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	<title>intelligenza &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>TI REPUTI INTELLIGENTE?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 15:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[caratteristiche intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza sopra la media]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Le sette caratteristiche che indicano un’intelligenza sopra la media Se cerchiamo la parola “intelligenza” sul vocabolario della lingua italiana, troviamo questa definizione: “Capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti dell&#8217;esperienza e della contingenza”. Benché i ricercatori nel campo non ne abbiano ancora dato una definizione ufficiale (considerabile come universalmente condivisa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-142862" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/man-3591573_1280.jpg" alt="intelligenza " width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/man-3591573_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/man-3591573_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/man-3591573_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Le sette caratteristiche che indicano un’intelligenza sopra la media</h3>
<p><span id="more-142861"></span></p>
<p align="justify">Se cerchiamo la parola “intelligenza” sul vocabolario della lingua italiana, troviamo questa definizione: “<em>Capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti dell&#8217;esperienza e della contingenza</em>”.</p>
<p align="justify">Benché i ricercatori nel campo non ne abbiano ancora dato una definizione ufficiale (considerabile come universalmente condivisa dalla comunità scientifica), alcuni identificano l&#8217;intelligenza come <strong>la capacità di un agente di affrontare e risolvere con successo situazioni e problemi nuovi o sconosciuti</strong>.</p>
<p align="justify">Tradizionalmente attribuita alle sole specie animali, oggi l&#8217;intelligenza viene da alcuni attribuita, in misura minore, anche alle piante, mentre il campo di ricerca dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> tenta di creare delle macchine che siano in grado di riprodurre o di simulare l&#8217;intelligenza umana.</p>
<p align="justify">Il cervello di un uomo pesa circa 1350 grammi mentre quello di una donna ne pesa 1200 g. Con queste cifre, gli esseri umani hanno il più alto quoziente di <i>encefalizzazione</i> (un indice relativo della grandezza del cervello rispetto al corpo) ma… <strong>non sono le dimensioni che contano</strong>. I fattori che si correlano meglio con l’intelligenza sono il <strong>numero di neuroni corticali</strong> e la <strong>velocità di conduzione</strong>, come base per la capacità di elaborazione delle informazioni.</p>
<h4 align="justify"><b>Le caratteristiche delle persone intelligenti</b></h4>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a>Le persone con un’intelligenza sopra la media non sono definite solo dai punteggi alti che ottengono ai test di QI. Queste persone, infatti, tendono ad avere in comune molte altre particolarità. Vediamone alcune tratte da <a href="https://psicoadvisor.com/caratteristiche-che-indicano-che-sei-piu-intelligente-della-media-28161.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un articolo di <i><b>Psicoadvisor</b></i></a>.</p>
<p align="justify"><i>1. Le persone intelligenti sono più insicure</i></p>
<p align="justify">Paradossalmente, le persone intelligenti riconoscono i limiti del proprio intelletto e questo talvolta le rende molto insicure.</p>
<p align="justify"><i>2. Sono esploratori, curiosi e aperti a nuove esperienze</i></p>
<p align="justify">Una ricerca pubblicata sul <strong>Journal of Individual Differences</strong> (Furnham e Cheng, 2016) suggerisce l’esistenza di un legame tra l’apertura a nuove esperienze e l’intelligenza.</p>
<p align="justify"><i>3. Amano la solitudine</i></p>
<p align="justify">In realtà, il titolo di questo paragrafo è ingannevole. Le persone più intelligenti non amano la solitudine, piuttosto la ricerca suggerisce che <strong>tendono a trarre meno piacere dalle relazioni interpersonali</strong> rispetto alla maggior parte degli esseri umani.</p>
<p align="justify"><i>4. Hanno un buon autocontrollo</i></p>
<p align="justify">Chi ha un buon autocontrollo non è succube delle gratificazioni immediate e sa posticipare il piacere.</p>
<p align="justify"><i>5. Sono più divertenti</i></p>
