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	<title>L’Ultima Cena &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Una giornata a Milano: Santa Maria delle Grazie e il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 15:26:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi passa per Milano non&#160; puo’ non visitare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Convento Domenicano, dove poter ammirare l’opera il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci Santa Maria delle Grazie è una tra le più belle chiese d&#8217;Italia e punto di riferimento obbligatorio dell&#8217;architettura milanese, legata al nome di Leonardo da Vinci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-10273" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/01/images_igallery_resized_ambientetest_santa_maria_delle_grazieR400_1_-6912-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Chi passa per Milano non&nbsp; puo’ non visitare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Convento Domenicano, dove poter ammirare l’opera il ‘Cenacolo’ di Leonardo da Vinci</p>
<p>  <span id="more-10276"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Santa Maria delle Grazie</strong> è una tra le più belle chiese d&#8217;Italia e punto di riferimento obbligatorio dell&#8217;architettura milanese, legata al nome di Leonardo da Vinci e a Donato Bramante al quale si deve l&#8217;aggiunta della parte absidale o tribuna con la ricca ed elegante decorazione in marmo e in cotto. Proclamata dall&#8217;<strong><a href="siti-unesco" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unesco</a></strong> Patrimonio Mondiale dell’umanità per essere il risultato del genio della creatività umana ed esempio di un imponente costruzione architettonica, essa rappresenta una tappa doverosa di un viaggio a Milano.</p>
<p class="MsoNormal">Nel 1463 il duca di<strong> <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10163" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Milano</a></strong> Francesco I Sforza decide di far costruire nel luogo dove si trova una piccola cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie un convento domenicano ed una chiesa.<br /> Il convento viene completato nel 1469 mentre i lavori per la Chiesa si concludono solo nel 1482. Seguirono, però, dei cambiamenti voluti da Ludovico il Moro che decide di cambiare il chiostro grande e l&#8217;abside della chiesa. La costruzione viene terminata definitivamente intorno al 1490.Dal 1553 al 1778 il convento è &nbsp;sede del tribunale dell&#8217;Inquisizione e successivamente, dopo le distruzioni napoleoniche diviene &nbsp;domicilio per una caserma.La notte del 15 agosto 1943, durante la seconda Guerra Mondiale, i bombardieri anglo americani colpiscono la chiesa e il convento, radendo al suolo il refettorio. &nbsp;Solo pochi muri riescono a rimanere in piedi, e fortunatamente tra gli altri si salva quello del Cenacolo di Leonardo. Nonostante le terribili devastazioni, grazie all&#8217;intraprendenza e allo spirito di iniziativa dei milanesi,&nbsp; Santa Maria delle Grazie &nbsp;è potuta tornare all&#8217;antico splendore.</p>
<p class="MsoNormal"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10274" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/01/images_Santa_Maria_delle_Grazie.jpg" border="1" align="middle" width="500" height="350" alt="Santa Maria_delle_Grazie" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/01/images_Santa_Maria_delle_Grazie.jpg 400w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/01/images_Santa_Maria_delle_Grazie-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p> <!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Tra le cappelle degne di nota, vi sono la quarta e la quinta. La quarta è rivestita di affreschi del grande pittore cinquecentesco Gaudenzio Ferrari. Nella quinta cappella i visitatori possono ammirare&nbsp; un vero e proprio capolavoro, una parata di angeli in stucco. I sedili del &#8216;500 presentano intarsi e tasselli di vari tipi di legno.Da vedere la tribuna bramantesca: estrema grazia del presbiterio con la sua volta. Qui si ammira uno dei più bei cori lignei a intarsio del rinascimento. Sulla porta che conduce alla sacrestia, ci si può stupire dinanzi un affresco realizzato da Bramantino.</p>
<p>Nel refettorio dell&#8217;antico convento domenicano è possibile ammirare “<strong>L’Ultima Cena</strong>” (o “Il Cenacolo”) di Leonardo, realizzato tra il 1494 nel 1498.Il restauro del 1999 ha ribadito tutta la drammatica forza espressiva di questo straordinario capolavoro dell&#8217;arte cristiana. L&#8217;artista non amando la tecnica pittorica dell&#8217;affresco decide di utilizzare la tecnica tipica della pittura su tavola, che gli avrebbe consentito di lavorare con calma e riflessione studiando nei minimi dettagli i suoi soggetti.</p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10275" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/01/images_leonardo_ultima-cena-rest.jpg" border="1" align="middle" width="500" height="265" alt="leonardo ultima-cena-rest" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/01/images_leonardo_ultima-cena-rest.jpg 909w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/01/images_leonardo_ultima-cena-rest-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/01/images_leonardo_ultima-cena-rest-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è però la ragion per cui il dipinto desta in condizioni di degrado. La presenza di umidità nei muri e i continui sbalzi di temperatura, infatti, causano fin da subito i primi segni di deterioramento. &nbsp;Nonostante tutto, è facile cogliere la forte carica espressiva che caratterizza i 12 Apostoli e &nbsp;che si concretizza attraverso i gesti, le espressioni e le loro posture. Le figure manifestano stupore e angoscia. &nbsp;I 12 apostoli sono posizionati in 4 gruppi (3 ciascuno). Fra essi Giuda &nbsp;rimane parzialmente in ombra manifestando turbamento. Gesù posizionato al centro rimane isolato rispetto ai discepoli e rappresenta l&#8217;asse centrale della scena compositiva. L&#8217;artista esprime, in questo modo, la consapevolezza di chi sa che sarà abbandonato da tutti, ma anche la serenità di chi ha accettato la propria missione.&nbsp;</p>
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