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	<title>mappa &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>I segreti del nostro cervello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 11:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori stanno creando una accurata mappa cerebrale, come se fosse un «museo digitale» della nostra mente, grazie a una specie di videogioco online Sono molte le nostre speranze per curare malattie, inventare tecnologie e gestire meglio la nostra decadenza cerebrale che dipendono tutte dalla stessa cosa: la conoscenza del nostro cervello.&#160; Per questo, un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36385" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_segretidelcervello.jpg" alt="" width="800" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_segretidelcervello.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_segretidelcervello-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_segretidelcervello-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I ricercatori stanno creando una accurata mappa cerebrale, come se fosse un «museo digitale» della nostra mente, grazie a una specie di videogioco online</p>
<p>  <span id="more-36386"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sono molte le nostre speranze per curare malattie, inventare tecnologie e gestire meglio la nostra decadenza cerebrale che dipendono tutte dalla stessa cosa: la conoscenza del nostro cervello.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, un team di ricercatori ha creato un «museo digitale» che permette di poter accedere a una mappa del cervello umano che conta di essere sempre più accurata – gli scienziati lo hanno raccontato in uno studio pubblicato sulla <a href="https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(18)30572-5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rivista «Cell»</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cervello contiene circa 100 miliardi di neuroni che creano 100 trilioni di connessioni. Nonostante tutti i nostri progressi tecnologici, sappiamo ancora molto poco su come funzionano questi neuroni, e fino a quando non lo scopriremo, continueremo a costruire ricerche sul cervello che si basano su dati incompleti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012, i ricercatori del Princeton Neuroscience Institute (<a href="https://pni.princeton.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PNI</a>) hanno lanciato <a href="https://eyewire.org/explore" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eyewire</a>, un progetto che rende la mappatura di queste cellule simile a un videogioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il «gioco» inizia con un segmento minuscolo di una retina di topo scansionato nel 2009. I giocatori tracciano quindi le svolte dei neuroni in questi dati, un piccolo «cubo» di circa 4,5 micron di diametro alla volta – quindi davvero piccolissimo. Dopo che un giocatore ha completato un cubo, dai cinque ai 25 altri giocatori esaminano la mappa e una volta verificato come accurato, il cubo entra nel Museo di Eyewire, un archivio digitale interattivo a cui chiunque può accedere – per incoraggiarli, i giocatori possono vincere distintivi, scalare una classifica e molti altri sistemi di competizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un vero e proprio atlante cerebrale a cui, finora, hanno partecipato oltre un quarto di milione di persone – sono stati prodotti più di 10 milioni di cubi che si combinano per mappare più di 3.000 cellule neurali e sono stati scoperti sei nuovi tipi di neuroni.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il progetto Eyewire si concentra solo su un piccolo segmento di un cervello di topo, incorpora pure un software di intelligenza artificiale che impara da ogni cubo prodotto dall&#8217;uomo, migliorando la propria capacità di tracciare i percorsi dei neuroni.<br />Tra gli sforzi degli umani e dell&#8217;intelligenza artificiale, potremmo essere più vicini che mai a mappare il complesso cervello umano – e a raggiungere i molti obiettivi nobili che abbiamo per il futuro dell&#8217;umanità.</p>
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		<title>Misteriose nuvole di idrogeno nello spazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 15:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>
