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	<title>legambiente &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Le città più inquinate d’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 07:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[citta d'italia inquinate]]></category>
		<category><![CDATA[città inquinate]]></category>
		<category><![CDATA[città più inquinate d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo rapporto diffuso da Legambiente Nel 2022, 29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di PM10. Le situazioni peggiori a Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti. Rispetto ai nuovi target europei previsti al 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-183161" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/03/piazza-vittorio-438449_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/03/piazza-vittorio-438449_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/03/piazza-vittorio-438449_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/03/piazza-vittorio-438449_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/03/piazza-vittorio-438449_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il nuovo rapporto diffuso da Legambiente</h3>
<p><span id="more-183160"></span></p>
<p>Nel 2022, 29 città su 95 hanno superato i limiti giornalieri di <strong>PM10</strong>. Le situazioni peggiori a Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti.</p>
<p>Rispetto ai nuovi target europei previsti al 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2.</p>
<p>L’emergenza smog nelle città italiane è un problema sempre più pressante. Secondo il nuovo <strong>report di Legambiente </strong><strong>“</strong><a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto_Malaria_2023.pdf?_gl=1*1087adb*_up*MQ..*_ga*MTMzNDkzNjgyOC4xNjc3NzUyODQ4*_ga_LX7CNT6SDN*MTY3Nzc1Mjg0NS4xLjAuMTY3Nzc1Mjg0NS4wLjAuMA.." target="_blank" rel="noopener">Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi</a><strong>”</strong>, redatto e pubblicato nell’ambito della <a href="https://italy.cleancitiescampaign.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clean Cities Campaign</strong></a>, i livelli di inquinamento atmosferico in molte città sono ancora troppo alti e lontani dai limiti normativi, più stringenti, previsti per il 2030.</p>
<p>Il report ha messo in evidenza <strong>i dati del 2022</strong> nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle <strong>polveri sottili</strong> (PM10, PM2.5) che del <strong>biossido di azoto</strong> (NO2). In sintesi, infatti, sono ben <strong>29 città delle 95 monitorate</strong>, che hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo):</p>
<ul>
<li><strong>Torino (Grassi) si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento,</strong></li>
<li><strong>Milano (Senato) con 84,</strong></li>
<li><strong>Asti (Baussano) 79,</strong></li>
<li><strong>Modena (Giardini) 75,</strong></li>
<li><strong>Padova (Arcella), </strong></li>
<li><strong>Venezia (Tagliamento) con 70. </strong></li>
</ul>
<h4><strong>Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti consentiti.</strong></h4>
<p><em>“L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza”, </em><strong>dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente</strong><em>. “In Europa, è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali e l’Italia registra un triste primato con più di 52.000 decessi annui da PM2.5, pari a 1/5 di quelli rilevate in tutto il continente. È necessario agire con urgenza per <strong>salvaguardare la salute dei cittadini, introducendo politiche efficaci ed integrate</strong> che incidano sulle diverse fonti di smog, dalla mobilità al riscaldamento degli edifici, dall’industria all’agricoltura. In ambito urbano è fondamentale la promozione di azioni concrete sulla mobilità sostenibile attraverso <strong>investimenti importanti sul trasporto pubblico, il ridisegno dello spazio cittadino con pedonalizzazioni e zone 30, politiche di promozione dell’uso delle due ruote in sicurezza</strong>, la diffusione delle reti di ricarica dei mezzi elettrici, facilitando la scelta di ridurre fortemente l’uso dell’auto privata. Chiediamo al Governo, alle Regioni e ai Comuni, di mettere in campo azioni coraggiose per creare città più pulite e sicure. La salute è un diritto fondamentale che non può essere compromesso”.</em></p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>È Mantova la città più green d’Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/e-mantova-la-citta-piu-green-d-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 08:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
