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	<title>leucemia &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Come ottenere benefici per la salute dal dente di leone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 13:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali ed Erboristeria]]></category>
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					<description><![CDATA[Comunemente considerata un&#8217;erbaccia, questa antica medicina antitumorale può crescere spontaneamente in giardino C&#8217;è una buona probabilità che un’antica medicina, in grado di combattere il cancro, popoli i nostri cortili o aiuole &#8211; ed è anche del tutto possibile che venga puntualmente sradicata o falciata. I denti di leone potrebbero sembrare erbacce, ma potrebbero effettivamente essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38300" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dente_di_leone_CUT.jpg" alt="" width="805" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dente_di_leone_CUT.jpg 805w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dente_di_leone_CUT-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Dente_di_leone_CUT-768x391.jpg 768w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" /></p>
<p>Comunemente considerata un&#8217;erbaccia, questa antica medicina antitumorale può crescere spontaneamente in giardino</p>
<p>  <span id="more-38301"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è una buona probabilità che un’antica medicina, in grado di combattere il cancro, popoli i nostri cortili o aiuole &#8211; ed è anche del tutto possibile che venga puntualmente sradicata o falciata. I <strong>denti di leone</strong> potrebbero sembrare erbacce, ma potrebbero effettivamente essere la cosa più preziosa che cresca in modo spontaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa pianta fiorita, probabilmente originaria dell&#8217;Eurasia e <strong>nota anche come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taraxacum_officinale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tarassaco</a></strong>, prende il nome dal francese &#8220;<em>dent de lion</em>&#8220;, per via delle sue foglie allungate e simili a denti. Conosciuti per il loro alto contenuto di <strong><a href="https://www.ecoseven.net/benessere/news-benessere/scopriamo-il-rapporto-tra-la-vitamina-a-e-il-nostro-cuore.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vitamina A</a></strong>, i denti di leone sono stati a lungo utilizzati per prevenire naturalmente le infezioni del tratto urinario, in quanto possono impedire la crescita di microbi all&#8217;interno del sistema urinario.<br />La pianta è nota per il suo supporto al fegato e il suo tè è spesso usato per la disintossicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, è la radice della pianta che sta ricevendo maggiore attenzione ultimamente, poiché <strong>il suo estratto ha dimostrato di fornire effetti anticancro</strong>. Finora, in ambiente di laboratorio, è emerso che le cellule tumorali venivano annientate per tumori come il melanoma, il carcinoma pancreatico, la leucemia e il tumore del colon in animali. È già in corso un’applicazione clinica umana, per esplorarne l’utilizzo nei tumori del sangue allo stadio terminale, come linfoma e leucemia.</p>
<p style="text-align: justify;">In uno studio dell&#8217;<strong>Università di Windsor</strong> in Ontario, in cui esiste un <a href="http://www.uwindsor.ca/dandelionrootproject/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma di ricerca&nbsp;specifico</a> dedicato al dente di leone, l&#8217;estratto di radice di tarassaco ha dimostrato di indurre le cellule di melanoma umano a sopprimersi entro sole 48 ore, lasciando esclusivamente le cellule sane vicine.<br />Oltre ai suoi effetti anticancro, la radice del dente di leone <strong>può anche migliorare la salute del cuore</strong>. Il suo estratto può aiutare a trattare l&#8217;acidità del sangue e l&#8217;ipertensione e la radice medicinale può ridurre il colesterolo nel sangue e aiutare a ridurre il grasso. Può anche inibire l&#8217;infiammazione, che è al centro di molte malattie croniche moderne.</p>