		<category><![CDATA[nubi di idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[nuvole di idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una mappa ci aiuta a comprendere meglio il fenomeno di queste massive nubi di idrogeno che viaggiano nell&#8217;universo Nell&#8217;alone della Via Lattea ci sono nuvole misteriose che ronzano ad alta velocità e forse, adesso, si è trovata finalmente una chiave che ci aiuterà a capirle. Usando i telescopi, infatti, uno scienziato ha creato una mappa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35323" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_Nuvole_di_idrogeno_in_giro_per_lo_spazio.jpg" alt="" width="800" height="552" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Nuvole_di_idrogeno_in_giro_per_lo_spazio.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Nuvole_di_idrogeno_in_giro_per_lo_spazio-300x207.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Nuvole_di_idrogeno_in_giro_per_lo_spazio-768x530.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una mappa ci aiuta a comprendere meglio il fenomeno di queste massive nubi di idrogeno che viaggiano nell&#8217;universo</p>
<p>  <span id="more-35324"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;alone della Via Lattea ci sono nuvole misteriose che ronzano ad alta velocità e forse, adesso, si è trovata finalmente una chiave che ci aiuterà a capirle. Usando i telescopi, infatti, uno scienziato ha creato una mappa dettagliata di queste nuvole, rivelando grumi, rami e filamenti che non erano mai stati visti e raccontati prima.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato l&#8217;astronomo Dr. Tobais Westmeier del polo della <a href="https://www.uwa.edu.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Western Australia</a>&nbsp;dell&#8217;International Center for <a href="https://www.icrar.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Radio Astronomy Research</a>&nbsp;a creare la mappatura di questi fenomeni spaziali, rivelando tutta una serie di caratteristiche che ci aiuteranno ad analizzarli meglio. Innanzitutto si tratta di enormi nuvole di idrogeno, enormi non tanto per dire, visto che alcune hanno 80.000 anni luce di diametro e milioni di volte la massa del sole. In secondo luogo, queste nubi si muovono incredibilmente veloci, tra i 70 e i 90 chilometri al secondo. E, infine, coprono fino al 13% del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">La mappatura sarà molto importante per gli studi che riguardano questa materia. Finora, infatti, gli scienziati che si sono occupati del fenomeno non hanno saputo dire da dove provenissero queste nuvole – alcuni suggeriscono che potrebbero essere materiali residui della formazione della galassia, oppure materiali che in qualche modo ci cadono dentro, o anche sostanze provenienti dall&#8217;interazione con le due vicine <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nubi_di_Magellano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Grande e Piccola Nube di Magellano</a>&nbsp;– ma, di fatto, non c&#8217;è nessuna sicurezza in merito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dr. Westmeier ha fatto in modo di rendere la mappa disponibile per tutti, in modo che chiunque possa studiarla, continuare ad imparare e scoprire il possibile su queste incredibili formazioni di idrogeno che scorrazzano in giro per l&#8217;universo.</p>
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		<title>Terremoti: ecco le regioni italiane più a rischio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/terremoti-ecco-le-regioni-italiane-piu-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 08:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[La mappa delle regioni italiane in pericolo Nel nostro paese il rischio sismico è elevato. nel corso dei secoli abbiamo avuto prova di questo: numerosi terremoto hanno devastato aree dal nord al sud della penisola. In una mappa diffusa da ilmeteo.it si possono notare le zone a meggiore rischio. Come si può vedere, tutto l&#8217;Appennino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32594" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/10/images_kmap-0018-kGsF-U432204730719401wD-1224x916Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg" alt="" width="593" height="443" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_kmap-0018-kGsF-U432204730719401wD-1224x916Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg 593w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_kmap-0018-kGsF-U432204730719401wD-1224x916Corriere-Web-Sezioni-593x443-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></p>
<p>La mappa delle regioni italiane in pericolo</p>
<p>  <span id="more-32596"></span>  </p>
