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	<title>malattia &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>WWF: report sulle malattie zoonotiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 06:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malattie zoonotiche]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il WWF ha pubblicato un report su come evitare una nuova pandemia da malattie zoonotiche Da quando il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite, una nuova parola è entrata nel vocabolario dell&#8217;opinione pubblica: zoonosi. Si tratta della parola che indica le malattie che possono essere trasmesse dagli animali agli uomini e che, come è successo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60910" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280.jpg" alt="malattie zoonotiche" width="800" height="390" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280-300x146.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/virus-5209059_1280-768x374.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il WWF ha pubblicato un report su come evitare una nuova pandemia da malattie zoonotiche</h3>
<p><span id="more-60909"></span></p>
<p>Da quando il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite, una nuova parola è entrata nel vocabolario dell&#8217;opinione pubblica: <strong>zoonosi</strong>.</p>
<p>Si tratta della parola che <strong>indica le malattie che possono essere trasmesse dagli animali agli uomini</strong> e che, come è successo per il COVID-19, possono portare a pandemia incontrollabili.</p>
<p>Secondo quanto riportato in un recente <a href="https://wwfeu.awsassets.panda.org/downloads/wwf_covid19_urgent_call_to_protect_people_and_nature_1.pdf" target="_blank" rel="noopener">report </a>del WWF, <strong>gli esseri umani devono affrontare subito le questioni ambientali se desiderano evitare future pandemie.</strong></p>
<h4>E le principali aree in cui devono operare dei cambiamenti sono il commercio e il consumo degli animali selvatici, la deforestazione e la perdita di ecosistemi naturali in agricoltura.</h4>
<p>I costi umani, economici e sociali del Coronavirus sono stati devastanti – basti pensare che includono 370.000 morti in oltre 200 paesi e la perdita di migliaia di miliardi in tutto il mondo. Anche se gli esperti stanno ancora cercando di individuare le origini esatte del COVID-19, gli scienziati credono che sia una malattia zoonotica, visto che è stata collegata a una malattia prevalente nei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinolophus" target="_blank" rel="noopener">pipistrelli ferro di cavallo</a>.</p>
<h4>Secondo il report, le nuove malattie zoonotiche stanno emergendo a un ritmo spaventoso.</h4>
<p>Il WWF invita i governi a fermare il commercio di specie selvatiche ad alto rischio, introdurre nuove politiche per eliminare la deforestazione, proteggere la sicurezza alimentare nelle comunità vulnerabili, riconoscere i diritti alla terra e all&#8217;acqua delle popolazioni indigene e impegnare abbastanza risorse economiche per attuare la Post-2020 <a href="https://www.cbd.int/conferences/post2020" target="_blank" rel="noopener">Global Biodiversity Framework</a> di Convention on Biological Diversity.</p>
<p>L&#8217;organizzazione esorta inoltre i governi a dimezzare le loro impronte di produzione e consumo e ad adottare <strong>un approccio che riconosca i legami tra la salute degli esseri umani, degli animali e dell&#8217;ambiente che condividiamo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La perdita di peso dei pazienti con Alzheimer</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-perdita-di-peso-dei-pazienti-con-alzheimer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 16:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il dimagrimento dei malati di Alzheimer è legato a una diminuzione del metabolismo del glucosio nel cervello Una nuova ricerca condotta attraverso un sistema di neuroimaging multimodale sui malati di Alzheimer (MULNIAD), condotta dal National Center for Geriatrics and Gerontology (NCGG) e pubblicata sul Journal of Alzheimer&#8217;s Disease, ha dimostrato che l&#8217;ipometabolismo nelle aree prefrontali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37650" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920.jpg" alt="" width="800" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il dimagrimento dei malati di Alzheimer è legato a una diminuzione del metabolismo del glucosio nel cervello</p>
<p>  <span id="more-37651"></span>  </p>
