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	<title>Mario Draghi &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Draghi, lotta al virus per ricostruire, uniti, il futuro dell&#8217;Italia con l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 13:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tempo degli individualismi è finito. Le sfide si vincono solo se siamo uniti, in Italia con l’Europa Non c’è più tempo, una frase che, in quest’ultimo anno ha, troppo spesso, accomunato medici e malati, imprenditori e lavoratori. Una frase che porta con sé tutto il suo tragico bagaglio di un’emergenza che “sembrava” senza fine. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86145" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013.jpg" alt="draghi" width="800" height="506" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il tempo degli individualismi è finito. Le sfide si vincono solo se siamo uniti, in Italia con l’Europa</h3>
<p><span id="more-86140"></span></p>
<p><em>Non c’è più tempo</em>, una frase che, in quest’ultimo anno ha, troppo spesso, accomunato medici e malati, imprenditori e lavoratori. Una frase che porta con sé tutto il suo tragico bagaglio di un’emergenza che “sembrava” senza fine.</p>
<p>Sì, sembraVA, perché, sia pur agli albori, il neonato Governo Draghi, già dai primi vagiti, sembra diffondere una ventata di rinnovata speranza.</p>
<h4>L’unica in grado di combattere e sconfiggere con convinzione l’ipossia generalizzata che presta il fianco al subdolo <em>virus</em> della rinuncia.</h4>
<p>La determinazione mostrata da Draghi nella sua lunga carriera ed espressa nel suo discorso al Senato sembra avere la forza e il coraggio di combattere il burocratismo paralizzante e deresponsabilizzante e quelle istanze “fantasiose” di una classe politica troppo spesso legata a populistici falsi ideologici urlati a gran voce e ad ogni costo, ignara, si fa per dire, delle irresponsabili e destabilizzanti conseguenze.</p>
<p>Ecco allora che oggi l’Italia tutta sta con il fiato sospeso, dopo la fiducia al Senato e alla Camera, anelando chiarezza, concretezza e senso di responsabilità verso l’ambiente, la salute, i giovani e più in generale verso il futuro del nostro Paese.</p>
<p>Un “Governo senza aggettivi&#8221;, né tecnico né politico, dove la parola chiave “uniti” sia tra le forze politiche che con l’Europa, non può più essere un&#8217;opzione.</p>
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		<title>“Ricetta” Draghi: una possibile applicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 14:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina | Le energie del saper vivere]]></category>
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					<description><![CDATA[Ossigeno alle imprese a costo sostenibile per l’Italia e per l’Europa. Vediamo come. L’intervento di Mario Draghi ha agitato il dibattito di politici ed economisti. La discussione dei governi nazionali con le istituzioni europee si è accesa in queste ore e, come anche il nostro Presidente Mattarella ha detto nel suo ultimo messaggio alla nazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51695" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280.jpg" alt="mario draghi" width="800" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280-768x448.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Ossigeno alle imprese a costo sostenibile per l’Italia e per l’Europa. Vediamo come.</h3>
<p><span id="more-51694"></span></p>
<p><strong>L’intervento di Mario Draghi</strong> ha agitato il dibattito di politici ed economisti. La discussione dei governi nazionali con le istituzioni europee si è accesa in queste ore e, come anche il nostro Presidente Mattarella ha detto nel suo ultimo messaggio alla nazione, ci auguriamo che questo dibattito si concluda positivamente e in tempi brevi.</p>
<p>Ipotizzando che le risorse vengano reperite in tempi brevi, non si è ancora adeguatamente sviluppato il <strong>dibattito sulle modalità operative</strong> del necessario (e non più rinviabile) intervento a sostegno delle imprese e dell’occupazione.</p>
<p>Proviamo qui a ragionare con le cifre alla mano. E’ ormai chiaro che l’intervento, per essere efficace ed esteso alla generalità delle aziende seppur in misura diversa, deve essere la facilitazione di erogazione di <strong>credito da parte delle banche per 600 miliardi alle imprese italiane sotto forma di garanzia. </strong></p>
