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	<title>Israele &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Aug 2021 06:00:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Contro il Covid-19 un farmaco che cura scabbia e pidocchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 06:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[antiparassitario]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[ivermectina]]></category>
		<category><![CDATA[scabbia e pidocchi]]></category>
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					<description><![CDATA[A dirlo uno studio israeliano È un antiparassitario usato per combattere scabbia e pidocchi il farmaco al centro dello studio israeliano condotto presso lo Sheba Medical Center di Tel Hashomer dal professor Eli Schwartz e reperibile sul sito MedRxiv in pre-print in quanto in attesa di revisione paritaria. L&#8217;ivermectina, così si chiama l&#8217;antiparassitario, è risultato efficace [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-114732" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/test-tube-5065426_1280.jpg" alt="ivermectina" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/test-tube-5065426_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/test-tube-5065426_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/test-tube-5065426_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 class="western" style="text-align: left;" align="center">A dirlo uno studio israeliano</h3>
<p><span id="more-114731"></span></p>
<p class="western" align="justify">È un <strong>antiparassitario usato per combattere scabbia e pidocchi</strong> il farmaco al centro dello <a href="https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.05.31.21258081v1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> israeliano condotto presso lo Sheba Medical Center di Tel Hashomer dal professor Eli Schwartz e reperibile sul sito MedRxiv in pre-print in quanto in attesa di revisione paritaria.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>L&#8217;ivermectina</strong>, così si chiama l&#8217;antiparassitario, è risultato <strong>efficace nel ridurre la diffusione del virus che causa il Covid-19</strong> tra i pazienti non ospedalizzati con una sintomatologia da lieve a moderata.</p>
<p class="western" align="justify">Si tratta di un risultato molto interessante per vari motivi, uno dei quali è sicuramente il <strong>prezzo di questo farmaco, che è davvero basso</strong>: meno di un dollaro al giorno – tanto che l&#8217;antiparassitario è usato in molti paesi poveri per combattere le malattie di cui sopra.</p>
<p class="western" align="justify">Lo studio in doppio cieco ha coinvolto 89 pazienti Covid-19 non ospedalizzati con un&#8217;età media di 35 anni: 47 sono stati trattati con ivermectina per tre giorni e 42 con placebo. Al momento del reclutamento gli veniva fatto un tampone nasofaringeo che poi veniva ripetuto ogni due giorni. L&#8217;endpoint primario era la riduzione della carica virale al 6° giorno (terzo giorno dopo la fine del trattamento).</p>
<h4 class="western" align="justify">L&#8217;esito primario era supportato dalla determinazione della vitalità della coltura virale.</h4>
<p class="western" align="justify">Il sesto giorno, 34 pazienti sui 47 trattati con ivermectina (ovvero il 72%) hanno raggiunto l&#8217;endpoint, rispetto a 21 pazienti su 42 tra quelli trattati con placebo (ovvero il 50%), quindi le probabilità di un test negativo al giorno 6 erano 2,62 volte più alte nel gruppo ivermectina. Inoltre c&#8217;erano cariche virali e colture vitali significativamente inferiori nel gruppo ivermectina, il che significa che <strong>l&#8217;introduzione di questo farmaco potrebbe portare ad una riduzione del tempo di isolamento in questi pazienti</strong>.</p>
<p class="western" align="justify">I risultati sono molto incoraggianti, ora non ci resta che sperare che la prosecuzione degli studi confermi questa possibilità.</p>
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		<title>Covid-19: buone notizie da Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 12:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio sull’efficacia dei vaccini Secondo un primo pool di dati raccolti da uno studio inerente l&#8217;efficacia dei vaccini, il vaccino Pfizer-BioNTech è stato quasi il 90% efficace nel prevenire le trasmissioni di COVID-19 in Israele. Si tratta di una notizia che, se confermata, è davvero positiva: indica che i vaccini sono almeno in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-89017" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/vaccine-5897391_1280-e1615121164243.jpg" alt="vaccini" width="800" height="566" /></h3>
<h3>Un nuovo studio sull’efficacia dei vaccini</h3>
<p><span id="more-89013"></span></p>
<p>Secondo un primo pool di dati raccolti da uno studio inerente l&#8217;efficacia dei vaccini, <strong>il vaccino Pfizer-BioNTech è stato quasi il 90% efficace nel prevenire le trasmissioni di COVID-19 in Israele</strong>.</p>