<p style="text-align: justify;">La radice di tarassaco si trova <strong>in capsule, estratto liquido o forma di tintura</strong> e può anche essere tostata come un&#8217;alternativa sana al caffè. Anche se è possibile acquistare tè di radice di tarassaco preparati, se si ha la possibilità di raccogliere questa pianta nel proprio cortile o giardino (a meno che non vengano usati pesticidi), è abbastanza semplice prepararsi del tè da soli: sciacquate la radice della pianta con cura e macinatela finemente; usate da mezzo cucchiaino a un cucchiaino pieno alla volta, mettendolo in una bustina di tè e lasciandolo in infusione in acqua bollente per 20 minuti. Se ne raccogliete un po’ di più in una volta sola, può essere disidratato e conservato. Viene suggerito di berne due tazze al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I denti di leone possono anche essere consumati come verdure</strong>: ottimi in insalata, possono essere aggiunti alla zuppa o anche a un frullato, per ottenere più vitamine A, B6, K e C, insieme a calcio, riboflavina, acido folico, magnesio, manganese, ferro e potassio, tra gli altri nutrienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Smettiamo di sprecare questa incredibile pianta antitumorale e iniziamo a sperimentare vari modi per includere il dente di leone nella nostra dieta quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Dna “alieno” in un malato di leucemia acuta su 2. Scoperta italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 10:56:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Per capire &#8220;da dove viene, come ci arriva e chi ce la porta&#8221; si aprono &#8220;diverse ipotesi ancora tutte da esplorare&#8221; È stato trovato del Dna “alieno” nelle cellule malate di oltre unmalato di leucemia mieloide su due. Si tratta di un tumore del sangue che ogni anno colpisce in media 2000 persone. Una scoperta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32746" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_lavoro-biotecnologie-640x427.jpg" alt="" width="640" height="427" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_lavoro-biotecnologie-640x427.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_lavoro-biotecnologie-640x427-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Per capire &#8220;da dove viene, come ci arriva e chi ce la porta&#8221; si aprono &#8220;diverse ipotesi ancora tutte da esplorare&#8221;</p>
<p>  <span id="more-32747"></span>  </p>
<p>È stato trovato del Dna “alieno” nelle cellule malate di oltre unmalato di leucemia mieloide su due. Si tratta di un tumore del sangue che ogni anno colpisce in media 2000 persone. Una scoperta italiana, pubblicata su “<a href="http://www.nature.com/srep/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scientific Reports</a>”, rivista del gruppo Nature, è destinata a cambiare il modo a cui gli studiosi si approcciano a questa malattia.</p>
<p>Le conclusioni dello studio sono definite “scioccanti” dagli stessi autori. Nelle cellule neoplastiche del 56% dei pazienti analizzati, 125 adulti in trattamento all&#8217;ospedale Niguarda di Milano, si sono trovati davanti a un sorprendente intruso: &#8220;Una sequenza nucleotidica che non ha corrispondenza in nessuna delle sequenze umane finora conosciute&#8221;, spiega all&#8217;AdnKronos Salute Roberto Cairoli, direttore dell&#8217;Ematologia dell&#8217;Asst meneghina, coordinatore del lavoro insieme ad Alessandro Beghini del Dipartimento di scienze della salute dell&#8217;università Statale del capoluogo lombardo.</p>
<p>&#8220;Non ci ho dormito la notte &#8211; confessa lo scienziato &#8211; Abbiamo sottoposto il lavoro il 1 giugno e la pubblicazione è arrivata oggi, dopo verifiche approfonditissime da parte di referee internazionali&#8221;. La sequenza misteriosa &#8216;abita&#8217; nel gene che codifica per una proteina chiamata WNT10B, sovraespressa nella cellula leucemica. Per capire &#8220;da dove viene, come ci arriva e chi ce la porta&#8221; si aprono &#8220;diverse ipotesi ancora tutte da esplorare&#8221;, precisa Cairoli. Ma una delle piste da seguire è quella microbiologica: un virus o un batterio, di certo un organismo non umano.</p>
