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	<title>malattie zoonotiche &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Come controllare le malattie che si trasmettono dagli animali all&#8217;uomo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[malattie zoonotiche]]></category>
		<category><![CDATA[virus animali]]></category>
		<category><![CDATA[zoonosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;intelligenza artificiale prevede i futuri collegamenti tra virus e mammiferi Un nuovo studio pubblicato su Nature Communications potrebbe aiutare gli scienziati a mitigare la futura diffusione di zoonosi e malattie del bestiame causate da virus esistenti. Come raccontano in un comunicato stampa, i ricercatori dell&#8217;Università di Liverpool hanno utilizzato un&#8217;intelligenza artificiale (AI) chiamata machine learning per prevedere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-109826" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/puzzle-2500333_1280-e1625509498478.jpg" alt="zoonosi" width="800" height="422" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Un&#8217;intelligenza artificiale prevede i futuri collegamenti tra virus e mammiferi</h3>
<p><span id="more-109819"></span></p>
<p align="justify">Un nuovo <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-021-24085-w" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato su Nature Communications potrebbe aiutare gli scienziati a mitigare la futura diffusione di zoonosi e malattie del bestiame causate da virus esistenti.</p>
<p align="justify">Come raccontano in un <a href="https://news.liverpool.ac.uk/2021/06/25/ai-used-to-predict-unknown-links-between-viruses-and-mammals/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>, i ricercatori dell&#8217;Università di Liverpool hanno utilizzato un&#8217;intelligenza artificiale (AI) chiamata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_automatico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">machine learning</a> per <strong>prevedere più di 20.000 associazioni sconosciute tra virus noti e specie di mammiferi sensibili</strong>, per aiutare a indirizzare i programmi di sorveglianza delle malattie.</p>
<h4 align="justify">È noto che migliaia di virus colpiscono i mammiferi, ma stime recenti indicano che fino ad oggi ne sono stati scoperti meno dell&#8217;1%.</h4>
<p align="justify">Alcuni di questi virus, come i virus dell&#8217;immunodeficienza umana e felina, hanno una gamma di ospiti molto ristretta, mentre altri come la rabbia e i virus del Nilo occidentale hanno una gamma di ospiti molto ampia.</p>
<blockquote>
<p align="justify"><em>&#8220;La gamma di ospiti è un importante predittore del fatto che un virus sia zoonotico e quindi rappresenti un rischio per l&#8217;uomo. Di recente, è stato scoperto che SARS-CoV-2 ha una gamma di ospiti relativamente ampia che potrebbe aver facilitato la sua ricaduta sugli esseri umani. Tuttavia, la nostra conoscenza della gamma di ospiti della maggior parte dei virus rimane limitata&#8221;, </em>spiega l&#8217;autrice capo dello studio, la dott.ssa Maya Wardeh dell&#8217;Institute of Infection, Veterinary and Ecological Sciences dell&#8217;Università.</p>
</blockquote>
<h4 align="justify">È proprio per colmare questa lacuna di conoscenza che i ricercatori hanno sviluppato lo studio appena pubblicato.</h4>
<p align="justify">I loro risultati suggeriscono che <strong>ci sono cinque volte più associazioni tra virus zoonotici noti e mammiferi selvatici e semidomestici di quanto si pensasse in precedenza</strong>. In particolare, <strong>pipistrelli e roditori, che sono stati associati a recenti epidemie di virus emergenti come coronavirus e hantavirus</strong>, sono stati collegati a un aumento del rischio di virus zoonotici.</p>
<p align="justify">Il modello prevede anche un aumento di cinque volte delle associazioni tra mammiferi selvatici e semidomestici e virus di specie domestiche economicamente importanti come bestiame e animali domestici.</p>
<p align="justify">Grazie a questo nuovo approccio di previsione, si potranno valutare meglio i virus che non abbiamo ancora incontrato, in modo da capire cosa studiare per aiutare a mitigare futuri focolai dati da nuove possibili zoonosi.</p>
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		<title>Zanzare geneticamente modificate: una tecnica per prevenire le pandemie?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[biotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione veronesi]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
		<category><![CDATA[malattie zoonotiche]]></category>
		<category><![CDATA[microbiologia]]></category>
		<category><![CDATA[università di padova]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare geneticamente modificate]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio sperimentale propone di inserire zanzare geneticamente modificate nell&#8217;ecosistema per aiutare a combattere le malattie La malaria è una malattia assai nota che, secondo i dati OMS del 2018, nelle zone in cui uccide è responsabile della morte di oltre 400.000 persone, di cui 250.000 sono bambini sotto i 5 anni. Per questo, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70099" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/nature-5648450_1280-e1603549865799.jpg" alt="zanzare geneticamente modificati" width="800" height="542" /></h3>
<h3>Uno studio sperimentale propone di inserire zanzare geneticamente modificate nell&#8217;ecosistema per aiutare a combattere le malattie</h3>
<p><span id="more-70098"></span></p>
<p>La malaria è una malattia assai nota che, secondo i dati OMS del 2018, nelle zone in cui uccide <strong>è responsabile della morte di oltre 400.000 persone, di cui 250.000 sono bambini sotto i 5 anni</strong>.</p>