<p align="justify">Gli scienziati dell’<strong>Università del New Mexico</strong>, hanno osservato che le persone con un buon senso dell’umorismo tendono ad avere punteggi più alti ai test del QI.</p>
<p align="justify"><i>6. Umorismo macabro</i></p>
<p align="justify">Sembrerebbe che le persone che ottengono punteggi più elevati nei test di intelligenza verbale e non verbale, <strong>riescano ad apprezzare maggiormente l’umorismo nero</strong>.</p>
<p align="justify"><i>7. Imparano dai propri errori</i></p>
<p align="justify">L’intelligenza umana è una qualità mentale che consiste nella capacità di <strong>imparare dall’esperienza e adattarsi alle nuove situazione</strong> usando le nozioni apprese per manipolare e migliorare l’ambiente circostante. Quando l’ambiente è immutabile, la capacità di adattamento correlata all’intelligenza prevede la facoltà di cambiare se stessi per affrontare in modo più efficace anche l’ambiente più ostile.</p>
<p align="justify">D.T.</p>
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		<item>
		<title>L’incredibile scoperta sulle capacità intellettive dei corvi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/lincredibile-scoperta-sulle-capacita-intellettive-dei-corvi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cognizione animale]]></category>
		<category><![CDATA[corvi]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Una scoperta incredibile dimostra che i corvi hanno esperienze soggettive e coscienti Sono sempre di più le cose che impariamo sui corvi. Qualche tempo fa, uno studio di cui avevamo parlato su Ecoseven aveva raccontato della capacità dei corvi di ricordare. Adesso – e per la prima volta – gli scienziati hanno scoperto che i corvi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68737" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/crow-3604685_1280-e1602074399683.jpg" alt="corvo" width="800" height="534" /></h3>
<h3>Una scoperta incredibile dimostra che i corvi hanno esperienze soggettive e coscienti</h3>
<p><span id="more-68736"></span></p>
<p>Sono sempre di più le cose che impariamo sui corvi. Qualche tempo fa, uno studio di cui avevamo parlato su <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-corvi-non-dimenticano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ecoseven</em> </a>aveva raccontato della <strong>capacità dei corvi di ricordare</strong>.</p>
<p>Adesso – e per la prima volta – <strong>gli scienziati hanno scoperto che i corvi sono capaci di esperienze e percezioni soggettive e coscienti</strong>.</p>
<h4>Insomma, un altro grande passo avanti nella nostra comprensione della cognizione animale.</h4>
<p>Anche perché, prima di questo studio, <strong>la percezione cosciente si conosceva solo tra umani e altri primati</strong>. Il cervello di animali come gli uccelli era considerato troppo diverso dal nostro per avere esperienze soggettive, ma <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6511/1626" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo studio</a>, pubblicato sulla rivista <em>Science</em>, <strong>potenzialmente ribalta le ipotesi degli scienziati su quanto possano essere intelligenti i volatili</strong>.</p>
<h4>I corvi, e i corvidi, in generale, sono noti da tempo per la loro intelligenza e capacità di risolvere enigmi.</h4>
<p>Ma ora le scansioni cerebrali condotte dai neuroscienziati dell&#8217;Università di Tubinga rivelano che <strong>i corvi pensano attivamente a qualunque stimolo avuto durante un esperimento</strong>, anche quando questo stimolo non è presente. È una scoperta davvero molto interessante, visto che i cervelli degli uccelli hanno cortecce cerebrali molto diverse e molto più piccole di quelle che si pensa siano la fonte della coscienza umana.</p>
<p>&#8220;I risultati del nostro studio aprono un nuovo modo di guardare all&#8217;evoluzione della consapevolezza e ai suoi vincoli neurobiologici&#8221;, ha detto l&#8217;autore principale Andreas Nieder in un <a href="https://phys.org/news/2020-09-conscious-birds-brains.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</p>
<p>Supponendo che lo studio regga a un ulteriore esame, <strong>la domanda più grande è quando questa coscienza ha avuto origine e se è condivisa da altri animali</strong> non primati o se si è sviluppata nei corvi indipendentemente.</p>
