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	<title>Mal&#8217;aria &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Combattere la malaria con le zanzare sterili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 06:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori prevedono di rilasciare in Burkina Faso delle zanzare geneticamente modificate per iniziare una lotta contro la trasmissione della malaria La scommessa biotech del Burkina Faso è molto interessante ed è la prima volta che una nazione africana accetta di lanciarla a se stessa, la prima volta in generale che esiste la possibilità che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37207" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920.jpg" alt="" width="797" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_elves-dance-2874211_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>I ricercatori prevedono di rilasciare in Burkina Faso delle zanzare geneticamente modificate per iniziare una lotta contro la trasmissione della malaria</p>
<p>  <span id="more-37208"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La scommessa biotech del Burkina Faso è molto interessante ed è la prima volta che una nazione africana accetta di lanciarla a se stessa, la prima volta in generale che esiste la possibilità che un qualsiasi animale geneticamente modificato venga rilasciato nella natura del continente. La mossa è parte di un piano a lungo termine per sradicare la specie di zanzare che trasmette la malaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sappiamo, la malaria si diffonde quando i parassiti infettano le zanzare e le zanzare poi la trasmettono agli esseri umani. Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) , <a href="https://www.cdc.gov/parasites/malaria/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel 2016 sono morte 445.000</a>&nbsp;persone di malaria nel mondo e la maggior parte di loro erano bambini provenienti dall&#8217;Africa. Se potessimo sbarazzarci – o almeno diminuire la portata – di quel particolare tipo di zanzara che genera questi terribili dati potremmo essere in grado di ridurre il numero di casi di malattia e di decessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le zanzare che i ricercatori prevedono di rilasciare nel villaggio di Bana questo mese sono maschi geneticamente modificati per essere sterili. Queste zanzare non hanno lo scopo di sradicare la malaria, saranno lì per aiutare la popolazione locale a fidarsi della comunità scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta raggiunto questo obiettivo, i ricercatori sperano di poter rilasciare zanzare «gene drive», ovvero zanzare che saranno state geneticamente modificate per trasportare mutazioni destinate a ridurre la popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Finora nessuno ha mai rilasciato un animale modificato geneticamente in natura perché è molto rischioso: se il rilascio di queste zanzare sterilizzate produce conseguenze impreviste, ci si può anche aspettare che tutti gli insetti muoiano. Quindi la domanda che dobbiamo farci è: dato l&#8217;elevato numero di morti causate dalla malaria, il rischio di causare una specie genocidio potrebbe valere la candela?</p>
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		<title>I cervi e la malaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 08:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cerbiatti]]></category>
		<category><![CDATA[Cervi]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti il parassita della malaria sta infettando e uccidendo i cuccioli di cervo americani Secondo nuove ricerche, la malaria è ormai molto comune tra i cervi che vivono in Nord America: il parassita che causa questa malattia negli animali, ma non negli umani, attacca sia gli esemplari adulti che i cuccioli. Il punto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36247" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_cerbiattomalaria.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_cerbiattomalaria.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_cerbiattomalaria-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_cerbiattomalaria-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti il parassita della malaria sta infettando e uccidendo i cuccioli di cervo americani</p>
<p>  <span id="more-36248"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo nuove ricerche, la malaria è ormai molto comune tra i cervi che vivono in Nord America: il parassita che causa questa malattia negli animali, ma non negli umani, attacca sia gli esemplari adulti che i cuccioli. Il punto è che, mentre molti animali riescono a debellare questa infezione e ad eliminare il batterio, i cuccioli di cervo non ci riescono molto spesso e, infatti, come hanno scoperto i ricercatori, quando ne sono infetti hanno molte meno probabilità di sopravvivere al loro primo anno di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quando riportato <a href="http://msphere.asm.org/content/3/2/e00067-18" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sulla rivista «mSphere»</a>, i campioni di sangue raccolti da 33 cerbiatti allevati in una fattoria in Florida hanno rivelato che circa il 21% di questi giovani cervi risultava positivo ai microscopici parassiti della malaria, senza che potesse essere è chiaro se i cerbiatti fossero stati infettati dalle zanzare o dalle loro madri. Ne è risultato inoltre che dei cerbiatti infettati, quelli che erano stati infettati più da cuccioli avevano il 50% delle possibilità di morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno identificato più di 600 parassiti che causano la malaria e possono essere diffusi da mosche che mordono roditori, pipistrelli, uccelli, primati e altri vertebrati – fortunatamente, solo cinque di questi 600 parassiti infettano la gente.