<h4>Si tratta di una notizia che, se confermata, è davvero positiva: indica che i vaccini sono almeno in gran parte efficaci nell&#8217;arresto della diffusione del coronavirus.</h4>
<p>Il vaccino, secondo i risultati riportati, è stato efficace all&#8217;89,4% nel prevenire le infezioni COVID confermate in laboratorio, riferisce <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-02-21/pfizer-biontech-shot-stops-covid-s-spread-israeli-study-shows" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bloomberg</a>. I risultati indicano anche l&#8217;<strong>efficacia del vaccino nel prevenire la trasmissione della malattia da portatori sia sintomatici che asintomatici</strong>.</p>
<p>È anche importante sottolineare che, durante il periodo di studio, la variante B.1.1.7 – conosciuta (e temuta) col nome di variante inglese –  è stata il ceppo dominante in Israele, rappresentando oltre l&#8217;81% dei test COVID positivi. Questo, oltre che terribile per il paese, potrebbe essere molto interessante per lo studio perché sembrerebbe indicare che <strong>il vaccino Pfizer-BioNTech è altamente efficace anche contro quel ceppo.</strong></p>
<p>Tuttavia, <strong>è bene ricordare che i risultati devono ancora essere sottoposti a revisione paritaria</strong>, quindi aspettano una conferma da parte di altri esperti, che devono rivedere i dati e valutare, prima di lasciarci essere serenamente positivi per la scoperta.</p>
<h4>La notizia arriva sulla scia del massiccio programma israeliano di lancio di vaccini iniziato il 20 dicembre.</h4>
<p>Da allora, le autorità israeliane avrebbero vaccinato quasi la metà della sua popolazione con almeno una dose. Se fosse confermata segnerebbe un <strong>enorme punto di svolta nella pandemia in cui siamo immersi da ormai un anno</strong>, dimostrando l&#8217;efficacia degli sforzi coordinati di immunizzazione di massa da parte dei governi mondiali.</p>
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		<title>Un fossile che cambia la nostra idea della storia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-fossile-che-cambia-la-nostra-idea-della-storia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 13:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Fossile]]></category>
		<category><![CDATA[Fossile umano]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ritrovamento di un fossile riscrive la storia della migrazione dei primi uomini dall&#8217;Africa Gli scienziati hanno scoperto il più antico fossile conosciuto di un umano moderno fuori dall&#8217;Africa nella grotta di Misliya vicino al Monte Carmelo, in Israele. Il fossile, che consiste in una mascella superiore con diversi denti ancora attaccati, è stimato avere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35543" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_fossili.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_fossili.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_fossili-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_fossili-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il ritrovamento di un fossile riscrive la storia della migrazione dei primi uomini dall&#8217;Africa</p>
<p>  <span id="more-35544"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno scoperto il più antico fossile conosciuto di un umano moderno fuori dall&#8217;Africa nella grotta di Misliya vicino al Monte Carmelo, in Israele. Il fossile, che consiste in una mascella superiore con diversi denti ancora attaccati, è stimato avere tra i 175.000 e i 200.000, e ci rivela che gli uomini hanno lasciato l&#8217;Africa almeno 50.000 anni prima di quello che si pensava.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzando scansioni e modelli virtuali in 3D, il team di ricerca – che comprende gli scienziati della <a href="https://english.tau.ac.il/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tel Aviv University</a>, della <a href="https://www.binghamton.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Binghamton University</a>&nbsp;e della <a href="https://www.suny.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">State University</a>&nbsp;di New York – ha stabilito che il fossile mostrava segni di potenziale ibridazione con gli uomini di Neanderthal e con altri gruppi umani. Le prove fossili e archeologiche rinvenute nella grotta, inoltre, indicano anche che questi primi uomini della Palestina storica erano in grado di cacciare animali di grossa taglia, controllando il fuoco per i propri usi e fabbricando una varietà di strumenti preistorici in pietra.&nbsp;Tutto questo nello <a href="http://science.sciencemag.org/content/359/6374/456" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Science».</p>
<p style="text-align: justify;">La regione in cui è stato scoperto il fossile è stata a lungo considerata un importante passaggio per la migrazione umana fuori dall&#8217;Africa e una casa per varie specie di ominidi, tra cui gli uomini di Neanderthal. Capire insieme la storia della migrazione umana oltre il continente africano è essenziale per capire l&#8217;evoluzione della nostra specie, hanno sottolineato i ricercatori. Questa scoperta aggiunge informazioni chiave a questa storia, compresi i dettagli riguardanti la tempistica, la natura dei cambiamenti demografici e il mix genetico tra le popolazioni e persino altre specie di primi umani.</p>
