia (+230%) e il Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici è intervenuto per commentare i nuovi dati: “Come medici, prima ancora che come Ordine, siamo seriamente preoccupati: ci aspettiamo un caso di poliomielite o difterite da un momento all&#8217;altro”.</p>
<p>&#8220;Impossibile &#8211; osserva la Fnomceo &#8211; non correlare questo aumento abnorme con il calo delle coperture vaccinali, in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano contro le evidenze scientifiche consolidate di vaccinare i loro figli, mettendo a rischio non solo quei bambini, ma i loro compagni di asilo, scuola, giochi, parenti e tutta la popolazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Anche noi medici dobbiamo farci un serio esame di coscienza: ogni volta che senza una valida controindicazione sconsigliamo la vaccinazione, anche solo non dando noi per primi l&#8217;esempio, e ancor più quando sistematicamente svalutiamo questa pratica giocando sulle paure e sulle emozioni che sono naturali per qualsiasi genitore &#8211; prosegue la Federazione &#8211; commettiamo infrazione deontologica. E non perché lo abbiamo affermato noi come Fnomceo, con il documento approvato a luglio dal Consiglio nazionale, ma perché andiamo contro le evidenze scientifiche, abiuriamo alla nostra professione e alla nostra coscienza, mettendo a rischio migliaia di vite&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci rivolgiamo quindi a tutti i genitori, a tutti i cittadini: è con loro che vogliamo e dobbiamo ricostruire un&#8217;alleanza a tutela della salute di tutti. Noi siamo a disposizione &#8211; concludono i medici &#8211; singolarmente per un consiglio, prima ancora che per la prestazione sanitaria, e come istituzione per gestire correttamente il sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte, illusorie o in malafede&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/calo-vaccini-i-medici-rischiamo-un-caso-polio-o-difterite/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come si curava l’uomo di Neanderthal?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/come-si-curava-l-uomo-di-neanderthal/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/come-si-curava-l-uomo-di-neanderthal/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 09:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[antidolorifici]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Neanderthal]]></category>
		<category><![CDATA[Neandhertal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33482</guid>

					<description><![CDATA[Scopriamo gli antenati di antibiotici e antidolorifici I nostri antenati si curavano? La risposta è affermativa: anche loro avevano delle medicine, i loro “antibiotici” e le loro “aspirine”. Sicuramente conoscevano bene le proprietà di alcune piante e ne facevano uso, infatti alcune tracce sono rimaste imprigionate nella placca dei loro denti. Ciò ci ha aiutato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33481" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_19_neanderthal.jpg" alt="" width="500" height="295" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_19_neanderthal.jpg 500w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_19_neanderthal-300x177.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65949" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/neanderthals-96507_1280.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/neanderthals-96507_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/neanderthals-96507_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/neanderthals-96507_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/neanderthals-96507_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>Scopriamo gli antenati di antibiotici e antidolorifici</h3>
<p><span id="more-33482"></span></p>
<p>I nostri antenati si curavano? La risposta è affermativa: anche loro avevano delle medicine, i loro “antibiotici” e le loro “aspirine”. Sicuramente conoscevano bene le proprietà di alcune piante e ne facevano uso, infatti alcune tracce sono rimaste imprigionate nella placca dei loro denti. Ciò ci ha aiutato a ricostruire la loro dieta e le loro abitudini riguardo all’uso di medicine.</p>
<p>Lo spiega uno <a href="http://sydney.edu.au/news/84.html?newsstoryid=9650" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio coordinato dall&#8217;università australiana di Adelaide</a> e <a href="http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature21674.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicato su Nature</a>.</p>