<p>Cairoli ripercorre all’Adnkronos la storia che ha portato al sorprendente risultato. &#8220;In un primo momento &#8211; spiega l&#8217;ematologo, responsabile della parte clinica del lavoro, diretto da Beghini per la parte accademica &#8211; abbiamo visto che le cellule leucemiche sovraesprimevano WNT10B&#8221;. Già in uno studio di 4 anni fa, sempre a firma delle 2 équipe milanesi, si era osservato che la proliferazione cellulare incontrollata, tipica dei meccanismi tumorali, presentava un&#8217;iper-espressione della stessa proteina. &#8220;E siccome dietro una proteina c&#8217;è sempre un gene che la codifica &#8211; ricorda Cairoli &#8211; ci siamo focalizzati sulla corrispondente porzione di Dna&#8221;.</p>
<p>In altre parole &#8220;siamo andati a ritroso &#8211; sottolineano Cairoli e Beghini &#8211; chiedendoci chi impartisse l&#8217;ordine in grado di attivare un loop autoproliferativo senza interruzione. Grazie a una serie di tecniche di biologia molecolare molto avanzate, usate solo in pochi centri a livello mondiale, siamo quindi riusciti a identificare una variante dell&#8217;oncogene WNT10B e lo abbiamo studiato&#8221;. Un&#8217;opera &#8216;certosina&#8217; che si è avvalsa del &#8220;prezioso contributo&#8221; di Francesca Lazzaroni, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di scienze della salute dell&#8217;università degli Studi di Milano, e di Luca Del Giacco, ricercatore del Dipartimento di bioscienze dell&#8217;ateneo.</p>
<p>Ed ecco spuntare &#8220;l&#8217;intruso&#8221;: nell&#8217;area &#8216;interruttore&#8217;, cioè quella che regola l&#8217;accensione o lo spegnimento del gene, è stata individuata una sequenza di nucleotidi (i &#8216;mattoni&#8217; che compongono il Dna) che sicuramente non è di origine umana. &#8220;In questo &#8211; puntualizzano i ricercatori &#8211; ha giocato un ruolo fondamentale anche l&#8217;uso di sequenziatori automatici diciamo un po&#8217; &#8216;vintage&#8217;. E&#8217; stata la nostra fortuna, perché i macchinari di ultima generazione avrebbero scartato le sequenze non umane in automatico senza neppure analizzarle&#8221;.</p>
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		<title>Leucemia: 19 giugno giornata di info. A disposizione 8 ematologi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 04:10:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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					<description><![CDATA[Dubbi e domande sulla leucemia? Domani attivo un numero verde a cui risponderanno 8 ematologi     Domani, 19 giugno, sarà possibile informarsi maggiormente su sintomi, conseguenze e cure della leucemia: sarà attivo uno speciale Numero Verde AIL &#8211; Problemi Ematologici (800.22.65.24), a cui risponderanno 8 ematologi, disposti a chiarire tutti i dubbi di pazienti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-18277" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambientetest_download__2_-11365-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Dubbi e domande sulla leucemia? Domani attivo un numero verde a cui risponderanno 8 ematologi</p>
<p>  <span id="more-18278"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Domani, 19 giugno, sarà possibile informarsi maggiormente su sintomi, conseguenze e cure della <strong>leucemia</strong>: sarà attivo uno speciale Numero Verde AIL &#8211; Problemi Ematologici (800.22.65.24), a cui risponderanno 8 ematologi, disposti a chiarire tutti i dubbi di pazienti e parenti. L’iniziativa viene messa in campo in occasione della giornata nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, che si celebra il 21 di questo mese.</p>
<p> Ad offrire consigli sulla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=2448"><strong>leucemia</strong></a> e sui centri di terapia presenti sul territorio nazionale saranno Giuseppe Basso, Pietro Leoni, Franco Mandelli, Fabrizio Pane, Francesco Rodeghiero, Pierluigi Rossi Ferrini, Giorgina Specchia e Sante Tura. Un pool di altri specialisti sarà inoltre a disposizione durante tutto il giorno per rispondere a domande e chiarire dubbi.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Tumori: trovata al Gaslini proteina anti-leucemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 11:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[gaslini]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia proteina]]></category>