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		<title>L&#8217;acqua salata diventa acqua potabile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/l-acqua-salata-diventa-acqua-potabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 09:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Desalinizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Sorek]]></category>
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					<description><![CDATA[Sorek, in Israele, è il più grande progetto di desalinizzazione al mondo La desalinizzazione (o dissalazione) è un processo che rimuove il sale dalle acque che lo contengono – soprattutto marine – per trasformarle in acque potabili, per un uso alimentare ma anche industriale Si prevede che questo metodo sia destinato ad assumersi il carico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31672" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_desalinizzazione_Israele.jpg" alt="" width="1024" height="671" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_desalinizzazione_Israele.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_desalinizzazione_Israele-300x197.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_desalinizzazione_Israele-768x503.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Sorek, in Israele, è il più grande progetto di desalinizzazione al mondo</p>
<p>  <span id="more-31673"></span>  </p>
<p>La desalinizzazione (o dissalazione) è un processo che rimuove il sale dalle acque che lo contengono – soprattutto marine – per trasformarle in acque potabili, per un uso alimentare ma anche industriale Si prevede che questo metodo sia destinato ad assumersi il carico di rispondere alla sempre più crescente domanda di acqua nel mondo. Per questo, gli studiosi sono molto impegnati nella ricerca di un metodo che possa perfezionare questa procedura di trasformazione – anche se in molti mettono in dubbio la praticità della dissalazione su larga scala.</p>
<p>Il caso in questione riguarda il più grande progetto di dissalazione al mondo: il <a href="http://www.water-technology.net/projects/sorek-desalination-plant/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sorek</a>, in Israele, un impianto che è costato circa 500 milioni di dollari e che utilizza una tecnologia di dissalazione convenzionale chiamata osmosi inversa &#8211; il suo consumo di energia è tra i più bassi al mondo per quanto riguarda gli impianti di dissalazione su larga scala.<br />Dal 2013, questa centrale non ha mai smesso di crescere: si prevede produrrà 627.000 metri cubi di acqua al giorno quando sarà a pieno regime, ma attualmente già fornisce il 20% del fabbisogno di acqua del Paese. <br />L&#8217;Israele, viste le premesse e i risultati già ottenuti, ha deciso di non smettere di scommettere su questa tecnologia e le nuove prospettive sono il raggiungimento del 50% del rifornimento idrico del Paese, alla fine del 2016, quando entreranno in funzione gli impianti supplementari. Per ora sono 4 gli impianti di desalinizzazione – il Sorek è il più grande – e tutti insieme provvedono al 40% del fabbisogno idrico.</p>
<p>Quello che il Sorek sta facendo adesso è battersi per dimostrare la fattibilità della desalinizzazione: l&#8217;obiettivo è quello di vendere con profitto l&#8217;acqua alle autorità israeliana che se ne occupa per 58 centesimi di dollaro a metro cubo, un prezzo inferiore rispetto agli altri impianti di desalinizzazione.</p>
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		<item>
		<title>Arriva il car-pooling firmato Google</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/arriva-il-car-pooling-firmato-google/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 13:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[car pooling]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Waze]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche Google investe nel car-pooling; una buona notizia per la mobilità sostenibile Buona notizia per la mobilità sostenibile: il gigante del web lancerà un servizio di car-pooling basato sulla app Waze (un navigatore dall&#8217;attitudine &#8216;social&#8217;). Si chiama RideWith e inizialmente sarà testato solo in Israele e se darà buoni frutti verrà esteso ad altri paesi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27392" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_car_pooling_google-15933-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Anche Google investe nel car-pooling; una buona notizia per la mobilità sostenibile<br /></span></p>
