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	<title>kakapò &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Salviamo i cacapò!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 14:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
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		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
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					<description><![CDATA[I rarissimi uccelli della Nuova Zelanda sono a rischio di estinzione Uno degli uccelli più rari del mondo, il kakapò, è sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione. Trovato solo in alcuni santuari della Nuova Zelanda, è l&#8217;unico pappagallo al mondo incapace di volare ed è probabilmente il più pesante. L&#8217;attuale numero di esemplari è di 211, per questo sono [&#8230;]]]></description>
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<h2>I rarissimi uccelli della Nuova Zelanda sono a rischio di estinzione</h2>
<p>  <span id="more-38992"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli uccelli più rari del mondo, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strigops_habroptila" target="_blank" rel="noopener noreferrer">kakapò</a>, è sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione. Trovato solo in alcuni santuari della Nuova Zelanda, <strong>è l&#8217;unico pappagallo al mondo incapace di volare ed è probabilmente il più pesante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attuale numero di esemplari è di 211, per questo sono nate molte iniziative di conservazione, anche perché il popolo Maori continua a sostenere una forte connessione spirituale con questo animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle iniziative è <a href="https://predatorfreenz.org/about-us/pf-2050/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Predator Free 2050</a>, un progetto per eliminare i predatori dalle terre selvagge della Nuova Zelanda in modo da aiutare le specie autoctone a prosperare di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi animali non sono stati minacciati fino al 13° secolo. Fino al 1200, infatti, la nuova Zelanda non era popolata, quindi a parte un paio di specie di pipistrelli con cui competere per il cibo, i cacapò se la cavavano bene, anche grazie al fatto che potevano sfuggire ai loro predatori naturali grazie a piume altamente evolute che li mimetizzavano nella foresta. </p>
<p style="text-align: justify;">Quando sono arrivati i polinesiani, però, le cose sono cambiate perché hanno iniziato a nutrirsi con questo animale, ad usare le sue piume per i vestiti e le ossa per farne ami da pesca. Cinque secoli dopo, poi, la situazione è precipitata perché c&#8217;è stato il primo insediamento europeo che ha disboscato e portato con sé nuovi predatori – cani, gatti, donnole, cervi, eccetera. </p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1995 erano rimasti solo 51 cacapò. </p>
<p style="text-align: justify;">Questo ha portato anche a un altro problema: la consanguineità, che ha comportato che il 40% delle uova di cacapò sia sterile.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, grazie all&#8217;inseminazione artificiale, questa percentuale è diminuita e infatti gli sforzi recenti (le isole che sono state liberate dai predatori per diventare santuari per i cacapò; le misure che sono state adottate per garantire i tassi di sopravvivenza e massimizzare gli sforzi di tracciamento) hanno fatto sì che la stagione riproduttiva del cacapò del 2019 abbia segnato un successo record – tra gennaio e aprile, sono nati 86 pulcini, di cui 70 sono ancora vivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure non abbiamo ancora vinto, per questo è importante che tutte le iniziative di conservazione siano sostenute.</p>
<p>&nbsp;</p>
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