<p>Una nuova ricerca condotta attraverso un sistema di neuroimaging multimodale sui malati di Alzheimer (MULNIAD), condotta dal National Center for Geriatrics and Gerontology (NCGG) e pubblicata sul Journal of Alzheimer&#8217;s Disease, ha dimostrato che l&#8217;ipometabolismo nelle aree prefrontali mediali dei pazienti è legato a successivi problemi nutrizionali.</p>
<p>I partecipanti allo studio erano 34, tra individui positivi, con compromissione cognitiva lieve o malattia di Alzheimer precoce, e pazienti cognitivamente normali (CN). I soggetti sono stati mappati, mediante analisi multiple, utilizzando la mappatura parametrica statistica, i corrispettivi stati nutrizionali (indice di massa corporea, indice di massa senza grasso, indice di massa grassa, rapporto altezza-vita) e <a href="https://www.iospress.nl/ios_news/decreased-glucose-metabolism-in-medial-prefrontal-areas-in-a%CE%B2-positive-individuals-linked-to-weight-loss-in-ad/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i cambiamenti cerebrali</a>.</p>
<p>&#8220;I risultati suggeriscono che l&#8217;ipometabolismo nelle aree prefrontali mediali è associato alla perdita di peso correlata alla malattia di Alzheimer, e la diminuzione della massa grassa può avere un ruolo chiave. Tuttavia, questo studio trasversale fornisce risultati preliminari, abbiamo bisogno quindi di ulteriori indagini longitudinali&#8221;, ha dichiarato il dott. Takashi Sakurai, responsabile della Memory Clinic presso NCGG e autore della ricerca.</p>
<p>Questo studio è il primo a mostrare le associazioni tra lo stato nutrizionale e i cambiamenti cerebrali correlati alla malattia di Alzheimer utilizzando le modalità multi-imaging come la topografia dell&#8217;emissione beta-amiloide &#8211; positrone (PET), 18-F-fluorodeossiglucosio (FDG) -PET e la risonanza magnetica strutturale.</p>
<p>In conclusione, i risultati del ridotto metabolismo del glucosio nelle aree prefrontali mediali degli individui A -positivi possono dare una risposta al meccanismo di perdita di peso nella malattia di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alzheimer</a>, ma serviranno ulteriori studi.</p>
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		<item>
		<title>Cosa sta facendo ammalare gli alberi in Europa?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/cosa-sta-facendo-ammalare-gli-alberi-in-europa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 13:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra sia l&#8217;inquinamento a causare questa tendenza allarmante alla malnutrizione della flora nel nostro continente Vi è stata una preoccupante diffusione di malnutrizione degli alberi in tutta Europa che ha reso molto vulnerabile la vegetazione, portandola a soffrire, e che – strano, no? – pare sia colpa nostra.&#160; Uno nuovo studio&#160;che copre 10 anni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra sia l&#8217;inquinamento a causare questa tendenza allarmante alla malnutrizione della flora nel nostro continente</p>
<p>  <span id="more-36748"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Vi è stata una preoccupante diffusione di malnutrizione degli alberi in tutta Europa che ha reso molto vulnerabile la vegetazione, portandola a soffrire, e che – strano, no? – pare sia colpa nostra.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-018-0189-9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno nuovo studio</a>&nbsp;che copre 10 anni di ricerca, recentemente pubblicato sulla rivista «Nature», ha esaminato 13.000 campioni di suolo provenienti da 20 paesi europei. Da queste analisi, i ricercatori hanno concluso che molte comunità di funghi degli alberi (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Micorriza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le micorrize</a>), che forniscono nutrienti alle radici degli alberi con cui hanno un rapporto simbiotico mutuale e ne ricevono in cambio carbonio) sono stressati dall&#8217;inquinamento e che, anche se ormai sembra la conclusione un po&#8217; di tutto quello che diciamo (cosa che dovrebbe farci riflettere), dobbiamo seriamente pensare di abbassare i limiti attuali che abbiamo dato all&#8217;inquinamento, che potrebbero non essere abbastanza rigorosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, condotto dall&#8217;<a href="https://www.imperial.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Imperial College</a>&nbsp;di Londra e dal Royal Botanic Gardens, <a href="https://www.kew.