<p>Analizzando i resti di alcuni Neanderthal ritrovati nel sito spagnolo di El Sidròn è stato possibile capire anche le malattie di cui avevano sofferto. Alcuni esempi: grazie alle tracce di alcuni microorganismi è stato possibile scoprire una grave infezione allo stomaco. Una lesione nella mascella era segno di un forte ascesso. Altre sostanze ritrovate hanno dimostrato che i Neandethal aveva usato come antidolorifico il pioppo e muffa di Penicillum come antibiotico.</p>
<p>Come riporta l’Ansa, uno studio precedente, condotto a El Sidròn, aveva già mostrato chiaramente che gli uomini di Neanderthal conoscevano le proprietà curative e nutrizionali di alcune piante, in quanto erano state ritrovate tracce molecolari di camomilla e achillea, molto probabilmente assunte per digerire pasti pesanti.</p>
<p>Ci sono anche degli<a href="https://www.ecoseven.net//?p=27822" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> antibiotici naturali</a>, che ovviamente non possono sostituire i medicinali, ma che vanno tenuti in considerazione per le loro proprietà.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/come-si-curava-l-uomo-di-neanderthal/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E se l&#8217;invecchiamento fosse una malattia?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/e-se-l-invecchiamento-fosse-una-malattia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/e-se-l-invecchiamento-fosse-una-malattia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 10:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Età. invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33089</guid>

					<description><![CDATA[Sempre più scienziati spingono affinché si affronti l&#8217;invecchiamento come una patologia, pensando di curarlo per prolungare la vita Negli ultimi anni, ha guadagnato molto spazio e molti proseliti la teoria che la vecchiaia sia una malattia: l&#8217;invecchiamento, quindi, non sarebbe nient&#8217;altro che il danno che il corpo ha subito nel corso della vita. Secondo questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33088" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook.jpg" alt="" width="2000" height="1000" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook-1024x512.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook-768x384.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook-1536x768.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook-1200x600.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_o-HOURGLASS-facebook-1980x990.jpg 1980w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Sempre più scienziati spingono affinché si affronti l&#8217;invecchiamento come una patologia, pensando di curarlo per prolungare la vita</p>
<p>  <span id="more-33089"></span>  </p>
<p>Negli ultimi anni, ha guadagnato molto spazio e molti proseliti la teoria che la vecchiaia sia una malattia: l&#8217;invecchiamento, quindi, non sarebbe nient&#8217;altro che il danno che il corpo ha subito nel corso della vita. Secondo questa teoria, quindi, gli effetti naturali di usura e lacerazione possono essere fermati, fino all&#8217;annullamento.&nbsp;</p>
<p>Potrebbe sembrare assurdo, ma è esattamente il risultato a cui è giunta la ricerca del biologo inglese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aubrey_de_Grey" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aubrey de Grey</a>&nbsp;che sostiene fortemente che, proprio come le malattie, anche i sintomi dell&#8217;invecchiamento possono essere combattuti al fine di trovargli una soluzione. Lo scienziato dice che l&#8217;invecchiamento è il risultato dell&#8217;accumulo della «spazzatura» che le nostre cellule non sono riuscite ad eliminare.</p>
<p>Per questo, De Grey e il suo team hanno deciso di esaminare la fase che segue la morte, ovvero la decomposizione, per cercare una soluzione in grado di tutelare la vita e la gioventù. Nella decomposizione dei cadaveri, infatti, è possibile vedere batteri che possono abbattere tutto ciò che si trova nel corpo umano, compreso quello che nemmeno i nostri corpi possono abbattere da soli mentre siamo vivi.</p>
<p>E ha funzionato: nel 2012, sono stati identificati due tipi di batteri che rilasciano enzimi in grado di abbattere efficacemente e completamente il 7-Ketocholesterol (7KC), una sostanza responsabile delle malattie cardiovascolari. Modificando i geni di questi batteri in modo da farli lavorare all&#8217;interno delle cellule umane, gli scienziati hanno visto come le cellule sono stati protette con successo dalla sostanza tossica.</p>
