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	<title>linguaggio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Che lingua parleranno i viaggiatori interstellari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 18:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggio interstellare]]></category>
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					<description><![CDATA[Su un&#8217;astronave in un viaggio interstellare la lingua potrebbe avere un&#8217;evoluzione sorprendente Dice Wikipedia, che una nave generazionale «è un ipotetico tipo di nave spaziale interstellare in grado di viaggiare a velocità inferiori (anche di poco), a quella della luce, autosufficiente e destinata ad ospitare generazioni di esseri umani, in vista di un viaggio che potrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63103" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/spacex-693229_1280-e1595421458334.jpg" alt="viaggio interstellare" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Su un&#8217;astronave in un viaggio interstellare la lingua potrebbe avere un&#8217;evoluzione sorprendente</h3>
<p><span id="more-63102"></span></p>
<p>Dice Wikipedia, che una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nave_generazionale" target="_blank" rel="noopener">nave generazionale</a> «è <strong>un ipotetico tipo di nave spaziale interstellare</strong> in grado di viaggiare a velocità inferiori (anche di poco), a quella della luce, autosufficiente e destinata ad ospitare generazioni di esseri umani, in vista di un viaggio che potrebbe durare secoli o anche migliaia d&#8217;anni».</p>
<p>Secondo <a href="https://www.universetoday.com/146889/languages-will-change-significantly-on-interstellar-flights/" target="_blank" rel="noopener"><em>Universe Today</em></a>, quest&#8217;idea è stata oggetto di diversi studi scientifici che cercavano di capire come sarebbe stato possibile portarla nella realtà.</p>
<p>Ma, a quanto pare, esiste un grosso problema da superare, che non riguarda solo la gestione delle innumerevoli generazioni destinate a nascere e morire per il bene di una missione che non hanno mai accettato, ma soprattutto il fatto che <strong>la lingua parlata sulla nave alla fine evolverebbe al punto da sembrare incoerente con il linguaggio che invece sarebbe rimasto sulla Terra</strong>.</p>
<h4>Il linguaggio è un costrutto fluido, in costante evoluzione, in cui le regole e le convenzioni vengono gradualmente introdotte o aggiornate, o addirittura ramificate in nuove lingue.</h4>
<p>Supponendo che un viaggio interstellare impiega almeno dieci generazioni, uno <a href="https://zenodo.org/record/3747353#.XwdL7yhKhPZ" target="_blank" rel="noopener">studio linguistico</a> pubblicato sulla rivista <em>Acta Futura </em>conclude che <strong>le lingue della Terra e della nave si allontanerebbero così tanto che la comunicazione diventerebbe immensamente difficile</strong> – forse persino inutile.</p>
<p>«Se sei su questa nave da 10 generazioni, emergeranno nuovi concetti, sorgeranno nuovi problemi sociali e le persone creeranno modi per parlarne», ha detto il professore di linguistica dell&#8217;Università del Kansas Andrew McKenzie in un <a href="http://news.ku.edu/2020/06/30/without-care-lost-space-could-mean-lost-translation" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a>.</p>
<p>McKenzie raccomanda, quindi, di <strong>riservare alcuni posti a bordo per gli esperti di linguistica</strong>: un algoritmo di traduzione, pensa, non potrebbe mai tenere il passo con il compito di superare la barriera per due lingue in sviluppo indipendente.</p>
<p>«Ci sarà bisogno di una politica linguistica informata a bordo che possa essere mantenuta senza fare riferimento alle normative sulla Terra», si legge nel documento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Che lingua parla il nostro cervello?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 09:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[danni cerebrali]]></category>
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					<description><![CDATA[Per aiutare il corpo a combattere contro le malattie, gli scienziati stanno imparando a decodificare i segnali cerebrali Il nostro cervello non si spegne mai, non smette mai di «parlare»: anche quando dormiamo, la nostra testa è in costante comunicazione con ogni parte del nostro corpo, inviando impulsi elettrici e sostanze chimiche specifiche attraverso i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36323" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_linguaggiodelcervello.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_linguaggiodelcervello.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_linguaggiodelcervello-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_linguaggiodelcervello-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Per aiutare il corpo a combattere contro le malattie, gli scienziati stanno imparando a decodificare i segnali cerebrali</p>