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione dei ricercatori si è concentrata sul Plasmodium odocoilei, che è stato trovato nei cervi dalla coda bianca già nel 1967 e, adesso, i ricercatori stanno lavorando per cercare di capire come questo parassita si sia evoluto e diffuso tra questi animali, che sono appunto prevalenti nel Nord America.</p>
<p style="text-align: justify;">Sequenziando il genoma del P. odocoilei ed esplorando il ruolo del parassita nella mortalità dei cervi, lo studio spera di aprire nuove opportunità per studiare questa malattia che – è bene ricordarlo – provoca ancora, ogni anno, più di 400.000 morti in tutto il mondo, di cui il 70% sono bambini di età inferiore ai 5 anni.</p>
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		<title>Come la Nasa sta aiutando a combattere la malaria</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/come-la-nasa-sta-aiutando-a-combattere-la-malaria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 11:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[satellite]]></category>
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					<description><![CDATA[I dati raccolti dai satelliti di osservazione della NASA possono tenere traccia delle forze che creano le epidemie di malaria in modo da aiutare le comunità locali a debellarla Il progetto LDAS (Land Data Assimilation System) della Nasa consente ai satelliti di posizionarsi in modo da poter controllare, nella foresta amazzonica, in Sud America, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35020" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_NASA_Malaria.png" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_NASA_Malaria.png 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_NASA_Malaria-300x169.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_NASA_Malaria-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I dati raccolti dai satelliti di osservazione della NASA possono tenere traccia delle forze che creano le epidemie di malaria in modo da aiutare le comunità locali a debellarla</p>
<p>  <span id="more-35021"></span>  </p>
<p>Il progetto LDAS (<a href="https://ldas.gsfc.nasa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Land Data Assimilation System</a>) della Nasa consente ai satelliti di posizionarsi in modo da poter controllare, nella foresta amazzonica, in Sud America, i fattori ambientali (come la pioggia) e le attività umane che possono attirare la zanzare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anopheles" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anopheles darlingi</a>, portatrici di malaria nella regione.&nbsp;</p>
<p>William Pan del <a href="http://globalhealth.duke.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Duke Global Health Institute</a>, che sta guidando il progetto, ha dichiarato che questi dati possono essere implementati in pochi anni e i modelli analitici usati nella ricerca possono essere estesi per aiutare a prevenire la diffusione di Zika, Dengue e altre malattie – per esempio, individuando aree con temperature calde che potrebbero creare stagni o pozzanghere d&#8217;acqua.</p>
<p>La malaria è una malattia mortale che interessa tutto il mondo e che viene trasmessa da circa 40 specie di zanzare, secondo la NASA. In nazioni come il Perù, è difficile valutare dove le zanzare femmine portatrici stanno posando le loro uova ma, visto che cercano acque calde che sono particolarmente presenti in alcune zone della foresta pluviale&nbsp;dove si accumulano le piogge e si scavano i fossi, allora si potrebbe combattere l&#8217;epidemia anticipando dove gli episodi sono più probabili.&nbsp;</p>
<p>Il bacino amazzonico, purtroppo, ha visto un recente aumento delle infezioni da malaria: secondo il <a href="http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/252038/1/9789241511711-eng.pdf?ua=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto sulla malaria del 2016</a>, fatto dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, il Perù e il Venezuela hanno sperimentato un aumento di più di 20 punti percentuali nei casi di malaria stimata e nei tassi di mortalità. <br />Le persone non sempre sperimentano i primi sintomi di malaria dove contraggono la malattia, quindi contenere una epidemia è una cosa molto impegnativa. I dati della Nasa potrebbero davvero fare la differenza.</p>