<p>&#8220;<strong>Gli ultimi antenati comuni di umani e corvi vissero 320 milioni di anni fa</strong>&#8220;, ha detto Nieder. &#8220;È possibile che la coscienza della percezione sia sorta allora e da allora sia stata tramandata&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La pigrizia dell&#8217;Homo erectus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 06:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[homo erectus]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[ominidi]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, gli antichi ominidi erano troppo pigri per sopravvivere L&#8217;Homo erectus&#160;è la specie da cui gli umani moderni si sono evoluti: si tratta di una specie di ominidi che si sono messi, appunto, in posizione eretta, che potevano correre per lunghe distanze e che sapevano costruire attrezzi. E allora perché si sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37104" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_estizionedelgiominidi.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_estizionedelgiominidi.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_estizionedelgiominidi-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_estizionedelgiominidi-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, gli antichi ominidi erano troppo pigri per sopravvivere</p>
<p>  <span id="more-37105"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_erectus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Homo erectus</a>&nbsp;è la specie da cui gli umani moderni si sono evoluti: si tratta di una specie di ominidi che si sono messi, appunto, in posizione eretta, che potevano correre per lunghe distanze e che sapevano costruire attrezzi. E allora perché si sono estinti? Secondo <a href="http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0200497" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, la risposta potrebbe essere nel fatto che erano troppo pigri.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di scienziati dell&#8217;<a href="http://www.anu.edu.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Australian National University</a>&nbsp;ha esplorato un&#8217;area, nella penisola arabica, dove viveva un gruppo di Homo erectus, scoprendo, appunto, che questi ominidi erano forti e abili, ma che usavano utensili costruiti con pietre di bassa qualità, benché su una collina vicina ci fossero pietre notevolmente migliori e loro ne fossero a conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché non andavano a prenderle? Perché gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Homo sapiens</a>&nbsp;e gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_neanderthalensis" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Homo neanderthalensis</a>&nbsp;scalavano le montagne per ottenere i materiali migliori che potessero trovare, mentre gli Homo erectus si accontentavano di quello che trovavano più vicino? Perché erano pigri, questo hanno detto gli scienziati.</p>
<p style="text-align: justify;">E sempre per questo motivo, quando la regione ha iniziato a prosciugarsi, gli uomini delle caverne – magari in attesa che la situazione cambiasse da sé, senza dover fare troppo – non si sono sforzati verso l&#8217;adattamento. Alla fine, il clima è cambiato, ma loro no, quindi si sono estinti. <br />Minimo sforzo, nessuna lungimiranza, negazione dei problemi: insomma, una vera pigrizia nei confronti dell&#8217;osservazione del mondo che li circondava. Questi, secondo gli autori dello studio, potrebbe essere i motivi della loro sparizione.<br />Cerchiamo di non fare lo stesso.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>L’educazione musicale fa andare bene a scuola</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/l-educazione-musicale-fa-andare-bene-a-scuola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 12:51:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[Le lezioni di musica migliorano le capacità cognitive e le prestazioni scolastiche dei bambini Oggi conosciamo meglio il primo studio longitudinale, su larga scala, dedicato a capire se e come le lezioni di musica strutturate migliorino le capacità cognitive dei bambini. Secondo quanto emerso, non c’è dubbio: le migliorano in maniera inequivocabile, inclusi i ragionamenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36548" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_effettiinsegnamentomusica.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_effettiinsegnamentomusica.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_effettiinsegnamentomusica-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_effettiinsegnamentomusica-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Le lezioni di musica migliorano le capacità cognitive e le prestazioni scolastiche dei bambini</h2>