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kew</a>, ha appunto rilevato che sono l&#8217;aria e la qualità del suolo locali ad avere un grande impatto sui funghi micorrizici, che non potendo più passare all&#8217;albero azoto, fosforo, potassio e altri nutrienti provocano il malessere della pianta, la sua fame e quindi questa ondata di malnutrizione che ha investito gli alberi in tutta Europa, con le foglie scolorite e le chiome diradate. Insomma, da un rapporto mutuale si è passati a una specie di rapporto parassitario in cui è l&#8217;albero a rimetterci.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto siano risultati molto negativi, in prospettiva sono potenzialmente positivi, nel senso che perlomeno ci mettono davanti a un fatto, a una situazione che dobbiamo affrontare, inducendoci a procedere con studi, progetti, tentativi di soluzione. Quello che succede tra inquinamento, suolo, micorrize e alberi deve essere chiarito per poter innescare un cambiamento, quindi cerchiamo di farlo.</p>
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		<item>
		<title>“I lavoratori autocertifichino i primi 3 giorni di malattia”. La proposta al vaglio del senato</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-lavoratori-autocertifichino-i-primi-3-giorni-di-malattia-la-proposta-al-vaglio-del-senato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 07:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo i promotori ciò responsabilizza i pazienti In futuro potremmo assentarci dal lavoro “autocertificando” la nostra malattia se richiede un’assenza inferiore ai tre giorni. È una proposta, ricorda l’Ansa, che la Fnomceo &#8211; su impulso del Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, Augusto Pagani &#8211; porta avanti da quattro anni, e che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34118" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_autocertificazioen_malattia_tre_giorni.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_autocertificazioen_malattia_tre_giorni.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_autocertificazioen_malattia_tre_giorni-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_autocertificazioen_malattia_tre_giorni-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo i promotori ciò responsabilizza i pazienti</p>
<p>  <span id="more-34119"></span>  </p>
<p>In futuro potremmo assentarci dal lavoro “autocertificando” la nostra malattia se richiede un’assenza inferiore ai tre giorni. È una proposta, ricorda l’Ansa, che la Fnomceo &#8211; su impulso del Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, Augusto Pagani &#8211; porta avanti da quattro anni, e che è stata lo scorso dicembre oggetto di un Ordine del Giorno approvato all&#8217;unanimità dal Consiglio Nazionale, che ha dato mandato al Presidente Chersevani e a tutto il Comitato Centrale di sollecitare una revisione, in tal senso, della Legge Brunetta. Un testo con questa norma e&#8217; stato ora assegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.</p>
<p>La responsabilità quindi passerebbe al lavoratore che dovrebbe solo comunicare al medico il suo stato. Quest’ultimo dovrebbe solo fare da tramite con l’Inps per la trasmissione telematica.</p>
<p>&#8220;La Fnomceo esprime vivo apprezzamento e sostiene il disegno di legge presentato dal senatore Romani &#8211; afferma Maurizio Scassola, Vicepresidente della Federazione -. Ci sono disturbi, come il mal di testa o lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili. Il medico, in questi casi, deve limitarsi, all&#8217;interno del rapporto di fiducia che lo lega al paziente, a prendere atto di quanto lamentato. Riteniamo che un&#8217;auto-attestazione potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente, come del resto già avviene, con ottimi risultati, in molti paesi anglosassoni. Auspichiamo dunque un iter rapido e l&#8217;approvazione entro fine legislatura&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Parkinson arriva sempre prima: un malato su cinque ha meno di 50 anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/il-parkinson-arriva-sempre-prima-un-malato-su-cinque-ha-meno-di-50-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 09:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Parkinson: la malattia si manifesta sempre prima e i nuovi casi sono in crescita Il Parkinson non colpisce più solo le persone anziane, ormai un malato su cinque manifesta i primi sintomi prima dei 50 anni. Ricordiamo che una buona dieta può aiutare a prevenire Parkinson e Alzheimer. &#8220;Negli ultimi tempi sta emergendo un numero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32824" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_parkinson.jpg" alt="" width="652" height="342" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_parkinson.jpg 652w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_parkinson-300x157.jpg 300w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>Parkinson: la malattia si manifesta sempre prima e i nuovi casi sono in crescita</p>