<p>  <span id="more-36324"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro cervello non si spegne mai, non smette mai di «parlare»: anche quando dormiamo, la nostra testa è in costante comunicazione con ogni parte del nostro corpo, inviando impulsi elettrici e sostanze chimiche specifiche attraverso i muscoli e gli organi per fare in modo che il meccanismo generale venga mantenuto attivo senza intoppi. Anche se conosciamo alcune delle basi del suo funzionamento, in realtà la maggior parte di ciò che riguarda il cervello rimane ancora abbastanza misteriosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo i ricercatori si sono prefissati questo importante compito di comprensione del «linguaggio» del cervello perché questo potrebbe aiutarci a gestire meglio la reazione del nostro corpo alle malattie. </p>
<p style="text-align: justify;">Lo <a href="http://www.pnas.org/content/early/2018/05/02/1719083115" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>,&nbsp;pubblicato sulla rivista «PNAS», si è concentrato soprattutto su due tipi di composti che interagiscono con il sistema nervoso e che si chiamano citochine. Le citochine sono fondamentali per il nostro sistema immunitario: sono i segnali che il corpo manda quando veniamo attaccati da una potenziale minaccia e quando questa si arresta. Queste due citochine in particolare, IL-1ß e TNF, vengono prodotte dalle cellule immunitarie durante l&#8217;infezione e il trauma. I ricercatori hanno sperimentato il loro isolamento e la loro decodificazione sul nervo vago dei topi, che collega i loro cervelli a molti organi vitali del corpo – inclusi cuore, polmoni e tratto gastrointestinale –, sperando che questo potesse essere l&#8217;inizio di una serie di studi per scoprire in che modo si possono utilizzare gli strumenti naturali del cervello per curare le malattie croniche.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa maniera, i ricercatori hanno dato un contributo importante al campo emergente della medicina bioelettrica, che cerca di trattare le malattie modificando i segnali che si muovono avanti e indietro tra i nervi. Queste due citochine un giorno potrebbero aiutarci a controllare come e quando si verifica un&#8217;infiammazione; ci vuole molto lavoro per arrivarci, ma se ci si riuscisse sarebbe un risultato davvero importante per la medicina.</p>
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		<title>I cani capiscono quello che gli diciamo, lo spiega la scienza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/i-cani-capiscono-quello-che-gli-diciamo-lo-spiega-la-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il meccanismo con cui i cani ci “ascoltano” è simile a quello che utilizza il nostro cervello I cani ci capiscono quando gli parliamo? In un certo senso possiamo dire di sì e lo conferma anche la scienza. Forse è un dato che a molti, abituati a convivere con fido, appare scontato, ma ora ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32218" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Come_parlano_i_cani.jpg" alt="" width="1024" height="616" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Come_parlano_i_cani.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Come_parlano_i_cani-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Come_parlano_i_cani-768x462.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il meccanismo con cui i cani ci “ascoltano” è simile a quello che utilizza il nostro cervello</p>
<p>  <span id="more-32219"></span>  </p>
<p>I cani ci capiscono quando gli parliamo? In un certo senso possiamo dire di sì e lo conferma anche la scienza. Forse è un dato che a molti, abituati a convivere con fido, appare scontato, ma ora ci sono degli studi più approfonditi a riguardo.</p>
<p>Certo, non comprendono il lessico e non sanno la grammatica, ma per comprendere ciò che diciamo loro non ne hanno bisogno: sanno distinguere i vocaboli e soprattutto il nostro tono di voce. E lo fanno usando zone del cervello simili a quelle che usiamo noi.<br />Lo spiega uno <a href="http://www.sciencemag.org/news/2016/08/video-your-dog-understands-more-you-think" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio pubblicato su &#8216;Science&#8217;</a>, condotto da scienziati della Semmelweis University di Budapest (Ungheria).</p>
<p>Come spiegano gli esperti, l&#8217;apprendimento del vocabolario non sembra essere una capacità unicamente umana, seguita alla nascita del linguaggio, ma piuttosto una funzione ben più antica che sfrutta il collegamento fra sequenze di suoni arbitrari ai vari significati.</p>
<p>Per arrivare a questa conclusione, un gruppo di cani è stato esposti a registrazioni di voci con frasi differenti dette con toni diversi. Grazie alla risonanza magnetica è stata analizzata l&#8217;attività cerebrale dei cani quando ascoltavano le varie combinazioni.<br />Anche a prescindere dall&#8217;intonazione, i cani elaboravano i vocaboli e riconoscevano le parole, in un modo simile agli esseri umani: attivando l&#8217;emisfero sinistro del cervello.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=24506" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cani e gatti nel letto: a quali rischi andiamo incontro?</a></p>