<p><strong>Altre nazioni hanno già annunciato cifre simili</strong> destinate specificatamente al sostegno delle imprese: la <strong>Germania</strong> ha stanziato <strong>500 miliardi</strong> e la <strong>Francia 300 miliardi di euro</strong>. Per non parlare degli Stati Uniti dove, oltre al sostegno illimitato garantito dalla FED (Federal Reserve System), il presidente <strong>Trump</strong> ha varato un piano di <strong>2.000 miliardi di dollari</strong> a sostegno di privati e imprese.</p>
<p><strong>Il sostegno dello Stato italiano</strong> diretto e/o attraverso fondi europei metterebbe a disposizione del sistema bancario garanzie per consentire la concessione, da parte degli stessi, di mutui a medio lungo termine (20/30 anni) a tutte le imprese italiane senza discriminazione alcuna, pari ad un terzo del fatturato conseguito nel corso dell’esercizio 2018.</p>
<h4><strong>In questo caso, come potrebbero i nostri conti pubblici restare in equilibrio? </strong></h4>
<p>Ipotizzando che i finanziamenti concessi alle imprese abbiano una durata di lungo termine, ad esempio 20 anni in media, vorrebbe dire che l’entità di tale garanzia si ridurrebbe del 5% mediamente ogni anno. Quindi <strong>l’impegno dello Stato si ridurrebbe progressivamente negli anni</strong>. Non sarà necessario aspettare la fine del ventesimo anno per aver interamente riassorbito l’intero impatto sul debito pubblico perché se ad un certo punto il PIL ritornasse a crescere, la velocità di riassorbimento sarebbe molto più rapida. Con una crescita economica del 2% l’anno, il maggior indebitamento in rapporto al PIL si ridurrebbe addirittura ad una velocità doppia. <strong>In definitiva, l’impatto di questo extra debito sul rapporto debito pubblico/PIL potrebbe interamente riassorbirsi in un arco temporale compreso tra i 10 e i 20 anni a seconda della velocità di ripresa del nostro sistema economico.</strong></p>
<p>Qualcuno potrebbe eccepire che questo ragionamento non tiene in considerazione <strong>l’eventuale incapacità di alcune imprese di rimborsare in futuro il finanziamento ricevuto</strong>, con il conseguente onere che resterebbe a carico dello Stato. Ma <strong>anche questo rischio potrebbe essere gestito</strong>.</p>
<p>Guardando i dati ABI sulle sofferenze bancarie, a dicembre 2019 il rapporto medio tra sofferenze e impieghi totali è pari all’1,61%, che nei periodi di maggior crisi ha raggiunto il 4,89% degli affidamenti.</p>
<p><strong>Dall’ultimo rapporto Cerved</strong>, emerge che il numero delle imprese che è entrato mediamente in sofferenza negli ultimi venti anni ha toccato picchi del 3,2% nel 2014 e si è assestato all’1,7% nell’ultimo anno. Tuttavia, considerato che il finanziamento in questione avrebbe una durata di lungo termine (almeno 20 anni) è lecito attendersi tassi di inadempienze molto più contenuti per la quota limitata di rimborso richiesta ogni anno.</p>
<p><strong>In una nostra simulazione abbiamo ipotizzato</strong>, prudenzialmente, tassi annui di sofferenze inizialmente del 3% per poi assestarsi progressivamente all’1% medio successivamente al quinto anno. Questo porterebbe alla fine l’incidenza totale dei mancati rimborsi a poco più dell’11% sul capitale erogato (abbiamo stimato, per prudenza, più del doppio rispetto al picco registrato nel 2015). <strong>Questo onere potrebbe essere tranquillamente coperto per intero</strong> da un costo per la messa a disposizione della garanzia pubblica che abbiamo stimato essere pari allo 0,7% annuo e che potrebbe essere a carico di tutte le aziende beneficiarie della garanzia. Questo costo dovrebbe sommarsi agli interessi da riconoscere agli istituti di credito, avendo l’accortezza di fare in modo che il costo complessivo per le aziende resti calmierato e comunque inferiore al 2% annuo e intorno all’1,7%.</p>
<p>Alla fine, parliamo di <strong>un intervento che a scadenza potrebbe essere interamente riassorbito</strong> senza aggravio di costo per le finanze pubbliche e che otterrebbe il risultato di mantenere in vita il nostro sistema produttivo, consentendo alle aziende di pagare tasse, contributi e mantenere occupati più di 11 milioni di lavoratori.</p>
<p><strong>Al contrario, non fare questo tipo di intervento avrebbe un costo insostenibile:</strong> pensiamo solo che la <strong>cassa integrazione e gli altri sussidi previsti nel DPCM “Cura Italia”</strong> hanno un costo stimato di <strong>13 miliardi al mese! </strong>Questo è un lusso che non ci possiamo permettere! Una cifra enorme in confronto a quella che sarebbe invece sufficiente a dare ossigeno alle imprese, ad evitare la perdita di milioni di posti di lavoro e a consentire alle stesse di ottemperare agli obblighi contributivi.</p>