<p><span id="more-36549"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi conosciamo meglio il <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2018/03/180326140244.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primo studio longitudinale</a>, su larga scala, dedicato a capire se e come le lezioni di musica strutturate migliorino le capacità cognitive dei bambini. Secondo quanto emerso, non c’è dubbio: le migliorano in maniera inequivocabile, inclusi i ragionamenti basati sul linguaggio, la memoria a breve termine, la pianificazione e l’inibizione di alcune risposte, portando a migliori risultati accademici.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato in Frontiers in Neuroscience, è la prima ricerca che fa riferimento al programma scolastico regolare. Anche le arti visive, a dire dei ricercatori, fanno bene: migliorano significativamente la memoria visiva e spaziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso la musica viene considerata qualcosa di superfluo. &#8220;Nonostante si sappia che la musica ha effetti benefici sulla cognizione, sta scomparendo dai programmi d’istruzione&#8221;, dice l&#8217;autore principale dello studio, il Dr. Artur Jaschke della VU University di Amsterdam. &#8220;Questo ci ha portato ad avviare uno studio consistente sui possibili effetti dell&#8217;educazione musicale sulle abilità cognitive&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo di ricerca ha preso in esame 147 bambini di diverse scuole olandesi, nelle quali veniva insegnato un metodo musicale sviluppato dal Ministero della ricerca e dell&#8217;istruzione nei Paesi Bassi e un centro specializzato per l&#8217;educazione artistica.<br />
I bambini sono stati divisi in gruppi: il primo gruppo ha ricevuto un&#8217;educazione musicale che prevedeva un metodo musicale strutturato; il secondo gruppo ha ricevuto un&#8217;educazione alle arti visive, i bambini del terzo gruppo, invece non hanno ricevuto alcuna lezione extra-curricolare.<br />
Gli studiosi hanno quindi misurato le prestazioni a due anni e mezzo di distanza, esaminando varie abilità cognitive tra cui la pianificazione, l’inibizione e la conservazione della memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto che i bambini che avevano ricevuto lezioni di musica, così come lezioni di arti visive, mostravano miglioramenti significativi nella loro memoria visiva e spaziale a breve termine. Inoltre, i bambini che avevano ricevuto lezioni di musica mostravano miglioramenti nel ragionamento basato sulla lingua, nonché nella loro capacità di pianificare, organizzare e completare le attività.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo suggerisce che le abilità cognitive sviluppate durante le lezioni di musica possono influenzare le capacità cognitive dei bambini in soggetti completamente indipendenti, portando a un miglioramento generale delle prestazioni accademiche&#8221;, ha osservato il dott. Jaschke.<br />
<a href="https://www.ecoseven.net//?p=31746" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sapevamo che la musica aiuta a vivere meglio</a>, ora abbiamo la certezza che ci renda anche più intelligenti.</p>
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		<title>Guidare troppo peggiora le capacità del nostro cervello? E guardare troppa televisione?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/guidare-troppo-peggiora-le-capacita-del-nostro-cervello-e-guardare-troppa-televisione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 09:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Un recente studio britannico analizza alcuni comportamenti che tendono a ridurre la nostra intelligenza A quanto rivelato da una ricerca&#160;pubblicata sulla rivista «American Journal of Epidemiology» e condotta grazie a una joint venture tra gli ospedali di Leicester e la University of Leicester, trascorrere molto tempo al volante o davanti alla televisione riduce l&#8217;intelligenza, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34694" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_Guidare_e_Intelligenza.jpg" alt="" width="700" height="461" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Guidare_e_Intelligenza.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Guidare_e_Intelligenza-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Un recente studio britannico analizza alcuni comportamenti che tendono a ridurre la nostra intelligenza</p>