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					<description><![CDATA[La &#8220;pagella&#8221; di Legambiente alle città italiane: scopriamo Ecosistema urbano 2017 La città più “verde” d’Italia? È Mantova. Infatti, se si considerano le performance ambientali, quindi raccolta differenziata, contenimento delle perdite idriche, qualità dell&#8217;aria, presenza di alberi, trasporto pubblico, la piccola città lombarda spicca tra le altre. Lo certifica la classifica di Legambiente “Ecosistema urbano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34809" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_MANTOVA_Depositphotos_54879447_original.jpg" alt="" width="615" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_MANTOVA_Depositphotos_54879447_original.jpg 615w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_MANTOVA_Depositphotos_54879447_original-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p>La &#8220;pagella&#8221; di Legambiente alle città italiane: scopriamo Ecosistema urbano 2017</p>
<p>  <span id="more-34810"></span>  </p>
<p>La città più “verde” d’Italia? È Mantova. Infatti, se si considerano le performance ambientali, quindi raccolta differenziata, contenimento delle perdite idriche, qualità dell&#8217;aria, presenza di alberi, trasporto pubblico, la piccola città lombarda spicca tra le altre. Lo certifica la classifica di Legambiente “<a href="https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/ecosistema-urbano-2017-dati-performance-ambientali-comuni-capoluogo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecosistema urbano 2017</a>”.</p>
<p>Le città italiane in classifica sono 104. Al secondo posto troviamo Trento e al terzo Bolzano. Seguono Parma, Pordenone e Belluno. All’ultimo posto la siciliana Enna. Le città ai primi sei posti hanno raggiunto e superato gli obiettivi di raccolta differenziata del decreto Ronchi del 1997: Mantova sfiora l&#8217;80% di raccolta differenziata. Belluno e Bolzano hanno la migliore qualità dell&#8217;aria, in particolare nella città altoatesina in dieci anni il peso delle polveri sottili è stato ridimensionato del 40 per cento.</p>
<p>Tra le grandi città si nota il miglioramento di Milano, che sale al 31esimo posto, mentre Torino ne esce male a causa dello smog: è stata città con il maggior numero di giorni fuorilegge per il pm10 nel 2016 (a seguire Milano e Napoli).</p>
<p>Il capoluogo lombardo ha fatto passi avanti grazie a a scelte come quelle dall&#8217;Area C, la zona a traffico limitato a cui possono accedere solo i veicoli più ecologici, il car sharing e il potenziamento del trasporto pubblico. L’aria però rimane inquinata , dato che spesso si sforano i limiti di pm 10, le polveri sottili più pericolose.</p>
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		<title>Smog: 24 città già oltre il limite annuale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/smog-24-citta-gia-oltre-il-limite-annuale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 12:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>
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					<description><![CDATA[In queste città lo smog è oltre il livello di guardia (e di legge) È appena iniziato l’autunno e già molte città hanno sforato il limite annuo di smog concesso.&#160; È nuovamente allarme per la qualità dell’aria in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna dove 23 città hanno già superato per 35 volte la soglia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34726" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_Smog_Italia_Legambiente.jpg" alt="" width="610" height="358" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Smog_Italia_Legambiente.jpg 610w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Smog_Italia_Legambiente-300x176.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<p>In queste città lo smog è oltre il livello di guardia (e di legge)</p>
<p>  <span id="more-34727"></span>  </p>
<p>È appena iniziato l’autunno e già molte città hanno sforato il limite annuo di smog concesso.&nbsp;</p>
<p>È nuovamente allarme per la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30101" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qualità dell’aria in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna</a> dove 23 città hanno già superato per 35 volte la soglia di una media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili.</p>