<p>  <span id="more-32825"></span>  </p>
<p>Il Parkinson non colpisce più solo le persone anziane, ormai un malato su cinque manifesta i primi sintomi prima dei 50 anni. Ricordiamo che <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una buona dieta può aiutare a prevenire Parkinson e Alzheimer</a>.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi tempi sta emergendo un numero maggiore di casi giovanili rispetto al passato, anche se non sappiamo se questo aumento sia dovuto sostanzialmente a un migliore approccio alla malattia, cioè maggiore precisione diagnostica e accuratezza del medico nel rilevare i sintomi&#8221;. Lo spiega all’Adnkronos Nicola Modugno, responsabile del Centro Parkinson dell&#8217;Istituto neurologico Mediterraneo di Pozzilli (Isernia).</p>
<p>&#8220;Esiste una sfera di sintomi &#8216;pre-morbosa&#8217; che caratterizza la persona prima che si manifesti la malattia. All’inizio possono presentarsi &#8211; afferma Modugno &#8211; disturbi del sonno e della sfera dell&#8217;umore, ansia, depressione, stitichezza, iposmia (ovvero la riduzione della nostra capacità di sentire gli odori). Ma attenzione: sono tutti elementi da considerare e validare con gli specialisti&#8221;.</p>
<p>Il morbo di Parkinson ha colpito in Italia 250mila persone, un numero che è destinato a raddoppiare nei prossimi 15 anni, dato che le stime parlano di 6000 nuovi casi ogni anno.</p>
<p>&#8220;Al momento &#8211; spiega all&#8217;Adnkronos Salute Nicola Modugno, responsabile del Centro Parkinson dell&#8217;Istituto neurologico Mediterraneo di Pozzilli (Isernia) &#8211; si conoscono tante possibili cause della malattia, ma non quella specifica. Sappiamo, però, che molti meccanismi possono entrare in gioco: ad esempio, esistono dei geni le cui alterazioni porterebbero alla cascata degenerativa che è alla base della morte delle cellule dopaminergiche, e quindi della malattia di Parkinson. Vi può essere, inoltre, un&#8217;interazione con l&#8217;ambiente, con sostanze tossiche&#8221;.</p>
<p>Il Parkinson &#8220;è certamente un problema sociale. Oggi l&#8217;assistenza ai malati di Parkinson &#8211; prosegue l&#8217;esperto &#8211; è lasciata alla fisioterapia, ma innumerevoli studi dimostrano che l&#8217;assistenza dovrebbe estendersi a tanti altri aspetti: reinserire i pazienti in un contesto sociale, aiutarli a non depauperare tutto il patrimonio della loro vita in termini di attività lavorativa e rapporti con la famiglia&#8221;.</p>
<p>Negli anni, prosegue Modugno, &#8220;si sono ampliate le conoscenze sulla patologia, sulle terapie e sulle conseguenze che il Parkinson può causare. Quando parliamo di Parkinson non pensiamo più al solo tremore, ma sappiamo che dobbiamo pensare a un&#8217;intera vita e a una globalità di sintomi. Da questo punto di vista, ripeto, è cambiato tutto. Tantissimi aspetti vanno considerati e studiati”.</p>
<p>&#8220;Le terapie farmacologiche sono tante &#8211; spiega ancora Modugno &#8211; il farmaco più utilizzato è la levodopa e rimane quello più efficace, usato dal 98% dei pazienti. Lo si può somministrare per via orale o per via infusionale con un apparecchio che consente diffondere la molecola direttamente nell&#8217;organismo del paziente attraverso lo stomaco&#8221;. Anche la fisioterapia &#8220;è sicuramente un&#8217;arma molto efficace a disposizione del paziente. Noi sappiamo che il disturbo del Parkinson riguarda la gestione degli automatismi dell&#8217;essere umano: dobbiamo insegnare ai pazienti che tali automatismi non vengono più in maniera spontanea, ma vanno pensati. Quindi la riabilitazione insegna loro che per camminare in maniera corretta bisogna pensare a come svolgere ogni singolo passo. In questo la fisioterapia ha fatto grandi passi in avanti&#8221;.</p>
<p>I centri per lo studio e la cura del Parkinson sono presenti in tutta Italia, e vi si accede come in qualsiasi ospedale. Esiste una mappatura fatta dall&#8217;Osservatorio dell&#8217;accademia Limpe-Dismov. Una sorta di &#8216;pagine gialle&#8217; delle strutture specializzate.</p>