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		<title>Salute: curare l’autismo grazie al linguaggio segreto dei gesti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/salute-curare-l-autismo-grazie-al-linguaggio-segreto-dei-gesti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 09:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[bicchiere]]></category>
		<category><![CDATA[gesti]]></category>
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		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un recente studio dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia di Genova e dell&#8217;Universita&#8217; di Torino, l&#8217;interpretazione dei gesti nasconde un linguaggio delle intenzioni, utile ad interpretare patologie come l&#8217;autismo E&#8217; possibile curare l’autismo attraverso l&#8217;interpretazione del linguaggio dei gesti? Secondo un recente studio italiano condotto dall&#8217;Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova e dall&#8217;Università di Torino, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18653" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_benessere_gesti_intenzioni_autismo-11559-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Secondo un recente studio dell&#8217;Istituto italiano di tecnologia di Genova e dell&#8217;Universita&#8217; di Torino, l&#8217;interpretazione dei gesti nasconde un linguaggio delle intenzioni, utile ad interpretare patologie come l&#8217;autismo</p>
<p>  <span id="more-18654"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">E&#8217; possibile curare l’<strong>autismo</strong> attraverso l&#8217;interpretazione del <strong>linguaggio</strong> dei gesti? Secondo un recente <strong>studio</strong> italiano condotto dall&#8217;Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova e dall&#8217;Università di Torino, sembrerebbe di si.</span></p>
<p>Lo <strong>studio</strong> infatti, rivelerebbe la presenza di un ‘<strong>linguaggio</strong> delle intenzioni’ nascosto nei movimenti delle persone (e comune ad ogni essere umano), aprendo a nuovi scenari nella comprensione delle interazioni sociali e delle patologie che comportano un&#8217;alterazione della capacità di ‘comunicazione’, come per esempio l&#8217;<a href="adnkronos/lavoro-e-salute/sanita-oms-nessun-legame-tra-vaccini-e-autismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>autismo</strong></a>.</p>
<p>La posizione dei ricercatori italiani su questo argomento, ampiamente descritta sulla rivista di settore descritti su &#8216;The Neuroscientist&#8217;, fa riferimento, in particolare, al significato che attribuiamo ad un&#8217;azione compiuta da un individuo, interpretabile nella modalità in cui essa viene eseguita. Nel loro lavoro, i ricercatori partono dall&#8217;analisi delle più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze, focalizzate sull&#8217;interpretazione dei movimenti che gli esseri umani compiono per raggiungere uno scopo. Stando a quanto dichiarato dagli esperti quindi ‘le evidenze raccolte nello studio dimostrano come le intenzioni siano visibili nella cinematica, in altre parole, nelle caratteristiche specifiche del movimento.’</p>
<p>Per capire come le intenzioni diventino ‘visibili’ nei movimenti, uno degli esperimenti condotti dai ricercatori ha riguardato l&#8217;analisi cinematica del movimento di persone cui veniva richiesto di afferrare uno stesso oggetto, ma per scopi diversi. In particolare si trattava di afferrare una bottiglia o per bere, o per versare il suo contenuto in un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=5814" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>bicchiere</strong></a>, o per passarla a un&#8217;altra persona. Le variazioni nel movimento dell&#8217;afferrare nei diversi momenti, ha mostrato i segni delle differenti intenzioni.</p>
<p>La scoperta apre quindi nuovi scenari nella comprensione delle interazioni sociali e delle patologie ad esse legate, tra cui l&#8217;<strong>autismo</strong>. L&#8217;ipotesi, infatti, è che alcune patologie portino all&#8217;alterazione del &#8216;vocabolario&#8217; azione-intenzione che utilizziamo normalmente, impedendo così di leggere gli scopi del movimento altrui. Maggiori informazioni sono disponibili su questo <a href="http://nro.sagepub.com/content/early/2014/04/28/1073858414533827.abstract" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Quando l’uomo ha iniziato a parlare?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 09:25:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[evioluzione linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[evoluto]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si e’ evoluto il linguaggio? Le teorie sono le piu’ diverse e dirlo con precisione e’ cosa impossibile   Scoprire quando si è evoluto il linguaggio è cosa veramente ardua. Quello che si sa è che sono state necessarie diverse (e complesse) modifiche di petto, gola e bocca, perché i nostri antenati riuscissero a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16665" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambientetest_download-10553-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Quando si e’ evoluto il linguaggio? Le teorie sono le piu’ diverse e dirlo con precisione e’ cosa impossibile</p>