<p>  <span id="more-27393"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Buona notizia per la mobilità sostenibile: il gigante del web lancerà un servizio di car-pooling basato sulla app <a href="https://www.waze.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Waze </a>(un navigatore dall&#8217;attitudine &#8216;social&#8217;). Si chiama RideWith e inizialmente sarà testato solo in Israele e se darà buoni frutti verrà esteso ad altri paesi. Il progetto è sviluppato appunto dal team di Waze, l&#8217;app di mappe e navigazione che è stata comprata da Google sue anni fa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In sintesi RideWith metterà in contatto coloro che vogliono raggiungere il posto di lavoro condividendo il percorso con chi fa la stessa tratta. Ogni guidatore potrà dare due passaggi al giorno tramite la app e i passeggeri contribuiranno alle spese di viaggio con una tariffa forfettaria che dipende dalla distanza, dal tempo e dal costo del carburante.</span></p>
<p>Rispetto ad altre app del settore (ad esempio <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17992" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uber</a>), RideWith è strutturato come un servizio di car-pooling e non come un possibile business. </p>
<p>E per tragitti più lunghi è attiva nel nostro paese <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8290" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bla Bla Car</a>: una community che ci aiuta a condividere un viaggio in auto, per  viaggiare in tempi di crisi e non inquinare l&#8217;ambiente</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Israele e Palestina uniti dalla scienza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/israele-e-palestina-uniti-dalla-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2015 12:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sesame]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Sesame unisce paesi che non hanno mai collaborato prima d&#8217;ora Al bando ogni differenza e ogni conflitto: la scienza compie il miracolo e nel primo acceleratore che entrerà in funzione in Giordania il prossimo anno parteciperanno anche Israele, Iran e Autorità nazionale palestinese. La direzione è stata affidata a un italiano, Giorgio Paulucci, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25845" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_Sesame-15159-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il progetto Sesame unisce paesi che non hanno mai collaborato prima d&#8217;ora<br /></span></p>
<p>  <span id="more-25846"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Al bando ogni differenza e ogni conflitto: la scienza compie il miracolo e nel primo acceleratore che entrerà in funzione in Giordania il prossimo anno parteciperanno anche Israele, Iran e Autorità nazionale palestinese.</span></p>
<p>La direzione è stata affidata a un italiano, Giorgio Paulucci, e sono stati coinvolti anche l&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare, la Sapienza di Roma e la Città della scienza di Napoli.</p>
<p>&#8216;Sesame è il primo acceleratore, usato come sorgente di luce di sincrotrone dell’area mediorientale. Sarà uno strumento dedicato alle scienze sperimentali e funzionerà come un potentissimo microscopio, con applicazioni in vari ambiti, dalle scienze della vita, ai beni culturali, alle nanotecnologie. Partecipano al progetto scienziati di Bahrein, Cipro, Egitto, Iran, Israele, Giordania, l’Autorità Palestinese, Pakistan e Turchia, paesi che non cooperano in nessun altro contesto.&#8217;, Spiega l&#8217;<a href="http://www.infn.it/index.php?lang=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istituto nazionale di fisica nucleare</a> in una nota.</p>
<p>Il contributo economico del nostro paese ammonta a 1,8 milioni di euro.<br />&#8216;La struttura è un esempio di <a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=73" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scienza</a> al servizio della pace e come ministero degli Affari esteri appoggiamo questa iniziativa&#8221;, ha detto all&#8217;ANSA l&#8217;ambasciatore Andrea Meloni.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Italia ed Israele unite nel rispetto dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 09:37:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[  Italia e Israele danno vita ad gemellaggio a favore dell&#8217;ambiente: i due Paesi si scambieranno consigli e know how Una collaborazione Italia e Israele a favore dell&#8216;ambiente: i due Paesi si impegnano a scambiare il know how in vari settori, con l&#8217;obiettivo di avviare una vera e propria rivoluzione a favore del pianeta. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23798" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_index-14135-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Italia e Israele danno vita ad gemellaggio a favore dell&#8217;ambiente: i due Paesi si scambieranno consigli e know how</p>
<p>  <span id="more-23799"></span>  </p>