<p>Il cambio di prospettiva sull&#8217;invecchiamento sta permettendo di approcciarsi diversamente alla malattie tipiche dell&#8217;età avanzata e molti altri scienziati stanno cominciando a condividere questo punto di vista. Ovviamente c&#8217;è ancora molto scetticismo in materia e non tutto quello in cui De Grey crede viene condiviso – alcune sue dichiarazioni vengono considerate stravaganti – ma la patologizzazione dell&#8217;invecchiamento ha sempre più sostenitori.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/e-se-l-invecchiamento-fosse-una-malattia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>21</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In mancanza di antibiotici, morirebbero 300 milioni di persone entro il 2050</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/in-mancanza-di-antibiotici-morirebbero-300-milioni-di-persone-entro-il-2050/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/in-mancanza-di-antibiotici-morirebbero-300-milioni-di-persone-entro-il-2050/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2016 09:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33081</guid>

					<description><![CDATA[Un team di ricercatori australiani ha proposto un nuovo metodo per il monitoraggio della resistenza agli antibiotici, concentrandosi sui geni di resistenza che danno ai patogeni la loro spinta mortale Il problema della resistenza agli antibiotici è stato lentamente ma costantemente tenuto sott&#8217;occhio: i leader mondiali ne hanno parlato all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33080" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_antibiotici.jpg" alt="" width="640" height="426" /></p>
<p>Un team di ricercatori australiani ha proposto un nuovo metodo per il monitoraggio della resistenza agli antibiotici, concentrandosi sui geni di resistenza che danno ai patogeni la loro spinta mortale</p>
<p>  <span id="more-33081"></span>  </p>
<p>Il problema della resistenza agli antibiotici è stato lentamente ma costantemente tenuto sott&#8217;occhio: i leader mondiali ne hanno parlato all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, e l&#8217; ONU ha dichiarato una «crisi». In questo momento, le risorse e i metodi attualmente utilizzati per combatterlo si stanno dimostrando inadeguati.&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, è stato appena rivelata una proposta interessante: un protocollo di monitoraggio che può offrire una speranza per combattere questa crescente minaccia di resistenza alle cure.<br />Gli scienziati della University of Technology Sydney (<a href="http://www.uts.edu.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UTS</a>) e de <a href="http://www.latrobe.edu.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Trobe University</a>&nbsp;hanno proposto un approccio totalmente differente alla definizione e alla tracciatura dei patogeni resistenti agli antibiotici. Invece di contare il numero di agenti patogeni che l&#8217;hanno sviluppato – come attualmente facciamo – questi scienziati propongono di iniziare un monitoraggio dei geni di resistenza prima che raggiungano la fase di agenti patogeni.</p>
<p>Un&#8217;idea che, anche se non suona così difficile, in realtà è abbastanza complicata poiché i microbi sono in grado di muoversi secondo quello si chiama trasferimento genico orizzontale – che gli permette di trasferire i loro geni tra le diverse specie di microbi, compresi quelli che non ci interessano –, monitorarli vorrebbe dire non solo contare il numero di infezioni da patogeni resistenti, ma anche testare le nostre acque reflue, gli ospedali e l&#8217;ambiente in generale per capire che tipo di geni resistenti ospitano.</p>
<p>Farlo, però, ci permetterebbe una migliore comprensione di quali resistenze prosperano in particolari zone, dando ai medici un sacco di informazioni preziose sui nostri nemici: sapendo quali maggiori resistenze sono presenti nella loro zona, sapranno anche quali antibiotici prescrivere e quali «lasciare a riposo» per un po&#8217; di tempo. Così si eviterebbero trattamenti non efficaci o troppo forti e, limitando l&#8217;esposizione ai microbi, si darebbero meno possibilità alle persone di sviluppare le resistenze più potenti.</p>
<p>Se non si interviene, questa problematica potrebbe causare 300 milioni di morti entro il 2050. Dobbiamo iniziare a prendere davvero sul serio questa minaccia.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/in-mancanza-di-antibiotici-morirebbero-300-milioni-di-persone-entro-il-2050/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stanno arrivando gli occhi bionici: ci renderanno dei sovrumani?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/stanno-arrivando-gli-occhi-bionici-ci-renderanno-dei-sovrumani/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/stanno-arrivando-gli-occhi-bionici-ci-renderanno-dei-sovrumani/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 11:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cyborg]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[occhio bionico]]></category>
		<category><![CDATA[oculistica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=32961</guid>