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		<title>Malaria a Taranto, ricoverati quattro extracomunitari. “L&#8217;hanno contratta qui”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/malaria-a-taranto-ricoverati-quattro-extracomunitari-l-hanno-contratta-qui/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 07:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ministro esclude che vi sia un allarme, ma la malattia è stata contratta nel nostro Paese Quattro braccianti extracomunitari, di età compresa tra i 21 e i 37 anni, hanno contratto la malaria nel nostro Paese e sono ricoverati nel reparto Infettivi dell&#8217;ospedale Moscati di Taranto. Si tratta di tre magrebini e di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34637" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_malaria_taranto.jpg" alt="" width="700" height="463" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_malaria_taranto.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_malaria_taranto-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il ministro esclude che vi sia un allarme, ma la malattia è stata contratta nel nostro Paese</p>
<p>  <span id="more-34638"></span>  </p>
<p>Quattro braccianti extracomunitari, di età compresa tra i 21 e i 37 anni, hanno contratto la <a href="https://www.ecoseven.net//?tag=malaria" target="_blank" rel="noopener noreferrer">malaria</a> nel nostro Paese e sono ricoverati nel reparto Infettivi dell&#8217;ospedale Moscati di Taranto. Si tratta di tre magrebini e di un sudanese. Due di loro sono in Italia da due anni, un terzo da un paio di mesi, mentre per sul quarto sono ancora in corso verifiche.</p>
<p>Considerando che il tempo di incubazione della malaria, come spiegano i medici, varia da 12 a 18 giorni, significa che la malattia è stata contratta in Italia.</p>
<p>Sul caso è intervenuto anche il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, escludendo che vi sia un allarme malaria a Taranto. Due delle ipotesi sulla provenienza delle zanzare: potrebbero essere autoctone o potrebbero essere state trasportate in valigia di ritorno da qualche paese straniero.</p>
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		<title>Bimba morta di malaria, forse la causa è l&#8217;ago pungidito</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/bimba-morta-di-malaria-forse-la-causa-e-l-ago-pungidito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 10:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ago]]></category>
		<category><![CDATA[Ago pungidito]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il contagio della malaria forse dovuto a errore umano Tra le ipotesi più accreditate per il contagio della bimba di quattro anni morta la scorsa settimana per la malaria c’è un ago pungidito. Sono quelli utilizzati ad esempio per controllare il diabete, ma anche per effettuare la goccia spessa, esame utile a diagnosticare la malaria. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34492" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_Ago_Pungidito.jpg" alt="" width="650" height="433" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Ago_Pungidito.jpg 650w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Ago_Pungidito-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Il contagio della malaria forse dovuto a errore umano</p>
<p>  <span id="more-34493"></span>  </p>
<p>Tra le ipotesi più accreditate per il<a href="https://www.ecoseven.net//?p=34464" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> contagio della bimba di quattro anni morta la scorsa settimana per la malaria</a> c’è un ago pungidito. Sono quelli utilizzati ad esempio per controllare il diabete, ma anche per effettuare la goccia spessa, esame utile a diagnosticare la malaria.</p>
<p>Forse il contafio è avvenuto nel periodo in cui la bimba era ricoverata a Trento per diabete, mentre in pediatria si trovavano due altre bimbe ricoverate per malaria. Ad avanzare questa ipotesi è il dottor Walter Pasini, direttore del Centro di Travel Medicine and Global Health.</p>
<p>&#8220;Sembra assumere sempre maggior corpo nella vicenda di Trento &#8211; sostiene &#8211; quella che sin dall&#8217;inizio appariva l&#8217;ipotesi più probabile e cioè che la povera bambina abbia contratto l&#8217;infezione nel periodo dal 16 al 20 agosto, dal sangue infetto attraverso un errore umano, quando era ricoverata in un reparto pediatrico che ospitava due bambine africane ammalate di malaria. Probabilmente l&#8217;ago infetto che ha trasmesso il protozoo della malaria è stato quello pungidito sul polpastrello della mano”.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La zanzara è l’animale più letale: 830mila morti l’anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 08:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[Zanzara]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco la classifica degli animali più letali: zanzara al primo posto. Vediamo l&#8217;uomo come si posiziona in classifica Tigri, leoni, rinoceronti, squali? No, gli animali più letali del pianeta sono le zanzare.&#160; Ce lo ha ricordato il recente tragico caso della bimba di 4 anni morta di malaria a Brescia. I dati a livello mondiale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34482" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_zanzara_insetti.jpg" alt="" width="606" height="350" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_zanzara_insetti.jpg 606w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_zanzara_insetti-300x173.jpg 300w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></p>