<p><em>Cosimo Santoro </em>e<em> Natale Accetta</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il costo dell’indecisione: un lusso che non ci possiamo permettere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 16:10:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’indecisione è un’opzione che non deve essere disponibile. Il rischio è l’irreversibilità. In un primo intervento abbiamo sensibilizzato sull’emergenza in atto per il sistema delle imprese italiane. In seguito, abbiamo dato una stima delle cifre in gioco, abbiamo ipotizzato dei possibili interventi e le logiche di attuazione. Ci siamo concentrati sulle piccole/medie imprese, ma ovviamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51511" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280.jpg" alt="indecisione" width="799" height="460" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>L’indecisione è un’opzione che non deve essere disponibile. Il rischio è l’irreversibilità.</h3>
<p><span id="more-51506"></span></p>
<p>In un primo intervento abbiamo sensibilizzato sull’emergenza in atto per il sistema delle imprese italiane. In seguito, abbiamo dato una stima delle cifre in gioco, abbiamo ipotizzato dei possibili interventi e le logiche di attuazione.</p>
<p>Ci siamo concentrati sulle piccole/medie imprese, ma ovviamente <strong>il problema si pone anche per le grandi imprese</strong>, per le quali la forma di intervento più efficace resta probabilmente lo sblocco delle grandi opere e una vasta <strong>campagna di investimenti nell’ammodernamento delle infrastrutture del paese</strong>.</p>
<h4>Sul tema è intervenuto ieri anche in maniera autorevole l’ex presidente della BCE Mario Draghi.</h4>
<p>Il suo intervento coglie il senso della crisi e fornisce un parere illuminante rispetto al quale c’è poco da aggiungere.</p>
<p>In questo momento <strong>l’indecisione è un’opzione non disponibile</strong>; un lusso che non possiamo permetterci. Nel <strong>rischio di irreversibilità</strong> sottolineato da Mario Draghi c’è tutto il senso di <strong>urgenza per il sistema economico italiano ed europeo in generale.</strong></p>
<p>Oggi si discute molto di bond europei (cosiddetti coronabond) o di accesso al MES come forma di sostegno all’Italia e agli altri paesi colpiti dalla crisi.</p>
<h4>La discussione con gli altri paesi europei non può tradursi in un rinvio dell’intervento.</h4>
<p>Il quantitative easing della BCE e delle altre banche centrali probabilmente sarà forse efficace nel riportare la calma sui mercati finanziari<strong>, ma rischia di lasciare irrisolti i problemi di migliaia di imprenditori e milioni di occupati </strong>per i quali il rientro al lavoro dal lockdown (auspicabilmente a maggio) non è affatto scontato.</p>
<p>Oggi l’Italia può richiedere e pretendere una soluzione supportata dall’Unione Europea. Non arrivare oggi ad una soluzione condivisa ci porterebbe inevitabilmente a <strong>scenari peggiori nei prossimi mesi</strong> con il rischio di vivere esperienze analoghe a quelle già vissute in Grecia non molto tempo fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosimo Santoro<br />
<em>Finance Director<br />
</em><em>Value Partners</em></p>
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		<title>Spread oggi sotto i 350 punti differenziali. In rialzo le Borse</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/spread-oggi-sotto-i-350-punti-differenziali-in-rialzo-le-borse/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 06:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto titoli di stato Bce]]></category>
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		<category><![CDATA[scudo Antispread]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo spread oggi fa segnare il minimo da aprile 2012 e scende sotto i 350 punti differenziali. E’ effetto Mario Draghi, che ieri ha annunciato l’acquisto illimitato di Titoli di Stato Lo Spread oggi scende sotto i 350 punti differenzialitra i titoli decennali italiani e il Bund tedesco.&#160;In discesa anche il tasso del benchmark italiano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8235" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_igallery_resized_ambiente_mario_draghi-5716-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Lo spread oggi fa segnare il minimo da aprile 2012 e scende sotto i 350 punti differenziali. E’ effetto Mario Draghi, che ieri ha annunciato l’acquisto illimitato di Titoli di Stato</p>