		<category><![CDATA[Leucemia: trovata al Gaslini proteina anti - leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore del sangue]]></category>
		<category><![CDATA[tumore pediatrico]]></category>
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					<description><![CDATA[Merito dei ricercatori dell&#8217;Istituto genovese Gaslini, scoperta una proteina che è un potente agente anti tumorale nelle leucemie linfoblasti, tumore ematologico pediatrico tra i più diffusi e più problematici. Una speranza per molti I ricercatori dell&#8217;Istituto Gaslini di Genova hanno identificato una nuova funzione dell&#8217;interleuchina 27 (IL-27), una proteina che, secondo la ricerca, costituisce anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2447" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/07/images_igallery_resized_benessere_proteina-anti-leucemia-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Merito dei ricercatori dell&#8217;Istituto genovese Gaslini, scoperta una proteina che è un potente agente anti tumorale nelle leucemie linfoblasti, tumore ematologico pediatrico tra i più diffusi e più problematici. Una speranza per molti </p>
<p> <span id="more-2448"></span>  </p>
<p>I ricercatori dell&rsquo;Istituto Gaslini di Genova hanno identificato una nuova funzione dell&rsquo;interleuchina 27 (IL-27), una proteina che, secondo la ricerca, costituisce anche un potente agente anti-tumorale nelle leucemie linfoblastiche acute del bambino. Ad effettuare questa importante scoperta scientifica e&rsquo; stato il gruppo coordinato da Irma Airoldi, responsabile del Laboratorio Immunologia e Tumori dell&rsquo;Istituto Gaslini di Genova finanziato dall&rsquo;Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc). Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Leukemia, si inserisce nell&rsquo;area di Ricerca Traslazionale che si propone il raggiungimento di risultati utili da trasferire, nell&rsquo;arco di pochi anni, al letto del paziente. I risultati di questa ricerca aprono quindi importanti prospettive in campo terapeutico e sono stati ottenuti grazie alla collaborazione di ricercatori e clinici della Istituto Gaslini.</p>
<p>La leucemia linfoblastica acuta che deriva dai linfociti B rappresenta il tumore ematologico pediatrico piu&rsquo; diffuso. La maggior parte dei pazienti pediatrici affetti da questa leucemia vengono efficacemente curati, ma circa il 25 per cento va incontro a ricadute e necessita di terapie alternative. In questo contesto si inserisce lo studio del gruppo di ricerca del Gaslini che ha dimostrato come l&rsquo;interleuchina 27, nota per le sue attivita&rsquo; stimolanti sul sistema immunitario, riesce anche ad ostacolare la crescita delle cellule leucemiche in modelli pre-clinici. In base ai risultati di questo studio, i ricercatori genovesi hanno scoperto ed identificato nuovi meccanismi d&rsquo;azione che sono alla base dell&rsquo;attivita&rsquo; anti-tumorale di IL-27.</p>
<p>&quot;Utilizzando cellule leucemiche prelevate dai pazienti pediatrici e modelli preclinici, e&rsquo; stato possibile dimostrare come l&rsquo;interleuchina 27 contrasti la diffusione leucemica colpendo le cosiddette &rsquo;leukemia initiating cells&rsquo;, cioe&rsquo; le cellule che rigenerano il tumore continuamente e che sono piA&sup1; refrattarie alla chemioterapia&quot; ha spiegato la dottoressa Airoldi. &quot;Altri due meccanismi paralleli aumentano la forza anti-tumorale dell&rsquo;interleuchina 27 &#8211; hanno aggiunto i ricercatori &#8211; che sono la sua capacita&rsquo; sia di inibire la formazione di vasi sanguigni che sostengono e nutrono il tumore, sia di diminuire il funzionamento di un micro-RNA, (l&rsquo;miR155) una piccola molecola coinvolta nella progressione tumorale&quot;. (fonte: Agi)</p>
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