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	<title>linfonodi &#8211; Ecoseven</title>
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		<title>Linfonodi Subcentimetrici: cosa sono e quando preoccuparsi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 02:51:05 +0000</pubDate>
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<h3>Si sente spesso parlare dei linfonodi subcentimetrici: ma cosa sono? Se sono ingrossati, c’è da preoccuparsi? Cosa fare?</h3>
<p><span id="more-19320"></span></p>
<p>I <strong>linfonodi</strong> sono piccoli organi (in condizioni di normalità misurano pochi millimetri) di forma tondeggiante, allungata o “a fagiolo”. Sono diffusi in tutto l’organismo e rappresentano “stazioni” delle vie linfatiche (in ogni individuo varie centinaia, spesso aggregati tra loro, specie in distretti “crocevia” come collo, ascelle, addome, inguine).</p>
<p>Nelle vie linfatiche scorre la linfa, un liquido costituito da varie componenti, fra cui i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leucocita"><strong>globuli bianchi</strong></a> e le cellule del sistema immunitario. Nei linfonodi sono presenti cellule del sistema immunitario “stanziali” ed in transito, ma che concorrono tutte a fronteggiare i pericoli provenienti dagli attacchi al nostro organismo da parte di agenti esterni (es. batteri, virus, altri agenti infettivi o tossici) o di cellule trasformate come quelle tumorali. Nel linfonodo subcentimetrico si realizza la prima strategia difensiva dell’organismo. In essi infatti, le cellule del sistema immunitario (principalmente i linfociti) vengono “istruite” a riconoscere l’agente nocivo individuato ed una volta immesse in circolo sono in grado di riconoscerlo e combatterlo in tutto l’organismo.</p>
<h2>Linfonodi subcentimetrici cosa sono?</h2>
<p>‘Durante queste “minacce”, il numero delle <strong>cellule del <a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/come-rinforzare-il-sistema-immunitario/">sistema immunitario</a></strong> presenti all’interno del linfonodo aumenta anche in maniera cospicua, determinandone l’aumento delle dimensioni (fenomeno definito in ambito medico, “linfoadenopatia” o “linfoadenomegalia”). Più spesso tale fenomeno è dovuto a processi infettivi o infiammatori in atto nel territorio da cui il linfonodo riceve la linfa, meno frequentemente è da attribuirsi ad una malattia tumorale del sangue (linfomi/leucemie), di un organo interno o della cute. In condizioni di normalità, le dimensioni subcentimetriche non permettono ai linfonodi di essere rilevati al tatto, se non in caso di particolare magrezza. I linfonodi subcentimetrici diventano invece palpabili in caso di linfoadenopatia/linfoadenomegalia’ spiega il Dott. Francesco Torino, oncologo medico dell’Università di Roma – Tor Vergata.</p>
<p>Sfortunatamente, il solo aumento di dimensioni di uno o più<strong> linfonodi subcentimetrici</strong> non può, da solo, consentire di effettuare una diagnosi circostanziata, tantomeno essere indicativo di patologia tumorale. Esistono segni/sintomi che devono spingere a consultare il medico? ‘Alcuni semplici ma importanti consigli possono farci orientare sul da farsi in caso di “ingrandimento” linfonodale, continua il Dott. Francesco Torino, oncologo medico dell’Università di Roma – Tor Vergata ‘Il progressivo aumento delle dimensioni di uno o più linfonodi, specie se alla palpazione appaiono di consistenza dura, poco mobile, o se tale aumento persista dopo una terapia antiinfiammatoria (o antibiotica) impone di rivolgersi al medico. La presenza o meno di dolore evocato dal toccare il linfonodo non è dirimente. Solo la valutazione medica, attraverso l’utilizzo di appropriati accertamenti può giungere a definire la causa specifica dell’ingrandimento linfonodale, indicando poi la terapia più idonea’.</p>
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