<p>Nel nostro paese il rischio sismico è elevato. nel corso dei secoli abbiamo avuto prova di questo: numerosi terremoto hanno devastato aree dal nord al sud della penisola.</p>
<p>In una mappa diffusa da ilmeteo.it si possono notare le zone a meggiore rischio.</p>
<p>Come si può vedere, tutto l&#8217;Appennino Centro-Meridionale presenta una colorazione viola acceso, identificando aree a forte rischio sismico. Nel Nord Italia, a rischio l&#8217;estremo Nordest, in particolare il Friuli Venezia Giulia. Meno sismico il Nordovest.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32595" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/10/images_Terremoto_rischio_sismico_IlMeteo.jpg" alt="Terremoto rischio sismico IlMeteo" width="607" height="653" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_Terremoto_rischio_sismico_IlMeteo.jpg 607w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_Terremoto_rischio_sismico_IlMeteo-279x300.jpg 279w" sizes="(max-width: 607px) 100vw, 607px" /></p>
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		<title>Riciclo RAEE: una mappa ci dira&#8217; dove sono i rifiuti elettronici nel Mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 11:27:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[lampadine]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricerca StEP e&#8217; riuscita a realizzare un atlante interattivo in grado di mappare, paese per paese, tutti i rifiuti tecnologici accumulati dall&#8217;anno 2012 Una mappa per individuare i RAEE (rifiuti elettronici) nel mondo. E&#8217; questo il risultato più interessante di un&#8217;imponente ricerca commissionata dall&#8217;ONU e denominata &#8216;Solving the E-waste Problem&#8217; (StEP), attraverso cui è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19000" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambiente_mappa_riciclo_RAEE-11741-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La ricerca StEP e&#8217; riuscita a realizzare un atlante interattivo in grado di mappare, paese per paese, tutti i rifiuti tecnologici accumulati dall&#8217;anno 2012</p>
<p>  <span id="more-19001"></span>  </p>
<p>Una <strong>mappa</strong> per individuare i RAEE (<strong>rifiuti</strong> elettronici) nel mondo. E&#8217; questo il risultato più interessante di un&#8217;imponente ricerca commissionata dall&#8217;ONU e denominata &#8216;Solving the E-waste Problem&#8217; (StEP), attraverso cui è stato possibile realizzare un atlante interattivo in grado di mappare, paese per paese, tutti i <strong>rifiuti</strong> tecnologici accumulati dall’anno 2012.</p>
<p>La <strong>mappa</strong>, in pratica, censisce a grandi linee i <strong>rifiuti</strong> elettrici ed elettronici accumulati in ben 184 paesi del Mondo. In particolare, solo in Cina sono stati individuati ben 11,1 milioni di tonnellate di prodotti elettronici immessi nel mercato (solo nel 2012). A seguire, gli Stati Uniti con 10 milioni di tonnellate. Sempre nell&#8217;anno in esame invece, il primato di &#8216;spreconi&#8217; se lo aggiudicano invece gli USA con 9,4 milioni di tonnellate di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15265" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rifiuti</strong></a> elettronici, contro i 7,3 milioni della Cina. Si tratta, ovviamente, di una vera e propria miniera d&#8217;oro per il recupero delle cosiddette &#8216;terre rare&#8217;, importantissimi elementi chimici utilizzati in molti apparecchi tecnologici, tra cui, superconduttori, magneti, catalizzatori, componenti di veicoli ibridi, applicazioni di optoelettronica, fibre ottiche etc.</p>
<p>Dalle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11845" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>lampadine</strong></a> al neon ad esempio, si può recuperare l’ittrio, dalla lucina dello stand-by degli smartphone l’europio, dai magneti dei lettori dvd il neodimio. E poi il gadolinio, il cerio, il lantanio e il disprosio dalle schede e dai circuiti elettronici dei <strong>PC</strong>. Presenti in piccole percentuali, nascoste tra altri materiali più comuni in prodotti di cui non possiamo più fare a meno, fanno capolino le terre rare. Sono elementi chimici che in natura si trovano solo diluiti in particolari <strong>rocce</strong> e che vengono appunto utilizzati nei settori più all’avanguardia per quanto riguarda elettronica, automobilismo, biomedicina, energie rinnovabili. Il loro valore oscilla tra i 100 e i 3 mila euro al chilo a seconda del tipo di sostanza. Cifre in continuo incremento, dato che il 97% della produzione è concentrata in Cina. Per maggiori informazioni sui risultati della ricerca &#8216;StEP&#8217;, è possibile consultare questo <a href="http://www.step-initiative.