<p>  <span id="more-16666"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Scoprire quando si è evoluto il <strong>linguaggio</strong> è cosa veramente ardua. Quello che si sa è che sono state necessarie diverse (e complesse) modifiche di petto, gola e bocca, perché i nostri antenati riuscissero a parlare mentre mangiavano e respriravano,</p>
<p class="MsoNormal">Questi cambiamenti, secondo alcuni esperti, sono avvenuti circa 160 mila anni fa, ovvero negli anni in cui l’uomo moderno coesisteva con l’uomo di Neanderthal.  La tesi non è supportata da tutti gli esperti. Alcuni, infatti, rifacendosi ad una ricostruzione dell’orecchio di Homo heidelbergensis (vissuto 350mila anni fa) hanno dimostrato che questo aveva un udito simile al nostro e quindi che, forse, era in grado di parlare.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Quando si parla di <strong>linguaggio</strong>, però, le teorie sono le più diverse. E c’è chi sostiene, anche, che l’uomo ha iniziato a parlare 1,75 milioni di anni fa, ovvero al tempo in cui ha iniziato a costruire gli utensili.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Al via il Festival delle Scienze 2014: alla scoperta del Linguaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 09:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Auditorium Parco della Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[Sara’ il linguaggio, la straordinaria caratteristica umana, il tema principale del Festival delle Scienze in programma, a Roma, dal 23 al 26 gennaio   Prende il via domani all’Auditorium Parco della Musica di Roma la nona edizione del Festival delle Scienze, che ci terrà compagnia fino al 26 gennaio. Tema principale di questa edizione sarà il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15375" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_ambientetest_images-9850-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Sara’ il linguaggio, la straordinaria caratteristica umana, il tema principale del Festival delle Scienze in programma, a Roma, dal 23 al 26 gennaio</p>
<p>  <span id="more-15376"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Prende il via domani all’<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> di Roma la nona edizione del <a href="http://www.auditorium.com/eventi/5622632" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Festival delle Scienze</a>, che ci terrà compagnia fino al 26 gennaio. Tema principale di questa edizione sarà il linguaggio, una delle caratteristiche <span style="font-size: 8.5pt; line-height: 115%; font-family: Verdana, sans-serif; color: #514c40; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">più straordinarie e distintive della specie umana.</span> : gli esperti cercheranno di rispondere a ‘una serie affascinante e unica di domande con lo stesso rigore metodologico e gli stessi strumenti matematico-formali delle altre scienze naturali’, si legge nella presentazione.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>Festival delle Scienze</strong>, organizzato dalla fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Codice, idee per la cultura, incentrato sul tema del Linguaggio, fissa il suo appuntamento più importante per venerdì 24, quando ci sarà come ospite d’eccezione, il linguista e filosofo Noam Chomsky, che <a href="http://www.auditorium.com/eventi/5617640" target="_blank" rel="noopener noreferrer">discuterà</a> ‘le storture del mondo globalizzato’ in un’opera musicale, Conversazioni con Chomsky, in cui i vari personaggi interpretano sé stessi, senza recitare una parte. Chomsky terrà un’altra conferenza anche il giorno successivo, <a href="http://www.auditorium.com/eventi/5672932" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parlando</a> del linguaggio ‘inteso come organo della mente’.</p>
<p class="MsoNormal">Ma il <strong>Festival delle Scienze</strong>, come tutte le precedenti edizioni, sarà anche occasione di discussione e confronto su molti altri temi.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.auditorium.com/eventi/5622632" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scarica il calendario completo del Festival delle Scienze</strong></a>. </p>