<p>Lo spiega Legambiente nel report “L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo” &#8211; un&#8217;edizione straordinaria di &#8216;Mal&#8217;aria&#8217; &#8211; che mette Torino (con 66 giorni di sforamento) in testa alla classifica delle città peggiori, seguita da Cremona (58), Padova (53) e Milano (50) dove oggi sono entrate in vigore il nuovo divieto d&#8217;ingresso nell&#8217;Area C anche per le auto Euro4 senza filtro anti-particolato.</p>
<p>Tra le prime 25 in classifica ci sono anche altre città oltre la soglia, come per esempio Frosinone che si piazza al quarto posto con 52 sforamenti. Inoltre &#8211; viene spiegato &#8211; per alcune di queste città non è una sorpresa ritrovarsi oltre i limiti fissati: &#8220;già da marzo alcune città&#8221; erano &#8220;ampiamente&#8221; oltre i 35 giorni consentiti; tra queste Torino, Alessandria, Asti, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Venezia, Padova e Vicenza.</p>
<p>“Per fronteggiare l&#8217;emergenza cronica dello smog, che risente sempre più dei cambiamenti climatici &#8211; dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni &#8211; servono interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che a livello locale e regionale. Il protocollo antismog, firmato a giugno, da un lato ha cercato di uniformare le strategie anti-inquinamento dei Piani regionali e dei provvedimenti d&#8217;urgenza dall&#8217;altro però da solo non basta; e non può riguardare solo le Regioni più inquinate del nord Italia. Per questo è importante che venga esteso anche alle altre Regioni della Penisola&#8221;. I dati raccontano come &#8220;in Italia a causa dell&#8217;aria inquinata ci siano oltre 60 mila morti ogni anno&#8221; per &#8220;l&#8217;esposizione a polveri sottili (PM 2,5), ossidi d&#8217;azoto (NO2) e ozono (O3)&#8221;. Secondo Legambiente &#8220;la causa principale di questa emergenza è la carenza di interventi e misure concrete, con troppi ritardi da parte di Regioni e sindaci&#8221;; e ora &#8220;si cerca di correre ai ripari”.</p>
<p>Muroni si rivolge al governo, ai presidenti di Regione e ai molti sindaci chiedendo di “abbandonare atteggiamenti lassisti e far diventare il tema della qualità dell&#8217;aria davvero una priorità”, guardando a “interventi strutturali, politiche sostenibili e misure concrete”.</p>
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		<item>
		<title>Legambiente festeggia i 25 anni di Puliamo il Mondo con migliaia di volontari all’opera</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/fiere-ed-eventi/legambiente-festeggia-i-25-anni-di-puliamo-il-mondo-con-migliaia-di-volontari-all-opera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 13:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[puliamo il mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Appuntamento il 22, 23 e 24 settembre per liberare il territorio dai rifiuti abbandonati Il 22, 23 e il 24 settembre torna Puliamo il Mondo, la storica iniziativa di volontariato ambientale che quest’anno spegne 25 candeline. Da un quarto di secolo, ogni anno, volontari di tutta Italia coordinati da Legambiente si danno appuntamento l’ultimo fine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34560" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_puliamo_il_mondo.jpg" alt="" width="940" height="575" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_puliamo_il_mondo.jpg 940w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_puliamo_il_mondo-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_puliamo_il_mondo-768x470.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></p>
<p>Appuntamento il 22, 23 e 24 settembre per liberare il territorio dai rifiuti abbandonati</p>
<p>  <span id="more-34561"></span>  </p>
<p>Il 22, 23 e il 24 settembre torna <a href="https://www.puliamoilmondo.it/index.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Puliamo il Mondo</a>, la storica iniziativa di volontariato ambientale che quest’anno spegne 25 candeline. Da un quarto di secolo, ogni anno, volontari di tutta Italia coordinati da Legambiente si danno appuntamento l’ultimo fine settimana di settembre per ripulire spazi pubblici dai rifiuti abbandonati. Con guanti, rastrelli, ramazze e sacconi ci si ritrova in piazze, strade, parchi urbani, lungo gli argini dei fiumi o delle strade statali, negli spazi “di nessuno” delle periferie. Giovani, anziani, italiani e non, amministrazioni locali, imprese, scuole, uniti da un unico obiettivo: rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo. Puliamo il Mondo è l’edizione italiana di Clean up the world, il più grande appuntamento internazionale di volontariato ambientale che, nato a Sydney nel 1989, coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. Dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia e dal 1995 si avvale della preziosa collaborazione della Rai.</p>