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Shale gas: in Inghilterra, una mappa per trivellare in zone sicure</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/shale-gas-in-inghilterra-una-mappa-per-trivellare-in-zone-sicure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 09:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova mappa elaborata dalla British Geological Survey e l&#8217;EA, evidenzia le aree a rischio in Inghilterra che potrebbero compromettere le falde acquifere dopo l&#8217;estrazione dello shale gas Una mappa per estrarre lo shale gas dal sottosuolo senza il rischio di inquinare le falde acquifere. Stiamo parlando del nuovo elenco delle ‘aree a rischio’ in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18847" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambiente_shale.gas_.mappa_.Inghilterra-11659-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La nuova mappa elaborata dalla British Geological Survey e l&#8217;EA, evidenzia le aree a rischio in Inghilterra che potrebbero compromettere le falde acquifere dopo l&#8217;estrazione dello shale gas</p>
<p>  <span id="more-18848"></span>  </p>
<p>Una <strong>mappa</strong> per estrarre lo shale <strong>gas</strong> dal sottosuolo senza il rischio di inquinare le falde acquifere. Stiamo parlando del nuovo elenco delle ‘aree a rischio’ in Inghilterra, elaborato recentemente dalla British Geological Survey e l’Agenzia per l’<strong>ambiente</strong> (EA), attraverso cui è stato possibile valutare con precisione i potenziali danni ambientali prodotti dalle operazioni di estrazione dello shale <strong>gas</strong> nel Paese. Uno degli aspetti più controversi di questa ‘risorsa energetica’, è infatti legato proprio alle tecniche utilizzate per il reperimento di questo tipo di <strong>gas</strong>, attraverso cui si contaminerebbero le <strong>acque</strong> sotterranee con il rilascio di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15808" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>metano</strong></a>.</p>
<p>Per chi non lo sapesse infatti, il <strong>gas</strong> di scisto, è un tipo di gas derivato da argille (prodotto in giacimenti sotterranei non convenzionali) e ricavato ad una profondità di circa 2000 – 4000 metri, attraverso tecniche di perforazioni orizzontali e fratturazioni idrauliche del sottosuolo. Queste tecniche quindi, secondo il parere di molti esperti, sarebbero la principale causa di contaminazione dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14073" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>acqua</strong></a> potabile sotterranea in prossimità degli impianti di ‘fracking’.</p>
<p>Nella nuova <strong>mappa</strong>, è stata tra l’altro evidenziata la profondità di ogni giacimento di petrolio e <strong>gas</strong> e la loro relazione con le falde acquifere sotterranee di Inghilterra e Galles, che forniscono il 30% dell’<strong>acqua</strong> potabile del Regno Unito e fino al 70% dell’acqua potabile del sud est dell’Inghilterra. Nel frattempo l’EA ha recentemente affermato che non permetterà di far procedere le trivellazioni qualora i giacimenti si trovino troppo vicini ai bacini sotterranei d’<strong>acqua</strong>, vietando anche l’impiego di additivi chimici inquinanti solitamente inseriti nel liquido di fatturazione idraulica, pericolosi anch’essi per la salute dell’acqua. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo <a href="http://www.bgs.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Turismo: visitare Torino grazie ad un&#8217;App gratuita</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/turismo-visitare-torino-grazie-ad-un-app-gratuita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 14:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberghi]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
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		<category><![CDATA[mappa]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;applicazione gratuita Torino App, offre informazioni e servizi utili al turista in visita nel capoluogo piemontese Visitare Torino grazie ad un’App. E’ infatti possibile scaricare l’App gratuita per smartphone e tablet &#8216;Torino App&#8217;, che offre informazioni e servizi utili al turista in visita nel capoluogo piemontese. L’applicazione &#8216;Torino App&#8216;, sviluppata grazie alla collaborazione tra Seat [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18688" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_viaggiare_App.Torino-11576-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;applicazione gratuita Torino App, offre informazioni e servizi utili al turista in visita nel capoluogo piemontese</p>