<p>  <span id="more-8236"></span>  </p>
<p>Lo<strong> Spread oggi</strong> scende sotto i 350 punti differenzialitra i titoli decennali italiani e il Bund tedesco.&nbsp;In discesa anche il tasso del benchmark italiano a dieci anni, che si porta al 5,185% dal 5,514%.&nbsp; E’ effetto Mario Draghi. Sul mercato, infatti, si fa sentire l’influsso positivo del <strong>piano antispread</strong> della Bce, presentato ieri a Francoforte: il piano di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce non avrà limiti quantitativi e la Banca interromperà le proprie azioni di acquisto titoli solo in caso di mancato rispetto degli accordi da parte dei Paesi.</p>
<p>Lo <strong>spread oggi</strong> fa segnare il minimo dallo scorso 12 aprile. Ma non è l’unica buona notizia. Segnali positivi, arrivano anche dalle principali<strong>&nbsp;Borse europee</strong>. Apertura in rialzo per la Borsa valori, con l&#8217;indice Ftse Mib che segna un +1,02% a 15.940 punti, mentre l&#8217;All Share guadagna lo 0,86%. Il Dax di Francoforte avanza dello 0,25 a 7.186 punti, il Cac di Parigi dello 0,55% a 3.529 punti, l&#8217;Ftse 100 di Londra&nbsp;è sui livelli della chiusura di ieri e l&#8217;Ibex di Madrid sale dello 0,94% a 7.932 punti.</p>
<p>Anche la <strong>Borsa Asiatica</strong> e <strong>Wall Street</strong> seguono il trend positivo dell’Europa. La Borsa americana ritorna ai livelli pre-crisi e la Borsa di Tokyo&nbsp;brinda al varo del piano anti-spread annunciato dalla Bce, con l’indice Nikkei che sale a quota 8.821,37, in rialzo di 191,08 punti.</p>
<p>(gc)&nbsp;</p>
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		<title>Lo Spread oggi sfiora i 500 punti. E’ effetto Draghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2012 12:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
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		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[Le parole di Mario Draghi e il nulla di fatto della riunione della Bce fanno schizzare lo spread che sfiora i 500 punti. Calano anche le Borse e Milano perde oltre il 4% Le parole di Mario Draghi, presidente della Bce,&#160;fanno schizzare lo spread&#160;oggi sfiorando i 500 punti e fanno scendere in picchiata le borse. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7657" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/08/images_igallery_resized_ambientetest_000003228402_finanza_numeri_borsa_indici-5446-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le parole di Mario Draghi e il nulla di fatto della riunione della Bce fanno schizzare lo spread che sfiora i 500 punti. Calano anche le Borse e Milano perde oltre il 4%</p>
<p>  <span id="more-7658"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Le parole di <strong>Mario Draghi, presidente della Bce,</strong>&nbsp;fanno schizzare lo <strong>spread</strong>&nbsp;<strong>oggi</strong> sfiorando i 500 punti e fanno scendere in picchiata le borse. Nella conferenza stampa tenutasi poco fa, il Presidente della Bce, Mario Draghi, ha annunciato possibili ‘interventi non convenzionali’ sui mercati obbligazionari, ma non ha fornito nulla di concreto né i tempi previsti per tali interventi e ha spiegato che non tocca alla Bce dare una licenza bancaria all&#8217;Esm. Tutto questo ha deluso i mercati finanziari, che come conseguenza hanno dovuto prendere atto di uno spread in crescita e indici di Borsa negativi.</p>
<p class="MsoNormal">In particolare lo <strong>Spread</strong>&nbsp;oggi, è tornato a sfiorare soglie molto alte, sfiorando i 500 punti di differenziale tra i tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco. Nella mattinata lo spread si era tenuto sotto quota 450 punti, ma, dopo che la riunione della Bce non ha prodotto gli effetti desiderati e non ha fornito delle soluzioni immediate, lo spread è schizzato.</p>
<p class="MsoNormal">Male non solo <strong>Spread</strong>, ma anche le Borse: Milano perde il 4,2%, Londra lo 0,77%, Francoforte il 2,16% e Parigi lo 1,8%. Tonfo per Madrid che arretra del 4,7%. Debole in avvio anche Wall Street, il Dow Jones cede lo 0,6%, l&#8217;S&amp;P 500 lo 0,8% e il Nasdaq lo 0,2%.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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