<p>“Sarà un Puliamo il Mondo ancora una volta nel segno della solidarietà e della convivenza, contro rifiuti e degrado. Un&#8217;occasione per denunciare le situazioni ambientali e sociali che rendono fragili i nostri territori e per ribadire che, se lo vogliamo, un mondo diverso è possibile -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Pulire tutti insieme un pezzetto di strada o parco è, anche e soprattutto, un modo per sottolineare l’urgenza di una convivenza diversa, lungimirante e non violenta, con le persone che scappano da guerre, povertà e dagli effetti dei cambiamenti climatici sui loro territori. Per promuovere una nuova idea di cittadinanza fatta di partecipazione e cura del bene comune”.</p>
<p></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>7 milioni di italiani a rischi per le alluvioni, i dati di Legambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/7-milioni-di-italiani-a-rischi-per-le-alluvioni-i-dati-di-legambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 10:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[inondazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[In sette anni sono morte 145 persone. Il territorio italiano è fragile, e spesso è colpa dell&#8217;uomo Le abbondanti piogge di fine estate hanno messo ancora una volta in risalto la fragilità del nostro territorio. Sono ben sette milioni gli italiani a rischio, come spiega Legambiente. Il 77% delle abitazioni sono costruite in zone &#8216;rosse&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34499" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_inondazioni_italia.jpg" alt="" width="980" height="652" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_inondazioni_italia.jpg 980w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_inondazioni_italia-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_inondazioni_italia-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>In sette anni sono morte 145 persone. Il territorio italiano è fragile, e spesso è colpa dell&#8217;uomo</p>
<p>  <span id="more-34500"></span>  </p>
<p>Le abbondanti piogge di fine estate hanno messo ancora una volta in risalto la fragilità del nostro territorio. Sono ben sette milioni gli italiani a rischio, <a href="https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/le-citta-alla-sfida-del-clima" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come spiega Legambiente</a>. Il 77% delle abitazioni sono costruite in zone &#8216;rosse&#8217; e nel 31% dei casi vi si trovano interi quartieri, tenendo presente che ci sono anche il 51% degli impianti industriali e spesso sono nelle zone potenzialmente franose sono presenti scuole o ospedali.</p>
<p>&#8220;E&#8217; una tragedia annunciata, quella di Livorno &#8211; racconta la presidente di Legambiente Rossella Muroni &#8211; ci sono 7 milioni di persone che vivono in aree a rischio e le nostre città sono sempre più esposte ai cambiamenti climatici. Gli amministratori dovrebbero dare più risposte, a cominciare da quelle che ci vengono chieste dalla Comunità europea. E&#8217; necessario un nuovo approccio. Bisogna per esempio partire subito con i Piani di adattamento. E smetterla di intubare torrenti e alzare argini; quello che serve è anche una corretta pianificazione degli spazi verdi&#8221;.</p>
<p>In ben 126 comuni, dal 2010 al maggio 2017, si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni meteo che hanno provocato danni al territorio e causato impatti diretti e indiretti sulla salute dei cittadini.<br />Secondo i dati forniti dal Cnr sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle evacuate.</p>
<p>&#8220;Sembra assurdo doverne riparlare ogni volta che accade una disgrazia ma purtroppo ancora oggi manca una seria politica di riduzione del rischio &#8211; osserva Muroni &#8211; nonostante si sia cominciato a destinare risorse per far partire interventi prioritari di messa in sicurezza, l&#8217;avvio di una politica di prevenzione complessiva stenta a decollare&#8221;. Secondo la presidente di Legambiente questi temi &#8220;devono diventare centrali nella riflessione comune a tutti i livelli di governo del territorio, insieme con quello della prevenzione: occorre fermare il consumo di suolo, programmare azioni di adattamento ai mutamenti climatici e operare per la diffusione di una cultura di convivenza con il rischio&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Goletta verde contro le piattaforme petrolifere: #dismettiamole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 09:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#Dismettiamole]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforma petrolifera]]></category>