<p>Per questo, tra le sperimentazioni e gli studi attualmente in corso per capire come sradicare questa malattia c&#8217;è anche la cosiddetta <strong>tecnica del Gene-Drive</strong>, nonostante i quesiti etici che pone.</p>
<p>Come <a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/download/comitato-etico-i-pareri/comitato-etico-fondazione-veronesi-2020-parere-gene-drive" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spiega </a>la <strong>Fondazione Umberto Veronesi</strong>,</p>
<blockquote><p>&#8220;I gene-drive, (o driver genetici), sono sistemi a eredità sbilanciata nei quali viene <strong>aumentata l’abilità di un elemento genetico di passare da un genitore alla prole</strong>. Grazie a queste biotecnologie è possibile creare in laboratorio delle <strong>zanzare geneticamente modificate</strong> le quali, liberate nell&#8217;ambiente, <strong>hanno la capacità di modificare in breve tempo il genoma dell’intera popolazione delle zanzare-vettore</strong>, rendendole sterili o incapaci di trasmettere la malaria&#8221;.</p></blockquote>
<p>La questione è molto spinosa e anche molto discussa, in questo periodo: ne ha parlato <strong>Bill Gates</strong> in un post sul suo LinkedIn e le due scienziate che hanno individuato la tecnica del cripsr/cas9, <strong>Emmanuelle Charpentier</strong> e <strong>Jennifer Doudna</strong>, hanno appena vinto il Nobel per la Chimica.</p>
<h4>Il punto in discussione è quali sono i limiti etici di un tale agire.</h4>
<p>Da una parte si potrebbe pensare di riuscire a prevenire l&#8217;esplosione di malattie zoonotiche, che vengono trasmesse dagli animali agli uomini – come il Covid-19 – dall&#8217;altra &#8220;una volta rilasciate nell’ambiente <strong>le mutazioni propagate attraverso gene-drive sono difficili da controllare e di fatto irreversibili</strong>&#8220;. Che fare?</p>
<h4>Proprio di questo si occupa il paper della Fondazione Umberto Veronesi che, ragionando sugli studi attualmente in corso si chiede a cosa possa portare l&#8217;uso della genetica in ottica preventiva.</h4>
<p>Ricordando che, tra le eccellenze del campo ci sono l’<strong>Istituto di microbiologia dell’Università di Padova</strong> diretto dal professor Andrea Crisanti, e il <strong>laboratorio del polo GGB di Terni</strong>, il Comitato Etico si esprime positivamente nei riguardi di questa tecnologia, non mancando però di sottolineare di quali attenzioni bisogna tener conto, sul piano dell’ecologia e della biodiversità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>WWF: report sulle malattie zoonotiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 06:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malattie zoonotiche]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il WWF ha pubblicato un report su come evitare una nuova pandemia da malattie zoonotiche Da quando il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite, una nuova parola è entrata nel vocabolario dell&#8217;opinione pubblica: zoonosi. Si tratta della parola che indica le malattie che possono essere trasmesse dagli animali agli uomini e che, come è successo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60910" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280.jpg" alt="malattie zoonotiche" width="800" height="390" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280-300x146.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280-768x374.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il WWF ha pubblicato un report su come evitare una nuova pandemia da malattie zoonotiche</h3>
<p><span id="more-60909"></span></p>
<p>Da quando il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite, una nuova parola è entrata nel vocabolario dell&#8217;opinione pubblica: <strong>zoonosi</strong>.</p>
<p>Si tratta della parola che <strong>indica le malattie che possono essere trasmesse dagli animali agli uomini</strong> e che, come è successo per il COVID-19, possono portare a pandemia incontrollabili.</p>
<p>Secondo quanto riportato in un recente <a href="https://wwfeu.awsassets.panda.org/downloads/wwf_covid19_urgent_call_to_protect_people_and_nature_1.pdf" target="_blank" rel="noopener">report </a>del WWF, <strong>gli esseri umani devono affrontare subito le questioni ambientali se desiderano evitare future pandemie.</strong></p>
<h4>E le principali aree in cui devono operare dei cambiamenti sono il commercio e il consumo degli animali selvatici, la deforestazione e la perdita di ecosistemi naturali in agricoltura.</h4>
<p>I costi umani, economici e sociali del Coronavirus sono stati devastanti – basti pensare che includono 370.000 morti in oltre 200 paesi e la perdita di migliaia di miliardi in tutto il mondo. Anche se gli esperti stanno ancora cercando di individuare le origini esatte del COVID-19, gli scienziati credono che sia una malattia zoonotica, visto che è stata collegata a una malattia prevalente nei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinolophus" target="_blank" rel="noopener">pipistrelli ferro di cavallo</a>.</p>
<h4>Secondo il report, le nuove malattie zoonotiche stanno emergendo a un ritmo spaventoso.</h4>
<p>Il WWF invita i governi a fermare il commercio di specie selvatiche ad alto rischio, introdurre nuove politiche per eliminare la deforestazione, proteggere la sicurezza alimentare nelle comunità vulnerabili, riconoscere i diritti alla terra e all&#8217;acqua delle popolazioni indigene e impegnare abbastanza risorse economiche per attuare la Post-2020 <a href="https://www.cbd.int/conferences/post2020" target="_blank" rel="noopener">Global Biodiversity Framework</a> di Convention on Biological Diversity.</p>
<p>L&#8217;organizzazione esorta inoltre i governi a dimezzare le loro impronte di produzione e consumo e ad adottare <strong>un approccio che riconosca i legami tra la salute degli esseri umani, degli animali e dell&#8217;ambiente che condividiamo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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