<p>  <span id="more-18689"></span>  </p>
<p>Visitare Torino grazie ad un’<strong>App</strong>. E’ infatti possibile scaricare l’<strong>App</strong> gratuita per smartphone e tablet &#8216;Torino App&#8217;, che offre informazioni e servizi utili al turista in visita nel capoluogo piemontese.</p>
<p>L’applicazione &#8216;Torino <strong>App</strong>&#8216;, sviluppata grazie alla collaborazione tra Seat Pagine Gialle e il Comune del  capoluogo piemontese, permette in particolare di avere un facile accesso informativo verso tutti i servizi disponibili in <strong>città</strong>: appuntamenti, eventi, ristoranti e <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4462" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>alberghi</strong></a>, mobilità e trasporti, attività del tempo libero, orari e informazioni utili su servizi, musei e iniziative culturali.</p>
<p>La nuova <strong>App</strong>, in particolare, consente di conoscere in tempo reale la disponibilità di posti nei parcheggi cittadini, individuare la presenza di <strong>biciclette</strong> nelle rastrelliere delle postazioni di bike sharing e ottenere indicazioni sui servizi di utilità pubblica (come le informazioni di contatto per la gestione delle emergenze, gli uffici pubblici, gli ospedali, le farmacie più vicine e di turno, con orari, indirizzi e numeri di telefono). Tutti i contenuti sono geo-referenziati e l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14431" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>App</strong></a> ne permette la visualizzazione su <strong>mappa</strong> insieme ad un calcolo del percorso a partire dalla posizione dell&#8217;utente.</p>
<p>La nuova <strong>App</strong> gratuita &#8216;Torino App&#8217; è disponibile nel formato ‘Android’ su questo <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=it.seat.smartcity.torino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a> e nella versione ‘iOS’, sulla <a href="http://itunes.apple.com/it/app/id786208434" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina web</a> dedicata ai dispositivi della Apple.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Ambiente: ecco la prima mappa delle piante endemiche in Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/ambiente-ecco-la-prima-mappa-delle-piante-endemiche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2014 14:09:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[flora]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio del dipartimento di biologia dell&#8217;Universita&#8217; di Pisa, ha rilevato ben 1.371 piante nel nostro territorio, pari al 19% della flora nazionale Quante e quali sono le piante che crescono spontaneamente in Italia? Per rispondere a questa domanda è stato condotto un complesso studio, della durata di ben quattro anni, condotto dal ricercatore Lorenzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18113" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambiente_mappa.piante.endemiche.Italia-11292-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Uno studio del dipartimento di biologia dell&#8217;Universita&#8217; di Pisa, ha rilevato ben 1.371 piante nel nostro territorio, pari al 19% della flora nazionale</p>
<p>  <span id="more-18114"></span>  </p>
<p>Quante e quali sono le <strong>piante</strong> che crescono spontaneamente in Italia? Per rispondere a questa domanda è stato condotto un complesso <strong>studio</strong>, della durata di ben quattro anni, condotto dal ricercatore Lorenzo Peruzzi del dipartimento di biologia dell’Università di Pisa e da due botanici del Centro ricerche floristiche dell’Appennino.</p>
<p>Lo <strong>studio</strong>, pubblicato recentemente sulla rivista internazionale <a href="http://www.mapress.com/phytotaxa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Phytotaxa</a>, traccia in sostanza una vera e propria <strong>mappa</strong> delle <strong>piante</strong> endemiche italiane. </p>
<p>La <strong>ricerca</strong> ha infatti rilevato 1.371 piante ‘autoctone’, pari al 19% della <strong>flora</strong> nazionale. Oltre la metà di queste, tra l’altro, si concentra nelle isole della Sardegna e della Sicilia, seguite da Calabria, Toscana e Abruzzo. </p>