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					<description><![CDATA[Basta piattaforme nei nostri mari, l&#8217;italia deve scegliere da che parte stare. Legambiente presenta il dossier #Dismettiamole Goletta Verda di Legambiente, in occasione del suo passaggio lungo le coste emiliane, lancia la campagna #Dismettiamole, presentando un dossier che punta alla dismissione delle piattaforme petrolifere dai nostri mesi.&#160; Questo lavoro, spiega Legambiente, nasce dalla convinzione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34410" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_PIATTAFORMA1.jpg" alt="" width="510" height="367" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_PIATTAFORMA1.jpg 510w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_PIATTAFORMA1-300x216.jpg 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>Basta piattaforme nei nostri mari, l&#8217;italia deve scegliere da che parte stare. Legambiente presenta il dossier #Dismettiamole</p>
<p>  <span id="more-34411"></span>  </p>
<p>Goletta Verda di Legambiente, in occasione del suo passaggio lungo le coste emiliane, lancia la campagna <a href="https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/dismettiamole" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#Dismettiamole</a>, presentando un dossier che punta alla dismissione delle piattaforme petrolifere dai nostri mesi.&nbsp;</p>
<p>Questo lavoro, spiega Legambiente, nasce dalla convinzione che il gioco portato avanti da molte delle compagnie petrolifere operanti nei mari italiani sia più incentrato sul posticipare il momento in cui una buona parte delle strutture presenti dovrà essere dismessa , che non sulla estrazione.</p>
<p>Al largo delle nostre coste si trovano 136 le piattaforme offshore per l&#8217;estrazione di petrolio e gas ripartite in 53 diverse concessioni di coltivazione o permessi di ricerca: 96 di queste strutture ricadono entro le 12 miglia mentre 43 sono oltre il limite delle acque territoriali. Delle 136 piattaforme, 9 sono definite non produttive, 8 sono di supporto alla produzione di altre piattaforme e 119 risultano invece produttive. In tutto sono 710 i pozzi definiti produttivi su un totale di 730 installati.</p>
<p>La questione trivelle è stata anche affrontata da un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30955" target="_blank" rel="noopener noreferrer">referendum</a> in cui si chiedeva agli italiani di abrogare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio, entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo per le piattaforme già esistenti, quindi fino all&#8217;esaurimento dei giacimenti. <br />Il referendum non ha raggiutno il quorum. Ha votato soltanto il 31,19% degli elettori residenti in Italia e all&#8217;estero: per l&#8217;efficacia della consultazione era infatti richiesta la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Incendi: questo mese peggiore dell’intero 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 09:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Legambiente critica con le regioni per la gestione dell&#8217;emergenza È stato un mese tremendo per i boschi italiani, gli incendi hanno divorato ettari ed ettari di superficie dal centro al sud della penisola. Purtroppo sappiamo che dietro alla gran parte dei roghi c’è la mano dell’uomo. Dalla metà di giugno alla metà di luglio sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34192" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_incendi.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_incendi.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_incendi-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_incendi-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Legambiente critica con le regioni per la gestione dell&#8217;emergenza</p>
<p>  <span id="more-34193"></span>  </p>
<p>È stato un mese tremendo per i boschi italiani, gli incendi hanno divorato ettari ed ettari di superficie dal centro al sud della penisola. Purtroppo sappiamo che dietro alla gran parte dei roghi c’è la mano dell’uomo.</p>
<p>Dalla metà di giugno alla metà di luglio sono bruciati 26mila ettari di bosco, la stessa superficie che era andata a fuoco durante tutto il 2016. <br />Sono i dati diffusi da Legambiente nel &#8220;Dossier Incendi&#8221;. La metà della superficie in fiamme, 13mila ettari, è in Sicilia, colpita da uno stillicidio di roghi in quasi tutte le province.</p>