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		<title>Lavoratore in malattia può uscire di casa? Facciamo chiarezza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lavoratore-in-malattia-puo-uscire-di-casa-facciamo-chiarezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 09:17:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lavoratore malato può uscire di casa? E a che condizioni? Se un lavoratore è a casa in malattia ha facoltà di uscire di casa? O rischia di incorrere in problemi dal punto di vista legale? È un problema che molti si sono posti perché in teoria, per i &#8220;furbetti&#8221;, si potrebbe arrivare fino al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32477" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/10/images_cold-and-flu.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_cold-and-flu.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_cold-and-flu-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_cold-and-flu-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il lavoratore malato può uscire di casa? E a che condizioni?</p>
<p>  <span id="more-32478"></span>  </p>
<p>Se un lavoratore è a casa in malattia ha facoltà di uscire di casa? O rischia di incorrere in problemi dal punto di vista legale?</p>
<p>È un problema che molti si sono posti perché in teoria, per i &#8220;furbetti&#8221;, si potrebbe arrivare fino al licenziamento per giusta causa.</p>
<p>Secondo una recente sentenza della Cassazione, ripresa dal sito laleggepertutti.it, durante gli orari della cosiddetta &#8216;reperibilità&#8217;, il lavoratore deve rimanere a casa o presso il diverso indirizzo comunicato all’azienda con il certificato medico (salvo le esenzioni per le malattie gravi) per consentire la visita fiscale del medico fiscale inviato dall’Inps. Per i lavoratori del settore privato: dalle 10 alle 12.00 e dalle 17 alle 19, 7 giorni su 7 (inclusi domeniche e festivi). Per i dipendenti pubblici: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, 7 giorni su 7 (inclusi domeniche e festivi).</p>
<p>Se durante gli orari di reperibilità siamo costretti ad uscire per una grave ragione, dobbiamo comunicarlo prima e, in caso non ne avessimo il tempo, dobbiamo essere in grado di dimostrare il carattere di urgenza della situazione.</p>
<p>In caso di assenza ingiustificata si perde il trattamento di malattia, con modalità diverse a seconda che non ci si faccia trovare alla prima, alla seconda o alla terza visita. Il datore di lavoro può licenziare il dipendente, ma solo nei casi più gravi.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Aumentano i casi di tubercolosi in italia, l&#8217;allarme degli esperti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 11:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[polmoni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tubercolosi]]></category>
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					<description><![CDATA[La tubercolosi ha una incidenza generalmente basse, ma alcune fasce della popolazione sono a rischio In Italia si contano 7,7 casi per ogni 100mila abitanti, quindi la tubercolosi è considerata una patologia a &#8216;bassa incidenza&#8217;. Tuttavia rappresenta un pericolo per alcuni gruppi a rischio come tossicodipendenti, immigrati da paesi molto colpiti, pazienti immunodepressi; in generale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31931" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Tubercolosi.jpg" alt="" width="1024" height="655" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Tubercolosi.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Tubercolosi-300x192.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Tubercolosi-768x491.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La tubercolosi ha una incidenza generalmente basse, ma alcune fasce della popolazione sono a rischio</p>
<p>  <span id="more-31932"></span>  </p>
<p>In Italia si contano 7,7 casi per ogni 100mila abitanti, quindi la tubercolosi è considerata una patologia a &#8216;bassa incidenza&#8217;.</p>
<p>Tuttavia rappresenta un pericolo per alcuni gruppi a rischio come tossicodipendenti, immigrati da paesi molto colpiti, pazienti immunodepressi; in generale quindi per persone apparteneti alle classi sociali più in difficoltà.</p>
<p>A lanciare l&#8217;allarme è la <a href="http://www.gimbe.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Gimbe</a> che ha realizzato la <a href="http://www.evidence.it/articolodettaglio/209/it/491/linee-guida-per-la-diagnosi-terapia-prevenzione-e-controllo-de/articolo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sintesi italiana delle indicazioni pubblicate a gennaio dal Nice</a> (l&#8217;Istituto britannico per la salute e l&#8217;eccellenza sanitaria), con un approccio sistematico e integrato alla prevenzione, diagnosi, terapia e gestione della Tbc.</p>