<p>  <span id="more-34695"></span>  </p>
<p>A quanto rivelato da una <a href="https://academic.oup.com/aje/article-abstract/doi/10.1093/aje/kwx273/3964401/Associations-between-sedentary-behaviours-and?redirectedFrom=fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;pubblicata sulla rivista «American Journal of Epidemiology» e condotta grazie a una joint venture tra gli ospedali di Leicester e la <a href="https://le.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Leicester</a>, trascorrere molto tempo al volante o davanti alla televisione riduce l&#8217;intelligenza, e continua a ridurla man mano che aumenta il tempo che si passa a fare queste due attività.&nbsp;</p>
<p>I ricercatori hanno analizzato gli stili di vita di più di 500.000 britannici di età compresa tra i 37 e i 73 anni, facendo test di intelligenza e memoria. Hanno scoperto che le 93.000 persone che avevano guidato più di due o tre ore al giorno all&#8217;inizio dello studio avevano una minore capacità cerebrale che poi continuava a diminuire man mano che lo studio andava avanti, a un ritmo più rapido di coloro che avevano guidato poco o per niente.</p>
<p>Lo studio ha anche analizzato le capacità intellettive delle persone che avevano passato molto tempo davanti a televisione e computer e la cosa interessante è che mentre la Tv è risultata essere dannosa come la guida per le capacità del cervello, il computer no: le persone che avevano usato molto il computer non hanno avuto un calo nei test di intelligenza – il che suggerisce che l&#8217;uso del computer ha un effetto stimolante sul cervello.</p>
<p>Non è la prima volta che uno studio mostra il costo «sociale» della guida o della televisione e il loro impatto sulla società: questo dovrebbe spingere a politiche di pianificazione che incoraggino le città pedonabili, l&#8217;efficienza del trasporto pubblico e la necessità di opzioni culturalmente stimolanti per socializzare e vivere al di fuori del proprio divano. <br />Davanti al computer, invece, a quanto pare, possiamo continuare a starci.</p>
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		<item>
		<title>I bambini più intelligenti vivono più a lungo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/i-bambini-piu-intelligenti-vivono-piu-a-lungo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2017 09:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio scozzese indaga il rapporto tra la durata della vita e le capacità intellettive personali È stato pubblicato sulla rivista The BMJ, lo studio&#160;di follow-up che ha analizzato i dati di una parte della popolazione inglese durante 68 anni ed è arrivato a concludere che i bambini intelligenti tendono a vivere più a lungo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34374" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_o-SMART-CHILD-facebook.jpg" alt="" width="700" height="350" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_o-SMART-CHILD-facebook.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_o-SMART-CHILD-facebook-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Uno studio scozzese indaga il rapporto tra la durata della vita e le capacità intellettive personali</p>
<p>  <span id="more-34375"></span>  </p>
<p>È stato pubblicato sulla rivista The BMJ, lo<a href="http://www.bmj.com/content/357/bmj.j2708" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> studio&nbsp;di follow-up</a> che ha analizzato i dati di una parte della popolazione inglese durante 68 anni ed è arrivato a concludere che i bambini intelligenti tendono a vivere più a lungo dei loro coetanei meno dotati.</p>
<p>I ricercatori scozzesi hanno iniziato lo studio con 75.252 uomini e donne nati nel 1936 – il 94% della popolazione scozzese nata quell&#8217;anno – e, nel 1947, gli hanno fatto dei test di intelligenza standardizzati. Dopo 68 anni, ovvero nel 2015 hanno potuto confermare una causa di morte per 25.979 di loro, mentre gli altri 30.464 erano ancora in Gran Bretagna.</p>
<p>È stato dopo aver controllato le caratteristiche di tipo sanitario, socioeconomico e comportamentale, che i ricercatori hanno rilevato che i punteggi più bassi sui test di intelligenza infantile erano maggiormente associati alla morte per malattie cardiache, per ictus, per malattie respiratorie, per cancro ai polmoni e tumori allo stomaco. Essendo queste tutte malattie altamente associate al fumo, anche il fumo è stato analizzato e anche se ha parzialmente spiegato l&#8217;associazione con la mortalità, non ha diminuito la rilevanza di collegamento con i punteggi più bassi sui test di intelligenza.</p>