<p>L&#8217;associazione ha denunciato i &#8220;troppi e ingiustificati ritardi a partire dalle Regioni&#8221;. Ad oggi, evidenzia, Campania e Lazio non hanno ancora approvato il Piano AIB 2017 (Piano antincendio boschivo) e le relative modalità attuative per organizzare la prevenzione, il lavoro a terra, e gli accordi con i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Calabria e Sicilia lo hanno fatto in parte e in ritardo, con la Sicilia che non ha ancora stipulato la convenzione con i Vigili del fuoco. L&#8217;unica ad essersi mossa per tempo su entrambi i fronti è la Puglia. Accanto a questo, pesano &#8220;il numero insufficiente delle squadre di operai forestali e l&#8217;assenza di strategie e di misure di adattamento al clima&#8221;, e nel quadro si inserisce anche il processo di riorganizzazione delle funzioni dell&#8217;ex Corpo Forestale.</p>
<p>Per il direttore di Legambiente, Stefano Ciafani, &#8220;è fondamentale che vi sia una concreta assunzione delle proprie responsabilità, in primis da parte di Regioni e governo&#8221;, e servono &#8220;più controlli punendo piromani ed ecocriminali&#8221; grazie alla legge sugli ecoreati</p>
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		<title>Carovana delle Alpi 2017, Legambiente: “risentono sempre di più degli effetti dei cambiamenti climatici”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 08:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Carovana Alpi 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi La sfida della sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici passa anche per le Alpi. Patrimonio di inestimabile valore per i paesaggi e luoghi unici, oggi l’arco alpino italiano è anche la culla di tante esperienze virtuose, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34188" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Alpi_Global_Warming.jpg" alt="" width="620" height="339" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Alpi_Global_Warming.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Alpi_Global_Warming-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi</p>
<p>  <span id="more-34189"></span>  </p>
<p>La sfida della sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici passa anche per le Alpi. Patrimonio di inestimabile valore per i paesaggi e luoghi unici, oggi l’arco alpino italiano è anche la culla di tante esperienze virtuose, moderne e rispettose dell’ambiente, in grado di dar impulso ad una nuova economia e incentivare un turismo dolce, responsabile e rispettoso della natura. Buone pratiche montane che Legambiente racconta e premia con le tradizionali bandiere verdi di <a href="https://www.legambiente.it/contenuti/articoli/carovana-delle-alpi-2017" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carovana delle Alpi</a>, la campagna che ogni anno monitora lo stato di salute dell’arco alpino analizzando le buone e cattive pratiche realizzate sul territorio da amministrazioni, imprese, associazioni e cittadini.&nbsp;</p>
<p>Su tutto l’arco alpino sono in aumento le buone pratiche, ma non per questo gli atti di pirateria si placano. Se nel passato si osservava una maggior esplosione di progetti del tutto inusitati per follia e per dimensioni (nuovi villaggi turistici, grandi alberghi, ipermegafunivie in cima alle montagne), ora a fianco di un mondo che si va sempre più affermando in termini di sostenibilità, si reitera con caparbietà, sebbene su dimensioni più ridotte e meno creative, l’idea di una montagna che sta tra il luna park e il supermercato. Un luogo dove tutto può essere acquistato e consumato con leggerezza, nel caos più totale.</p>
<p>Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi, più del doppio della media globale dell&#8217;intero pianeta. Il recente Rapporto 2017 dell&#8217;Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente (EEA) dedica un capitolo intero alle Alpi per avvisarci di come gli impatti del cambiamento climatico saranno particolarmente rilevanti in questa regione. Principalmente si evidenziano una forte diminuzione di estensione e volume dei ghiacciai, uno spostamento verso l&#8217;alto di specie animali e vegetali, un alto rischio di estinzioni di specie, un aumento del rischio di parassiti forestali, un aumento del rischio di frane e valanghe, variazioni del potenziale idroelettrico e riduzione del turismo sciistico. I Protocolli della Convenzione delle Alpi, in particolare il Protocollo turismo (ratificato non solo dall’Unione Europea, ma da tutti gli Stati alpini, Italia