<p>Ecco la classifica degli animali più letali: zanzara al primo posto. Vediamo l&#8217;uomo come si posiziona in classifica</p>
<p>  <span id="more-34483"></span>  </p>
<p>Tigri, leoni, rinoceronti, squali? No, gli animali più letali del pianeta sono le zanzare.&nbsp;</p>
<p>Ce lo ha ricordato il recente tragico caso della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34464" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bimba di 4 anni morta di malaria a Brescia</a>.</p>
<p>I dati a livello mondiale parlano chiaro, come spiega la fondazione di Bill Gates, molto attiva contro la malaria. In occasione dell’ultimo &#8216;World Mosquito Day&#8217; i numeri citati parlavano di 830mila morti causati dalle zanzare, attraverso i diversi agenti infettivi che trasmettono, da quello della malaria appunto a Dengue, Zika e altre patologie.</p>
<p>Il secondo “animale” più pericoloso del pianeta è l’uomo, che ogni anno causa 580mila vittime. Poi troviamo i serpenti, 60mila, i flebotomi (pappataci), 24mila e i cani, poco oltre i 17mila morti, soprattutto a causa della rabbia. Lupi e squali, che nell&#8217;immaginario collettivo sono fra i più letali animali, causano rispettivamente solo dieci e sei morti documentati l&#8217;anno, molti meno persino degli ippopotami che ne fanno 500 e delle api che ne fanno 60.</p>
<p>&#8220;Dobbiamo tenere a mente che la maggior parte del peso in termini di mortalità dovuto alle zanzare viene dalla malaria &#8211; ha sottolineato il fondatore di Microsoft Bill Gates -. Questo è il motivo per cui questi insetti sono l&#8217;animale più letale al mondo&#8221;.</p>
<p>Ma ci sono delle buone notizie: l’incidenza della malattia sta diminuendo e dal 2000 a oggi i morti sono scesi del 57%.</p>
<p>&#8220;Con quasi 500mila morti per malaria ogni anno abbiamo comunque un grande cammino ancora da fare. Ma tagliare il numero di morti di oltre il 50% è comunque un miracolo, uno dei più grandi successi della storia della salute globale”, ha detto Gates.</p>
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		<title>Malaria, il Ministro Lorenzin: “forse contratta in ospedale a Trento”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 09:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è stato un contagio di sangue o la malaria può essere stata contratta in altro modo? &#8220;Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33375" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_lorenzin.jpg" alt="" width="800" height="494" /></p>
<p>C&#8217;è stato un contagio di sangue o la malaria può essere stata contratta in altro modo?</p>
<p>  <span id="more-34467"></span>  </p>
<p>&#8220;Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare&#8221;. Lo ha affermato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin riguardo al <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34464">caso della bimba morta di malaria a Brescia</a>.</p>
<p>“Dobbiamo accertare se c&#8217;è stato un contagio di sangue o se invece la malaria può essere stata contratta in altro modo”, ha spiegato il ministro rispondendo ai giornalisti sul caso della bimba morta di malaria a Brescia.</p>
<p>“Prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto. Ed è il motivo per il quale invito tutti alla cautela nelle dichiarazioni, che ho già letto in alcune agenzie: prima di pronunciarsi, appena morta una bambina di quattro anni, cerchiamo di capire cosa è capitato”, ha concluso Lorenzin.</p>
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		<title>Bimba di quattro anni morta di malaria a Brescia. Non era mai uscita dall’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 10:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
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					<description><![CDATA[Se venisse confermato, si tratterebbe del primo caso da oltre trent&#8217;anni di malaria in Italia È allarme per un caso di malaria nel nostro paese. Una bimba di quattro anni, Sofia Zago, è morta per malaria agli Ospedali Civili di Brescia. La bimba, figlia di una coppia italiana residente a Trento, era stata in vacanza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34463" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_malaria.jpg" alt="" width="674" height="273" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_malaria.jpg 674w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_malaria-300x122.jpg 300w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /></p>
<p>Se venisse confermato, si tratterebbe del primo caso da oltre trent&#8217;anni di malaria in Italia</p>
<p>  <span id="more-34464"></span>  </p>
<p>È allarme per un caso di malaria nel nostro paese. Una bimba di quattro anni, Sofia Zago, è morta per malaria agli Ospedali Civili di Brescia.</p>
<p>La bimba, figlia di una coppia italiana residente a Trento, era stata in vacanza a Bibione, in Veneto. Da quello che si è appreso, non sarebbe mai stata in un paese malarico. Teoricamente, la zanzara che trasmette la natura non risulta presente nel nostro Paese.</p>