<p>Per quanto riguarda i tumori non correlati al fumo o le morti per suicidio, invece, l studio non ha trovato alcuna associazione con la più «bassa» capacità intellettiva, mentre ha trovato un forte collegamento tra quest&#8217;ultima e le morti per ferite accidentali.</p>
<p>Le ragioni di questi collegamenti o non collegamenti sono tutt&#8217;altro che chiare, quindi ora gli studiosi sono alla ricerca di motivazioni: hanno spiegato che potrebbero entrarci gli stili di vita, l&#8217;istruzione, la genetica, molte cose, ma che sono necessari ancora altri studi per capire meglio i risultati ottenuti.</p>
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		<title>Mangiare cioccolato rende più intelligenti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 11:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori dell&#8217;Università del Maine hanno collegato il consumo abituale di cioccolato al miglioramento della funzione cognitiva Diventare più svegli mangiando cioccolato più di una volta a settimana: è davvero possibile? A quanto dice una ricerca condotta dagli studiosi dell&#8217;Università del Maine, l&#8217;assunzione del cioccolato potrebbe davvero potenziare la nostra funzione cognitiva.  Lo studio ha valutato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30958" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_cioccolato-17771-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I ricercatori dell&#8217;Università del Maine hanno collegato il consumo abituale di cioccolato al miglioramento della funzione cognitiva<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30959"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Diventare più svegli mangiando cioccolato più di una volta a settimana: è davvero possibile? A quanto dice una <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666316300459" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> condotta dagli studiosi dell&#8217;Università del Maine, l&#8217;assunzione del cioccolato potrebbe davvero potenziare la nostra funzione cognitiva. </span></p>
<p>Lo studio ha valutato un gruppo di 968 adulti privi di demenza, monitorando la loro dieta quotidiana per un certo numero di mesi – con un focus sulla loro assunzione più o meno abituale di  cioccolato.</p>
<p>I ricercatori sono stati in grado di trovare una relazione statisticamente significativa tra il mangiare cioccolato e una vasta gamma di funzioni cerebrali, tenendo anche in considerazione i fattori cardiovascolari, lo stile di vita e i fattori dietetici. Tutti i punteggi cognitivi erano significativamente più elevati in coloro che avevano consumato il cioccolato almeno una volta a settimana, rispetto a quelli che non lo avevano mai consumato o lo avevano consumato molto raramente, con molti benefici per la salute fisica.</p>
<p>I prodotti con cioccolato e cacao contengono flavonoidi, che sono dei composti polifenolici naturalmente presenti negli alimenti di origine vegetale e che hanno dimostrato di contribuire ad aumentare la velocità di elaborazione di un informazione e il lavoro della memoria. Inoltre, gli altri composti presenti nel cioccolato includono metilxantine, caffeina e teobromina, che sono noti per migliorare la vigilanza e l&#8217;elaborazione cognitiva.</p>
<p>La quantità di flavonoidi dipende dal tipo di cioccolato ed è presente in una percentuale più alta nel cioccolato fondente, a quanto dice lo studio (circa 7-15% nel cioccolato al latte e 30-70% nel cioccolato fondente) – inoltre il cioccolato fondente è più sano di quello al latte perché contiene meno zuccheri. </p>
<p>Quella di aumentare la nostra performance cognitiva non è la prima dote positiva che viene collegata all&#8217;assunzione del cioccolato: storicamente era stato già insignito di caratteristiche che potevano essere usate per il trattamento di diverse malattie. E poi è anche molto buono.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=13332" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il cioccolato fa bene anche per il cervello degli anziani.</a></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Essere flessibili significa essere intelligenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 14:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[essere intelligenti]]></category>
		<category><![CDATA[flessibili]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