<p>Una collaborazione Italia e Israele a favore dell<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8216;ambiente</a>: i due Paesi si impegnano a scambiare il know how in vari settori, con l&#8217;obiettivo di avviare una vera e propria rivoluzione a favore del pianeta. La notizia della collaborazione è arrivata in occasione della festività ebraica di &#8216;Tu Bishvat-il Capodanno degli alberi&#8217; e in vista di Expo 2015. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Proprio in occasione dell&#8217;Expo, come annuncia il<a href="https://www.ecoseven.net//?p=23389"> ministro dell&#8217;Ambiente Gian Luca Galletti</a>,i sarà una giornata dedicata all&#8217;approfondimento dei temi ambientali: &#8216;sull&#8217;ambiente bisogna cogliere l&#8217;attenzione di tutti i Paesi del mondo&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dal gemellaggio con Israele potremmo imparare qualcosa. Un esempio pratico: in Israele, &#8216;piantare alberi è una tradizione&#8217;, tanto che &#8216;ne sono stati piantati 240 milioni&#8217;, ha spiegato il biologo marino Angelo Colorni, del Centro nazionale di Marecoltura israeliano. Su una superficie di 250mila ettari in Israele &#8211; ha ricordato &#8211; ci sono 150 riserve naturali e 65 parchi naturali. </p>
<p>Dobbiamo anche ricordare il gran lavoro fatto per la &#8216;riabilitazione dei fiumi di Israele, che troppo scarsi. Grazie ad enormi sforzi del governo sono stati riportati in vita con la presenza di numerosi pesci.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
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		<title>Acqua per la pace in Medio Oriente/3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 14:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra Israele e Palestina e’ anche un problema idrico: Israele fornisce acqua a Gaza, una citta’ senza impianti idrici Dal 12 settembre 2005 quando il territorio di Gaza passò in mano palestinese e gli abitanti ebbero accesso alla rete, i pozzi sono passati da 1400 a 6000 attuali e l’incremento dell’estrazione dell’acqua ha superato di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9975" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/12/images_igallery_resized_ambientetest_acqua_2-6745-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Tra Israele e Palestina e’ anche un problema idrico: Israele fornisce acqua a Gaza, una citta’ senza impianti idrici</p>
<p>  <span id="more-9976"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Dal 12 settembre 2005 quando il territorio di Gaza passò in mano palestinese e gli abitanti ebbero accesso alla rete, i pozzi sono passati da 1400 a 6000 attuali e l’incremento dell’estrazione dell’acqua ha superato di molto i livelli consentiti.</p>
<p class="MsoNormal">Nonostante <a href="http://viaggiare.ecoseven.net/news-viaggiare/la-guerra-tra-israele-e-palestina-colpisce-anche-il-turismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Israele</a> avesse appoggiato la proposta palestinese di creare un impianto di <strong>desalinizzazione dell&#8217;acqua</strong> in Gaza e sostenuto i progetti per la creazione di serbatoi adeguati, ha dovuto constatare che i progetti non sono andati in porto.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Gaza è un città che non ha impianti, scarica tutto nella terra e nel mare e soffre di una penuria d’<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua </a></strong>cronica. Qui 1 milione e 300 mila Palestinesi hanno bisogno d’acqua.&nbsp;La perforazione delle falde sotterranee e di conseguenza l’infiltrazione d’acqua marina ha portato a una salinizzazione pari all’80% che rende ormai l’acqua&nbsp; imbevibile.&nbsp;Dal punto di vista sanitario la mancanza di impianti fognari e di scarico ha ridotto le persone a situazioni disperate: vicino Gaza c’è un lago di 10 milioni di metri cubi di acque reflue.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal">Chiara Palmieri</p>
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		<title>Acqua per la pace in Medio Oriente/2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 13:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[fiume Giordano]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Medio Oriente e’ Israele il Paese pioniere nel trattamento delle acque reflue e marine: il costo dell’acqua desalinizzata e’ competitivo con quello dell’acqua dolce In Israele il costo dell’acqua desalinizzata è diventato competitivo con quello dell’acqua dolce e&#160;la percentuale del fabbisogno idrico nazionale è del 13% e viene soddisfatta dalla desalinizzazione. Dai primi anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9965" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/12/images_igallery_resized_ambientetest_Fiume_Giordano_08-6741-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Nel Medio Oriente e’ Israele il Paese pioniere nel trattamento delle acque reflue e marine: il costo dell’acqua desalinizzata e’ competitivo con quello dell’acqua dolce</p>