<p>Tra le specie di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16311" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>piante</strong></a> endemiche ‘censite’ dallo <strong>studio</strong>, vengono menzionate, ad esempio, il ‘lino di Katia’, specie che cresce solo in una zona in prossimità del monte Manfriana, nel massiccio del Pollino, e la Polygala pisaurensis, scoperta casualmente in Romagna.</p>
<p>Lo <strong>studio</strong>, iniziato nel 2009, si inserisce in un lavoro di aggiornamento delle conoscenze della <strong>flora</strong> italiana che verrà completato fra circa un anno. </p>
<p>La <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6781" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>mappa</strong></a> delle <strong>piante</strong> endemiche italiane è ovviamente indispensabile, non solo per approfondire la conoscenza delle varie specie vegetali ‘autoctone’ ma anche perché rappresenta un punto di partenza fondamentale per impedire la loro estinzione.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Bicitalia, nasce la prima mappa online delle piste ciclabili nazionali</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2014 14:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andare in bici sara&#8217; ancora piu&#8217; facile e divertente grazie alla nuova mappa online Bicitalia Andare in bici sarà ancora più facile e divertente grazie alla prima mappa online delle piste ciclabili italiane. Stiamo parlando di ‘Bicitalia’, un portale web aggiornato che include, ad oggi, 18.000 km di strade ciclabili, di cui 10.000 percorsi già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17367" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_mobilita_mappa_online_bici-10914-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Andare in bici sara&#8217; ancora piu&#8217; facile e divertente grazie alla nuova mappa online Bicitalia</p>
<p>  <span id="more-17368"></span>  </p>
<p>Andare in <strong>bici</strong> sarà ancora più facile e divertente grazie alla prima <strong>mappa</strong> online delle <strong>piste ciclabili</strong> italiane. Stiamo parlando di ‘Bicitalia’, un portale web aggiornato che include, ad oggi, 18.000 km di strade ciclabili, di cui 10.000 percorsi già mappati, 18 itinerari e 50 ‘ciclovie di qualità’. Le ‘ciclovie di qualità’, per chi non lo sapesse, sono itinerari prevalentemente su pista ciclabile che, per caratteristiche del paesaggio, sicurezza e servizi offerti, sono considerati al di sopra della media nazionale. Si tratta quindi di percorsi particolarmente adatti ad escursioni anche di una sola giornata.</p>
<p>Tra i servizi offerti da Bicitalia, c’è il servizio <a href="http://www.albergabici.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Albergabici.it</a>, un motore di ricerca in tre lingue (italiano, inglese, tedesco) concepito per il mondo del cicloturismo che permette di scegliere tra oltre 2000 strutture ricettive italiane (hotel, bed &amp; breakfast, campeggi, agriturismi, rifugi montani etc.) in grado di offrire un&#8217;accoglienza dedicata ai turisti sulle due ruote.</p>
<p>La grande rete ciclabile Bicitalia si propone così di creare un&#8217;infrastruttura fondamentale per la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8894" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>mobilità</strong></a> ciclistica, sviluppando allo stesso tempo i presupposti per la moltiplicazione di ciclovie su scala locale, in un circolo virtuoso che muove verso il futuro. </p>
<p>La <strong>mappa</strong> online delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14097" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>bici</strong></a> ‘Bicitalia’, è stato sviluppata dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) in risposta ad un bando del Ministero dell’Ambiente. Per chi volesse consultare il portale, può fare riferimento al sito <a href="http://www.bicitalia.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="line-height: 1.3em;">www.bicitalia.org</span></a><span style="line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">(ml)</span></p>