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					<description><![CDATA[  Flessibilità è sinonimo di intelligenza: l&#8217;opinione comune è stata confermata e spiegata scientificamente da un gruppo di ricercatori toscani     Flessibilità è sinonimo di intelligenza. A dirlo è il lavoro condotto da Emiliano Santarnecchi presso il laboratorio di Brain Investigation &#38; Neuromodulation dell&#8217;Unità di neurologia e neurofisiologia clinica dell&#8217;azienda ospedaliera universitaria di Siena. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20063" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/08/images_igallery_resized_ambientetest_index-12264-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Flessibilità è sinonimo di intelligenza: l&#8217;opinione comune è stata confermata e spiegata scientificamente da un gruppo di ricercatori toscani</p>
<p>  <span id="more-20064"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Flessibilità è sinonimo di<a href="https://www.ecoseven.net//?p=464"> intelligenza</a></strong>. A dirlo è il lavoro condotto da Emiliano Santarnecchi presso il laboratorio di Brain Investigation &amp; Neuromodulation dell&#8217;Unità di neurologia e neurofisiologia clinica dell&#8217;azienda ospedaliera universitaria di Siena.</p>
<p> </p>
<p>Tale opinione, che si è guadagnata la copertina della rivista &#8216;<strong>Human Brain Mapping</strong>&#8216;, ad alcuni sembrava quasi scontata, ma ora è stata confermata e spiegata dal gruppo di ricercatori toscani, i quali hanno dimostrato che il livello di intelligenza è condizionato dalla presenza di connessioni cerebrali duttili e flessibili.</p>
<p> </p>
<p>&#8216;Essere più o meno &#8216;smart&#8217; dipende dall&#8217;elaborazione di specifiche aree del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19014"><strong>cervello</strong></a> che comunicano tra loro mediante connessioni cerebrali instabili e quindi flessibili: maggior flessibilità delle connessioni vuol dire maggiore intelligenza&#8217;, affermano gli studiosi.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Andare a scuola ci rende più intelligenti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bambini/andare-a-scuola-ci-rende-pi-intelligenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 18:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[istituti professionali]]></category>
		<category><![CDATA[licei]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola obbligatoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio ha dimostrato che la frequentazione scolastica obbligatoria rende più intelligenti. A scoprirlo è stato un team di ricercatori del dipartimento di statistica dell’Università di Oslo Andare a scuola rende più intelligenti, potrebbe sembrare un’informazione scontata ma non è così. Lo dimostrano le cifre di uno studio condotto da alcuni scienziati norvegesi, che infatti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4434" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_ambiente_scuola-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">Uno studio ha dimostrato che la frequentazione scolastica obbligatoria rende più intelligenti. A scoprirlo è stato un team di ricercatori del dipartimento di statistica dell’Università di Oslo</p>
<p>  <span id="more-4435"></span>  </p>
<p>Andare a scuola rende più intelligenti, potrebbe sembrare un’informazione scontata ma non è così. Lo dimostrano le cifre di uno studio condotto da alcuni scienziati norvegesi, che infatti hanno misurato il quoziente intellettivo di alcuni ragazzi prima e dopo l’attuazione di una riforma scolastica che aumentava di due anni l’obbligo per il ciclo di studi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tarin Galloway e Cristian Brinch, insieme al loro gruppo, hanno esaminato i nati tra il 1950 e il 1958, per verificare se le modifiche all’obbligo di istruzione della scuola superiore apportate in Norvegia fin dal 1955 avessero avuto qualche effetto sugli studenti.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cifre parlano chiaro. Chi aveva studiato più a lungo, ne aveva tratto beneficio. Tra chi aveva frequentato la scuola prima delle riforma che innalzava l’obbligo scolastico e chi aveva frequentato la scuola dopo la riforma c’era uno scarto di 0,6 punti nel QI (maggiore era il QI dei secondi).&nbsp;Gli esiti della ricerca, pubblicati sulla rivista Pnas, sembrano mostrare, secondo gli esperti, che l’istruzione abbia effetti duraturi sulle capacità cognitive. </p>
<p> &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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