<p>Se venisse confermato, si tratterebbe del primo caso da oltre trent&#8217;anni. Lo conferma Giampiero Carosi, infettivologo dell&#8217;università di Brescia, secondo cui l&#8217;ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi abbia trasmesso il plasmodio alla bimba.</p>
<p>&#8220;La zanzara vive come ciclo 20 giorni e non ha progenie quindi non c&#8217;è il rischio che possano esserci altre zanzare nate dal vettore&#8221;, ha spiegato il professor Alberto Matteelli, esperti di malattie tropicali.</p>
<p>Tra le ipotesi non si esclude che la piccola possa essere stata infettata da una zanzara giunta dall&#8217;estero in qualche bagaglio.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I virus emergenti che minacciano i viaggiatori: Zika, Ebola e Mers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 09:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Zika]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco i pericoli che minacciano la salute dei viaggiatori nell&#8217;estate 2017 Se avete in programma viaggi fuoridall’Europa è sempre bene tenere a mente i rischi per la salute che si possono correre in paesi lontani. Tra i nuovoi pericoli ricordiamo Zika, Ebola e Mers (sindrome respiratoria mediorientale). Senza dimenticare la polio in Nigeria e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34096" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_zika-and-dengue-mosquito.jpg" alt="" width="620" height="349" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_zika-and-dengue-mosquito.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_zika-and-dengue-mosquito-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Ecco i pericoli che minacciano la salute dei viaggiatori nell&#8217;estate 2017</p>
<p>  <span id="more-34097"></span>  </p>
<p>Se avete in programma viaggi fuoridall’Europa è sempre bene tenere a mente i rischi per la salute che si possono correre in paesi lontani.</p>
<p>Tra i nuovoi pericoli ricordiamo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30650" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zika</a>, Ebola e Mers (sindrome respiratoria mediorientale). Senza dimenticare la polio in Nigeria e la Malaria in Burundi e Sud-Africa.</p>
<p>Sono le raccomandazioni contenute nel volume ppubblicato dai <a href="https://www.cdc.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centers for diseases control</a> (Cdc) americani, indirizzati a tutti gli operatori sanitari che devono dare consigli ai viaggiatori.</p>
<p>I Cdc danno indicazioni con diversi livelli di allerta (rosso, giallo o verde) a seconda del Paese e della malattia. Quest’anno segnaliamo dei focus specifici su Cuba e Myanmar, il nuovo vaccino contro il colera, linee guida aggiornate sull&#8217;uso degli antibiotici per trattare la diarrea del viaggiatore, mappe sul rischio di malaria e sui paesi per cui è bene vaccinarsi contro la febbre gialla.</p>
<p>Prima di recarsi in queste zone è bene controllare le indicazioni delle autorià sanitarie e valutare eventuali profilassi consigliate. Consultare un medico prima è molto meglio che trovarsi a migliaia di chilometri da casa con problemi di salute.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Arriva il primo vaccino contro la malaria</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/arriva-il-primo-vaccino-contro-la-malaria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 14:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino malaria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il vaccino contro la malaria ottiene il via libera dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema)   Una buona notizia: il primo vaccino al mondo contro la malaria ha ottenuto il via libera dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema), tra la gioia degli scienziati in Africa. Il comitato di esperti dell’Ema ha espresso parere positivo per l’uso di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27859" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_Vaccino_antinfluenzale-16167-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il vaccino contro la malaria ottiene il via libera dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema)</p>
<p>  <span id="more-27860"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una buona notizia: il primo vaccino al mondo contro la malaria ha ottenuto il via libera dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema), tra la gioia degli scienziati in Africa. Il comitato di esperti dell’Ema ha espresso parere positivo per l’uso di Mosquirix* al di fuori dell’Unione europea, nei Paesi in cui la malattia è endemica, per l’immunizzazione dei bimbi da 6 settimane a 17 mesi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vaccino</a> contro la malaria è efficace anche contro contro l’epatite B e, soprattutto, è sicuro (basti pensare che arriva dopo 30 anni di ricerca).</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prima di festeggiare, però, bisogna attendere l’approvazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che potrebbe pronunciarsi entro la fine dell’anno, e quella dei governi dei singoli Stati africani, che dovranno definire il programma di vaccinazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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