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	<title>materia &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Dov&#8217;è tutta quella materia che manca dall&#8217;universo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 14:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[materia]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno localizzato ben metà di tutto quella materia che non si sapeva dove si nascondesse nella nostra galassia Prima questa materia non poteva essere osservata, ma si sapeva della sua esistenza. Ora finalmente è stata trovata. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto la posizione della materia mancante dell&#8217;universo, anzi della metà di questa materia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-35101" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo.jpg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo-768x432.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo-1536x864.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Materia_mancante_universo-1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno localizzato ben metà di tutto quella materia che non si sapeva dove si nascondesse nella nostra galassia</p>
<p>  <span id="more-35102"></span>  </p>
<p>Prima questa materia non poteva essere osservata, ma si sapeva della sua esistenza. Ora finalmente è stata trovata. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto la posizione della materia mancante dell&#8217;universo, anzi della metà di questa materia ordinaria.</p>
<p>Due squadre indipendenti di astronomi, una dell&#8217;Institut d&#8217;Astrophysique Spatiale (<a href="https://www.ias.u-psud.fr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IAS</a>) di Orsay, in Francia, e l&#8217;altra della <a href="https://www.ed.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Edinburgh</a>&nbsp;hanno recentemente pubblicato <a href="https://arxiv.org/abs/1709.05024" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studi</a>&nbsp;che mostrano come si sia scoperto il nascondiglio di questa materia mancante. I due team sono parallelamente arrivati alla stessa conclusione: la materia ordinaria dell&#8217;universo precedentemente smarrita si trova nei filamenti di gas caldo e disperso che collegano le galassie.</p>
<p>Il lavoro delle squadre si è concentrato sulla materia che, contrariamente alla misteriosa materia oscura, sappiamo essere composta da protoni, neutroni e elettroni e costituire gran parte dell&#8217;universo noto. Fino a quando questi studi non sono stati rivelati, sapevamo (circa) quanta materia ordinaria esistesse nell&#8217;universo, ma non sapevamo dove fosse. Ora che è stato appurato, gli scienziati possono sentirsi più sicuri nel loro lavoro.</p>
<p>Avendo una natura tenue questi gas erano impossibili da individuare utilizzando telescopi a raggi X e, per aggirare questo problema, entrambe le squadre hanno fatto uso dell&#8217;effetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Sunyaev-Zel%27dovich" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sunyaev-Zel&#8217;dovich</a>&nbsp;– che si verifica quando la luce residua dal Big Bang passa attraverso il gas caldo, lasciando dietro di sé una traccia del gas che può essere catturata (una mappa di questo effetto all&#8217;interno dell&#8217;universo osservabile è stata prodotta dal satellite Planck nel 2015).</p>
<p>Questa scoperta è una conferma, insomma: gli scienziati sospettavano questa risposta da decenni, ma solo ora hanno una risposta definitiva.</p>
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		<title>Scienze: la particella bifronte diventa reale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/scienze-la-particella-bifronte-diventa-reale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 12:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antimateria]]></category>
		<category><![CDATA[bifronte]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[fermione Majorana]]></category>
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		<category><![CDATA[specchio]]></category>
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					<description><![CDATA[La particella bifronte, che si comporta sia come materia sia come antimateria, e&#8217; stata recentemente catturata da un team di scienziati dell&#8217;Universita&#8217; Americana di Princeton La particella bifronte (detta anche fermione di Majorana) è stata finalmente catturata da un team di scienziati dell&#8217;Università Americana di Princeton. Si tratta di una delle particelle più stravaganti mai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-21081" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_particella.bifronte-12765-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La particella bifronte, che si comporta sia come materia sia come antimateria, e&#8217; stata recentemente catturata da un team di scienziati dell&#8217;Universita&#8217; Americana di Princeton</p>
<p>  <span id="more-21082"></span>  </p>
<p>La particella bifronte (detta anche fermione di Majorana) è stata finalmente catturata da un team di scienziati dell&#8217;Università Americana di Princeton. Si tratta di una delle particelle più stravaganti mai studiate finora perché si comporta sia come materia sia come antimateria. </p>
<p>La particella<a href="https://www.ecoseven.net//?p=7951" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a> bifronte è detto fermione di Majorana proprio in seguito alla previsione della sua esistenza da parte del fisico Ettore Majorana nel 1937.</p>
<p>Le applicazioni future che possono dipendere da questa ‘cattura’ sono molteplici,  tra cui la realizzazione di computer quantistici, superveloci e superpotenti. La particella bifronte, potrebbe infatti essere un ottimo candidato per trasportare l&#8217;informazione dei computer quantistici. </p>
<p>La caccia al fermione di Majorana risale agli albori della fisica quantistica, quando i fisici si resero conto che le loro equazioni implicavano l&#8217;esistenza di una materia &#8216;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=7951" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>specchio</strong></a>&#8216; rispetto a quella che conosciamo direttamente. </p>
<p>Per catturare la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11054" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>particella</strong></a> bifronte, i fisici si sono serviti in questo caso delle nanotecnologie: delle catene di atomi di ferro, fatte depositare su un superconduttore come il piombo, attraverso cui è stato possibile ottenere l&#8217;immagine ‘brillante’ del fermione di Majorana.</p>
<p>(ml)</p>
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