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	<title>lente gravitazionale &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Una galassia lontana…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[galassia lontana]]></category>
		<category><![CDATA[Hubble Space Telescope]]></category>
		<category><![CDATA[lente gravitazionale]]></category>
		<category><![CDATA[telescopio spaziale Hubble]]></category>
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					<description><![CDATA[Il telescopio Hubble riesce a vedere una galassia molto lontana L&#8217;immagine che è stato possibile vedere grazie al telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA mostra degli archi che incorniciano una galassia lontana. Quegli archi rivelatori sono il risultato di un fenomeno astronomico che si chiama &#8220;lente gravitazionale&#8221; e che permette di deformare, ingrandire o persino duplicare l&#8217;aspetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-113801" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/orion-nebula-11107_1280.jpg" alt="galassia lontana" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/orion-nebula-11107_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/orion-nebula-11107_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/orion-nebula-11107_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Il telescopio Hubble riesce a vedere una galassia molto lontana</h3>
<p><span id="more-113800"></span></p>
<p align="justify"><a href="https://www.nasa.gov/image-feature/goddard/2021/hubble-views-a-faraway-galaxy-through-a-cosmic-lens/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;immagine </a>che è stato possibile vedere grazie al telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA mostra degli archi che incorniciano una galassia lontana. Quegli archi rivelatori sono il risultato di un fenomeno astronomico che si chiama &#8220;<strong>lente gravitazionale</strong>&#8221; e che permette di deformare, ingrandire o persino duplicare l&#8217;aspetto di galassie lontane.</p>
<p align="justify">La lente gravitazionale è, come dice <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lente_gravitazionale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wikipedia</a>, &#8220;una distribuzione di materia, come una galassia o un buco nero, in grado di curvare la traiettoria della luce in transito in modo analogo a una lente ottica&#8221;. Se questo ammasso di materia si trova tra l&#8217;osservatore e il corpo celeste osservato succede che <strong>il corpo celeste viene mostrato a volte meglio e più vicino di quanto non sarebbe stato veramente possibile senza la lente</strong>.</p>
<p align="justify">Gli astronomi, infatti, <strong>possono utilizzare la lente gravitazionale come una lente d&#8217;ingrandimento naturale</strong> perché questo fenomeno consente loro di ispezionare oggetti come galassie dormienti distanti che di solito sarebbero troppo difficili da risolvere – anche per un telescopio come Hubble.</p>
<p align="justify">In questo caso, l&#8217;ammasso di galassie relativamente vicino MACSJ0138.0-2155 ha inquadrato una galassia inattiva significativamente molto più distante, <strong>un gigante addormentato noto come MRG-M0138 che ha esaurito il gas</strong> necessario per formare nuove stelle e che si trova a 10 miliardi di anni luce di distanza.</p>
<p align="justify">Questa immagine è stata realizzata utilizzando le osservazioni di otto diversi filtri infrarossi distribuiti su due degli strumenti astronomici più avanzati di Hubble: l&#8217;Advanced Camera for Surveys e la Wide Field Camera 3. Questi strumenti sono stati installati dagli astronauti durante le ultime due missioni di manutenzione su Hubble e forniscono agli astronomi la possibilità di avere osservazioni super dettagliate su un&#8217;ampia area di cielo e un&#8217;ampia gamma di lunghezze d&#8217;onda.</p>
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		<title>Il mistero della materia oscura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[hubble]]></category>
		<category><![CDATA[lente gravitazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Materia oscura]]></category>
		<category><![CDATA[telescopio]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai dati del telescopio spaziale Hubble e di quello del Southern Observatory è emerso qualcosa di incredibile Una cosa che sappiamo di sicuro della materia oscura è quanto sia misteriosa ma, guardando le recenti scoperte, potrebbe esserlo ancora di più di quello che pensiamo. Questa componente dell&#8217;universo – che si pensa costituisca una percentuale significativa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67202" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/milky-way-2675322_1280-e1600693182694.jpg" alt="materia oscura" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Dai dati del telescopio spaziale Hubble e di quello del Southern Observatory è emerso qualcosa di incredibile</h3>
<p><span id="more-67201"></span></p>
<p>Una cosa che sappiamo di sicuro della materia oscura è quanto sia misteriosa ma, guardando le recenti scoperte, potrebbe esserlo ancora di più di quello che pensiamo.</p>
<p>Questa componente dell&#8217;universo – che si pensa costituisca una percentuale significativa della sua massa dell&#8217;universo – <strong>è infatti molto difficile da studiare, vista l&#8217;impossibilità della sua osservazione diretta</strong>.</p>
<h4>Per questo, i fisici hanno dovuto ricorrere a delle evidenze indirette per poter dedurre delle informazioni.</h4>
<p>Una di queste evidenze indirette è <strong>il fenomeno della &#8220;lente gravitazionale&#8221;</strong>, ovvero il modo in cui la materia oscura piega la luce tra sorgenti distanti come una galassia e l&#8217;osservatore: maggiore è la concentrazione di materia oscura, più pronunciato è l&#8217;effetto.</p>
<p>Recentemente, però, quando un team di ricercatori europei ha esaminato i dati del telescopio spaziale Hubble e del Very Large Telescope del Southern Observatory, ha scoperto che <strong>l&#8217;effetto delle lenti gravitazionali attorno a strutture massicce chiamate &#8220;ammassi di galassie&#8221; era dieci volte più grande di quanto previsto dalle simulazioni</strong>.</p>
<p>&#8220;Abbiamo eseguito molti test dei dati in questo studio e siamo sicuri che questa discrepanza indica che qualche ingrediente fisico manca dalle simulazioni o dalla nostra comprensione della natura della materia oscura&#8221;, ha detto in un comunicato <a href="https://www.spacetelescope.org/news/heic2016/?lang#1" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;ESA </a>Massimo Meneghetti, scienziato dell&#8217;<a href="https://www.oas.inaf.it/it/" target="_blank" rel="noopener">INAF-Osservatorio di Astrofisica e Scienze dello Spazio di Bologn</a>a e autore principale di un <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6509/1347" target="_blank" rel="noopener">articolo </a>sulla ricerca, pubblicato sulla rivista <em>Science</em>.</p>
<p>Per condurre le ricerche, il team di Meneghetti ha prodotto una &#8220;mappa della materia oscura&#8221; utilizzando le osservazioni di un campione di tre massicci ammassi di galassie ed è così che gli scienziati hanno scoperto qualcosa di inaspettato: <strong>immagini in scala più piccola annidate all&#8217;interno di distorsioni di lenti più grandi nel nucleo di ogni ammasso di galassie</strong>.</p>
<p>In altre parole, l&#8217;effetto delle lenti gravitazionali era talmente significativo da portarli a credere di essere incappati in dense concentrazioni di materia oscura.</p>
<p>Qualsiasi sia questa discrepanza, di certo evidenzia quanto poco sappiamo delle componenti misteriose che sembrano costituire la maggior parte dell&#8217;universo conosciuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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