compresa) vengono per lo più ignorati dai titolari delle bandiere nere e non solo da questi. La Convenzione stessa è vissuta da quasi tutte le istituzioni come un costrutto astratto e lontano dalla realtà. Si dimentica che essa rappresenta un impegno per gli Stati e un appello agli abitanti dell&#8217;arco alpino ad agire congiuntamente per garantire un futuro degno di essere vissuto. Un buon motivo quest&#8217;ultimo affinché gli organi preposti (Governo e Parlamento) s’impegnino concretamente e in tempi brevi con normative adeguate (una per tutte quella sui voli a motore a fini ludici in montagna) per rendere più cogenti gli indirizzi, al fine di ottenere ovunque nelle Alpi una corretta applicazione della Convenzione stessa.</p>
<p>“Anche quest&#8217;anno con Carovana delle Alpi torniamo a premiare quelle realtà che già oggi promuovono uno sviluppo sostenibile della montagna, creando vivibilità per i residenti, promuovendo turismo di qualità e salvaguardando e valorizzando il territorio – dichiara Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d&#8217;Aosta –. Di pari passo però non mancano i casi di malagestione della montagna, di un&#8217;idea distorta di sviluppo, che depreda le risorse ambientali e mortifica l&#8217;ambiente e il turismo sostenibile e di qualità. Per poter toccare con mano la realtà montana Legambiente ha in programma per i prossimi mesi un fitto calendario di iniziative organizzate dai circoli territoriali, un modo per tutti i cittadini interessati per conoscere e condividere insieme una visione di montagna capace di futuro”</p>
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		<title>Scarichi senza depuratore: l’allarme di Legambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/scarichi-senza-depuratore-l-allarme-di-legambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 08:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[fogne]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Un quarto delle acque di fogna finisce in mare senza adeguata depurazione. L&#8217;allarme di Legambiente Succede ancora, nel 2017, che degli scarichi fognari finiscano direttamente nei mari, nei laghi e nei fiumi senza essere adeguatamente depurati. E questo nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l&#8217;Unione Europea ci aveva imposto per mettere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34092" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016.jpg" alt="" width="1200" height="797" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016-1024x680.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un quarto delle acque di fogna finisce in mare senza adeguata depurazione. L&#8217;allarme di Legambiente</p>
<p>  <span id="more-34093"></span>  </p>
<p>Succede ancora, nel 2017, che degli scarichi fognari finiscano direttamente nei mari, nei laghi e nei fiumi senza essere adeguatamente depurati. E questo nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l&#8217;Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi.</p>
<p>Una condizione che purtroppo riguarda il 25% delle acque di fognatura, come ha spiegato il responsabile scientifico di Legambiente, Fausto Zampetti.</p>
<p>&#8220;Quest&#8217;anno con Goletta Verde affronteremo tutte le criticità che incombono ancora sul nostro ecosistema marino e costiero, a partire dei rifiuti in mare &#8211; ha aggiunto -. Proprio su questo tema, continueremo a monitorare i gravissimi sversamenti di schiume sintetiche che hanno interessato le coste toscane e liguri nelle ultime settimane, affinché si applichi il principio &#8216;chi inquina paghi&#8217;, utilizzando la legge sugli ecoreati approvata nel maggio 2015, e non si sottovalutino i rischi per la fauna marina e per la stessa attrattiva turistica delle spiagge&#8221;.</p>
<p>Da oltre 30 anni ogni estate<a href="https://www.legambiente.it/contenuti/articoli/goletta-verde-2017-news" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Goletta Verde</a>, la storica imbarcazione di Legambiente, naviga lungo le coste italiane per monitorare la salute del mare e dei litorali italiani, denunciare abusi e illegalità, promuovere buone pratiche di gestione dei territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mare più bello del 2017 secondo la guida di Legambiente e Touring Club</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/il-mare-piu-bello-del-2017-secondo-la-guida-di-legambiente-e-touring-club/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 09:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Il mare più bello]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Touring