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	<title>It &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Innovazione It, l&#8217;Italia sale (lentamente). Balzo dell&#8217; India e della &#8216;tigre&#8217; Malesia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:34:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia, seppur lentamente, cresce in innovazione e passa dal 24mo al 23mo posto nel mondo secondo la calssifica annuale di Industry Competitiveness Index. Sistema giuridico, investimenti, ricerca, sviluppo, contesto e ambiente economico tra i criteri analizzati. La Malesia scala 11 posizioni L&#8217;Italia guadagna una posizione e sale dal 24esimo al 23esimo posto nell&#8217;indice globale di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-3063" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/09/images_igallery_resized_lanci-homepage_innovazione-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>L&#8217;Italia, seppur lentamente, cresce in innovazione e passa dal 24mo al 23mo posto nel mondo secondo la calssifica annuale di Industry Competitiveness Index. Sistema giuridico, investimenti, ricerca, sviluppo, contesto e ambiente economico tra i criteri analizzati. La Malesia scala 11 posizioni </p>
<p> <span id="more-3064"></span>   </p>
<p>L&rsquo;Italia guadagna una posizione e sale dal 24esimo al 23esimo posto nell&rsquo;indice globale di competitivita&rsquo; dell&rsquo;Information Technology. Lo rivela l&rsquo;edizione 2011 dell&rsquo;IT Industry Competitiveness Index, realizzato dall&rsquo;Economist Intelligence Unit e divulgato oggi in tutto il mondo da Business Software Alliance (BSA). Giunto alla quarta edizione dal 2007, l&rsquo;Index rapporta 66 nazioni in funzione di una serie di indicatori che riflettono le aree critiche giudicate fondamentali perche&rsquo; un settore IT sia fortemente innovativo: il complessivo ambiente economico, l&rsquo;infrastruttura IT disponibile, il capitale umano, l&rsquo;avanzamento della ricerca e sviluppo, il sistema giudiziario e gli incentivi offerti dal settore pubblico allo sviluppo industriale nel Paese in questione.</p>
<p> Al vertice dell&rsquo;edizione 2011 si trovano ancora una volta gli Stati Uniti, seguiti da Finlandia, Singapore, Svezia e Regno Unito. Il nostro Paese guadagna una posizione nella classifica globale, salendo alla 23esima nell&rsquo;arco di due anni, grazie a migliori valutazioni sull&rsquo;ambiente economico (che ottiene un punteggio di 74,7 su un totale di 100, ossia un miglioramento pari a 2 rispetto all&rsquo;edizione 2009), sulla ricerca e sviluppo (punteggio 25,4, con un miglioramento pari a 9 rispetto al 2009) e sul sistema legale (valutazione 80, miglioramento di 7 rispetto al 2009).</p>
<p>Lo studio di quest&rsquo;anno rivela che le nazioni tradizionalmente forti nell&rsquo;IT mantengono le rispettive posizioni di leadership in parte anche perche&rsquo; &quot;vantaggio genera vantaggio&quot;: in pratica, in anni di investimenti esse hanno costruito solide basi per l&rsquo;innovazione tecnologica e ora continuano a raccoglierne i frutti. Ma il campo della competizione globale si fa sempre piu&rsquo; affollato, dal momento che nuovi contendenti, specie nelle economie in via di sviluppo, si stanno impegnando a fondo per raggiungere gli standard fissati sinora dai leader storici.        &quot;Lo studio IT Industry Competitiveness Index dimostra al di la&rsquo; d&rsquo;ogni dubbio che investire sulle fondamenta dell&rsquo;innovazione tecnologica nel lungo termine paga, e molto bene&quot; , commenta Matteo Mille, Presidente di BSA Italia.</p>
<p> &quot;Risulta inoltre chiaro che nessuna nazione detiene a priori il monopolio della tecnologia all&rsquo;avanguardia: ci sono formule che hanno dimostrato la propria efficacia, e chiunque e&rsquo; libero di avvalersene nella sfida per il successo. Per questo affermiamo che la tendenza, per quanto attiene la competizione nell&rsquo;IT, e&rsquo; verso un mondo pluricentrico. L&rsquo;Italia, abbiamo visto, gode di buone valutazioni sul proprio sistema economico e legale, e sta lentamente migliorando nell&rsquo;investimento in ricerca e sviluppo, anche se prevalentemente grazie all&rsquo;investimento delle imprese private. Infatti il nostro Paese riceve solo un 50 su 100 sulle infrastrutture IT (-2,5 punti rispetto al 2009), un 47 sul capitale umano (-1,4 punti) e 63,2 (-1 punto) in relazione ai supporti pubblici allo sviluppo industriale, su cui sara&rsquo; opportuno concentrare gli sforzi nei prossimi anni. Come dimostra l&rsquo;esperienza internazionale, l&rsquo;impegno sara&rsquo; ben remunerato&quot;.</p>
<p> Le nazioni responsabili degli spostamenti piu&rsquo; vistosi nella classifica Eiu dal 2009 al 2011 comprendono la Malesia, che ha conquistato ben 11 posizioni proprio grazie a massicci investimenti nelle attivita&rsquo; di ricerca e sviluppo, e l&rsquo;India, che ha fatto un balzo di 10 posizioni ancora grazie a una robusta R&amp;D e ad un ambiente dinamico per il capitale umano. Parecchie altre, poi e fra queste Singapore, Messico, Austria, Germania e Polonia hanno registrato significativi miglioramenti in tutte e quattro le aree fondamentali contemporaneamente. &quot;Nel momento in cui l&rsquo;economia globale inizia la ripresa, e&rsquo; piu&rsquo; importante che mai che i governi assumano visioni a lungo raggio dello sviluppo industriale&quot;, conclude Mille. &quot;I decisori politici ed aziendali  non possono permettersi di guardare a questo problema su basi annuali, o rischieranno l&rsquo;arretramento complessivo delle nazioni che rappresentano. Occorre prendere in considerazione un arco di sette-nove anni circa, e investire di conseguenza, al fine di ottenere vantaggi sostanziali in termini di competitivita&rsquo; nell&rsquo; IT&quot;. (fonte: Agi)</p>
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