					<description><![CDATA[Ormai in fase di sviluppo, gli occhi bionici potrebbero alleviare i problemi di centinaia di migliaia di persone che soffrono di patologie legate alla vista Secondo quanto dicono le stime della World Health Organisation, 285 milioni di persone in tutto il mondo hanno una disabilità visiva: un numero incredibile che spinge gli scienziati a lavorare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32960" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_occhio-bionico-20386.jpg" alt="" width="560" height="332" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_occhio-bionico-20386.jpg 560w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_occhio-bionico-20386-300x178.jpg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></p>
<p>Ormai in fase di sviluppo, gli occhi bionici potrebbero alleviare i problemi di centinaia di migliaia di persone che soffrono di patologie legate alla vista</p>
<p>  <span id="more-32961"></span>  </p>
<p>Secondo quanto dicono le stime della <a href="http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs282/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Health Organisation</a>, 285 milioni di persone in tutto il mondo hanno una disabilità visiva: un numero incredibile che spinge gli scienziati a lavorare a trattamenti e innovazioni tecnologiche che sono ormai da tempo in fase di sviluppo. Tra tutte le possibilità, però, ne spicca una: la panacea per restituire la vista ai ciechi è l&#8217;occhio bionico – ed è subito fantascienza.</p>
<p>Un occhio bionico – o sistema di protesi retinica – opera per colmare il divario che c&#8217;è tra la luce che entra nell&#8217;occhio e il nervo ottico (che è l&#8217;organo che comunica le immagini al cervello in modo che possiamo discernere ciò che vediamo).</p>
<p>Finora, l&#8217; unico dispositivo che la <a href="http://www.fda.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Food &amp; Drug Administration</a>&nbsp;ha approvato è l&#8217;Argus II, della società <a href="http://secondsight.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Second Sight</a>, che funziona utilizzando una fotocamera integrata ad un paio di occhiali, e un impianto sulla superficie dell&#8217;occhio che attinge al nervo ottico – attualmente, gli utilizzatori di Argus II sono in grado di percepire solo ombre e contorni delle figure.</p>
<p>Un altro centro di sviluppo è a Melbourne, dove gli occhi bionici con elettrodi di diamante permettono di percepire le espressioni facciali e di leggere scritte molto grandi – gli scienziati che lavorano a questa tecnologia si stanno organizzando per la sperimentazione clinica.</p>
<p>Anche se queste tecnologie per ora non sono in grado di restituire la vista a un livello perfetto e sono ben lungi dal creare occhi bionici ideali, è chiaro che il loro sviluppo ci porterà lì e, a quel punto, cosa succederà? Diventeremo una specie di cyborg?</p>
<p>Al di là del fatto che permetteranno la guarigione dalla cecità, gli occhi bionici ci faranno diventare sovrumani? Potremo vedere il calore, identificare i tipi di gas a vista, sincronizzare i nostri occhi alla rete e guardare attraverso i muri?</p>
<p>Possono passare diversi decenni prima che queste domande diventino reali, ma gli scienziati se le stanno facendo e anche noi.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/stanno-arrivando-gli-occhi-bionici-ci-renderanno-dei-sovrumani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>22</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo sport funziona come un farmaco, ma i medici non lo prescrivono</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/lo-sport-funziona-come-un-farmaco-ma-i-medici-non-lo-prescrivono/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/lo-sport-funziona-come-un-farmaco-ma-i-medici-non-lo-prescrivono/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 09:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=32939</guid>

					<description><![CDATA[In termini di riduzione della mortalità, il movimento offre benefici simili a quelli ottenuti con i farmaci Lo sport fa bene alla salute, tutti dovremmo muoverci, ormai nessuno mette in dubbio questa tesi. Quindi, in un certo senso, lo sport è quasi un “farmaco”, anche se difficilmente i medici lo prescrivono. Spesso perché non sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32938" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_sport-anziani-730x365.jpg" alt="" width="730" height="365" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_sport-anziani-730x365.jpg 730w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_sport-anziani-730x365-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></p>
<p>In termini di riduzione della mortalità, il movimento offre benefici simili a quelli ottenuti con i farmaci</p>