Club]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopriamo i comprensori più belli d&#8217;Italia per chi vuole fare un tuffo nelle acque cristalline dei nostri mari Torna anche quest’anno la guida di Legambiente e Touring Club “Il mare più bello”. Per offrire “una nuova bussola” ai lettori si focalizza sui comprensori turisticie non sulle singole località marine o lacustri della penisola. La Guida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34004" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_Litorale_di_Chia.jpg" alt="" width="558" height="303" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Litorale_di_Chia.jpg 558w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Litorale_di_Chia-300x163.jpg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p>
<p>Scopriamo i comprensori più belli d&#8217;Italia per chi vuole fare un tuffo nelle acque cristalline dei nostri mari</p>
<p>  <span id="more-34005"></span>  </p>
<p>Torna anche quest’anno la guida di Legambiente e Touring Club “Il mare più bello”. Per offrire “una nuova bussola” ai lettori si focalizza sui comprensori turisticie non sulle singole località marine o lacustri della penisola.</p>
<p>La Guida mette in fila oltre 100 comprensori: territori vasti che possono contenere anche più comuni. Il perché di questa scelta è presto detto: chi va in vacanza non si ferma al confine amministrativo, ma visita spesso un territorio più ampio optando per modalità di turismo itinerante.</p>
<p>Quindi quest’anno Il Mare più bello non assegna le 5 vele ai singoli comuni, ma ad interi comprensori turistici scelti secondo i tradizionali criteri della guida e all’interno dei quali è poi possibile scoprire i comuni che ne fanno parte con le singole valutazioni. Nel 2017 sono 21 comprensori turistici che hanno ottenuto il riconoscimento delle cinque vele: 15 quelli marini e 6 quelli lacustri.</p>
<p>A guidare la classifica dei comprensori turistici a cinque vele sono il <strong>Litorale di Chia</strong> (a sud della Sardegna che interessa l’area del comune di Domus de Maria in provincia di Cagliari), la <strong>Maremma Toscana</strong> al secondo posto (con Castiglione della Pescaia come miglior comune, seguito da Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica in provincia di Grosseto) e al terzo posto svetta la<strong> Baronia di Posada e Parco di Tepilora</strong> (in provincia di Nuoro sulla costa occidentale della Sardegna, che ha come miglior comune quello di Posada, seguito da Siniscola). Seguono in graduatoria il <strong>Litorale di Baunei</strong> (sulla costa orientale sarda), L’<strong>Alto Salento Adriatico</strong> (con i comuni di Melendugno e Otranto in provincia di Lecce), la <strong>Costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari</strong> (sempre in Puglia, guidata dal comune di Polignano a Mare seguito da Ostuni, Monopoli, Fasano e Carovigno nelle provincie di Bari e Brindisi), la<strong> Costa d’Argento e Isola del Giglio</strong> (qui domina l’Isola del Giglio e Capalbio), la <strong>Planargia</strong> (ovvero il litorale del comune di Bosa), l’isola di <strong>Ustica</strong> (in Sicilia), la <strong>Gallura</strong> e PN Arcipelago La Maddalena (vasto comprensorio nella Sardegna nord orientale guidato da Santa Teresa Gallura, comune al top, seguito da La Maddalena, Palau e Arzachena), il <strong>Sud Cilento</strong> (in Campania con Pollica Acciaroli e Pioppi, miglior comune, seguito da Camerota, Centola-Palinuro, Castellabate ed altri), l&#8217;Isola di Salina (nell&#8217;arcipelago delle Eolie). Ed ancora la <strong>Costa di Maratea</strong> e il <strong>Golfo di Policastro</strong> (con Maratea come comune di spicco seguito da Sapri (Sa) e San Giovanni a Piro-Scario (Sa), le Cinque Terre (in Liguria guidate da Vernazza e poi da Monterosso al Mare e Riomaggiore) e il litorale Nord Trapanese (un comprensorio nella Sicilia orientale con al vertice il comune di San Vito Lo Capo, seguito da Custonaci e Erice).</p>
<p>La Sardegna è risultata quest&#8217;anno la regione più premiata con ben 5 comprensori a 5 vele: dalle terre della Baronia di Posada, poco sotto Olbia, all’area più a nord che comprende la Gallura e il Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena; e poi più a sud dal comprensorio di Baunei e lungo il litorale di Chia per arrivare alla costa occidentale, lungo il litorale della Planargia, che comprende il comune di Bosa. Importanti anche i riconoscimenti ottenuti da Toscana (2 comprensori), Puglia (con 2 comprensori) e Sicilia (3 comprensori).</p>
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