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		<title>Il corpo ci racconta. Anche quando non lo sappiamo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/il-corpo-ci-racconta-anche-quando-non-lo-sappiamo/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:37:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosa si nasconde dietro un modo di sedersi, di camminare, di gesticolare? Quando giocherelliamo con l’orologio, ci sfioriamo di continuo il naso, tormentiamo i capelli non siamo solamente tesi o emozionati: con il corpo stiamo raccontando qualcosa di noi, di molto personale Per Vittorio Caprioglio di Riza l&#8217;espressione del nostro volto, le movenze delle mani, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1136" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/04/images_igallery_resized_benessere_ballerina-di-danza-classica-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Cosa si nasconde dietro un modo di sedersi, di camminare, di gesticolare? Quando giocherelliamo con l’orologio, ci sfioriamo di continuo il naso, tormentiamo i capelli non siamo solamente tesi o emozionati: con il corpo stiamo raccontando qualcosa di noi, di molto personale</p>
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<p> <span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Per Vittorio Caprioglio di Riza l&rsquo;espressione del nostro volto, le movenze delle mani, il modo che abbiamo di camminare e di muoverci raccontano a noi stessi e agli altri chi siamo. </span> </p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">I diversi distretti corporei raccontano ognuno un pezzetto della nostra storia. Secondo Alexander Lowen, il fondatore della Bioenergetica, asserisce in un modo di camminare, sedersi, gesticolare &egrave; riassunta tutta una vita. Pur tentando continuamente di nascondere a noi stessi e agli altri ci&ograve; che sentiamo, il nostro corpo &egrave; decisamente pi&ugrave; sincero e spesso contraddice le parole &rsquo;di copertura&rsquo;, raccontando la verit&agrave; anche quando vogliamo mentire. </span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Braccia e gambe incrociate formano un nodo difficile da sciogliere. Una donna seduta in tale posizione, anche se sorridente, non &egrave; minimamente disponibile nei confronti del suo interlocutore: sta difendendo il petto (sede del mondo dell&rsquo;affettivit&agrave;) e il bacino (sede del mondo istintuale e della sessualit&agrave;).</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Quando una donna si accarezza la collana ha piacere a stabilire un rapporto pi&ugrave; profondo con chi gli &egrave; di fronte; se poi la muove attorno al collo sta lanciando un chiaro segno di attrazione. </span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Se invece all&rsquo;improvviso raccoglie i capelli a crocchia, il messaggio &egrave; di chiusura, senza speranze. I capelli infatti, concentrato di femminilit&agrave;, nella loro forma allungata sono sinonimo di filo capace di legarsi all&rsquo;interlocutore sino a &ldquo;catturarlo&rdquo; in una ragnatela seducente e inestricabile; quando la disponibilit&agrave; a intrecciare un legame viene meno, questi &ldquo;ami&rdquo; lanciati vengono prontamente ritratti e raccolti.</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">L&rsquo;uomo che si tocca la cravatta in presenza di una donna rivela il desiderio di focalizzare la sua attenzione su di se e di lanciarle un messaggio che si sposta da un piano pi&ugrave; neutro a uno pi&ugrave; strettamente emotivo. In questa visione anche il colore, la foggia, la grandezza della cravatta connotano il vissuto che l&rsquo;uomo ha di se e della disponibilit&agrave; a &ldquo;mettersi in gioco&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Mettere le mani in tasca durante una conversazione tradisce un certo grado d&rsquo;imbarazzo: &egrave; come se l&rsquo;interlocutore non sapesse proprio &ldquo;dove mettere le mani&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Mettere le mani dietro la testa esprime sicurezza. Chi assume questo atteggiamento testimonia grande tranquillit&agrave; e disinvoltura nel relazionarsi all&rsquo;altro o al gruppo.</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Quando nell&rsquo;ambito di una discussione o prima di un intervento in pubblico qualcuno si passa distrattamente la mano tra i capelli, sta cercando di mettere ordine tra le sue idee prima di esporle.</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">Il corpo non mente dunque: spesso non ce ne rendiamo conto, o forse crediamo di controllarci perfettamente, eppure la<span style="mso-spacerun:yes">&nbsp; </span>nostra gestualit&agrave; invia dei messaggi davvero inequivocabili. Sarebbe sufficiente imparare a &ldquo;leggere tra le righe&rdquo; i gesti dei nostri interlocutori per riuscire a scoprire voglie inconfessabili o antipatie viscerali, prima ancora che loro stessi ne siano consapevoli!</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align:justify" class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin">(Pietro Vicenti)</span></p>
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