<p>  <span id="more-9966"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">In <strong>Israele</strong> il costo dell’<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a> desalinizzata</strong> è diventato competitivo con quello dell’acqua dolce e&nbsp;la percentuale del fabbisogno idrico nazionale è del 13% e viene soddisfatta dalla desalinizzazione. Dai primi anni ’50 sono state investite molte risorse e oggi il costo al metro cubo d’acqua desalinizzata è sceso sotto i 57 centesimi di euro. L’industria per le attrezzature da irrigazione si è sviluppata soprattutto nei kibbutz, dove sono state messe a punto delle tecnologie innovative come l’irrigazione a goccia sopra e sotto superficie.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Questa parte del <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-risorsa-primaria-e-causa-di-tensione-tra-le-civilta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Medio Oriente</a></strong> dal punto di vista idrografico&nbsp; e territoriale presenta il<strong> fiume Giordano</strong> come principale e appartenente allo Stato di Israele. Il Giordano segna il confine con la Giordania e i territori palestinesi occupati e ad esso si uniscono altri corsi d’acqua che tendono a prosciugarsi nella stagione secca. Nel corso di un anno la diminuzione di acqua dolce in Israele è pari a meno 1,2 milioni di metri cubi; mentre il consumo idrico è inferiore a 2 milioni. Gran parte di quest’acqua deriva per lo più da impianti di riciclo e viene utilizzata per il 45% per uso domestico.&nbsp;La fornitura d’acqua in Palestina è di 52 milioni di metri cubi all’anno mentre quella della Giordania è di 48 milioni.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal">Chiara Palmieri</p>
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		<title>L&#8217;Unesco sospende le attivita&#8217; fino a fine anno, dopo che gli Usa bloccano i fondi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/siti-unesco/l-unesco-sospende-le-attivita-fino-a-fine-anno-dopo-che-gli-usa-bloccano-i-fondi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:52:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Bokova]]></category>
		<category><![CDATA[deficit Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco e Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Annuncio oggi a Parigi: le attività dell&#8217;Unesco sono sospese fino alla fine dell&#8217;anno. L&#8217;Organismo dell&#8217;Onu infatti deve far fronte al buco che si è venuto a determinare nei conti dopo che gli Usa hanno sospeso i finanziamenti in seguito all&#8217;entrata della Palestina La notizia era nell&#8217;aria e l&#8217;aria dalle parti di Parigi, dove ha sede [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3729" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_viaggiare_unesco-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Annuncio oggi a Parigi: le attività dell&#8217;Unesco sono sospese fino alla fine dell&#8217;anno. L&#8217;Organismo dell&#8217;Onu infatti deve far fronte al buco che si è venuto a determinare nei conti dopo che gli Usa hanno sospeso i finanziamenti in seguito all&#8217;entrata della Palestina</p>
<p> <span id="more-3730"></span>   </p>
<p>La notizia era nell&rsquo;aria e l&rsquo;aria dalle parti di Parigi, dove ha sede l&rsquo;Unesco, non era di certo buona. Perche? Perch&egrave; da quando gli Stati Uniti hanno bloccato i finanziamenti all&rsquo;organismo Onu a seguito dell&rsquo;entrata della Palestina come Stato &rsquo;membro&rsquo; dell&rsquo;Unesco e non pi&ugrave; soltanto come osservatore, la situazione rischia di appesantire le casse dell&rsquo;Organismo di Parigi. L&rsquo;annuncio del blocco delle attivit&agrave; fino a fine anno &egrave; stato dato quest&rsquo;oggi dalla direttrice Bokova mentre si stavano svolgendo i lavori della Conferenza generale dell&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;Educazione, la scienza e la Cultura.</p>
<p>Lo scorso 31 Ottobre infatti la Palestina &egrave; entrata di diritto nell&rsquo;organismo internazionale a seguito di una votazione che ha visto 107 paesi favorevoli, 14 contrari e 52 astenuti (l&rsquo;Italia era tra questi ultimi).</p>
<p>Gli Stati Uniti d&rsquo;America contribuiscono all&rsquo;Unesco con circa 60 milioni di dollari (43 milioni di euro) che si avvicina alla cifra di 65 milioni di dollari, che, fino a fine anno, rappresenta il deficit dell&rsquo;Unesco. Il blocco delle attivit&agrave; infatti implicherebbe un risparmio di 35 milioni di dollari, che uniti ai 30 milioni di fondo di rotazione farebbero s&igrave; che i risparmi si ottengano.</p>
<p>Queste misure di taglio riguarderanno i costi interni, di viaggio, di comunicazione, di pubblicazioni ma non metteranno a rischio lo svolgimento del Comitato Intergovernativo che si svolger&agrave; a Bali dal 22 al 29 Novembre. Nei prossimi anni il deficit dell&rsquo;Unesco potrebbe cos&igrave; salire, ma l&rsquo;organizzazione presieduta dalla Bokova sta gi&agrave; mettendo in pista diverse idee per raccolta di Fondi, tra cui potrebbe esserci una Giornata o una settimana mondiale dedicata all&rsquo;Unesco. In molti infine hanno sottoscritto in questi giorni contributi di solidariet&agrave; per vedere all&rsquo;opera l&rsquo;Organismo delle Nazioni Unite che contribuisce a preservare i posti pi&ugrave; belli del Mondo. (mig)</p>
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