<p>&#8216;Il ritorno della Tbc &#8211; spiega all&#8217;Adnkronos Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe &#8211; rappresenta un’emergenza sanitaria sottovalutata perché esistono numerosi ostacoli per un’efficace prevenzione e trattamento: standard assistenziali spesso obsoleti a dispetto di una notevole evoluzione delle conoscenze scientifiche, frammentazione e scarso coordinamento dei percorsi assistenziali tra servizi di sanità pubblica, cure primarie e assistenza specialistica, barriere culturali e linguistiche, carenze nella rete di diagnosi e cura&#8221;.</p>
<p>Il Piano nazionale di prevenzione 2014-2018 riporta tra gli obiettivi prioritari l’implementazione di linee guida aggiornate, però l’ultimo aggiornamento delle linee guida nazionali risale al 2010. <br />Per Cartabellotta, &#8216;la mancanza di linee guida aggiornate, in grado di sintetizzare le migliori evidenze scientifiche, rappresenta un ulteriore ostacolo alla gestione ottimale della Tbc: l&#8217;uso appropriato dei nuovi test diagnostici (Igra test, Naat), le strategie per migliorare l’aderenza terapeutica e i protocolli di cura per i casi multi-farmaco resistenti oggi sono ben lontani dall&#8217;essere promossi in modo uniforme sul territorio nazionale&#8217;.</p>
<p>&#8216;Tutti i professionisti coinvolti nella gestione della malattia tubercolare &#8211; conclude Cartabellotta &#8211; dovrebbero prendere in considerazione queste linee guida, per garantire un&#8217;assistenza omogenea su tutto il territorio nazionale per questa emergenza sanitaria, che può essere adeguatamente prevenuta e trattata integrando le migliori evidenze nei percorsi assistenziali regionali e aziendali&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Virus Aids regredisce. E&#8217; il primo caso al mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/virus-aids-regredisce-e-il-primo-caso-al-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 10:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
		<category><![CDATA[Aids regredisce]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[hiv]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta al mondo il virus dell&#8217;Aids fa marcia indietro   Una bella scoperta: il virus dell&#8217;Aids regredisce. Il primo caso di questo tipo è successo ad una francese di 18 anni nata sieropositiva nel 1996, contagiata dalla nascita che ha interrotto i trattamenti antiretrovirali ben 12 anni fa. &#8216;E&#8217; il primo caso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27751" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_can_mobile_phones_help_fight_pediatric_aids_0f3f8d36c3-16114-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Per la prima volta al mondo il virus dell&#8217;Aids fa marcia indietro</p>
<p>  <span id="more-27752"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Una bella scoperta: il virus dell&#8217;Aids regredisce. Il primo caso di questo tipo è successo ad una francese di 18 anni nata sieropositiva nel 1996, contagiata dalla nascita che ha interrotto i trattamenti antiretrovirali ben 12 anni fa. &#8216;E&#8217; il primo caso mondiale di regressione del virus dell&#8217;Aids&#8217;, commentano i medici dell&#8217;Institut Pasteur di Parigi. E&#8217; la prima volta che si registra una regressione del virus dell&#8217;Hiv in un tempo così prolungato, a 12 anni dall&#8217;interruzione del trattamento.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">&#8216;Se da un lato vuole proteggere la sua privacy, la ragazza ha capito benissimo che vive una situazione eccezionale sul piano medico&#8217;, spiega Pierre Frange, pediatra e ricercatore all&#8217;ospedale Necker di Parigi, nonché autore dello studio presentato alla conferenza dell&#8217;International Aids Society (Ias).</p>
<p align="LEFT">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Fertilità a rischio: 7 possibili impedimenti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/fertilita-a-rischio-7-possibili-impedimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 11:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Diventare Mamma]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[  Diventare mamma può essere difficile se ci scontriamo con questi fattori: conosciamoli per combatterli La fertilità femminile cala con&#8217;l&#8217;età, ma anche durante il periodo fertile lo stile di vita e alcuni fattori possono influenzare le chance di avere un bimbo. Anche prima di raggiungere la menopausa la fertilità cala; è fisiologico, ma l&#8217;età non è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26102" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_Fertilit___a_rischo-15287-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Diventare mamma può essere difficile se ci scontriamo con questi fattori: conosciamoli per combatterli</p>