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		<title>Comuni Rinnovabili 2014: energia pulita in tutti i comuni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/comuni-rinnovabili-2014-energia-pulita-in-tutti-i-comuni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 09:42:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il rapporto sulle rinnovabili di Legambiente, presentato alla Fiera Solarexpo di Milano, mette in luce la diffusione di 700mila impianti distribuiti nel 100% dei Comuni, con una copertura del 32,9% dei consumi elettrici italiani nel 2013 Una mappa sulla diffusione delle fonti rinnovabili nei Comuni italiani e sull’innovazione delle reti energetiche nel nostro Paese. Sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17130" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_energia_Rapporto_Comuni_Rinnovabili-10793-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il rapporto sulle rinnovabili di Legambiente, presentato alla Fiera Solarexpo di Milano, mette in luce la diffusione di 700mila impianti distribuiti nel 100% dei Comuni, con una copertura del 32,9% dei consumi elettrici italiani nel 2013</p>
<p>  <span id="more-17131"></span>  </p>
<p>Una <strong>mappa</strong> sulla diffusione delle fonti <strong>rinnovabili</strong> nei Comuni italiani e sull’innovazione delle reti energetiche nel nostro Paese. Sono questi, alcuni dei temi principali contenuti nel nuovo <strong>dossier</strong> di Legambiente ‘Comuni Rinnovabili 2014’, realizzato con il contributo del GSE e presentato oggi alla Fiera Solarexpo di Milano. Alla presentazione del <strong>dossier</strong> hanno partecipato, tra gli altri, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente, Silvia Velo sottosegretario ministero dell’Ambiente, Guido Bortoni, presidente Autorità per l’<strong>energia</strong>, Francesco Sperandini, direttore direzione operativa GSE, Francesco Ferrante, vicepresidente KyotoClub.</p>
<p>Il <strong>dossier</strong> di Legambiente sulle <strong>rinnovabili</strong>, in particolare, ha messo in luce la progressiva diffusione delle fonti di <strong>energia</strong> alternativa in Italia. Oggi infatti, le <strong>rinnovabili</strong> sono presenti in tutti gli 8.054 comuni italiani, con un costante sviluppo del settore che, nel 2013, ha portato ad un’espansione rilevante di tutte le fonti: dal solare fotovoltaico a quello termico, dall’idroelettrico alla geotermia, agli impianti a biomasse e biogas integrati con reti di teleriscaldamento e pompe di calore. Sono ormai più di 700mila gli impianti diffusi nel 100% dei comuni d’Italia: un articolato sistema di generazione distribuita che lo scorso anno ha prodotto la cifra record di 104 TWh di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>energia</strong></a> rinnovabile e garantito il 32,9% dei consumi elettrici del Paese. </p>
<p>Il <strong>rapporto</strong> sulle <strong>rinnovabili</strong> di Legambiente, evidenzia inoltre come ben 2629 i Comuni in Italia siano completamente autonomi rispetto ai consumi elettrici e ben 79 Amministrazioni locali abbiano l’autosufficienza termica grazie alla produzione da fonti alternative. Infine, il risultato più interessante riguarda l’autosufficienza energetica di 29 Comuni al 100% <strong>rinnovabili</strong>, che rappresentano il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. Tra questi, Legambiente ha voluto gratificare con il ‘premio Comuni Rinnovabili 2014’ un gruppo di 8 Comuni delle Valli di Primiero e Vanoi, in Provincia di Trento, che è stato in grado di raggiungere l’autosufficienza energetica grazie ad un mix di 5 tecnologie <strong>rinnovabili</strong> diverse (teleriscaldamento, idroelettrico, solare e biomasse) per il soddisfacimento completo del fabbisogno termico ed elettrico dei suoi 10mila abitanti.</p>
<p>‘I risultati raggiunti dalle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17125"><strong>rinnovabili</strong></a> nel nostro Paese in termini di produzione e distribuzione nel territorio erano semplicemente inimmaginabili solo 10 anni fa – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente &#8211; e dimostrano come gli impianti sono affidabili e competitivi. Ora però non dobbiamo fermarci, perché la crisi economica e i problemi energetici italiani possono trovare risposta proprio attraverso un modello di generazione distribuito, efficiente e da fonti rinnovabili’. </p>
<p>‘L’Italia – ha proseguito Zanchini – ha tutto l’interesse a percorrere questa direzione, che permette a famiglie ed imprese di risparmiare autoproducendo l’<strong>energia</strong> termica e elettrica di cui hanno bisogno e gestendola in maniera più efficiente’. Per visualizzare e scaricare il Dossier completo, si può fare riferimento al <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/comuni-rinnovabili-2014">sito di Legambiente</a>.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
<p> </p>
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