<p>  <span id="more-32939"></span>  </p>
<p>Lo sport fa bene alla salute, tutti dovremmo muoverci, ormai nessuno mette in dubbio questa tesi. Quindi, in un certo senso, lo sport è quasi un “farmaco”, anche se difficilmente i medici lo prescrivono. Spesso perché non sono informati, a livello scientifico, dei benefici che l’attività fisica apporta al nostro corpo.</p>
<p>Secondo la <a href="http://www.gimbe.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fondazione Gimbe</a>, l’esercizio fisico è un intervento sanitario che funziona nel trattamento di numerose patologie croniche.</p>
<p>Lo sport mantiene giovani di circa dieci anni.<a href="http://benessere.ecoseven.net/benessere/news-benessere/sport-il-movimento-mantiene-giovani" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Tre ore e mezza la settimana di attività fisica esorcizzano il pericolo invecchiamento</a></p>
<p>In termini di riduzione della mortalità, il movimento &#8211; ricorda la Fondazione &#8211; offre benefici simili a quelli ottenuti con i farmaci nella prevenzione secondaria di patologie coronariche, nella riabilitazione post-ictus, nello scompenso cardiaco e nella prevenzione del diabete. Anche per disturbi meno gravi, come il mal di schiena e l&#8217;artrosi, i benefici dell&#8217;esercizio fisico sui sintomi e sulla qualità di vita sono evidenti. Ma a dispetto di robuste evidenze scientifiche, nelle malattie croniche l&#8217;esercizio fisico rimane ampiamente sottoutilizzato rispetto a interventi farmacologici o chirurgici. &#8220;Il Position Statement Gimbe &#8211; afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione &#8211; ha 3 obiettivi fondamentali: sintetizzare le prove di efficacia dell&#8217;esercizio fisico su esiti di salute clinicamente rilevanti per 7 patologie croniche, riportare accuratamente effetti avversi e controindicazioni e fornire per ciascuna condizione una guida pratica per realizzare esercizi efficaci&#8221;.</p>
<p>Artrosi dell&#8217;anca e del ginocchio, lombalgia cronica aspecifica, prevenzione delle cadute, broncopneumopatia cronica ostruttiva Bpco, sindrome da fatica cronica, diabete di tipo 2, malattia coronarica e scompenso cardiaco sono le patologie prese in esame per il loro elevato carico di disabilità e per la disponibilità di prove di efficacia dell&#8217;esercizio fisico</p>
<p>&#8220;Le evidenze scientifiche &#8211; continua Cartabellotta &#8211; documentano in maniera incontrovertibile che l&#8217;esercizio fisico è efficace in numerose patologie croniche. Tuttavia resta un intervento sanitario ampiamente sottoutilizzato per varie ragioni: limitata conoscenza delle prove di efficacia da parte di medici di famiglia e specialisti, loro mancata sensibilizzazione alla &#8216;prescrizione&#8217; dell&#8217;esercizio fisico, carenza di percorsi multiprofessionali integrati, mancato inserimento nei livelli essenziali di assistenza di numerosi interventi efficaci basati sull&#8217;esercizio, scarsa attitudine all&#8217;attività fisica dei pazienti, in particolare se sofferenti&#8221;.</p>
<p>Gimbe ribadisce che l&#8217;esercizio deve essere personalizzato secondo aspettative e preferenze del singolo paziente, ma se gli interventi basati sull&#8217;esercizio vengono proposti con modalità troppo diverse rispetto agli studi clinici (per esempio intensità inferiore, durata inferiore o con differenti componenti), la loro efficacia può essere compromessa rispetto a quanto documentato in letteratura. Per questo &#8211; indica la Fondazione &#8211; i medici di famiglia dovrebbero conoscerne le caratteristiche principali, accedere a descrizioni dettagliate e a risorse necessarie alla prescrizione, al fine di discuterne con i pazienti e indirizzarli al professionista appropriato. Indispensabile infine affrontare adeguatamente pregiudizi, paure e motivazioni dei pazienti, in particolare quelli meno predisposti a praticare l&#8217;esercizio fisico.</p>
<p>&#8220;Le sfide per garantire l&#8217;aderenza a programmi di esercizio fisico &#8211; conclude Cartabellotta &#8211; sono simili, ma molto più ardue di quelle per mantenere la compliance farmacologica. Tuttavia l&#8217;entità dei potenziali risultati per i pazienti, oltre che per il servizio sanitario, rendono tali sfide degne di essere affrontate. Peccato che nelle 149 pagine del Piano nazionale delle cronicità, già approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 15 settembre 2016, il termine &#8216;esercizio fisico&#8217; faccia solo una timida comparsa nel capitolo dedicato allo scompenso cardiaco&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/lo-sport-funziona-come-un-farmaco-ma-i-medici-non-lo-prescrivono/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