<p>  <span id="more-26103"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">La fertilità femminile cala con&#8217;l&#8217;età, ma anche durante il periodo fertile lo stile di vita e alcuni fattori possono influenzare le chance di avere un bimbo. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Anche prima di raggiungere la menopausa la fertilità cala; è fisiologico, ma l&#8217;età non è l&#8217;unico fattore in gioco. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Quindi per chi vuole diventare mamma è fondamentale fare attenzione a ciò che può mettere a rischio la fertilità:</span></p>
<h2>Obesità</h2>
<p>I chili di troppo possono inibire la produzione di ormoni e rendere più difficile la concezione. Le funzioni dello ovaie possono essere compromesse dall&#8217;obesità.</p>
<h2>Magrezza eccessiva</h2>
<p>Potrebbe significare che hai carenza di leptina, l&#8217;ormone che regola l&#8217;appetito.  Ciò può comportare anche la scomparsa del ciclo.</p>
<h2>Agenti chimici </h2>
<p>L&#8217;inquinamento, come alcuni prodotti chimici contenuti dei cibi e negli oggetti di uso quotidiano possono compromettere la fertilità; ad esempio i pesticidi e gli<a href="https://www.ecoseven.net//?p=22105" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ftalati</a>.</p>
<h2>Fumo</h2>
<p>Il fumo danneggia gli ormoni e anche il DNA, sia negli uomini che nelle donne. Anche se si fumano poche sigarette al giorno.</p>
<h2>Allattamento</h2>
<p>Le donne che stanno allattando potrebbero avere meno chance di rimanere incinte.</p>
<h2>Esercizio fisico intenso</h2>
<p>Se fai troppo esercizio fisico la tua fertilità potrebbe risentirne. Ad esempio 5 ore di esercizio intenso alla settimana possono essere considerate &#8216;allenamento intenso&#8217;. Il primo &#8216;sintomo&#8217; è una modifica o un accorciamento del ciclo mestruale. In questi casi è sempre bene consultare un medico.</p>
<h2>Problemi alla tiroide</h2>
<p>Se ci sono <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15579" target="_blank" rel="noopener noreferrer">problemi alla tiroide </a>anche l&#8217;ovulazione potrebbe risentirne. </p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Allarme meningite a Roma. 3 bambini ricoverati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/allarme-meningite-a-roma-3-bambini-ricoverati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 12:03:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[meningite]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino meningite]]></category>
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					<description><![CDATA[  A Roma è allarme meningite. Esperti: colpa del calo di vaccini         Tre neonati di di 2, 3 e 5 mesi sono ricoverati all&#8217;ospedale Bambino Gesù di Roma per una meningite causata da Haemophilus influenzae di tipo B, un batterio il cui vaccino è tra quelli obbligatori. Uno dei piccoli è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24179" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_images-14329-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A Roma è allarme meningite. Esperti: colpa del calo di vaccini</p>
<p>  <span id="more-24180"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tre neonati di di 2, 3 e 5 mesi sono ricoverati all&#8217;ospedale Bambino Gesù di Roma per una <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22628" target="_blank" rel="noopener noreferrer">meningite</a> causata da Haemophilus influenzae di tipo B, un batterio il cui vaccino è tra quelli obbligatori. Uno dei piccoli è in terapia intensiva.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Secondo i medici la malattia è tornata a causa del calo delle vaccinazioni . Il vaccino contro l&#8217;Haemophilus è contenuto in quello esavalente, che si somministra a partire dai tre mesi di età del <a href="benessere/bambini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bambino</a>, i cui livelli sono precipitati secondo il ministero della Salute al punto più basso degli ultimi dieci anni.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8216;Per questa malattia c&#8217;è un vaccino specifico che protegge i bambini dal rischio di contrarla perciò riteniamo che la recrudescenza dei casi sia legata al calo delle vaccinazioni. In mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio responsabile circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore&#8217;, ha evidenziato Alberto Villani, Responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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